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  1. Una settimana fa Elia Viviani grandissimo ad Amburgo. Primo italiano quest'anno ad imporsi in una gara del UCI WT. Domani classica in Francia.
  2. Niente finale “revival” tra Roger Federer e Rafael Nadal. E’ questo il primo responso del sorteggio del tabellone maschile degli Us Open 2017 tenutosi ieri a New York. Nella Grande Mela ha visto la luce il tabellone maschile dell’ultimo Major dell’anno e i due grandi rivali, tornati in auge in questa stagione da “Ritorno al Futuro”, sono stati inseriti nella parte alta. Un percorso, c’è da dire, decisamente insidioso per entrambi. Lo svizzero infatti inizierà la rincorsa al suo 20° Slam da mettere in bacheca affrontando il talentuoso statunitense Frances Tiafoe, in grado di battere a Cincinnati (Usa) chi aveva sconfitto “Sua Maestà” a Montreal ovvero Alexander Zverev. Un inizio non certo morbido a cui, probabilmente, farà seguito un ottavo di finale da urlo con l’australiano Nick Kyrgios. Un confronto che ha già esaltato gli appassionati di tennis nella semifinale del Masters 1000 di Miami, vinta da Federer, nella quale la lotta tra l’elvetico e l’aussie è stata emozionante, offrendo un gran gioco. Una prova del nove non solo per il fenomeno di Basilea ma anche per un Kyrgios che da anni è atteso alla definitiva esplosione. Se il rossocrociato non ride, Nadal piage, verrebbe da dire. Lo spagnolo infatti, secondo gli accoppiamenti in tabellone, dovrebbe affrontare Mr Potenza Toma Berdych, testa di serie n.15, negli ottavi di finale. Ceco che, nell’ultimo Slam nel quale si sono incontrati, vale a dire gli Australian Open 2015 (quarti di finale), superò in tre set nettamente lo spagnolo. C’è da dire che questo Rafa è tornato ad essere un giocatore di livello assoluto pertanto l’ultimo precedente può contare fino ad un certo punto mentre pesa di fatto il bilancio totale nettamente favorevole all’iberico di 19 vittorie e 4 sconfitte. Ovviamente, in ottica italiana, si spera che nel turno menzionato più che esserci Berdych vi sia Fabio Fognini. Lo scontro infatti tra l’italiano ed il campione di Manacor è un’alternativa negli incroci degli ottavida tenere in considerazione ricordando quell’epica vittoria, sempre nel 2015, quando il ligure fu capace di rimontare, sotto 2 set a 0, e vincere al quinto al termine di un match che definire eccezionale è poco. Fognini che inizierà la sua avventura stelle e strisce affrontando in un derby tutto tricolore il qualificato Stefano Travaglia ed il vincente se la vedrà con uno tra Troicki e Gombos. Eventualmente poi, nel terzo round, ci sarebbe per l’appunto Berdych. Non certo l’incontro più facile di questo mondo… Molto complicato il percorso di Andreas Seppi che ha pescato la testa di serie n.12 Roberto Bautista Agut mentre un può sorridere Thomas Fabbiano, presente nella parte bassa del main draw, che con il qualificato australiano Smith può giocarsi le sue chance prima di affrontare, molto probabilmente, Jack Sock. Per quanto concerne Paolo Lorenzi (parte bassa del tabellone), la sfida con il portoghese Joao Sousa sa molto di terra battuta e pertanto il risultato appare incerto. Se il senese dovesse riuscire ad avere la meglio del lusitano ci sarebbero Gilles Muller o Bernard Tomic ad accoglierlo. Per quanto concerne Alessandro Giannessi affrontare Ernests Gulbis potrebbe essere un bene o un male vista l’imprevedibilità che caratterizza il lettone capace di illuminare la scena con il suo gioco, oppure di essere quasi irritante. Tornando ai calibri da novanta, Andy Murray (testa di serie n.2) sarà nella parte bassa e non può di certo lamentarsi iniziando con l’americano Tennys