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DESTEFANIS Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1947 al 1948 Esordio: 04.04.1948- Amichevole - Avigliana-Juventus 1-4 0 presenze - 0 reti
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SERGIO CARANTINI https://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Carantini Nazione: Italia Luogo di nascita: Verona Data di nascita: 12.04.1936 Luogo di morte: Vicenza Data di morte: 05.06.2013 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1961 al 1962 Esordio: 25.04.1962 - Coppa Italia - Brescia-Juventus 0-1 Ultima partita: 30.04.1962 - Coppa Italia - Juventus-Lecco 3-0 2 presenze - 0 reti Sergio Carantini (Verona, 12 aprile 1936 – Vicenza, 5 giugno 2013) è stato un calciatore italiano, di ruolo difensore. Sergio Carantini Carantini al L.R. Vicenza nel 1966 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 1972 Carriera Giovanili 19??-19?? Verona Squadre di club 1954-1957 Verona 5 (0) 1957-1963 Venezia 163 (0) 1963-1972 Lanerossi Vicenza 248 (0) Biografia È morto a Vicenza il 5 giugno 2013, all'età di settantasette anni, a causa di un'emorragia cerebrale. Carriera Cresciuto nel Verona con cui ha militato dal 1954 al 1957 disputando 5 partite di Serie B, è passato poi al Venezia con cui ha giocato fino al 1963; nel 1961 con i lagunari ha conquistato la promozione in Serie A, dove ha esordito il 27 agosto di quell'anno, collezionando in totale con la maglia neroverde 163 presenze. Dopo due stagioni in massima serie, nel 1963 passò al L.R. Vicenza, società a cui si legò fino al termine della carriera, nel 1972. Nelle file biancorosse formò una storica coppia di difensori centrali con il fiorentino Mario Calosi, disputando un totale di 248 partite in massima serie in 9 stagioni. In maglia berica esordì il 15 settembre 1963 contro il Torino in una partita terminata 1-1, indossando la maglia n. 5. Fra i suoi migliori piazzamenti a Vicenza vanno ricordati i due sesti posti del 1964 e del 1966. Palmarès Campionato italiano di Serie B: 1 - Venezia: 1960-1961
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CARMELO CASSARINO Nazione: Italia Luogo di nascita: Scoglitti (Ragusa) Data di nascita: 25.02.1953 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1970 al 1971 Esordio: 08.05.1971 - Amichevole - Juventus-Juve De Martino 13-5 0 presenze - 0 reti
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CRISTIAN PASQUATO https://it.wikipedia.org/wiki/Cristian_Pasquato Nazione: Italia Luogo di nascita: Padova Data di nascita: 20.07.1989 Ruolo: Attaccante Altezza: 172 cm Peso: 70 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2007 al 2008 Esordio: 11.05.2008 - Serie A - Juventus-Catania 1-1 1 presenza - 0 reti Cristian Pasquato (Padova, 20 luglio 1989) è un calciatore italiano, attaccante del Trento. Cristian Pasquato Nazionalità Italia Altezza 172 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Trento Carriera Giovanili 1995-1996 Padova 1996-2003 Montebelluna 2003-2008 Juventus Squadre di club 2007-2008 Juventus 1 (0) 2008-2010 → Empoli 36 (2) 2010 → Triestina 17 (1) 2010-2011 → Modena 40 (9) 2011-2012 → Lecce 11 (0) 2012 → Torino 3 (1) 2012-2013 → Bologna 15 (2) 2013-2014 → Padova 37 (7) 2014-2015 → Pescara 33 (6) 2015-2016 → Livorno 19 (4) 2016 → Pescara 12 (0) 2016-2017 Kryl'ja Sovetov Samara 26 (5) 2017-2019 Legia Varsavia 30 (2) 2019-2020 Campodarsego 13 (4) 2020-2021 Gubbio 32 (3) 2021- Trento 59 (12) Nazionale 2005 Italia U-16-15 6 (2) 2005-2006 Italia U-17 16 (3) 2006 Italia U-18 2 (1) 2008-2009 Italia U-20 3 (1) 2009-2010 Italia U-21 5 (0) Caratteristiche tecniche Seconda punta, può giocare anche come trequartista o esterno offensivo. Dotato tecnicamente, è considerato uno specialista dei calci piazzati. Carriera Club Montebelluna e Juventus Originario di Codiverno di Vigonza, entra a sei anni nella scuola calcio del Padova. Notato da Lorenzo Simeoni, viene segnalato al Montebelluna dove giocava anche il fratello. A Montebelluna rimane sette anni e passa nel settore giovanile della Juventus nel 2003. Nella stagione 2007-2008 vince la Supercoppa Primavera sotto la guida di Vincenzo Chiarenza, segnando il 3 ottobre 2008 contro l'Inter su punizione al 55' il primo dei due gol che hanno consegnato il trofeo ai bianconeri. Viene spesso portato in panchina nella prima squadra da Claudio Ranieri e l'11 maggio 2008 esordisce in Serie A entrando al 90' di Juventus-Catania al posto di Alessandro Del Piero. Prestiti a Empoli e Triestina Il 24 agosto passa in prestito con diritto di riscatto della compartecipazione all'Empoli. In Toscana termina il campionato di Serie B con 24 presenze e una rete, il gol della vittoria in Rimini-Empoli (0-1) del 20 settembre. Il 15 luglio 2009 viene rinnovato il prestito per un'altra stagione all'Empoli. Il 14 gennaio 2010 passa alla Triestina in prestito con diritto di riscatto della compartecipazione. Il 27 febbraio 2010 segna il suo primo gol con la Triestina firmando il momentaneo 1-0 sul Lecce (1-1). Finito il prestito alla Triestina ritorna alla Juventus. Prestiti a Modena, Lecce e Torino Dopo aver svolto il ritiro pre-campionato con i bianconeri, viene ceduto in prestito al Modena. Il 22 agosto 2010 segna il suo primo gol con la maglia del Modena con un calcio di punizione al 94' che regala ai canarini la vittoria contro il Piacenza. Chiude la sua stagione con 40 presenze in campionato e 9 reti. Terminato il prestito torna alla Juventus. Dopo aver svolto il ritiro pre-campionato con i bianconeri, il 31 agosto 2011 passa in prestito al Lecce. Il 28 gennaio 2012 il calciatore risolve anticipatamente il contratto e fa ritorno alla Juventus. Il 29 gennaio 2012 passa in prestito al Torino. Esordisce il 24 marzo 2012 nella partita contro il Gubbio, segnando il gol del momentaneo 5-0 e servendo l'assist per il 6-0 finale. Udinese, Bologna e Padova Il 2 luglio 2012 passa in compartecipazione all'Udinese per 1,5 milioni di euro. Lo stesso giorno viene girato in prestito al Bologna. Segna il primo gol con la maglia rossoblu nella partita di Coppa Italia Bologna-Livorno del 28 novembre 2012. Segna anche agli ottavi di finale di Coppa Italia 2012-2013 contro il Napoli con un tiro a rasoterra deviato dal portiere Morgan De Sanctis. Il primo gol in Serie A arriva nella partita del 27 gennaio 2013, Bologna-Roma (3-3), segnando il gol del momentaneo 3-2. A fine stagione nella gara contro il Cagliari Calcio segna un gran gol, con un destro dai 30 metri che va a finire sotto l'incrocio dei pali. Il 19 giugno dello stesso anno viene rinnovata la compartecipazione tra Udinese e Juventus. L'8 agosto passa in prestito a titolo temporaneo al Padova. Esordisce l'11 agosto nell'incontro di Coppa Italia contro la Virtus Entella, segnando un gol. Pescara, Livorno e ritorno al Pescara Il 20 giugno 2014 la Juventus riscatta l'intero cartellino dall'Udinese per 1,5 milioni di euro, e il successivo 1º settembre lo cede in prestito al Pescara. Alla seconda di campionato esordisce contro la Ternana segnando il gol dell'1-1 su calcio di punizione. Si ripete alla settima giornata chiudendo la partita nel 4-0 casalingo contro la Virtus Entella. Colleziona 38 presenze e 7 gol. Il 31 agosto 2015 passa in prestito al Livorno. Protagonista subito all'esordio dell'assist per il quarto ed ultimo gol di Francesco Fedato per la vittoria per 4-0 sul Pescara, segna la sua prima rete con i labronici il 21 settembre successivo, firmando il gol del definitivo successo per 3-2 in casa della Ternana. Durante il mercato invernale della stessa stagione, dopo 4 reti in 19 partite col Livorno, torna in prestito al Pescara.Non segna in campionato, ma negli spareggi promozione è decisivo nella semifinale di ritorno contro il Novara, il 1ºgiugno 2016, in cui segna mette a referto un gol ed un assist nel successo per 4-2. Alla fine con gli abruzzesi conquista la promozione in serie A dopo la vittoria sul Trapani nella finale play-off. Krylya Sovetov Samara Nell'agosto del 2016 passa in prestito con diritto di riscatto al Krylya Sovetov Samara, trasferendosi così per la prima volta in carriera all'estero. Debutta il 26 agosto nella sconfitta interna contro l'FK Ufa. Segna il suo primo gol con la sua nuova squadra il 20 novembre nella sfida esterna contro lo Zenit San Pietroburgo, realizzando la rete del momentaneo 1-0 nella partita che finirà poi con il risultato di 3-1 a favore del club di San Pietroburgo. Nel corso del campionato si ripete in altre 4 marcature che tuttavia non basteranno al club dell'omonima cittadina del Volga ad evitare la retrocessione in seconda divisione giunta al penultimo posto, dopo 26 presenze e 5 reti fa ritorno alla Juventus. Legia Varsavia Nell'agosto del 2017 resta all'estero ma cambia campionato approdando al Legia Varsavia in Polonia firmando un contratto biennale. Con il club polacco fa il suo esordio il 26 luglio nell'andata del preliminare di Champions League esordendo così anche nella massima competizione europea contro l'Astana. Segna la sua prima rete in occasione dei quarti di finale della Coppa di Polonia contro il Bytovia Bytów. Il 2 maggio 2018 vince la Coppa di Polonia, nella finale contro l'Arka Gdynia, che rappresenta, di fatto, il suo primo trofeo da professionista. Il 20 maggio, a seguito della vittoria del Legia contro il Lech Poznań, conquista il primo titolo nazionale, rimanendo per tutti i novanta minuti in panchina. Campodarsego, Gubbio e Trento Rimasto svincolato, il 21 ottobre 2019 accetta di tornare vicino a casa, seppure in Serie D, accettando l'offerta dell'ambizioso club del Campodarsego. Il 21 agosto 2020 torna nei professionisti della terza serie firmando un contratto annuale per il Gubbio. Il 29 novembre segna la prima rete con gli umbri nel pareggio casalingo con la Feralpisalò per 1-1. Resta in Umbria una sola stagione e l'anno successivo firma per il club neopromosso in Serie C del Trento. Il 19 settembre 2021, alla seconda giornata, segna la sua prima rete, firmando il gol vittoria della partita contro la Giana Erminio. Nazionale Conta diverse presenze con le rappresentative azzurre. Con l'Under-16 partecipò nel 2005 al Torneo Internazionale "Europa unita", giocando 4 incontri e realizzando 2 reti. Tra il 2005 ed il 2006 vestì la maglia dell'Under-17 con cui esordì nel Torneo "Pepsi Cup"; disputò poi le 3 gare della prima fase di qualificazione al Campionato europeo di calcio Under-17 del 2006, segnando contro Irlanda e Lettonia, e le 3 della fase di qualificazione élite alla fine di marzo del 2006. Con l'Under-20 ha partecipato al Torneo Quattro Nazioni nel 2008. Il 25 marzo 2009 esordisce in Nazionale Under-21 nella partita amichevole Austria-Italia (2-2). Palmarès Club Competizioni giovanili Campionato Allievi Nazionali: 1 - Juventus: 2005-2006 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2007 Competizioni nazionali Coppa di Polonia: 1 - Legia Varsavia: 2017-2018 Campionato polacco: 1 - Legia Varsavia: 2017-2018
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LUCA CASTIGLIA https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Castiglia Nazione: Italia Luogo di nascita: Ceva (Cuneo) Data di nascita: 17.03.1989 Ruolo: Centrocampista Altezza: 184 cm Peso: 73 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2007 al 2009 Esordio: 27.01.2008 - Serie A - Livorno-Juventus 1-3 Ultima partita: 10.12.2008 - Champions League - Juventus-Bate Borisov 0-0 3 presenze - 0 reti Luca Castiglia (Ceva, 17 marzo 1989) è un calciatore italiano, centrocampista dell'Arezzo. Luca Castiglia Castiglia con la maglia del Vicenza nel 2013. Nazionalità Italia Altezza 184 cm Peso 73 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Arezzo Carriera Giovanili 199?-1998 Carcarese 1998-2005 Torino 2005-2009 Juventus Squadre di club 2007-2009 Juventus 3 (0) 2009-2010 → Cesena 1 (0) 2010 → Reggiana 8 (0) 2010-2011 → Viareggio 30 (2) 2011-2012 SPAL 22 (2) 2012-2013 Vicenza 33 (5) 2013-2014 → Empoli 19 (0) 2014-2018 Pro Vercelli 121 (16) 2018-2019 Salernitana 16 (1) 2019 → Ternana 9 (0) 2019-2020 → Padova 20 (4) 2020-2022 → Modena 34 (4) 2022 Piacenza 16 (0) 2022- Arezzo 0 (0) Caratteristiche tecniche Gioca principalmente come regista di centrocampo dotato di una buona tecnica di base, possiede inoltre una buona visione di gioco ed è abile nel tiro dalla lunga distanza. Carriera Club Nato a Ceva, cresce nelle giovanili della sua città di residenza, ovvero con la maglia della Carcarese, prima di essere tesserato dal settore giovanile del Torino nell'estate del 1998. Rimane con i granata per 7 stagioni, poi a seguito del fallimento del Torino, nell'estate del 2005, si trasferisce alla Juventus. Esordisce in Serie A il 27 gennaio 2008 nella vittoria per 3-1 in trasferta contro il Livorno, conclude la stagione con 2 partite disputate. L'anno successivo esordisce nella fase a gironi di Champions League. La stagione successiva si trasferisce in prestito al Cesena, squadra di Serie B, ma, dopo aver giocato solamente 2 partite, a gennaio 2010 il prestito viene risolto, e si trasferisce, sempre in prestito, alla Reggiana in Prima Divisione. Gioca in terza serie anche l'anno successivo, con la maglia del Viareggio; con i toscani segna anche il suo primo gol in carriera tra i professionisti. Dopo un'ulteriore stagione in Prima Divisione, con la SPAL viene ceduto in compartecipazione al Vicenza. Segna la sua prima rete con i biancorossi il 17 novembre 2012 nella partita vinta 2-1 in casa contro il Novara. L'8 dicembre 2012 realizza la sua prima doppietta in serie cadetta, nella partita interna pareggiata 3-3 contro il Livorno. Totalizza a fine stagione 2 partite in Coppa Italia e 33 partite in Serie B, andando a segno 5 volte. Nell'estate 2013 gioca in prestito all'Empoli, sempre nella serie cadetta dove, con 19 presenze, contribuisce alla promozione della squadra toscana in Serie A. Il 29 luglio 2014 passa alla Pro Vercelli, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto. Il 2 febbraio 2015 la Pro Vercelli comunica l'acquisto della seconda metà del cartellino dalla Juventus con prolungamento del contratto di altri 3 anni. Segna la sua prima rete in maglia biancocrociata tre settimane più tardi il 21 febbraio, nella partita persa per 3-2 in trasferta contro il Frosinone. L'8 ottobre 2017 sigla la sua prima doppietta con i piemontesi nella vittoria esterna per 5-1 contro il Perugia. Il 6 luglio 2018 viene tesserato dalla Salernitana ma già il 31 gennaio 2019, dopo 16 presenze e 1 gol, viene ceduto alla Ternana, squadra di Serie C, in uno scambio con il difensore uruguayano Walter López. Il 6 agosto 2019 passa in prestito con diritto di riscatto al Padova. Tre settimane più tardi, segna la sua prima rete con la maglia biancoscudata, all'esordio in campionato, nella vittoria in trasferta per 3-1 contro la Virtus Verona; con la squadra patavina, segna nuovamente per due volte consecutive nelle due partite successive partite. Il 22 agosto 2020 si trasferisce, a titolo temporaneo biennale, al Modena. Il 22 gennaio 2022 termina anzitempo la sua permanenza a Modena tornando alla Salernitana, che lo cede a titolo definitivo al Piacenza. Gioca da titolare il girone di ritorno con la squadra emiliana, che si qualifica ai play-off; al termine della stagione, non riconfermato, si trasferisce all'Arezzo scendendo in Serie D. Palmarès Club Competizioni giovanili Campionato Primavera: 1 - Juventus: 2005-2006 Supercoppa Primavera: 2 - Juventus: 2006, 2007 Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2009
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Gian Paolo Montali - Dirigente
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
