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  1. 2 - CADEL EVANS GREAT OCEAN ROAD RACE - Australia (ME - 1.UWT) (28/01) J. McCARTHY (AUS) - Bora-Hansgrohe La parola più temuta dal ciclonerd degli anni ’10 è una e una sola: “georestricted”. Con la variante “geoblocked”. Significa che una data corsa, se c’è di mezzo quella parola, diverrà molto più difficile da seguire, per ragioni di diritti tv riservati a determinate aree geografiche e negati ad altre; e a volte succede che se non viene fuori qualche streaming pirata dell’ultim’ora, guardarla – la gara – sarà proprio direttamente impossibile. Voi direte che ci sono settecentottantamilavirgolaqualcosa problemi molto più seri di questo, e non vi si potrà certo dare torto; ma sacrificare il sonno per seguire una diretta testuale della Cadel Evans Great Ocean Road Race, con la consapevolezza di dover comunque aspettare che un’anima pia pubblichi dopo l’alba una sintesi decente su YouTube, non predispone a una luminosa domenica di gioia nei cieli. Anche perché poi la corsa – a conti fatti – risulta gradevole, e spiace non averne potuto godere in diretta delle immagini, ma ormai è andata così e pazienza. Ha vinto Jay McCarthy, il ciclista che anni fa ribattezzammo J-Mac, proprio come un noto attore hard, e il finale della CEGORR(acronimo ormai ufficiale della gara australiana) è stato in effetti parecchio hard, con un gruppetto in avanscoperta raggiunto sul rettilineo finale da un altro gruppetto, comprendente quest’ultimo Elia Viviani autore di un numero da Folletto, nel senso dell’aspirapolvere, Elia che con una rimonta pantagruelica si è ingoiato uno dopo l’altro una quindicina di avversari in 100 metri, recuperandone 50 (di metri, sempre), in poche pedalate. Non gli bastò, se non per far secondo e per avere una nuova “miglior volata non vinta” in bacheca. Da sottolineare poi il garone di Daniel Oss, spesosi in maniera superefficiente per McCarthy: e in casa Bora-Hansgrohe si fregano le mani, non tanto per la pur dignitosa Cadel Evans Great Ocean Road Race testè conquistata, ma per avere finalmente un gregario fortissimo da affiancare a Peter Sagan più avanti. http://www.cicloweb.it/2018/01/28/mccarthy-rimontone-viviani/
  2. Cadel Evans Great Ocean Road Race all’australiano della Bora. Bel finale, garone di Oss al servizio del vincitore; podio completato da Impey, Battaglin in top ten La parola più temuta dal ciclonerd degli anni ’10 è una e una sola: “georestricted”. Con la variante “geoblocked”. Significa che una data corsa, se c’è di mezzo quella parola, diverrà molto più difficile da seguire, per ragioni di diritti tv riservati a determinate aree geografiche e negati ad altre; e a volte succede che se non viene fuori qualche streaming pirata dell’ultim’ora, guardarla – la gara – sarà proprio direttamente impossibile. Voi direte che ci sono settecentottantamilavirgolaqualcosa problemi molto più seri di questo, e non vi si potrà certo dare torto; ma sacrificare il sonno per seguire una diretta testuale della Cadel Evans Great Ocean Road Race, con la consapevolezza di dover comunque aspettare che un’anima pia pubblichi dopo l’alba una sintesi decente su YouTube, non predispone a una luminosa domenica di gioia nei cieli. Anche perché poi la corsa – a conti fatti – risulta gradevole, e spiace non averne potuto godere in diretta delle immagini, ma ormai è andata così e pazienza. Ha vinto Jay McCarthy, il ciclista che anni fa ribattezzammo J-Mac, proprio come un noto attore hard, e il finale della CEGORR(acronimo ormai ufficiale della gara australiana) è stato in effetti parecchio hard, con un gruppetto in avanscoperta raggiunto sul rettilineo finale da un altro gruppetto, comprendente quest’ultimo Elia Viviani autore di un numero da Folletto, nel