Vai al contenuto

CRAZEOLOGY

Tifoso Juventus
  • Numero contenuti

    13824
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    27

Tutti i contenuti di CRAZEOLOGY

  1. Continassa, hotel, ristorazione, medical, immagine, eventi, giustizia sportiva, tv e media, merchandising, altri segmenti del fatturato sviluppabili, sex appeal, ramo immobiliare, rapporti internazionali, ecc, ecc.
  2. Mi sa che siete in tanti. Ho anche un paio di miei colleghi sul lavoro che non sopportano Vlao, tra una risata di scherno e l'altra gli dicono le peggio cose.
  3. Sta facendo quello che può, senza i dindi del padrone interista. Certo, con l'atalantino forse si è andati lungo sulle cifre, e con alcune zavorre ci abbiamo perso qualcosa senza monetizzare granché, ma evidentemente non c'erano altre strade. Si è pensato anche molto ai conti del futuro, come in effetti voleva JE. Dubito si potesse fare di meglio in queste condizioni. Questo però evidenzia molto il problema di fondo della Juve, che non è tanto la gestione sportiva, quanto la mancanza di progetto complessivo.
  4. Non saprei, è troppo presto per capire le potenzialità del tutto. Oggi se riesco devo chiamare JBGElkann per chiedergli se per caso, anche per questa stagione, ha concordato con il mafiasystem un nuovo missile nel deretano senza lubrificante per la vecchia signora. Giusto per cominciare a farsi un'idea.
  5. A latere di qualunque ragionamento voi stiate facendo qui dentro, posso dire, senza che nessuno si senta offeso, che Cristiano Giuntoli somiglia un po' a Maurizio Micheli quando era un po' più giovane? Così, tanto per dire qualcosa anche io.
  6. E quindi è logico e fisiologico che non abbiamo uno sponsor. Tutto normale. Come se fossimo il Foggia.
  7. Il punto non è calciopoli, o le dicerie. Son passati quasi 20 anni. Il punto è che una volta ti accusano delle peggio cose e tu lasci correre. Una volta non rubi ma ti prendi la colpa. Una volta ti beccano a fare nulla e tu dici che sei colpevole in cambio di uno sconto di pena. Ecc Ecc. La storia si ripete periodicamente, e i giornali di famiglia menano duro e scandiscono il ritmo per tutti gli altri. Il punto è che forse lo sponsor alla fine lo trovi, probabilmente, ma rendi le cose sempre più difficili, e allontani a prescindere già un certo numero di possibili investitori. Devi accontentarti di ciò che offrono quelli che rimangono. Questo atteggiamento tenuto per decenni ci ha portato dove siamo oggi. Una Juve ridimensionata in teoria uno sponsor lo troverebbe a mani basse, magari accontentandosi un po' sulle cifre. E' ovvio che c'è qualcosa di più. C'è la competitività sportiva, c'è il progetto, c'è il sex appeal, ma c'è anche l'immagine che hai e come la difendi/tuteli. Un investitore serio queste cose le DEVE considerare, per forza, prima di fare i conti della serva, sennò è un fessacchiottone. La PL non c'entra, è un altro mondo. Qui è che nessuno vuole darci manco più due spicci. Giustamente. Si tira indietro Jeep, e metto i soldi io? E chi sono, Babbo Natale? E se poi arriva qualche condanna? E se poi scoppia un altro casino? Il rischio, c'è, lo sanno anche i sassi. Attenzione, voi pensate alla prima maglia, ma c'è anche tutto il resto (stadio, iniziative commerciali di vario genere, pubblicità, ecc). La Juve da anni ci sta rimettendo un mucchio di soldi. Potenziali guadagni buttati a mare. Mancanza di dirigenti adeguati al progetto di crescita complessiva del club. (non c'è il progetto, quindi va bene chiunque) Potevi fatturare di più, invece fatturi di meno. Prova a vendere uno spazio commerciale su un pannello pubblicitario con 2 interessati, o con 15 interessati. C'è differenza su quello che ti metti in tasca. Oggi la Juve è solo Giuntoli, tutto il resto è contorno quasi inutile. (fino a quando non lo arrestano per aver tagliato di soppiatto l'orecchio di Van Gogh, o per aver ammazzato Kennedy)
  8. Magari. Ma non per sponsorizzare la maglia, sarebbe buono se si comprassero il club. Nel giro di qualche anno saremmo una corazzata.
