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Carnevali: "Il calciomercato mi suscita emozione, perché mi ricorda che sono entrato in un hotel, in una delle sedi del calciomercato. Ho iniziato nell'azienda dei miei genitori, devo dire grazie a loro, perché mi hanno dato la possibilità di avere un ruolo già a 16-17 anni. Mi ascoltavano anche, cosa non facile nei confronti di un ragazzo giovane. Mi hanno permesso di decidere su determinate scelte strategiche di lavoro. Mi hanno permesso di iniziare un mestiere, di iniziare un lavoro. Nel frattempo, giocavo a calcio, con Pro Sesto, Solbiatese, ma sempre per divertimento. Non ho mai pensato di poter diventare un campione o di poter giocare ad alti livelli. Ho sempre pensato a divertirmi. Ho avuto anche una possibilità: un anno, ebbi la possibilità di andare alla Salernitana, ma rifiutai perché preferivo stare nella mia città. In quel momento, un osservatore che lavorava anche per il Milan, mi propose l'acquisto di una società dilettantistica, che era la Milanese Calcio. In quegli anni era una delle società dilettanti importanti, che era collegata al Varese e aveva avuto modo di lanciare dei giovani. In quel momento andava in fallimento e siamo dovuti intervenire noi come famiglia: abbiamo pagato dei debiti, ma mi son divertito tantissimo ed è stata la mia scuola. Dal non pagare nessuno a pagare tutti gli allenatori, pensavano avessimo vita breve e invece abbiamo fatto un bel lavoro". L'incontro con Beppe Marotta, attuale presidente dell'Inter, ha cambiato la carriera e la storia di Giovanni Carnevali: "Era dirigente a Varese e io giocavo nella Solbiatese. Tante volte giocavamo contro il Varese, eravamo molto collegati. Enrico Arcelli, preparatore atletico che rappresentava un luminare del ruolo, era anche il preparatore del Varese. Nella categoria giovanissimi, abbiamo vinto un campionato e ceduto tantissimi giovani calciatori, tranne un ragazzo che non era riuscito a cedere. Per l'aspetto umano soprattutto, perché ne avevo venduti 17 su 18. Mi ricordo che quell'anno Marotta aveva avuto interesse per due ragazzi: andai a Monzello, nacque subito un feeling con lui, mi chiese come fossero questi due ragazzi. Io dissi che erano due buoni giocatori, poi gli dissi di un calciatore che non aveva comprato nessuno. Per me il migliore di tutti, nonostante fosse l'unico non venduto. Marotta si fidò di me, prendo anche questo ragazzo qua. Per me fu come togliermi un peso. Per gli altri due, li vendiamo per 5 milioni di vecchie lire come concordato, questo ragazzo invece lo regalo. Non voglio nulla, perché penso possa darci grosse soddisfazioni. Da lì Marotta mi prese in simpatia, che poi mi diede la possibilità di entrare nella società del Calcio Monza, con un presidente e una società straordinaria". Carnevali ha poi aggiunto: “Dopo tre anni con Marotta a Monza, lui andò al Como in Serie C1 e io ho avuto l’opportunità di fare il direttore generale a Pavia, dove c’era Max Allegri come mio calciatore. È stata un’ottima esperienza. C’era anche Ricky Massara. Poi sono tornato con Marotta a Como, sono andato a Ravenna, con Marotta che andò a Venezia e vinse il campionato di Serie B". "Io avevo la possibilità di rimanere a Ravenna, ma in quel momento dissi di no per motivi familiari innanzitutto. Ho deciso di non accettare Ravenna per restare a casa, vicino casa. Ne è valsa la pena, perché ho due figlie straordinarie. Credo molto nel destino, devi essere sempre positivo e lavorare, perché poi i risultati li ottieni”. Il Sassuolo, un amore a prima vista: "Ho avuto la possibilità di conoscere il dottore Squinzi e la dottoressa Spazzoli, due persone fantastiche, della mia famiglia, le amo tantissimo. Mi hanno conosciuto sul lavoro. Il Sassuolo vinse il campionato di Serie B, i primi giorni in Serie A la moglie mi chiese di creare un progetto per il Sassuolo Calcio. Di quello che sarebbe potuto essere il Sassuolo Calcio da lì a venire. Ne abbiamo realizzato uno per i successivi dieci anni. Includeva lo stadio. Lavorare sugli italiani. Presentammo questo progetto. Mi ricorderò sempre che dopo dieci minuti mi dissero: "Questo è quello che vogliamo". Da lì siamo partiti come Master Group Sport. Dopo venti giorni la dottoressa Spazzoli mi chiamò preannunciandomi che voleva venire a trovarmi in ufficio. Ero curioso. Mi disse che suo marito voleva che io prendessi in mano il Sassuolo. Mi spiazzò. Avevo fatto esperienza, ma volevo crescere nella mia attività