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Morpheus ©

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  1. Primo titolo WTA in carriera per Sofia Kenin: l’americana (nata a Mosca quasi per caso, dato che la famiglia s’è subito spostata negli States) ha superato in finale la slovacca Anna Karolina Schmiedlova col punteggio di 6-3 6-0. La Kenin, vent’anni, si guadagna così anche l’approdo tra le prime 40 del mondo: sarà numero 37 nel ranking mondiale che verrà pubblicato lunedì. https://www.oasport.it/2019/01/tennis-wta-hobart-2019-sofia-kenin-vince-il-suo-primo-titolo-battuta-nettamente-la-schmiedlova-in-finale2/
  2. L’americano Tennys Sandgren conquista il torneo ATP di Auckland. Si tratta del primo titolo della carriera per il numero 67 del mondo, che ha sconfitto in una finale a sorpresa il britannico Cameron Norrie, numero 93 del ranking e wild card ad Auckland, in due set con il punteggio di 6-4 6-2 dopo un’ora e venti di gioco. https://www.oasport.it/2019/01/tennis-atp-auckland-2019-primo-titolo-in-carriera-per-tennys-sandgren2/
  3. 10 - OBERHOF (SP - M) /// Winner: Alexander LOGINOV Prima o poi doveva succedere e ad Oberhof (Germania) il dominio del norvegese Johannes Boe termina. Nella sprint del quarto appuntamento della Coppa del Mondo 2018-2019 di biathlon maschile, è stato il russo Aleksandr Loginov ad interrompere l’egemonia dello scandinavo. Una prova perfetta quella dell’atleta con il pettorale numero 17: velocissimo sugli sci stretti e preciso al poligono con lo zero ed una velocità di esecuzione impressionante. La nevicata tedesca non ha avuto effetto sulle sicurezze dell’atleta dell’Est che si è portato a casa il primo successo stagionale, rilanciando le proprie quotazioni anche in vista dell’inseguimento di domani. Boe, da par suo, paga dazio con l’errore nella sessione in piedi, arrivando con 25″2 di ritardo dal russo ma comunque raccogliendo l’ennesimo piazzamento nella top3. La sfida tra i due, a questo punto, si preannuncia appassionante. Alle loro spalle la lotta per il podio è stata feroce ed è stato lo svedese Sebastian Samuelsson (+36″8) a spuntarla grazie ad una prova al poligono immacolata e ad un ottimo ultimo giro che gli ha permesso di mettersi alle spalle l’accoppiata tedesca formata da Benedikt Doll e da Arnd Peiffer, giunti all’arrivo con 38″8 e 39″3 dalla vetta, grazie ad una prova superlativa nel fondo ma non sufficiente per centrare il podio davanti al pubblico di casa. Entrambi i teutonici con l’errore nelle sessioni di tiro si sono dovuti accontentare del piazzamento. Continua su: https://www.oasport.it/2019/01/biathlon-coppa-del-mondo-oberhof-2019-aleksandr-loginov-batte-johannes-boe-nella-sprint-hofer-decimo2/
  4. 10 - OBERHOF (SP - F) /// Winner: Lisa VITTOZZI (ITA) Oberhof è terreno di conquista per l’Italia. Lisa Vittozzi si scatena, mette sulla neve tutta la rabbia accumulata dopo un avvio di stagione che l’ha vista più volte mancare il podio per una manciata di decimi e celebra la prima vittoria in carriera in Coppa del Mondo. Nella 7,5 KM sprint disputata nella località teutonica l’azzurra, immacolata al poligono, ha preceduto di 5″3 la francese Anais Chevalier e di 15″ la svedese Hanna Oeberg. Una gara che finalmente ha consacrato un talento cristallino del biathlon tricolore, la cui classe innata è oggi sbocciata con furore. Vittozzi ha gareggiato con una personalità disarmante. Nel corso delle feste natalizie si è allenata a testa bassa e quest’oggi i risultati si sono visti: la sappadina ha mantenuto un ritmo sugli sci inverosimile, firmando il terzo crono assoluto a soli 8″7 da una specialista come la tedesca Denise Herrmann. La classe 1995 si è poi gestita sapientemente al poligono, soprattutto in quello in piedi, dove si è presa i suoi tempi per essere certa di non mancare alcun bersaglio. Il successo odierno potrebbe realmente sbloccare Lisa a livello mentale e proiettarla verso traguardi sconfinati: la biathleta veneta oggi ha guadagnato tanti punti su tutte le concorrenti per la classifica generale. Continua su: https://www.oasport.it/2019/01/biathlon-lisa-vittozzi-diamante-azzurro-trionfo-da-fenomeno-nella-sprint-di-oberhof-wierer-fuori-dalle-20/