  9. In bradigaaaaaaa.... Suma Ha Paura è digitalmente e bianconeramente il nostro Mr Tambourine Man (Bob Dylan 1964), o il nostro Sugar Man (Rodriguez 1970). Chiedi, e ti sarà dato. Gratis.
  10. Di sicuro ha un impatto positivo. Come altre iniziative passate e presenti, tipo Gaslini, ecc. Poi questa è molto visibile. E crea anche un'onda lunga, perché tutte le volte che verranno pubblicate foto o immagini di questa stagione, si vedrà questa maglia. Quindi non è nemmeno un'idea malvagia. Anzi. Poi a sfasciare tutto ci pensano i due indagati (l'interista B Good, e lo stratega Chocolat).
  11. Certo. Per una buona parte del mondo eravamo delinquenti anche con CR7. Ed essendo anche molto competitivi, in un modo o nell'altro investire sulla maglia portava ugualmente i suoi tornaconti. Oggi non tanto, hai la visibilità del grande club, ma esci da un disastro giuridico e mediatico, ed è palese a chiunque che hai ridimensionato tutto il progetto. Poi magari Giuntoli sta facendo miracoli e noi non ce ne accorgiamo, perché è presto, e nel giro di qualche mese la Juve sarà di nuovo forte. Chissà... Forse si, forse no. A quel punto forse un po' di ossigeno potrebbe arrivare. Ma la società e la proprietà stanno avendo da mesi un atteggiamento di ridimensionamento complessivo, e di patteggiamento e di ammissione di tutte le colpe. Chi investe però deve farlo oggi, immaginando ragionevolmente cosa avviene oggi e nel primo domani (1/2 anni). Metto i soldi o non li metto? Mi conviene o no? E se mi conviene, quanto meno per la visibilità minima conclamata del grande club, quanto mi conviene? Poco. La Juve è un club divisivo. In tanti, troppi, la odiano. Gente a cui, già solo a bocce ferme, sarà difficile vendergli qualcosa. E non c'è nessuno che mette un freno a questi fatti/dicerie, che dir si voglia. Nemmeno i padroni, industriali, finanzieri ed editori potentissimi. Anzi, loro stessi alimentano l'odio, e allontanano una delle aziende del gruppo (a cui non mancano già altri tipi di polemiche). Quindi dipende anche dal mio progetto imprenditoriale. Cosa mi prefiggo di ottenere, come minimo indispensabile, dall'investimento. Se c'è tutta questa difficoltà, a questo punto penso che in molti potenziali investitori ritengano che nemmeno quel minimo indispensabile sia garantito. Ed è molto grave. E poi c'è la concorrenza, ossia il ventaglio tra cui scegliere. La Juve non è l'unica possibilità per farsi pubblicità. Ci sono mille altre squadre, ci sono tv, giornali, internet, ecc. Tipologie con meno effetti collaterali indesiderati. E' comprensibile che preferiscano non rischiare.
  12. State girando attorno al problema. C'è stato un anno, nel post farsopoli, in cui Agnelli non riusciva a mettere lo sponsor per la seconda maglia. In un articolo proposi la scritta ju29ro.com, che sarebbe stato anche un segnale molto forte e un veicolo indiretto enorme per fare circolare informazioni su calciopoli. Ovviamente se ne è guardato bene, che sennò il cuginopadrone si incazzava. Se non si trova uno sponsor puoi mettere qualcosa di umanitario, o il nome della squadra, o che ne so. Poi lo trovi e togli l'altro? Fate un po' come vi pare, la sostanza non cambia. La questione vera però è che non si trova lo sponsor. E il motivo è sotto gli occhi di tutti. Se compri Mbappè o simili ingolosisci perché bene o male avrai una visibilità sufficiente a farmi passare tutte le paturnie, se invece rimani come sei, devo affiancare il nome della mia azienda a quello di una squadra storicamente delinquente, e senza un progetto imprenditoriale vero. Una squadra che, in accordo marcio con Uefa e Federazione, ha palesemente scelto di non essere competitiva per qualche anno. Non si trova lo sponsor. Non si trova lo sponsor. Non si trova lo sponsor. Non si trova lo sponsor. Non si trova lo sponsor. Non si trova lo sponsor. Una gestione totalmente vergognosa. Tanto per capirci, se l'interista decidesse di vendere, per chi arriva, ammesso che sia in grado di farlo tecnicamente e mediaticamente, ci vorrebbero anni e anni per mettere le cose a posto in modo degno. Ha sfasciato scientemente tutto. E la pagherà, o in questa vita o all'inferno, perché Dio c'è, lassù, da qualche parte.
