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andrea

Tifoso Juventus
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  1. *** LA NOTIZIA CHE TUTTI ASPETTAVAMO: ALTRE SQUADRE INDAGATE!!! Esposto Pergolettese: c’è l’inchiesta con la Triestina La società ha denunciato alcuni «approcci» ricevuti dai suoi giocatori prima della gara Intanto è deferito il Siena: udienza 8 maggio ni.bin. · 28 apr 2023 Oltre a quelli pendenti con la giustizia sportiva riguardo penalizzazioni e ricorsi, un altro caso agita il finale della Serie C. La Procura Federale ha aperto un fascicolo su Pergolettese-Triestina, sfida dell’ultima giornata del girone A che sul campo ha avuto un epilogo rocambolesco, ma con un preludio tutto da chiarire. La denuncia Prima della partita alcuni giocatori della squadra di casa sarebbero stati avvicinati da persone terze intenzionate a incidere sul risultato. Gli stessi giocatori avrebbero subito informato i loro dirigenti, che subito hanno correttamente presentato un esposto alla Procura. Da qui è partita l’indagine per cercare di capire se c’è stato un reale tentativo di alterare il risultato oppure se si è trattato di un equivoco. Poi è stata giocata la partita, e il finale è stato thrilling. Il risultato era fermo sullo 0-0 con la Triestina a quel punto retrocessa direttamente vista la contemporanea vittoria del Piacenza: quando a 7’ dalla fine la Pergolettese si è portata in vantaggio la situazione sembrava definita, invece con un colpo di coda la Triestina è riuscita prima a pareggiare (88’) e poi a segnare il gol vittoria (95’) che le ha consentito di evitare la retrocessione diretta (rimasta al Piacenza) restando in zona playout. Altri casi La Procura indaga e poi valuterà se procedere al deferimento o archiviare. Tempi lunghi dunque, non come per i casi aperti su vari inadempimenti che potrebbero correggere le classifiche e gli accoppiamenti degli spareggi. Il Siena ha ricevuto ieri l’atteso deferimento (il secondo della serie), che sarà discusso dal Tfn l’8 maggio (per questo i playoff sono slittati all’11): è prevista un’altra penalizzazione, con conseguente esclusione dai playoff del girone B a favore della Recanatese. Oggi invece si attende la sentenza sull’Imolese, per la quale la Procura avrebbe chiesto un -6: bastano 4 punti in meno per andare a -9 dalla Vis Pesaro e quindi non giocare il playout. Attese a breve anche le udienze sui ricorsi di Monterosi e Viterbese, per questo gli spareggi salvezza non sono stati rinviati: andata il 6, ritorno il 13 maggio.
  2. Partita a scacchi Linea Juve Per adesso non si parla di patteggiare di Valerio Piccioni · 28 apr 2023 Con le manovre stipendi violata la par condicio con le altre società Procura Federale Avviso chiusura indagini Abbiamo operato nel pieno rispetto del principio di lealtà sportiva Juventus Comunicato stampa dopo l’avviso Inviate alla procura federale le «memorie» anti deferimento È ancora presto per un accordo La Juventus ha inviato alla procura federale le sue memorie difensive in seguito all’avviso di chiusura delle indagini su manovre stipendi, presunti rapporti illeciti con procuratori e partnership sospette. L’obiettivo: evitare il nuovo deferimento che appesantirebbe la posizione del club, già sotto scacco per il nuovo processo d’appello su plusvalenze e dintorni. Nella corposa documentazione inviata non si fa accenno all’ipotesi di un patteggiamento. Ma il fatto non esclude un dialogo con la procura federale. Procura federale che naturalmente prenderà atto delle memorie difensive, ma