senso dell’aspirapolvere, Elia che con una rimonta pantagruelica si è ingoiato uno dopo l’altro una quindicina di avversari in 100 metri, recuperandone 50 (di metri, sempre), in poche pedalate. Non gli bastò, se non per far secondo e per avere una nuova “miglior volata non vinta” in bacheca. Da sottolineare poi il garone di Daniel Oss, spesosi in maniera superefficiente per McCarthy: e in casa Bora-Hansgrohe si fregano le mani, non tanto per la pur dignitosa Cadel Evans Great Ocean Road Race testè conquistata, ma per avere finalmente un gregario fortissimo da affiancare a Peter Sagan più avanti. Bella fuga con Lasse Norman Hansen protagonista 164 km con circuito finale da 17 da ripetere 3 volte e mezza a Geelong, ed ecco qua la quarta edizione della gara intitolata a Cadel Evans, seconda prova del World Tour disputata in Australia e fin qui sfuggita, nelle prime tre repliche, ai corridori di casa. Come ben sapete se siete arrivati fin qui, oggi Jay McCarthy ha interrotto l’ancor breve digiuno aussie. Fuga a 5 attiva sin dai primissimi chilometri, due uomini della selezione nazionale australiana, ovvero Alexander Porter (già visto al recente Tour Down Under) e Sam Welsford, l’olandese Robbert De Greef (Roompot-Nederlandse Loterij), il russo Pavel Kochetkov (Katusha-Alpecin) e una vera bestia da traino come il danese Lasse Norman Hansen, punta di diamante dell’Aqua Blue Sport. Il quintetto, in barba all’impegno di Mitchelton-Scott e Quick-Step Floors in gruppo, ha costruito un vantaggio che è arrivato a toccare i 6’30” quando mancavano soli 75 km alla conclusione, e poi ha iniziato a perdere i pezzi sui vari passaggi (quattro in totale) per Challambra Crescent, salita simbolo del circuito finale. In realtà una salitella di un chilometro appena, con pendenze mai esagerate (si sta sull’8-9%), ma il resto del lavoro di selezione è stato operato dal caldo, ancora persistente nell’estate australiana. Al primo passaggio da Challambra Crescent, ai -60, hanno perso contatto Welsford e De Greef, al secondo si è esaurito Porter che poi ha mollato un po’ più avanti, ai -38; e bisogna dire che pure il gruppo, tirato sempre forte per ridurre il gap dai primi, si è sfoltito di parecchio, fino a contare appena una trentina di unità quando, al terzo passaggio ai -26, è stato Lachlan Morton (Dimension Data) a fare una bella trenata. Chaves fa i numeri alla prima gara, Oss generosissimo Al penultimo passaggio da Challambra il margine per Hansen e Kochetkov si è ridotto a pochi secondi rispetto a un primo gruppetto; poi un secondo gruppetto, dopo essersi staccato in salita, si è riunito col primo, Tim Roe (altro rappresentante della selezione nazionale di casa) ha tentato la sortita, ma senza fortuna, e ai -15 i due superstiti della fuga sono stati infine ripresi. Non rimaneva che un passaggio dalla salitella, ed è stata la LottoNL-Jumbo a forzare tempi e modi, impostando in maniera dolorosa per tanti quest’ultima Challambra Crescent. Dopo il lavoro dei suoi gregari, è stato George Bennett a spingere in prima persona, e il suo affondo ha prodotto un gruppetto di nove uomini al comando della corsa quando mancavano 9 chilometri: con lui c’era il suo compagno Robert Gesink, quindi avevamo una coppia Bora-Hansgrohe formata da Jay McCarthy e Daniel Oss, una coppia Mitchelton formata da Daryl Impey (vincitore del TDU) e – udite udite – Esteban Chaves all’esordio stagionale, quindi c’erano ancora Simon Gerrans (BMC), un positivo Roger Latour (AG2R La Mondiale) e il sempre solido Dries Devenyns (Quick-Step Floors). Erano pochi ma buoni i secondi che ballavano rispetto ai primi inseguitori, e il miscuglio tra coppie e singoli nel drappello ha dato vita a interessanti batti&ribatti, ed è qui che Daniel Oss si è consacrato gregario