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CARLO BUSCAGLIA Nel 1938 arriva dal Napoli un vercellese di Balocco, Carlo Buscaglia, classe 1909, capace di ricoprire più ruoli in un momento di profonda trasformazione del gioco, per l’arrivo del Sistema. Buscaglia gioca mediano o centromediano o mezzala e corre a perdifiato, pur difettando di tecnica. In un biennio, trova posto un po’ qua e un po’ là, in tutto sedici le sue presenze, con una curiosità: gioca quattro volte in Coppa Europa e segna la bellezza di tre reti. Un piccolo record. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/05/carlo-buscaglia.html
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CARLO BUSCAGLIA https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Buscaglia Nazione: Italia Luogo di nascita: Balocco (Vercelli) Data di nascita: 09.02.1909 Luogo di morte: Torino Data di morte: 15.08.1981 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1938 al 1940 Esordio: 26.06.1938 - Coppa Europa Centrale - MTK Hungaria Budapest-Juventus 3-3 Ultima partita: 31.03.1940 - Serie A - Novara-Juventus 1-0 16 presenze - 4 reti Carlo Buscaglia (Balocco, 9 febbraio 1909 – Torino, 15 agosto 1981) è stato un calciatore italiano, di ruolo difensore centrale. Carlo Buscaglia Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore centrale Termine carriera 1940 Carriera Squadre di club 1927-1928 Casale 28 (2) 1928-1938 Napoli 259 (40) 1938-1940 Juventus 16 (4) Caratteristiche tecniche Giocava come interno ma eccelleva in tutti i ruoli, anche come portiere, terzino ed attaccante. Carriera Idolo dei tifosi napoletani dell'epoca, fu uno dei primi giocatori ingaggiati dal Napoli, per la stagione 1928-1929, conclusasi con la qualificazione al primo campionati di Serie A della storia e con dodici sue reti che lo resero secondo miglior cannoniere dei partenopei, dietro solo ad Attila Sallustro; con i partenopei si rese disponibile a giocare in tutti i ruoli, sostituendo persino Giuseppe Cavanna in porta, nella gara in cui questi subì la frattura della clavicola. Dopo dieci anni passati in Campania, dove per due volte (nelle stagioni 1932-1933 e 1933-1934) arriva con la squadra al terzo posto nella classifica finale del campionato, dopo aver disputato 259 presenze (che lo fanno comparire tra i giocatori con più presenze nella storia della squadra partenopea) e 40 gol, passa nel campionato 1938-1939 alla Juventus, dove sfiora uno scudetto nella stagione successiva, in cui i piemontesi arrivano terzi ed in semifinale di Coppa Italia. Secondo alcune fonti avrebbe militato nel Savona; fonti di Savona però lo escludono, attribuendo una militanza nella squadra all'omonimo Pietro Buscaglia.
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ERNESTO TOMASI Giocatore juventino per tre stagioni, dal 1937 al 1940, fu un interno di regia molto abile nella costruzione del gioco e nell’ultimo passaggio. Militò in bianconero negli anni successivi al quinquennio aureo e si fece apprezzare non solo per le sue doti tecniche, ma anche per la squisita bontà del suo tratto umano. Quella dell’epoca di Tomasi era una Juventus decisamente forte, contando su una formazione tipo comprendente: Bodoira; Foni e Rava; Varglien I, Monti e Varglien II; Bellini, Borel II, Gabetto, Tomasi e Defilippis, con Depetrini, Borel I Amoretti, Santià e Bergonzini come validi rincalzi.Il biondo scarsocrinito Tomasi giocò 86 partite in maglia bianconera, realizzando 15 goal, contribuendo alla vittoria della Coppa Italia del 1938.DA “IL CALCIO ILLUSTRATO” DEL 27 OTTOBRE 1937Nell’estate del 1933 la Roma si attrezzò per formare uno squadrone. Fece giungere dall’Argentina autentici fuori classe quali Guaita, Scopelli e Stagnaro ed acquistò, quale centrattacco in sostituzione di Banchero che non aveva mai soddisfatto, il ligure Tomasi. Quest’ultimo ingaggio non mancò di mettere in curiosità il pubblico italiano che non conosceva affatto Tomasi, il quale, d’altronde, non poteva essere conosciuto, avendo giocato molto tempo a Nizza, nell’Olimpique, in compagnia del famoso ungherese Ljka. Appunto a Nizza l’avevano visto giocare i giallo-rossi, in occasione di una di quelle non infrequenti calate delle nostre squadre in Costa Azzurra. Per l’appunto la Roma aveva incontrato una mista Nizza-Cannes e Tomasi, giocando centro-avanti, aveva fatto una splendida figura. L’accompagnatore romano Biancone s’interessò di questo giocatore italiano e la Roma ne trattò l’acquisto. Ecco dunque Tomasi in giallo-rosso, ed ecco l’immaginifico tifo romano che battezza la prima linea della nuova Roma come la... « linea delle meraviglie », poiché era stato deciso che la Roma avrebbe schierato i suoi avanti così: Costantino - Scopelli - Tomasi - Bernardini - Guaita. Vedremo poi come la « linea delle meraviglie » non riuscisse a giocare nella formazione ideale.Occupiamoci del nostro, per così dire, ab ovo. Ernesto Tomasi è nato a Ventimiglia il 30 ottobre 1906 (a giorni compirà perciò il trentunesimo anno) e, contrariamente a quanto succede agli altri giocatori in erba, non ha mai fatto parte di squadre cosiddette uliciane. Ha cominciato a giocare nella squadra ragazzi del Ventimiglia nell’immediato dopoguerra ed all’età di quindici anni – vale a dire nel 1922 – s’è trovato... scaraventato in prima squadra. Il Ventimiglia non aveva eccessive pretese: partecipava ai campionati di terza divisione e doveva disputare le finali.Per l’appunto nella prima di queste finali (e Tomasi ricorda anche la partita: Ventimiglia-Mulassano) eccolo in linea come mezz’ala sinistra. Va bene. Resta in prima squadra e ci rimane per quattro anni filati. Una specie di... Olimpiade Ventimigliese. Bisogna dunque arrivare al 1926 per constatarne il primo trasferimento.Il quale lo porta al Savona, squadra di seconda divisione. C’è dunque un graduale progresso in questo ragazzo che gioca in tutti i posti della prima e della seconda linea. Il Savona, per esempio, lo acquista come mezz’ala, ma poi lo fa giocare centro sostegno, ed infine centrattacco.Saltiamo altri quattro anni. Un’altra... Olimpiade. A furia di olimpiadi andrà a finire olimpionico sul serio. Ed eccolo infatti, nel 1930, a Nizza, centravanti definitivo dell’Olimpique. Qui comincia la notorietà del calciatore.A Nizza s’impone, per cui, per ben dieci volte è chiamato a far parte della Rappresentativa Sud-Est, Due volte come centravanti, poi due volte mezz’ala destra, infine sei volte mezz’ala sinistra. Rimane fuori rappresentativa in tre occasioni: per le partite in cui la Francia Sud-Est doveva essere opposta alla Nazionale B d’Italia ed alla Rappresentativa Piemontese. Sapete già come la Roma, nel maggio 1933, lo vedesse all’opera e lo ammettesse nelle proprie file. L’unica stranezza di questo trasferimento è che a Nizza non c’è rimasto per quattro anni, ma per tre. (Poco male; il quadriennio doveva ricomparire nella permanenza a Roma).Grande attesa a Roma per vedere all’opera la... prima linea delle meraviglie. Ma l’attesa prima linea non può giocare subito nella formazione voluta dai dirigenti e dal pubblico perché Bernardini, che avrebbe dovuto allinearsi come mezz’ala sinistra, deve rimanere