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zart

il peso reale dell'allenatore. Il topic che non le manda a dire..

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Il 20/2/2024 alle 08:20 , zart ha scritto:

 

Provo a darti una risposta un po' più seria del solito.

 

Chiaramente l'allenatore ha un peso. Ovvio, altrimenti ci mettiamo mia zia in panchina ed è uguale.

 

Il topic però nasce su quello che è un trend osservabile negli ultimi anni.  

 

Il dibattito in Italia è cambiato moltissimo. L'allenatore è diventato centralissimo, come mai prima. A mio modesto avviso si esagerano sia i meriti che i demertiti.

 

Gli si attribuisce letteralmente tutto. Il giocatore x a 20 anni faceva cacare e a 25 è diventato forte? Merito dell'allenatore avuto a 25 anni. Quello avuto a 20 era n'choglione.

 

La Juve prende Weah a 8 milioni e l'Inter Thuram a 0? Il campo ci dice che un figlio d'arte è na sega e l'altro è forte? Merito  dell' allenatore e demerito dell'altro. A questo punto ti rigiro la provocazione: togliamo i dirigenti e gli scout e non sostituiamoli. Compriamo a caso e poi l'allenatore bravo li renderà ottimi acquisti.

 

Ti faccio anche un esempio "contrario" ad Allegri. Così forse mi scorticate meno i choglioni.

La finale di cl conquistata il primo anno.

È opinione comune, anche tua, che sia merito suo. Si, forse... Può essere. Sicuramente un qualche impatto lo avrà avuto. Ma in una competizione randomica come la coppa è letteralmente impossibile stabilire che quel percorso sia merito di Allegri.

 

Io ti potrei portare l'esempio di Ranocchia e Bonucci... Chi è che aveva preso quello sbagliato? Chi è che alla fine ha fatto una carriera migliore? Perché?.... Ci saranno infiniti esempi che potremmo fare per portare l'acqua al nostro mulino e non raggiungeremo nessuno accordo... Una squadra x essere vincente non deve prescindere da 4 elementi tutti collegati tra loro

- società forte

- automatismi e organizzazione di gioco

- rosa ben amalgamata con 2/3         campioni

- fortuna 

 Fai te le giuste proporzioni.... in questo momento non ce n'è una che funzioni bene... Spero che Giuntoli (almeno c'è una persona che s'intende di calcio e non l'amicone di famiglia)sia l'inizio del cambiamento anche in panchina.... Anche Marotta il primo anno falli clamorosamente 🤞

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34 minuti fa, gsm88 ha scritto:

Dubito l’abbia fatto per fare un danno scientemente alla squadra o a se stesso. È andata così,sotto gli occhi di tutti. Che si sia fatto il mazzo è tutto da dimostrare,perché io non ho assistito agli allenamenti. Tu si? Tra l’altro ci sono stati lunghi periodi di assenza,tra infortuni e squalifiche. Per me di Maria ha deluso e parecchio,per te è stata esclusivamente colpa di chi non lo metteva nel suo ruolo. Pace

Sotto gli occhi di tutti, chi?

 

Sotto gli occhi di tutti c'era una squadra senza capo né coda, senza palle, che faceva fatica a fare tre passaggi di fila, con giocatori fuori ruolo e un'estetica della difesa a livelli quasi zemaniani.

"Di Maria svogliato" potrebbe anche essere come dici tu, senza avere elementi certi, ma davanti a cotanta schifezza calcistica passa tutto in secondo/terzo/quarto piano. 

 

Pure chiesa, vlahovic e milik a tratti sembrano svogliati/scazzati,  quando ti arriva una palla giocabile ogni mezz'ora...

 

Modificato da Pressing

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2 hours ago, Pressing said:

Ancelotti va via dal Napoli e scende di livello con l'Everton...

S'è rimesso in gioco anziché aggrapparsi  al contratto / al divano. 