GIAN PAOLO MONTALI https://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Paolo_Montali Nazione: Italia Luogo di nascita: Parma Data di nascita: 18.01.1960 Ruolo: Consigliere di Amministrazione Alla Juventus dal 2006 al 2009 Gian Paolo Montali (Parma, 18 gennaio 1960) è un allenatore di pallavolo e dirigente sportivo italiano. Gian Paolo Montali Nazionalità Italia Pallavolo Ruolo Allenatore Carriera Carriera da allenatore 198?-1986 Parma Giovanili 1986-1990 Parma 1990-1991 Schio 1991-1996 Treviso 1996-1998 Olympiakos 1999 Grecia 1998-2000 Roma 2000-2003 Milano 2003-2007 Italia Palmarès Olimpiadi Argento Atene 2004 Europei Oro Germania 2003 Oro Italia-Serbia&Mont. 2005 World League Bronzo Spagna 2003 Argento Italia 2004 Grand Champions Cup Bronzo Giappone 2005 Carriera Volley Inizia la carriera da allenatore nelle giovanili della Pallavolo Parma, dove vince quattro titoli italiani di categoria consecutivi. Nella stagione 1986-87, a 26 anni, succede ad Alexander Skiba come tecnico della prima squadra della società emiliana, vincendo il primo anno la Coppa Italia contro i rivali della Pallavolo Modena e nei tre successivi uno scudetto, una seconda Coppa Italia, un Mondiale per club, tre edizioni della Coppa delle Coppe e due della Supercoppa europea. L'apice viene toccato col Grande Slam della stagione 1989-90, a cui segue tuttavia l'inaspettata separazione dal club emiliano. Nel campionato 1990-91 viene ingaggiato dalla Schio Sport, ma l'esperienza dura pochi mesi; nel corso della stagione passa infatti sulla panchina della Sisley Volley di Treviso dove conquista immediatamente una Coppa CEV a cui, nei cinque anni successivi, fanno seguito due Campionati italiani (1993-94 e 1995-96), una Coppa Italia, una seconda Coppa CEV, una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni e una Supercoppa europea. Nell'annata 1996-97 viene ingaggiato dalla squadra greca dell'Olympiakos Syndesmos Filathlōn Peiraiōs dove rimane per un biennio, vincendo un campionato e due Coppe di Grecia (1996-97 e 1997-98); l'anno successivo ricopre il ruolo di allenatore della nazionale ellenica. Nell'annata 1998-99 fa ritorno in Italia, alla guida dalla Roma Volley che l'anno successivo conduce alla vittoria della Coppa CEV e dello storico scudetto 1999-2000. Viene quindi ingaggiato nella stagione 2000-01 dalla neopromossa formazione del Volley Milano, con cui raggiunge immediatamente la finale scudetto; rimane sulla panchina della squadra meneghina fino alla 2002-03. Nel 2003 riceve l'incarico di Commissario Tecnico della nazionale italiana, alla guida della quale resta fino al 2007 vincendo due ori europei consecutivi (2003 e 2005), un bronzo (2003) e un argento (2004) alla World League, e un argento alle olimpiadi del 2004, venendo sconfitto in queste due ultime occasioni della nazionale brasiliana, all'epoca formazione leader del volley maschile. Calcio Dal 2006 al 2009 svolge il ruolo di Consigliere di Amministrazione nella Juventus. Inoltre è membro del comitato sportivo, organo di controllo e di gestione della prima squadra e del settore giovanile, e del canale tematico Juventus Channel. Quando tutto sembra fatto per il suo trasferimento nella dirigenza del Napoli, il 26 ottobre 2009 la Roma rende noto di aver raggiunto un accordo con Montali con l'incarico di Coordinatore Generale e ottimizzatore delle risorse umane dell'Area Sportiva. A febbraio 2011, in seguito alla trattativa per il passaggio del pacchetto di maggioranza dell'A.S. Roma dalla famiglia Sensi alla cordata americana capeggiata dal finanziere Thomas DiBenedetto, Montali viene nominato Direttore Generale e Operativo del club giallorosso. Dal 1º luglio, nel quadro della ristrutturazione societaria della formazione capitolina, lascia i propri incarichi in seno alla società. Golf Nel marzo 2016, nel corso della prima riunione del Comitato Organizzatore della Ryder Cup del 2022, prevista a Roma, la Federazione Italiana Golf ufficializza la nomina di Montali come Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022. Altre attività Nel 2007 è capolista della Lista Democratici con Veltroni. Ambiente, innovazione, lavoro per l'assemblea costituente nazionale del Partito Democratico nel collegio Parma Centro. Nel 2008 pubblica il suo primo libro Scoiattoli e Tacchini. Come vincere nelle organizzazioni con il gioco di squadra, seguito nel 2016 da Il parafulmine e lo scopone scientifico. Come diventare un vero leader nel lavoro e nella vita, editi entrambi da Rizzoli. Nell'estate 2012 è ospite di varie trasmissioni tematiche della Rai per gli Europei. Nello stesso anno è designato Ambasciatore nel Mondo per lo Sport per la città di Roma. Palmarès Club Campionato italiano: 4 - 1989-90, 1993-94, 1995-96, 1999-00 Campionato greco: 1 - 1997-98 Coppa Italia: 3 - 1986-87, 1989-90, 1992-93 Coppa di Grecia: 2 - 1996-97, 1997-98 Coppa dei Campioni: 1 - 1994-95 Coppa CEV: 3 - 1990-91, 1992-93, 1999-00 Coppa delle Coppe: 4 - 1987-88, 1988-89, 1989-90, 1993-94 Campionato mondiale per club: 1 - 1989 Supercoppa europea: 3 - 1989, 1990, 1994 Giovanili Campionato italiano: 4 Docenze universitarie Docente all'Università SDA Bocconi di Milano Docente e membro del comitato Scientifico della Business School del Sole 24 ore Docente del Master dell'Università di Parma e S. Marino Sport e Management Onorificenze Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana — Roma, 27 dicembre 2004. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri. Palma d'oro al Merito Tecnico — Roma, 19 dicembre 2018. Laurea Honoris causa in Scienze e Tecniche delle attività motorie preventive e adattate — Università degli Studi del Molise, Campobasso, 16 dicembre 2020. -
CHRISTIAN DAMIANO https://it.wikipedia.org/wiki/Christian_Damiano Nazione: Francia Luogo di nascita: Antibes Data di nascita: 09.03.1950 Ruolo: Vice-Allenatore Soprannome: - Alla Juventus dal 2007 al 2009 Christian Damiano (Antibes, 9 marzo 1950) è un allenatore di calcio ed ex calciatore francese. Christian Damiano Nazionalità Francia Calcio Ruolo Allenatore (ex difensore) Termine carriera 1974 - giocatore 2012 - allenatore Carriera Giovanili 1963-1964 Cagnes sur-Mer 1964-1967 Nizza Squadre di club 1967-1974 Nizza ? (?) Carriera da allenatore 1974-1983 Nizza 1983-1986 Stade Raphaëlois 1986-1992 INF Clairefontaine 1992-1999 Francia U-18 1992-1998 Francia 1999-2000 Nizza 2000 Nizza 2000-2003 Fulham Vice 2003-2004 Liverpool Vice 2004-2005 Southampton Vice 2007 Parma Vice 2007-2009 Juventus Vice 2009-2011 Roma Vice 2011-2012 Inter Coll.tecnico Carriera Giocatore Giocò nella seconda squadra del Nizza. Allenatore Inizia la carriera da allenatore nel 1974 alla guida dell'Under-19 del Nizza, dirigendone anche il centro di formazione e assistendo la prima squadra fino al 1983. Dal 1983 al 1986 ricopre l'incarico di allenatore allo Stade Raphaëlois, squadra della terza divisione francese. Nel 1986 diventa allenatore presso l'institut national du football (INF) di Clairefontaine, contemporaneamente è anche responsabile di ricerca, sviluppo ed esecuzione per la scuola di allenatori francesi. Lascia il ruolo nel 1991 e dal 1992 al 1999 segue le selezioni giovanili dalla Under-16, che porta fino alla semifinale ai Campionati europei 1993 in Turchia, alla Under-20, con cui uscirà ai quarti del Campionato mondiale 1997, conquistando anche il titolo europeo nel 1996 con l'Under-18. Contemporaneamente collabora sia come osservatore sia come allenatore con i selezionatori della nazionale maggiore Gérard Houllier, Aimé Jacquet, in occasione di Francia 1998, e con il suo successore Roger Lemerre (nello staff tecnico). Conclusa l'esperienza in federazione nel 1999, dopo 25 anni, torna al Nizza in Division 2, dirigendo nuovamente il centro di formazione e sedendosi sulla panchina della prima squadra per 15 partite portandola dal 17º al 9º posto con una serie positiva di 11 partite. Dal 2000 assiste Jean Tigana al Fulham, club che lascerà nel 2003 al momento dell'esonero dell'ex allenatore del Monaco. Nella stagione 2003/2004 affianca di nuovo Houllier, questa volta alla guida del Liverpool. Dal 2004 al 2005 lavora con il manager Steve Wigley alla guida del Southampton. Dal febbraio 2007 comincia il rapporto di collaborazione con Claudio Ranieri prima con il Parma, salvando la squadra da una probabile retrocessione, e poi con Juventus dal 4 giugno 2007 al 18 maggio 2009 e Roma, dal 2 settembre 2009 al 20 febbraio 2011 con la quale sfiora la vittoria dello scudetto. Dal 22 settembre 2011 al 26 marzo 2012 fa parte, come assistente tecnico dello staff di Ranieri all'Inter.
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Claudio Ranieri - Allenatore
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
CLAUDIO RANIERI Per Jean-Claude Blanc è l’uomo del futuro – scrive Federica Furino su “Hurrà Juventus” del luglio 2007 –. Per Buffon e Del Piero, la persona adatta a riportare in alto la Juventus. I tifosi lo vedono come il nuovo Lippi mentre i giornali lo hanno apostrofato come la soluzione più adatta al momento storico dei bianconeri. Claudio Ranieri, invece, venti giorni dopo aver accettato di passare le prossime tre stagioni sulla panchina più pesante d’Italia, di sé pensa essenzialmente una cosa: di essere un uomo fortunato e molto, molto orgoglioso. Orgoglioso di diventare l’allenatore della Juventus, orgoglioso di essere stato scelto da un club tanto prestigioso, orgoglioso di far fruttare gli anni passati in giro per gli stadi di mezza Europa e tutte le fatiche di “self-made man” del calcio italiano. Lo aveva detto già nella sua prima uscita in bianconero, a Vinovo. Ma l’orgoglio, nei discorsi ufficiali, ha sempre un sapore anonimo di circostanza. Quando ti stai godendo l’ultima vacanza prima dell’anno più intenso della vita, invece, la retorica va a farsi benedire. Mister, da giocatore ha vestito la maglia della Roma, poi ha allenato Fiorentina e Napoli. Insomma ha avuto a che fare quasi con tutte le rivali storiche della Juventus. Che effetto le fa, ora, ritrovarsi in bianconero? «La Juventus è la Juventus. Per la gente della mia generazione rappresenta comunque uno stile difficile da superare: è un’idea che ci siamo portati dietro dall’infanzia, quando Charles era il gigante buono e la Juve un simbolo di sportività. Lo era per tutti anche per chi, come me, non era bianconero. Che effetto mi fa ora? Sono orgoglioso e molto felice». L’avrebbe mai detto? «No, ma non per particolari preconcetti. Semplicemente sono uno che pensa a lavorare, non mi sono mai chiesto dove mi avrebbero portato i miei sforzi. Sono fatto così, mi accontento di fare bene. Questa volta sono stato fortunato, ma chi crede che io veda questa panchina come un punto di arrivo si sbaglia: la Juventus è un punto di partenza». Un anno fa la bufera di Calciopoli era nel caos più totale: intercettazioni, processi, retrocessioni. Che cosa ha pensato? «Essere un allenatore italiano all’estero in quei giorni non è stato facile: ero subissato dalle domande dei giornalisti. Meno male che c’è stata subito la Nazionale che ci ha permesso di ridare credibilità al nostro calcio». Intanto la Juventus finiva, unica, in Serie B. Lei era tra quelli che davano per scontata la promozione? «Sapevo che per i ragazzi della Juventus sarebbe stata molto dura, tanto più visti i punti di penalizzazione con cui sono partiti. Sapevo che avrebbero dovuto sudarsi la promozione su tutti i campi: quando presi la Fiorentina in Serie B fu lo stesso. Quando sei una squadra importante e giochi nella serie cadetta, nessuno ti regala nulla. Sei quello da battere a ogni costo. Quindi no, non davo per scontata la promozione: questi ragazzi hanno compiuto un’impresa». Mister, lei arriva a Torino in un momento di certo non facile per la storia della Juventus. I tifosi si aspettano di vincere. Ci sono stati investimenti e rinnovi importanti, ma la squadra non è quella dell’ultima partita giocata in Serie A. Qualche ansia da prestazione? «Sì certo che ce l’ho l’ansia da risultati. Ma aggiungo: ce la dobbiamo avere tutti. Perché siamo la Juventus e la Juventus deve vincere. Il pubblico, invece, non deve avere ansie. Questo è l’anno zero, non ci sono termini di paragone. Non possiamo dire l’anno scorso siamo arrivati terzi, quarti, quinti o secondi e ora dobbiamo migliorare. No, l’anno scorso eravamo in Serie B. Vediamo dove arriveremo: cercheremo di andare il più in alto possibile e poi, eventualmente, di migliorare. Questo è il nostro obiettivo». Nel suo primo giorno da allenatore della Juventus non ha parlato di risultati. Non ha mai pronunciato la parola scudetto. Questo vuol dire che lo ritiene un risultato al di là delle possibilità della squadra? «Non ho detto questo. Non abbiamo fatto proclami, ma ci vogliamo essere. La Juventus deve vincere e i tifosi devono sapere che torneremo a farlo. Però bisogna sapere che non è possibile riformare da un giorno all’altro la squadra di un tempo. Questo non significa che non andremo su tutti i campi d’Italia e poi d’Europa a giocare per portare a casa i tre punti: lo faremo perché questa è la mentalità della Juventus, dei suoi giocatori ma anche del suo allenatore. Con tutte le mie squadre, prima di ogni partita ho sempre detto: non mi interessa chi ho di fronte, io voglio vincere. Se poi gli altri sono più bravi, vinceranno loro». Come sarà la Juventus di Ranieri? «Una squadra in cui prevale lo spirito di gruppo. Alla Juventus non è mai mancato ed è da qui che bisogna ripartire: voglio vedere i giocatori che si sostengono uno con l’altro per raggiungere insieme gli obiettivi. E poi ci deve essere l’entusiasmo, la voglia di dimostrare: “ecco siamo tornati, i tifosi possono essere orgogliosi di noi”». Mister, vuole dire che il gruppo conta più dei singoli? «Il calcio è uno sport di squadra. Ben vengano i singoli, i campioni che sanno imporsi al di sopra degli altri. Ma i singoli devono mettersi al servizio del gruppo, altrimenti non si va da nessuna parte». Lei arriva da una lunga esperienza all’estero. In Inghilterra, in particolare, c’è la tendenza a valorizzare i giovani. La Juventus, lo scorso anno, ha cercato di investire sui ragazzi del vivaio e ha avuto successo. Palladino, Paro, Marchisio, Giovinco sono ormai talenti riconosciuti. L’anno prossimo pensa di continuare su questa strada? «In Inghilterra chi ha scelto di puntare sui giovani ha avuto successo. L’Arsenal con grandi giocatori di esperienza non era riuscita ad andare oltre i quarti di finale di Champions League. Nel momento in cui ha messo dentro i ragazzini è arrivata in finale con il Barcellona. Lo stesso ha fatto il Manchester quando ha rinunciato a Beckham e Van Nistelrooy, conquistando comunque la finale di Champions. Io credo che i giovani debbano uscire fuori, soprattutto quelli che valgono. La Juventus ha grandi campioni: Buffon, Del Piero, Nedved, e tutti gli altri. Ma anche ottimi giovani: tocca a noi farli diventare campioni». La nuova Juventus guarda con attenzione al modello delle società inglesi. Arrivando a Torino ha riconosciuto qualche affinità con le squadre d’oltremanica? «Devo ammettere che l’organizzazione della società mi ha colpito. Ho sentito entusiasmo, voglia di fare, di lasciarsi il passato alle spalle e aprire un ciclo. Il progetto che sostiene la Juventus è ambizioso e concreto». Lei crede che la Juventus potrà rappresentare un modello di rinnovamento per il calcio italiano? «Si seguono i modelli solo se sono vincenti: noi stiamo cercando di incamminarci su una strada nuova ma per indurre gli altri a seguirci dobbiamo vincere». La prima stagione con Ranieri in panchina si conclude al terzo posto. Un buon piazzamento se si considerano due fattori importanti. In primis la pessima campagna acquisti: i “gioielli” Marchisio, Giovinco e De Ceglie ceduti in prestito e gli arrivi non all’altezza delle ambizioni juventine. Aveva forse ragione Deschamps nel dire che erano meglio due acquisti di grande spessore che cinque o sei modesti? Il solo Iaquinta rappresenterà un valore aggiunto alla rosa bianconera. Grygera, Brazzo Salihamidžić, Criscito, Tiago, Almirón, Molinaro, Nocerino si riveleranno ben poca cosa. Discorso diverso per il brasiliano Andrade: arrivato mezzo rotto, si infortuna alla quarta giornata, uscendo definitivamente di scena. Questa grave assenza e l’inadeguatezza di Criscito, porta Ranieri a spostare Chiellini al centro della difesa, affiancandolo a un sempre più convincente Legrottaglie. Ci penseranno poi i “senatori” a fare il resto: Del Piero vince la classifica cannonieri con 21 reti, Trézéguet lo segue a ruota con 20, Nedved la solita “furia”, Buffon sempre più sicuro e Camoranesi segna due reti all’Inter, una nel pareggio di Torino e una nella vittoria di San Siro. Il secondo fattore, non meno importante, che determinerà la stagione, saranno le molteplici “sviste” arbitrali, alcune clamorose. Ricordiamo Bergonzi a Napoli, quando concede ai partenopei due rigori inesistenti. O Dondarini a Reggio Calabria, capace di negare un rigore netto alla Juventus e “regalarne” uno ai calabresi. Oppure il gol misteriosamente annullato a Iaquinta a Parma, rete decisiva per la vittoria bianconera. Insomma, una specie di “sudditanza psicologica” già notata nel recente campionato di serie B. Ma tant’è, ci si qualifica per la Coppa dei Campioni, e c’è la convinzione che con qualche giusto acquisto si possa spezzare l’egemonia dell’Inter. E gli arrivi sono di spessore: il roccioso difensore svedese Mellberg e, soprattutto, Amauri, autore di una grande stagione a Palermo. Rientrano alla base Giovinco, De Ceglie e Marchisio. Approda a Torino anche Christian Poulsen, famoso per i suoi litigi con Gattuso e per lo sputo ricevuto da Totti. E proprio il danese è il primo punto di rottura fra Ranieri e la società e i tifosi. Infatti, l’obiettivo primario era lo spagnolo Xabi Alonso che avrebbe fatto fare un enorme salto di qualità al centrocampo bianconero. Ma il tecnico romano è irremovibile: Xabi non serve, troppo lezioso, molto meglio le randellate del danese. I primi mesi sembrano dar ragione a Ranieri. La squadra gioca bene, soprattutto in Europa. Clamorose le due vittorie contro il Real con Del Piero protagonista assoluto: un gol meraviglioso all’Olimpico e una doppietta da favola al Bérnabeu, con tanto di standing ovation del pubblico delle Merengues e relativo inchino di ringraziamento di Ale. L’avventura in coppa si conclude agli ottavi contro il Chelsea: sconfitta 0-1 a Stamford Bridge e pareggio 2-2 a Torino. La Juve, in pratica, si spegne con questa eliminazione. Ben sette partite senza vittorie la portano a un passo dal non qualificarsi per l’Europa. Cosicché la società corre ai ripari e, a due giornate dalla fine, Ranieri viene esonerato e sostituito da Ciro Ferrara. Ciro vince le due seguenti partite e Pavel Nedved appende la sua mitica maglietta numero 11 al chiodo. Claudio Ranieri lascia a Torino un buon ricordo e conquisterà altrove meritati successi. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/11/claudio-ranieri.html -