Sandgren ed avendo un ottavo potenziale con il francese Lucas Pouille, testa di serie n.16. Certo, le condizioni dello scozzese sono da verificare visti i problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi per alcune settimane ma di sicuro la sua strada sembra essere meno tortuosa rispetto ai suoi rivali. Lo stesso non si può dire per “Sascha” Zverev che potrebbe vedersela al terzo round contro il sudafricano Kevin Anderson, molto pericoloso sul cemento, e poi agli ottavi contro Sock. Non proprio una passeggiata di salute per il giovane tedesco, vincitore a Montreal, come detto, ed a Roma quest’anno. https://www.oasport.it/2017/08/us-open-2017-il-tabellone-maschile-percorso-in-salita-per-roger-federer-e-rafael-nadal-derby-azzurro-fabio-fognini-stefano-travaglia-al-1-turno/ Chissà cosa deve essere passato nella testa di Simona Halep mentre veniva effettuato il sorteggio del tabellone femminile dello US Open. Aprire un torneo dello Slam da numero 2 del seeding contro una wild card numero 148 del mondo è di solito un ottimo sorteggio. Di solito, non quando la giocatrice in questione si chiama Maria Sharapova. L’analisi del tabellone femminile dell’ultimo torneo dello Slam non può non partire da qui. La russa era una mina vagante nell’urna ma in un main draw a 128 giocatrici era difficile pensare ad un sorteggio più beffardo, per entrambe le giocatrici a dire il vero. Halep e Sharapova sono inserite nella parte bassa ed il destino di entrambe passerà da qui, non solo per il risultato. Per la romena si tratta dell’ostacolo più duro di un percorso che non presenta particolari difficoltà fino all’eventuale quarto di finale con Johanna Konta. Diverso il discorso per Masha, la cui condizione sarà tutta da valutare: una vittoria di prestigio al primo turno, però, potrebbe fare morale in vista delle due settimane newyorkesi. Rimanendo nella parte bassa, l’altro quarto di tabellone è ben diverso ed offre più spunti. La spagnola Garbiñe Muguruza si presenta a Flushing Meadows dopo la bella vittoria di Cincinnati: l’inizio non è particolarmente difficile ma agli ottavi la attende un’eventuale sfida insidiosa con una tra la francese Caroline Garcia e la ceca Petra Kvitova. Ai quarti, poi, ci sarebbe una tra Venus Williams e Caroline Wozniacki, a patto che la danese superi l’insidia chiamata Ekaterina Makarova (potenziale secondo turno). Nella parte bassa, inoltre, sono presenti anche Camila Giorgi e Roberta Vinci: la prima ha pescato la russa Magdalena Rybarikova, mentre la seconda l’americana Sloane Stephens. Nella parte alta, invece, sorteggio tutto sommato positivo per la numero 1 del mondo Karolina Pliskova. La ceca affronta il torneo non solo con la pressione della classifica, ma anche perché difende la finale dello scorso anno. Al terzo turno potrebbe trovarsi di fronte la tedesca Sabine Lisicki, che se in giornata può dare fastidio a chiunque sul veloce (al netto di una condizione non brillante), mentre agli ottavi potrebbe esserci la francese Kristina Mladenovic. Ai quarti, invece, la Pliskova potrebbe trovarsi di fronte una tra Agnieszka Radwanska, CoCo Vandeweghe e Svetlana Kuznetsova. L’eventuale semifinale, poi, la vedrebbe opposta ad una tra Elina Svitolina e Angelique Kerber: sono loro le favorite in un quarto di tabellone che comprende anche l’americana Madison Keys, in crescita dopo il ritorno dall’infortunio, e la campionessa del Roland Garros Jelena Ostapenko. In questo lato è presente anche Francesca Schiavone, che aprirà contro una qualificata. https://www.oasport.it/2017/08/us-open-2017-il-tabellone-femminile-lanalisi-primo-turno-di-fuoco-tra-sharapova-e-halep-kerber-e-karolina-pliskova-dallo-stesso-lato/