a letto per la febbre. Tomasi, non nuovo al ruolo, lo sostituisce e come centravanti si ripresenta Banchero. La Roma va a Nizza, proprio contro 1’Olimpique. Debutto clamoroso: la Roma vince per 8 a 3 ma Tomasi, all’inizio della ripresa, si frattura il perone. Addio, linea delle meraviglie!Mentre la Roma cerca una soluzione (ed al centro della prima linea si avvicendano Belladonna, Banchero e Guaita), Tomasi in un mese e mezzo si rimette a posto. Il medico lo dà per perfetto guarito al 15 ottobre, ma già 1’8 dello stesso mese Barbesino è costretto a lasciar fuori squadra Costantino, in cattiva forma, e innestare all’ala destra Tomasi. Il quale gioca così a Casale: la Roma vince per 2 a 0 e Tomasi segna il primo goal. Rimane ala destra contro la Pro Vercelli, nella partita successiva, ma alla terza esibizione cambia ruolo: rientra Costantino e Tomasi gioca mezz’ala destra: partita sfortunata poiché il Bologna vince con una rete di Schiavio al penultimo minuto! È solamente la domenica seguente che Barbesino riesce a presentare Tomasi centrattacco, con Scopelli e Bernardini ai fianchi, La Roma deve incontrare la Lazio, eterna rivale, e vince. Vince grosso: cinque a zero. Tomasi e Bernardini si dividono il lauto bottino: anzi, Tomasi segna ben tre volte. E dunque fisso al centro della prima linea? Pare di sì. Ma ecco che Barbesino, alla XII giornata, nella partita Genova-Roma, sperimenta Guaita mandando Tomasi mezzo sinistro. La Roma perde, ma Barbesino insiste. La Roma, perde ancora (ed è l’Ambrosiana che a Testaccio vince per un goal di Demaria ancora all’ultimo minuto). Comunque Tomasi non tornerà più centrattacco, salvo a cambiare idea la partita successiva. E così, con Tomasi che gironzola da un posto all’altro della prima linea, ha termine la stagione sportiva 1933-34.Poi la Roma scoprirà le doti di Tomasi quale centro sostegno e sostegno laterale. Ormai l’ometto è il « buono a tutto fare », è un giocatore jolly, come il collega Buscaglia del Napoli, come Prato del Torino, come Varglien II della Juventus. Giocatore apprezzato e per il suo valore e per la sua serietà.Avrebbe dovuto rimanere a Roma sino al termine della sua carriera. Ma invece... ecco che sta per scadere il quadriennio, ed ecco che Tomasi incappa in un gravissimo infortunio nella partita Juventus-Roma del 22 novembre 1936. Deve rimanere qualche mese a riposo. Rientra, ma poi il ginocchio gli dà fastidio, e deve rimanere ancora a riposo. Le diagnosi dei medici sono catastrofiche. Sembra che non potrà più giocare, o almeno, che non potrà più giocare in una grande squadra. La Roma si decide a metterlo in libertà. Tomasi va alla Juventus che lo accoglie nelle proprie file... sotto riserva e con speciale contratto. Solo se farà un certo numero di partite gli verrà corrisposta una cifra tot. Tomasi, che si sente sicuro del fatto suo, accetta. La prima partita –amichevole – contro il Torino non va eccessivamente bene. Gli juventini scuotono il capo. Tomasi invece continua ad allenarsi. Segue la Juventus nel giro in Jugoslavia, poi va in vacanza. Rientra a settembre in splendide condizioni dì forma. Gioca mezz’ala: destra finché Borel II non rientra in isquadra. Alla terza giornata già è il miglior uomo della prima linea, tanto che Rosetta stesso si meraviglia come la Roma abbia « messo in libertà un giocatore così formidabile ».Nella partita Torino-Juventus rientra Borel II e Tomasi si sposta mezz’ala sinistra, ruolo che mantiene tutt’ora con rara ed invidiata efficacia. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2007/11/ernesto-tomasi.html
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ERNESTO TOMASI https://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Tomasi Nazione: Italia Luogo di nascita: Ventimiglia (Imperia) Data di nascita: 30.10.1906 Luogo di morte: Vallecrosia (Imperia) Data di morte: 06.04.1997 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: Totó Alla Juventus dal 1937 al 1940 Esordio: 12.09.1937 - Serie A - Juventus-Livorno 2-0 Ultima partita: 09.06.1940 - Coppa Italia - Fiorentina-Juventus 3-0 86 presenze - 15 reti 1 coppa Italia Ernesto Tomasi (Ventimiglia, 30 ottobre 1906 – Vallecrosia, 6 aprile 1997) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista. Ernesto Tomasi Nazionalità Italia Calcio Ruolo Allenatore (ex centrocampista) Termine carriera 1947 - giocatore 1952 - allenatore Carriera Giovanili Ventimigliese Squadre di club 192?-1927 Ventimigliese ? (?) 1927-1930 Savona 65 (29) 1931-1933 Nizza 41 (22) 1933-1937 Roma 106 (16) 1937-1940 Juventus 86 (15) 1940-1943 Savona 70 (16) 1945 Sanremese ? (?) 1946 Vogherese ? (?) 1946-1947 Cannes 6 (2) Carriera da allenatore 1942-1945 Savona 1945-1946 Sanremese 1950-1952 Sanremese Carriera Calciatore "Totò" Tomasi, fratello di Arturo (1908-2012), anch'egli cresce calcisticamente nella Ventimigliese, per poi trasferirsi a vent'anni al Savona. Va quindi a giocare per due anni in Francia, prima con il Nizza e successivamente con l’Olympique Marsiglia. Nel ’33 torna in Italia per accasarsi alla Roma, dove in 4 stagioni supera le 100 presenze. Giunge infine alla Juventus nel 1937. Gioca interno di regia, abile costruttore di gioco e uomo assist. La prima volta che scende in campo con i colori bian-coneri è il 12 settembre ’37, la Juve batte il Livorno per 2-0 in una partita valida per il campionato di Serie A. Si aggiudica con la Juve la coppa Italia del 1938, quindi lascia Torino nel 1940 per accasarsi nuovamente a Savona, dove si ferma 3 anni prima del conflitto bellico. Ha detenuto il record di 3 marcature in una singola partita nel derby di Roma per quasi 70 anni, dal 1933 al 2002, quando Vincenzo Montella lo superò con 4 goal in un derby. Allenatore Fu allenatore della Sanremese e del Savona. Palmarès Giocatore Competizioni regionali Campionato italiano di terza divisione: 1 - Ventimigliese: 1926-1927 Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938
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ENRICO SANTIÁ https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Santià Nazione: Italia Luogo di nascita: Santhiá (Vercelli) Data di nascita: 06.11.1918 Luogo di morte: Vercelli Data di morte: 18.01.1996 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1940 Esordio: 13.02.1938 - Serie A - Napoli-Juventus 1-1 Ultima partita: 12.05.1940 - Serie A - Bari-Juventus 2-1 21 presenze - 4 reti 1 coppa Italia Enrico Santià (Santhià, 6 novembre 1918 – Vercelli, 18 gennaio 1996) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Enrico Santià Santià (in piedi, secondo da destra) alla Juventus nella stagione 1939-1940 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1935-1936 GUF Torino ? (?) 1937-1940 Juventus 21 (4) 1940-1941 Novara 15 (5) 1941-1942 Torino 3 (0) 1942-1944 Padova 22 (3) Carriera Dopo aver giocato nel GUF di Torino, passa alla Juventus dove rimane tre stagioni, senza riuscire a imporsi come titolare (21 presenze complessive). Nel 1940 passa al Novara e nel 1941 al Torino (3 sole presenze in campionato coi granata). Dal 1942 al 1944 gioca per il Padova. In carriera ha totalizzato complessivamente 58 presenze e 12 reti in Serie A. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938