Claudio Ranieri - Allenatore
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
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Claudio Ranieri - Allenatore
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CLAUDIO RANIERI https://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Ranieri Nazione: Italia Luogo di nascita: Roma Data di nascita: 20.10.1951 Ruolo: Allenatore Altezza: 182 cm Peso: 78 kg Soprannome: The Tinkerman - Sir Claudio - King Claudio Alla Juventus dal 2007 al 2009 93 panchine - 46 vittorie - 30 pareggi - 17 sconfitte Claudio Ranieri (Roma, 20 ottobre 1951) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, tecnico del Cagliari. Come calciatore esordisce nella Roma, ma lega il proprio nome soprattutto al Catanzaro, di cui, tra il 1974 e il 1982, diventa il giocatore con più presenze in Serie A. Si fa notare come allenatore ottenendo due promozioni (dalla Serie C1 alla Serie A) con il Cagliari tra il 1988 e il 1991 e vincendo la Coppa Italia di Serie C; passa quindi al Napoli, dove ottiene una qualificazione alla Coppa UEFA nel 1992. Tra il 1993 e il 1997 allena la Fiorentina, con cui si aggiudica una promozione in Serie A, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Nel 1997 si trasferisce in Spagna, dove rimane fino al 2000, allenando il Valencia (con cui vince una Coppa del Re) e l'Atlético Madrid, prima di passare al Chelsea, dove rimane per quattro stagioni ottenendo un secondo posto in campionato, una finale di FA Cup e una semifinale di UEFA Champions League. Tra il 2004 e il 2005 ha un'altra breve esperienza sulla panchina del Valencia. Nel 2007 rientra in Italia, dove allena il Parma, la Juventus, la Roma e l'Inter, ottenendo un secondo posto con la Roma ed una salvezza in Serie A con il Parma. Dal 2012 al 2014 allena il Monaco, in Francia, dove vince la Ligue 2 e si piazza poi secondo nella Ligue 1. Dopo un periodo come allenatore della nazionale greca, torna in Inghilterra, al Leicester City, neopromossa nella massima serie, con cui vince la Premier League nel 2016. Questo straordinario successo gli vale il premio come allenatore dell'anno da parte della FIFA, la Palma d’oro al merito tecnico, l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italia, oltre all'inserimento nella Hall of fame del calcio italiano. Dopo il successo con le Foxes gli vengono affibiati diversi soprannomi, in particolare Sir Claudio, con cui viene chiamato ancora oggi. In seguito all'esperienza con il Leicester ha allenato Nantes e Fulham, per poi fare ritorno in patria alla guida di Roma e Sampdoria. Nel 2021 è tornato in Inghilterra, dove ha allenato il Watford. Nel dicembre 2022 torna in Italia, al Cagliari, riportandolo in Serie A dopo la vittoria dei play-off. Ranieri detiene il record di essere l'unico allenatore ad avere disputato i 4 principali derby italiani, grazie alle sue militanze con Roma, Juventus, Inter e Sampdoria. Claudio Ranieri Ranieri nel 2011 Nazionalità Italia Altezza 182 cm Peso 78 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex difensore) Squadra Cagliari Termine carriera 1986 - giocatore Carriera Giovanili 1971-1973 Roma Squadre di club 1973-1974 Roma 6 (0) 1974-1982 Catanzaro 225 (6) 1982-1984 Catania 62 (1) 1984-1986 Palermo 40 (0) Carriera da allenatore 1986-1987 Vigor Lamezia 1987-1988 Campania Puteolana 1988-1991 Cagliari 1991-1992 Napoli 1993-1997 Fiorentina 1997-1999 Valencia 1999-2000 Atlético Madrid 2000-2004 Chelsea 2004-2005 Valencia 2007 Parma 2007-2009 Juventus 2009-2011 Roma 2011-2012 Inter 2012-2014 Monaco 2014 Grecia 2015-2017 Leicester City 2017-2018 Nantes 2018-2019 Fulham 2019 Roma 2019-2021 Sampdoria 2021-2022 Watford 2023- Cagliari Caratteristiche tecniche È un tecnico che predilige il modulo 4-4-2 ed imprime alle sue squadre un gioco basato su solidità difensiva, pressione ed efficaci manovre di contropiede. Carriera Giocatore Ranieri con la maglia della Roma nel 1973, all'esordio come calciatore professionista Di fede romanista, da calciatore ha vestito le maglie di Roma, Catanzaro, Catania e Palermo. Cominciò a giocare giovanissimo nell'oratorio di piazza San Saba a Roma. Come attaccante a sedici anni fu arruolato nel Dodicesimo Giallorosso. Pochi anni dopo lo notò Helenio Herrera e fu tesserato per la Roma. A 17 anni l'allenatore della Primavera, Antonio Trebiciani, decise di cambiargli ruolo, trasformandolo in terzino. Esordì in Serie A il 4 novembre 1973 in Genoa-Roma (2-1); a lanciarlo fu Manlio Scopigno. Disputò 6 partite e poi passò al Catanzaro dove si impose come punto fermo della difesa, diventando il giocatore del Catanzaro ad aver disputato più partite in Serie A: 128 tra il 1976 e il 1982. Nel 1982 passò al Catania in Serie B contribuendo alla promozione in Serie A dei rossazzurri di Gianni Di Marzio. Giocò con gli etnei anche la successiva sfortunata stagione in Serie A, schierato per lo più da libero per l'infortunio del titolare Giorgio Mastropasqua. Chiuse la carriera nel Palermo. Allenatore «La mia vita è tutta un derby. Il derby, sotto certi aspetti, è la partita più facile perché è talmente vissuto dalla città e dalle tifoserie che un allenatore deve semplicemente controllare le emozioni: calmare l'ambiente, se c'è troppa euforia; tirarlo su quando è depresso.» (Claudio Ranieri sul tema del derby) Da allenatore, Ranieri è rimasto a lungo imbattuto nei derby italiani: la sua prima sconfitta in tal senso è avvenuta il 22 luglio 2020, quando alla guida della Sampdoria è stato battuto per 2-1 dal Genoa. In precedenza, era riuscito a vincere ognuna delle quattro principali stracittadine italiane (alla guida di Inter, Juventus, Roma e Sampdoria) senza essere mai sconfitto, collezionando 9 vittorie e un pareggio. Gli inizi, Cagliari e Napoli Ranieri alla guida del Cagliari nella stagione 1989-1990 Da allenatore iniziò nella categoria interregionale, guidando la Vigor Lamezia nel 1986 per poi allenare il Campania Puteolana in Serie C1. Iniziò a mettersi in luce alla guida del Cagliari, dove approdò nel 1988, conquistando la Coppa Italia di serie C e portando in due anni i sardi dalla Serie C alla Serie A. La stagione d'esordio nel massimo campionato si concluse con la salvezza degli isolani, riusciti ad agguantare la permanenza con un turno di anticipo. Ranieri nei primi anni 1990 sulla panchina del Napoli Nel 1991 viene ingaggiato dal Napoli, ottenendo la qualificazione in Coppa UEFA grazie al quarto posto in campionato. Verrà poi esonerato nel novembre 1992, in seguito all'eliminazione dalla coppa (per mano del Paris Saint-Germain) e al 5-1 subìto dal Milan in campionato. Fiorentina Nell'estate 1993, diviene l'allenatore dell'appena retrocessa Fiorentina. Centrata l'immediata risalita in A, ottiene un decimo posto nel 1994-95. Durante la stagione 1995-96, oltre a conseguire il quarto posto in Serie A, guida i toscani alla vittoria della Coppa Italia: i gigliati si impongono in tutte le 8 gare disputate, sconfiggendo l'Atalanta in finale. Il trionfo vale l'ingresso in Coppa delle Coppe, nonché la partecipazione alla Supercoppa italiana: quest'ultimo trofeo viene vinto contro i campioni d'Italia del Milan, messi al tappeto da una doppietta di Batistuta. In Europa i viola raggiungono le semifinali, arrendendosi al Barcellona; in campionato si classificano invece in nona posizione. Valencia e Atlético Madrid Il 19 settembre 1997 decide di accettare la proposta della società spagnola del Valencia, che aveva appena esonerato Jorge Valdano dopo tre sconfitte nelle prime tre partite della Liga e l'ultimo posto in classifica. Conclude la prima stagione garantendo al Valencia il nono posto in classifica, che varrà alla sua squadra la partecipazione alla Coppa Intertoto 1998, che il Valencia vincerà in finale battendo in doppia sfida l'Austria Salisburgo e garantendosi così la partecipazione alla Coppa UEFA. Nella stagione 1998-1999 il Valencia si classifica quarto qualificandosi per la Champions League della stagione successiva. In Coppa UEFA il cammino si interrompe ai sedicesimi dove il Valencia viene eliminato dal Liverpool. Sempre in questa stagione riesce a vincere il suo primo trofeo estero conquistando la Coppa del Re (la coppa nazionale spagnola) battendo in finale l'Atlético Madrid per 3-0. Nel 1999-2000 allena l'Atlético Madrid, dal quale si separa otto mesi dopo l'inizio dell'avventura, in seguito alla sconfitta nei quarti di finale di Coppa UEFA contro i francesi del Lens per 2-1, alla quale va aggiunta la precaria posizione di classifica della squadra madrilena, che nella Liga spagnola si trova al quint'ultimo posto in classifica. In conseguenza di ciò, il 3 marzo 2000 l'amministratore fallimentare dei colchoneros, subentrato al presidente Jesús Gil in dicembre per i presunti illeciti fiscali di quest'ultimo, accetta le dimissioni del tecnico italiano. Chelsea e ritorno a Valencia Il 16 settembre 2000 si trasferisce in Inghilterra per guidare il Chelsea. Nel 2001-2002 guida i suoi fino alla finale di Coppa d'Inghilterra, mentre nel 2002-2003, dopo due sesti posti, chiude al quarto posto, qualificando la squadra alla UEFA Champions League. Dopo aver diretto i Blues per 199 partite ufficiali, riuscendo ad ottenere 107 vittorie, il 31 maggio 2004 viene sollevato dall'incarico dalla nuova proprietà guidata da Roman Abramovič e sostituito da José Mourinho, pur avendo raggiunto la semifinale della UEFA Champions League 2003-2004 (eliminato dal Monaco) e il secondo posto nella Premier League della stessa stagione. Durante l'esperienza nel club londinese, la stampa inglese gli attribuisce il nomignolo Tinkerman (o Tinkerer). L'8 giugno 2004 firma con il Valencia, fresco vincitore della Coppa UEFA, in sostituzione di Rafael Benítez; dopo la vittoria della Supercoppa europea, viene esonerato il 25 febbraio 2005, in seguito all'eliminazione dalla Coppa UEFA da parte della Steaua Bucarest. Parma Ranieri al Parma nel 2007 Nel febbraio 2007 viene chiamato alla guida del Parma per sostituire l'esonerato Stefano Pioli, facendo così ritorno in Italia dopo 10 anni. Pur non riuscendo ad evitare l'eliminazione in Coppa UEFA (contro i portoghesi dello Sporting Braga nei sedicesimi di finale), in campionato totalizza 27 punti in 16 partite portando i ducali a salvarsi all'ultima giornata. È decisiva la vittoria per 3-1 contro l'Empoli, con cui gli emiliani chiudono il torneo al dodicesimo posto (42 punti in classifica). Juventus Lasciato il Parma subito dopo aver compiuto l'impresa sportiva, a giugno si accorda con la Juventus. In bianconero prende il posto del francese Deschamps. Nel campionato 2007-08 i piemontesi conquistano il terzo posto alle spalle di Inter e Roma, battendole entrambe nel girone di ritorno e rientrando immediatamente in Champions League. In autunno, porta i sabaudi a vincere il girone europeo davanti al Real Madrid che viene sconfitto per 2-1 in casa e 2-0 in trasferta. Negli ottavi è però eliminato da una sua ex squadra, il Chelsea. Ranieri (di spalle) alla Juventus nel 2009, mentre dà istruzioni al suo attaccante David Trezeguet In campionato, dopo un inizio difficoltoso che vede la squadra al dodicesimo posto, la Juventus ottiene dieci vittorie nelle successive 12 partite che la fa salire al secondo posto a soli 3 punti dall'Inter. In primavera, dopo la vittoria all'Olimpico contro la Roma per 4-1, una crisi di risultati culminati con soli 6 punti ottenuti nelle successive sette partite spinge la società a rivedere la sua posizione: a due giornate dal termine, con la Vecchia Signora al terzo posto ma con un solo punto di vantaggio sulla Fiorentina quarta, posizione che fa disputare i preliminari di Champions invece dell'accesso diretto, viene esonerato a favore di Ciro Ferrara, che chiuderà in seconda posizione. Roma Il 2 settembre 2009 diventa l'allenatore della Roma, subentrando a Luciano Spalletti, dimessosi dopo le sconfitte con Genoa e Juventus nelle prime due giornate di campionato. Il tecnico, dopo una lunga carriera, ritorna così nella sua città natale, nella stessa società in cui era cresciuto e dove aveva mosso i primi passi da giocatore. Il 6 dicembre 2009 vince per 1-0 il suo primo derby di Roma da allenatore. L'11 aprile 2010 porta la Roma a superare la capolista Inter di un punto, battendo l'Atalanta per 2-1. Il 18 aprile 2010 vince il secondo derby, battendo la Lazio per 2-1, correggendo in corsa l'impostazione tattica ed escludendo dalla gara due giocatori-simbolo come Francesco Totti e Daniele De Rossi. La mossa gli vale l'apprezzamento di gran parte della stampa sportiva e dei suoi colleghi allenatori. Il 21 aprile 2010, nonostante la sconfitta per 1-0 ad Udine nella semifinale di ritorno, ma grazie alla vittoria 2-0 nella partita di andata, conduce la Roma alla sedicesima finale di Coppa Italia, disputata contro l'Inter e persa per 1-0. Il 16 maggio 2010 chiude il campionato al secondo posto con 80 punti (con la più alta media punti del campionato, avendo preso la squadra dopo le prime due partite di campionato) due in meno dell'Inter, dopo che per 37 minuti la squadra era stata virtualmente campione d'Italia. La stagione 2010-2011 non inizia in modo particolarmente positivo; il 20 febbraio 2011, dopo la sconfitta per 4-3 con il Genoa, che la Roma rimedia dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 0-3, rassegna le dimissioni da allenatore della Roma e viene sostituito, il giorno seguente, da Vincenzo Montella, già allenatore della sezione Giovanissimi della società. Inter Il 22 settembre 2011 viene ingaggiato dall'Inter, per sostituire Gian Piero Gasperini, esonerato il giorno precedente. Esordisce contro il Bologna, trovando la prima vittoria dei nerazzurri in questa stagione. Supera poi il girone di Champions League con una giornata di anticipo, terminando il raggruppamento al comando. Con una striscia positiva di 8 vittorie consecutive, tra cui quella nel derby meneghino del 15 gennaio 2012, porta la squadra a risollevarsi in campionato dopo un avvio stentato. Il tutto viene però vanificato, nelle settimane successive, da una serie di 9 partite senza alcun trionfo. Pur interrompendo il periodo negativo, i nerazzurri vengono eliminati negli ottavi di Champions League dall'Olympique Marsiglia. All'indomani della sconfitta subita nel derby d'Italia, l'allenatore è sollevato dall'incarico tramite la risoluzione consensuale del contratto e sostituito da Andrea Stramaccioni, fino a quel momento allenatore della Primavera nerazzurra. Monaco Il 29 maggio 2012 firma con i francesi del Monaco, squadra militante in Ligue 2 (seconda divisione francese). L'11 maggio 2013 riporta il club monegasco in Ligue 1 con due giornate d'anticipo, al termine di una stagione dominata. Nell'annata successiva la squadra ottiene un buon secondo posto in campionato, alle spalle del Paris Saint-Germain, tuttavia a fine stagione Ranieri viene esonerato e sostituito dal portoghese Leonardo Jardim. Grecia Il 25 luglio 2014 firma con la nazionale greca, con l'obiettivo di portare gli ellenici agli europei del 2016. Il 15 novembre seguente, a causa della clamorosa sconfitta casalinga per 0-1 rimediata contro le Fær Øer, viene sollevato dall'incarico. Nelle precedenti tre partite aveva raccolto un solo punto, pareggiando per 1-1 contro la Finlandia e perdendo contro la Romania (0-1) e l'Irlanda del Nord (0-2). Leicester City Ranieri (a sinistra) sulla panchina del Leicester City nel 2016, accanto al tecnico del Chelsea Guus Hiddink Il 13 luglio 2015 ritorna ad allenare in Inghilterra, venendo annunciato come nuovo tecnico del Leicester City, con l'impegno di raggiungere una salvezza tranquilla per la stagione 2015-2016 di Premier League, competizione nella quale il Leicester aveva trascorso la stagione precedente come neopromossa. La sua accoglienza è alquanto scettica, anche a causa della recente e fallimentare esperienza con la Grecia, con il suo nome considerato uno dei più papabili per l'esonero a breve termine e la vittoria della Premier quotata dai bookmakers come 5000:1 (addirittura meno probabile della scoperta del mostro di Loch Ness, dello sbarco sulla Terra degli alieni e dei fatti che Elvis Presley sia ancora vivo, che Kim Kardashian sia eletta presidente degli Stati Uniti o che Bono degli U2 sia nominato papa). L'8 agosto, all'esordio sulla panchina dei Foxes, ottiene subito una vittoria, grazie al 4-2 casalingo inflitto al Sunderland. Dopo una serie di ottimi risultati, che alle prime giornate lo portano a sorpresa nella parte alta della classifica, alla tredicesima giornata si trova al primo posto in solitaria. Persa e recuperata la vetta in due giornate, la mantiene fino alla fine (escludendo una giornata, la ventesima, di supremazia dell'Arsenal, con cui il Leicester si trova a pari punti, scivolando