  3. ELIA VIVIANI (Team Sky) Oggi è il giorno dell’appuntamento con una delle prove World Tour più “oscure”, dato il posizionamento in contemporanea con la Vuelta a España e la ridotta storia ad alto livello. Parliamo della Bretagne Classic Ouest France, nuova denominazione del GP de Plouay. 239.7 i km della prova odierna. La giornata è stata caratterizzata da una fuga di sette elementi, con gli italiani ben presenti. All’attacco Marco Maronese (Bardiani CSF), Jacopo Mosca (Wilier Triestina-Selle Italia) e Oliviero Troia (UAE Team Emirates). Con loro anche i francesi Arnaud Gérard (Fortuneo-Oscaro) e Pierre Rolland (Cannondale-Drapac), l’eritreo Natnael Berhane (Team Dimension Data) e lo spagnolo Delio Fernández (Delko Marseille Provence KTM). Costoro hanno avuto un margine massimo di 9′, diminuito progressivamente con il trascorrere dei km; si è assistito anche ad un rimescolamento, ma per i battistrada non c’è stato nulla da fare. Essi vengono definitivamente ripresi a circa 25 km dal traguardo. Due corridori, ossia Silvan Dillier (BMC Racing Team) e Cyril Gautier (AG2R La Mondiale), hanno cercato senza successo l’evasione. Il campione elvetico ha successivamente attaccato ancora con Pieter Serry (Quick Step Floors). I due vengono recuperati da altri sei corridori, ossia Alberto Bettiol (Cannondale-Drapac), Lilian Calmejane (Direct Énergie), Héctor Carretero (Movistar Team), Nathan Haas (Team Dimension Data), Julien Simon (Cofidis, Solutions Crédits) e il già citato Gautier. Costoro passano al cartello dei meno 10 km con 25″ sul gruppo, alla cui testa lavorano principalmente BMC Racing Team e Orica Scott. Il lavoro degli statunitensi porta il gap a 22″ ai meno 5 km, dopo che aveva toccato anche il mezzo minuto. Si arriva così all’ultima Côte de Ty Marec con Bettiol che allunga sui colleghi ma con il gruppo a stretto contatto. Il toscano, secondo un anno fa, passa ai meno 3 km con 7″ su Carretero, Philippe Gilbert e Sep Vanmarcke, quest’ultimo presente come stopper. Il gruppo ristretto vede la UAE Team Emirates scandire il ritmo e cercare il riaggancio. Bettiol viene ripreso sotto l’arco dell’ultimo km da un corridore del Team Sky, che porta sotto il gruppo. Si giunge così allo sprint per un drappello di una trentina di elementi. Lancia lungo la volata, al centro della strada, Alexander Kristoff. Il campione europeo pare indirizzato ad un nuovo successo, ma viene superato sulla sua sinistra in maniera netta da un elemento. Che risponde al nome di Elia Viviani. Il veronese del Team Sky trova il pertugio giusto lungo le transenne andando a vincere in maniera netta. Per lui una settimana da sogno, con i successi ad Amburgo e i due al Tour du Poitou Charentes. Si tratta del primo a riuscire a bissare le due prove World Tour nella medesima stagione. Con lui sul podio salgono Alexander Kristoff (Team Katusha Alpecin) e Sonny Colbrelli(Bahrain Merida), che ha avuto la meglio al fotofinish su Sep Vanmarcke (Cannondale-Drapac), quarto. Completano la top 10 Michael Matthews (Team Sunweb), Rubén Guerreiro (Trek-Segafredo), Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data), Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), un ottimo Simone Consonni (UAE Team Emirates) e Greg Van Avermaet (BMC Racing Team). http://www.cicloweb.it/2017/08/27/elia-viviani-altra-vittoria-alla-bretagne-classic-battuti-kristoff-colbrelli/
  4. Si, la rosa è molto ben bilanciata adesso considerando che comunque c'è un difensore d'esperienza che può fare anche il laterale destro basso se De Sciglio si confermerà inadeguato. Se prendessero ancora un centrocampista centrale, penso che la squadra sarebbe totalmente perfetta.