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LODOVICO DE FILIPPIS https://it.wikipedia.org/wiki/Lodovico_De_Filippis Nazione: Italia Luogo di nascita: Ancona Data di nascita: 22.12.1915 Luogo di morte: Palazzolo sull'Oglio (Brescia) Data di morte: 12.03.1985 Ruolo: Attaccante Altezza: 170 cm Peso: 68 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1939 Esordio: 26.09.1937 - Serie A - Juventus-Bari 3-1 Ultima partita: 21.05.1939 - Serie A - Juventus-Torino 1-1 65 presenze - 13 reti 1 coppa Italia Lodovico De Filippis, in alcuni casi scritto anche Ludovico (Ancona, 22 dicembre 1915 – Palazzolo sull'Oglio, 12 marzo 1985), è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante. Giocava da ala destra. Lodovico De Filippis De Filippis alla Juventus nella stagione 1937-1938 Nazionalità Italia Italia (dal 1946) Altezza 170 cm Peso 68 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex attaccante) Termine carriera 1952 - giocatore 1964 - allenatore Carriera Giovanili 19??-19?? Fano Squadre di club 1932-1936 Fano 96 (28) 1936-1937 Bologna 4 (0) 1937-1939 Juventus 65 (13) 1939-1940 → Venezia 25 (5) 1940-1943 Triestina 71 (14) 1945-1948 Brescia 90 (23) 1948-1949 Pro Sesto 28 (8) 1949-1952 Marzoli Palazzolo ? (?) Carriera da allenatore 1951-1952 Marzoli Palazzolo 1963-1964 Fanfulla Carriera Ha disputato 8 campionati di Serie A (più l'anomalo campionato 1945-1946) con le maglie di Bologna, Juventus, Venezia (in prestito dai bianconeri) e Triestina e Brescia, totalizzando 187 presenze e 33 reti. Si è aggiudicato uno scudetto nella stagione 1936-1937 con la maglia del Bologna, sia pur con 4 sole presenze all'attivo, e una Coppa Italia, nella stagione 1937-1938, realizzando una rete nell'andata della doppia finale contro il Torino. Ha disputato inoltre due campionati di Serie B con Brescia e Pro Sesto, con 58 presenze e 16 reti. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Bologna: 1936-1937 Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938
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BRUNO DANTE https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Dante Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 14.02.1920 Luogo di morte: Torino Data di morte: 15.10.2002 Ruolo: Attaccante Altezza: 167 cm Peso: 63 kg Soprannome: Viri Alla Juventus dal 1937 al 1938 Esordio: 08.12.1937 - Coppa Italia - Juventus-Aquila 4-1 1 presenza - 1 rete 1 coppa Italia Bruno Dante (Torino, 14 febbraio 1920 – 15 ottobre 2002) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Bruno Dante Nazionalità Italia Altezza 167 cm Peso 63 kg Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1937-1938 Juventus 1 (1) 1938-1940 Spezia 4 (0) 1940-1941 Cuneo 14 (8) 1941 Torino 0 (0) 1941-1944 → Biellese 62 (32) 1945-1946 Vigevano ? (3) 1946-1947 Venezia 30 (5) 1947-1949 Livorno 49 (6) 1949-1951 Genoa 39 (6) 1951-1952 Messina 13 (0) 1952-1953 Biellese 24 (6) 1953-1957 Cenisia 7+ (?) Carriera Tesserato in gioventù per la Juventus e poi per il Torino, che lo prestò per alcune stagioni alla Biellese. Giocò poi per cinque campionati in Serie A con Venezia, Livorno e Genoa. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938 Serie C: 2 - Spezia: 1939-1940; Biellese: 1942-1943
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MARIO BERGONZINI Non deve essere facile per un emiliano, a metà degli anni Trenta, venire a vestire di bianconero. Sono anni leggendari per la Juve che ha appena vinto cinque scudetti di fila, ma è anche epoca di miti e leggende per il “Bologna che tremare il mondo fa”.Così, il primo assoluto della storia, modenese del 1912, Mario Bergonzini, è accolto con una punta di scetticismo in una squadra che sta lottando con Ambrosiana e Bologna per riconquistare il tricolore. Gioca all’ala destra, non è un fenomeno ma nemmeno uno sprovveduto, certo non gli giova la concorrenza del più tosto Defilippis.Parte comunque bene e segna un goal decisivo sul campo dell’Atalanta, il 19 settembre 1937, alla seconda giornata. Non basta per mantenere il posto e le attese.Lascia la squadra vice Campione d’Italia a due punti dall’Ambrosiana, per andare alla Salernitana. Bilancio modesto, quattro partite e un goal, quello appunto all’Atalanta. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2011/06/mario-bergonzini.html
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MARIO BERGONZINI https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Bergonzini Nazione: Italia Luogo di nascita: Modena Data di nascita: 07.07.1912 Luogo di morte: Modena Data di morte: 13.03.1988 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1938 Esordio: 12.09.1937 - Serie A - Juventus-Livorno 2-0 Ultima partita: 13.02.1938 - Serie A - Napoli-Juventus 1-1 4 presenze - 1 rete 1 coppa Italia Mario Bergonzini (Modena, 7 luglio 1912 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Mario Bergonzini Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1946 Carriera Squadre di club 1936-1937 Cosenza 11 (0) 1937-1938 Juventus 4 (1) 1938-1941 Salernitana 61 (21) 1943-1944 Centese 2 (0) 1945-1946 Mirandolese ? (?) Caratteristiche tecniche Era un'ala. Carriera Ha giocato in Serie A con la Juventus ed in Serie B con la Salernitana. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938
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SAVINO BELLINI Nasce a Portomaggiore (in provincia di Ferrara), il primo dicembre 1913. Si mette in luce nella Spal, poi al Novara e, infine, arriva a Torino nell’estate del 1937. Si segnala come ala ambidestra veloce e diligente nel cross dal fondo. Esordisce in bianconero il 12 settembre 1937 a Torino, nella partita contro il Livorno e realizzando il goal del definitivo 2-0 al portiere labronico Bulgheri, dopo che le marcature erano state aperte da Borel I.Rapido esecutore in fase conclusiva, risulta tra gli artefici dei due successi in Coppa Italia. Infatti, contribuisce alla vittoria della Coppa Italia nel 1938, scendendo in campo in entrambe le finali contro il Torino, segnando il primo e il terzo goal nella partita di andata. Si ripeterà nell’edizione del 1942, stavolta contro il Milano segnando il goal del pareggio nella gara di andata.Nel 1938 conquista la convocazione in Nazionale. Proprio in un allenamento con gli azzurri a Venezia, in un banale contrasto di gioco, si infortuna gravemente a una gamba e la sua ascesa calcistica rallenta sino a declinare inesorabilmente.Milita in bianconero fino a tutto il campionato di guerra del 1944, totalizzando 126 presenze e 34 reti.“HURRÀ JUVENTUS” GENNAIO 1977 Bellini è tipo dall’aria scura e pure truce, che in campo spesso si illumina e spazia senza confini.Bellini è l’ala destra dei bianconeri edizione 1937-38 e 1938-39. Non sono annate deliziose, né per i supporter né per i giocatori, ma la prima (1937-38) riserva qualche giornata di gloria vera ancorché rapinosa.Uno come Bellini, truce e pure opportunista interprete del ruolo, non si lascia sfuggire l’occasione per mettersi in luce. Alla fine, per lui, sono scampoli di notorietà. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2011/04/savino-bellini.html