al secondo posto solo in virtù delle statistiche peggiori). Il 10 aprile 2016 ottiene la matematica qualificazione alla Champions League dell'anno seguente, la prima della storia del club. Il 2 maggio, in virtù del pareggio per 2-2 fra Chelsea e Tottenham, diventata nel frattempo la principale concorrente per il titolo, il Leicester vince per la prima, storica volta il campionato inglese, dopo 132 anni di storia, e Ranieri ottiene la prima vittoria di un campionato nazionale di massima serie della sua carriera. È il terzo allenatore italiano a vincere la Premier League, dopo Carlo Ancelotti e Roberto Mancini. Riceve le lodi unanimi della stampa internazionale e inglese, che muta il poco pregevole soprannome di Tinkerman, con cui era stato chiamato ai tempi del Chelsea, in Thinkerman, cioè "pensatore", per aver raramente sbagliato decisioni tecniche. Un altro soprannome che riceve dopo il grande successo è King Claudio. Viene anche apprezzato dalla stampa inglese ed internazionale a causa del suo brio e della sua allegria sia durante le interviste che con la squadra. La premiazione dei Foxes di Ranieri vincitori della Premier League 2015-2016 ed autentica rivelazione del calcio inglese ed internazionale di tale stagione L'inaspettato trionfo in Premier è definito una vera e propria "favola" e addirittura "la più grande impresa sportiva di sempre"; alcuni accostano la vicenda del Leicester di Ranieri a quelle di altre squadre che si sono avvicinate al calcio ad alti livelli conseguendo storici trionfi negli anni settanta e ottanta, come il Cagliari di Manlio Scopigno, il Nottingham Forest di Brian Clough oppure l'Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli. Per questo successo riceve il Premio Bearzot e soprattutto il 2016 Best FIFA Men's Coach, il premio attribuito dalla FIFA al miglior allenatore del mondo. Proprio per l'eccezionalità dell'evento, il CONI gli ha assegnato la Palma al merito tecnico d'oro, la massima onorificenza prevista per gli allenatori sportivi, usualmente riservata ai tecnici di squadre vincitrici di Olimpiadi e Mondiali. Prima di Ranieri, dalla sua istituzione in poi, la Palma d'Oro era stata assegnata soltanto ad un altro allenatore di calcio, cioè a Marcello Lippi in occasione della vittoria azzurra ai mondiali tedeschi del 2006. Il 20 maggio viene insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell'onorificenza di Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, quinto sportivo dopo Sara Simeoni, Gino Bartali, Silvio Piola e Reinhold Messner. Inizia la nuova stagione con una sconfitta per 2-1 in Community Shield, per mano del Manchester Utd. Il 23 febbraio 2017, dopo la sconfitta per 2-1 con il Siviglia nell'andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League e una stagione di campionato trascorsa appena sopra la zona retrocessione, viene sollevato dall'incarico. Nantes Il 15 giugno seguente, dopo un'iniziale fase di stallo dovuta al veto posto dal presidente dell'UNECATEF (il sindacato dei tecnici francesi), l'ex CT della nazionale francese Raymond Domenech, a causa del fatto che in Francia gli allenatori non possono esercitare la professione una volta superati i 65 anni di età, viene nominato nuovo allenatore del Nantes, con cui firma un biennale. In campionato si piazza al nono posto a soli tre punti dalla qualificazione per l’Europa League mentre dalla Coupe de la Ligue viene eliminato al terzo turno e dalla Coppa di Francia ai sedicesimi. Il 17 maggio 2018 lascia il club giallo-verde dopo una sola stagione alla guida. Fulham Il 14 novembre 2018 ritorna in Premier League per la sua terza esperienza in terra inglese, venendo ingaggiato dal Fulham, in sostituzione dell'esonerato Slaviša Jokanović, prendendo la squadra all’ultimo posto con 5 punti. Il 24 novembre al debutto vince per 3-2 contro il Southampton; i londinesi non vincevano dal 26 agosto e venivano da 7 sconfitte consecutive. Tuttavia, il 6 gennaio 2019, il Fulham viene battuto per 2-1 dall'Oldham, squadra di 4ª divisione, nel terzo turno di FA Cup: si tratta di un risultato clamoroso in quanto l’Oldham, senza allenatore ormai da giorni, aveva “assunto” sulla panchina Pete Wild, uno dei tifosi più accaniti del club senza nessun tipo di esperienza in ambito manageriale. Il 28 febbraio 2019, dopo una serie di risultati negativi, la società lo esonera ingaggiando Scott Parker come suo sostituto. Ritorno in Italia: Roma e Sampdoria L'8 marzo 2019 viene ufficializzato il suo ritorno, a 8 anni dalla precedente esperienza, sulla panchina della Roma in sostituzione dell'esonerato Eusebio Di Francesco, tornando ad allenare in Italia dopo 7 anni. Tre giorni dopo, al debutto e con una squadra rimaneggiata per numerosi infortuni e squalifiche, vince per 2-1 contro l'Empoli. Il 10 maggio annuncia che il suo lavoro alla Roma terminerà a fine campionato. Termina la stagione sesto con 66 punti, a soli tre punti dalla qualificazione in Champions. Il 12 ottobre 2019 firma un contratto biennale con la Sampdoria, subentrando ancora una volta a Di Francesco dopo la sua risoluzione consensuale del contratto che lo legava alla squadra genovese. Debutta con i blucerchiati 8 giorni più tardi proprio contro la Roma pareggiando 0-0. Il primo successo arriva 3 partite dopo, in trasferta contro la SPAL (0-1). L'8 dicembre raggiunge quota 1000 panchine nei vari campionati in occasione della sconfitta per 0-1 contro il Parma. Il 14 dicembre vince (col medesimo risultato di Ferrara) anche il derby con il Genoa; con quest'incontro diventa il primo allenatore a disputare tutte le stracittadine italiane (Torino, Roma, Milano, Genova) restando imbattuto (nove vittorie ed un pareggio). Il 19 luglio, dopo la vittoria contro il Parma per 3-2 (con una rimonta rocambolesca) e la concomitante sconfitta del Lecce, riesce a salvare la Sampdoria matematicamente con 4 giornate d'anticipo con 41 punti, dopo che era arrivato con la squadra all'ultimo posto con soli 3 punti collezionati nelle prime 7 giornate (peggior avvio del club in Serie A); conclude poi il campionato al 15º posto con 42 punti. Nella stagione successiva conduce la squadra genovese a un tranquillo 9º posto con 52 punti, che era l’obiettivo prefissato da tempo. Il 21 maggio 2021, non avendo trovato l’accordo per il rinnovo con la società, annuncia la sua decisione di lasciare la panchina della Sampdoria al termine della stagione. Watford, ritorno a Cagliari Ranieri, allenatore del Cagliari, in conferenza stampa nel 2023 Il 4 ottobre dello stesso anno viene ingaggiato dal Watford, 15º in Premier League con 7 punti collezionati nelle prime 7 partite, sostituendo l'esonerato Francisco Javier Muñoz e tornando così ad allenare in Inghilterra per la quarta volta. Dopo la sconfitta interna per 0-5 contro il Liverpool al debutto, la prima vittoria arriva la settimana seguente contro l’Everton per 2-5. Il 24 gennaio 2022, dopo aver raccolto 7 punti in 13 gare e con la squadra al 19º posto, viene esonerato. Il 23 dicembre 2022 viene reso ufficiale il suo ritorno sulla panchina del Cagliari, squadra che 35 anni prima lo aveva lanciato nel calcio professionistico, subentrando all'esonerato Fabio Liverani con la squadra rossoblù ferma al 14º posto in Serie B con 22 punti guadagnati in 18 partite. Grazie ad un bottino di 35 punti in 19 partite, la squadra conclude la stagione regolare al 5º posto, valido per la qualificazione ai play-off. Dopo aver eliminato il Venezia nel turno preliminare e il Parma in semifinale, Ranieri riporta il Cagliari in Serie A con la vittoria nella finale di ritorno per 0-1 allo Stadio San Nicola contro il Bari dopo che l'andata si era conclusa con il punteggio finita 1-1, ottenendo una nuova promozione a 33 anni di distanza dalla prima, ottenuta col Cagliari nella stagione 1989-1990. Commentatore Il 10 agosto 2011, in occasione della partita amichevole tra Italia e Spagna, ha esordito come commentatore e opinionista televisivo su Rai Sport. Nel 2021 invece è stato opinionista dell’Europeo per La giornalaccio rosa dello Sport. Riconoscimenti Il Cagliari lo ha inserito nella sua Hall of fame. L'Università degli Studi di Perugia gli ha conferito una laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche dello sport e delle attività motorie preventive ed adattate. Il Comune di Cagliari il 12 settembre 2023 a seguito della promozione in Serie A ottenuta nella stagione 2022-2023, nonché per i risultati ottenuti nella sua prima esperienza tre decenni prima, gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Palmarès Allenatore Club Competizioni interregionali Campionato Interregionale: 1 - Vigor Lamezia: 1986-1987 (girone I) Competizioni nazionali Campionato italiano Serie C1: 1 - Cagliari: 1988-1989 (girone B) Coppa Italia Serie C: 1 - Cagliari: 1988-1989 Campionato italiano di Serie B: 1 - Fiorentina: 1993-1994 Coppa Italia: 1 - Fiorentina: 1995-1996 Supercoppa italiana: 1 - Fiorentina: 1996 Coppa di Spagna: 1 - Valencia: 1998-1999 Ligue 2: 1 - Monaco: 2012-2013 Campionato inglese: 1 - Leicester City: 2015-2016 Competizioni internazionali Coppa Intertoto UEFA: 1 - Valencia: 1998 Supercoppa UEFA: 1 - Valencia: 2004 Individuale Premier League Manager of the Month: 5 - settembre 2003, marzo 2004, novembre 2015, marzo 2016, aprile 2016 L'allenatore dei sogni: 1 - 2008 Premio nazionale Andrea Fortunato al miglior allenatore: 1 - 2010 FA Premier League Manager of the Year: 1 - 2016 Premio Nazionale Enzo Bearzot: 1 - 2016 Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Allenatore italiano - 2016 Inserito tra le "Leggende del calcio" del Golden Foot - 2016 Allenatore dell'anno World Soccer: 1 - 2016 Miglior allenatore dell'anno giornalaccio rosa Sports Awards: 1 - 2016 The Best FIFA Men's Coach: 1 - 2016 Panchina d'oro speciale: 1 - 2016 Premio Gianni Brera allo sportivo dell'anno: 1 - 2016 Premio Gentleman Fair Play al miglior allenatore della Serie A: 1 - 2021 Onorificenze Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana — 20 maggio 2016 Palma d'oro al merito tecnico — 9 maggio 2016 Cittadinanza onoraria della città di Catanzaro — Catanzaro, 30 giugno 2016 Cittadinanza onoraria della città di Cagliari — Cagliari, 12 settembre 2023 Laurea honoris causa Scienze e Tecniche dello Sport e delle Attività Motorie Preventive e Adattate — Università degli Studi di Perugia, Perugia, 7 ottobre 2016 -
DAVIDE LANZAFAME ENRICO ZAMBRUNO, “HURRÀ JUVENTUS” DELL’AGOSTO 2010 La maglia della Juventus è la mia seconda pelle. Lo dice con convinzione e con un filo di emozione, Davide Lanzafame. La squadra di Delneri vuole mettere le ali? E allora lui è il giocatore giusto, uno che conosce qualsiasi angolo dell’emisfero bianconero, avendoci trascorso 14 anni prima di lasciare Torino, per Palermo, Bari e Parma. Ora però è tornato con un obiettivo preciso: imporsi nella squadra per la quale ha sempre tifato e giocato. Fascia destra o sinistra, pur di giocare si adatterebbe a tutto. Sulle corsie, fin dalle prime amichevoli, ha dimostrato di poter rendere al meglio. Avanti e indietro, senza fermarsi mai. Questo vuole mister Delneri. E Davide è pronto ad accontentarlo. – Cosa significa tornare alla Juventus? «Questa società è il massimo. Sono entusiasta di cominciare una nuova avventura perché mi sento maturo. Sono sincero: non me l’aspettavo, ma ora voglio sfruttare quest’opportunità. Indossare la maglia bianconera significa realizzare un sogno, l’inizio di un percorso che, spero, sia il più lungo possibile. Adesso sono in comproprietà con il Palermo e vorrei convincere la società a prendermi interamente. Dipenderà solo da me». – Quali sono state le tue prime sensazioni al ritiro di Pinzolo? «Ho notato subito la serietà e il lavoro, impeccabile, da parte di tutti. Prendo come esempi Alessandro Del Piero e Nicola Legrottaglie: nonostante la grande esperienza, sono sempre davanti al gruppo a tirare e non si risparmiano mai». – Dove può arrivare questa squadra? «Non possiamo ancora dirlo con certezza una stagione dipende da tante cose. La Juve è abituata a stare in certi palcoscenici e l’ultimo campionato non ha rispettato le aspettative. Vedo comunque la squadra nei primi tre posti». – Tu hai giocato 14 anni nel settore giovanile bianconero. Che ricordi hai? «Sono stati anni favolosi, mi hanno fatto crescere come calciatore e come persona. Ho sempre avuto un rapporto speciale con i miei compagni: è stata un’evoluzione di vita importante. Sono rimasto in ottimi rapporti con tanti miei compagni: da Bianco a Cuneaz, passando per Giovinco, Marchisio e De Ceglie, che ho ritrovato qui. Insieme abbiamo vinto tanto: uno scudetto con la Berretti e poi un campionato e una Coppa Italia con la Primavera, senza dimenticare il secondo posto al Torneo di Viareggio dove vinsi la classifica cannonieri». – Gigi Delneri, fin dalle prime amichevoli, ti ha dato molta fiducia. Che impressione ti ha fatto il mister? «Ottima. È un grande allenatore, gli piace lavorare sul campo. Ha portato nel gruppo, fin dal primo giorno, molto entusiasmo». – Quale tecnico, finora, ti ha dato di più? «Francesco Guidolin al Parma e Antonio Conte al Bari. Sono diversi, ma entrambi mi hanno insegnato molto». – Nella tua carriera hai giocato in diversi ruoli. In quale zona del campo ti trovi meglio? «Negli ultimi anni ho giocato sia come ala destra che sinistra, ma anche come seconda punta e trequartista. Sono un giocatore duttile. Ora voglio specializzarmi in un ruolo e l’esterno di centrocampo, non importa la fascia, è quello che sento più adatto a me». – Il Mondiale ha dato un’indicazione importante: i giovani, anche con poca esperienza, possono fare la differenza. Può essere il momento giusto anche per te? «Ogni storia è a sé. L’importante è farsi trovare pronti nel momento giusto e soprattutto bisogna saper aspettare. Sempre con umiltà». – Facciamo un passo indietro: il tuo primo calcio al pallone quando l’hai dato? «Nel Barcanova, una squadra di Torino nella quale mio papà era dirigente. A 6 anni poi sono andato alla Juventus e ho fatto tutta la trafila del settore giovanile, fino alla Primavera. Poi sono andato a Bari, in prestito, in comproprietà al Palermo, ancora al Bari, dove abbiamo ottenuto la promozione in Serie A e infine al Parma». – A Bari hai conosciuto, per la prima volta da vicino, il calcio professionistico. «Sono stati anni molto importanti per la mia carriera. La squadra pugliese ha creduto in me e mi ha lanciato. Sono stato fortunato, perché sia Materazzi sia Conte mi hanno sempre fatto giocare. Proprio quest’ultimo mi ha saputo valorizzare da esterno, gli devo molto». – La Serie A l’hai conosciuta prima a Palermo e poi a Parma, dove nell’ultima stagione hai realizzato 7 reti in 27 partite. Come giudichi la tua esperienza in Emilia? «Molto positiva. La società e l’allenatore hanno subito avuto fiducia in me c’erano tutte le componenti per fare bene. Un’annata di crescita che mi ha fatto conoscere la Serie A permettendomi di giocare contro i difensori più forti del campionato». – A proposito di difensori: i più forti che hai incontrato? «I più “scomodi” in assoluto sono Chiellini e Lucio. Per fortuna Giorgio quest’anno è dalla mia parte». – Il giocatore più forte con il quale hai giocato? «A parte i miei attuali compagni alla Juventus, dico Hernan Crespo. Ho giocato insieme a lui a Parma. Nonostante l’età avanzata, è un giocatore favoloso con un grande carisma». – Scegli il gol più bello della tua carriera fino ad ora. «Quello che segnai in un derby Primavera contro il Torino. Mi arrivò la palla da un lancio lungo e segnai al volo. Magari non è stato il più importante, però ci tengo molto per la bellezza del gesto». – Chi è Davide Lanzafame fuori dal campo? «Un ragazzo normale. Sono fidanzato, ho molti amici e mi piace stare con la famiglia e con i nipoti. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con i miei genitori. Non sono mai stati morbosi: mi hanno sempre dato consigli molto equilibrati». – Mettiamo da parte il calcio. Quali sono gli sport che preferisci? «Mi piacciono molto tennis, basket e pallavolo». – I tifosi della Juventus si aspettano molto da te. Vuoi mandare loro un messaggio? «Garantisco massimo impegno e massima serietà, che sono alla base di tutto. Solo così potrò raggiungere risultati importanti. Ho una grande voglia di fare bene». – Cosa significa avere un Agnelli presidente? «Noi calciatori ne siamo orgogliosi. Questa famiglia ha fatto la storia della Juventus». 〰.〰.〰 Nato a Torino, il 9 febbraio 1987, muove i primi passi nella squadra dilettantistica del Barcanova, in cui suo padre era uno dei dirigenti: «Avevo 5 anni quando mio fratello mi iscrisse in una scuola calcio della città: l’U.S. Barcanova. Giocavo sempre in avanti, un po’ per scelta un po’ perché l’allenatore probabilmente vedeva in me doti da attaccante, sempre che si ritenga possibile intravedere il futuro di un calciatore nei piedi di un bambino di 5 anni! A ogni modo ogni sabato mi accompagnavano al piccolo campetto di terra per gli allenamenti. Ricordo che, al ritorno da scuola, facevo i compiti velocemente per correre a giocare. Poi arrivò il sogno: la Juventus. Feci un provino di fronte a una schiera di osservatori bianconeri che, dopo vari allenamenti mi richiamarono per darmi la notizia che tutti i ragazzi di quell’età vorrebbero ricevere nella vita: “Sei stato inserito nella rosa dei Pulcini della Juventus”. Riecheggiano ancora nella mente quelle parole. Era la realizzazione di un sogno, la festa di una vita, io e il calcio!». Con le formazioni giovanili vince tutto: «Con la Juventus sfioro il titolo italiano della categoria Giovanissimi Nazionali perdendo la finale ai rigori contro l’Atalanta (grazie alle prodezze del portiere bergamasco Consigli). Ricordo la finale in cui conquisto il titolo del Campionato Italiano Berretti contro l’Inter davanti agli occhi di Massimo Moratti: feci i due gol che ci portarono alla vittoria. Passai in Primavera: un’annata indimenticabile! Divento Campione d’Italia Primavera contro la Fiorentina non giocando moltissimo (essendo di un anno più piccolo rispetto ai miei compagni) ma l’anno successivo è quello della consacrazione in quanto segno 30 gol in campionato e conquisto la Coppa Italia Primavera sempre da protagonista, e sempre nello stesso anno conquisto il titolo di capocannoniere con 7 gol al Torneo di Viareggio. È un grande orgoglio per me poter scrivere che fu mio il gol della vittoria». Esordisce in prima squadra il 3 giugno 2007, nella partita tra Juventus e Bari, penultima giornata del campionato di Serie, giocata nel capoluogo pugliese e terminata con la vittoria della squadra di casa per 1-0. Proprio alla società barese è ceduto in prestito per la stagione successiva. Dopo un lungo girovagare, veste nuovamente la maglia bianconera il 29 luglio 2010, in Shamrock Rovers-Juve, nell’andata del terzo turno preliminare di Europa League. A causa dello scarso utilizzo in bianconero (3 presenze in campionato e 6 in Europa League comprese 4 apparizioni nei turni preliminari), il 4 gennaio 2011 si trasferisce in prestito al Brescia, terminando così la sua tribolata avventura in bianconero. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/08/davide-lanzafame.html