  5. http://www.tifosibianconeri.com/forum/topic/481921-benedikt-howedes-è-praticamente-un-giocatore-della-juventus/
  6. Inter superata, Juventus ad un passo da Benedikt Howedes. Il 29enne difensore centrale dello Schalke 04, dopo una lunga militanza nel club di Gelsenkirchen, si appresta a tuffarsi in una nuova avventura professionale. Ad aspettarlo ecco i campioni d'Italia, pronti a rinforzare il pacchetto arretrato, allettati dalla possibilità di mettere le mani su un profilo particolarmente duttile. Le confermano arrivano direttamente da Montecarlo, dove la Juventus ha compreso le prime avversarie dell'edizione corrente della Champions League. Insomma, ultimi dettagli dal punto di vista della formula, per una cifra globale che dovrebbe toccare i 10 milioni, e Howedes sbarcherà sotto la Mole per mettersi a disposizione di Max Allegri. Howedes, abile sia come centrale che laterale basso, vanta una grande esperienza internazionale. Con la nazionale tedesca, infatti, ha conquistato un mondiale nel 2014. Mentre con lo Schalke 04, a livello di palmarès, si registrano Coppa e Supercoppa di Germania. http://www.goal.com/it/notizie/calciomercato-juventus-howedes-ad-un-passo-ultimi-dettagli/1ovvc1y766jxa1x1ozosjn8fmx
  7. ELIA VIVIANI (Team Sky) Aveva sfiorato l'oro ai Campionati Europei di Ciclismo, ma oggi, 20 agosto, non c'è stato bisogno del fotofinish per assegnare al veronese Elia Viviani la vittoria alla Euro Eyes Cyclassics di Amburgo, in Germania. Come agli Europei, la corsa si è decisa in volata, dopo i 217 chilometri del percorso ad anello con partenza ed arrivo sempre ad Amburgo. Ancora un ottimo lavoro della squadra di Viviani, il Team Sky (che il prossimo anno lascerà per passare alla Quick Step). A 400 metri dall'arrivo, il velocista era terzo e in posizione favorevole per lanciarsi verso il traguardo. Questa volta il campione europeo Kristoff (quarto alla fine) non gli ha rovinato la festa ed il ciclista veronese è riuscito a regolare nei metri finali, il francese Damare e l'olandere Groenewegen.
  8. TOM DOMOULIN (SUNWEB) ROMA - Ancora un successo per Tom Dumoulin. Il campione olandese del Team Sunweb, trionfatore al Giro d'Italia 2017, si è aggiudicato anche la classifica finale del Binck Bank Tour (la ex Eneco Tour), corsa belga-olandese del WorldTour. Nella settima ed ultima tappa, 191,3 km da Essen a Geraardsbergen, successo del belga Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), che con una azione ad una manciata di km dalla conclusione è riuscito, sia pure di pochi metri, a vincere con un arrivo solitario. Secondo posto per Philippe Gilbert (Quick-Step Floors), terzo lo stesso Dumoulin; quarto il campione del mondo, Peter Sagan (Bora-Hansgrohe). Lo slovacco, nella circostanza messo in difficoltà dalla strategia tattica degli avversari, continua a rimandare l'appuntamento con il successo numero 100 in carriera. http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2017/08/13/news/ciclismo_binck_bank_tour_a_dumoulin_ultima_tappa_a_stuyven-172973029/
  9. Dopo la vittoria di Domoulin all'Eneco Tour, oggi c'è la gara in Germania dell'Euroeyes