Max è stato fermo 2 anni e adesso si nasconde dietro il quadriennale da 7 milioni, e c'è un gruppetto di amici / fan  che gli fanno i chinotti in tv e sui social. .asd

.quoto.quoto.quoto.quoto

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l allenatore che piace e che tutti vogliono e' quello vincente del momento.

anni fa (prima del napoli )quando parlavo di spalletti molti dicevano ''un perdente , bravo ad arrivare secondo''

inzaghi fino a poco fa era solo bravino ma lamentoso e anche lui buono per una lazio ma non per una big 

 

insomma quando poi uno vince qualcosa, diventa bravo e ''conta''  :), tutti gli altri han fatto male per colpe loro 

 

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7 minuti fa, dal1982 ha scritto:

l allenatore che piace e che tutti vogliono e' quello vincente del momento.

anni fa (prima del napoli )quando parlavo di spalletti molti dicevano ''un perdente , bravo ad arrivare secondo''

inzaghi fino a poco fa era solo bravino ma lamentoso e anche lui buono per una lazio ma non per una big 

 

insomma quando poi uno vince qualcosa, diventa bravo e ''conta''  :), tutti gli altri han fatto male per colpe loro 

 

Oltre a quello vincente in senso proprio (Spalletti 2022/23, Inzaghi 2023/24), credo che nel concetto si debba comprendere anche l'allenatore che "stupisce" come rapporto tra potenzialità della squadra e risultati ottenuti.
Lo scorso anno era Palladino, quest'anno Thiago Motta, oltre all'evergreen Gasperini.
Le "azioni" di Italiano hanno una minore quotazione, perché la Fiorentina non ha fatto significativi progressi rispetto allo scorso anno e, soprattutto, presenta le stesse lacune

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12 minutes ago, dal1982 said:

l allenatore che piace e che tutti vogliono e' quello vincente del momento.

anni fa (prima del napoli )quando parlavo di spalletti molti dicevano ''un perdente , bravo ad arrivare secondo''

inzaghi fino a poco fa era solo bravino ma lamentoso e anche lui buono per una lazio ma non per una big 

 

insomma quando poi uno vince qualcosa, diventa bravo e ''conta''  :), tutti gli altri han fatto male per colpe loro 

 

 

Beh che si creai un'attrattiva per chi vince è naturale, ma non è vero che qualcuno diventa bravo perché vince, certo nel tempo poi qualcosa devi vincere per consacrarti, ma in "partenza" almeno devi dimostrare qualcosa... ci sono una marea di casi in cui si sono viste meteore o che, anche, si sa benissimo che qualcuno è rimasto sulla cresta qualche anno per eventi particolari... lo stesso sacchi, per fare un esempio clamoroso, tanto esaltato alla fine è durato 3/4 anni con una squadra stratosferica dove il proprietario faceva fuori la concorrenza comprando anche i magazzinieri, e chi conosce la storia sa che fra la nebbia di belgrado, il suicidio del napoil, il fallo sistematico e l'"alzata di mano a truffa" non è che fosse tutto questo genio, infatti poi è stato un disastro... ma si possono fare una miriade di altri esempi... 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:

Modificato da gianky99
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5 minuti fa, gianky99 ha scritto:

 

Beh che si creai un'attrattiva per chi vince è naturale, ma non è vero che qualcuno diventa bravo perché vince, certo nel tempo poi qualcosa devi vincere per consacrarti, ma in "partenza" almeno devi dimostrare qualcosa... ci sono una marea di casi in cui si sono viste meteore o che, anche, si sa benissimo che qualcuno è rimasto sulla cresta qualche anno per eventi particolari... lo stesso sacchi, per fare un esempio clamoroso, tanto esaltato alla fine è durato 3/4 anni con una squadra stratosferica dove il proprietario faceva fuori la concorrenza comprando anche i magazzinieri, e chi conosce la storia sa che fra la nebbia di belgrado, il suicidio del napoil, il fallo sistematico e l'"alzata di mano a truffa" non è che fosse tutto questo genio, infatti poi è stato un disastro... ma si possono fare una miriade di altri esempi... 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:


Capisco quello che vuoi dire, ma estremizzando questo ragionamento si potrebbe arrivare a sostenere che allora uno si dimostra grande allenatore solo quando milita in squadre di seconda o terza fascia, perché è lì che c'è maggiore sproporzione (in senso positivo per l'allenatore) tra potenzialità della squadra (cioè la rosa a disposizione) e risultati ottenuti.

