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Morpheus ©

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  1. 39 - Serie A Tim (Diciannovesima giornata) STADIO "SARDEGNA ARENA" - Cagliari, 06/01/2018 .... ......... CAGLIARI - JUVENTUS 0-1 La Sardegna è terra tosta e tornare da lì con tre punti non è affar semplice. La Juve ci riesce, soffrendo, ma non più del previsto, perché in realtà Allegri aveva ampiamente avvertito i suoi di quanto sarebbe stato difficile portare a casa il bottino pieno. In gare simili normalmente decide la classe e così avviene: i bianconeri si affidano a quella di Douglas Costa e Bernardeschi, che costruiscono l'azione decisiva e costringono alla sconfitta un ottimo Cagliari. Da un parte la punizione di Dybala sulla traversa, il destro di Higuain a fil di palo, il sinistro di Bernardeschi sul legno. Dall'altra due colpi di testa di Pavoletti, uno a lato e uno respinto sulla linea da un miracolo di Szczesny, più la percussione centrale di Farias, fermata dal decisivo recupero di Barzagli: la partita è un botta e risposta infinito, perché la Juve prende il comando del gioco in avvio, ma i sardi hanno la personalità per non intimorirsi e rispondere colpo su colpo tanto da sfiorare il vantaggio in chiusura di tempo ancora con Farias, che centra il palo arrivando a concludere a non più di quattro metri dalla porta. Bernardeschi per entrare nel vivo dell'azione è spesso costretto ad arretrare e il tridente si trasforma sempre più spesso in un 4-4-2. Matuidi, ben controllato da Romagna, fatica a spingere sulla sinistra e grazie al controllo delle fasce il Cagliari riesce a limitare le soluzioni offensive della Juve. Inoltre l'intensità messa in campo dagli uomini di Lopez, pronti a raddoppiare, a chiudere le linee di passaggio e a ripartire rapidamente non appena entrati in possesso di palla, impedisce ai bianconeri di imporre il proprio ritmo. Se non bastasse la buona vena degli avversari, nel primo quarto d'ora della ripresa arrivano l'infortunio di Dybala, che si ferma dopo uno scatto e lascia il posto a Douglas Costa, e lo scontro fortuito tra Szczesny e Khedira, sostituito da Mandzukic. Il vecchio detto, “non tutti i mali vengono per nuocere” si applica però perfettamente alla situazione, perché l'equilibrio viene spezzato proprio da uno dei nuovi entrati: alla mezz'ora Douglas Costa trova spunto vincente sulla sinistra e lascia partire un traversone rasoterra su cui arriva Bernardeschi, che a due passi dalla porta spedisce in rete. Nel finale Allegri richiama proprio l'autore del gol per Lichtsteiner, passando così alla difesa a cinque, anche per cercare di limitare la reazione del Cagliari, che inserisce invece altre due punte, Sau e Giannetti. La Juve si chiude con una volontà di ferro e un atteggiamento umile, ma tante volte più utile di mille giocate raffinate per portare a casa il risultato. A questo punto ogni tentativo del Cagliari diventa inutile e viene rispedito al mittente. E gli sforzi vengono premiati dal triplice fischio di Calvarese, che consegna alla Signora i tre punti e una sosta di campionato serena. RETI: Bernardeschi 29' st CAGLIARI Rafael; Romagna, Ceppitelli, Pisacane (43' st Giannetti); Faragò, Barella (41' st Van Der Wiel), Ionita (24' st Sau), Cigarini, Padoin; Farias, Pavoletti A disposizione: Cragno, Crosta, Capuano, Andreolli, Dessena, Melchiorri, Deiola, Cossu Allenatore: Lopez JUVENTUS Szczesny; Barzagli, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (15' st Mandzukic), Pjanic, Matuidi; Bernardeschi (34' st Lichtsteiner), Higuain, Dybala (5' st Douglas Costa) A disposizione: Pinsoglio, Loria, Rugani, Asamoah, Sturaro, Bentancur Allenatore: Allegri ARBITRO: Calvarese ASSISITENTI: Paganessi, Tolfo QUARTO UFFICIALE: Giua VAR: Banti, Marrazzo AMMONITI: 42' st Matuidi, 7' st Bernardeschi, 31' st Pavoletti http://www.juventus.com/it/news/news/2018/bernardeschi-gol-la-juve-passa-a-cagliari.php
  2. L'auspicio che gli faccio è di fare dei grandi Giochi Olimpici perchè, indubbiamente, se lo merita. Mi auguro possa continuare a competere ancora a lungo e che le voci su un addio prematuro siano infondate perchè perderemmo davvero un fenomeno.