  10. 8 - Serie A TIM (Prima giornata) STADIO "ALLIANZ STADIUM"- Torino, 20/08/2017 .... ......... JUVENTUS - CAGLIARI 3-0 Non può essere già al top della condizione e avrà bisogno di un po' di tempo per rodare e inserire i nuovi acquisti, ma di sicuro la Juve non ha dimenticato come si vince e si dominano gli avversari. A fare le spese della “memoria” dei bianconeri è il Cagliari che nonostante l'ordine tattico, la buona volontà e il primo rigore concesso grazie al VAR, deve raccogliere tre palloni nella propria porta e lasciare l'Allianz Stadium a mani vuote. La vittoria all'esordio in campionato non solo conferma la potenza di fuoco della squadra di Allegri, ma anche la notevole varietà di soluzioni a disposizione del tecnico che se si affida inizialmente all' “usato sicuro”, tenendo in panchina i nuovi acquisti, a gara in corso può permettersi non solo di cambiare interpreti, senza per questo intaccare la qualità della manovra, ma anche variare il sistema. Quello scelto inizialmente è il consueto 4-2-3-1 in cui Pjanic, che inaugura la partita sfiorando l'incrocio con una rasoiata su punizione, si piazza davanti alla difesa per dettare, insieme a Marchisio, i tempi di gioco. Entrambi si trovano di fronte i quattro centrocampisti del Cagliari, diligentemente piazzati tra le linee, e serve una decina di minuti per sviluppare un'azione fluida. Appena ci riescono però i bianconeri sono letali: la rete di passaggi costringe i sardi a rintanarsi nella propria area, dove è appostato, tra gli altri, Mario Mandzukic che, appena vede partire il cross di Lichtsteiner, si coordina per colpire al volo e spedire il primo gol del campionato nell'angolino, dove Cragno non può arrivare. I ritmi sono ancora quelli del calcio d'agosto e il vantaggio permette alla Juve di giocare senza affanni. Il Cagliari non fa molto per mettere pressione ai bianconeri, che con il passare dei minuti trovano propongono un palleggio sempre più convincente, ma a tratti troppo lezioso. La Juve si compiace eccessivamente del proprio dominio e il Cagliari finisce così per risvegliare una partita che sembrava essersi addormentata. Così, dopo aver respinto il destro rasoterra di Farias e aver visto il tentativo di ribattuta di Faragò terminare alle stelle, Buffon deve tenere a battesimo il VAR e i suoi effetti: il signor Maresca giudica inizialmente regolare un contatto nell'area bianconera tra Alex Sandro e Cop, ma dopo aver consultato le immagini televisive concede il rigore ai sardi. Farias si presenta sul dischetto e scopre, suo malgrado, che quando Gigi decide di non subire gol, non c'è moviola che tenga: il tiro è rispedito al mittente e il punteggio non cambia... per il momento. DYBALA SOTTO L'INCROCIO La Juve riprende in mano il gioco e dopo un tentativo di Marchisio dal limite fuori di poco, i bianconeri mettono al sicuro il risultato prima di andare al riposo: con i sardi che schiumano rabbia per l'occasione fallita e si sbilanciano in avanti, Pjanic può vivisezionare la difesa con un fendente in profondità, telecomandandolo sul petto di Dybala. La Joya scatta in posizione regolare, controlla e piazza il 2-0 sotto l'incrocio. HIGUAIN, GOL E SPAZIO A MATUIDI Dopo neanche due minuti dal rientro in campo Dybala potrebbe ripetersi, se il suo sinistro, che conclude una lunga ed elegante trama, non si stampasse sulla traversa; Mandzukic cerca di correggere in rete di testa la respinta del legno, ma saltando da fermo non può imprimere forza al pallone e Cragno riesce a bloccare. La gara si mantiene vivace, ma fino al 20' offre poco