  13. Sono stati resi noti i dati del rilevamento ascolti tv di Dazn per la prima giornata di Serie A 2024/2025. Sono quasi quattro milioni gli spettatori che hanno seguito sulla piattaforma che detiene i diritti tv integrali del massimo campionato, distribuiti sulle dieci partite singole e sulle quattro Zona Gol in programma lo scorso fine settimana. Registrato un calo di 238.349 spettatori rispetto alla prima giornata dello scorso campionato, quando in totale erano stati 4.202.368 gli ascolti totali. E’ Juventus-Como la partita più vista, mentre solamente poco più di undicimila persone si è sintonizzata per Empoli-Monza. Di seguito tutti i dati. ASCOLTI PRIMA GIORNATA SERIE A DAZN (3.964.019) 17/08/24 18:34 – 20:35 GENOA-INTER 669.555 17/08/24 18:31 – 20:26 PARMA-FIORENTINA 86.459 17/08/24 20:45 – 22:41 EMPOLI-MONZA 11.226 17/08/24 20:47 – 22:50 MILAN-TORINO 462.231 (anche su Sky) 18/08/24 18:32 – 20:27 BOLOGNA-UDINESE 57.539 18/08/24 18:31 – 20:29 VERONA-NAPOLI 404.551 (anche su Sky) 18/08/24 20:45 – 22:34 CAGLIARI-ROMA 395.816 18/08/24 20:46 – 22:39 LAZIO-VENEZIA 90.843 19/08/24 18:31 – 20:22 LECCE-ATALANTA 239.625 (anche su Sky) 19/08/24 20:45 – 22:40 JUVENTUS-COMO 943.238 ---------------------------------------------------- NOSTALGIA DELLA SERIE A Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport Nostalgia della Serie A dei tempi d’oro? Quella dei campioni autentici e delle fortissime emozioni? Tranquilli: per gli abbonati alle pay tv e allo stadio la Lega calcio sta preparando un super programma: Techetechetié, una serie di videoframmenti tratti dallo sterminato archivio del pallone che conduce gli appassionati in un viaggio nel passato alla riscoperta di tornei storici e fuoriclasse indimenticabili. Altro non ci resta. O, almeno, così sembra in questa estate di privazioni, epurazioni e shock. Se ne va anche Paulo Dybala. Insieme a Szczesny, Chiesa, Giroud, Zirkzee, Calafiori, Luis Alberto, Immobile e, forse, Osimhen. Prosegue inarrestabile l’impoverimento tecnico e emotivo di un campionato che non riesce a far crescere i giovani italiani e si libera volentieri dei pochissimi fenomeni in grado di insegnare qualcosa a chi, tra i nostri ragazzi, ha la fortuna di essere preso in considerazione da allenatori e società. Come tanti di voi sono cresciuto in un calcio che ingaggiava Maradona, Zico, Boniek, Platini, Careca, Falcao, Van Basten, Gullit, Klinsmann, Cerezo, Rummenigge, Matthäus. E poi Zidane, Figo, Ronaldo, Ronaldinho e addirittura Cristiano. Un calcio che dall’appassionato avrebbe potuto pretendere e ottenere anche l’abbonamento per seguire gli allenamenti. Un calcio che partecipava ai Mondiali e con i ragazzi formatisi dietro ai top riusciva perfino a vincerli. Non sempre, ogni tanto. Ma almeno li giocava. Mi è stato insegnato che chi produce spettacolo ha il dovere di investire per offrire al pubblico, il cliente che paga, i migliori interpreti. Da troppi anni ormai questo principio elementare dello showbusiness non viene rispettato dai nostri presidenti che hanno perso il gusto di emozionare, verbo che non può essere coniugato dai fondi d’investimento d’altro genere. E non dico del cuore, rimasto ormai un gesto da campo, le dita riunite per un messaggio amoroso alla wag di turno. Le corna? Restano al tifoso innamorato che la maglia l’ha comprata per un sogno e adesso può buttarla. Dubito che chi prendeva per i fondelli Massimo Moratti, “colpevole” di aver messo un miliardo e duecento milioni nell’Inter (senza prezzo il suo Triplete), si sia divertito nello stesso modo con Zhang, considerato il finale di partita. Ho portato l’esempio dell’ex presidente dell’Inter, ma avrei potuto citare Berlusconi, Sensi, Cragnotti, Tanzi e Gazzoni evitando - per pudore - di soffermarmi su chi è venuto dopo di loro. A chi replica che alcuni