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zizouzidane

Tifoso Juventus
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Everything posted by zizouzidane

  1. Loro a differenza della maggior parte dei comuni mortali si allenano tutti i giorni con 30/40 persone a stretto contatto e senza mascherine..Fare una vita più ritirata fino alla fine dell'emergenza covid sarebbe consigliabile e rispettoso dei colleghi.. Quando vedi la festa nel locale con 40 persone almeno per il compleanno del calciatore di turno viene il dubbio ci sia fin troppa nonchalance da parte di molti di loro.
  2. Quello che intendo dire è che nonostante tutti i tamponi, almeno due a settimana, spesso quando un giocatore che va in giro o semplicemente vede la sua fidanzata che va in giro... e si contagia poi finisce per contagiare altri. Il calcio è stato una volta fermato perché essendo uno sport di contatto si voleva evitare che i giocatori senza mascherina si contagiassero tra compagni di squadra o con gli avversari. Beh questo in parte sta succedendo. Tu dici il protocollo permette di allenarsi e giocare nonostante casi di positività, infatti è stato pensato per permettere di farlo SENZA diffondere il contagio agli altri giocatori o quantomeno limitando il fenomeno. Ecco in tutto questo non si sta limitando troppo. Questo non vuol dire che sia da buttare o inefficace, è evidente anzi che se non ci fosse nel giro di un paio di settimane metà serie A sarebbe stata contagiata. E' valido ma ci sono ancora troppe falle, forse dovrebbero aumentare ancora la frequenza dei tamponi. E naturalmente i giocatori e i loro conviventi, fidanzate e parenti inclusi anche se non conviventi, dovrebbero essere caldamente invitati a evitare locali e quant'altro finché va avanti questa epidemia, allenamenti e casa, casa e allenamenti.
  3. A parte le sciocchezze del Napoli si è trovato questo sistemanon solo per poter giocare ma farlo prevenendo il contagio nel mondo del calcio. Il doppio tampone, 2 o 3 tamponi a settimana ect. Non ha però funzionato nel caso del Genoa, e anche il fatto che le squadre non abbiano di solito un solo caso, come non può che capitare per la legge dei grandi numeri, quello che succede è che ci siano spesso 2,3,4 casi per squadra, guarda il caso nostro, del Milan, ora dell'Inda e questo suggerisce che se lo siano contagiati tra compagni di squadra, proprio quello che si cercava di evitare con questi regolamenti, che si diffondesse tra giocatori.
  4. Continuando così... boh. E' un contagio continuo, 2 o 3 per squadra di media (con alcune che ne hanno 6 o 7 o più di 10 come il Genoa), il protocollo non sta funzionando granchè. Da una parte è vero che i calciatori non si contagiano molto tra di loro, però il virus ancora gira nelle squadre nonostante i ripetuti tamponi. Ho paura che via di questo passo bloccheranno di nuovo tutto, spero di sbagliarmi.
  5. Unire questo e il topic in in off Juve
  6. Dal Corriere della Sera ---> È stato uno dei volti del calcio quando era la Rai a dettare legge sull’esclusiva del gol della Serie A. Era l’epoca in cui gli inviati di 90° minuto godevano di popolarità smisurata e spesso spiccavano per look improbabili o inciampi sintattici. Poi all’ora di cena arrivava lui e il contrasto appariva ancora più marcato: enciclopedico senza pedanteria, ironico ma con garbo, misurato e mai sopra le righe, competente e preparato. A 81 anni si è spento Gianfranco De Laurentiis, storico volto del giornalismo sportivo. La sua carriera, iniziata al Corriere della Sera, decolla con l’arrivo alla Rai nel 1972, in cui rimane per oltre trent’anni. È stato direttore della Tgs (Testata Giornalistica Sportiva) dal 1993 al 1994, ma il suo volto è legato soprattutto al calcio con programmi come Eurogol (la gioia dei nottambuli con i gol delle coppe, insieme al collega Giorgio Martino), Diretta Sport, Dribbling (con un’Antonella Clerici agli esordi), Domenica sprint (ancora con Clerici), Numero 10 con un certo Michel Platini. Quindi approda alla Formula Uno con Pole Position. La confessione: «Tifo Juve» Nato a venti metri da via Teulada, Gianfranco De