del giorno: prima ha chiuso su Latour sullo strappetto di Meville, poi ha annullato un tentativo a due di Chaves e Bennett ai -5.5, poi ha stoppato ancora Bennett ai -3.7, infine ha lavorato (con buoni esiti) all’attacco più serio di questo finale, condotto da un Chaves più che mai pimpante, scattato poco dopo i -3 alla conclusione. Il colombiano ha tenuto bene pochi metri di margine per un paio di chilometri, ma le velocità dietro sono aumentate via via, per cui agli 800 metri ha dovuto arrendersi. Le velocità aumentavano perché se da un lato bisognava riprendere l’attaccante, dall’altro bisognava provare a respingere il rientro di diversi inseguitori. Il primo obiettivo è stato centrato, il secondo no, e ci si è trovati ai 500 metri con una situazione molto fluida: sui componenti del gruppetto di testa sono rientrati i primi avanguardisti del secondo drappello, e uno di questi, José Isidro Maciel (per gli amici JIM) Gonçalves della Katusha è andato ad aprire le ostilità impostando uno sprint lunghissimo, con l’intento di favorire il compagno Maurits Lammertink, poco lontano. McCarthy porta a casa il bottino nonostante il ritorno impetuoso di Viviani Invece alla ruota del portoghese c’era appostato Jay McCarthy, che ravanando nel borsello ha trovato un’unica fiche, bella grossa, e ha deciso di giocarla. Come? Anticipando in maniera esasperata lo sprint, lanciandosi a 300 metri dalla fine. Alla sua ruota c’era Gerrans, che però ha fatto vedere di non avere il colpo da ko di qualche stagione fa, infatti è rimbalzato indietro. Devenyns ha provato a reagire in qualche modo, ma intanto da dietro (e dall’altro lato) emergeva come un pazzo il suo compagno Viviani, che dalle posizioni di retroguardia del secondo gruppetto aveva già fatto una prima volata per riportarsi in coda ai primi, e poi ha piazzato lì la rimonta di cui scrivevamo all’inizio, una risalita tanto impetuosa quanto difficoltosa, visto che più che ciclismo pareva slalom, con tanti avversari da superare di volta in volta, e tutti – ovviamente – non da una traiettoria comoda, ma dovendo sempre allargare all’esterno. Tutto ciò nello spazio di 200 metri. E nonostante in quello spazio Elia abbia coperto circa 7-8 chilometri in più rispetto a McCarthy, il quale invece era davanti e andava dritto per dritto, alla fine è riuscito ad arrivare a un’incollatura dall’australiano. McCarthy-Viviani all’arrivo, quindi, e poi terzo posto per Impey; a seguire Devenyns, Gerrans, il vincitore del 2017 Nikias Arndt (Sunweb), Steele Von Hoff (Nazionale Australiana), Lammertink, Enrico Battaglin (LottoNL) al nono posto e Lars Bak (Lotto Soudal) a chiudere la top ten. Il gruppetto, formato da 24 uomini, è stato chiuso da Eros Capecchi (Quick-Step); nel secondo drappello, cronometrato a 20″, anche Oss tra gli staccati del finale (27esimo lui), e Salvatore Puccio (Sky) piazzatosi 25esimo. Si chiude così la scampagnata australiana di inizio stagione per il World Tour; la massima categoria del ciclismo UCI tornerà tra poco meno di un mese con l’Abu Dhabi Tour, ma da qui ad allora avremo modo di assistere già a tante altre gare. E l’appetito (per i grandi appuntamenti) continuerà a venir mangiando. http://www.cicloweb.it/2018/01/28/mccarthy-rimontone-viviani/
  3. Facendo copia incolla dal mio profilo FB, personaggi come Roger Federer hanno arricchito questo mondo non soltanto come sport ma anche in vita generale. Dovrebbe essere insegnato nelle scuole come punto di riferimento per i ragazzi alle voci lealtà e rispetto perché, davvero, ha reso migliore questo mondo. Le lacrime di poco fa testimoniano non soltanto un grande Campione con la C rigorosamente maiuscola, ma anche l'immensità davanti al palcoscenico del mondo di uno dei più grandi atleti di ogni epoca.
