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Sbicca

Tifoso Juventus
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    Juventino Soldatino

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  1. Non credo che due settimane fa il Sassuolo avrebbe accettato l'offerta, con un europeo alle porte e con Locatelli dato per titolare in nazionale. Per tanti motivi, non necessariamente con l'intenzione di far partire un'asta come tanto piace dire ai giornalisti sportivi. Così come credo che la trattativa vada avanti da tempo e che, forse pure nel rispetto del giocatore, si vada a definire dopo gli europei.
  2. Il Chelsea ha vinto 4 trofei europei negli ultimi 9 anni, pur avendo un rendimento molto altalenante che forse ci fa pensare che siano una outsider. Ma non possiamo farli passare come una squadra mezza proletaria come qualcuno la dipinge, questi solo nell'ultima stagione hanno acquistato giocatori per oltre 250 milioni e due anni prima ne hanno spesi 200 (80 solo per quello che oggi è il loro secondo portiere) che fanno la bellezza di 450 milioni in 3 anni... Hanno ceduto Hazard e Morata per poco più di 150 milioni, ma quei 300 milioni di differenza li ha scuciti un oligarca.
  3. Libero non significa disposto a venire alla Juventus in questo preciso momento o in queste condizioni.
  4. Sulle lacune della squadra mi trovi d'accordo, ma il peso maggiore ce l'hanno in ambito europeo, dove ti giochi molto in partite secche. Anche in Champions League le lacune hanno pesato, ma non giustificano l'uscita col Porto. I punti che l'hanno tagliata fuori dalla corsa per lo scudetto la Juventus li ha persi con squadre come Benevento, Torino, Crotone, Fiorentina e pur con le lacune che aveva la Juventus non ci sta perdere 15-16 punti con squadre del genere. L'Inter viene fatta passare come squadra completa, ma in realtà pure loro hanno le loro belle lacune e l'hanno ampiamente dimostrate in Europa. Il Milan e il Napoli idem. Non vedo corazzate e non vedo percorsi strabilianti fatti dalle altre (non è più nemmeno una sorpresa l'Atalanta) che possono far ritenere accettabile un quarto posto raggiunto anche per demeriti altrui. Ecco, un allenatore top in una situazione del genere ti garantisce un posto tra le prime quattro senza dover soffrire fino all'ultima giornata e al limite è lo scudetto ad arrivare anche per demeriti altrui (come il primo anno di Conte, forse). Raggiungere la Champions all'ultima giornata, e farlo come ha fatto la Juventus quest'anno, ti può limitare anche nella programmazione della stagione successiva.
  5. Non è detto che non gli sia stato comunicato dopo l'ultima partita. Con ogni probabilità Pirlo ha atteso l'ufficialità per scrivere il suo pensiero. Al netto di tutte le attenuanti, Pirlo ha rischiato seriamente di finire in Europa League con una squadra che poteva competere per il primo posto, nonostante alcune lacune. La Juventus ha fatto oggi quello che doveva fare rispettivamente due anni fa e l'anno scorso: cambiare allenatore quando hai già un accordo con un allenatore vincente in mano. E quando saluti Pirlo, comunicandogli che lo sostituisci con Allegri, lui è il primo a comprendere le ragioni dell'esonero (cosa che non avvenne proprio nel caso dell'esonero di Allegri). Da un punto di vista puramente tecnico la Juventus ha dato a Pirlo più di quanto lui possa aver dato alla Juventus. Gli ha dato la possibilità di partire dalla serie A, di gestire un gruppo che aveva già vinto, di confrontarsi con squadre forti e se domani Pirlo allenerà in serie A e non in serie C lo deve alla Juventus. Ha meritato un'altra possibilità? Forse sì, ma a determinate condizioni, se non hai allenatori di un certo livello liberi da contratto e che puoi ingaggiare senza problemi. Ma lo stesso discorso potevano (dovevano, secondo me) farlo anche negli ultimi due anni. Pirlo ha ancora bisogno di crescere come allenatore, di fare esperienza. L'ha dimostrato perdendo la bussola nel girone di ritorno, soprattutto dopo le partite con il Porto, e imbroccando le ultime quattro partite di una stagione dove non aveva più niente da perdere. Alla Juventus attuale, nelle condizioni attuali, non è possibile venire a fare esperienza. Poteva andar bene 11 anni fa con Conte, non oggi.