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DAVIDE LANZAFAME https://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Lanzafame Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 09.02.1987 Ruolo: Centrocampista/Attaccante Altezza: 180 cm Peso: 75 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: Lanciafiamme Alla Juventus dal 2006 al 2007 e dal 2010-2011 Esordio: 03.06.2007 - Serie B - Bari-Juventus 1-0 Ultima partita: 01.12.2010 - Europa League - Lech Poznan-Juventus 1-1 10 presenze - 0 reti 1 campionato di serie B Davide Lanzafame (Torino, 9 febbraio 1987) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o attaccante. Prodotto del vivaio della Juventus, ha vinto due campionati ungheresi con le maglie di Honvéd (2016-17) e Ferencváros (2018-19); del campionato magiaro è stato inoltre per due volte consecutive capocannoniere (2017-18 e 2018-19). In precedenza, aveva vinto due campionati italiani di Serie B con Juventus (2006-07) e Bari (2008-09). Davide Lanzafame Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Centrocampista, attaccante Termine carriera 9 febbraio 2022 Carriera Giovanili 1992-1993 Barcanova 1993-2007 Juventus Squadre di club 2006-2007 Juventus 1 (0) 2007-2008 → Bari 37 (10) 2008-2009 Palermo 9 (0) 2009 → Bari 18 (2) 2009-2010 → Parma 27 (7) 2010-2011 Juventus 9 (0) 2011 → Brescia 13 (0) 2011-2012 Catania 11 (1) 2012-2013 → Grosseto 16 (2) 2013 → Honvéd 10 (5) 2013 Catania 0 (0) 2014-2016 Perugia 39 (1) 2016 Novara 13 (0) 2016-2018 Honvéd 57 (29) 2018-2019 Ferencváros 28 (16) 2019-2020 → Honvéd 21 (11) 2020-2021 Adana Demirspor 9 (1) 2021-2022 L.R. Vicenza 15 (2) Nazionale 2007 Italia U-20 1 (0) 2008 Italia olimpica 4 (1) 2008 Italia U-21 3 (0) Palmarès Torneo di Tolone Oro Tolone 2008 Biografia È nato a Torino da madre torinese e padre siciliano. Ha un fratello, Giovanni, che gli fa da procuratore. Nell'agosto 2012 viene iscritto, insieme ad altri suoi ex compagni del Bari, nel registro degli indagati dalla Procura di Bari per frode sportiva in riguardo ad alcune partite del Bari truccate in passato. Il 6 giugno 2013 viene deferito alla commissione disciplinare per la partita Bari-Treviso 0-1 del 2007-2008 e per omessa denuncia di Salernitana-Bari 3-2 del 2008-2009: secondo l'accusa in entrambi i casi avrebbe ricevuto soldi per perdere la partita. Il successivo 5 luglio, nell'ambito del filone Bari-bis sul calcioscommesse, il calciatore patteggia una pena a un 1 anno e 4 mesi di squalifica. L'11 dicembre patteggia la pena con 1 mese di reclusione. Caratteristiche tecniche Di ruolo di ala destra, dispone di buona esplosività nelle gambe, velocità di base e senso del gol. Carriera Club Muove i primi passi nella squadra dilettantistica del Barcanova, della quale suo padre era un dirigente. In seguito suo fratello maggiore Giovanni lo convince a sostenere un provino prima col il Torino, con esito negativo, e poco dopo con la Juventus, che invece lo tessera e di cui rimane un giocatore per quattordici anni. Con le formazioni giovanili vince in totale un Campionato Berretti, un Campionato Primavera, una Coppa Italia Primavera, una Supercoppa italiana Primavera e un Torneo di Viareggio, nel quale fu il capocannoniere della squadra. Esordisce in prima squadra il 3 giugno 2007, nella partita tra Juventus e Bari, penultima giornata del torneo di Serie B 2006-2007, giocata nel capoluogo pugliese e terminata con la vittoria della squadra di casa (1-0); tale presenza gli permette di fregiarsi, assieme al resto della rosa bianconera, della vittoria di quel campionato cadetto. Bari e Palermo Proprio alla società barese viene ceduto in prestito per la stagione 2007-2008. Nella stagione giocata in Puglia si rivela uomo-gol, arrivando prima del termine della stagione in doppia cifra, giocando come centravanti, seconda punta o esterno offensivo. In questa posizione viene impiegato da Giuseppe Materazzi, mentre con Antonio Conte torna a giocare nella posizione di ala. Durante il campionato, disputato in maniera positiva, è stato autore di reti decisive che hanno permesso al Bari la permanenza in Serie B. Il 30 maggio 2008 viene data la notizia del suo trasferimento al Palermo nell'ambito dell'operazione che ha portato Amauri alla Juventus, ma l'annuncio ufficiale è dato solamente il 1º luglio, in quanto, fino al giorno precedente, era sotto contratto con il Bari, squadra nella quale militava in prestito dalla formazione bianconera. Dopo aver esercitato la contro-opzione sul suo cartellino con i pugliesi, viene ceduto a titolo definitivo per 5 milioni di euro al Palermo, per poi prendere metà cartellino per 2,5 milioni. Coi rosanero firma un contratto da 400 000 euro a stagione. Esordisce in Serie A il 30 agosto nella gara esterna contro l'Udinese, persa 3-1. Il 26 dicembre dello stesso anno, il Bari ufficializza il suo ritorno in maglia biancorossa durante la sessione di mercato invernale, scelta fatta dal giocatore per tornare a giocare con continuità. La formula è quella del prestito secco, con l'avallo della Juventus comproprietaria del cartellino. Con i pugliesi vince il campionato cadetto 2008-2009. A fine stagione Palermo e Juventus, proprietarie del suo cartellino, decidono di rinnovare ancora per un anno la compartecipazione. Parma e Juventus Tornato quindi al Palermo per fine prestito, il 13 luglio 2009 passa con la stessa formula al Parma. Segna la prima rete con la nuova maglia alla nona presenza, l'8 novembre, in Parma-Chievo (2-0), per poi ripetersi nella giornata successiva, realizzando il gol decisivo del 2-3 nella vittoriosa trasferta di Firenze contro la Fiorentina. Il 9 maggio 2010, in Juventus-Parma (2-3) della 37ª giornata di campionato, segna la sua prima doppietta in Serie A, proprio contro la squadra in cui è cresciuto. Sette giorni dopo mette a segno un'altra doppietta, ovvero la sua settima e ultima rete in campionato, all'ultima giornata contro il Livorno. Finito il prestito al Parma, il 25 giugno 2010 Palermo e Juventus, proprietarie ciascuna di mezzo cartellino del giocatore, si accordano per il rinnovo della comproprietà e per il passaggio alla squadra di Torino. Esordisce nuovamente in bianconero, con la sua seconda presenza in assoluto, il 29 luglio 2010 in Shamrock Rovers-Juventus (0-2), nell'andata del terzo turno preliminare di Europa League, giocata da titolare (esordio assoluto nelle coppe europee per lui). Brescia e Catania A causa dello scarso utilizzo in bianconero (3 presenze in campionato e 6 in Europa League, comprese 4 apparizioni nei turni preliminari), il 4 gennaio 2011 si trasferisce in prestito al Brescia, che gli corrisponde la totalità dell'ingaggio. Esordisce con le rondinelle già due giorni dopo, in Brescia-Cesena (1-2), entrando al 47' del primo tempo al posto di Alessandro Diamanti. Il 22 gennaio 2011, alla quarta presenza col Brescia, gioca per la prima volta da titolare, nella trasferta in casa del Palermo (sconfitta per 1-0), sua ex squadra. Chiude discretamente la stagione con le rondinelle con 13 presenze. Il 24 giugno 2011 Palermo e Juventus non fanno alcuna offerta per il suo cartellino, così la compartecipazione viene risolta dalla società siciliana. Non rientrando nei piani tecnici della società, che non lo convoca per il ritiro estivo, il 10 agosto 2011 viene ufficializzato il suo passaggio in compartecipazione al Catania nell'ambito della trattativa che ha portato Matías Silvestre al Palermo: metà del suo cartellino è stata valutata un milione di euro. Il giocatore si allenava già da qualche giorno coi rossazzurri; il contratto presso la Lega Calcio è stato depositato due giorni dopo. Esordisce in maglia rossazzurra il 21 agosto in Catania-Brescia (2-1) del terzo turno di Coppa Italia, giocando titolare e uscendo al 62' per far posto ad Andrea Catellani. Segna il primo gol con la maglia del Catania il 29 novembre 2011 nella gara valevole per il quarto turno di Coppa Italia contro il Novara, segnando il gol del momentaneo 1-0 nella partita poi vinta per 3-2 dagli ospiti. Il 22 giugno 2012, termine ultimo per la risoluzione delle compartecipazioni, il Palermo non fa nessuna offerta per il cartellino del giocatore, che da regolamento rimane nella squadra che lo ha tesserato per ultimo, il Catania. Grosseto e Honvéd Il 10 settembre 2012, grazie a una proroga concessa al Grosseto per le operazioni di calciomercato, passa in prestito alla società toscana. Esordisce in campionato alla quarta giornata contro il Crotone, giocando titolare e venendo sostituito al 52' da Valerio Foglio. Segna la sua prima rete con i toscani il 6 ottobre nella sconfitta interna contro il Sassuolo (1-2), andando a segno con una mezza rovesciata dal limite dell'area. Il 29 gennaio 2013, dopo 16 presenze e 2 reti, torna al Catania che lo gira subito in prestito agli ungheresi dell'Honvéd. Fa il suo esordio con il club magiaro il 3 marzo in occasione della diciottesima giornata di campionato persa per 4-0 contro il Videoton, segna la sua prima rete in campionato il 12 aprile nella sfida interna contro il Kaposvár servendo prima l'assist dell'1-1 al 60' e poi completando la rimonta segnando sette minuti dopo consegnando così la vittoria alla sua squadra. Il 28 aprile 2013, durante la 25ª giornata di campionato nella partita disputata contro il Pécsi, in seguito a un litigio con il compagno Leandro Martínez su chi dovesse tra i due battere un calcio di rigore, viene ammonito per la seconda volta e quindi espulso. Chiude l'esperienza ungherese con 5 gol segnati in 10 presenze, condite con 5 assist. La squalifica, Perugia e Novara Il 30 giugno 2013 per fine prestito torna al Catania, ma data la squalifica di un anno e quattro mesi comminatagli il 5 luglio per il calcioscommesse, non si aggrega al ritiro dei giocatori rossoazzurri; successivamente, non allenandosi col Catania, ha assunto un preparatore atletico allenandosi sia per conto proprio sia con una squadra dilettantistica. L'8 ottobre seguente lascia Catania rescindendo consensualmente il contratto che lo legava agli etnei. Il 12 agosto 2014, da svincolato e nonostante fosse ancora squalificato fino a novembre, si accorda con il Perugia, neopromosso in Serie B. Con la squadra umbra raggiunge a fine stagione i play-off, persi al turno preliminare contro il Pescara. L'anno seguente colleziona altre 17 presenze con gli umbri fino al 21 gennaio 2016, quando nella sessione invernale di calciomercato passa al Novara. Esordisce con i piemontesi due giorni dopo, nella sconfitta interna per 0-1 contro il Crotone, subentrando al 70' al posto di Pablo Gonzalez. Segna la sua prima e unica rete con la maglia gaudenziana nell'ultima partita dei play-off, la trasferta persa 2-4 contro il Pescara. Ritorno in Ungheria, Adana Demirspor e L.R. Vicenza Il 25 agosto 2016 lascia Novara per far ritorno dopo tre anni ai magiari dell'Honvéd. Fa il suo secondo esordio coi rossoneri il 10 settembre, all'ottava giornata di campionato, fornendo l'assist della rete che sblocca il risultato, nel 3-1 a favore del Mezőkövesd-Zsóry. Segna il suo primo gol stagionale otto giorni dopo, nel derby cittadino contro l'MTK Budapest, trasformando il rigore del 2-0 nella partita che finirà poi 5-0 per la sua squadra. Il 27 maggio dopo aver vinto lo scontro al vertice 1-0 con il Videoton si laurea insieme al resto della squadra campione d'Ungheria concludendo il campionato con 25 presenze e 11 reti, 12 considerando tutte le competizioni, migliorando dunque il suo record personale fermo a 11 marcature stagionali. La stagione successiva vede il debutto in Champions League, dove riesce anche a segnare le sue prime reti in una competizione europea. Al termine dell'annata ottiene la qualificazione all'Europa League, classificandosi al quarto posto in campionato, segnando 18 reti in 32 presenze di campionato, laureandosi primo capocannoniere italiano nella massima serie magiara. L'intera stagione viene chiusa con 41 presenze (mai così tante in carriera) e 22 gol complessivi (altro record personale). Il 1º luglio 2018 viene ceduto ai rivali del Ferencváros per 700 000 euro. Il 27 aprile 2019 si laurea campione d'Ungheria per la seconda volta in carriera, nella partita proprio contro l'Honvéd, sua ex squadra e vince per la seconda volta di fila il titolo di capocannoniere, mettendo a referto 16 gol. Il 12 agosto 2019, dopo una sola stagione al Ferencváros, fa ritorno all'Honvéd in prestito. Nell'agosto del 2020 accetta l'offerta dell'Adana Demirspor, club militante nella seconda divisione turca, dove rimane fino al gennaio 2021, quando rescinde il proprio contratto con la squadra azzurroblù. Il 1º febbraio 2021 torna quindi in Italia, accasandosi da svincolato al L.R. Vicenza, in Serie B. Otto giorni dopo segna la sua prima rete in maglia biancorossa, in occasione della partita casalinga persa 1-2 contro il Monza. Rimane a Vicenza fino al gennaio 2022, quando risolve il proprio contratto con la società berica. Nazionale Il commissario tecnico della nazionale Under-21, Pierluigi Casiraghi, lo ha convocato per la prima volta per la partita contro l'Azerbaigian del 25 marzo 2008 valida per le qualificazioni agli Europei di categoria; ma l'esordio sul campo avviene il 21 maggio con la nazionale olimpica, entrando nel secondo tempo di Italia-Costa d'Avorio (2-0), partita del Torneo di Tolone, manifestazione amichevole in preparazione al torneo olimpico di Pechino 2008. Due giorni dopo segna il suo primo gol con la maglia degli azzurrini, contro la Turchia. Dopo le positive apparizioni con l'olimpica, il 5 settembre 2008 esordisce con l'Under-21, a Castel di Sangro, entrando nel secondo tempo di Italia-Grecia (1-1), partita valida per la qualificazione agli Europei Under-21 del 2009. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2006-2007 Competizioni nazionali Campionato italiano di Serie B: 2 - Juventus: 2006-2007 - Bari: 2008-2009 Campionato ungherese: 2 - Honvéd: 2016-2017 - Ferencváros: 2018-2019 Coppa d'Ungheria: 1 - Honvéd: 2019-2020 Nazionale Torneo di Tolone: 1 - 2008 Individuale Capocannoniere del Torneo di Viareggio: 1 - 2007 (7 gol) Capocannoniere del campionato ungherese: 2 - 2017-2018 (18 gol), 2018-2019 (16 gol, a pari merito con Filip Holender) Calciatore dell'anno del campionato ungherese: 1 - 2017-2018