  4. C'è qualche problema in Mikaela Shiffrin, altrimenti non è spiegabile una cosa del genere. Felice per Petra però come ho detto ieri questi non sono segnali positivi in ottica Olimpica...
  5. 20 Slam. Come sono 20 i pianeti che ti separano dal resto del mondo in questo sport. Immenso, immortale, Inarravabile. Nessuno come te nella storia. Simply GOAT.
  6. 41 - Serie A Tim (Ventunesima giornata) STADIO "M. BENTEGODI" - Verona, 27/01/2018 .... ......... CHIEVOVERONA - JUVENTUS 0-2 Affrontare la Juve già di per sé non è uno scherzo. Se poi ci si complica la vita facendosi espellere due uomini, allora le speranze di contenere gli uomini di Allegri si estinguono. Khedira e Higuain puniscono il Chievo, rimasto in nove dopo i meritati rossi rimediati da Bastien nel primo tempo e da Cacciatore nella ripresa e spediscono la Signora in testa alla classifica, in attesa del risultato della gara tra Napoli e Bologna di domenica. I bianconeri forse non giocano la gara più brillante della loro stagione, ma fin dall'inizio, anche in 11 contro 11, sono comunque padroni del campo e il successo è più che meritato. Il Chievo schiera cinque uomini in difesa e accorcia il più possibile gli spazi tra i reparti, alzando un muro davanti alla propria area di rigore. La qualità del palleggio permette ai bianconeri di trovare qualche varco, ma nei primi venti minuti Sorrentino non deve mai intervenire, perché il destro di Higuain viene respinto dai compagni, il sinistro di Douglas Costa e fuori misura e il cross di Khedira viene sporcato da Cacciatore e Mandzukic non riesce a controllare. La prima parata del portiere clivense non è complicata, perché il tentativo di Pjanic dai venti metri è potente, ma centrale. Stessa sorte alla mezz'ora per il rasoterra di Higuain dal limite, più angolato, ma meno violento. La gara è bloccata, ma al 37' arriva una prima svolta: Bastien, ammonito due minuti prima per un intervento scomposto su Asamoah, viene superato in velocità dal ghanese e lo trattiene vistosamente, meritando il secondo giallo e lasciando i compagni in dieci. Con l'uomo in meno il Chievo serra ancora di più i ranghi e la gara, se prima era un dominio bianconero, ora diventa un assedio. I padroni di casa non superano più la propria tre quarti campo, ma ribattono comunque colpo su colpo, concedendo alla Juve solo un destro dalla distanza di Khedira, ancora bloccato da Sorrentino. Non c'è una voce statistica, all'intervallo, che non certifichi la supremazia bianconera, dal 69,8% di possesso palla, ai 7 tiri tentati contro nessuno degli avversari. Gli unici numeri che non premiano la squadra di Allegri sono i due 0 sul tabellone, ma sono gli unici che contano. Il tecnico interviene dopo pochi minuti dal rientro in campo, richiamando Sturaro e inserendo Bernardeschi. Con i quattro attaccanti la Juve allarga maggiormente il gioco e riesce a trovare il fondo con Douglas Costa che serve Mandzukic in area: la girata è pronta, ma Sorrentino è piazzato. Al 15' il Chievo produce la sua prima conclusione in porta, con la discesa di Jaroszynski e il colpo di testa di Cacciatore, neutralizzato da Szcesny. Proprio Cacciatore, rimasto a terra dopo il tentativo per un contrasto con Asamoah, protesta evidentemente in modo eccessivo con il direttore di gara, che estrae il rosso diretto. A questo punto il gioco si praticamente sempre nell'area dei padroni di casa e, a forza di insistere, la Juve passa: Bernardeschi riceve