  6. A me l'idea Pirlo non ha entusiasmato dall'inizio e quanto visto lo ha fatto ancora meno, però il discorso che fai è molto sensato. Resto comunque dell'idea che quando punti su un allenatore nuovo gli va dato tempo di lavorare, lo ritenevo giusto l'anno scorso con Sarri, lo ritengo giusto a maggior ragione con Pirlo. Ma serve programmazione. Se non hai in mano l'accordo con un allenatore di spessore (Zidane, Allegri, Deschamps -quelli forse papabili-, Klopp, Guardiola -i sogni proibiti-, e pochi altri) non ha senso cambiare. Non avrebbe senso cambiare Pirlo per prendere un'altra scommessa che sarebbe la terza in tre anni... È una situazione delicata, io spero che si parta dal presupposto che a questa squadra servono giocatori funzionali, non tanto al gioco che vuole Pirlo ma ad un allenatore in generale. Abbiamo un buco a centrocampo in cui servono un paio di giocatori di un certo tipo (Locatelli mi andrebbe benissimo, ma serve un centrocampista di qualità e di esperienza) e almeno una punta (che sia di peso, Kean sarebbe ottimo anche per le liste), per il resto la squadra non ha grandi lacune ma quelle che ha sono in grado di condizionare molto. Al netto di addii certi credo che nel mercato ci si muoverà parecchio, soprattutto se ci saranno cambiamenti a livello societario (molto più probabili rispetto a cambiamenti di guida tecnica).
  7. Se Agnelli debba fare un passo indietro o meno si vedrà più avanti credo. Adesso avrebbe senso solo per calmare acque, cosa che sfilandosi come hanno fatto le altre e dando una mano a cambiare la Champions League ritengo sia ancora possibile. Quello che pretendo però, da chiunque sarà presidente della Juventus, è un comportamento netto di condanna di certe schifezze del nostro calcio e del calcio europeo. Chiunque esso sia dovrà battere i pugni, perché non è possibile avere in Italia soltanto cinque squadre con uno stadio di proprietà e società come il Napoli che paga 80milioni un giocatore o come Inter e Milan che spendono centinaia di milioni di euro per rifondare una squadra senza investire in strutture e stadi di proprietà. Dovrà incazzarsi quando a tirare avanti un movimento calcistico, come quello italiano, è la Juventus mentre altri campano di rendita e si vogliono spartire una torta a cui non contribuiscono minimamente con la scusa della solidarietà, quando la politica si mette di mezzo impedendo di avere strutture all'avanguardia per un campionato all'avanguardia. Dovrà battere i pugni con l'UEFA quando condanna squadre come il Malaga all'oblio per poi chiudere un occhio quando c'è il PSG o il City di turno a violare le norme che lei stessa impone ad intermittenza, quando con il razzismo si limita a fare delle pubblicità, mentre poi quando si tratta di danari minaccia squalifiche. Dovrà battere i pugni per ottenere un salary cap e un FPF degno di questo nome, anche mettendo un freno a quei giocatori e allenatori che sono contro la superlega ma poi chiedono 10/15 milioni di stipendio. Dovrà battere i pugni quando si organizzano tremende puttanate come la Nations League dove giocatori stipendiati da società come la Juventus rischiano di farsi male e saltare una stagione per giocare partite "democratiche e meritocratiche". Quando farà presente ogni volta che potrà che la meritocrazia non sono solo i risultati sul campo, ma anche una gestione di un certo tipo. Non ho mai preteso tutto questo da Agnelli, ma viste le morali e le parole che ho dovuto leggere e sentire in questi giorni ora lo pretendo. E avrà il mio supporto quando inizierà a depredare le altre società di serie A dei loro migliori giocatori, ma lo farà prendendoli a parametro zero. Come fa il Bayern di Rummenigge che ieri pontificava.
  8. E depredare dei migliori parametri zero le dirette concorrenti in ambito nazionale...
  9. Il punto è che le prediche e le morali arrivano da gente senza morale. Questo mi spaventa, sportivamente parlando, perché sono iene che si accaniranno con qualcuno. Sentir parlare Guardiola, allenatore del City (che doveva essere fuori dalle competizioni europee per violazioni del FPF, che ha speso 1 miliardo di euro in 5 anni), di sogni, di valori, di solidarietà è forse il punto più basso fin qui toccato. A questo punto quasi pretenderei un ridimensionamento generale, anche dal punto di vista degli stipendi, con gli inglesi in testa. Altrimenti è l'apoteosi dell'ipocrisia. Per quanto riguarda Agnelli al momento ha fatto la figura di M***A tanto quanto gli altri 11, pure quelli che si stanno tirando indietro. Ha spinto molto sulla SuperLega e sta uscendo sconfitto politicamente, ma si è messo contro vecchi volponi. Non dimentichiamoci che l'UEFA e la FIFA fino a pochi anni fa erano in mano a gente senza scrupoli, da Platini a Blatter in giù, e che Ceferin e Infantino non è che sono comparsi dal nulla, non sono verginelle ed erano lì già da tempo, il primo dal 2015 e il secondo dal 2000...