da segnare sul taccuino, se non l'ovazione tributata dall'Allianz Stadium all'ex Padoin. Subito dopo però, ecco che entra in scena Higuain: il Pipita riceve in are all'invito di Alex Sandro e incrocia il sinistro, infilando in diagonale un gol da centravanti di razza qual è. Appena il tempo di esultare e Allegri lo richiama in panchina, presentando così al popolo bianconero Matuidi e il 4-3-3, con Mandzukic Dybala e Douglas Costa, in campo al posto di Cuadrado. Un piccolo, gustoso antipasto, di quella che potrà rivelarsi una preziosa soluzione in futuro. Il piatto forte di giornata invece è il punteggio sul tabellone, che non cambia più, e che consegna alla Juve i primi tre punti della stagione. Buona la prima, Signora! JUVENTUS-CAGLIARI 3-0 RETI: Mandzukic 12' pt, Dybala 46' pt, Higuain 21' pt JUVENTUS Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Marchisio (17' st Khedira); Cuadrado (29' st Douglas Costa), Dybala, Mandzukic; Higuain (26' st Matuidi) A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Barzagli, Benatia, Asamoah, Bentancur, Sturaro, Bernardeschi Allenatore: Allegri CAGLIARI Cragno; Padoin (18' st Joao Pedro), Pisacane, Andreolli, Capuano; Faragò, Cigarini (37' st Dessena), Ionita; Barella; Farias, Cop (37' st Sau) A disposizione: Crosta, Daga, Ceppitelli, Romagna, Miangue, Cossu, Giannetti Allenatore: Rastelli ARBITRO: Maresca ASSISTENTI:Marrazzo, Di Vuolo QUARTO UFFICIALE: La Penna ARBITRO VAR: Valeri ASSISTENTE VAR: Aureliano AMMONITI: 32' st Lichtsteiner http://www.juventus.com/it/news/news/2017/juve--tre-gol-al-cagliari-all-esordio.php
  11. 7 - Amichevole STADIO "COMUNALE" - Villar Perosa (To), 17/08/2017 .... ......... JUVENTUS a - JUVENTUS b 0-0 Erano 4.800 e dopo 5 minuti del secondo tempo non ce l'hanno più fatta a resistere: così è scattata l'invasione di campo dei tifosi, che ormai è una tradizione consolidata quanto la presenza estiva della Juventus a Villar Perosa, e la partita tra la Prima Squadra e la Primavera è terminata in un unico, enorme, abbraccio collettivo. Si è concluso così il rito che ogni anno in Val Chisone celebra e fortifica il legame tra la Juventus e la sua gente e che, come ogni anno, ha rispettato fedelmente il cerimoniale: dalla visita della squadra a Villa Agnelli, alle migliaia di persone in attesa di un autografo o di una foto, dalla sfilata della coppa dello scudetto e della Coppa Italia, al fischio d'inizio dell'amichevole. Una sfida in famiglia che da sempre è l'occasione per vedere all'opera da vicino i nuovi acquisti, come Bernardeschi, rifinitore tra Cuadrado e Sturaro alle spalle di Mandzukic, o Bentancur, regista insieme a Marchisio, o ancora De Sciglio, schierato sulla linea difensiva con Benatia, Rugani e Asamoah, o Szczesny, che dopo un quarto d'ora di gioco rileva Buffon e fa il suo esordio in bianconero. È proprio di uno dei volti nuovi, Bernardeschi, la prima conclusione nello specchio: un sinistro in diagonale che Del Favero mette in angolo con un buon riflesso. Il clima di festa influenza solo parzialmente il ritmo della partita, più che discreto e gli uomini di Allegri possono testare i meccanismi contro un avversario ordinato e motivato, qual è la Primavera di Dal Canto. L'occasione più pericolosa arriva poco dopo il ventesimo, con l'incornata di Mandzukic che manda sul palo il cross dalla destra di