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Socrates

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di Socrates

  1. Deschamps: "Rabiot non é alla Juventus per caso" Il Ct della Francia Didier Deschamps riconosce alla Juventus il merito di aver ottenuto il meglio da Adrien Rabiot. 'Quando sei lì, fai quello che ti dicono di fare'. Rabiot era stato notoriamente escluso dai Bleus dopo aver rifiutato di far parte delle riserve per la squadra della Coppa del Mondo 2018. “È cresciuto così tanto. Ci sono stati momenti complicati dopo il PSG e ha avuto un inizio difficile nella sua carriera alla Juve. Non posso dire che sia stato trasformato, ma non è più lo stesso giocatore", ha detto Deschamps dopo la vittoria per 1-0 della Francia in Portogallo. “C'è fiducia tra noi ora e continuiamo a discutere su diverse questioni. Non si domanda se sta giocando troppo in profondità o più avanzato, troppo a destra o a sinistra. Ha questa capacità di adattarsi". Già ex giocatore e allenatore della Juventus, Deschamps non è sorpreso dello sviluppo che Rabiot ha vissuto a Torino. “Conosco il club per cui gioca. Quando sei lì, fai quello che ti dicono. Se ti rifiuti di fare quello che dicono, allora sei fuori. "Forse non l'ha fatto abbastanza all'inizio, ma lo sta facendo ora. Non possiamo cancellare il passato, ma guardare avanti. Se lo seleziono, è perché so che puó far parte di questa nazionale".
  2. Deschamps: 'Rabiot improved at Juventus' Nov 15, 2020 France coach Didier Deschamps credits Juventus with getting the best out of Adrien Rabiot. ‘When you are there, you do what they tell you to.’ Rabiot had famously been frozen out of the Bleus after he refused to be part of the reserves for the 2018 World Cup squad. “He has grown so much. There were some complicated moments after PSG and it was a difficult start to his Juve career. I can’t say that he has been transformed, but he’s no longer the same player,” said Deschamps after France’s 1-0 win in Portugal. “There is trust between us now and we continue to discuss matters. He doesn’t question if he’s playing too deep or more advanced, too much to the right or left. He has this ability to adapt.” ........... Continue -> https://bit.ly/32Muxsy
  3. Socrates

    DEJAN KULUSEVSKI

    Kulusevski merita i 90 minuti L’impatto di Dejan Kulusevski è stato tutto sommato positivo. Il campione da valutare è eccessivamente povero, avendo la Juve giocato solo 9 gare ufficiali in stagione, ma di sicuro lo svedese si è guadagnato il rispetto dell’ambiente e un ruolo importante nelle rotazioni. Qualche balbettio in Champions, qualche panchina, ma la sua carta d’identità non mente, e sono tutte situazioni che per un classe 2000 devono essere messe in conto. Una cosa però, in questo inizio di stagione, salta all’occhio: quando è partito titolare, Kulusevski non ha mai terminato la partita, anche nel suo brillante esordio contro la Sampdoria, dove ha anche segnato il suo gol d’esordio con la nuova maglia. Pirlo lo ha sempre tolto dal campo prima del fischio finale, e soprattutto lo ha fatto in due partite, contro il Crotone al 70′ e contro la Lazio al 77′, in cui l’ex Parma avrebbe potuto essere utile per raggiungere il vantaggio, come contro i rossoblu, o per mantenere il vantaggio, come a Roma. In Calabria, con l’espulsione di Chiesa, e la contemporanea mancanza di Dybala e Ronaldo, Kulusevski era forse rimasto l’unico elemento con estro in grado di poter trovare la giocata dal nulla. E infatti, dopo il palo su calcio da fermo di Morata, proprio su punizione di Kulusevski, la Juve è riuscita a produrre solo l’azione del gol annullato allo stesso Morata. All’Olimpico, il numero 44 è cresciuto alla distanza, come hanno dimostrato alcuni strappi clamorosi tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo tempo, e nel finale, quando la Juve ha abbassato il baricentro e la Lazio ha cominciato a pressare, sostituirlo ha tolto dal campo ai bianconeri l’unico elemento in grado di ribaltare in velocità il campo, che sarebbe stato fondamentale per allentare la pressione e, potenzialmente, creare anche situazioni per raddoppiare. .......... Articolo completo -> https://www.juventibus.com/kulusevski-merita-90-minuti/