Quando uno arriva in una grande squadra, ha (quasi) sempre a disposizione dei grandi giocatori. Io non sono un fan accanito di Sacchi, tutt'altro, e ad essere sinceri mi sta pesantemente sui cog**** anche come persona, ma se metti in discussione il suo apporto nelle fortune milaniste, allora si può sostanzialmente concludere che comunque i giocatori contano sempre 70 e l'allenatore sempre 30.
Il che mi sta anche bene, intendiamoci, perché io sono convinto da sempre che i protagonisti sono i giocatori.

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10 minuti fa, gsm88 ha scritto:

Fallì,e in questo caso davvero,perchè la qualità della rosa era veramente mediocre. Soprattutto dal centrocampo in su. Ci si affidava a Del Piero che alla sua età faceva ciò che poteva. Poi il buon Delneri non ha mai brillato in squadre che ambivano a grandi traguardi

Invece l'anno dopo eravamo una super corazzata.... 

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22 minuti fa, bwdasempre ha scritto:

Oltre a quello vincente in senso proprio (Spalletti 2022/23, Inzaghi 2023/24), credo che nel concetto si debba comprendere anche l'allenatore che "stupisce" come rapporto tra potenzialità della squadra e risultati ottenuti.
Lo scorso anno era Palladino, quest'anno Thiago Motta, oltre all'evergreen Gasperini.
Le "azioni" di Italiano hanno una minore quotazione, perché la Fiorentina non ha fatto significativi progressi rispetto allo scorso anno e, soprattutto, presenta le stesse lacune

piu che ''stupisce'' io intendo l allenatore ''buono per la juve''

e appunto mi riferivo solo agli allenatori che han allenato o allenano le big 

pioli due anni fa nell immediato post-scudetto era considerato uno bravo e finalmente vincente, ora e' di nuovo un ''normalizzatore'' e ripeto inzaghi nessuno (o pochissimi) lo avrebbero voluto alla juve 

e ripeto , pure lo stesso spalletti che era fermo quando noi avevamo pirlo , nessuno o pochi lo volevano persino come traghettatore (e' diventato ''da juve'' solo dopo lo scudetto di napoli

Modificato da dal1982

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Il peso reale dell'allenatore si vede dal fatto che non è riuscito a preparare adeguatamente le partite contro Udinese e Verona che infatti non è riuscito a sconfiggere. Chi vuole continuare ciecamente a difenderlo dice che i nostri giocatori sono scarsi. Volete scambiarli con quelli dell'Udinese, che ci ha battuto?

 

La bravura dell'allenatore si vede quando ha una squadretta con i titolari giusti giusti, senza riserve perché sono da serie C e nonostante questo riesce ad ottenere ottimi risultati grazie al suo lavoro chiaramente riconoscibile attraverso fraseggi, scambi, triangolazioni, verticalizzazioni, automatismi e tattiche che i giocatori attuano secondo quanto provato e riprovato durante gli allenamenti.

 

Se per vincere, a prescindere dall'avversario, hai bisogno dei campioni che ti risolvono la partita e giochi 90 minuti con il pullman davanti alla porta pregando in un pareggio o in un gol sculato, magari autogol o rigore, non sei un allenatore, chiunque potrebbe allenare in questo modo, ma appunto, il peso dell'allenatore, la sua bravura, di preciso, dove sta?

 

E non dico di volere a prescindere il bel gioco, soprattutto se fine a se stesso e non finalizzato, ma semplicemente quello che assistiamo ad ogni partita della Juventus non è calcio ed è triste vedere come sia caduta in basso una società calcistica che è fra le più famose e vincenti al mondo e che è nella storia del calcio.

 

No ma voi continuate pure a difenderlo. Potranno anche rinnovarlo, noi staremo qua ad aspettare il giorno che se ne andrà.

 

Le persone passano, la Juventus resta.

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c'è ancora gente che si attacca alla rosa e la mancanza di buoni giocatori

Certo che se era per quello uno mi deve spiegare come si fa a perdere contro Empoli, Udinese e Verona...oppure abbiamo la rosa peggiore di questa qua?

Il calcio è semplice...