  10. Il tuo discorso mi trova d'accordo e sono gli stessi dubbi che ho io. Però è anche vero che avere competizioni in cui la metà delle squadre (Champions League) o anche più (Europa League, Conference League) sono a livello dell'Olympiacos non ha alcun senso. L'UEFA tanto per le competizioni per club quanto per le nazionali è andata in questa direzione già da anni; i campionati come quello Italiano idem. Penso che il punto sia proprio qui, può una società come la Juventus (o come le altre che andrebbero a formare la superlega) correre il rischio di rimanere fuori da una Champions allargata dove magari compare un Olympiacos-BATE Borisov?
  11. Il calcio attuale è gestito da gente che non sa come farlo funzionare, che inventa coppe e coppette e ritocca competizioni che si trascinano da anni... La riforma della Champions League crea una competizione a 36 squadre che è abbastanza contorta; non è cambiando formule e facendole più complesse che si migliorano le competizioni. L'UEFA ha le sue ragioni, senza dubbio, ma anche una quantità tale di responsabilità che dovrebbe far riflettere. Il calcio europeo, ma non solo, è passato dall'avere 3 competizioni di valore assoluto ad averne 1 (la Champions League) un po' raffazzonata e una che è poco più di un torneo estivo (l'Europa League), ed oggi ne va ad aggiungere un'altra di cui non se ne capisce il senso. Ha creato un sistema di partite per le nazionali che è un buco nell'acqua come la Nations League e un formato per gli Europei che rischia di abbassare il livello della competizione. Non è facendo partecipare quante più squadre possibili che migliora lo spettacolo, e non è un sistema meritocratico. Paradossalmente era molto più meritocratico il vecchio sistema Coppa Campioni (con chi aveva vinto il proprio campionato), la Coppa UEFA (che era una signora competizione) e la Coppa della Coppe (a cui si accedeva vincendo la coppa nazionale); i primi ad ignorare la meritocrazia sono stati proprio quelli dell'UEFA. Finora hanno campato di rendita, sugli allori, come molte società che adesso sbattono i piedi. Non è che le piccole rubano i soldi, non lo penso per niente, ma è anche vero che molte squadre, anche medio-grandi, sono rimaste totalmente immobili in un certo senso (stadi, strutture, brand...) pur investendo molto in cartellini e stipendi. È altrettanto lecito pensare che le squadre che invece si sono mosse, come la Juventus, ad un certo punto si incazzino. Mi chiedo: un dialogo è possibile? Una mediazione, creando una competizione aperta ma che tenga conto del fatto che non tutte le squadre sono uguali (considerando investimenti fuori dal campo, bilanci, tifoserie, risultati sportivi...), è possibile?
  12. Un sistema come quello dell'NBA, che tra l'altro ad oggi ha alle spalle anche leghe professionistiche minori zeppe di squadre, non credo sia proponibile nel calcio europeo per una questione storica. Ci sono una miriade di squadre che non accetterebbero di finire in una lega minore, anche volendo allargare il discorso Superlega a una quarantina di squadre ne rimarrebbero fuori moltissime, come la Roma, il Valencia, il Benfica ad esempio. Un sistema come quello dell'NBA (ma un po' tutto lo sport professionistico americano) qui non è pensabile perché sarebbe da rifondare tutto dalle fondamenta, non dall'apice. Mi piacerebbe molto, perché se c'è una cosa che invidio agli Stati Uniti e al Canada è proprio il sistema che regge lo sport a certi livelli, però poi penso che in Italia per milioni di tifosi seguono Juventus, Milan e Inter ce ne sono tanti altri che seguono tutte le altre e che hanno il loro peso, e che dovrebbero smettere di sognare del tutto. Questo almeno dal punto di vista romantico... Poi c'è un punto di vista organizzativo: le varie leghe, federazioni e compagnia hanno messo in piedi una macchina pachidermica che già di fatto stritola le società povere creando delle elite, già dagli anni '90. Anziché snellire i vari campionati e le varie competizioni puntando su meno partite ma di maggiore qualità, si è battuta e si continua a battere la strada opposta (vedi la Nations League per le nazionali, la nuova competizione per i club, l'allargamento della Champions League...). Una Superlega per me ha pieno senso se chi la gioca punta esclusivamente tutto su quella, partecipare ad un campionato a 20 squadre la domenica per poi il mercoledì presentarsi in Superlega è una cosa che non mi piace, non aspettiamoci lo spettacolo dell'NBA. La realtà è che vedere campionati pieni di partite come Juventus - Crotone, Milan - Benevento, Liverpool - Hull City, Real Madrid - Las Palmas è una tristezza, perché le partite di cartello sono andate via via a diluirsi in una quantità sempre crescente di partite scialbe. Tristezza ancora maggiore vedere competizioni europee zeppe di partite come Krasnodar - Bayern Monaco, BATE Borisov - Barcellona, che per assurdo ti possono capitare pure nella fase ad eliminazione diretta. L'UEFA doveva intervenire in questo senso... Dovevano intervenire le varie leghe e le varie federazioni per creare campionati nazionali più avvincenti, con meno partite e maggior qualità, in grado di garantire uno spettacolo migliore in Europa, garantire introiti e pretendere stadi e strutture moderne. In Italia tutto questo fa uno scalpore tremendo perché ancora oggi c'è chi campa sugli allori, senza idee, senza progetti di stadi o di strutture organizzative in grado di far migliorare l'intero movimento ma con la presunzione e l'ambizione di competere con le migliori d'Europa...