  4. 3 mesi della Juventus di Pirlo. Un potenziale tutto da scoprire La nuova Juventus di Pirlo è al terzo mese d’età. Tra alti e bassi, e un potenziale ancora tutto da scoprire. Sono passati 3 mesi da quando nei propri profili Social, la Juventus dava il benvenuto ad Andrea Pirlo come nuovo allenatore della prima squadra. La scelta più imprevedibile e rischiosa del Presidente Andrea Agnelli. E oggi, solo dopo 90 giorni, cosa possiamo dire riguardo questa scelta? La nuova Juventus di Pirlo sta prendendo forma Sicuramente non dobbiamo sottovalutare il periodo particolare che tutti stiamo vivendo, il quale ha sottratto a Pirlo alcuni mesi di preparazione, che sicuramente avrebbero fatto comodo al “Maestro”. Il tutto per cercare di “inculcare” le sue idee a tutta la squadra. Da non sottovalutare anche il fatto che causa Covid, e Nazionali, parecchi giocatori hanno fatto pochissimi allenamenti sotto la guida di Pirlo e quindi è normale che la Juventus 20/21 stia facendo fatica a decollare. Le novità apportate dal tecnico bresciano Pirlo, uomo intelligente e ambizioso, ha comunque portato delle novità all’interno della squadra. A partire dal modulo, 3-4-1-2 in fase offensiva e 4-4-2 in fase difensiva. Questo ha portato Danilo a diventare addirittura il fulcro della difesa “elastica” dell’allenatore bresciano. Visto che quest’ultimo è l’unico (insieme probabilmente ad Alex Sandro) a potersi sdoppiare in terzo centrale quando si attacca a terzino quando si difende. Se Danilo è la sorpresa della difesa, a centrocampo la novità riguarda la disposizione vera e propria, centrocampo a 2 con Arthur, Bentancur, Rabiot e McKennie a contendersi il posto e un trequartista che ha il compito di allargarsi in fase di non possesso. Ruolo che hanno ricoperto Ramsey e Kulusevski, più di tutti (ma “occhio” all’americano). Le fasce sono presediate invece da due giocatori, Cuadrado e Chiesa, che pestano la linea laterale e allargano costantemente la difesa avversaria. Se il colombiano è ormai una certezza della Vecchia Signora, il neo-acquisto dalla Fiorentina sta diventando un vero e proprio insostituibile in quel ruolo. Data la forza atletica che gli permette di essere super efficiente in entrambe le fasi. Vista la mole di lavoro che fa, permettiamogli qualche sbavatura ogni tanto. Morata stravolge la nuova Juventus di Pirlo ....... Articolo completo -> https://www.juventibus.com/3-mesi-juventus-pirlo-potenziale/
  5. Bonucci costretto a lasciare la nazionale L'Italia dovrà fare a meno di Leonardo Bonucci per le prossime partite della Nations League contro Polonia e Bosnia-Erzegovina. Bonucci è fuori per un problema muscolare e ha rivelato di aver giocato con un infortunio agli adduttori nel secondo tempo dell'1-1 della Juventus con la Lazio prima della sosta per la nazionale. Il difensore centrale (33 anni) non aveva giocato l'amichevole di giovedì contro l'Estonia, partita vinta dagli Azzurri per 4-0 che ha portato a 20 la sua striscia di imbattibilità. "Volevo esserci a tutti i costi, ma purtroppo non posso", ha detto sabato Bonucci in un'intervista a Rai Sport. Ho spinto forte e stretto i denti negli ultimi 20 giorni, anche contro la Lazio nell'ultima mezz'ora in cui ho sentito fastidio. "Purtroppo il dolore sta crescendo, sono costretto a fermarmi. A Torino valuteremo i tempi di recupero".
