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Shaithana

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    Juventino Pinturicchio

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  1. E' bello che tutti stiano cercando scuse dovute e facendosi P****** a vicenda, ma sarebbe ancora più bello se si nominasse, almeno una volta, quel piccolo posticino in cui la notizia dell'affare Guardiola è davvero uscita per prima al mondo… quel posto che c'era una volta e oggi c'è ancora, ma non è più quello di prima. #IlTopicDegliInsiders #Crocop
  2. I GIOCATORI Innanzitutto, la premessa. Sostenere che Sarri non abbia i giocatori adatti alle sue idee può essere lecito, come argomento difensivo, ma cozza palesemente con i precedenti: lo stesso identico argomento era usato (incontestabilmente, invero) dai difensori del livornese; egli aveva a più riprese chiesto che gli venissero acquistati alcuni desiderata (trequartista, Isco: remember?) in mancanza dei quali si era comunque adattato a giocare col materiale tecnico ed umano messogli a disposizione. Questo gli va riconosciuto: di questa virtù pare non esservi traccia nel comportamento Sarriano. Detto ciò: - La difesa. Non c’è molto da dire, se non che la difesa posizionale di Sarri fa acqua da tutte le parti. La mia opinione su di essa risale alle prime giornate, quando impose ad un milionario neo-acquisto diciannovenne fresco candidato al Pallone d’Oro di adattarsi al suo lato debole, pur di iniziare il suo cammino di Fede verso il proprio dogmatismo. Opinione che ho consolidato nel tempo, gol su gol, calcio piazzato su calcio piazzato. - Pjanic. Pur avendone sempre criticato l’acquisto (pensare che doveva sostituire Pogba), il suo utilizzo con Sarri pesa nella stessa misura in cui pesava nel modulo allegriano: è il player davanti alla difesa. Se con Allegri questo aveva un senso storico – era sostanzialmente la continuazione del solco tracciato da Pirlo, dotato però di ben altra irripetibile classe, efficacia e temperamento – non può più averne quando si approccia una rivoluzione concettuale mirata alla supremazia europea. Tutti e dico tutti i top europei davanti alla difesa mettono il Cristone tattico (cit. di non so chi) e tu mi vai a prendere l’unico interprete sulla piazza che è rimasto al passato. E per di più deve farlo con un Jorginho ancor meno dotato caratterialmente e più prono alla superficialità distratta. - Le mezz’ali. Abbiamo capito da tempo che al Signor Sarri le mezz’ali box-to-box non piacciono proprio. Per paradosso, il mercato di centrocampo degli ultimi 365 giorni è stato incentrato quasi esclusivamente a rimpolpare le fila bianconere di giocatori con queste caratteristiche: prima Emre Can (invero più un centrale difensivo con approccio box-to-box, come evidenziato spesso nel Liverpool di Klopp per chi lo ha guardato, e più visibilmente nella partita con l’Atletico dello scorso anno), poi Rabiot (che si è espresso al meglio in passato nel centrocampo dei parigini, mostrando le sue doti nelle due fasi in molte partite, su tutte quella col Barcelona, anche se non molto prolifico per realizzazioni) e infine Ramsey, che è l’emblema della caratteristica, risultandone addirittura il paradigma in Premier League grazie alle sue spiccate doti di fondista (in gioventù fu quasi un olimpionico) ed alle capacità di inserimento. A Sarri questi giocatori non piacciono, ed è la prova più evidente che il mercato era stato impostato per tutt’altro concetto calcistico, rappezzato solo all’ultimo alla bell’e peggio da un DS in balia dei flutti di Ischia. A Sarri non piacciono, ma che fare adesso? Adattarsi, chiederebbe il Buon Senso. Non sono buoni per te, ma sono ottimi in senso assoluto. E invece no. Sarri, dogmatico all’eccesso perché piegato dalla contingenza personale (sa fare solo quello che sa fare, e non può apprendere altro) li fa fuori in scioltezza con la silente complicità di una dirigenza spaesata, iniziando da quello acquistato da più tempo (difficile sfanculare direttamente dei neo-acquisti freschissimi) e procedendo per arrotondamento con Ramsey: sei una mezz’ala box-to-box? Non mi servi, non so cosa farci… ti metto trequartista e fai pure le tue figuracce, io che posso farci. Quanto a Rabiot: neanche lui può affrontare un percorso di crescita (di cui avrebbe senz’altro bisogno, venendo da un anno di inattività e con quelle evidenti carenze caratteriali che lo rendevano indesiderato