Modificato da Zico1982

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1 minuto fa, gsm88 ha scritto:

l’ho già scritto diverse volte: Pirlo Marchisio Vidal Vucinic Lichtsteiner stesso valore di Motta Sorensen Aquilani Felipe Melo Iaquinta Amauri? La BBC nata poi sei mesi prima?

ti serve Pirlo Vidal e Lichtsteiner per battere gli ultimi in classifica?

Qui nessuno fa un dramma aver perso contro l'inter...he

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11 minuti fa, gsm88 ha scritto:

Stavamo parlando del primo anno di Marotta,in cui arrivammo settimi. Nessuna giustificazione per le ultime tre delle quattro partite,in cui la Juve poteva e doveva vincere e nessuno l’ha mai negato

sorry...avro capito male. Ma il concetto spero sia passato 

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14 ore fa, Gelone ha scritto:

Si parlo del loro periodo parigino, quello che credo è che tatticamente quella selezione di calciatori seppur fortissimi singolarmente non è mai stata una squadra, non è questione che non hanno presi tecnici buoni ma in quel caso (sempre imho) quei calciatori non avevano volontá di sacrificarsi e plasmarsi come una squadra, quindi tutti i tecnici succeduti non sono riusciti a trasferire la propria filosofia di gioco.

Bastava vederli in campo non appena perdevano palla, squadra lunghissima e spezzata in 2...Non basta avere i giocatori piu forti, la tattica é parte fondamentale di questo sport, il calcio non é assolutamente semplice.

 

Guardandolo da lontano il PSG sembra un circo di viziati.  Ma la questione tattica mi sembra assolutamente secondaria per i motivi spiegati.

 

Và però detto che il talento ha messo il PSG sulla mappa in meno di 10 anni. Parliamo  di una squadra che non esisteva a certi livelli.

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osservando che ambo le fazioni si stiano scervellando da giorni nel citare casistiche dove con un cambio d'allenatore la situazione nel club è migliorata/peggiorata oppure nonostante o grazie a giocatori ritenuti forti un club è migliorato/peggiorato imho sta cos ci fornisce credo un'impercettibile indizio sul fatto che ipotizzo eh ma entrambe le componenti siano decisive e pesantissime per instaurare cicli vincenti perché poi la botta di chulo occasionale esiste nel concetto stesso di vita 

 

 

 

prego continuate 

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56 minutes ago, bwdasempre said:


Capisco quello che vuoi dire, ma estremizzando questo ragionamento si potrebbe arrivare a sostenere che allora uno si dimostra grande allenatore solo quando milita in squadre di seconda o terza fascia, perché è lì che c'è maggiore sproporzione (in senso positivo per l'allenatore) tra potenzialità della squadra (cioè la rosa a disposizione) e risultati ottenuti.

Quando uno arriva in una grande squadra, ha (quasi) sempre a disposizione dei grandi giocatori. Io non sono un fan accanito di Sacchi, tutt'altro, e ad essere sinceri mi sta pesantemente sui cog**** anche come persona, ma se metti in discussione il suo apporto nelle fortune milaniste, allora si può sostanzialmente concludere che comunque i giocatori contano sempre 70 e l'allenatore sempre 30.
Il che mi sta anche bene, intendiamoci, perché io sono convinto da sempre che i protagonisti sono i giocatori.

 

Ti dimostri grande nel tempo, e per tempo intendo almeno 10 anni se non più... anzi, se non ti stanchi, modello Lippi per dire, anche più... poi ci vuole sempre quella fortuna che ti fa salire mettendoti anche al posto giusto nel momento giusto... a quel punto il grande tende a restare sulla cresta mentre quello fortunato a limitarsi a riuscire a sfruttare quel frangente o sporadicamente nei tempi successivi... ho preso sacchi come esempio perché è il tipico soggetto che ha avuto tutti gli elementi dalla sua, stampa compresa, cosa non da poco (pensa se la juve avesse vinto con al nebbia di belgrado, il napoli suicida, falli sistematici e l'"alza la mano che ci cascano" il vomito di mierda che gli avrebbero tirato dietro) e quando gliene è mancato anche solo uno non ha cavato un ragno dal buco... oltretutto il suo "regno" è durato solo in quel frangente e solo in quelle condizioni... il famoso "chiul di sacchi" non si riferisce solo agli eventi sul campo diciamo così... poi ci sono grandi che non sono adatti a certi livelli per mille motivi, mazzone, ad esempio, era un signor allenatore ma non era in grado di gestire grandi squadre, al contrario ci sono anche cialtroni, zeman su tutti, che godono di grande stampa e diventano dei vati senza motivo sul campo... ed appunto, anche la stampo, fa un po' il "grande" nella mente della gente... 