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SEBASTIAN GIOVINCO https://it.wikipedia.org/wiki/Sebastian_Giovinco Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 26.01.1987 Ruolo: Attaccante Altezza: 160 cm Peso: 61 kg Nazionale Italiano Soprannome: La Formica Atomica Alla Juventus 2006-2007, dal 2008 al 2010 e dal 2012 al 2015 Esordio: 12.05.2007 - Serie B - Juventus-Bologna 3-1 Ultima partita: 18.01.2015 - Serie A - Juventus-Verona 4-0 132 presenze - 20 reti 2 scudetti 2 supercoppe italiane 1 campionato di serie B Sebastian Giovinco (Torino, 26 gennaio 1987) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante o centrocampista. Durante la sua carriera ha vestito le maglie di Juventus, Empoli, Parma, Toronto FC, Al-Hilal e Sampdoria, vincendo due campionati italiani (2013 e 2014), due Supercoppe italiane (2012 e 2013) e un campionato di Serie B (2007) con la maglia bianconera; un titolo MLS (2017) e tre Canadian Championship (2016, 2017 e 2018) con il Toronto FC, oltre ad aver ottenuto diversi riconoscimenti individuali, tra cui quello di miglior giocatore e capocannoniere. Nella stagione 2019-2020 conquista prima la AFC Champions League, primo titolo continentale in carriera, e poi due campionati consecutivi ed una coppa nazionale con l'Al Hilal. Ha fatto parte della nazionale olimpica, con cui nel 2008 ha dapprima vinto il Torneo di Tolone e poi partecipato ai Giochi di Pechino 2008. In azzurro è stato semifinalista all'Europeo Under-21 di Svezia 2009, finalista al campionato d'Europa 2012 e terzo classificato alla Confederations Cup di Brasile 2013. Sebastian Giovinco Giovinco in azione al Toronto FC nel 2015 Nazionalità Italia Altezza 160 cm Peso 61 kg Calcio Ruolo Attaccante, centrocampista Termine carriera 22 settembre 2022 Carriera Giovanili 1996-2007 Juventus Squadre di club 2006-2007 Juventus 3 (0) 2007-2008 → Empoli 35 (6) 2008-2010 Juventus 46 (4) 2010-2012 Parma 66 (22) 2012-2015 Juventus 83 (16) 2015-2019 Toronto FC 114 (68) 2019-2021 Al-Hilal 57 (12) 2022 Sampdoria 2 (0) Nazionale 2003 Italia U-16 7 (4) 2003-2004 Italia U-17 7 (1) 2005 Italia U-18 4 (1) 2006 Italia U-19 1 (1) 2006-2007 Italia U-20 4 (0) 2007-2009 Italia U-21 20 (1) 2008 Italia olimpica 10 (3) 2011-2015 Italia 23 (1) Palmarès Europei di calcio Argento Polonia-Ucraina 2012 Confederations Cup Bronzo Brasile 2013 Torneo di Tolone Oro Tolone 2008 Europei di calcio Under-21 Bronzo Svezia 2009 Biografia Nasce a Torino da genitori di origine meridionale (madre di Catanzaro e padre di Bisacquino, in provincia di Palermo). Il fratello minore, Giuseppe, è anch'egli un calciatore. Vive fin dalla nascita a Beinasco, comune della prima cintura torinese. È legato alla compagna Sharj, ragazza di origini argentine, ma cresciuta in Italia. La coppia ha due figli. Caratteristiche tecniche Sebbene sia nato come trequartista, una volta al Parma incomincia a essere impiegato saltuariamente anche come seconda punta, sotto la guida di Franco Colomba; è anche stato impiegato come esterno in un tridente d'attacco su entrambe le fasce. Dopo il passaggio al Toronto FC, è stato schierato anche da prima punta, grazie alle sue doti realizzative. Fantasista, dalla statura bassa e dal fisico minuto – da cui nasce il suo soprannome Formica atomica –, è dotato di grande tecnica, agilità e velocità palla al piede; è inoltre molto abile nel dribbling, nelle triangolazioni strette e nel fornire assist per i compagni grazie alla sua visione di gioco. Ha anche ottime doti sui calci da fermo, grazie alle quali ha segnato molte delle sue reti ed è in grado di calciare con entrambi i piedi. Carriera Club Juventus Giovinco con la squadra Primavera della Juventus durante la finale della Wojtyła Cup 2005. Dopo un paio di stagioni nel San Giorgio Azzurri '86, entrò nel vivaio della Juventus, con la quale ha fatto tutta la trafila delle formazioni giovanili, vincendo tra il 2005 e il 2006 il Torneo di Viareggio e il Campionato Primavera – alla fine del quale verrà premiato dal Guerin Sportivo quale miglior giocatore della fase finale del torneo. Nella stagione 2006-2007 continuò a giocare nelle giovanili bianconere conquistando con i propri compagni la Supercoppa e la Coppa Italia Primavera. Il 12 maggio 2007, a 20 anni, esordì in Serie B con la prima squadra nel corso della partita Juventus-Bologna: subentrato a Raffaele Palladino, in quell'occasione Giovinco si rese autore dell'assist a Trezeguet per la rete del definitivo 3-1 in favore della squadra torinese. Empoli Circa un mese più tardi, il 4 luglio 2007, venne ceduto in prestito all'Empoli nell'ambito dell'operazione che portò Sergio Bernardo Almirón alla Juventus. L'esordio in Serie A è datato 26 agosto 2007: il tecnico empolese Luigi Cagni lo mandò in campo per l'ultima mezz'ora di gioco della partita contro la Fiorentina, valida per la prima giornata. Il 30 settembre seguente realizzò la prima rete in carriera nella massima serie, più precisamente il secondo dei tre gol con cui l'Empoli si impose in casa per 3-1 sul Palermo. Il 4 ottobre fece il suo esordio ufficiale in campo europeo, in occasione della partita di ritorno del primo turno di Coppa UEFA contro lo Zurigo, persa in trasferta per 3-0. Chiuse la prima stagione in Serie A con 6 gol all'attivo in 35 partite, aggiudicandosi il Premio Leone d'Argento, assegnato, unitamente a un voto attraverso internet, da una giuria tecnica composta da giornalisti e rappresentanti del tifo empolese. La squadra toscana, classificatasi al diciottesimo posto finale, retrocesse però in Serie B. Primo ritorno alla Juventus Giovinco con la prima squadra juventina nel campionato 2008-2009. Il 26 giugno 2008 la Juventus esercitò la propria opzione sul suo cartellino richiamandolo tra le sue file. Giovinco disputò la prima partita stagionale in bianconero il 26 agosto, nella gara di ritorno del terzo turno preliminare di Champions League contro l'Artmedia, mentre in Serie A esordì poco meno di un mese dopo, il 24 settembre, contro il Catania. Il 30 settembre giocò la prima gara da titolare in Champions League contro il BATE Borisov, fornendo due assist per le reti di Iaquinta, mentre il 7 dicembre realizzò il primo gol stagionale nel match contro il Lecce, segnando su calcio di punizione il gol del momentaneo 1-0. Chiuse la prima stagione con la Juventus avendo totalizzato 3 reti in 27 presenze. La stagione 2009-2010, durante la quale sulla panchina juventina si alternano Ciro Ferrara e Alberto Zaccheroni, per Giovinco non è come la precedente: la concorrenza del neoacquisto Diego si traduce in diverse esclusioni dall'undici titolare, situazione a cui si aggiungono frequenti infortuni e che, complessivamente, gli fa mettere a referto solo 19 presenze e un gol. Al termine di questa difficile annata palesa pubblicamente il suo malcontento, lasciando intendere la volontà di lasciare Torino per poter giocare con maggiore continuità. Parma Il 5 agosto 2010 passa al Parma in prestito oneroso per un milione di euro, con diritto di riscatto per la metà del cartellino fissato a 3 milioni. Esordisce con la nuova maglia in Parma-Brescia il 29 agosto 2010, prima giornata del campionato 2010-2011, terminata 2-0 per gli emiliani: nell'occasione è autore dell'assist che porta Valeri Božinov a realizzare il gol dell'1-0. Nella gara seguente, persa 2-1 a Catania, realizza la prima rete in maglia gialloblù con un calcio di punizione. Il 6 gennaio 2011 segna una doppietta alla sua ex squadra, la Juventus. La sua stagione prosegue positivamente e terminerà con 30 presenze e 7 gol. Il 22 giugno 2011 il Parma esercita l'opzione di riscatto per la metà del cartellino del giocatore. L'11 settembre torna a segnare contro la Juventus nella seconda giornata di campionato a Torino, dove realizza su rigore la rete nella sconfitta per 4-1. Nella giornata successiva, in occasione di Parma-Chievo mette a segno una doppietta, facendo prevalere la squadra emiliana per 2-1. A fine stagione è il capocannoniere della squadra con 15 gol. Chiude la sua esperienza emiliana con 22 marcature in 66 partite. La Juventus, squadra detentrice dell'altra metà del cartellino del giocatore, lo richiama poi alla base. Secondo ritorno alla Juventus Giovinco in maglia juventina nella stagione 2012-2013. Il 21 giugno 2012 la Juventus riscatta la metà del cartellino del giocatore, versando nelle casse dei ducali 11 milioni di euro. Gli è assegnata la maglia numero 12. L'11 agosto fa il suo secondo esordio con la maglia della Juventus, a Pechino, in Supercoppa italiana dove la Juventus supera il Napoli per 4 a 2 dopo i tempi supplementari. Segna i suoi primi 2 gol in questo campionato alla seconda giornata contro l'Udinese, terminata 4-1 per la Juventus. Il 7 novembre successivo segna la prima rete in Champions League, nella gara interna contro i danesi del Nordsjælland, terminata 4-0. Alla prima di Coppa Italia, contro il Cagliari, segna la sua prima rete stagionale nella competizione, decidendo l'incontro per 1-0 e sancendo il passaggio della Juventus ai quarti di finale. Curiosamente, la rete arriva in data 12/12/12, è la 12ª in maglia bianconera, è stata segnata al 12' della ripresa e indossando la maglia numero 12. Il 9 gennaio 2013 in Coppa Italia ai quarti di finale contro il Milan (2-1), mette a segno il suo decimo gol stagionale, il suo primo su punizione dopo il ritorno alla Juventus. Il 5 maggio successivo, grazie alla vittoria casalinga della Juventus sul Palermo per 1-0, vince – con tre giornate d'anticipo – il primo scudetto personale. Nella stagione 2013-2014 segna la sua prima rete il 6 ottobre 2013 nella partita vinta 3-2 contro il Milan: questo è un gol particolare poiché il pallone dopo essere stato calciato buca la rete. Conclude la stagione con 17 presenze e due gol. Toronto Nel gennaio 2015 si accorda con il Toronto FC in vista di un suo prossimo approdo in Nordamerica al termine della stagione 2014-2015; il successivo 2 febbraio risolve anticipatamente il legame con la Juventus in modo da aggregarsi subito al club canadese, prima dell'inizio della Major League Soccer 2015. Il contratto con il Toronto prevede uno stipendio totale di 7 milioni di dollari, cifra che ne fa, all'epoca, il calciatore più pagato del massimo campionato nordamericano. Giovinco al Toronto FC nel 2015. Nelle prime 12 partite segna 7 gol, fornisce 6 assist, è primo per tiri (61) e conclusioni in porta (28), entrando nella storia ventennale della MLS e venendo premiato per due volte come "calciatore della settimana" a giugno. Nel luglio del 2015 segna una tripletta contro il New York City, sbagliando anche un rigore; alla fine del mese, viene eletto il miglior giocatore del mese della MLS. Il 6 agosto segna una seconda tripletta nella vittoria casalinga contro l'Orlando City (4-1), stabilendo, con 16 gol, il nuovo record assoluto per un giocatore del Toronto nella stagione regolare della MLS; il record precedente apparteneva a Dwayne De Rosario. Segna uno dei suoi tre gol su calcio di punizione, che viene eletto il miglior gol della settimana. Il 26 settembre, nella vittoria casalinga contro il Chicago Fire (3-2), batte il record di gol più assist nella stessa stagione, salendo a quota 35 punti, con 20 reti e 15 assist, superando il precedente primato di 34 punti di Chris Wondolowski, realizzato nel 2012; nella medesima partita, diventa anche il primo giocatore nella storia della MLS ad aver segnato almeno 20 gol e fornito almeno 10 assist in una singola stagione. Il 14 ottobre entra dalla panchina e segna il gol decisivo nella vittoria casalinga contro il N.Y. Red Bulls (2-1), che assicura la partecipazione del Toronto FC ai playoff per la prima volta da quando si è affiliato alla MLS nel 2007. A fine stagione, si laurea capocannoniere della stagione con 22 gol, a pari merito con Kei Kamara, risultando anche il miglior assist-man del campionato con 16 assist. Il 29 ottobre, il Toronto viene eliminato al primo turno dei playoff, dopo la sconfitta esterna per 3-0 contro il Montréal Impact. Nel corso della sua prima stagione nel campionato americano, è votato per tre volte giocatore della settimana (alla 13ª, 14ª e 19ª giornata), in due occasioni giocatore del mese della MLS (a luglio e ad agosto) e inoltre il suo gol del parziale 3-1 segnato al volo contro il Columbus Crew il 26 luglio e che dà il via alla rimonta verso il 3-3 finale, è votato rete della settimana. Il 25 ottobre seguente, vince l'MLS Golden Boot, inoltre diviene il primo giocatore nella storia della Major League Soccer a vincere sia il titolo di miglior marcatore sia quello di miglior assist-man. Il 23 novembre viene premiato come miglior esordiente della stagione 2015 del campionato statunitense e il 2 dicembre seguente è premiato come giocatore dell'anno della MLS. Il 6 marzo 2016, al primo turno della stagione 2016, Giovinco segna prima un gol su rigore e poi fornisce un assist per il compagno di squadra Marco Delgado nella vittoria esterna per 2-0 sul New York Red Bull. Il 23 aprile, la sua doppietta nella vittoria esterna per 2-0 nel derby canadese contro il Montréal Impact gli permette di eguagliare il record di reti segnate nella MLS con la maglia del Toronto di Dwayne De Rosario (28). Termina la sua seconda stagione in MLS con 21 reti e 15 assist in 34 giornate di campionato, compresi i play-off, segnando tre triplette contro D.C. United (4-1), N.E. Revolution (4-1) e New York City (0-5). È il terzo marcatore e il secondo miglior assist-man del campionato 2016. Il Toronto raggiunge la finale di MLS Cup il 10 dicembre 2016, perdendola contro i Seattle Sounders ai calci di rigore dopo un pareggio a reti inviolate. Il 9 dicembre 2017, in una rivincita della finale dell'anno precedente al BMO Field, Toronto ha sconfitto Seattle 2-0 nella MLS Cup 2017, ed è diventata la prima squadra MLS a completare treble con la loro vittoria, così come la prima squadra canadese a vincere la MLS Cup; Giovinco è stato coinvolto in entrambi i gol, e ha dato il passaggio finale al marcatore Jozy Altidore per l'apertura. Il Toronto, anche grazie al contributo di Giovinco, si guadagna un posto in finale di CONCACAF Champions League contro il Guadalajara, ma nella partita di ritorno il 25 aprile 2018, dove Giovinco segna due gol, il primo al 44º e il secondo ai calci di rigore, il Toronto perde 4-2, benché Giovinco ottenga il premio di miglior giocatore del torneo e finisca al primo posto nella classifica marcatori con un totale di quattro reti, a pari merito col compagno di squadra Jonathan Osorio. Complessivamente in quattro anni mette insieme 141 presenze e 83 gol. Al-Hilal Il 30 gennaio 2019 si trasferisce all'Al-Hilal, in Arabia Saudita per 875.000 euro. Esordisce con gli Al-Zaʿīm il 23 febbraio seguente nella vittoria per 4-1 contro l'Al-Qadisiya, nella quale segna anche il suo primo gol. Il 5 marzo arriva l'esordio in AFC Champions League nella vittoria esterna contro l'Al-Ain. Il primo aprile 2019 esordisce in Coppa del Re dei Campioni nella sconfitta ai tempi supplementari per 2-3 contro l'Al-Ettifaq. Giovinco con l'Al-Hilal nel 2019. Il 23 aprile segna il suo primo gol in AFC Champions League; contro gli iraniani del Esteghlal, diventando il primo calciatore europeo a segnare in tre Champions League di tre confederazioni diverse, nel suo caso europea, asiatica e nordamericana, eguagliando il record che apparteneva a Diego Alonso e a Ricardo Oliveira. Il 24 novembre conquista il primo titolo continentale della carriera giocando da titolare entrambe la partite della finale di AFC Champions League 2019, fornendo l’assist dell'1-0 nella finale di ritorno a Al-Dossari. Complessivamente nella manifestazione ha giocato tredici partite segnando due reti e fornendo quattro passaggi vincenti. Viene convocato per il Mondiale per club in cui disputa due partite; la semifinale contro il Flamengo persa 3-1 e la finale per il terzo posto contro il Monterrey persa ai rigori. Il 29 agosto, con la vittoria sull'Al-Hazm in casa per 4-1, conquista il suo primo campionato saudita. Sempre nel 2020 vince la Coppa del Re dei Campioni mentre nel 2020-2021 bissa il successo in campionato segnando tuttavia solo un gol in questa stagione in Champions. Il 20 agosto 2021 dopo la rescissione consensuale rimane svincolato dal club saudita con cui ha conquistato quattro trofei e collezionato 83 presenze e segnato 16 reti. Sampdoria Il 9 febbraio 2022 fa ritorno in Italia firmando un contratto sino al termine della stagione con la Sampdoria. L'esordio con i blucerchiati avviene il 5 marzo successivo, in occasione della partita in casa dell'Udinese, subentrando al 77' a Stefano Sensi, tornando così a giocare nella massima serie italiana dopo oltre 7 anni; tuttavia saranno solo 37 i minuti giocati in due partite di Serie A, complice un infortunio e il progressivo allontanamento dal gruppo squadra. Si ritira dal calcio giocato al termine della stagione, all'età di 35 anni. Nazionale Ha vestito la maglia delle nazionali giovanili dall'Under-16 fino alla nazionale olimpica. Il 1º giugno 2007 esordisce nella nazionale Under-21 allenata da Pierluigi Casiraghi, giocando da titolare nella gara contro l'Albania valida per la prima giornata di qualificazioni all'Europeo 2009. Giovinco con la maglia della nazionale italiana nel 2012. Nel maggio del 2008 viene convocato in nazionale olimpica per partecipare al Torneo di Tolone, durante il quale totalizza 5 presenze e 2 reti venendo premiato come miglior giocatore. Nel luglio successivo partecipa ai Giochi olimpici di Pechino, disputando quattro partite e realizzando una rete all'esordio contro l'Honduras. L'anno dopo partecipa all'Europeo Under-21 in Svezia, che vede l'Italia essere eliminata in semifinale dalla Germania. Con questa partita, che lo aveva visto tra i migliori in campo, si chiude il suo ciclo in Under-21. L'esperienza all'Europeo, dal punto di vista personale, è comunque positiva perché viene inserito dalla UEFA sia nel dream team della competizione sia