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joyce

Tifoso Juventus
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  1. Per esempio gli ha detto di smettere di aspettare eternamente l'avversario, alzare il baricentro e fare il recupero di palla alto?
  2. Ma da dove arriva sta kaz.zo di condizione psicologica? Cos'è? Di quale entità misteriosa si tratta? E come fa a tornare dal nulla in una sera? Da chi dipende? Perché un allenatore non riesce a cambiarla in settimane, in mesi? Perché Ronaldo, Mandzukic, Dybala, Alex Sandro, Bentancur, Kedhira, Cancelo, Chiellini, Bonucci, Pjainc Doulgas Costa, dovrebbero ritrovarsi per mesi tutti in condizione psicologica negativa? TUTTI INSIEME?? Io non ho parole. Scusa, non arrabbiarti, ma a volte si sfiora veramente l'assurdo pur di difendere la propria tesi.
  3. Ah, le premesse si era viste in autunno, poi si è perso un po' il filo. Appena appena... Cioè la testa si è spenta, così, per qualche ragione metafisica, la condizione atletica è sparita del tutto.... Salvo poi tornare improvvisamente in una sera di marzo quando l'avversario non vede nemmeno palla. Ragazzi...
  4. Queste sono cose che devi allenare nei mesi ma non solo atleticamente: come movimenti, occupazione del campo, abotudine a fare certe cose. Devi giocarci! Questa storia della condizione fisica che non c'è mai e della "testa" è un vero e proprio mito, un espediente linguistico privo di ogni contenuto.
  5. Lo spero davvero. Non importa il tanto tempo perso. Possiamo voltare pagina e mettere sotto tutti.
  6. io non la guardo in negativo facevo delle osservazioni sul sorteggio, a partire dalla squadra che avrei evitato più di tutte (l'Ajax) ho anche detto che per me possiamo battere tutti, anche nettamente, se giochiamo come si deve
  7. ah, lo so, certo ma in ogni caso non dobbiamo temere nessuno e giocare come si deve, senza paura
  8. per me l'ajax è la tipica squadra che la Juve soffre moltissimo bisognerà impostare una partita totalmente diversa, per fare un esempio, da atalanta juve di coppa italia il rischio con l'ajax è quello, di giocare noi a ritmi bassi e loro pressarci e correre a mille quanto al city, sì, il tottenham può tranquillamente eliminarlo facevo solo un discorso astratto, di come sono andati i sorteggi
  9. praticamente rischiamo di incontrare le squadre più forti ajax city barcellona
  10. per me non è andata bene io speravo in questo: Porto - Juve Barca - City in modo da eliminare il Porto e giocarcela su due gare con una delle due favorite l'Ajax non mi piace ed avremmo il barca in finale, ammesso che nulla di anomalo accada ciò detto, non dobbiamo temere alcuno possiamo battere tutti, anche nettamente
  11. ma soprattutto mi riferivo all'altezza del baricentro e al recupero palla veloce far giocare la squadra così ha mille vantaggi, e la Juve se lo può permettere anzi, è preferibile
  12. è senz'altro così, sotto il profilo del modulo, mentre la filosofia di conquistare il campo non deve mai cambiare, MAI perché il rischio è che si torni indietro e quello che noi abbiamo fatto all'Atletico (pressing per recuperare la palla subito), il Barca, il City, il Liverpool, l'Ajax lo facciano a noi e allora addio
  13. Lo ha usato lei, la Audisio. È singolare. Sturare i grandi sogni otturati . Ps. "Sturare", non "Sturaro". Lui è idraulico e basta .
  14. Beh, era la domanda del mio topic. Chi sono i vostri 3/4/5 idraulici spaziali del calcio di tutti i tempi.
  15. Comunque non può dimenticarsi di Cruijf. Soprattutto se parliamo di genio, di arte.
  16. Esattamente. E continua a inventarsi. È uno dei pochissimi in cui la voglia di essere campione determina davvero il suo essere campione, oltre il talento. La volontà sublima le doti '"naturali", il fenotipo sublima il genotipo.