 

 

:sventola::sventola::sventola::sventola:

Modificato da gianky99

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5 hours ago, zart said:

 

 

Invece l'intera storia del calcio ci dice questo.

Le competizioni vengono sempre vinte dai club con più talento. Quando non avviene parliamo di impresa storica e ce la raccontiamo per decenni.

.

ci sta

 

ma se c'e' qualcuno che il talento te lo mozza e non riesci a carpirlo in toto?

 

ora non sto dicendo che la rosa della Juve ha talento per vincere la UCL, ma che che puo' fare molto di piu' e soprattutto cose diverse nell'arco dei 90 minuti rispetto a cio' che fa ora

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8 minutes ago, zart said:

 

Guardandolo da lontano il PSG sembra un circo di viziati.  Ma la questione tattica mi sembra assolutamente secondaria per i motivi spiegati.

 

Và però detto che il talento ha messo il PSG sulla mappa in meno di 10 anni. Parliamo  di una squadra che non esisteva a certi livelli.

non l'estetica della difesa?

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28 minuti fa, gsm88 ha scritto:

l’ho già scritto diverse volte: Pirlo Marchisio Vidal Vucinic Lichtsteiner stesso valore di Motta Sorensen Aquilani Felipe Melo Iaquinta Amauri? La BBC nata poi sei mesi prima?

 

l'anno scorso SULLA CARTA ABBIAMO FATTO L'ISTANT TEAM  E A GENNAIO DELL'ANNO PRIMA ABBIAMO PRESO IL MIGLIOR GIOVANE ATTACCANTE DELLA SERIE A.... (non ricordo se al momento era capocannoniere) ... Hanno reso ? No... Perché senza un minimo di organizzazione di gioco e automatismi puoi mettere 11 CR7 in campo... Ma non vincerai mai un caxxo... Se  non capisci questo me ne farò una ragione... Comunque il mio discorso era diverso... Era che nel 2010 o nel 94 con la triade.... I piani Alti hanno affidato la gestione della Juve a persone competenti... Che hanno scelto l'allenatore giusto e aperto dei cicli durati negli anni 

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1 minute ago, gsm88 said:

Lo sono direi. Chi l’ha mai negato?

l'autore del topic

 

Isso crede che l'allenatore valga piu' del magazziniere ma meno dell'autista del bus

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4 minuti fa, Gnokko ha scritto:

ci sta

 

ma se c'e' qualcuno che il talento te lo mozza e non riesci a carpirlo in toto?

 

 

 

Il talento non riesce a mozzarlo nemmeno l'allenatore avversario, figurati il tuo.

 

Sono chiacchiere.  

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4 ore fa, Momo Sissoko! ha scritto:

L'allenatore conta i incide tantissimo, inutile starsi a raccontare che un grande allenatore sarebbe la stessa cosa o quasi di avere un tizio qualsiasi preso a caso.

Il lavoro è importante, non esistono squadre che vincono o che comunque riescono a competere senza avere preparazione e organizzazione.

 

Poi sul come si arriva ad avere una squadra forte, competitiva è chiaro che ci siano molte tipologie di, vogliamo chiamarlo, "gioco" o comunque situazioni differenti.

Si può impostare la squadra sulle transizioni, sul gioco di posizione, gioco relazione, blocco medio, alto, basso pressing a uomo o più sulla zona...non esiste una via univoca per vincere, ogni allenatore ha i suoi principi di gioco.

 

E' però altrettanto vero che il calcio è un continuo riprendere, mescolare le idee. Il gioco di posizione, quello che ha portato il Barça di Guardiola per intenderci, ha scardinato le difese a zona in quanto il gioco di posizione si basa sull'occupazione scientifica degli spazi proprio per manipolare le difese avversarie. La reazione quale è stata? Il ritorno massiccio della difesa a uomo, però applicata come nell'epoca pre Sacchi, le famose marcature preventive, l'aggressione in modo da togliere i riferimenti sugli spazi che il gioco di posizione cerca.
A sua volta è venuto fuori il così chiamato gioco di relazioni dove ormai lo spazio lo si trova tra gli uomini e non più tra le linee, tramite rotazioni continue.