  6. Bonucci ruled out for Italy Nov 14, 2020 Italy will have to do without Leonardo Bonucci for their upcoming Nations League games against Poland and Bosnia-Herzegovina. Defender Bonucci is out with a muscular problem having revealed he had played on with an adductor injury during the second half of Juventus' 1-1 draw with Lazio prior to the international break. The centre-back (33 y.o.) had not featured in Thursday's friendly against Estonia, a game the Azzurri won 4-0 to stretch their unbeaten run to 20 matches. "I wanted to be there at all costs, but unfortunately I can't," Bonucci said in an interview with Rai Sport on Saturday. "I pushed hard and gritted my teeth in the last 20 days, including against Lazio in the last half-hour when I felt discomfort. "Unfortunately it is a crescendo of pain, I am forced to stop. In Turin, we will evaluate the recovery times." ....... Continue -> https://bit.ly/36CAXLD
  7. Luis Figo: ‘Se non avrá infortuni seri, Ronaldo continuerá a fare goal’ Cristiano Ronaldo può avere anche 35 anni, ma Luis Figo dice che la superstar della Juventus può "continuare a segnare gol" al massimo livello per molte stagioni a venire se "gli infortuni lo risparmieranno". Il cinque volte vincitore del Pallone d'Oro è stato fortunato sul fronte del fitness per tutta la sua straordinaria carriera fino ad oggi. Mantenendosi nella migliore forma possibile, uno dei piú grandi di tutti i tempi è stato in grado di evitare lunghi periodi in infermeria. Il leggendario ex nazionale portoghese ha parlato a Marca di Ronaldo, che ha lasciato il Real Madrid per l'Italia durante l'estate 2018: “Non sono sorpreso dalla sua forma perché Cristiano è sempre stato un grande professionista. Se gli infortuni non si accaniranno su di lui, continuerà a segnare goal perché è un dono che ha e, se il fattore fisico glielo permette - l'età influisce in termini di recupero e velocità, certo - ne segnerà ancora molti. “Penso che in Italia - e lo dico per esperienza diretta - abbiano un modo di pensare in relazione all'età dei calciatori che non è come in Spagna. Qui arrivi a 30 o 31 anni e, dopo una brutta partita, dicono che sei finito. In Italia ti giudicano solo in base alla forma in cui ti trovi, non in base alla tua data di nascita ".
  8. ‘If injuries are kind, Ronaldo will keep scoring goals’ – Figo sees no letting up from Juventus superstar The legendary Portuguese believes a fellow countryman can remain at the highest level in Italy for many years as age is not an issue there. Nov 14, 2020 Cristiano Ronaldo may be 35 years of age, but Luis Figo says the Juventus superstar can “keep scoring goals” at the highest level for many seasons to come if “injuries are kind to him”. The five-time Ballon d’Or winner has been fortunate on the fitness front throughout his remarkable career to date. By keeping himself in the best possible shape, an all-time great has been able to avoid lengthy spells on the treatment table. ........ “I'm not surprised by his form because Cristiano has always been a great professional. “If injuries are kind to him, he'll keep scoring goals because it's a gift he has and, if the physical side allows him - age has an influence in terms of recovery and speed, sure - but if that and his hunger to be decisive and score goals continues, he'll score many more. “I think that, in Italy - and I say this from experience - they have a way of thinking in relation to footballers' ages that's not like Spain. Here, you get to 30 or 31 and, after one bad game, they say you're finished. In Italy, they judge you solely on the form that you're in, not by your birth date.” .......... Continue -> https://bit.ly/3nvOHyV
  9. Usain Bolt: Ronaldo é attualmente piú veloce di me La leggenda olimpica Usain Bolt ha dichiarato che l'attaccante della Juventus Cristiano Ronaldo è "decisamente" più veloce di lui al momento. L'otto volte medaglia d'oro olimpica Bolt si è ritirato dall'atletica leggera nel 2017 e detiene il record mondiale dei 100 e 200 metri. Tuttavia, Bolt crede che Ronaldo sia la più veloce delle due icone sportive. "Di sicuro Cristiano è più veloce di me", ha detto Bolt a Marca Sport Weekend. "Per me si allena tutti i giorni, è un super atleta. "È sempre al top del suo sport, lavora sodo ed è concentrato. In questo momento penso decisamente che sarebbe più veloce di me". All'età di 35 anni, Ronaldo continua a battere record dopo essere diventato il secondo giocatore a segnare 100 gol in nazionale a settembre. Il capitano del Portogallo ha anche segnato nella vittoria per 7-0 della sua squadra su Andorra di mercoledì scorso e necessita solo di altri sette gol per eguagliare il record di reti internazionali di tutti i tempi che appartiene a Ali Daei. Ronaldo ha vinto il suo primo trofeo internazionale con il Portogallo quando ha sconfitto la Francia 1-0 nella finale di Euro 2016 e ha anche sollevato il trofeo relativo al titolo inaugurale della UEFA Nations League nel 2019. CR7 sará in campo sabato nello scontro della Nations League contro la Francia.