  3. Heidi Weng ha vinto la 10km mass start a tecnica classica che si è disputata in Val di Fiemme. La penultima tappa del Tour de Ski 2018 di sci di fondo ha sorriso alla bravissima norvegese, capace di imporsi con il tempo di 29:07.9 grazie a un attacco letale piazzato all’altezza del settimo chilometro. Un’azione rabbiosa della scandinava che è riuscita a spezzare la resistenza di tutte le rivali. Ora la Weng è la grande favorita per la conquista della classifica generale: si deciderà tutto domani con la scalata del Cermis, la Weng deve recuperare solo due secondi sulla Oestberg. L’altra norvegese, infatti, è crollata nel tratto finale e ha concluso soltanto in quinta posizione attardata di 35 secondi. Il secondo posto di tappa è andato alla finlandese Krista Parmakoski (a 7.6 dalla vincitrice), terza l’austriaca Teresa Stadlober (a 8.6) che ha confezionato una gara ben oltre le aspettative. Quarta la statunitense Jessica Diggins (a 23.6), sesta la finlandese Kerttu Niskanen, settima la russa Anastasia Sedova, ottava l’altra russa Natalia Nepryaeva.Per quanto riguarda le italiane: positivo 15esimo posto di Elisa Brocard a 1:46. https://www.oasport.it/2018/01/tour-de-ski-2018-heidi-weng-vince-la-10km-in-val-di-fiemme-sfida-a-oestberg-per-il-trionfo-finale-battaglia-sul-cermis/
  4. L'intelligenza trionfa sulla forza. Gilles Simon, che ha eliminato le prime tre teste di serie, compreso il campione in carica Bautista Agut, conquista il tredicesimo titolo in carriera, il primo da Marsiglia 2015, nella prima edizione del Maharashtra Open a Pune, nuova sede del torneo in calendario a Chennai dal 1996 al 2017. Il francese piega 76 62 Kevin Anderson, all'undicesima sconfitta su 14 finali giocate, e diventa il secondo francese nell'albo d'oro dopo Jerome Golmard, scomparso dopo una lunga battaglia contro la SLA, che qui vinse nel 2000 il suo secondo e ultimo titolo ATP. Un trionfo che lo riporterà la prossima settimana fra i primi 60 del mondo. E' lotta di geometrie e centimetri, quelli che nel fisico mancano a Simon, quelli che a Anderson mancano nella ricerca della palla sulle pennellate strette del francese. Gillou manca quattro palle break in un interminabile quarto game del primo set che crea l'atmosfera emotiva della partita. "Il mio talento è il timing sulla palla" diceva del suo gioco qualche tempo fa Simon, e ne dà un altro saggio con la risposta che costringe per la prima volta ai vantaggi Anderson, al primo torneo con l'ex coach di Jim Courier, Brad Stine. Gillou inizia a seminare dubbi nel percorso del sudafricano, che si sente costretto a soluzioni affrettate e subisce il break al settimo game. Va a servire per il set il francese, alla prima finale da Metz 2015, ma sorprende in negativo per un paio di letture tatticamente improprie, per un lungolinea di dritto impreciso e il piazzamento che consente a Anderson di infilare il passante di rovescio e il controbreak del 5-5. Ribalta poi il tiebreak da 0-2 a 5-3, decisiva una risposta bloccata che prelude al passante vincente, e completa il 7-4 col punto manifesto della partita. Lo scambio, da 39 colpi, è sfiancante. Gillou resiste, assorbe i colpi pesanti di Anderson che però non riesce ad aprirsi il campo, regge, contrattacca, erode centimetri e fiducia e chiude col lungolinea vincente. Vince il secondo tiebreak della settimana, il 137mo in carriera, in 68 minuti, e avvia una piccola grande rivoluzione. E dicono che sia un'evoluzione, a cui dà seguito e continuità vincendo i primi sette punti del secondo set. Anderson, che insegue la seconda rimonta consecutiva, la 63ma in carriera, salva le tre palle break ma Simon aumenta le frustrazioni del sudafricano che alla fine il servizio lo perde nel sesto game. Non riesce a massimizzare le caratteristiche delle palline, che sono diverse da quelle usate all'Australian Open e a detta di Cilic penetrano più rapidamente nell'aria, e non riesce a sfruttare al meglio l'ampiezza del campo. Il sudafricano, che prima della finale aveva salvato nove delle 11 palle break concesse, record nel torneo, continua a regalare molto quando il francese lo attacca dal lato del rovescio e vede allontanarsi, insieme al titolo, la possibilità di tornare in top 10 per la prima volta dall'unica settimana passata da numero 10 nell'ottobre del 2015. Simon, che tornerà in campo per la sua prima finale di doppio in carriera, si prende l'abbraccio della Oxford d'Oriente sull'ultimo errore di rovescio di un Kevin Anderson che dalla metà del secondo set ha smesso di crederci. Con 35 vincenti, Simon identifica la via giusta per tornare a riveder le stelle. . https://www.tennisworlditalia.com/tennis/news/Atp_Tennis/54574/atp-pune-simon-torna-a-riveder-le-stelle-primo-titolo-dal-2015/
  5. Siamo a quota 51 vittorie, quello che ha fatto oggi avrebbe messo in ginocchio CHIUNQUE. Non è umana una roba del genere, sa fare girare gli sci come penso solo lui nella storia ma al di là della tecnica e della stilistica, sorge una domanda: COME CAZZO FA A CADERE, A RECUPERARE, E A VINCERE???