  5. BIATHLON Prima o poi doveva succedere e ad Oberhof (Germania) il dominio del norvegese Johannes Boe termina. Nella sprint del quarto appuntamento della Coppa del Mondo 2018-2019 di biathlon maschile, è stato il russo Aleksandr Loginov ad interrompere l’egemonia dello scandinavo. Una prova perfetta quella dell’atleta con il pettorale numero 17: velocissimo sugli sci stretti e preciso al poligono con lo zero ed una velocità di esecuzione impressionante. La nevicata tedesca non ha avuto effetto sulle sicurezze dell’atleta dell’Est che si è portato a casa il primo successo stagionale, rilanciando le proprie quotazioni anche in vista dell’inseguimento di domani. Boe, da par suo, paga dazio con l’errore nella sessione in piedi, arrivando con 25″2 di ritardo dal russo ma comunque raccogliendo l’ennesimo piazzamento nella top3. La sfida tra i due, a questo punto, si preannuncia appassionante. Alle loro spalle la lotta per il podio è stata feroce ed è stato lo svedese Sebastian Samuelsson (+36″8) a spuntarla grazie ad una prova al poligono immacolata e ad un ottimo ultimo giro che gli ha permesso di mettersi alle spalle l’accoppiata tedesca formata da Benedikt Doll e da Arnd Peiffer, giunti all’arrivo con 38″8 e 39″3 dalla vetta, grazie ad una prova superlativa nel fondo ma non sufficiente per centrare il podio davanti al pubblico di casa. Entrambi i teutonici con l’errore nelle sessioni di tiro si sono dovuti accontentare del piazzamento. https://www.oasport.it/2019/01/biathlon-coppa-del-mondo-oberhof-2019-aleksandr-loginov-batte-johannes-boe-nella-sprint-hofer-decimo2/
  6. 9 - VAL DI FIEMME (IN LH HS135 / 10km) /// Winner: Johannes RYDZEK (GER) Arriva finalmente la prima vittoria tedesca a livello individuale per quanto riguarda la Coppa del Mondo di combinata nordica 2018-2019. Nell’unica tappa italiana, in Val di Fiemme, ad imporsi è Johannes Rydzek: rimonta vincente per il campione olimpico in carica. Si interrompe il dominio della Norvegia: il leader della classifica generale Jarl-Magnus Riiber non ne ha per tenere il ritmo dei migliori nel fondo e perde punti importanti in chiave classifica generale, con il discorso sfera di cristallo che sembra riaprirsi. Sembrava essere decisivo il salto, effettuato sul trampolino di Predazzo, che aveva visto l’austriaco Mario Seidl andare in fuga, con un margine davvero molto ampio su tutti i rivali. Ci ha provato in solitaria Riiber a riportarsi sull’austriaco, senza riuscirci. Il gruppo degli inseguitori con Akito Watabe, Johannes Rydzek e Jurgen Graabak ha dato però la spinta giusta: nell’ultimo giro Seidl è crollato con la coppia teutonica-norvegese che si è andata a giocare il successo. Rydzek sullo strappo conclusivo ha staccato Graabak lanciandosi verso la vittoria, per lo scandinavo seconda piazza. Terzo uno Seidl in rimonta, poi un Riiber in difficoltà (forse ha esagerato troppo nella prima parte di gara) e Watabe a completare la top-5. Continua su: https://www.oasport.it/2019/01/combinata-nordica-coppa-del-mondo-val-di-fiemme-2019-johannes-rydzek-detta-legge-in-rimonta-dodicesimo-alessandro-pittin/