sulla destra da Pjanic e tocca al centro per l'inserimento di Khedira, che infila un siluro di destro alle spalle di Sorrentino. Il gol non cambia il copione della gara e i bianconeri insistono alla ricerca del raddoppio. Al Chievo non rimane che chiudersi a riccio e sperare in un contropiede come quello condotto da Radovanovic e fermato dalla provvidenziale uscita di Szczesny. La Juve invece continua a palleggiare ai sedici metri, cercando con pazienza la giocata giusta. La trovano Douglas Costa e Higuain a due minuti dal 90': la pennellata del brasiliano pesca la testa dell'argentino, che incorna il 2-0 che chiude la partita. RETI: Khedira 22' st , Higuain 43' st CHIEVO Sorrentino; Cacciatore, Bani, Dainelli, Tomovic (8' st Gamberini), Jaroszynski; Bastien, Radovanovic, Hetemaj; Birsa (34' st Meggiorini), Pucciarelli (1' st Depaoli) A disposizione: Seculin, Confente, Rigoni, Cesar, Gobbi, Veris, Garritano, Pellissier, Stepinski Allenatore: Maran JUVENTUS Szczesny: De Sciglio, Benatia, Barzagli, Asamoah (27' st Lichtsteiner); Khedira, Pjanic, Sturaro (7' st Bernardeschi); Douglas Costa, Higuain (44' st Bentancur), Mandzukic A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Rugani, Chiellini, Alex Sandro, Matuidi Allenatore: Allegri ARBITRO: Maresca ASSISTENTI: Giallatini, Del Giovane QUARTO UFFICIALE: Chiffi VAR: Pasqua, Meli AMMONITI: 22' pt Asamoah, 32' pt Higuain, 35' e 37' pt Bastien ESPULSI: 37' pt Bastien, 16' st Cacciatore http://www.juventus.com/it/news/news/2018/2-0-al-chievo-la-juve-passa-a-verona.php
  7. Ancora un bel pò da sistemare dopo la sosta, ma 3 punti importantissimi in ottica Campionato conquistati contro un Chievo che, con due fenomeni, si è tirato la zappa sui piedi. Ottimo il ritorno al gol di Higuaín: dopo sei partite era necessario che si sbloccasse visto che stiamo per entrare in una già prima fase caldissima. Testa a Bergamo per la semifinale d'andata di Coppa.
  8. ............... TIM CUP (Semifinali andata): ATALANTA - JUVENTUS STADIO "ATLETI AZZURRI D'ITALIA" - Bergamo, martedì 30/01/2018 - Ore 20:45 Qui il preview del match -------------------------------------------------------------------- V I N C E R E ! ! !
  9. ............... SERIE A TIM (21° giornata): CHIEVO VERONA - JUVENTUS STADIO "M. BENTEGODI" Verona, sabato 27/12/2017 - Ore 20:45 Qui le vostre pagelle
  10. Akito Watabe continua a dominare a Seefeld e rosicchia altri punti pesanti per la classifica della Coppa del Mondo 2017-2018 di combinata nordica. Il giapponese ha stravinto la seconda Gundersen del Nordic Combined Triple, confezionando il trionfo con un gran salto dal trampolino normale HS109 che, unito ai punti portati con sé col successo di ieri, gli ha consentito di partire con un ampio margine su tutti gli avversari nella 10 km sugli sci stretti, in cui ha fatto ulteriormente la differenza, infliggendo distacchi abissali agli avversari. Sul podio con lui sono saliti il tedesco Vinzenz Geiger, esploso in maniera prorompente in questo mese e capace di staccare il gruppo degli inseguitori nell’ultimo strappo chiudendo a 1’05”5 da Watabe, e il norvegese Jarl-Magnus Riiber, abile nel resistere al rientro degli avversari dopo un gran salto e nel centrare ilterzo posto dopo la seconda piazza di ieri. Alle spalle di Riiber si sono piazzati altri due norvegesi, ossia Jan Schmid, quarto e ancora saldo in testa alla classifica della Coppa del Mondo, ed Espen Andersen, tornato in forma dopo