De Sciglio. Una decina di minuti e arriva anche la traversa, colpita da Higuain, entrato alla mezz'ora dopo la girandola di sostituzioni voluta da Allegri. Nella ripresa c'è giusto il tempo di prendere nota dei cambi operati da Dal Canto, di due concusioni a lato di Douglas Costa e Dybala, ed ecco partire lo scatto del primo tifoso, seguito da altre migliaia. L'invasione è iniziata, la partita finisce. Ma la festa continua... JUVENTUS A - JUVENTUS B 0-0 JUVENTUS A Buffon (16' st Szczesny, 1' st Pinsoglio); De Sciglio (30' pt Lichtsteiner), Benatia (30' pt Barzagli), Rugani (30' pt Chiellini), Asamoah (30' pt Alex Sandro) Bentancur (30' pt Pjanic), Marchisio (30' pt Khedira); Cuadrado (30' pt Douglas Costa), Bernardeschi (30' pt Dybala), Sturaro (30' pt Higuain); Mandzukic (1' st Kean) Allenatore: Allegri JUVENTUS B Del Favero (1' st Loria); Campos, Coccolo (1' st Freitas), Vogliacco (1' st Anzolin), Tripaldelli (1' st Zanandrea); Morrone (30' pt Ndiaye), Portanova, Merio (30' pt Caligara); Nicolussi; Kulenovic (1' st Capellini), Kameraj (1' st Galvagno) A disposizione:, Maricchi, Zanandrea, Scapin, Serrao, Lombardi, Petrelli, Meneghini, Morachioli, Sbordone, Penner, Pessot Allenatore: Dal Canto ARBITRO: Serra ASSISTENTI: Borzomi, Imperiale http://www.juventus.com/it/news/news/2017/il-popolo-bianconero-in-festa.php
  12. Blaise MATUIDI (Tolosa, 09 aprile 1987) Esordisce in prima squadra quando gioca nel Troyes. Successivamente viene acquistato dal Saint-Étienne. Il 25 luglio 2011 si trasferisce al Paris Saint-Germain. Debutta ufficialmente con la maglia della nazionale francese il 7 settembre 2010 contro la Bosnia ed Erzegovina. Segna il suo primo gol nell'amichevole, il 5 marzo 2014, vinta per 2-0 contro i Paesi Bassi. Convocato per il Mondiale 2014, segna nella seconda giornata alla Svizzera (gara vinta dai francesi per 5-2). Viene convocato per l'Europeo 2016,[2] in cui la Francia, padrona di casa, si arrende in finale al Portogallo. (wikipedia.org)
  13. 6 - Supercoppa TIM STADIO "OLIMPICO" - Roma, 13/08/2017 .... ......... JUVENTUS - LAZIO 2-3 La striscia positiva contro la Lazio, che la Juve aveva battuto nelle ultime dieci gare ufficiali, si ferma nel modo più amaro e rocambolesco possibile: i bianconeri, sotto di due gol, nonostante una gara tutt'altro che brillante, trovano la forza di recuperare negli ultimi cinque minuti di gara con la doppietta di Dybala, ma sciupano la rimonta e consegnano la Supercoppa ai biancocelesti, facendosi infilare pochi secondi prima dei supplementari da Murgia. Allegri riparte dal 4-2-3-1 e dagli uomini che meglio conoscono il sistema di gioco: non ci sono nuovi acquisti nella formazione titolare, in cui Barzagli e Alex Sandro sono gli esterni bassi, Benatia e Chiellini i centrali e di fronte a Khedira e Pjanic giostrano le quattro punte. Neanche tre minuti e Strakosha deve già compiere un miracolo per ribattere con i piedi il tocco ravvicinato di Cuadrado, servito nell'area piccola da Alex Sandro. E in un solo giro di orologio altri due suoi interventi tengono in piedi la Lazio, mandando in angolo i tentativi di Dybala e Higuain. Tirati i doverosi sospiri di sollievo, i biancocelesti trovano le misure per bloccare le verticalizzazioni della squadra di Allegri, che manda Pjanic o Khedira a importare e ad allargare il gioco per gli esterni. Il