Laurentiis sembrava avere già in culla la Rai nel suo destino, la sede era lì, a un tiro di pallone. Si definiva «tollerante; testardo, ma duttile. Ho le mie idee, ma se c’è qualche divergenza l’accetto. L’importante è non rinunciare mai alla propria dignità». Il bilancio della carriera non poteva che essere positivo: «Mi ritengo fortunato. Nell’arco di una cinquantina d’anni ho fatto un lavoro che mi piace, quello che per i miei amici era un hobby». Non si era mai capito e solo fine carriera confessò la sua fede calcistica: era nato a Roma ma tifava Juve. Infatti uno dei ricordi più belli è legato allo scudetto vinto dai bianconeri nel 1973: «Ero da poco in Rai. Tutti si aspettavano che il Milan vincesse lo scudetto a Verona, così mi proposi: “Mandatemi a Roma-Juve, tanto non conta nulla”. Mi ritrovai a raccontare lo scudetto». Definiva il suo lavoro «salgariano», perché «sono stato molto in studio e meno sui campi. Ho avuto rapporti buoni con tutti, da Mennea a Vialli che all’Europeo ’88 quando finiva l’allenamento mi chiedeva sempre se avevo bisogno di qualcosa. Ho lavorato con Riva e Platini, che fumavano come me. Solo che Riva fumava le sue, Platini le mie...».
  7. Un giornalista con grande preparazione e poi garbato, obiettivo, elegante, di altro spessore rispetto a quelli che bazzicano adesso le trasmissioni, alla Rai come altrove. Era bravo sia nella conduzione di Domenica Sprint, sovrastato dai servizi delle partite e dai tempi limitatissimi, sia nell'approfondimento del sabato di Dribbling, dove riusciva a mettere su una trasmissione godibile e interessante.
  8. zizouzidane

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    Ho visto che c'è già un topic in off Juve, chiudete pure.
  9. zizouzidane

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    Dal Corriere ----> È stato uno dei volti del calcio quando era la Rai a dettare legge sull’esclusiva del gol della Serie A. Era l’epoca in cui gli inviati di 90° minuto godevano di popolarità smisurata e spesso spiccavano per look improbabili o inciampi sintattici. Poi all’ora di cena arrivava lui e il contrasto appariva ancora più marcato: enciclopedico senza pedanteria, ironico ma con garbo, misurato e mai sopra le righe, competente e preparato. A 81 anni si è spento Gianfranco De Laurentiis, storico volto del giornalismo sportivo. La sua carriera, iniziata al Corriere della Sera, decolla con l’arrivo alla Rai nel 1972, in cui rimane per oltre trent’anni. È stato direttore della Tgs (Testata Giornalistica Sportiva) dal 1993 al 1994, ma il suo volto è legato soprattutto al calcio con programmi come Eurogol (la gioia dei nottambuli con i gol delle coppe, insieme al collega Giorgio Martino), Diretta Sport, Dribbling (con un’Antonella Clerici agli esordi), Domenica sprint (ancora con Clerici), Numero 10 con un certo Michel Platini. Quindi approda alla Formula Uno con Pole Position. Nato a venti metri da via Teulada, Gianfranco De Laurentiis sembrava avere già in culla la Rai nel suo destino, la sede era lì, a un tiro di pallone. Si definiva «tollerante; testardo, ma duttile. Ho le mie idee, ma se c’è qualche divergenza l’accetto. L’importante è non rinunciare mai alla propria dignità». Il bilancio della carriera non poteva che essere positivo: «Mi ritengo fortunato. Nell’arco di una cinquantina d’anni ho fatto un lavoro che mi piace, quello che per i miei amici era un hobby». Non si era mai capito e solo fine carriera confessò la sua fede calcistica: era nato a Roma ma tifava Juve. Infatti uno dei ricordi più belli è legato allo scudetto vinto dai bianconeri nel 1973: «Ero da poco in Rai. Tutti si aspettavano che il Milan vincesse lo scudetto a Verona, così mi proposi: “Mandatemi a Roma-Juve, tanto non conta nulla”. Mi ritrovai a raccontare lo scudetto». Definiva il suo lavoro «salgariano», perché «sono stato molto in studio e meno sui campi. Ho avuto rapporti buoni con tutti, da Mennea a Vialli che all’Europeo ’88 quando finiva l’allenamento mi chiedeva sempre se avevo bisogno di qualcosa. Ho lavorato con Riva e Platini, che fumavano come me. Solo che Riva fumava le sue, Platini le mie...».