molto difficilmente archivierà senza colpo ferire. La cosa più probabile è che passino altri giorni fra lettura delle carte e possibili contatti. Una sorta di partita a scacchi. In cui però non siamo ancora alle mosse definitive. Accusa e difesa Il cuore della vicenda è noto. Da una parte capi di incolpazione piuttosto pesanti che portano ancora una volta al famigerato articolo 4 sulla «mancata lealtà», lo stesso che ha portato la vicenda sulla strada del meno 15 di penalizzazione e che costituisce tuttora il pericolo numero uno per la Juventus verso il processo d’appello. Un pericolo che si chiama responsabilità diretta, la più grave, che scatta quando sono coinvolti i massimi dirigenti, quelli che hanno il potere di firma. Non è un caso che nel documento di chiusura indagini firmato dalla procura federale, si indichi una circostanza: oltre ad Agnelli anche Pavel Nedved e Fabio Paratici erano «dotati di poteri di rappresentanza della società». D’altro canto la Juventus insiste sulla sua linea: le famose «scritture integrative», il centro dell’accusa sul primo capo di incolpazione, non erano dei modi per dribblare i conti e gli equilibri finanziari come dice la procura federale quando parla di violazione del «principio di par condicio con le altre società consorelle della Lega Nazionale Serie A, in punto di equilibrio economico finanziario». Piuttosto qualcosa che non aveva valore vincolante e quindi poteva consentire uno spostamento sul successivo esercizio di bilancio. L’obiettivo potrebbe essere quello di cambiare il baricentro dell’eventuale processo dalla «mancata lealtà» alle «violazioni gestionali» dell’articolo 31, che al comma 3 affronta il tema delle pattuizioni irregolari e stabilisce la sanzione di un’ammenda, con la possibilità di aggiungere «uno o più punti di penalizzazione». Aspettare Ma il patteggiamento? Si è capito che questa parola entrerà in scena, se entrerà in scena, almeno dopo la pubblicazione delle motivazioni da parte del Collegio di Garanzia presumibilmente fra una settimana. Quel testo illustrerà il dispositivo bifronte dello scorso 20 aprile, la restituzione dei 15 punti e il rinvio alla Corte federale di Appello per motivare (e probabilmente rimodulare) la sanzione, ma anche la conferma definitiva delle condanne dei quattro tra i più importanti dirigenti della Juve del periodo contestato. Solo allora, si potrà capire meglio verso quale scenario si andrà incontro il 21-22 maggio (data ipotetica) per la nuova sentenza. Tradotto: la procura federale - con la prospettiva di una penalizzazione robusta ma inferiore al meno 15 (i meno 9 chiesti nel processo?) - potrebbe anche aprire alla possibilità di una sanzione «patteggiata». Variabile Uefa Il problema è che fino a qualche giorno fa, si sarebbe potuto pronosticare un processo sportivo imperniato su un bivio fra una penalizzazione afflittiva per questa stagione (con conseguente perdita della Champions qualora la Juve finisse fra le prime quattro come dice ora la classifica) o per la successiva, una sorta di piano B che il club potrebbe prendere in considerazione (il piano A è ovviamente l’assoluzione) per attenuare il danno. C’è però la variabile Uefa, che si sta facendo sempre più consistente e che aspetta la decisioni della giustizia sportiva italiana per valutare la possibilità di un intervento e anche di un’eventuale sanzione. Sempreché, a proposito di dialogo, non si possa aprire un canale fra la nuova dirigenza juventino e la Federcalcio europea. Una prospettiva ancora tutta da riempire di contenuti.