da Allegri), costretto com’è ad essere impiegato senza alcuna continuità nell’unico ruolo che può fare in un centrocampo a 3, quello di mezz’ala sinistra. La panacea di tutti i mali, secondo il cassiere di banca, è smentire il proprio (a chiacchiere) dettame ideologico e mettere un acrobata del pallone come Matuidi a correre impazzito sulla trequarti avversaria, nel commovente tentativo di fare da collante tra un terzino dai piedi buoni e un GOAT a casaccio, dovendo al contempo dare una mano in mezzo per cercare di recuperare quei palloni che Pjanic da solo non può proprio fermare. Meno male che si è ritrovato Bentancur, sennò navigheremmo in acque ben peggiori di quelle che, sia pur a vista, stiamo attraversando adesso. - L’attacco. Qui siamo all’apice dell’inadeguatezza Sarriana. Derivando le sue due (DUE) idee in croce o dal suo 4-3-1-2 o dal tridente che gli aveva quasi ben funzionato a Napulé (quasi eh, perché il risultato finale, anche li, è una produzione di gol tanto notevole quanto inutile ai fini del risultato complessivo), si ritrova al contempo senza un Saponara (giocatore che lui stesso definì un fenomeno, prossimo a valere 100 milioni: lo disse lui eh) e senza un Mertens e un centravanti. La soluzione? Provare tutti e due gli schemini da foglietto, a rotazione: tentando di adattare a trequartista il primo che passa – da Bernardeschi a Ramsey a Costa, senza logica alcuna riguardo alle caratteristiche che dovrebbero avere – oppure mettendo i 3 davanti e soprassedendo sul fatto che Cristiano Ronaldo non fa il lavoro di ritorno (e vorrei ben vedere, Cristo Santo) e Higuaìn si è trasformato, da centravanti efficacissimo qual era, in un vecchio ipertiroideo. LA PSICOLOGIA Inutile anche solo parlare di questo aspetto, ma lo faccio giusto perché mi ci trovo. Relazionarsi con campioni puri-premiati è già di per sé cosa difficile: motivarli e infine guidarli verso un obiettivo pregno di sacrifici è impresa per pochissimi. Servono doti caratteriali rare, stile, carisma, dialettica, portamento persino. Il Signor Zidane, il Signor Klopp, il Signor Allegri – pur con declinazioni diverse tra loro – hanno lo spessore umano adatto allo scopo, la retorica, l’autorevolezza derivante dal loro palmarés, il tema estetico adeguato al ruolo di leader. Guardiola ha addirittura una serie a lui dedicata su Amazon Prime. Maurizio Sarri ed il suo staff non possono in alcun modo esercitare la benché minima influenza psicologica su un terzino del Brasile, e figuriamoci quindi cosa possa intimamente pensare, sognare di loro il più grande giocatore di calcio di sempre. Che pensa Cristiano Ronaldo delle caccole di Sarri, mentre è seduto sulla tazza del cesso a ca**re? Ognuno completi il pensiero come crede: è piuttosto ovvio e certamente non troppo distante dalla realtà. E con questo, non ho più nulla da dire. Chiamate un Uomo Assennato che sappia mettere una pezza: perché di pezze da mettere per aggiustare in corsa ce ne sono parecchie, purché si abbia la mente libera da se stessi per vederle. Quanto a Sarri: esoneratelo immediatamente, grazie.
  3. Passo solo per un saluto a tutti e per dirvi che il mercato di Paratici quest'anno non mi sta convincendo affatto. Un abbraccio a tutti voi.
  4. Grazie, mi scuso con l'utenza per lo sfogo di ieri, che definisco senz'altro inappropriato. Smentisco però con forza di essere questo Ratava o chiunque altro qui sopra all'infuori dell'identità digitale con cui vi scrivo adesso. Non sono prono per natura a queste sciocchezze, ed anzi la sparata di ieri è stata ingenerata proprio dall'ira nel dover leggere doppi account di persone che – viscidamente – insultavano questo thread e l'intelligenza di chi lo frequenta, dopo aver atteso nell'ombra per mesi e anni che giungesse questo momento: il momento in cui le notizie qui riportate non si concretizzassero e potessero così finalmente sfogare il livore accumulato verso chi aveva strappato loro quel poco di notorietà di cui credevano di godere un tempo. Un abbraccio a tutti.
  5. Magari è un giudizio un poco prematuro. Vediamolo almeno qualche partita, no?
  6. Ma basta, non postate più nulla che avete stracciato i maroni e nemmeno ne prendete una.
  7. "E' così fragile la giovinezza – non consumatela nella tristezza." [cit. l'Immenso Maestro Branduardi]
  8. Il mio umilissimo parere è che l'unica persona lucida qui dentro è @bragi.
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