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SAVINO BELLINI https://it.wikipedia.org/wiki/Savino_Bellini Nazione: Italia Luogo di nascita: Portomaggiore (Ferrara) Data di nascita: 01.12.1913 Luogo di morte: Portomaggiore (Ferrara) Data di morte: 06.11.1974 Ruolo: Attaccante Altezza: 168 cm Peso: 65 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1944 Esordio: 12.09.1937 - Serie A - Juventus-Livorno 2-0 Ultima partita: 28.05.1944 - Campionato di guerra - Inter-Juventus 2-1 126 presenze - 35 reti 2 coppe Italia Savino Bellini (Portomaggiore, 1º dicembre 1913 – Portomaggiore, 6 novembre 1974) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano. Savino Bellini Bellini alla Juventus Nazionalità Italia Altezza 168 cm Peso 65 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex attaccante) Termine carriera 1948 - giocatore 1956 - allenatore Carriera Giovanili 19??-1931 Portuense Squadre di club 1931-1934 Portuense ? (?) 1934-1936 SPAL 56 (25) 1936-1937 Novara 21 (6) 1937-1944 Juventus 105 (28) 1943-1944 Milano 0 (0) 1944-1945 Varese ? (?) 1945-1946 Inter 7 (1) 1946-1948 SPAL 31 (5) Carriera da allenatore 1955-1956 Faenza Carriera Ala di grande carattere e temperamento, cresce in Prima Divisione - terzo livello del calcio italiano fino al 1935 per diventare poi il quarto - nella Portuense allenata da Paolo Mazza che ne riesce a plasmare il vigore trasmettedogli anche i rudimenti tecnici necessari per crescere. La grande opportunità per Bellini è appunto legata a Mazza, ovvero all'inizio dell'avventura alla SPAL del futuro Mago di campagna. Mazza, prima di arrivare alla SPAL come allenatore nel 1936, ne consiglia l'acquisto nel 1934, pertanto il non ancora ventunenne Bellini compie i 20 chilometri che separano Portomaggiore da Ferrara e passa in Serie B alla SPAL. I 2 campionati di Bellini alla SPAL sono ottimi, gli consentono di mettere in luce le sue doti e gioca 56 partite mettendo a segno 25 reti. Le cose invece non sono così positive per la SPAL che nel 1936 retrocede in Serie C. Bellini passa quindi al Novara e per lui c'è l'esordio - il 13 settembre 1936 - e le prime 21 partite in Serie A. Il Novara retrocede e per Bellini è giunto il momento di passare ad un grosso club. A Bellini si interessa la Juventus, allenata da Virginio Rosetta ed in cui militano Foni, Gabetto e molti altri campioni, che lo acquista. L'esordio nella Juve avviene il 12 settembre 1937 a Torino contro il Livorno e la sua soddisfazione aumenta quando al 29º del secondo tempo segna il goal del definitivo 2 a 0 al livornese Bulgheri dopo che le marcature erano state aperte da Borel I. La carriera di Bellini sembra lanciata verso grandi mete, titolare dei bianconeri che uscivano dal famoso quinquennio d'oro in cui si imposero per 5 anni di fila nella conquista dello scudetto, Bellini contribuisce alla vittoria della Coppa Italia nel 1938, scendendo in campo con i bianconeri in entrambe le finali - 1º maggio e 8 maggio - contro il Torino e segnando addirittura il primo e il terzo goal nella partita d'andata - la stessa cosa si ripeterà nel 1942 quando giocherà ancora entrambe le finali per la conquista della Coppa, stavolta contro il Milano segnando il goal del pareggio nella gara d'andata. Per Bellini arriva quindi, nel 1938, la convocazione in Nazionale. Proprio in un allenamento con la Nazionale a Venezia, in un banale contrasto di gioco, si infortuna gravemente ad una gamba e da allora la sua ascesa calcistica rallenta sino a declinare inesorabilmente. Resterà alla Juve sino al 1944 disputando alcune partite anche nel campionato di Guerra, l'ultima il 28 maggio 1944 contro l'Ambrosiana Inter. Prima della fine della guerra veste, nel 1944, la maglia del Varese che però si ritira dopo il girone d'andata, quindi gioca alcune amichevoli con il Milan per poi approdare proprio all'Inter - ritornata alla vecchia denominazione e allenata da Carlo Carcano - al termine del conflitto e nel 1945 - primo campionato del dopoguerra - esordisce con i neroazzurri accanto al futuro spallino Guaita. A seguito dei postumi dell'infortunio, dell'inattività durante lunghe fasi del conflitto e dell'età ormai non più verde, la sua carriera appare ormai compromessa. Nonostante ciò il 15 aprile 1946 fa parte della compagine azzurra che a Parigi - in occasione del torneo internazionale dedicato al congresso della Federazione generale del lavoro - affronterà Francia (al termine vincitrice del torneo) e Svizzera. Altre nazioni partecipanti furono Polonia, Russia e Belgio. Di quella squadra azzurra si ricordano Giuseppe Meazza, Leandro Remondini e Alfredo Bodoira. Chiude con la Serie A e con l'Inter il 30 giugno 1946 contro il Bari. Torna quindi a Ferrara con la SPAL dove nel frattempo Mazza è diventato presidente. Una stagione di Serie B prima di approdare ancora alla Portuense e concludere definitivamente la propria carriera di calciatore per intraprendere quella di allenatore, prima scendendo ancora in campo, poi solo nel ruolo di trainer. Oltre alla Portuense Bellini allenò anche il Faenza, il Baracca Lugo e il Cervia. Scomparso nel 1974, gli è stato intitolato lo stadio di Portomaggiore. In Serie A Bellini ha giocato 131 partite segnando 33 goal oltre a 3 partite e 2 reti nel campionato di guerra (con la Juventus) oltre ad un numero non noto di gare giocate con la maglia del Varese. Ha inoltre giocato 17 gare segnando 5 reti in Coppa Italia e 4 partite con 2 goal in competizioni internazionali con la Juventus e 87 gare segnando 30 reti in Serie B con la SPAL. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 2 - Juventus: 1937/38, 1941/42
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GIUSEPPE TROTTER https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Trotter Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 01.07.1918 Luogo di morte: Canelli (Asti) Data di morte: 07.06.1975 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1938 0 presenze - 0 reti 1 coppa Italia Giuseppe Trotter (Torino, 1º luglio 1918 – Canelli, 7 giugno 1975) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Giuseppe Trotter Nazionalità Italia Calcio Ruolo Allenatore (ex centrocampista) Termine carriera 1950 - giocatore 19?? - allenatore Carriera Giovanili ????-1937 Juventus Squadre di club 1937-1938 Juventus 0 (0) 1938-1943 → Salernitana 124 (4) 1943-1944 → Cuneo 12 (0) 1945-1950 Canelli ? (?) Carriera da allenatore 19?? Canelli Carriera Di ruolo mediano, ha fatto tutta la trafila delle giovanili della Juventus fino ad approdare in prima squadra nel 1937-1938, senza tuttavia esordire in campionato. Nel 1938 passa alla Salernitana, squadra in cui giocherà fino al settembre 1943 quando scoppia la guerra. Con i campani disputa un campionato di Serie B con 25 presenze e una rete (1938-1939) e quattro di Serie C. Tornato al nord, milita nel Cuneo nel campionato di Divisione Nazionale 1943-1944. Alla fine della guerra, lasciata la Juventus che ancora ne deteneva il cartellino, si trasferisce a Canelli dove giocherà nella squadra locale fino al 1950. In seguito sarà anche allenatore della prima squadra. Palmarès Giocatore Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938 Serie C: 1 - Salernitana: 1942-1943