  13. Sono due anni, forse tre, che alla Juventus c'è una situazione che non è il massimo. La serie A degli ultimi 9 anni è stata splendida se pensiamo che li abbiamo bastonati, ma è stata deleteria proprio dal punto di vista mentale e della competizione, e alla prima stagione dove gli avversari sono tornati minimamente competitivi la Juventus è andata in affanno. Ci troviamo in una condizione in cui il parere dei giocatori e l'umore della piazza (tifosi, giornalisti, opinionisti...) ha un peso eccessivo e condiziona la squadra e le scelte della società. Alla Juventus questo è esistito raramente, e la Juventus ha vinto quando la società aveva in mano la situazione, quando era in grado di programmare. Cambiare 3 allenatori in 3 anni è una situazione figlia di questo. Avere giocatori che in piena pandemia, con la squadra in chiara difficoltà, fanno feste; vedere una confusione tattica come quella che si vede da due anni almeno; vedere giocatori che prendono imbarcate in continuazione, anche durante le poche partite che sembrano controllare; vedere una squadra che sulla carta sarebbe in grado di giocarsi lo scudetto, al netto delle lacune, arrancare per un posto in Champions League; uscire dalla Champions con squadre che non dovrebbero nemmeno impensierire... Tutte queste situazioni sono figlie di una situazione in cui la società non ha il pieno controllo della squadra, dove da due o tre anni "improvvisare" sembra l'unica cosa che conta. In questa situazione non ha senso esonerare allenatori, richiamarne altri. Perlomeno non ha senso fare solo quello. Serve fare quello che è stato fatto nel 2010, costruire la Juventus dei prossimi 10 anni, mettendo la Juventus al centro del progetto, e farlo partendo da una base nettamente migliore.
  14. Non credo sia un problema solo di Pirlo comunque. È una situazione figlia dell'esasperazione per l'innovazione, a cui siamo andati dietro senza batter ciglio pure noi come tifosi. Non credo sia in grado di tornare indietro lui, sta facendo gli stessi errori fatti da altri giovani allenatori all'inizio della propria carriera. Solo che lui li sta facendo alla Juventus. In una Juventus in cui al momento c'è anche confusione sui ruoli, sia in campo che fuori... E l'idea under 23 a Pirlo era molto buona proprio perché poteva sperimentare, farsi le ossa, pure senza il peso dei risultati. L'errore è stato buttarlo nella mischia per una tirata di c**o nei confronti di un altro capitato sulla panchina della Juventus per un'altra tirata di c**o... Senza essere "vedove" di Allegri (per me era legittimo cambiare dopo cinque stagioni), è evidente che manca organizzazione e programmazione da almeno due anni. Forse pure da qualche mese/anno in più, visto che ad oggi le ultime due operazioni di mercato più importanti sembrano essere state un bagno di sangue.
  15. Il punto è che Pirlo faceva parte di un progetto che prevedeva la sua crescita in under23. Quel progetto è stato stravolto, ed i risultati sono questi... Non è chiaramente colpa di Pirlo. La colpa è di chi aveva in mente un progetto che non aveva basi solide. Che da due anni non ha basi solide, ma sembra frutto di improvvisazione. È evidente che c'è stata grande confusione dal momento in cui è stato deciso l'esonero di Allegri in poi. La programmazione prevede, in ogni grande società sportiva di qualsiasi sport, che quando si solleva un allenatore vincente dall'incarico si ha il sostituto pronto e le idee chiare, poi si può fallire o meno, ma le idee devono essere chiare, altrimenti ci si affida alla fortuna.
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