  3. Abbonamenti, rimborso del 30% in caso di B Mail ai tifosi dei pacchetti «Premium club»: l’85% da versare entro il 19 maggio Massimiliano Nerozzi · 28 apr 2023 Dilemma Europa Con la qualificazione a qualsiasi coppa, bisognerà versare il restante 15% C’è anche l’ipotesi della serie B, o di un’annata senza coppe europee, nelle condizioni generali del contratto tra «Cliente e Juventus», ovvero la proposta di rinnovo spedita in questi giorni agli abbonati nei settori deluxe dell’allianz Stadium: per intenderci, posti (full optional) che arrivano fino a 7 mila euro a stagione. Ovvero: rimborso del trenta per cento in caso di serie B, ma abbonamento che resterebbe comunque valido; e il 15 per cento del totale (non versato nell’anticipo) da pagare solo in caso di qualificazione europea. Per confermare le tessere attualmente possedute per la stagione 2023/24, i tifosi dello « Juventus Premium Club» — per intenderci, club Gianni e Umberto Agnelli, Boniperti e Sivori — devono versare l’85 per cento del prezzo «in un’unica soluzione anticipata, entro il 19 maggio». Una quota che si riferisce al «corrispettivo campionato», cioè «le partite casalinghe del campionato italiano ( senza specificare la categoria, e quelle eventualmente disputate in Coppa Italia». In caso di qualificazione europea, invece, sarà la volta del «corrispettivo Europa » , ovvero la sfide europee, che si tratti di «Champions, Europa League o Conference». Il 15 per cento di cui si parlava, da pagare «all’avversarsi della condizione, entro il 30 giugno». Con gli abbonati, la società bianconera si era già fatta viva ai primi di aprile, quando aveva parlato anche dell’ipotetico rischio di una retrocessione in serie B (al momento piuttosto surreale): del resto, all’epoca, non vi era ancora stata la restituzione dei 15 punti da parte del Collegio di garanzia dello Sport. Cautela ovviamente imposta dai contratti, dopodiché, a qualche tifoso non è piaciuta l’impossibilità di disdire la tessera — una volta pagata — in caso di sventurata retrocessione causa giustizia sportiva. Nonostante lo sconto del 30 per cento: «Pagherei quasi 4.000 euro per vedermi la serie B, no grazie», ha confessato qualcuno. Mentre per altri, il problema è lo stesso futuro in Champions: «Un anno passato a vedere solo il campionato italiano?».
  4. Quale di queste due notizie è quella vera pubblicata sul Corriere della Sera di oggi? 1- La Pallacanestro Varese non si ferma e farà ricorso, basket a rischio caos 2- La Juventus non si ferma e farà ricorso, calcio a rischio caos
  5. Gli addobbi e i festoni quanti anni rimarranno appesi?
  6. È ancora visibile a tutti Comunque poi gli screenshot circoleranno
  7. Fossi in quelle società o istituzioni uno così non lo vorrei nemmeno come usciere, con tutto il rispetto per gli uscieri
  8. Non conta il diritto, ma le porcate Elkann doveva definire la sentenza una porcata, testuale, così per vedere l'effetto che fa
  9. Intendevo dire che se ti difendi così ringrazia che ti danno quei punti
  10. Chirico parla di 6-9 punti e vi lamentate? Pensavate di uscirne indenni?
  11. Tutta questa M***A nel centenario della proprietà della famiglia Agnelli
  12. Andate a vedere gli incarichi che ha questo qua e questo non è l'unico tweet contro di noi
  13. di Marcello Chirico Juve colpita da accanimento barbaro, ma la società subisce in silenzio 26 Aprile 2023 La parola “complotto” non mi piace usarla, anche se di recente pure la trasmissione Report ha dimostrato che nel 2006 qualcosa di molto simile avvenne ai danni della Juventus. Quindi non la utilizzerò, sostituendola con “accanimento”. Perché questo sta accadendo da qualche mese nei confronti sempre della Juve, generando di nuovo – come per Calciopoli - un “sentimento popolare” talmente forte ed ostile da condizionare (in negativo) i comportamenti delle istituzioni sportive, parecchio sensibili all’orientamento del pueblo. Non a caso, persino un noto quotidiano sportivo nazionale si è chiesto se alla Procura federale convenga accettare un possibile patteggiamento da parte dei legali della Juve, rischiando così di “scontentare parte dell’opinione pubblica, (quella) convinta che i presunti reati della Juve siano di assoluta gravità e meritino una punizione esemplare”. Come diceva Carraro, “non sia mai si favorisca la Juve” perché , in questo caso, il becerume con la bava alla bocca potrebbe anche arrabbiarsi. Accanimento è anche leggere o ascoltare ogni giorno supposizioni, insinuazioni, talvolta anche – come nel caso riportato sopra – suggerimenti su cosa fare nei confronti della Juventus, come fosse un pupazzo wudu da infilzare con gli spilloni e ad ogni puntura invocare una maledizione. Non è informazione, è pura barbarie comunicativa. Di fronte alla quale la società bianconera tace. Non muove un muscolo. Non reagisce nemmeno utilizzando i giornali del gruppo Gedi, quelli di cui è direttore generale nonché amministratore delegato proprio il neo DG juventino Maurizio Scanavino. Non sia mai che i suoi giornalisti vedano messa a repentaglio la propria libertà di stampa, scrivendo qualche pezzo a difesa degli interessi del “padrone”. E allora, per non sbagliarsi, pure quelli gli sparano addosso. Accanimento è il comportamento della UEFA e del suo presidente Ceferin, i quali in prima o per interposta persona (i giornali) danno sempre l’impressione di voler regolare dei conti con la Juventus, mentre da un ente sovranazionale ci attenderemmo un altro tipo di atteggiamento. Invece continuano a passare veline, tipo quella uscita nei giorni scorsi , e che - in sintesi - diceva questo: devono sbrigarsi a giudicare la Juve, altrimenti ci pensiamo noi a Nyon. A dir poco inquietante. Oltre al proverbiale silenzio di Madama pure su questo, lo è ancora di più l’assenza di repliche da parte della Federazione, la quale consente che venga calpestata in modo sfacciato la propria autonomia. Assurdo. O forse no, è tutto concordato. Ancora peggio. Accanimento è anche tutto ciò che sta avvenendo con le sanzioni sportive: prima di Roma-Juve è stata sospesa la squalifica di 2 giornate a Mourinho, presentatosi così regolarmente in panchina per quel big march (vinto poi dalla Roma); prima di Lazio-Juve è stata concessa la condizionale alla curva della Lazio, squalificata per cori antisemiti, permettendole di essere presente nella gara con i bianconeri (vinta poi dalla Lazio); infine, prima volta nella storia, un presidente federale ha esercitato l’esercizio dell’amnistia nei confronti di un giocatore di colore, annullandogli la squalifica perché era stato oggetto di insulti razzisti. Tutto perfettamente politically correct, se non fosse che quel giocatore sarà ora di nuovo disponibile per la semifinale di ritorno di Coppa Italia proprio contro la Juventus. Tre indizi fanno una prova. Ovvero, che c’è un accanimento brutale nei confronti di una squadra, e solo quella. Poi, che i suoi ex dirigenti abbiano probabilmente combinato qualche pasticcio e messo in seria difficoltà il club, lo accerterà la giustizia ordinaria e – nel caso – pagheranno in proprio gli errori commessi, ma che la squadra venga sottoposta a questo quotidiano scempio non è normale, e nemmeno corretto. È sleale, per usare il vocabolario della Procura sportiva. Alla Continassa qualcuno dovrebbe denunciarlo, invece tutto tace. Si subisce in silenzio, quasi temendo che una parola di troppo possa peggiorare la situazione. E allora, profilo basso e ombrello aperto per evitare il lancio quotidiano del letame. Stile Juve o incapacità di reagire? Se talvolta sono più efficaci i messaggi pubblicati su Instagram dal fratello di Rabiot o dalla moglie di Di Maria piuttosto che le dichiarazioni di Scanavino o Calvo, qualche problema c’è.
  14. Falso allarme, ho sentito (male) l'inizio di Tutti convocati di oggi su Radio24: il presidente in questione era Gravina L'audio era tratto da questo:
  15. Ieri alla Zanzara ho sentito una che chiede 35 euro al mese su Onlyfans
  16. Quale di queste due notizie è quella vera? 1- La Juventus è furiosa con il Corriere della Sera per la linea pro-procura del quotidiano milanese 2- Ilary Blasi e' furiosa con il Corriere della Sera per la linea pro-Totti del quotidiano milanese