pressing sui due registi, unito ad un occhio di riguardo per Cuadrado e Alex Sandro, si rivela efficace e, dopo la fiammata iniziale, la Juve deve trovare nuove soluzioni per bucare la difesa. Al contrario, la presenza laziale dalle parti di Buffon si fa sempre più continua e alla mezz'ora, quando Immobile viene lanciato in profondità , il capitano non può far altro che commettere fallo per fermarlo. Il signor Massa indica il dischetto e lo stesso Immobile trasforma il rigore. Il vantaggio rinvigorisce ulteriormente i capitolini e Buffon ha ancor il suo da fare per respingere la sventola ravvicinata di Basta e per alzare quella da fuori area di Wallace. Gli ultimi minuti del primo tempo e l'inizio della ripresa non fanno che confermare l'impressione di una Lazio più tonica e determinata. Le difficoltà dei bianconeri risultano ancora più evidenti quando al 9' il traversone di Parolo supera Benatia e trova lo stacco di Immobile, che prende in contro tempo Buffon e infila il raddoppio. Allegri interviene inserendo Douglas Costa al posto di Cuadrado, De Sciglio al posto di Benatia e riportando Barzagli al centro della difesa al fianco di Chiellini, ma è Buffon a dover sventare un'altra minaccia, uscendo sui piedi di Immobile liberato nell'area piccola da Milinkovic-Savic. La pressione dei bianconeri aumenta, ma la Lazio difende con attenzione estrema. Al 27' tocca a Bernardeschi, che rileva Mandzukic andando a piazzarsi sulla destra, mentre Douglas Costa agisce dalla parte opposta. Le mosse però non sortiscono effetti ed è sempre la Lazio a farsi vedere in avanti con Luis Alberto che si libera per il tiro e impegna Buffon dal limite. La gara sembra ormai incanalata verso un finale piatto, ma proprio a questo punto arriva il lampo che la riaccende. A lasciarlo partire è il sinistro di Dybala, che in cinque minuti onora la sua prima gara con la maglia numero 10 sulle spalle, infilando prima una punizione deliziosa a fil di palo, poi trasformando il rigore concesso dal Massa al 45' per un netto fallo su Alex Sandro. Il pubblico di fede bianconera impazzisce di gioia, ma l'impresa, confezionata in appena cinque minuti viene vanificata quando ormai manca un soffio ai supplementari: Lukaku salta De Sciglio sulla destra e serve a centro area Murgia, lasciato troppo libero di colpire e di infilare il gol che manda la Lazio in Paradiso e rende amarissima la serata della Juve. RETI: Immobile 32' pt, 9' st Dybala 40' st, 46' st (rig.), Murgia 48' st JUVENTUS Buffon; Barzagli, Benatia (11' st De Sciglio), Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado (12' st Douglas Costa), Dybala, Mandzukic (27' st Bernardeschi); Higuain A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Lichtsteiner, Rugani, Asamoah, Marchisio, Bentancur, Sturaro, Kean Allenatore: Allegri LAZIO Strakosha; Wallace, De Vrij, Radu; Basta (30' st Marusic), Parolo, Lucas Leiva (35' st Murgia), Luis Alberto, Lulic 30' st Lukaku); Milinkovic-Savic, Immobile A disposizione: Vargic, Guerrieri, Hoedt, Luiz Felipe, Patric, Di Gennaro, Felipe Anderson, Palombi, Caicedo Allenatore: S. Inzaghi ARBITRO: Massa ASSISTENTI: Meli, Crispo QUARTO UFFICIALE: Fabbri ARBITRI D'AREA: Irrati, Damato AMMONITI: 31' pt Buffon, 41' pt Lucas Leiva, 7' st Mandzukic, 28' st Pjanic, 39' st Parolo
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