sono poi falliti, rispondo non certo per il calcio. L’ultimo colpo al cuore l’ha inferto Paolino la Joya: talento puro ma anche ragazzo tormentato e tormentoso. Dopo 21 giorni di riflessioni - la proposta dell’Al-Qadsiah è arrivata al club il 31 luglio, pochi istanti prima che scadesse la clausola dei 12 milioni - ha deciso di sparire dalla circolazione, liberando i Friedkin dello stipendio più alto (8 milioni più 2 di bonus e rinnovo per un altro anno col 50% delle presenze). La Roma l’ha lasciato andare temendo che se l’avesse trattenuto avrebbe dovuto gestire un giocatore costoso, deluso e non sempre a posto fisicamente (mah). In questi giorni ho sentito entrambe le campane almeno cinquanta volte (era di difficile gestione l’uscita della Joya, specie poi a fine agosto) giungendo alla conclusione che, oltre al campionato, l’altra vittima effettiva di questa operazione è il tifoso della Roma: Dybala, spinto dal suo agente-non-agente Carlos Novel, se ne esce con 70 milioni in tre anni, mentre da parte sua il club registra una partenza alla quale si era preparato spendendo 30 milioni per Soulé, omologo del connazionale e di dieci anni più giovane. E noi, in bolletta. Ormai le passioni non valgono più niente. ------------------------------------------------------------------------
  14. Il re la colpì Quella dama rapì Nel mare si rianimò Il cielo più intenso Nel mare immenso Quei ladri qui guidò Yo-oh la gloria Corre nell'aldilà Nel volto vivo o morto Lei ti seguirà Yo-oh non c'è tregua Quella gloria vivrà Nel volto vivo o morto Lei ti seguirà C'è chi è morto e chi morirà Altri vanno per mare C'è chi lo sa: la morte è qua E non gli importa niente Le belle speranze mi vuotano il cuor Io so sempre chi sono La campana per chi risuona Indica il perdono Yo-oh non c'è tregua Quella gloria vivrà Nel volto vivo o morto Lei ti seguirà
  15. Giuntoli sta facendo quello che può, con pochi fondi, e guardando i conti di oggi e quelli di domani. Se riesce a fare bene lo scopriremo tra una 15ina di partite. Capiremo meglio la competitività della squadra. Nel mentre il padrone nerazzurro se ne sbatte palesemente le balle. La Juve è sostanzialmente ferma sia come progetto imprenditoriale complessivo, sia come immagine e marchio. C'è solo Giuntoli, l'unico che sta lavorando davvero, la Juve di fatto è nelle sue mani, tutti gli altri dirigenti non servono a niente.
  16. I contratti prevedono una libertà di cifre e di impegno. Se proprio non trovo nessuno, mi impegno solo per un anno a 13. Meglio incassare qualcosa che non incassare nulla. Non vorrei essere costretto a vedere Giuntoli sotto i portici in via Nizza, Stazione Porta Nuova, a chiedere l'elemosina per poter pagare il primo CiccioPasticcio che passa.
  17. No. Così è troppo semplicistico. Parli come se fosse quasi illegale. Ci hanno sderenato quelli della Uefa, e non si sono sognati minimamente di accusarci di autofinanziamento (come fa il PSG, ecc). Il padrone può sponsorizzare con un'altra delle sue aziende, basta che si rientri in un limite ragionevole. La squadra è famosa e piena di tifosi, sulla carta è un buon investimento. Dobbiamo giocare in CL e mondiale per club, una certa visibilità di base c'è. Ma se già chi la possiede decide di tirarsi indietro, tutti capiscono che allora il progetto non esiste. Si sono tirati indietro le stesse entità che hanno deciso di non attuare un progetto vero, non un altro sponsor esterno al gruppo. Poi se vogliamo dare la colpa ai francesi, mi può anche stare bene, perché tanto non cambia la sostanza delle cose. Ci sarà un motivo se non si riesce ad attirare nessun altro. Chi deve investire deve legare il nome della sua azienda ad una squadra con una nomea pessima. Io non lo farei. Poi forse qualcuno alla fine troveranno, ma la fatica che stanno facendo la dice lunga.