  10. Ronaldo faster than me right now - sprint king Bolt Nov 14, 2020 Olympic legend Usain Bolt has said that Juventus forward Cristiano Ronaldo is "definitely" faster than him at the moment. Eight-time Olympic gold medalist Bolt retired from athletics in 2017 and holds the world record for the 100 and 200 metres. However, Bolt believes that Ronaldo is the fastest of the two sporting icons. "For sure Cristiano [is faster than me]," Bolt told Marca Sport Weekend. "For me he works out every day, he is a super athlete. "He's always on top of his game, he works hard and he is focused. Right now I definitely think he would be faster than me." At the age of 35, Ronaldo continues to break records after he became the second male player to score 100 international goals in September. ........ Continue -> https://es.pn/3kwjJVl
  11. Cosa cambia col ritorno di Alex Sandro e de Ligt? Quella che si ritroverà dopo la pausa per le nazionali sarà una Juventus diversa. Da inizio anno, infatti, Andrea Pirlo ha dovuto fare a meno di due pedine fondamentali della squadra, che avrebbero potuto dare un importante contributo per affidabilità e sicurezza in questo lento avvio di stagione. Alex Sandro e Matthijs de Ligt sono tornati ad allenarsi in gruppo, e verranno convocati entrambi per la sfida contro il Cagliari di sabato prossimo. L’olandese ha finalmente recuperato dopo l’operazione alla spalla e lo stoico finale della scorsa stagione che lo ha visto reggere fino all’eliminazione in Champions League contro il Lione. Per quanto riguarda l’esterno brasiliano, sembra rientrato il problema muscolare che lo ha tenuto lontano dal campo da metà settembre. Le assenze di entrambi, per motivi diversi, hanno pesato sulle scelte dell’undici titolare del neo tecnico juventino: l’emergenza in difesa ha costretto Pirlo ad aggrapparsi a Leonardo Bonucci, che in fase di impostazione si è rivelato utile e molto preciso, ma quando c’è stato da coprire continua a mostrare tutti i suoi limiti nella “difesa in avanti” e troppo spesso si è trovato a scappare verso la sua area, rischiando di farsi saltare di netto. L’ennesimo infortunio di Chiellini gli negherà di ritrovare il compagno di sempre al rientro dalle nazionali: l’assenza di una comfort zone potrà far bene al viterbese, che anzi potrebbe risentire in positivo della versatilità e aggressività di de Ligt, e tornare a tenere più alta la linea della difesa che in partite come quella contro la Lazio o il Barcellona ha sofferto particolarmente dopo essersi schiacciata troppo verso Szczesny. Già dallo scorso anno, invece, la Juventus sapeva di dover trovare un sostituto per Alex Sandro. Il brasiliano ha saltato i primi 4 match dal ritorno post-lockdown, lasciando scoperta la fascia sinistra, ed è stato chiamato agli straordinari nel finale di stagione, giocando tutte le partite per 90′ perché senza sostituto. ......... Articolo completo -> https://www.juventibus.com/cambia-sandro-deligt/
  12. Socrates

    ALVARO MORATA

    Morata e quel repertorio di finalizzazione che ha ritrovato la Juventus Alvaro Morata con i suoi 6 gol e 2 assist in questo inizio di stagione 2020-2021 sta diventando lo “sparring partner” in positivo di Cristiano Ronaldo. Forse nessuno si aspettava una partenza lampo così determinante, così dominante. Morata pero’ è diventato nell’immediato l’‘hombre vertical’ della nuova Juventus di Andrea Pirlo. Il discorso intorno al numero 9 è da incentrarsi prevalentemente sul suo repertorio. Un repertorio balistico che serviva tremendamente alla squadra già l’anno scorso. Un vero ariete che riempie l’area e che garantisce quella presenza sotto porta. Una sorta di David Trezeguet, in grado pero’ di giocare anche spalle alla porta e verticalizzare al meglio anche nella visione di assist man per CR7. Rispetto al repertorio di finalizzazione del francese (che resta comunque il più grande bomber straniero della storia bianconera) Alvaro riesce anche a costruirseli da solo i gol. Fa partire l’azione e la conclude. ......... Articolo completo -> https://www.juventibus.com/alvaro-morata-gol-juventus/