 

Ma questo sono solo dei piccoli esempi, scrivere delle idee presenti nel calcio di come queste si mescolano, altro esempio il gegenpressing che è stato assimilato dallo stesso gioco di posizione come del resto anche "la scuola tedesca" ha preso molte idee del calcio applicato da Guardiola...Klopp di oggi non fa lo stesso calcio del suo primo Liverpool come principi.

 

Rinnegare queste idee, le soluzioni che si studiano, il grande lavoro che c'è dietro tale ricerca la preparazione e applicazione in campo è folle oltre che controproducente.

Il calcio forse più che un'evoluzione continua è una spirale che riprende dei concetti che esistevano, erano già visti, come appunto la difesa a uomo o la famosa piramide rovesciata ma applicate nel contesto contemporaneo del momento.

Se però non si guarda alle soluzioni, alle tipologie di calcio applicate nel momento rimane anche impossibile trovare soluzioni per scardinare i principi vigenti e per appunto andare avanti.

Gli allenatore, gioco-forza hanno un ruolo fondamentale in tale studio, ricerca e applicazione.

 

Ripeto, non esiste un principio che garantisce la vittoria e come scritto molte soluzioni si possono ibridare, prendiamo in esempio l'Inter, ha un calcio fluido con giochi di posizione altamente codificati e applica anche fasi di difesa bassa.

Quello che è innegabile è il lavoro, le preparazione e lo studio.

 

Se si pensa che l'allenatore non incide sulle manovra di una squadra, sul come i giocatori occupano gli spazi in campo dunque sull'uscita palla, sul come si cerca di attaccare un blocco basso o come passare la linea di pressing avversari, ecco ci si sbaglia di grosso

E' l'allenatore ad infondere i suoi principi di gioco ai giocatori e a dare struttura e organizzazione alla squadra.

 

 

 

le perle ai porci

 

complimenti

 

 

l'allenatore di un top club ha il compito di incidere su coesione e coinvolgimento nella missione del gruppo e su tutto ciò che non è pulizia tecnica individuale e capacità di saltare l'uomo 

 

o meglio queste ultime le può affinare toh sulla base delle sue esperienze pregresse da allenatore e/o giocatore dove ha avuto a che fare tantissimi calciatori come compagni o avversari più o meno forti e scafati in quegli aspetti e indirizzare i suoi attuali ragazzi 

 

 

ma nelle caratteristiche che ho elencato all'inizio (sostanzialmente riducendo all'osso cosa fare quando tu singolo non hai la palla sia in fase di possesso che di non possesso) il suo lavoro è Determinante per la resa della squadra tanto quanto poco meno NON CAPISCO COSA c**** CONTI LA MISURA ESATTA MA VABE i giocatori Fortih 

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5 minutes ago, zart said:

 

Il talento non riesce a mozzarlo nemmeno l'allenatore avversario, figurati il tuo.

 

Sono chiacchiere.  

perche' per te l'allenatore vale quanto Alessio Secco alla fotocopiatrice

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10 minuti fa, gsm88 ha scritto:

Lo sono direi. Chi l’ha mai negato?

 

ce ne sono a pacchi non distinguo i nomi è una marmaglia indistinta

 

 

l'autore di questo topic ne è l'ayatollah 

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5 minuti fa, gsm88 ha scritto:

L’instant team era solo sulla carta,perché un Pogba rottame e un di Maria in quella versione,piu il solo Vlahovic figurati se potevano definirsi tali. Ma su quello siamo d’accordo,e diciamo tutti lo stesso: per vincere ci vogliono persone competenti in ogni ruolo. Ciò non passa solo per la panchina E BASTA 

Cosa ho scritto io... Per essere una squadra vincente non si può prescindere da 4 elementi

-Società forte

-Organizzazione di gioco e automatismi

-Rosa ben amalgamata con 2/3 campioni

-Fortuna 

Ho scritto che un allenatore vince da solo? NO

P.S Allegri non è l'allenatore giusto in questo momento.

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