  6. Trionfo svizzero nella Hopman Cup 2018. Roger Federer e Belinda Bencic riportando il titolo del torneo di esibizione a squadre entro i propri confini 17 anni dopo. L’anello di congiunzione è sempre lui: il fenomeno rossocrociato. Era il 2001 quando in coppia con Martina Hingis, l’attuale n.2 del mondo trionfava. Ne è passata di acqua sotto i ponti e lui è sempre lì a vincere e ad emozionare. Svizzera che si è imposta dunque 2-1 contro la Germania in quest’edizione grazie ai successi nel singolare maschile e nel doppio misto. Nel primo match è semplicemente spettacolo! Federer ed Alexander Zverev (n.4 del mondo) mettono in mostra un tennis d’alta scuola ed alla fine è l’asso svizzero a spuntarla con il punteggio di 6-7 6-0 6-2 in 1 ora e 50 minuti di partita. Il tedesco cerca subito di mettere sotto pressione il campione elvetico costringendolo a salvare due palle break nel gioco d’apertura. Stessa condizione poi vissuta da “Sascha”messo alle stretta da Roger ma comunque in grado di annullare le chance al rivale con il servizio. La partita si sviluppa lungo il filo dell’equilibrio e l’epilogo al tie-break è scontato. Il 21enne di Amburgo si dimostra molto più lucido sorprendendo il rivale con accelerazioni improvvise che non gli consentono di comandare lo scambio. Sul 7-4 il teutonico conquista il primo parziale. Nel secondo set la musica cambia completamente e Federer mette in mostra tutto il suo repertorio salendo decisamente nelle percentuali di efficacia al servizio (ben oltre l’80% dei punti conquistati con la prima di servizio contro il 30% dell’avversario). Un 6-0 che non ammette repliche e stronca psicologicamente il n.4 ATP investito dalla furia creativa del “Maestro”. Applausi ed ancora applausi per il fenomeno di Basilea nel terzo set. Altro dominio incontrastato, rappresentato dal doppio break del terzo e quinto game, suggellato da giocate sopraffine come quella del match point quando, dopo uno scambio lungo la diagonale di dritto, una palla corta di rovescio va stamparsi sulla riga regalando un altro sorriso a “Sua Maestà” e chiudendo sul 6-2. Nel primo parziale dà ancor più sicurezza alla ex n.1 del mondo. Nel secondo set, infatti, la Bencic “esce fuori dal campo” non riuscendo mai a trovare una breccia nella difesa della teutonica che, invece, sa quando far male all’avversaria. Da fondo non c’è storia ed il doppio break del quarto e sesto gioco chiude i conti sul 6-1. E’ il doppio a regalare dunque il successo alla nazionale svizzera: 4-3 4-2 lo score per la coppia Bencic/Federer, contro Zverev/Kerber, che può dunque festeggiare ed iniziare nel miglior modo possibile il 2018. https://www.oasport.it/2018/01/tennis-hopman-cup-2018-svizzera-germania-2-1-roger-federer-trionfa-17-anni-dopo/