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ENZO GARAVOGLIA https://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Garavoglia Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 03.01.1920 Luogo di morte: Torino Data di morte: 01.05.1996 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1938 0 presenze - 0 reti 1 coppa Italia Enzo Garavoglia (Torino, 3 gennaio 1920 – 1º maggio 1996) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Enzo Garavoglia Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1936-1937 Biellese 1 (0) 1937-1938 Juventus 0 (0) 1947-1948 Fossanese 26 (2) 1948-1949 Parma 34 (15) 1949-1951 Catania 47 (11) 1951-1952 Acireale 25 (10) 1952-1953 → Biellese 19 (6) 1953-195? Akragas ? (?) Carriera Dopo aver esordito in Serie C con la Biellese, nella stagione 1937-1938 ha giocato nella Juventus. Debutta in Serie B con il Parma nel 1948-1949, disputando 33 gare e segnando 15 reti. L'anno successivo passa al Catania dove gioca per altre due stagioni in Serie B collezionando 47 presenze ed 11 reti. Dopo una stagione alla Biellese, lascia definitivamente il Catania nel 1953, quando viene posto in lista di trasferimento e si trasferisce all'Akragas. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938
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EMILIO FORLANO Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1938 al 1939 Esordio: 23.10.1938 - Amichevole - Novara-Juventus 3-0 0 presenze - 0 reti
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RUGGERO DI CUONZO https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Di_Cuonzo Nazione: Italia Luogo di nascita: Barletta (Barletta-Andria-Trani) Data di nascita: 30.03.1919 Luogo di morte: Roma Data di morte: 14.10.1995 Ruolo: Centrocampista Altezza: 185 cm Peso: 73 kg Soprannome:- Alla Juventus dal 1937 al 1938 Esordio: 31.10.1937 - Amichevole - Cuneo-Juventus 0-5 0 presenze - 0 reti 1 coppa Italia Ruggero Di Cuonzo (Barletta, 30 marzo 1919) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Ruggero Di Cuonzo Di Cuonzo (in piedi, secondo da destra) nel Brescia della stagione 1940-1941 Nazionalità Italia Altezza 185 cm Peso 73 kg Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1951 Carriera Squadre di club 1936-1937 Novara 1 (0) 1937-1938 Juventus 0 (0) 1938-1939 Marzotto Valdagno ? (?) 1939-1940 Venezia 0 (0) 1940-1941 Brescia 19 (0) 1941-1943 Vigevano ? (?) 1943-1944 Marzotto Valdagno 10 (1) 1945-1946 Lecco 21 (3) 1946-1947 Vigevano 39 (0) 1947-1950 Mortara ? (?) 1950-1951 Casale 33 (0) Caratteristiche tecniche Giocava come mediano. Carriera Ha giocato una gara nel 1936-1937 in serie A con il Novara, il 17 gennaio 1937, Novara-Sampdoria (3-3), poi 19 gare in Serie B con il Brescia nel 1940-1941 e 21 partite con il Lecco nel 1945-1946, poi in Serie C con Vigevano e Casale. In carriera ha totalizzato 57 presenze in Serie B, una in Serie A e 21 in B/C nel 1945-1946. Nel 1943-1944 partecipò al Campionato Alta Italia 1944 con il Marzotto Valdagno. Ha vinto una Coppa Italia con la Juventus. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1- Juventus: 1937-1938
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BRUNO CHIAVACCI https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Chiavacci Nazione: Italia Luogo di nascita: Piombino (Livorno) Data di nascita: 25.05.1915 Luogo di morte: Prato Data di morte: 11.04.1985 Ruolo: Centrocampista/Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1938 0 presenze - 0 reti 1 coppa Italia Bruno Chiavacci (Piombino, 25 maggio 1915 – Prato, 11 aprile 1985) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante o centrocampista. Era conosciuto come Chiavacci (II) per distinguerlo da suo fratello Alberto, a sua volta calciatore professionista. Bruno Chiavacci Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante, centrocampista Termine carriera 1947 Carriera Squadre di club 1931-1932 Sempre Avanti 4 (2) 1932-1933 Domenico Malfatti ? (?) 1933-1937 Sempre Avanti 99+ (26+) 1937-1938 Juventus 0 (0) 1938-1943 Prato 119 (26) 1945 Prato 9 (1) 1945-1947 Prato 46 (7) Caratteristiche tecniche Ad inizio carriera giocava come centravanti, ma con il passare degli anni venne arretrato a giocare come mezzala sinistra. Carriera Nella stagione 1931-1932 ha segnato 2 gol in 4 presenze nella Sempre Avanti Piombino, in Prima Divisione (la terza serie dell'epoca). Dopo una stagione nella S.S. Domenico Malfatti è tornato al Piombino, dove è rimasto fino al 1937, giocando sempre in terza serie. Nella stagione 1937-1938 passò alla Juventus in Serie A, con la quale vinse la Coppa Italia; successivamente è passato al Prato, con cui ha giocato tre campionati consecutivi in Serie C per un totale di 76 presenze e 15 gol; al termine della stagione 1940-1941 i toscani sono stati promossi in Serie B, categoria in cui Chiavacci ha segnato 3 gol in 25 partite nella stagione 1941-1942. A fine anno la squadra è retrocessa in Serie C, e Chiavacci ha messo a segno 8 reti in 18 presenze in terza serie. Dopo aver segnato un gol in 9 presenze nel Campionato Regionale Misto del 1945, ha disputato 25 partite nel campionato misto di Serie B e C nella stagione 1945-1946, contribuendo alla promozione del Prato in Serie B con 7 gol. Ha poi giocato ancora in Serie B nel Prato, ritirandosi al termine della stagione 1946-1947, nella quale ha disputato 21 partite senza mai segnare. In carriera ha giocato complessivamente 46 partite di Serie B, con anche 3 gol segnati. Morto l'11 aprile 1985 a Prato, a lui è dedicato il secondo impianto calcistico della città di Prato, il campo sportivo "Bruno Chiavacci" di via del Purgatorio. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938 Serie C: 2 - Prato: 1940-1941, 1945-1946
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PIETRO TABOR https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Tabor Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 13.03.1919 Luogo di morte: Genova Data di morte: 29.07.1944 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1937 al 1938 Esordio: 11.11.1936 - Amichevole - Albese-Juventus 1-7 Ultima partita: 19.06.1938 - Amichevole - Biellese-Juventus 2-5 0 presenze - 0 reti 1 coppa Italia Pietro Tabor (Torino, 13 marzo 1919 – Genova, 29 luglio 1944) è stato un calciatore italiano, di ruolo terzino destro. Muore nel luglio 1944 all'età di 25 anni a seguito di un bombardamento aereo compiuto su Genova. Pietro Tabor Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 1944 Carriera Giovanili Juventus Squadre di club 1937-1938 Juventus 0 (0) 1938-1939 Lucchese 28 (0) 1939-1940 Livorno 32 (0) 1940-1941 Bari 9 (0) 1941-1944 Liguria 59 (5) Carriera Cresciuto nelle giovanili della Juventus, senza riuscire ad approdare in prima squadra, passa nel 1938 alla Lucchese, con cui disputa da titolare il torneo di Serie A 1938-1939, che i toscani, chiudono all'ultimo posto. A fine stagione passa al Livorno, compagine anch'essa appena retrocessa in B, con la quale ottiene l'immediato ritorno in massima serie, quindi si trasferisce al Bari, dove non è titolare (9 presenze in campionato) e dove colleziona un altro ultimo posto in Serie A. Tabor resta comunque in massima serie, acquistato nell'estate 1942 dal Liguria, con cui disputa due campionati di massima serie da titolare. Nella seconda stagione chiude per la terza il campionato all'ultimo posto, pur realizzando le sue uniche 5 reti in massima serie, fra cui una, su calcio di rigore, in un derby contro il Genoa, risultando il secondo marcatore stagionale dei rossoneri alle spalle di Ernani D'Alconzo. Durante l'interruzione bellica dei campionati nazionali ufficiali, disputa con la maglia del Liguria anche il Campionato Alta Italia 1944, in cui totalizza 15 presenze. In carriera ha totalizzato complessivamente 96 presenze e 5 reti in Serie A, e 32 presenze in Serie B. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938