nella lista dei 10 giocatori che maggiormente si sono messi in mostra durante la competizione. Il 6 febbraio 2011 ottiene la prima convocazione nella nazionale maggiore a opera del CT Cesare Prandelli. Il 9 febbraio, a 24 anni, esordisce in nazionale subentrando al 28º del secondo tempo al posto di Stefano Mauri nella partita amichevole Germania-Italia (1-1) disputata a Dortmund. Viene inserito nella lista dei 23 convocati per l'Europeo 2012, concluso al secondo posto da parte dell'Italia, dove viene impiegato unicamente da subentrante nelle prime due gare del girone contro Spagna e Croazia. Inserito da Prandelli nell'elenco dei convocati per la FIFA Confederations Cup 2013, nella seconda partita del torneo segna la sua prima rete in nazionale, che permette agli azzurri di imporsi per 4-3 sul Giappone. Il 5 ottobre 2018 vengono diramate le convocazioni del C.T. Roberto Mancini in occasione del duplice impegno contro l'Ucraina (in amichevole) e la Polonia (valevole per la Nations League 2018-2019), e Giovinco rientra tra i convocati, a circa tre anni dall'ultima volta. La Formica Atomica, tuttavia, non disputerà nessuno dei due match. Dopo il ritiro Stabilitosi in Canada al termine dell'attività agonistica, nel settembre del 2022 inizia una collaborazione con la Juventus, sua ex squadra, per quanto riguarda la Juventus Academy Toronto. Record Calciatore ad aver realizzato più gol in partite ufficiali con il Toronto (83). Unico calciatore italiano ad aver segnato almeno un gol nelle massime competizioni internazionali di tre continenti diversi (con la Juventus in Europa, con il Toronto in Nord America, con l'Al-Hilal in Asia). Palmarès Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2005 Campionato Primavera: 1 - Juventus: 2005-2006 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2006 Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2006-2007 Competizioni nazionali Campionato italiano di Serie B: 1 - Juventus: 2006-2007 Supercoppa italiana: 2 - Juventus: 2012, 2013 Campionato italiano: 2 - Juventus: 2012-2013, 2013-2014 Canadian Championship: 3 - Toronto: 2016, 2017, 2018 MLS Supporters' Shield: 1 - Toronto: 2017 Campionato MLS: 1 - Toronto: 2017 Campionato saudita: 2 - Al Hilal: 2019-2020, 2020-2021 Coppa del Re dei Campioni: 1 - Al Hilal: 2019-2020 Competizioni internazionali AFC Champions League: 1 - Al Hilal: 2019 Nazionale Torneo di Tolone: 1 - 2008 Individuale Miglior giocatore della fase finale del Campionato Primavera (Guerin Sportivo 1 - 2005-2006 Miglior giocatore del Torneo di Tolone: 1 - 2008 Selezione UEFA dell'Europeo Under-21: 1 - Svezia 2009 Capocannoniere della Major League Soccer: 1 - 2015 (22 gol, a pari merito con Kei Kamara) Miglior assist-man della Major League Soccer: 1 - 2015 (16 assist) MLS Golden Boot: 1 - 2015 Miglior debuttante della Major League Soccer: 1 - 2015 Premio MVP della Major League Soccer: 1 - 2015 MLS Best XI: 3 - 2015, 2016, 2017 George Gross Memorial Trophy: 1 - 2017 Capocannoniere del Canadian Championship: 1 - 2017 (3 gol) CONCACAF Champions League Golden Ball: 1 - 2018
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MARIO BIANZINO Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1929 al 1930 Esordio: 06.04.1930 - Amichevole - Juventus-Chieri 7-1 0 presenze - 0 reti
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RAFFAELE BIANCO MAURIZIO TERNAVASIO, “HURRÀ JUVENTUS” DELL’AGOSTO/SETTEMBRE 2006 Raffaele Bianco è alla sua quinta stagione in bianconero, dopo i primi calci nella piccola società Afragola ‘92, in provincia di Caserta. Racconta la scorsa stagione, vissuta tra i successi della squadra e un brutto infortunio personale: «Due anni fa ho toccato il cielo con un dito quando, partito con la Berretti, sono stato dirottato in Primavera con la quale ho vinto il torneo di Viareggio segnando il primo dei due gol nella finale contro il Genoa. La scorsa estate, durante il ritiro di Villar Perosa mi sono infortunato e ho dovuto subire un intervento al crociato. Sono stati sette mesi oli calvario terminati giusto sul finire della stagione, quando un altro piccolo malanno di natura muscolare mi ha impedito di scendere in campo con regolarità durante le vittoriose fasi finali. Insomma, questo per me deve essere l’anno della rivincita, sperando che coincida con nuovi successi della squadra». Come detto, Raffaele proviene da una piccola società del sud: un’ulteriore dimostrazione della capillarità della rete degli osservatori bianconeri. «Ricordo che il responsabile per la Campania degli uomini della Juve che setacciano i settori giovanili, mi fece fare un provino su un campaccio in terra battuta, poi mi portò a Torino perché partecipassi, come prestito, a un paio di tornei. Sinora, a parte l’infortunio, tutto è andato nel migliore dei modi: ho vinto un torneo di Viareggio, uno scudetto Berretti e uno Primavera, e magari ora, risolti i problemi fisici, farò quello che dovevo fare dodici mesi fa, ossia mi iscrivo alla facoltà di Economia. Prova ora a raccontarti come giocatore: «Preferisco limitarmi a parlare del ruolo. Sino alla Berretti, ho sempre giocato come centrocampista centrale che sta davanti alla difesa, Chiarenza invece mi utilizza spesso in mezzo al campo, ma sulla destra». Cinque stagioni in Juve, e tanti compagni con cui si gioca insieme da una vita. «Bettega, Venitucci, Giovinco, Cuneaz, Lagnese, Lanzafame: mezza squadra con cui ritrovarsi in campo a occhi chiusi, senza fraintendimenti. Fuori capita la stessa cosa: siamo molto legati gli uni agli altri. Il calcio, a questa età, è un formidabile elemento di aggregazione». 〰.〰.〰 Raffaele prende parte al finale della stagione “cadetta” della Juventus: subentrato negli incontri contro Lecce, Cesena, Bari e Spezia, ha la grandissima soddisfazione di realizzare la rete del provvisorio pareggio contro i liguri. Dopodiché le strade della compagine bianconera e di Bianco si dividono: il giovinotto verrà ceduto al Carpi e ritroverà la Juventus solamente come avversaria. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/08/raffele-bianco.html
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RAFFAELE BIANCO https://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Bianco Nazione: Italia Luogo di nascita: Aversa (Caserta) Data di nascita: 25.08.1987 Ruolo: Centrocampista Altezza: 180 cm Peso: 75 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2006 al 2007 Esordio: 14.04.2007 - Serie B - Lecce-Juventus 1-3 Ultima partita: 10.06.2007 - Serie B - Juventus-Spezia 2-3 4 presenze - 1 rete 1 campionato di serie B Raffaele Bianco (Aversa, 25 agosto 1987) è un calciatore italiano, centrocampista del Bari. Raffaele Bianco Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Bari Carriera Giovanili 2003-2006 Juventus Squadre di club 2006-2007 Juventus 4 (1) 2007-2008 → Piacenza 13 (1) 2008-2009 → Bari 22 (0) 2009-2010 → Modena 31 (0) 2010-2011 → Benevento 24 (0) 2011-2012 Spezia 26 (1) 2012-2013 → Carpi 23 (0) 2013-2014 Juventus 0 (0) 2014-2017 Carpi 112 (7) 2017-2019 Perugia 50 (1) 2019- Bari 72 (1) Caratteristiche tecniche Centrocampista centrale, destro di piede, può essere impiegato sia in fase di copertura che di costruzione del gioco nel ruolo di regista arretrato, grazie alla visione di gioco e al senso della posizione. Carriera Giovanili Dopo gli inizi ad Afragola, viene visionato da alcuni osservatori della Juventus che nel 2003 decidono di portarlo a Torino. Nella stagione 2004-2005 gioca coi bianconeri nella categoria Berretti (allenati da Maurizio Schincaglia) vincendo lo scudetto di categoria lo stesso anno partecipa alla vittoria del Torneo di Viareggio, realizzando un gol nella finale contro il Genoa. Nelle annate successive, dopo aver superato un grave infortunio, conquista uno scudetto, una Coppa Italia e la Supercoppa Italiana con la Primavera bianconera. Club Con la squadra maggiore debutta in Serie B nella stagione 2006-2007. Nella partita contro lo Spezia ha segnato la sua prima rete in bianconero, gol che è anche l'ultimo in Serie B della Juventus dopo la retrocessione per i fatti di Farsopoli. Nell'estate del 2007 passa in prestito al Piacenza, dove è poco utilizzato (13 presenze), chiuso nel suo ruolo da Riccio, Patrascu e Bianchi. Nelle annate successive la Juventus lo cede nuovamente in prestito a club di Serie B: prima al Bari di Antonio Conte, con cui ottiene la promozione in Serie A, e poi al Modena, dove viene impiegato regolarmente collezionando 30 presenze. Rientrato a Torino, viene girato in prestito in Prima Divisione, al Benevento, con cui manca l'approdo in Serie B ai Play-off. A fine stagione la società campana non lo riscatta, e viene ceduto in comproprietà allo Spezia, sempre in Prima Divisione, conquistando la promozione in Serie B. Il 21 giugno 2012 la compartecipazione viene risolta in favore della Juventus, che il 21 agosto successivo lo gira in prestito con diritto di riscatto al Carpi, in Lega Pro Prima Divisione. Con la squadra emiliana gioca 23 partite in campionato e 3 nei Play-off, conquistando una promozione in Serie B dopo la vittoriosa finale con il Lecce. Nel finale di stagione gioca con la fascia da capitano, ereditata dall'infortunato Lollini. Rientrato alla Juventus, sconta la squalifica per il calcioscommesse e il 16 gennaio 2014 fa ritorno al Carpi a titolo definitivo, firmando un contratto fino al 2015. Il 9 marzo 2015 rinnova il contratto con i biancorossi (in scadenza al termine della stagione) fino al 2018. Il 28 aprile con il Carpi ottiene la promozione matematica in Serie A per la stagione 2015-2016. Bianco, autore dei suoi primi due gol in biancorosso contro Spezia (vittoria per 2-1 al Picco) e Ternana (3-1 su rigore al Cabassi), alza per la terza volta nella sua carriera la Coppa Ali della Vittoria dopo i successi con la Juventus nel 2007 e con il Bari nel 2009. Debutta finalmente nella massima serie il 15 settembre 2015, a 28 anni, nel pareggio in Sicilia contro il Palermo per 2-2. La stagione si conclude con la retrocessione in Serie B. Bianco, che spesso è capitano al posto di Zaccardo, gioca 26 partite e segna un gol nella vittoria per 2-1 contro il Frosinone del 13 marzo 2016. Nella stagione di Serie B 2016-2017 Bianco diventa capitano. In totale gioca 40 partite e segna 4 gol (3 su 3 dal dischetto), fissando il suo record personale. L'annata finisce con la doppia Finale dei Play-off contro il Benevento, promosso in Serie A dopo lo 0-0 al Cabassi e la vittoria per 1-0 al Vigorito. Il 4 agosto 2017 viene acquistato dal Perugia a titolo definitivo dove firma un contratto biennale, fino al giugno 2019. Con il Carpi Bianco ha raccolto in cinque anni due promozioni (Serie B nel 2013 e Serie A nel 2015), 146 presenze divise tra Serie A (26), Serie B (91), Lega Pro Prima Divisione (27) e Coppa Italia (2) e 7 gol segnati, di cui 6 in Serie B e 1 in Serie A. Nella sua prima stagione al Perugia, chiusa all'ottavo posto in regular season e al Turno Eliminatorio dei Play-off con una sconfitta per 3-0 a Venezia, Bianco gioca 30 partite di Serie e segna 1 gol nella vittoria interna per 3-0 contro lo Spezia. Il 2 settembre 2019 passa a titolo definitivo al Bari, in Serie C, tornando a giocare con i biancorossi dopo 10 anni. Segna il suo primo gol con la maglia del Bari il 27 marzo 2021 nella vittoria per 2-0 contro la Paganese. Calcioscommesse Il 6 giugno 2013 viene deferito per la partita Salernitana-Bari 3-2 del 2008-2009: insieme ad altri 13 giocatori del Bari avrebbe incassato 7.000 euro da Luca Fusco e Massimo Ganci, avversari ed ex compagni proprio a Bari, per perdere la partita. Il 16 luglio 2013 il calciatore viene condannato in primo grado dalla Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC a 3 anni e 6 mesi di squalifica. Il 27 luglio 2013, Bianco vede ridursi la squalifica a 6 mesi per la derubricazione dell'accusa da illecito sportivo ad omessa denuncia. Il 30 maggio 2016 viene assolto nel processo penale di Bari «per non aver commesso il fatto». Palmarès Club Competizioni giovanili Campionato Nazionale Dante Berretti: 1 - Juventus: 2004-2005 Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2005 Campionato Primavera: 1 - Juventus: 2005-2006 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2006 Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2006-2007 Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto] Campionato italiano di Serie B: 3 - Juventus: 2006-2007 - Bari: 2008-2009 - Carpi: 2014-2015 Lega Pro Prima Divisione: 1 - Spezia: 2011-2012 (girone B) Coppa Italia Lega Pro: 1 - Spezia: 2011-2012 Supercoppa di Lega di Prima Divisione: 1 - Spezia: 2012 Serie C: 1 - Bari: 2021-2022 (girone C)
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GIACOMO VOLPE Nazione: Italia Luogo di nascita: Biella Data di nascita: 16.01.1996 Ruolo: Portiere Altezza: 189 cm Peso: 75 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2014 al 2015 0 presenze - 0 reti subite Club career Foggia Calcio Italy Goalkeeper 08/2021 - 06/2023 #12 07/2018 - 06/2021 US Cremonese Goalkeeper 07/2015 - 06/2018 AS Gubbio Goalkeeper 07/2015 - 07/2015 Juventus Goalkeeper 01/2015 - 06/2015 Correggese Goalkeeper 09/2014 - 01/2015 Juventus Goalkeeper 07/2014 - 01/2015 Juventus [Youth] Goalkeeper https://www.worldfootball.net/player_summary/giacomo-volpe/
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FRANCESCO VOLPE https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Volpe Nazione: Italia Luogo di nascita: Napoli Data di nascita: 03.03.1986 Ruolo: Attaccante Altezza: 180 cm Peso: 71 kg Nazionale Italiano Under-19 Soprannome: - Alla Juventus dal 2004 al 2006 Esordio: 17.08.2005 - Amichevole - Juventus-Juve Primavera 0-1 0 presenze - 0 reti Francesco Volpe (Napoli, 3 marzo 1986) è un calciatore e allenatore di calcio italiano, attaccante della Sarmatese, formazione per la quale svolge anche il ruolo di vice-allenatore. Francesco Volpe Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 71 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Sarmatese Carriera Giovanili 2000-2004 Genoa 2004-2006 Juventus Squadre di club 2002-2004 Genoa 2 (0) 2004-2006 Juventus 0 (0) 2006-2007 Ravenna 28 (4) 2007-2009 Livorno 25 (0) 2009-2010 → Triestina 22 (2) 2010-2011 Livorno 8 (0) 2011 → SPAL 12 (3) 2011-2015 Piacenza 112 (21) 2015 Fiorenzuola 16 (2) 2015-2016 Crema 9 (1) 2016-2017 Nibbiano & Valtidone 23 (5) 2017-2019 Gotico Garibaldina 51+ (10) 2019- Sarmatese 27 (5) Nazionale 2003-2004 Italia U-18 4 (1) 2004-2005 Italia U-19 7 (2) Carriera da allenatore 2021- Sarmatese Vice Caratteristiche tecniche Il ruolo principale di Volpe è l'attaccante esterno, prevalentemente dal lato destro, ma può giocare anche a sinistra. Può giocare anche come seconda punta, come esterno destro di centrocampo e, in situazioni di emergenza, come prima punta. Carriera Club Dopo gli inizi con formazioni dilettantistiche campane quali la Polisportiva Europa di Cercola e la Damiano Promotion di Varcaturo, nel 2000 passa alle giovanili del Genoa con cui fa il suo debutto in prima squadra nella stagione 2002-2003. Nel 2004 si trasferisce alla Juventus in comproprietà insieme a Domenico Criscito. Nel giugno 2005 la Juventus compra dal Genoa la seconda metà del giocatore per 250 000 euro. Nelle due stagioni con i bianconeri vince un torneo di Viareggio e un campionato Primavera. Nel 2006-2007 viene ceduto in prestito con diritto di riscatto della comproprietà, diritto che verrà esercitato a fine stagione, al Ravenna in Serie C1, dove disputa 28 partite e segna 4 reti, contribuendo alla vittoria del campionato. Volpe viene poi ceduto in comproprietà al Livorno che paga 1 milione di euro alla Juventus che li gira a sua volta al Ravenna. Al termine di questi movimenti il giocatore rimane a metà tra Juventus e Livorno. Esordisce in Serie A il 25 agosto 2007 nella prima giornata di campionato in Juventus–Livorno 5-1. Frenato durante l'anno da infortuni alla schiena, disputa una sola ulteriore partita di campionato, in Livorno-Fiorentina 0-3 del 30 settembre 2007. A seguito della retrocessione in Serie B del Livorno, disputa il successivo campionato di Serie B 2008-2009 tra le file della squadra toscana. Il 10 luglio 2009 si trasferisce in prestito alla Triestina. Nell'estate successiva fa ritorno al Livorno in Serie B dove disputa 7 partite nella prima metà di stagione per poi trasferirsi, nel gennaio 2011, in prestito alla SPAL, in Prima Divisione dove totalizza di 12 presenze e 3 goal. Rientrato al Livorno, viene ceduto in comproprietà al Piacenza, squadra con cui fa il suo debutto il 4 settembre 2011 nella vittoria per 2-1 contro il Südtirol. Segna il suo primo gol con la maglia biancorossa il 7 marzo 2012 nella partita vinta per 2-1 in casa della Virtus Lanciano. Termina la stagione con 27 presenze e 2 reti in campionato, più due presenze nei play-out che sanciscono la retrocessione del Piacenza in Seconda Divisione. A fine stagione, a causa del fallimento del club emiliano, rimane svincolato; il 21 settembre successivo, tuttavia, torna a Piacenza ingaggiato dalla Lupa Piacenza, società militante nel campionato di Eccellenza. Fa il suo debutto il 30 settembre successivo entrando