  7. Dopo Murray anche Serena dà forfait a Melbourne.
  8. Risponde presente, come detto, anche la Halep soffrendo però maggiormente contro la ceca Katerina Siniakova (n.47 del mondo). La n.1 del ranking si è aggiudicata la vittoria finale con lo score di 6-1 2-6 6-0 in 1 ora e 13 minuti di partita, iniziando nel miglior modo possibile la sua stagione. Nel primo set, la rumena non concede nulla all’avversaria, dando grande continuità al proprio tennis “arrotato”. La giovane ceca soffre la regolarità di Simona non trovando mai la misura dei colpi. Sul 6-1 la frazione è tutta di marca “Halep”. Nel secondo set, improvvisamente, qualcosa si rompe nel meccanismo perfetto della giocatrice di Constanța che inizia ad alzare decisamente il numero di errori gratuiti permettendo alla Siniakova di rientrare in partita e vincere facilmente il secondo set 6-2. Una campionessa la si vede nel momento difficile e nel terzo parziale è egemonia pura della rumena, suggellata dal 6-0 finale. https://www.oasport.it/2018/01/tennis-simona-halep-ed-elina-svitolina-trionfano-a-shenzhen-e-brisbane/
  9. Sono l’ucraina Elina Svitolina (n.6 del mondo) e la rumena Simona Halep (n.1 del mondo) ad esultare in questo sabato 6 gennaio dedicato alle finali dei WTA di Brisbane (Australia) e Shenzhen (Cina). La giocatrice dell’Est si è imposta 6-2 6-1 in 1 ora e 7 minuti contro la bielorussa Aliaksandra Sasnovich (n.88 del ranking). Un match dominato dalla vincitrice di Roma e del Canadian Open 2017, facendosi largo con il suo tennis completo. La partenza di Elina è subito devastante andando avanti 3-0 ed impressionando per la profondità de propri colpi. La Svitolina si costruisce altre tre chance per bissare il break ma la Sasnovich riesce a salvarsi con il servizio. Non può però nulla nell’ottavo game quando la n.6 WTA sciorina i suoi colpi migliori per far propria la prima frazione. Nel secondo parziale la musica non cambia e la superiorità dell’ucraina è schiacciante in ogni zona del campo. Il rapido 6-1 in 32′ permette alla 23enne nativa di Odessa di aggiudicarsi il primo titolo 2018. https://www.oasport.it/2018/01/tennis-simona-halep-ed-elina-svitolina-trionfano-a-shenzhen-e-brisbane/
  10. Partita con il pettorale numero 16, Dorothea Wierer ha conquistato il secondo podio della stagione nell’inseguimento di Oberhof, quarta tappa della Coppa del Mondo di biathlon 2017-2018. L’azzurra è stata assoluta protagonista in rimonta di una gara che forse per la prima volta in stagione ha spezzato definitivamente gli equilibri, con la slovacca Anastasiya Kuzmina che si candida al ruolo di assoluta favorita per la conquista della Sfera di Cristallo dopo una gara tutta al comando. Wierer, arrivata al secondo posto con un ritardo di poco superiore al minuto, ha costruito questo risultato al poligono: serie dopo serie ha trovato tempi rapidissimi e finalmente anche quella precisione assoluta che le era mancata fino a questo momento. Basti pensare che fino ad oggi non aveva mai concluso una gara individuale senza errori. Un podio che vale tantissimo, anche considerando l’ampio margine di vantaggio con cui è partita la gara di Kuzmina e soprattutto un mese di dicembre non facilissimo, caratterizzato da tanti piccoli malanni sicuramente debilitanti. Nonostante questo è sempre riuscita a difendersi, ma da qui si può senza dubbio candidare ad una seconda parte di stagione ancora più competitiva. Per lei si tratta del podio numero 18 della carriera in Coppa del Mondo. L’altra grande protagonista di giornata, ovviamente, è stata la slovacca Kuzmina. Dominatrice della sprint, chiusa con un margine quasi rassicurante sulle avversarie, ha gestito la gara alla perfezione: di fatto, le altre hanno faticato anche solo a scendere sotto il minuto di ritardo. Kuzmina, al quarto timbro stagionale che le porta in dote anche un buon margine in classifica generale, si è anche concessa due errori nelle serie centrali, che però non hanno mai realmente messo in dubbio il suo successo. Terzo gradino del podio per l’ucraina Vita Semerenko, partita oltre la 20esima posizione ma bravissima, come Wierer, nel colpire tutti i bersagli per portare a compimento un’ottima rimonta. Quarta posizione per la polacca Weronika Nowakowska, seguita dalla finlandese Kaisa Makarainen. Sesta e settima posizione, invece, per la bielorussa Darya Domracheva,che nel finale ha scavalcato la tedesca Laura Dahlmeier, che ancora non ha raggiunto la miglior condizione. A completare la top 10 Frolina, Braisaz e Bescond. Per quanto riguarda le altre italiane, 36esima posizione per Lisa Vittozzi (partita con il 51), autrice di due errori, mentre Federica Sanfilippo ha mancato 6 bersagli che l’hanno costretta in 45esima posizione, fuori dalla zona punti. https://www.oasport.it/2018/01/biathlon-favolosa-dorothea-wierer-rimonta-da-fantascienza-e-seconda-a-oberhof-nellinseguimento-dominio-kuzmina/
  11. Roba da matti Intanto cancellate le gare per alte temperature in quel della Combinata Nordica.
  12. Ma infatti ai microfoni di RaiSport poco prima aveva detto che era una follia fare un tracciato del genere, la curva non c'era proprio. Era come ha detto lei una disciplina innovativa oggi, ma che si fumano per fare robe del genere?
  13. Se in Corea esce la gara della vita, ah non so che faccio Peccato per la Fede oggi... Al pari della Brunner ha dilapidato un enorme vantaggio.
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