un periodo di appannamento. Soltanto sesto, invece, il tedesco Fabian Riessle, che ha ceduto nell’ultimo giro, mentre l’austriaco Lukas Klapfer si è reso autore di un’altra bella rimonta, risalendo fino alla settima piazza e battendo in volata il norvegese Joergen Graabak e il finlandese Eero Hirvonen. Completa la top ten il tedesco Eric Frenzel, ormai sempre più vicino ad abdicare dopo cinque sfere di cristallo consecutive, mentre il suo connazionaleJohannes Rydzek è giunto tredicesimo al traguardo a oltre 2 minuti da Watabe. Per i colori azzurri, intanto, arrivano notizie agrodolci per Alessandro Pittin, che non è riuscito ad esprimersi al meglio dal trampolino, salvo rimontare dal 38° al 23° posto sugli sci stretti, recuperando quasi un minuto su Watabe e confermando il suo stato di grazia nel fondo. Con questo risultato, Pittin potrà prendere parte anche all’ultima Gundersen, a cui avranno accesso i primi 30 della gara odierna. Niente da fare, invece, per Lukas Runggaldier, 41° a oltre 5 minuti dal vincitore, mentre Raffaele Buzzi ha deciso di rinunciare a prender parte alla 10 km. Nella Gundersen in programma domani, in ogni caso, i punteggi per la classifica di Coppa del Mondo, calcolati a metà nelle prime due gare, saranno raddoppiati. E per Watabe si apre un’autostrada per la rincorsa al primato, attualmente nelle mani di Schmid. https://www.oasport.it/2018/01/combinata-nordica-coppa-del-mondo-2018-watabe-domina-ancora-a-seefeld-geiger-e-riiber-sul-podio-schmid-si-difende-pittin-23-in-rimonta/
  11. È sempre Kamil Stoch a lasciare un segno sulla Coppa del Mondo di salto con gli sci. Questa volta, nella gara a squadre sul trampolino di Zakopane, in Polonia, il polacco guida i suoi al successo al termine delle otto serie di salti. Insieme a Dawid Kubacki, Stefan Hula (che ha fatto la differenza con i suoi due salti) e Maciej Kot, il detentore della Tournée dei Quattro Trampolini è salito anche oggi sul gradino più alto del podio, con la sua squadra capace di totalizzare un punteggio di 1092.0. Al secondo posto si è piazzata la Germania con 1067.3 e decisamente staccata dai vincitori. Ai tedeschi non basta un grande Richard Freitag per stare davanti ai polacchi, anche per via dei salti dal punteggio non elevatissimo eseguiti dai compagni di squadra Marius Eisenbichler, Stephan Lehye e Andreas Wellinger. Terza la Norvegia di Andreas Stjernen, Marius Lindvik, Anders Fannemel e Johann Andre Forfang con 1055.2 L’Austria di Stefan Kraft, oggi non brillantissimo, si è piazzata in quarta posizione, davanti al Giappone di Junshiro Kobayashi e alla Slovenia di Peter Prevc, che nell’ultimo salto è stato autore di una brutta cadutadalla quale fortunatamente è uscito illeso. Settima la Svizzera, ottava la Repubblica Ceca, mentre il nono e il decimo posto sono stati occupati rispettivamente da Russia e Kazakistan. https://www.oasport.it/2018/01/salto-con-gli-sci-coppa-del-mondo-zakopane-2018-kamil-stoch-guida-la-polonia-al-successo-davanti-a-germania-e-norvegia/