  18. Secondo me sullo sponsor qualcosa, come dico da tantissimo tempo, conta anche la nomea che abbiamo, in Italia e nel mondo. Trafficoni, sempre coinvolti in cose poco pulite. Io avessi un'azienda non metterei mai il mio nome affianco a quello della Juve. Posso anche credere nell'innocenza del club, ma non mi conviene lo stesso. Quello che ingolosisce gli sponsor è la quantità di tifosi e la grande visibilità, per molte aziende però potrebbe non bastare. Passano gli anni e le cose peggiorano, inchieste una dietro l'altra, figuracce di ogni genere, nessuna difesa o giustificazione. Stanno facendo una fatica immonda per prendere due spicci. Qualcosa vorrà pur dire. Addirittura Jeep, marchio legato alla proprietà, si è tirato indietro. Un qualunque investitore queste cose le nota. Non ci credono i padroni e ci devo credere io? E chi sono io, lo scemo del villaggio?
  19. Io purtroppo, dopo ben 18 anni di boicottaggio totale, un po' per stanchezza, un po' per nostalgia, un po' per mie debolezze, ci sono ricascato. Non ho resistito. Li ho rimandati nuovamente a fare in chiulo. E nemmeno mi mancano. Uso i miei soldi per fare altro.
  20. Tra poco si comincia? Estratto dell’articolo di Giovanni Rossi per “QN – la Nazione - il Resto del Carlino – il Giorno” L’imbarazzo è assoluto. Nella chat Sport Italiae, il luogo più esclusivo dello sport italiano, dove 200 personalità del palazzo […] solitamente discutono e motteggiano in vigile libertà sulle sorti dello sport italiano, ora sembra sceso un gelo fuori stagione. La dichiarazione di sfratto del presidente del Coni Giovanni Malagò, pubblicizzata […] dal ministro dello Sport Andrea Abodi nella coda dei Giochi parigini, paralizza il dibattito. Non solo e non tanto perché Abodi fa parte dell’invidiata consorteria telematica, ma soprattutto perché la polarizzazione del caso pone a rischio di strumentalizzazione qualsiasi ragionamento. E la dirigenza sportiva, in Italia e non solo, è ambito di esercitata furia vendicativa. Quello che sfugge al grande pubblico televisivo drogato dai successi olimpici […] è che nella partita per la presidenza del Coni non è in palio solo una storia personale – quella di Malagò poi diventata patrimonio nazionale con la conquista del ruolo di membro Cio – ma un’idea di autonomia dello sport che potrebbe non reggere al famelico assalto dei partiti. Un’orda scomposta anche quando animata da intenzioni non irragionevoli o potenzialmente condivisibili. E in ogni caso, scadendo Malagò a maggio 2025, a meno di un anno dai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 dei quali è presidente, un simile muro contro muro appare quanto meno inappropriato. Abodi è solo l’ultimo avversario del presidente del Coni. Il rivale più accreditato, per pensiero e azione, è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, capace – cinque anni di fa, quando non era ancora al Tesoro –, di cambiare nome e missione alla vecchia Coni Servizi spa dando vita, in accordo di maggioranza con i 5 Stelle e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, a Sport e Salute spa – struttura operativa in materia di promozione sportiva. Il governo (Conte I) lascia al Coni attività di vertice e preparazione olimpica, con appena un nono delle risorse riservate alla nuova creatura. Percentuali che con qualche oscillazione si ripetono fino a oggi. […]. La scelta del governo, per quanto opinabile, potrebbe avere una ratio (allo Stato sport di base e scuole, al Coni la caccia alle medaglie), se non fosse che subito scatta l’assalto a Sport e Salute. Due presidenze 5 Stelle (Rocco Sabelli e Vito Cozzoli), e ora Marco Mezzaroma, persona di fiducia di Giorgia Meloni (ma pur sempre con Giorgetti al Tesoro, azionista unico). A guidare con dinamismo Sport e Salute è Diego Nepi Molineris, uomo di Malagò sbocciato a Coni Servizi ma ora in freddo (reciproco) con il suo ex presidente che lo vorrebbe schierato. Missione implausibile. Anche la poltrona di Nepi Molineris qualche settimana fa pareva in bilico, sin quando tra i maggiorenti di governo si è accesa