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CINZIO SCAGLIOTTI https://it.wikipedia.org/wiki/Cinzio_Scagliotti Nazione: Italia Luogo di nascita: Alessandria Data di nascita: 26.03.1911 Luogo di morte: Firenze Data di morte: 26.12.1985 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1936 al 1937 Esordio: 13.09.1936 - Serie A - Bari-Juventus 1-1 Ultima partita: 16.05.1937 - Serie A - Fiorentina-Juventus 2-2 19 presenze - 5 reti Cinzio Scagliotti (Alessandria, 26 marzo 1911 – Firenze, 26 dicembre 1985) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano. Cinzio Scagliotti Nazionalità Italia Calcio Ruolo Allenatore (ex attaccante) Termine carriera 1945 - giocatore 1950 - allenatore Carriera Giovanili Alessandria Squadre di club 1929-1933 Alessandria 95 (28) 1933-1936 Fiorentina 71 (18) 1936-1937 Juventus 19 (5) 1937-1939 Milano 10 (1) 1939-1940 Prato 16 (2) 1940-1941 Salernitana 15 (1) 1941-1942 Baratta Battipaglia ? (?) 1942-1944 Forlimpopoli 1+ (?) 1944-1945 Fiorentina 1 (0) 1946-1947 Colligiana ? (?) Carriera da allenatore 1941-1942 Baratta Battipaglia 1943-1944 Forlimpopoli 1946-1947 Colligiana 1947-1948 Lanciotto Campi Bisenzio 1949-1950 Cesena Biografia Buon giocatore degli anni trenta, militò in squadre di alto livello come Alessandria, Fiorentina, Juventus e Milan, prima di chiudere la carriera in Serie C; di ruolo attaccante, fu prevalentemente mezzala sinistra, venendo all'occorrenza schierato anche come centravanti. Dopo la fine della carriera di calciatore allenò, dedicandosi in particolar modo e per lungo tempo all'attività giovanile. Morì nel 1985, all'età di 74 anni; la Società Sportiva Audace Galluzzo gli ha dedicato un torneo giovanile di calcio a carattere regionale, riservato alla categoria esordienti. Carriera Calciatore Esordì in Serie A a 18 anni, nella gara Modena-Alessandria (0-1) del 2 febbraio 1930; a partire dal campionato 1930-1931 fu schierato titolare con continuità e attirò le attenzioni del commissario tecnico della Nazionale italiana Vittorio Pozzo, che nel 1933 lo convocò in Nazionale (non fu tuttavia schierato in alcuna partita degli azzurri) e delle squadre più ricche; nel 1932 fu vicino al trasferimento al Napoli, ma lasciò Alessandria solo l'anno dopo, quando venne ceduto alla Fiorentina. Con i viola esordì anche a livello internazionale il 23 giugno 1935, nella gara di Coppa dell'Europa Centrale contro l'Újpest, vinta dai toscani per 4-3. Lasciò Firenze nel 1937 per giocare, da riserva, nella Juventus e poi nel Milan. Militò infine in terza serie, vestendo le maglie di varie squadre (Prato, Salernitana, Baratta Battipaglia e Forlimpopoli). Allenatore Smessi i panni di giocatore, indossò quelli di allenatore nelle serie minori, con Forlimpopoli, Colligiana e Cesena (subentrò ad Arnaldo Pantani durante il campionato di Serie C 1949-1950). Dalla fine degli anni cinquanta fu istruttore presso il Nucleo Addestramento Giovani Calciatori di Firenze; fu pigmalione di Luciano Chiarugi e Andrea Orlandini, che vestirono le maglie della Fiorentina e della Nazionale italiana, e di Adriano Lombardi. Il suo lavoro con le nuove leve fu premiato, nel 1973, con l'assegnazione del premio «Seminatore d'oro» per le giovanili. Palmarès Giocatore Competizioni regionali Campionato toscano di guerra: 1 - Fiorentina: 1944-1945
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GIACOMO NERI Il brutto quando arrivi a novantadue anni con i ricordi illibati – scrive Andrea De Benedetti sul “Guerin Sportivo” del 18-24 novembre 2008 –, è che non hai più con chi condividerli. Il bello è che le cose che hai da raccontare non le potrebbe raccontare nessun altro. Sei rimasto solo tu a conservare le chiavi del passato, a fare da tramite fra il presente e la storia, che nel caso del calcio è quasi la «preistoria»›. Giacomo Neri è l’ultimo testimone di un’epoca (nonché il più anziano azzurro vivente) in cui per giocare a pallone si guadagnavano duemila lire al mese e ci si sentiva già dei privilegiati, in cui partire, anche solo per spostarsi da Faenza a Livorno, era davvero «un po’ morire», in cui nessuno ti riconosceva per strada ma il tuo lavoro era davvero riconosciuto, nel senso di «rispettato», da tutti. Di lui, oggi, si ricordano in pochi, fuori dall’ambito locale. Non lo ricordano i giornalisti, con l’unica luminosa eccezione di Angelo Emiliani, che qualche tempo fa gli ha dedicato un bellissimo pezzo sul settimanale faentino «Sette sere». Non lo ricordano i libri di storia del calcio, che quasi mai si soffermano sui personaggi «minori» (ammesso che Neri possa essere considerato tale) dimenticando la lezione di Marc Bloch e l’importanza della microstoria. Non lo ricordava neppure Massimo Moratti, che nei festeggiamenti per i cent’anni del club ha premiato il novantunenne Antonio Caracciolo come più anziano interista vivente, quando, anagrafe alla mano, il riconoscimento sarebbe spettato a lui, che ha un anno in più. Il presidente dell’Inter ha poi rimediato alla gaffe facendogli recapitare una targa d`argento, ma l’oblio resta un crimine anche quando è involontario. «Persino a Faenza», racconta l’interessato «quando parlano del “Neri calciatore” non intendono me, ma l’altro: Bruno Neri, quello del Torino, che morì partigiano e che oggi dà il nome allo stadio». L’unico club a ricordarsi regolarmente di lui è dunque il Genoa, squadra cui ha regalato gli anni migliori della sua carriera. Una carriera che sarebbe forse potuta essere più luminosa se non fosse stato per una certa giovanile irrequietezza che gli fece scivolare dalle mani le occasioni migliori: «A vent’anni passai alla Juve per una specie di anno di prova. Andò tutto bene finché, durante una trasferta a Lione con una selezione piemontese, scappai dall’hotel e trascorsi un’intera notte al tabarin: ero arrabbiato perché mi avevano fatto capire che il giorno dopo non avrei giocato, ma fu una sciocchezza enorme». Oggi fa sorridere, nell’enorme luna park del peccato che è diventata la vita dei calciatori fuori dal campo, sentire parlare di un’innocente notte al tabarin come di «una sciocchezza enorme». Eppure, a Giacomino quella notte brava costò il posto nella squadra più famosa d’Italia, che aveva appena concluso il famoso «quinquennio» vincente. «Sono stato uno dei più giovani debuttanti in Serie A», scherza ancora Neri, «e sono stato anche uno dei giocatori più longevi dell’epoca. Peccato