  10. zizouzidane

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    E' morto a 81 anni Gianfranco de Laurentis, storico giornalista sportivo della Rai. Conduceva tra gli altri programmi Dribbling del Sabato e Domenica sprint su Rai Due. In questa trasmissione era coadiuvato da una giovanissima Antonella Clerici. Un giornalista preparato, sempre garbato, obiettivo, elegante, come se ne vedono sempre meno nei giorni nostri.
  11. Se non ci sono pesanti interventi politici, si prendono il 3 0 e il punto di penalizzazione direttamente sui denti, come si meritano dopo il loro comportamento osceno. Il giudice è stato chiaro, il Napoli in base alle indicazioni di sabato poteva partire, l'ulima Pec della Asl è arrivata fuori tempo massimo, indi per cui non ci sono possibilità di vincere il ricorso.
  12. Sempre secondo il Giudice sportivo"" Il Napoli "aveva rinunciato" a disputare la gara di Torino con la Juve già prima che arrivasse il definitivo chiarimento negativo della Asl 2, e difatti aveva provveduto ad annullare il volo charter per Torino già la sera prima: così il Giudice Sportivo, Gerardo Mastrandrea, spiega la sua decisione di non considerare la causa di "forza maggiore" nella mancata presentazione allo Stadium e la conseguente sconfitta a tavolino ai partenopei. ""
  13. Questo uno stralcio del giudice sportivo, che entra nel merito delle indicazioni date dalla Asl. Il Giudice Sportivo ha ricostruito tutto il caso che ha portato il Napoli a non partire per Torino dopo lo stop imposto dalla ASL per le positività di Zielinski ed Elmas. Il giudice, in un documento di 7 pagine, ritiene che sia mancata la "fattispecie della forza maggiore" che secondo le norme sportive (art. 55 Noif della FIGC) giustifica la mancata presentazione di una squadra per la disputa di una partita. Sempre nel comunicato, si legge poi che al Giudice Sportivo "è preclusa ogni valutazione sulla legittimità di atti e provvedimenti, in qualunque forma adottati, dalle Autorità sanitarie statali e territoriali, nonché delle Autorità regionali, posti in essere a tutela della saluta di singoli o della collettività". Giudice Sportivo: “Rinuncia Napoli prima dello stop dell’Asl” Il Napoli "aveva rinunciato" a disputare la gara di Torino con la Juve già prima che arrivasse il definitivo chiarimento negativo della Asl 2, e difatti aveva provveduto ad annullare il volo charter per Torino già la sera prima: così il Giudice Sportivo, Gerardo Mastrandrea, spiega la sua decisione di non considerare la causa di "forza maggiore" nella mancata presentazione allo Stadium e la conseguente sconfitta a tavolino ai partenopei. Nella lunga ricostruzione dei dialoghi con la Asl, Mastrandrea ricorda che dalla Asl Na1, il sabato, era arrivata un'indicazione "non incompatibile" coi protocolli Figc e con la disputa della partita; la definitiva indicazione di Asl Na 2, arrivata domenica alle 14.13, era arrivata per il giudice quando la prestazione del Napoli "era nel frattempo divenuta di suo oggettivamente impossibile". Juve-Napoli, le motivazioni del Giudice Sportivo “La delibazione è dunque limitata alla possibile non applicazione delle sanzioni della perdita della gara ex officio e della penalizzazione di un punto in classifica, derivanti dall’art. 53 NOIF, in seguito al rapporto arbitrale che abbia accertato il mancato inizio dell’incontro per mancata presentazione di una squadra, nella specie la Soc. Napoli; derivando, in altri termini, dalla mancata presentazione di una squadra per disputare l’incontro l’applicazione in automatico delle richiamate sanzioni previste dall’art. 53, salva solamente la eventuale dimostrazione della “forza maggiore”. “Gli atti della ASL non incompatibili con il Protocollo” “(…) In sintesi: i sopra descritti atti delle Aziende sanitarie delineano un quadro che non appare a questo Giudice affatto incompatibile con l’applicazione