  13. Juve 'continuity' key for Morata Nov 13, 2020 Atletico Madrid loanee Alvaro Morata has said ‘the continuity’ at Juventus can help him become the main man at Spain. ‘I can be that missing striker’. Morata has enjoyed a fine start to his second stint at the Allianz Stadium, with six goals in eight competitive games for the Bianconeri. “I’m fine. I’m in a good moment and I’m confident,” Morata said, according to SportItalia journalist Alfredo Pedulla. “Scoring is a matter of finding the net. The time will come for the national team too. It will be the second time in my career that I have played more than 60 minutes for six games in a row. “Continuity is important for all players and at Juve I am having the continuity I have longed for. I’m the same person and the same player as always, perhaps more mature, which you get over the years. ..... Continue -> https://bit.ly/2IydpiW
  14. L’ombra di Sami Khedira sulla Juve Che il centrocampo della Juve sia il reparto meno attrezzato dei tre è un dato di fatto, più che un giudizio, posto che con centrocampo in questo caso intendiamo solamente i giocatori che stanno giostrando nei 2+1 schierati da Pirlo al centro, escludendo dunque tutti gli esterni. Con l’addio dei due titolari con più esperienza, Pjanic e Matuidi, alla mediana della Juventus manca soprattutto un leader, qualcuno che sappia prendere in mano le operazioni e alzare o abbassare il ritmo a comando, guidare i compagni e comprendere quando è il momento di alzarsi in pressione e quando aspettare gli avversari. Nel corso della stagione, un’ombra si è progressivamente stagliata sui centrocampisti della Juve, un pensiero insinuatosi nelle menti di molti tifosi e diventato via via un’idea concreta: al centrocampo della Juventus manca Sami Khedira. Le caratteristiche del tedesco, a quanto si dice, completerebbero il reparto integrando le lacune degli altri giocatori in rosa. Khedira porterebbe in dote i tanto invocati inserimenti, punto debole della Juve come e più dell’anno scorso (ricordate il fastidioso mantra “serve un centrocampista che segna”?), che in questo primo scorcio di stagione abbiamo visto compiere solo dall’altalenante Ramsey e, più di recente, da McKennie con buoni risultati. Il tedesco porterebbe con sé anche fisicità, la quale ha in Rabiot al momento il maggior esponente, capacità di leggere le traiettorie e, ovviamente, la sua immensa esperienza internazionale. ........... Sami Khedira non scende in campo dal 12 giugno, 28 minuti da titolare in Coppa Italia contro il Milan, la sua ultima presenza da titolare è datata 23 novembre 2019, in Atalanta – Juve 1-3, con la Juventus sotto 1-0 che ha cambiato marcia al 70′ dopo la sua uscita segnando 3 gol. Nelle 18 partite disputate sotto la gestione Sarri, il quale ne aveva elogiato a più riprese le qualità, ha messo a tabellino 0 gol e 1 assist in 978 minuti. Il centrocampista abile in entrambe le fasi, puntuale negli inserimenti, preciso nelle coperture e sempre al posto giusto al momento giusto, non esiste più, schiacciato dagli infortuni e da una condizione fisica precaria che l’ha reso totalmente impresentabile ad alti livelli; non dalla scorsa stagione, ma almeno dalla precedente, nelle quali era impossibile non constatare come Khedira in campo non riuscisse più a contrastare, a correre all’indietro, a dare copertura e in generale contribuire al gioco della squadra. ........... Sami Khedira è stato un grandissimo centrocampista, uno dei migliori della sua generazione, e ha dato veramente tanto alla causa bianconera, ma ora è semplicemente terminato il suo ciclo alla Juve: non volerlo riconoscere, invocarne l’impiego da titolare o ritenerlo meglio degli altri centrocampisti in rosa significa, come già detto, cercare di manipolare la realtà a proprio piacimento. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/ombra-khedira/