la lampadina che avere un a.d. capace sia tutto sommato una buona idea – valida almeno fino alla prossima fregola. Perché nessuno lo dice, ma la politica sta silenziosamente infiltrando molte federazioni. È in questo contesto di ambizioni smisurate e relazioni umane consumate che si staglia la resistenza del plurimedagliato Malagò […] al protagonismo ministeriale di Abodi la cui competenza formatasi tra Coni Servizi, Lega Calcio serie B e Credito sportivo finisce sistematicamente all’indice per intempestività di azione. […] Malagò non accetterà di farsi raccomandare alla Federcalcio (se è questa l’idea di democrazia dei suoi nemici) perché ha argomenti validi e sensati per chiedere il prolungamento fino a Milano-Cortina. Anche il Cio preferirebbe continuità. Specie dopo le figuracce fatte da Giorgia Meloni e Matteo Salvini abboccando alla propaganda di Mosca nella vicenda della pugile algerina Imane Khelif. Amico storico di Gianni Letta, che potrebbe aprirgli un varco in Forza Italia dove imperversa Paolo Barelli (arcinemico natatorio, non meno critico del numero uno tennistico Angelo Binaghi), Malagò scade a maggio 2025. Sergio Mattarella ne ha la più alta considerazione. E in dieci mesi, in Italia, molte cose possono succedere. Ma la Lega già ipotizza la corsa del governatore veneto in scadenza Luca Zaia, che a Cortina è di casa e con Malagò già lavora. L’esponente leghista non dichiara requisiti di eleggibilità olimpica e per ora la mette sul ridere: «Ormai mi candidano a tutto».
  21. Comunque gli esercenti non penso abbiano le tariffe del privato. Ovviamente potenzialmente puoi riempire il locale con una partita, e fare un incasso notevole. Diciamo che se il locale ha un buon livello di clientela, in teoria ci può rientrare. Certo però che questo vale per pochi locali, molti altri vivacchiano, e tirare fuori un certo tipo di somme diventa pesantuccio. Molto bene così. Ogni NO che ricevono è un gol nostro, a prescindere. Valgono anche gli autogol dove noi non abbiamo peso. E andiamo!
  22. “l'ordine di custodia della polizia per Travis Scott è stato revocato e tutti i procedimenti contro di lui sono stati chiusi perché l'incidente era di lieve entità”, ha dichiarato in un comunicato la Procura di Parigi. “Travis Scott è stato rimesso in libertà e non gli sono state rivolte accuse” Emesso invece un mandato di cattura internazionale per Antonio Chimenti, allenatore, ma soprattutto ex-portiere della Juventus. E' ufficialmente ricercato proprio in quanto ex-giocatore della Juventus, e perché soprannominato "zucchina". La codacons francese ha presentato un ricorso presso la procura di Parigi, per atti di concorrenza sleale, ossia quelli relativi alla cosiddetta concorrenza sleale per confusione. Appartengono a questa categoria quei comportamenti concorrenziali che creano equivoci sulla provenienza di prodotti o di servizi da un determinato imprenditore, provocando, di conseguenza, uno sviamento della clientela. Non è necessario che la confusione si verifichi in concreto: è sufficiente che la condotta sia anche solo astrattamente idonea a creare una situazione di confondibilità. Esiste il concreto pericolo che il consumatore medio, possa confondersi nel cercare di comprare le zucchine, per poi trovarsi di fronte l'ex-portiere della Juventus. La confusione poi potrebbe alterare temporaneamente il benessere mentale dell'individuo, il quale potrebbe sentirsi male, svenire, battere la testa, e rimanere offeso. Inoltre, è stato fatto notare alla codacons francese, con suggerimento volenteroso della codacons italiana, che il soggetto in questione, è addirittura un ex-giocatore della Juventus, dato sufficiente per subire legittimamente una qualunque inchiesta, di qualunque genere. Ok, Travis a casa, ma Antonio dentro, perdinci!
  23. Ma quanto è scemazza 'sta gente? Hanno fatto dei corsi professionali per diventare teste di m*****a di questo livello.... La maglia di Chimenti... E allora? Cosa vorrebbe dire? Virale? Ma che virale... Ma che vadano a farsi una sega, co*****i.
×
×
  • Crea Nuovo...