nel secondo tempo della sfida casalinga con la Fidentina terminata 1-1. Realizza il suo primo gol il 14 ottobre nella vittoria per 1-0 contro il Fiorenzuola, e a fine stagione la squadra ottiene la promozione in Serie D. Rimane con i biancorossi per le due successive annate segnando in entrambe 8 reti in campionato e una in Coppa Italia Serie D, con il Piacenza che viene eliminato in tutte e due le stagioni ai play-off. Nel giugno 2015 non viene riconfermato dalla dirigenza per la nuova stagione, risultando così svincolato; nelle settimane successive si accorda con il Fiorenzuola, militante anch'esso in Serie D, rimanendo, così, a giocare nel piacentino[22]. Fa il suo debutto con i rossoneri il 6 settembre nella vittoria casalinga per 2-1 contro la Grumellese. Segna la sua prima rete con i valdardesi il 25 ottobre nel pareggio casalingo per 2-2 contro l'Inveruno. Dopo aver totalizzato 16 presenze e 2 reti, nel dicembre 2015 chiede e ottiene la rescissione del contratto e si trasferisce al Crema. Fa il suo debutto con i bianconeri cremaschi il 20 dicembre nella partita pareggiata 1-1 contro l'Oggiono. Segna la sua prima rete cremasca il 3 aprile nella vittoria per 7-0 sul campo del Real Milano. Chiude la stagione, nella quale il Crema viene eliminato in semifinale playoff dal Cavenago Fanfulla, con 9 presenze e 1 rete. Il 21 giugno 2016, torna nel piacentino firmando per il Nibbiano & Valtidone, squadra neo promossa in Eccellenza. Fa il suo debutto con la nuova maglia il 28 agosto successivo nella vittoria casalinga per 3-1 sul Gotico Garibaldina valida per la prima giornata del girone A del primo turno della fase regionale della Coppa Italia Dilettanti, partita in cui segna anche una rete. Termina l'annata con 5 reti in 23 presenze in campionato e 1 rete in 2 presenze nella fase regionale della Coppa Itala Dilettanti. A fine stagione si trasferisce al Gotico Garibaldina, squadra piacentina appena retrocessa nel campionato di Promozione. Fa il suo debutto con i biancorossi il 30 agosto nel pareggio per 1-1 contro il Fontana Audax valido per il primo turno di coppa Italia. Il 3 dicembre mette a segno le sue prime reti con la nuova maglia siglando una tripletta nella partita vinta per 3-1 contro la Langhiranese. A fine stagione rinnova con il Gotico anche per l'annata successiva. Al termine della stagione 2018-2019 lascia il Gotico Garibaldina rimanendo svincolato e trasferendosi, poi, alla Sarmatese, in Seconda Categoria. Fa il suo debutto con la nuova maglia il 1º settembre 2019 nella partita di coppa Emilia 2ª Categoria vinta per 7-0 contro il San Filippo Neri, nella quale mette a segno una rete. Nel corso della stagione, terminata anzitempo a causa dello scoppio del covid-19 e culminata con la vittoria da parte della Sarmatese del proprio girone di Seconda Categoria e la promozione in Prima Categoria, totalizza 4 reti in 12 presenze di campionato e 2 reti in 4 presenze in Coppa Emilia. Nella stagione successiva, interrotta in anticipo come la precedente a causa della pandemia, ottiene una presenza in campionato e una, condita da una rete, in Coppa Emilia. Per il 2021-2022 viene confermato nella rosa della formazione piacentina, svolgendo il doppio ruolo di calciatore e vice allenatore. Nazionale Volpe vanta 4 partite e una rete con la nazionale Under-18 tra il 2003 e il 2004 e 7 partite e 2 reti con l'Under-19 tra il 2004 e il 2005. Palmarès Competizioni giovanili Campionato Primavera: 1 - Juventus: 2005-2006 Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2005 Competizioni provinciali Seconda Categoria: 1 - Sarmatese: 2019-2020 Competizioni regionali Campionato di Eccellenza: 1 - Lupa Piacenza: 2012-2013 Competizioni nazionali Campionato italiano Serie C1: 1 - Ravenna: 2006-2007
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CARLO VECCHIONE Nazione: Italia Luogo di nascita: Napoli Data di nascita: 27.06.1988 Ruolo: Centrocampista Altezza: 175 cm Peso: 68 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2007 al 2009 Esordio: 22.05.2008 - Amichevole - South China AA-Juventus 2-1 Ultima partita: 18.02.2009 - Amichevole - Juventus-Giaveno 8-0 0 presenze - 0 reti Club career 07/2010 - 06/2011 Juventus Midfielder 07/2009 - 06/2010 Clermont Foot Midfielder https://www.worldfootball.net/player_summary/carlo-vecchione/
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DARIO VENITUCCI Nato nella capitale sabauda il 30 gennaio 1987 inizia a giocare al calcio nel Paradiso Collegno. All’età di nove anni entra a far parte nel settore giovanile della Juventus. Viene inserito nella rosa della Prima Squadra che vince il campionato di Serie B 2006-07 e riesce a scendere in campo ben cinque volte. «Juve-Lecce del 25 novembre 2006 rimarrà per sempre una data fondamentale della mia vita – racconta – ho coronato un sogno: giocare tra i grandi dopo tanti anni di settore giovanile. Il giorno dopo, leggendo il mio nome sui giornali, quasi non ci volevo credere. All’inizio del campionato avevo immaginato che la B potesse agevolare l’esordio di qualcuno di noi, ma non puntavo su di me. Tutta la panchina si stava scaldando a bordo campo e, a un certo punto, mister Deschamps mi ha chiamato e mi ha detto: “Tocca a te”. Per un attimo mi sono venute le gambe molli, poi ho messo da parte la tensione e credo di essere andato abbastanza bene, grazie all’aiuto di tutti i compagni che hanno reso più facile il mio esordio. Adesso devo guardare avanti, dimenticando ciò che è successo quel giorno. I miei obiettivi immediati sono di vincere il più possibile con la Primavera e di migliorare in tutto. A cominciare dal piede destro e non solo: e dire che in allenamento mi esercito tanto, però si vede che non basta. Devo poi rinforzarmi dal punto di vista fisico, cercando soprattutto di irrobustire il torace. Il giocatore al quale cerco maggiormente di ispirarmi è Andrea Pirlo. Peccato che non sappia calciare le punizioni come lui. In campo internazionale, invece, mi sono sempre piaciuti Gerrard, Lampard e Deco». A fine stagione la Juventus torna in Serie A e Dario viene mandato in prestito al Treviso, terminando così la sua breve esperienza in bianconero. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/06/dario-venitucci.html
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DARIO VENITUCCI https://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Venitucci Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 30.01.1987 Ruolo: Centrocampista Altezza: 173 cm Peso: 67 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2006 al 2007 Esordio: 25.11.2006 - Serie B - Juventus-Lecce 4-1 Ultima partita: 10.06.2007 - Serie B - Juventus-Spezia 2-3 5 presenze - 0 reti 1 campionato di serie B Dario Venitucci (Torino, 30 gennaio 1987) è un calciatore italiano, centrocampista della Luparense. Dario Venitucci Nazionalità Italia Altezza 173 cm Peso 67 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Luparense Carriera Giovanili 199?-???? Paradiso Collegno 1999-2007 Juventus Squadre di club 2006-2007 Juventus 5 (0) 2007-2008 Treviso 30 (2) 2008-2009 Mantova 5 (0) 2009 Avellino 16 (1) 2009-2010 Arezzo 29 (3) 2010-2011 Bassano Virtus 27 (1) 2011-2012 Foggia 22 (5) 2012-2013 Carrarese 22 (1) 2013-2014 Foggia 30 (4) 2014-2015 Barletta 29 (4) 2015-2016 Santarcangelo 33 (5) 2016-2017 Livorno 28 (4) 2017-2018 Bassano Virtus 25 (2) 2018-2019 Renate 14 (1) 2019- Luparense 0 (0) Carriera Cresciuto nel quartiere torinese di Parella, inizia a giocare al calcio nel Paradiso Collegno. Entra poi all'età di nove anni nel settore giovanile della Juventus, crescendo in un gruppo che vede, tra gli altri, Sebastian Giovinco e Davide Lanzafame. Con i bianconeri arriva a esordire in prima squadra, facendo parte da comprimario della rosa che vince il campionato di Serie B 2006-2007, in cui il giocatore totalizza 5 presenze. L'anno successivo la società bianconera lo lascia tra i cadetti cedendolo in prestito al Treviso. Una volta rientrato a Torino, nell'estate 2008 viene quindi girato al Mantova, dove rimane fino al gennaio 2009 prima di passare all'Avellino, concludendo qui la stagione, ancora in Serie B. Dal 2009 prosegue stabilmente la carriera nei campionati di Lega Pro. Nel successivo triennio trascorre una stagione a testa all'Arezzo, dove arriva a giocarsi i play-off, al Bassano Virtus e al Foggia; a seguito della mancata iscrizione del club rossonero ai campionati causa fallimento, il giocatore rimane svincolato, così nell'estate 2012 si accorda con la Carrarese. Per la stagione 2013-2014 ritorna a Foggia, mentre l'annata seguente rimane in Puglia passando al Barletta. Dopo la stagione 2015-2016 passata tra le file del Santarcangelo, nell'estate seguente risolve il suo contratto con il club romagnolo e si accorda con il Livorno appena retrocesso dalla serie cadetta. Dopo una stagione in Toscana, nell'estate 2017 fa ritorno dopo sei anni al Bassano Virtus. Causa il sopraggiunto trasferimento del titolo sportivo giallorosso al nuovo L.R. Vicenza, e la ripartenza del calcio bassanese dai dilettanti, nell'estate 2018 il calciatore si svincola e si accorda con il Renate. L'annata seguente scende in Serie D accasandosi alla Luparense. Palmarès Club Competizioni giovanili Campionato Primavera: 1 - Juventus: 2005-2006 Competizioni nazionali Campionato italiano di Serie B: 1 - Juventus: 2006-2007
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FEDERICO MIRARCHI Nazione: Italia Luogo di nascita: Catanzaro Data di nascita: 25.01.1990 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 2009 al 2010 Esordio: 15.07.2009 - Amichevole - Juventus-Cisco Roma 4-1 0 presenze - 0 reti
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GIOVANNI MARONGIU Nazione: Italia Luogo di nascita: Sorso (Sassari) Data di nascita: 26.02.1950 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1972 al 1973 Esordio: 21.02.1973 - Amichevole - Spezia-Juventus 0-2 0 presenze - 0 reti
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LUCIANO MARCHESE Qualche panchina come dodicesimo di Zoff e qualche amichevole, il tutto nella seconda metà degli anni ‘70: tutto qui il “vissuto” in bianconero per Luciano Marchese. Poi tanto girovagare nelle serie inferiori piemontesi. DANTE GRASSI, “HURRÀ JUVENTUS” GENNAIO 1979 Un «Barone» in prima squadra, ovviamente trattasi di Franco Causio, e... un Marchese per la «Primavera». E, nel caso del biondo allampanato Luciano, portiere delle giovanili bianconere, non per via di un curioso soprannome appioppatogli dai tifosi bensì perché lui Marchese lo è realmente, come ad esempio un collega più anziano di lui, il giallorosso e già affermato Paolo, rientra tra i Conti del firmamento calcistico nazionale. Marchese: cognome impegnativo, addirittura scomodo, con i tempi che corrono… Preciso però subito che il ragazzo casalese, di Borgo San Martino, lo porta assai bene, per i modi semplici e riservati che denotano una solida educazione. D’altra parte è valido biglietto da visita il rammentarmi di essere cresciuto anche calcisticamente alla scuola di don Dante Capriolio, preside del Collegio San Carlo, appunto di Borgo San Martino, Istituto in cui il foot-ball è seguìto con interesse e buoni risultati visto che da quei ranghi proviene pure Vinicio Verza. Marchese Luciano è del ‘59, diciannovenne, quindi un «fuori quota» considerando che della «Primavera» è il più anziano. Era allora possibile un suo trasferimento per la stagione in corso, invece il biondo ragazzo di Casale ha finito col rimanere alla corte juventina quale terzo portiere in assoluto, cioè alle spalle del grande Zoff e di Alessandrelli. Di lui Lucidio Sentimenti, il IV della celebre stirpe, famoso ex portiere bianconero e nazionale degli anni ‘40, attuale allenatore dei mini giovanissimi, afferma con piglio sicuro: «Per quello che vedo io il ragazzo è buono; ha ottima presa, è molto agile». «Cochi», così era soprannominato Sentimenti IV ai tempi in cui difendeva la porta juventina, oltre essere profondo conoscitore di cose calcistiche, è naturalmente in grado di valutare più di altri le doti che un numero 1 deve possedere per sperare di riuscire, sfondare. Mi soffermo con lui a ricordare, con nostalgia, alcuni campioni del passato cercando accostamenti con quelli attuali sempre riferendomi al difficile compito del portiere. «Planicka – rammenta con infinita e ancora fresca ammirazione – era il mio beniamino quand’ero ragazzo; agile, fenomenale nelle uscite. Anche Combi fu grande. Quando giocavo io – prosegue – c’erano Franzosi, Costagliola, il povero Bacigalupo, Moro, e ancora Griffanti, Casari; insomma ce n’erano di ottimi portieri, a quell’epoca». Adesso invece pare si scarseggi un pochino nel ruolo. «Effettivamente e così e non si sa per quale motivo, certo però che portieri si nasce. Ora ci troviamo con un vuoto o quasi alle spalle degli intramontabili Zoff e Albertosi. Devo però riconoscere che il Galli della Fiorentina è effettivamente un giovane che ci sa fare, superiore anche a Bordon o a Conti. Ha posizione, è freddo, agile ed esce bene. Un portiere di avvenire. Lo accosterei a Sarti, snello quanto lui». Ecco, dal nostro «Cochi» in due parole precisate le qualità richieste perché un portiere possa definirsi ottimo: posizione, freddezza, agilità e prontezza nelle uscite, ed è alla prima di queste doti a cui Sentimenti attribuisce la maggiore importanza. Trasmetto al giovin Marchese il concetto e Luciano, che mi segue con i furbi occhi grigio-azzurro puntati su una recente gigantografia della pluriscudettata (stiamo chiacchierando nella saletta stampa del «Comunale») in merito mi dice: «Anch’io cerco di non essere plateale; quasi mi impongo solo gli interventi che servono. In quanto ad emozionarmi credo poi di non esserne il tipo o almeno riesco a mascherare questo stato d’animo». Avrai pure un modello di portiere. «Cerco di apprendere tutto il possibile da Zoff; lui è uno dei migliori del mondo. Non è mai plateale ma essenziale». E fra ì giovani già affermati? «Certo che Galli della Fiorentina è proprio bravo. Per quello che ho visto penso che anche lui abbia lo stile di Zoff». 19 anni; avresti forse avuto bisogno di fare fin d’ora esperienza altrove nella speranza, chissà, di rientrare un giorno alla Juve magari per restarci definitivamente, non credi? «Indubbiamente all’inizio occorre giocare, andare un poco in giro. Come è stato per Alessandrelli. Comunque è chiaro che se sono rimasto è segno che servo qui e questo è buon segno». Speranze di sfondare? «Uno spera di fare carriera, è naturale. Ma io non mi illudo e per intanto ho messo da parte il diploma di perito meccanico. Non si sa mai Se non dovessi fare centro mi piacerebbe frequentare l’Isef. Le ambizioni di riuscire comunque ci sono sempre; diversamente non mi sacrificherei come faccio adesso». Tanti tuoi colleghi della «Primavera» sono finiti nella nazionale juniores. Di te evidentemente si sono scordati. «Effettivamente i vari Storgato, Antelmi, Ricci, Formoso ci sono riusciti. Sarebbe stato il mio sogno: pazienza». In compenso ti sei già trovato seduto in panchina con la maglia n. 12, pronto a sostituire addirittura Zoff! «È stato a Bergamo contro l’Atalanta; ma anche nella passata stagione mi era capitata la stessa cosa, a Perugia e per l’incontro col Glentoran di Coppa dei campioni e, lo confesso, sono proprio queste partite internazionali a entusiasmarmi maggiormente. E con la prima squadra – soggiunge con orgoglio – se pur rimaneggiata, ha già figurato in qualche amichevole». Sei qui da qualche tempo, ormai, se non sbaglio. «Sì, con questa sono cinque stagioni». Già, nel 1974 Luciano Marchese se ne arrivò da Borgo San Martino, neppure molto spaesato e con tanta speranza nel cuore. I suoi genitori, certo, erano non poco preoccupati per il loro ragazzo, non ancora il baldo giovanotto di 1,84 che mi sta ora di fronte. Ed anche il sacrificio per la scuola, in quegli anni, non fu indifferente, col dover raggiungere ogni giorno Pinerolo per la frequenza. Insomma una ammirevole prova di costanza e di volontà. Giovanni Viola, altro tecnico delle giovanili dal prestigioso passato quale portiere (negli anni ‘50 pluriscudettato e azzurro) lo ha attualmente alle proprie dirette dipendenze, ed anche lui, alla pari di Sentimenti IV, intravede in Marchese la stoffa dell’estremo difensore di sicuro avvenire. «È freddo – mi spiega con convinzione – calcolatore, coraggioso. Possiede una discreta posizione ed è attento. Ha, per intenderci, doti naturali, cosa ben diversa da chi invece ha imparato a stare in porta». Giudizi interessanti, come si vede, che ho raccolto da illustri specialisti del ruolo. E se le loro ottimistiche previsioni dovessero trovare conferma, ebbene, chissà che la Juventus un giorno non debba guardare molto lontano per trovare un degno successore a Dino Zoff. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/05/luciano-marchese.html
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LUCIANO MARCHESE Nazione: Italia Luogo di nascita: Borgo San Martino (Alessandria) Data di nascita: 22.02.1959 Ruolo: Portiere Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1977 al 1978 0 presenze - 0 reti subite