  12. Maren Lundby non si ferma più. Nella prima delle due gare di Ljubno (Slovenia, HS 94), la norvegese ha dominato la competizione, allungando ulteriormente nella classifica di Coppa del Mondo. La leader della generale ha stabilito il miglior punteggio in entrambe le serie, totalizzando 256 punti e portando a 280 lunghezze il suo margine in Coppa del Mondo, dove attualmente è favorita per conquistare la Sfera di Cristallo a fine stagione. Seconda posizione per la tedesca Katharina Althaus, che ha pagato un divario di 15,5 punti dalla rivale diretta per quanto riguarda la corsa alla Coppa del Mondo. Sul podio, staccata di ulteriori 5 lunghezze, la giapponese Sara Takanashi, che ha preceduto l’austriaca Daniela Iraschko-Stolz.Quinta, invece, la campionessa olimpica in carica Carina Vogt. Per quanto riguarda l’Italia, 15esimo e 17esimo posto rispettivamente per Manuela e Lara Malsiner, con un distacco di circa 15 punti dalla top10. 32esima Elena Runggaldier, che non è riuscita a trovare l’accesso alla seconda serie. https://www.oasport.it/2018/01/salto-femminile-coppa-del-mondo-2018-maren-lundby-vince-la-sesta-gara-consecutiva/
  13. Sono il solito Johannes Hosflot Klaebo (al nono successo stagionale) e Laurien van der Graaff ad aggiudicarsi le prove sprint di Seefeld, in Austria, ultime tappa della Coppa del Mondo 2018 di sci di fondo prima dei Giochi Olimpici. Il norvegese, sempre più leader della classifica, ha dimostrato di disporre di una condizione strepitosa in vista di PyeongChang, mentre la svizzera centra il secondo successo stagionale (dopo Lenzerheide), sorprendendo le avversarie in un finale perfetto. Per i nostri colori quattro atleti sono giunti alla fase finale, con Federico Pellegrino che chiude al quarto posto, e fuori dal podio per appena 9 centesimi. Il campione nato ad Aosta, tuttavia, non appare al top della condizione per colpa dei carichi di lavoro effettuati in settimana in vista di PyeongChang. Stefan Zelger viene eliminato nei quarti di finale, mentre tra le donne buona prestazione di Greta Laurent che conclude quinta la sua semifinale, mentre Gaia Vuerich termina il suo sabato nei quarti di finale. GARA UOMINI (tracciato di 1,4km) Quarti di finale Nella prima serie Johannes Klaebo regola gli avversari senza patemi, chiudendo davanti allo svedese Calle Halfvarsson, stesso dicasi per Federico Pellegrino che, nella seconda, non lascia scampo all’americano Simeon Hamilton e al finlandese Ristomatti Hakola. Nessuna sorpresa anche nella terza, con il francese Lucas Chanavat che precede il norvegese Emil Iversen. Il nostro Stefan Zelger era impegnato nella quarta manche, ma ha concluso all’ultimo posto alle spalle del russo Gleb Retivykh e del francese Richard Jouve che brucia il norvegese Even Northug per un solo centesimo. Infine, nella quinta batteria il canadese Alex Harvey e l’elvetico Dario Cologna rispettano i pronostici e passano il turno in una serie particolarmente rapida che permette allo svizzero Jovian Hediger e al polacco Maciej Starega di passare alle semifinali come lucky loser. Semifinali Prima semifinale da grandi firme, e Johannes Klaebo domina ancora una volta, spingendo a tutta e chiudendo con il tempo di 2:50.78 superando Lucas Chanavat per 33 centesimi e Calle Halfvarsson per 52. Si ferma inquarta posizione a 2.52 il nostro Federico Pellegrino ma approfitta dei tempi altissimi della seconda e passa comunque alla finale. Nella seconda semifinale, infatti, vince Emil Iversen in 2:56.88 con Gleb Retivikh ad appena 4 centesimi e Richard Jouve, eliminato, a 7 centesimi. Out anche Alex Harvey e Dario Cologna. Finale Subito una sorpresa. Lucas Chanavat compie falsa partenza e viene ammonito. Si parte al secondo tentativo e, rispetto al turno precedente, Johannes Klaebo non forza immediatamente i ritmi. Federico Pellegrino preferisce mettersi al comando delle operazioni e passare