delle norme specifiche dell’apposito Protocollo sanitario FIGC (richiamato dalla detta Circolare ministeriale, richiamata a sua volta dalla ASL Napoli 1), e quindi con la possibilità di disputare l’incontro di calcio programmato in Torino, con tutte le garanzie e le misure cautelative previste dai Protocolli sanitario-sportivi e dalle circolari ministeriali. Un quadro, invero, che non appare scardinato di per sé nemmeno dai chiarimenti richiesti alla Presidenza Regionale (poi richiamati dai successivi atti delle Aziende sanitarie), la quale, con mail in data 3 ottobre alle 18.25 del vice capo di Gabinetto, ribadiva l’obbligo di isolamento dei contatti stretti nel domicilio indicato al competente Dipartimento di prevenzione, con richiamo delle norme di legge e del Rapporto ISS del 25 giugno 2020 (richiamato quest’ultimo anche dalla ASL Napoli 1)”. Dopo queste parole del giudice sportivo, tanti auguri col ricorso
  14. ahahah 0-3 e 1 punto di penalizzazione questo il risultato della oscena sceneggiata napoletana. 0-3, -1 punto, una tranvata in faccia, caro De Furbacchionis prendi e porta a casa.
  15. Mi fa piacere che De Sciglio nei sondaggi sia li lì per vincere, in combutta con Higuain e 'li avrei cacciati tutti a pedate nel cuculo', questo si conferma un forum di persone competenti
  16. Stendendo un velo pietoso sulla vicenda Suarez, con Chiesa preso con pcddr (in realtà pcodr mascherato) si merita un 7 e 1/2: due centrocampisti, un Morata e un Chiesa in più, Kulusevski, ringiovanimento della rosa, bilancio in pari. Gli avrei dato mezzo voto in più se avesse ripreso Kean o un altro attaccante di riserva di medio livello.
  17. Questa nuova moda alla DELamentis (con Higuain), di offendere un ex giocatore dopo che l'ha venduto non la capisco prorprio, l'unico cosa che mi è chiara è che sia di pessimo gusto.
  18. Sulla carta un ottimo rinforzo, speriamo dimostri sul campo quanto sostengono i suoi estimatori. In any case un enorme miglioramento rispetto a un giocatore sempre infortunato e/o fuori forma in recuperodopo un infortunio come era Douglas Costa negli ultimi due anni.
  19. A questo tizio gli risponderei... dillo al tuo presidente e ai complici in quel di Napoli che lo hanno assecondato
  20. Vabbè ma a quel punto può mandare riserve con innesti della primavera, non sembra una mossa granchè furba in ogni caso, fai una figuraccia e prendi pure punti di penalizzazione, non credo lo farebbe nessuno.
  21. Adesso è necessario un intervento del Governo che faccia chiarezza per i casi futuri. Il 3-0 a tavolino al Napoli non basta, perché sino a che sussiste il dubbio che le Asl abbiano l'ultima parola sul protocollo Cts o meglio che possano sovvertire l'ordine di priorità date dal ministero della Sanità, che ha stabilito che calciatori professionisti devono essere regolati secondo il protocollo, si potranno creare situazioni analoghe. Pensiamo per esempio alla situazione che si verrebbe a creare a Napoli se tra un mese si ripresentasse lo stesso problema, indipendentemente dal fatto che la squadra debba giocare in casa o fuoricasa, come potrà la Asl prendere strade diverse e sbugiardare se stessa? E si pensi a cosa potrebbe accadere se una squadra con persone trovate positive in settimana debba sbarcare a Napoli, la Asl permetterebbe l'arrivo il soggiorno e lo svolgimento della partita. E naturalmente altre Asl potrebbero seguire la stessa strada. Per cui non basta assolutamente la decisione del giudice sportivo serve chiarezza e nel caso attualmente ci sia un buco legislativo un nuovo decreto del Governo. Diversamente rischia di saltare tutto.
  22. Mah, la Juve gli ha appena fatto spazio con la cessione di Douglas, sono paure abbastanza immotivate. Imho c'entra molto il fatto che l'agente sia il papà, sostanzialmente un dilettante nel campo.
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