imprenditoriale. Le dissi che preferivo di entrare nel CdA. Che non volevo nulla. Che potevo essere una persona di fiducia, ma non avevo intenzione di prendere in mano il Sassuolo. Squinzi, era molto difficile dirgli di no... Questa loro insistenza mi incuriosì. Per cui decisi di andare a Sassuolo. Sono sincero, non sapevo neppure dove fosse. Decisi di andarci, col mio navigatore, da Milano. La sede era al vecchio stadio. Il tempo era brutto. Una delle prime cose che chiesi fu quanti dipendenti avesse il Sassuolo. Due, tre. Non c'era nulla. Tutto triste. Ma conoscevo la proprietà, le persone, che ti fanno lavorare e la possibilità di decidere. La presi come una grande sfida. Chiamai la dottoressa e le dissi che avremmo trovato un accordo per lavorare insieme. Il più entusiasta di tutti ero io, Quello che abbiamo fatto ci ha ripagato". "La retrocessione in Serie B la considero un incidente di percorso che però ci ha insegnato molto. Il giorno stesso della retrocessione ho chiamato Fabio Grosso e il giorno dopo avevamo già il nuovo allenatore. Non ci siamo mai pianti addosso. Abbiamo lavorato immediatamente per tornare in Serie A, concentrandoci sul futuro. E ci siamo riusciti vincendo un campionato molto difficile. Il mio colpo da maestro? Sarebbe facile citare le grandi cessioni, da Scamacca a Locatelli, da Frattesi a Raspadori. Ma il vero capolavoro è un altro: aver contribuito a trasformare il Sassuolo in una società stabile, rispettata e competitiva. Quando arrivai era una realtà tutta da costruire; oggi è un club riconosciuto in Italia e all'estero. Credo che il nostro vero colpo da maestro sia stato il Sassuolo stesso". FONTE -
Beh sí ma volevo dire che in generale non ci sono in Olanda le differenze fra la popolazione come in Italia. Un abitante di Amsterdam é come uno di Maastricht con un accento un pó diverso. Ma in Italia, fra un torinese e un siciliano o fra un milanese e un pugliese le differenze sono abissali. Dialetti incomprensibili mentre in Olanda i dialetti sono tutti simili. A parte in Friesland dove hanno una lingua a parte.
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GIOVANNI CARNEVALI - Amministratore delegato
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GIOVANNI CARNEVALI https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Carnevali_(dirigente_sportivo) Nazione: Italia Luogo di nascita: Milano Data di nascita: 19.11.1960 Ruolo: Amministratore Delegato Direttore Generale e Amministratore Delegato della Juventus dal 2026 Giovanni Carnevali (Milano, 19 novembre 1960) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, attuale direttore generale e amministratore delegato della Juventus. Biografia Nato a Milano, da giovane ha militato nella Pro Sesto e nella Solbiatese, prima di acquistare la Milanese negli anni '80 insieme a suo padre Augusto e a un osservatore, lavorando proprio qui con Ariedo Braida. Negli anni '80 conosce Beppe Marotta, con cui lavora al Monza per tre anni. Dopo un'esperienza come direttore generale al Pavia, fra il 1990 e il 1993 entra nella dirigenza del Como e poi del Ravenna. Nel 1996 fonda la società Master Group Sport, azienda che si occupa di marketing ed eventi sportivi, anche in collaborazione con la FIGC, di cui è amministratore delegato. Nell'estate del 2014, il patron del Sassuolo, Giorgio Squinzi, gli affida il ruolo di AD e Direttore Generale. La gestione Carnevali si è caratterizzata per una politica aziendale focalizzata sul player trading, grazie alla quale, tramite l'attività di scouting e la successiva cessione di giocatori (tra cui Davide Frattesi, Gianluca Scamacca e Manuel Locatelli), il club ha generato plusvalenze per centinaia di milioni di euro. Dal punto di vista sportivo, sotto la sua guida la squadra emiliana ha conquistato la salvezza in Serie A per nove stagioni consecutive, fino alla retrocessione nella stagione 2023-2024, qualificandosi per l'UEFA Europa League nell'annata 2015-2016. Degna di nota è l'inaugurazione nel 2019 del Mapei Football Center, centro sportivo multifunzionale. Il 12 giugno 2026 viene nominato AD e direttore generale della Juventus, andando a sostituire Damien Comolli. -
Per sostenere Platini e tutti quelli che sono contro i signori della Fifa e della Uefa, bisognerebbe boicottare i mondiali e non guardarli. Fra l'altro non essendoci l'Italia non dovrebbe essere impossibile.
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Io mi auguro che faccia bene la Turchia. Forza Kenan.