  17. Ho sentito alla radio uno che chiedeva a Mattarella se la Juve andrà in B, avete l'audio?
  18. La difesa della Juve «Regole rispettate e noi mai sleali» Il club apre al dialogo con la Uefa? Nyon potrebbe escludere i bianconeri dalle Coppe. Entro domani le memorie per la manovra stipendi: si punta a passare dall’articolo 4 al 31 (violazioni gestionali) di Fabiana Della Valle TORINO · 26 apr 2023 In caso di deferimento non è da escludere l’ipotesi patteggiamento. Intanto la Uefa è alla finestra: la Signora aspetta le accuse e valuta la possibilità di un contatto con i vertici del calcio europeo Plusvalenze, manovre stipendi, partnership sospette con altri club e rapporti con gli agenti. E poi l’accordo per il Fair Play con l’Uefa. Le vicende giudiziarie della Juventus assomigliano a un cubo di Rubik: ogni filone è concatenato all’altro e ciò che succede sul fronte sportivo italiano può avere effetti in campo europeo. Dopo la sentenza del Collegio di Garanzia del Coni sul versante plusvalenze, che ha annullato i 15 punti di penalizzazione rimandando la decisione ultima a nuovo processo (in primo e secondo grado), ora si entra nel vivo sull’altro fronte: entro domani la Juventus dovrà depositare le memorie difensive per la seconda inchiesta, quella relativa soprattutto alle due manovre stipendi in epoca Covid. Il procuratore federale avrà 20 giorni per decidere se archiviare (improbabile) o deferire, poi il tribunale federale fisserà l’udienza per il primo grado (a meno che non ci sia richiesta di patteggiamento da parte degli incolpati). Nel frattempo la Juventus dovrà articolare la sua linea difensiva. Nessuna slealtà «La Società ritiene di aver applicato correttamente i rilevanti principi contabili internazionali, nonché di aver operato nel pieno rispetto del principio di lealtà sportiva», ha scritto il club nella nota ufficiale pubblicata il giorno stesso della notifica della chiusura indagini. E da questi due cardini ripartirà il pool di legali bianconeri. Il secondo filone di indagini della Procura Figc è articolato in 3 punti: le due manovre stipendi (stagioni 2019-20 e 2020-21), i rapporti con gli agenti e le partnership con altri club. L’accusa contesta alla Juve di non aver depositato le scritture integrative per la riduzione di diverse mensilità in epoca Covid e altri documenti relativi alla compravendita di alcuni calciatori e infine di aver conferito mandati fittizi ad alcuni agenti. Il capo di imputazione è — come per le plusvalenze — la violazione dell’articolo 4 che prevede l’obbligo di lealtà e correttezza sportiva. «L’accusa ha l’onere della prova — spiega l’avvocato Giorgio Spallone, esperto di diritto sportivo — e dovrà dimostrare le presunte irregolarità commesse dalla Juve. Il club, per dirla in gergo calcistico, potrebbe giocare in difesa, prendendo le contromisure solo dopo che avrà visto le carte dell’accusa e giocandosi le sue in tribunale». Difesa o patteggiamento? La strategia dei legali bianconeri potrebbe fondarsi su due aspetti: da una parte cercare di stabilire quale natura e quale validità abbiano i documenti incriminati rispetto alla normativa federale, dall’altra spostare l’attenzione dall’articolo 4, quello relativo alla lealtà sportiva (che ha un perimetro molto ampio), all’articolo 31 che riguarda le violazioni in materia gestionale e che prevede sanzioni più soft (ammende e uno o più punti di penalizzazioni). L’obiettivo è convincere il tribunale che le scritture integrative non avevano valore vincolante e che se irregolarità c’è stata è limitata ad aspetti economici che nulla hanno a che vedere con i risultati sul campo. Tra le ipotesi non è da escludere quella del patteggiamento che, come spiega l’avvocato Spallone «è una strategia difensiva e non un’ammissione di colpa, è giusto che passi questo concetto. Nel caso della Juve può avere una sua sostenibilità, considerando la situazione nel suo complesso, soprattutto alla luce dei riflessi che il processo può avere non solo a livello italiano ma anche europeo». Uefa, attesa e dialogo Già, perché quello che deciderà la giustizia sportiva può avere effetto non solo sul nostro campionato ma anche sul futuro europeo della Juventus, visto che la Uefa (che sta portando avanti un’indagine parallela) aspetta la fine del processo italiano per capire se l’accordo per il Fair Play fino al 2025 è da considerarsi ancora valido o no alla luce di eventuali irregolarità finanziarie. Nel secondo caso la Juventus rischia l’esclusione dalle coppe. Senza dimenticare la vicenda Superlega, su cui pende la decisione ultima della Corte Ue (attesa per giugno). Al momento non c’è stato alcun incontro (seppure ventilato) tra i vertici della Uefa e la nuova dirigenza. La Juve difficilmente cambierà linea, continuando a ribadire anche in Europa la correttezza del suo operato e puntando sulla solidità economica del club, che in pochi anni ha fatto aumenti di capitale per 700 milioni. Nel frattempo però potrebbe essere utile aprire un nuovo canale di comunicazione con Nyon.
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