  15. Ramsey, la qualità sprecata dei muscoli fragili Aaron Ramsey si è fermato ancora: l’infortunio nella trasferta alla Puskas Arena di Budapest nella sfida di Champions contro il Ferencvaros è solo l’ennesimo di una lunga serie che rimette al centro del dibattito la fragilità muscolare del centrocampista gallese. Quando il centrocampista è stato acquistato a parametro zero, la Juventus, orfana di materia grigia e di gol sulla mediana, era convinta di aver trovato il giocatore che per rendimento e qualità potesse dare un contributo decisivo al reparto più in difficoltà del proprio impianto di squadra. Merito dei suoi 40 gol in Premier League arricchiti da 51 assist e dei 65 totali con 65 assist con la maglia dell’Arsenal. Ma poche settimane dopo, nel ritorno dei quarti di Europa League contro il Napoli, Ramsey si fa male e finisce fuori per la fase più importante della stagione dei Gunners fino a condizionare il suo esordio in bianconero. Il suo inserimento, infatti, nella squadra, che mister Sarri all’epoca cerca di costruire su nuovi principi, risulta complicato per ragioni di ambientamento e per le difficoltà fisiche, che convincono lo staff tecnico a centellinare l’impiego del gallese. ......... Andrea Pirlo, al suo arrivo, ha provato a rilanciarlo convinto dei mezzi tecnici del gallese (che sulla carta è il più qualitativo centrocampista della rosa) e le prime apparizioni sembravano dargli ragione, ma poi un nuovo forfait lo ha messo per la trasferta di Crotone, sino all’ennesimo stop, arrivato contro il Ferencvaros, che lo terrà fuori uso per più di un mese a causa di una lesione alla coscia. Ma è il suo storico ad essere ancora più angosciante, perché infortuni e ricadute rappresentano una costante della sua carriera ........... Nelle ultime due stagioni di Arsenal sono 44 le gare per cui non sarà a disposizione del gruppo per un totale negli anni coi Gunners di 167 partite saltate. Poi arriva la Juve, ma la storia non cambia: Ramsey conferma tutta la sua scarsa tenuta. Muscoli troppo deboli i suoi per poterci fare affidamento e giustificare un ingaggio da 7 milioni di euro annui: la Juventus si è già scottata con Khedira e Douglas Costa, per pensare che il destino del proprio centrocampo passi dai piedi del gallese. Uno spreco di qualità che arricchisce la galleria dei bravi giocatori vittime della propria fragilità fisica. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/ramsey-la-qualita-sprecata-dei-muscoli-fragili/
  16. L’illecito sportivo non comminato al Napoli: questa non è Giustizia La conferma di un SOLO punto di penalizzazione e della partita persa non possono mai essere la giusta pena per una SENTENZA, quella della Corte di Appello Federale, con motivazioni così gravi. Se il primo grado di giudizio era stato tenero nei confronti della mariomerolata di Aurelio de Laurentiis, dall’ Appello ci si sarebbe aspettato un inasprimento delle sanzioni, supportate da stralci della SENTENZA come L’ UNICA società al Mondo ad essersi rifiutata unilateralmente di scendere in campo raccattando alibi e scuse tra biglietti aerei, ASL e alberghi chiusi da ristrutturare per la bolla. Già questo, da solo, potrebbe far configurare il reato più attinente con la sentenza stessa, ovvero l’ ILLECITO SPORTIVO, rimarcato e lasciato intendere nella chiosa finale della SENTENZA: Ma Sandulli, probabilmente anche per ragioni di simpatia calcistica o semplice pietà, non ha voluto infierire più di tanto, limitandosi a confermare il primo grado e corredando la SENTENZA con dei consigli di non esagerare oltremodo, perché più avanti nei gradi di giudizio il Napoli potrebbe non trovare tanta benevolenza. E magari incrociare la strada di un procedimento parallelo aperto dalla Procura Federale, quello per Violazione del Protocollo COVID. E il CONI o il TAR dovrebbero portarli a rigiocare sì contro la Juve, ma contro la Juve Stabia. E la Juventus? Cosa c’entra la Juventus? La Juventus c’entra con la benevolenza e la magnanimità che purtroppo, ultimamente, troppo spesso ci contraddistinguono. ........ La Juventus aveva il dovere, per rispetto anche dei suoi tifosi, di presentarsi come parte lesa alla CAF per l’ immane figuraccia fatta agli occhi del Mondo per colpa delle bizze di un ex produttore cinematografico in cerca di sceneggiatura per il prossimo cinepanettone; cosa che dovrebbe valutare di fare anche Sky, soprattutto considerando il periodo di difficoltà per la diffusione di un prodotto sempre più scadente, costantemente in lotta con la pirateria e che con quella pagliacciata veniva messo definitivamente a rischio così come tutto il sistema calcio. ........ Articolo completo -> https://www.juventibus.com/l-assurda-pena-comminata-al-napoli-questa-non-e-giustizia/