senza patemi la prima salita. Nella discesa è Calle Halfvarsson a provare la fuga, ma Klaebo lo supera e si mette a spingere a tutta assieme a Chanavat. Il norvegese mette in scena un finale impressionante e centra l’ennesima vittoria del sua stagione. Secondo il francese a 48 centesimi, mentre è terzo Halfvarsson a 97 centesimi. Pellegrino è quarto a 1.06, davanti a Gleb Retiviky e ad Emil Iversen che ha perso terreno negli ultimi metri. GARA DONNE (tracciato di 1,1km) Quarti di finale Nella prima manche passaggio del turno in scioltezza per Maiken Caspersen Falla e Sophie Caldwell che staccano la norvegese Kathrine Rolsted Harsem e la tedesca Victoria Carl che, nonostante questo, si qualificano come lucky loser, mentre nella seconda sono la svedese Linn Soemskar e la slovena Anamarija Lampic a passare al turno successivo. Out la tedesca Sandra Ringwald e la finlandese Mari Laukkanen. Nella terza batteria sfiora la qualificazione la nostra Gaia Vuerich che viene preceduta dall’elvetica Laurien van der Graaff e dalla slovena Katja Visnar. La statunitense Sadie Bjornsen e la slovena Vesna Fabjan vincono un’avvincente sprint nella quarta serie precedendo le avversarie di pochi centesimi, mentre nella quinta e ultima manche bella vittoria della nostra Greta Lauren che brucia sul traguardo la norvegese Tiril Udnes Weng e la svedese Ida Ingemarsdotter. Semifinali Prima manche con arrivo a quattro, Sophie Caldwell non sbaglia e precede Maiken Falla. Laurien van der Graaff e Linn Soemskar vengono ripescate come lucky loser. Nella seconda, invece, finisce l’avventura di Greta Laurent che conclude al quinto posto ad appena 1.40 secondi da Kathrine Rolsted Harsem, Sadie Bjornsen e Vesna Fabjan che viene eliminata per soli 7 centesimi. Finale Le sei finaliste mettono in scena un grande spettacolo e una sfida davvero serrata sin dal primo metro. Un lungo corpo a corpo che vede la vittoria di Laurien van der Graaff grazie ad uno strepitoso finale nel quale supera di slancio Sophie Caldwell per 2 centesimi e Maiken Caspersen Falla a 23 centesimi. Quarta Kathrine Harsem a 1.36, quinta Linn Soemskar a 1.85 e sesta Sadie Bjornsen a 2.28. https://www.oasport.it/2018/01/sci-di-fondo-coppa-del-mondo-seefeld-2018-uno-strepitoso-johannes-klaebo-e-laurien-van-der-graaff-vincono-le-sprint-quarto-federico-pellegrino/
  14. Se non si infortunava Argenta però penso che la squadra la partita l’avrebbe portata a casa. Peccato e speriamo bene per il ragazzo.
  15. Ennesimo spreco di Modena che dopo un secondo set praticamente già vinto butta all'aria lo stesso e il resto della partita. Andassero davvero a quel paese oh
  16. ............... TIM CUP (Semifinali andata): ATALANTA - JUVENTUS STADIO "ATLETI AZZURRI D'ITALIA" - Bergamo, martedì 30/01/2018 - Ore 20:45 Qui la cronaca del match Modificato October 7, 2017 da Morpheus ©
  17. ............... TIM CUP (Semifinali andata): ATALANTA - JUVENTUS STADIO "ATLETI AZZURRI D'ITALIA" - Bergamo, martedì 30/01/2018 - Ore 20:45 Qui i vostri commenti post-partita Modificato October 7, 2017 da Morpheus ©
  18. Concordo con chi dice che abbiamo dimostrato maturità. Le ragazze sono state solide a non mollare mentalmente e a crederci quando il Tavagnacco si era chiuso. La Bonansea spesso è troppo egoista ma quando si accenda sposta gli equilibri in una maniera mostruosa con la sua tecnica. Gol e assist, cosa chiedere di più?
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