che fossi un po’ troppo scapestrato e che la guerra mi abbia fatto perdere gli ami migliori della carriera». Una carriera in cui, comunque, Neri ha fatto in tempo a giocare al fianco di Piola, Meazza e Cesarini, a raccogliere tre presenze in Nazionale (con un gol segnato a Berlino contro la Germania poche settimane dopo l’invasione della Polonia), a realizzare una cinquina in dodici minuti («ma non ricordo in quale partita») e a segnare il gol numero 6.000 nella storia della Juventus, anche se il dato, peraltro riportato in tutte le sue biografie, sembra avere uno zero di troppo. Gli è mancato solo lo scudetto, ma con Piola era in ottima compagnia. In compenso può raccontare di aver disputato, nel 1933, la prima partita nel neo-costruito stadio di Livorno dedicato a Edda Ciano (l’attuale «Armando Picchi») e disputata alla presenza della figlia del Duce. Un episodio che avrebbe rievocato sessantacinque anni dopo con uno degli spettatori più illustri di quella partita: il futuro Presidente della Repubblica Ciampi. «Ero a Ortisei in vacanza. Stavo guardando la tv e a un certo punto sento il Presidente che in un’intervista racconta la storia dell’inaugurazione dello stadio. Ohibò, penso. Quel giorno c`ero anch’io, ed ero in campo. Siccome Ciampi era anche lui in vacanza da quelle parti, chiedo a un mio amico di portarmi da lui. Mi presento davanti al suo albergo, spiego la situazione alle sue guardie, lascio i miei documenti e dopo un po’ lo vedo venirmi incontro. “Chi sei?” Mi chiede. “Giacomo Neri”, gli rispondo. “Chi? L’ala destra?” Ho sentito le gambe venirmi meno. Si ricordava di tutto, e si ricordava meglio di me. Alla fine ci siamo abbracciati. È stato un momento meraviglioso». Oggi, sulla soglia dei novantatré ami, Giacomo Neri vive a Faenza con la moglie. Guarda poco calcio in tivvù, fa lunghe passeggiate e tiene in forma la memoria. Quello che dovremmo fare un po’ più spesso anche noi. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2009/08/giacomo-neri.html
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GIACOMO NERI https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Neri Nazione: Italia Luogo di nascita: Faenza (Ravenna) Data di nascita: 01.01.1916 Luogo di morte: Faenza (Ravenna) Data di morte: 06.05.2010 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 1936 al 1937 Esordio: 13.09.1936 - Serie A - Bari-Juventus 1-1 Ultima partita: 16.05.1937 - Serie A - Fiorentina-Juventus 2-2 12 presenze - 1 rete Giacomo Neri, conosciuto anche come Neri II (Faenza, 1º gennaio 1916 – Faenza, 6 maggio 2010), è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo ala. È scomparso nel 2010 all'età di 94 anni. Era il più anziano calciatore vivente ad aver militato nella Nazionale italiana. Giacomo Neri Nazionalità Italia Calcio Ruolo Ala Termine carriera 1949 - giocatore 1959 - allenatore Carriera Giovanili 19??-1931 Faenza Squadre di club 1931-1932 Faenza ? (1) 1932-1933 Libertas Rimini ? (?) 1933-1936 Livorno 46 (4) 1936-1937 Juventus 12 (1) 1937-1939 Livorno 53 (11) 1939-1946 Genoa 107 (34) 1946-1948 Inter 39 (10) 1948-1949 Cantonal Neuchâtel ? (?) Nazionale 1939-1940 Italia 3 (1) Carriera da allenatore 1948-1949 Imperia 1951-1954 Alessandria 1954-1955 Lucchese 1956-1957 Casale 1957-1959 Faenza Carriera Segnò il gol numero 6.000 nella storia della Juventus, squadra dalla quale fu licenziato dopo una sola stagione (1936-1937) per motivi disciplinari. Era approdato a Torino dopo essersi messo in mostra, giovanissimo, nelle file del Livorno, dove rientrò dopo la parentesi bianconera. Vestì anche la maglia del Genova 1893, conquistando anche la convocazione in Nazionale (3 presenze ed un gol). Neri era nella rosa della squadra rossoblu che partecipò alla Coppa Città di Genova che nei primi mesi del 1945 sostituì il normale campionato a causa degli eventi bellici che sconvolgevano l'Europa in quel periodo. La competizione fu vinta dai rossoblu che sorpassarono all'ultima giornata i rivali del Liguria; a Neri ed a ciascun vincitore della competizione furono date in premio 20.000 lire dal futuro presidente rossoblu Antonio Lorenzo. Nel dopoguerra fu ingaggiato dall'Inter chiudendo infine la carriera tra le file degli svizzeri del Cantonal Neuchâtel. Ha collezionato complessivamente 216 presenze e 53 reti nella Serie A a girone unico. Palmarès Giocatore Competizioni regionali Coppa Città di Genova: 1 - Genova 1893: 1945
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ALESSANDRO DUÉ https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Duè Nazione: Italia Luogo di nascita: Pisa Data di nascita: 10.07.1913 Luogo di morte: Pisa Data di morte: 06.05.1942 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1936 al 1937 Esordio: 20.09.1936 - Serie A - Juventus-Lucchese 1-1 Ultima partita: 09.05.1937 - Serie A - Triestina-Juventus 1-0 9 presenze - 0 reti Alessandro Duè (Pisa, 10 luglio 1913 – Pisa, 06 maggio 1942) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Alessandro Duè Nazionalità Italia Calcio Ruolo Ala sinistra Termine carriera 1941 Carriera Squadre di club 1930-1936 Pisa 129 (64) 1936-1937 Juventus 9 (0) 1937-1940 Bari 70 (6) 1940-1941 Trani ? (?) Carriera Giocò in Serie A con Juventus e Bari. Palmarès Club Competizioni nazionali Prima Divisione: 1 - Pisa: 1933-1934
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GIOVANNI BARBERIS https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Barberis Nazione: Italia Luogo di nascita: Stroppiana (Vercelli) Data di nascita: 25.04.1915 Luogo di morte: Milano Data di morte: 20.01.2006 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1936 al 1937 Esordio: 27.09.1936 - Serie A - Napoli-Juventus 0-1 Ultima partita: 24.01.1937 - Serie A - Lucchese-Juventus 1-1 6 presenze - 0 reti Giovanni Barberis (Stroppiana, 25 aprile 1915 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Giovanni Barberis Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1940 Carriera Squadre di club 1933-1936 Pro Vercelli 46 (6) 1936-1937 Juventus 6 (0) 1937-1938 Fiorentina 17 (2) 1938-1940 Pro Patria 44 (8) Carriera Ha disputato 4 campionati di Serie A dal 1933 al 1938 con le maglie di Pro Vercelli, Juventus e Fiorentina, per complessive 43 presenze e 5 reti in massima serie. Con le bianche casacche della Pro ha disputato anche il campionato di Serie B 1935-1936 (25 presenze e 3 reti all'attivo). È uno dei tre giocatori di movimento (con Giancarlo Cella e Fábio Bilica) ad aver parato un calcio di rigore in Serie A, il 12 maggio 1935, 27ª giornata di campionato, nella sconfitta in trasferta contro il Bologna per 5-0, quando sostituì Egidio Scansetti al 75' perché espulso e parò il rigore calciato da Corsi all'84'. È inoltre l'autore di quella che è tuttora l'ultima rete realizzata dalla Pro Vercelli in Serie A, essendo andato a segno all'85-esimo dell'ultima partita della stagione Serie A 1934-1935, la sconfitta interna (1-4) dei piemontesi con la Roma disputata il 2 giugno 1935. Ha giocato con la Juventus la stagione 1936-37 e a Firenze la stagione 1937-38 sempre in Serie A, poi ha disputato due stagioni in Serie C, dal 1938 al 1940, a Busto Arsizio con la Pro Patria.