  17. Adrien Rabiot ha finalmente smesso di crescere Fino a qualche mese fa era uno degli elementi più chiacchierati della rosa. Non si faceva in tempo a notare i suoi progressi che arrivava l’ennesima partita anemica a rimettere tutto in discussione. Questo perché Adrien Rabiot, 25 anni lo scorso aprile, è stato oggetto del desiderio della Juventus per lungo tempo. Da lui e dal suo collega di reparto Ramsey è passata la mini-rivoluzione (con annesso svecchiamento) del centrocampo bianconero, e i 7 milioni di stipendio annui che percepisce lo responsabilizzano verso la squadra. Ecco perché non ci si poteva accontentare del Rabiot visto fino a qualche mese fa, ecco perché quel commento “è in crescita” sentito dopo qualche giocata riuscita non poteva essere abbastanza. Ma da un po’ di giornate il “Duca” francese ha smesso di crescere, ritrovando continuità di prestazioni su alti livelli. Novanta minuti di buon filtro contro il Dinamo Kiev e Verona, a segno nei 28 minuti giocati contro lo Spezia, sicuro contro il Ferencvaros e a tratti brillante contro la Lazio. Nel match di domenica in più di un’occasione ha letto bene le linee di passaggio degli uomini di Inzaghi, riuscendo grazie alla sua facilità di corsa a “strappare” sui centrocampisti biancocelesti e trasformare in tre-quattro falcate l’azione da difensiva in offensiva. Pecca di lucidità al limite dell’area, ma quando c’è da uscire vincitore del contrasto nello stretto a metà campo ha ricordato il miglior Pogba. I numeri non mentono: dopo Danilo (difensore) e Szczesny (portiere) è lo juventino che recupera più palloni in serie A, 27. Fondamentale in fase di recupero, bravo sia a chiudere le linee di passaggio che a rincorrere gli avversari per andargli a strappare il pallone dai piedi. Per caratteristiche, dovrebbe essere uno dei titolari inamovibili del centrocampo che ha in mente Andrea Pirlo. Se non fosse per qualche appannamento di troppo col pallone tra i piedi, staremmo parlando di un giocatore completo, su cui far affidamento a lungo andare. .......... Articolo completo -> https://www.juventibus.com/adrien-rabiot-finalmente-smesso-crescere/
  18. Si vede che tanto zoppo non é. Fernando Santos, il c.t. del Portogallo ha dichiarato che avrebbe voluto far riposare CR7 contro Andorra ma Cristiano non ha accettato il riposo perché vuole giocare sempre.
  19. Cristiano Ronaldo segna il sesto gol del Portogallo ad Andorra e raggiunge Puskas e Romario al terzo posto della classifica dei marcatori di tutti i tempi con 746 reti. Pelé é a quota 761. Il primatista é Josef Bican con 805 reti.
  20. Il Napoli é reo di aver agito per non giocare la gara e fabbricarsi un alibi, di farsi le regole da solo e minare alla base il protocollo federale e di non aver rispettato i club trovatisi nelle stesse condizioni. De Lamentiis sleale e antisportivo, ma lo sapevamo giá.
  21. Cari gufi ed avvoltoi, non siamo stanchi di vincere A vincere sempre si perde il piacere. Ma siamo sicuri?Eccole, puntuali come ogni anno: le polemiche degli juventini, tra gli juventini e per gli juventini. ....... Questa volta, in un anno strano e tra alti e bassi, si è aspettato di arrivare alla settima giornata di campionato per dare fiato alle critiche, bocciare la squadra e cancellare la “Joya” di essere juventini. Eccoli tutti i gufi e gli avvoltoi che non aspettano altro che destabilizzare l’ambiente. Tutti a pensare che a Torino (e in tutta Italia) si è stanchi di vincere ed è meglio che lo scettro passi ad altri, più motivati, con più fame di vittorie. ........ E a chi pensa che è l’ora di abdicare dico solo di guidare le critiche in un solo verso: noi tifosi non siamo stanchi di vincere. E a guardarli in faccia dopo la partita di domenica, non sono stanchi di vincere neanche i calciatori bianconeri. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/gufi-avvoltoi-stanchi-vincere/
  22. Evra: Vincere non é importante ma é l'unica cosa che conta! Ma essere juventino fino alla fine é l'unica cosa che conta anche (scusa @kingarturo23oficial). I love this game!
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