  17. Un articolo molto bello, di Emanuela Audisio, che definisce Ronaldo "idraulico spaziale" (uno che "stura i sogni" intasati), mettendo in evidenza soprattutto la forza "morale" di Cristiano Ronaldo, la sua capacità di sopportare e gestire il ruolo di eroe. Si tratta di un ruolo pesante, che spesso schiaccia l'essere umano, e che compete ai pochi, ai pochissimi. Ecco, i pochissimi. Capello ieri ha escluso Ronaldo tra i geni del calcio. Per lui sono stati tre: Pelè, Maradona, Messi. Io ci metto il mio preferito di sempre, Johan Cruijf, ma ci metto anche Ronaldo, pur essendo lui un altro tipo di fuoriclasse. Un fuoriclasse costruito, artificiale, di estrazione proletaria (molto più del "reuccio" Maradona), che ha sgobbato e continua a sgobbare per diventarlo ed esserlo. E voi? Chi ci mettete? Ci sono i vostri tre, quattro, o cinque "idraulici spaziali" del calcio di tutti i tempi? Cristiano Ronaldo, chiamato per scrivere il destino 13 MARZO 2019 Il fenomeno eleva a un livello superiore tutto ciò che gli gira intorno. L’ossessione di segnare e vincere sempre un po’ di più La Repubblica, Emanuela Audisio Ronaldo al cubo. Destination man. L’uomo che accarezza il karma, che tiene a cuccia il destino: stai buono e fai quello che dico io. Il migliore a giocarsi tutto in notte che vale 270 milioni. Il fenomeno che porta a un livello superiore tutto ciò che gli ruota attorno: squadra, società, pubblico, titolo in Borsa. Ci stanno quelli così: anche nella vita, non solo nei film. Quelli che non si spengono nella tempesta, anzi si accendono appena gli dai le chiavi della tua sopravvivenza. Per dirla con il poeta Robert Frost: the best way out is always through. Il miglior modo per venirne fuori è quello di passarci in mezzo. Quelli che all’incrocio con il fuori o dentro non escono mai, né piangono per il peso che hanno addosso, anzi saltano più in alto, e infatti sono due i gol di testa, il secondo staccando Godin, specialista in inzuccate.Ci sono quelli che con la forza di gravità ci giocano: tu scendi, io salgo. E infatti è sembrato di rivedere Pelé, in una quasi riedizione del gol di Messico ’70, con Burgnich, non proprio un difensore qualunque, ridotto a pivello. Sì, ci sono quelli che non hanno mai il destino contro: che segnano 3 gol sempre all’Atletico (25 in tutto), che proprio non sopportano quella forza operaia applicata al calcio che è il cholismo. Voi mi contestate? E io vi punisco. Nella vita quelli così si chiamano specialisti: in successi, in imprese, in risolviamo i problemi. Sono idraulici spaziali, ma sturano i sogni. Quasi mai simpatici, spesso compulsivi. hanno massaggiatori e fisioterapisti a domicilio, cuochi a servizio, vivono in palestre da cui inviano selfie, costringendo compagna (Georgina) e figlio a fare addominali anche loro. Pensano solo a come segnare di più. Dal primo giorno di vita: «Signora, questo bimbo ha piedi da calciatore: le porterà tanta felicità» disse il 5 febbraio 1985 l’ostetrica dell’Hospital Cruz de Carvalho alla signora Maria Dolores, mamma di Cristiano.Si capisce, sono tipi con l’ego incorporato: non badano a niente e a nessuno, solo a compiere la loro missione. La palla è roba loro. E non tremano davanti al rigore perché il destino non prevede buche. Ci sono quelli che vanno al dischetto con la faccia da dead man walking, che guardano disperati il cielo, maledetto, perché non vieni al mio posto?, e ci sta Ronaldo, mani sui fianchi, che da massaia sembra dirti: sbrighiamo presto questa faccenda, che ho fretta. Ci stanno quelli ossessionati con il voler tutto, 124 gol in Champions sono un’immensità, infatti già da piccoli si pensavano infiniti. Ronaldo a 17 anni dalle giovanili dello Sporting fu chiamato ad allenarsi con la prima squadra, smaniava, lottava su tutti i palloni, e un veterano gli disse: «Vedi di calmarti, ragazzino». Lui si fermò, si girò, e gli rispose: «Voglio vedere se mi parlerai ancora così quando sarò il migliore al mondo». Il destino te lo fai, non lo aspetti. Come Corto Maltese che con una rasoiata si è allungato la linea della fortuna sulla mano. Per capirsi: Ronaldo a Manchester pretese l’unico armadietto dello spogliatoio davanti allo specchio. E chiaro che lui non va alle premiazioni se non vince niente. La sua versione: «Io ho dentro una fame che non passa mai. Quando perdo, è come se morissi di fame. Quando vinco, è ancora come se morissi di fame, come se avessi mangiato solo briciole». Ecco, ci stanno quelli così, che magari a volte in campo sembrano dormire, perché il destino ancora non ti ha messo spalle al muro e tu non ti scateni, tanto sai che poi lo infilzi.Fenomenologia di Ronaldo. Da dove viene uno che a 34 anni tratta il suo corpo, anzi the body, con più cura di una modella? Dal collo in giù Cristiano ha colline, dossi, canyon. Lui si è disegnato così, con sacrifici, perché era piccolo e magro, e ancora oggi si allena, mangia, dorme, sogna, cresce muscoli, perché crede alla centralità del suo corpo. «La mia missione è battere tutti i record. Questa è la mia natura». Sì ci stanno quelli così, che ribaltano l’impossibile perché continuano a crederlo possibile. Si chiamano campioni.
  18. E, non dimentichiamolo, ha alzato il baricentro medio di 30 metri. Questa è a mio avviso la cosa più importante, che ha permesso il recupero palla immediato, le distanze corte e il senso di oppressione che ha vissuto all-time-long l'Atletico. Per inciso, le caratteristiche di questa squadra sono da baricentro alto e non da baricentro basso. Questa è una cosa che fino ad oggi ha generato grandi equivoci e che va finalmente chiarita.
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