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UGO AMORETTI Il dopo Combi, alla Juventus, prende le sembianze e gli slanci tardo romantici di Ugo Amoretti da Sampierdarena, classe 1909. Un metro e 75 di coraggio che si manifesta in tuffi da ogni parte, l’acrobazia fatta persona, un idolo per i tifosi, un po’ meno per gli esperti che prediligono il portiere innanzitutto forte nel piazzamento. Veste la maglia numero uno bianconera dal 1936 al 1940, totalizzando una settantina di presenze e vincendo la Coppa Italia edizione 1937-38.VLADIMIRO CAMINITISuccede a Valinasso successo a Combi e rappresenta un portiere di cui si avrà epigono virtuoso nel viola Griffanti. Portiere paracadutista. Si acconciava con maglione rinforzato, cappelluccio a visiera, calzamaglia di lana chiara, ginocchiere e rinforzagomiti, in uscita raggomitolavasi e rincantucciavasi con la disperazione delle braccia attorno al nasín. Non possedeva grinta, risultando impeccabile nelle giornate di medio lavoro. Si alternò a Bodoira che più di lui aveva fuoco nelle vene e povertà.La Juve lo prelevò proprio dalla Fiorentina dove sarebbe sbocciato Luigi Griffanti col suo stile musicale. Un portiere di tutto riposo dietro una difesa come la Juve di Rosetta e Rava, Varglien I o Depetrini, Monti e Varglien II; degli anni ‘37 e ‘38 con molti rimpianti e paure, il Duce del fascismo fondatore dell’impero ha confinato Arpinati a Lipari, Starace inventa lo stile fascista, il generale Francisco Franco assedia Madrid ma le milizie popolari lo respingono vittoriose; esplode nel cielo di Lakehurst, nel New Jersey, il dirigibile tedesco Hindenburg inabissando nel fuoco 38 passeggeri, arabi ed ebrei in Palestina insorgono contro l’Inghilterra.Nella nostra piccola Italia il 1° marzo 1938 muore D’Annunzio il vate, il poeta, l’ardito, l’artista che il fascismo ha strumentalizzato, le sue povere ossa vengono vegliate in armi sulla prua della nave Puglia, al Vittoriale, presente appunto il Duce. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2010/11/ugo-amoretti.html
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UGO AMORETTI https://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Amoretti Nazione: Italia Luogo di nascita: Genova Data di nascita: 06.02.1909 Luogo di morte: Savona Data di morte: 21.06.1977 Ruolo: Portiere Altezza: 173 cm Peso: 72 kg Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 1936 al 1940 Esordio: 13.09.1936 - Serie A - Bari-Juventus 1-1 Ultima partita: 19.11.1939 - Serie A - Lazio-Juventus 4-0 70 presenze - 83 reti subite 1 coppa Italia Ugo Amoretti (Genova, 6 febbraio 1909 – Savona, 21 giugno 1977) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo portiere. La sua famiglia è di origine di Chiusanico, comune in Valle Impero (Provincia di Imperia). Ugo Amoretti Amoretti alla Fiorentina a metà anni 1930 Nazionalità Italia Altezza 173 cm Peso 72 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex portiere) Termine carriera 1948 - giocatore 1966 - allenatore Carriera Squadre di club 1927-1928 La Dominante 2 (-3) 1928-1929 Sestrese 18 (-?) 1929-1930 Brescia 11 (-16) 1930-1931 Sestrese 7+ (-?) 1931-1933 Padova 61 (-68) 1933-1934 Genova 1893 29 (-43) 1934-1936 Fiorentina 58 (-25)+ 1936-1940 Juventus 70 (-83) 1940-1941 Albenga 30 (-?) 1941-1942 Liguria 4 (-6) 1942-1943 Palermo-Juventina 4 (-?) 1945-1947 Imperia 13+ (-24) 1947-1948 Alassio 0 (0) Nazionale 1936 Italia 1 (-2) 1933 Italia B 1 (0) Carriera da allenatore 1954 Cuneo 1956-1957 Sampdoria 1957-1958 Sambenedettese 1958-1960 Sporting L. Marques 1960 Imperia 1961-1962 Albenga [1] 1962-1963 Imperia 1963-1964 Sestri Levante 1965-1966 Imperia Carriera Nato a Sampierdarena, iniziò a giocare nel club ligure La Dominante. Dopo un primo ingaggio nella Sestrese, esordì in Serie A con il Brescia il 2 febbraio 1930 contro la Cremonese. Tornò nel 1930 alla Sestrese, dove sarebbe rimasto una stagione prima di venire ingaggiato per un biennio al Padova, dove conquistò la promozione in Serie A. Nel 1933 è al Genova 1893 dove ebbe carriera breve, prendendo solo temporaneamente il posto di Manlio Bagicalupo. Amoretti (in piedi, primo da sinistra) alla Juventus nella stagione 1939-1940 Nel suo curriculum ci sono anche la Fiorentina, dove incassa 23 reti in 30 partite, e la Juventus, alla quale arrivò quando il Quinquennio dei bianconeri era terminato e non fu sempre il titolare indiscusso; l'allenatore Pozzo lo chiama in Nazionale durante questo periodo. Con la Juventus vinse la Coppa Italia 1937-1938. Al termine della sua avventura in bianconero passò all'Albenga e nel Liguria, girando un po' tutto il calcio ligure tra le due guerre. Vanta sei convocazioni e una gara disputata in Nazionale, il 25 ottobre 1936 contro la Svizzera (4-2) e una in Nazionale B, giocata anche contro la Svizzera (5-0) il 2 aprile 1933. Diventò in seguito allenatore, guidando tra le altre anche il Cuneo, la Sampdoria in Serie A e la Sambenedettese in Serie B. All'estero, allenò per due anni (1958-1959 e 1959-1960) il Lourenço Marques (Mozambico, allora colonia portoghese), dove scoprì il giovane Eusébio. Malgrado i tentativi, non riuscì a portarlo in club italiani a causa del blocco all'ingaggio di giocatori stranieri imposto dalla Federazione. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1937-1938
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Emilio De La Forest De Divonne - Presidente
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
EMILIO DE LA FOREST DE DIVONNE https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_de_la_Forest_de_Divonne Nazione: Italia Luogo di nascita: Gaeta (Caserta) Data di nascita: 07.09.1899 Luogo di morte: Torino Data di morte: 25.07.1961 Ruolo: Presidente Presidente della Juventus dal 1936 al 1941 264 partite - 126 vittorie - 68 pareggi - 70 sconfitte Emilio de la Forest de Divonne (Gaeta, 7 settembre 1899 – Torino, 25 luglio 1961) è stato un dirigente sportivo italiano. Emilio de la Forest de Divonne Consigliere nazionale del Regno d'Italia Legislature XXX Gruppo parlamentare Corporazione della previdenza e del credito Dati generali Partito politico PNF Titolo di studio Laurea in giurisprudenza Professione Dirigente Biografia Dal 1936 al 1941 il conte de la Forest de Divonne fu presidente dell'allora società polisportiva Juventus, succedendo a Enrico Craveri e Giovanni Mazzonis che avevano assunto la carica ad interim dopo la morte di Edoardo Agnelli, avvenuta il 15 luglio 1935 in seguito a un incidente col suo idrovolante. Durante la presidenza di de la Forest de Divonne la sezione calcistica bianconera vinse la Coppa Italia 1937-1938, primo titolo del club nella competizione; nella medesima stagione ottenne il secondo posto in Serie A, a due punti dall' Ambrosiana-Inter. L'acquisto di maggior rilievo avvenuto durante la sua presidenza, in ambito calcistico, fu quello della futura bandiera Carlo Parola. Inoltre, durante la sua gestione vengono inaugurate le sezioni dedicate al disco su ghiaccio e al nuoto in seno alla polisportiva Juventus O.S.A. nonché istituiti, per prima volta in Italia, gli abbonamenti per gli incontri casalinghi onde favorire la fidelizzazione dei sostenitori durante la seconda guerra mondiale; il successo dell'operazione fece sì che venisse replicata da altre società sportive del Paese.