  7. COMBINATA NORDICA Arriva finalmente la prima vittoria tedesca a livello individuale per quanto riguarda la Coppa del Mondo di combinata nordica 2018-2019. Nell’unica tappa italiana, in Val di Fiemme, ad imporsi è Johannes Rydzek: rimonta vincente per il campione olimpico in carica. Si interrompe il dominio della Norvegia: il leader della classifica generale Jarl-Magnus Riiber non ne ha per tenere il ritmo dei migliori nel fondo e perde punti importanti in chiave classifica generale, con il discorso sfera di cristallo che sembra riaprirsi. Sembrava essere decisivo il salto, effettuato sul trampolino di Predazzo, che aveva visto l’austriaco Mario Seidl andare in fuga, con un margine davvero molto ampio su tutti i rivali. Ci ha provato in solitaria Riiber a riportarsi sull’austriaco, senza riuscirci. Il gruppo degli inseguitori con Akito Watabe, Johannes Rydzek e Jurgen Graabak ha dato però la spinta giusta: nell’ultimo giro Seidl è crollato con la coppia teutonica-norvegese che si è andata a giocare il successo. Rydzek sullo strappo conclusivo ha staccato Graabak lanciandosi verso la vittoria, per lo scandinavo seconda piazza. Terzo uno Seidl in rimonta, poi un Riiber in difficoltà (forse ha esagerato troppo nella prima parte di gara) e Watabe a completare la top-5. https://www.oasport.it/2019/01/combinata-nordica-coppa-del-mondo-val-di-fiemme-2019-johannes-rydzek-detta-legge-in-rimonta-dodicesimo-alessandro-pittin/
  8. Da regolamento verranno recuperate altrove. Intanto tolta vittoria a Luitz e assegnata a tavolino ad Hirscher. Francamente decisione indiscutibile.
  9. @Tatanka36 ci avevo visto bene: prima vittoria per Vittozzi. Male Wierer malissimo Makarainen. Lisa torna in serio ballo per la generale
  10. Non credo che un giocatore come Romero vada in Under 23 Verosimilmente rimarrà un altro anno a Genova, è uno step ulteriore rispetto alla Serie C
  11. O quest'anno, o mai più. Non c'è stabilmente nemmeno Dahlmeier quindi deve approfittarne ORA che è in uno stato di forma sia in piede che in terra, al poligono, devastante. Deve lavorare un pò di più sulla tenuta sugli sci nella parte finale, ma quello è possibile farlo tranquillamente. Dorothea è, al momento a 28 anni, all'apice della sua carriera in uno sport davvero logorante come il Biathlon. Mantenere il pettorale giallo è davvero una occasione incredibile, immagino la pressione ma sta reggendo bene: Makarainen è davvero un osso durissimo: vedremo alla ripresa come tornerà la nostra atleta. Terrei d'occhio anche Vittozzi che sta andando bene seppur ai piedi del podio (Molto bene comunque il suo stato di forma).
  12. 18 - FLACHAU (SL - F) /// Winner: Petra VLHOVA (SVK) Se c’è una atleta sul piano tecnico che al momento riesce a tenere a una campionessa fuori dal comune come Mikaela Shiffrin, il nome di Petra Vlhova è senza ombra di dubbio l’unico che si possa realizzare. La 23enne sciatrice di Liptovský Mikuláš, una città della Slovacchia centrale, allenata brillantemente dal nostro italiano Livio Magoni sta attraversando un periodo di forma a dir poco eccezionale tanto che il pensiero che siamo al punto di svolta della sua carriera, al definitivo salto di qualità, è opinione parecchio diffusa all’interno degli addetti ai lavori. Petra con l’andare del tempo e il susseguirsi delle gare, sta mettendo in risalto delle doti tecniche a dir poco eccezionali coniugate ad un fisico molto importante e strutturato che in questa stagione sta continuando a migliorare con tanto lavoro atletico, e i risultati stanno arrivando eccome: la slovacca, al momento, è davvero l’unica tale a impensierire Mikaela Shiffrin dando la sensazione che adesso molte delle gare non sono poi così scontate nel prendere la strada statunitense. Una coordinazione pazzesca e una lettura di gara notevolissima sono due dei tanti punti di forza che questo giovane talento sta imprimendo alle sue gare facendo scattare un ulteriore step soprattutto dal punto di vista mentale, alzando quella famosa asticella, che potrebbe regalarle enormi soddisfazioni e ribaltare di fatto molti dei pronostici da qui sino a fine stagione, Campionati del Mondo in terra svedese compresi, che già indicavano la voce del game over viste le prestazioni di Sua Maestà Mikaela. Continua su: http://discesalibera.org/2019/01/09/la-vera-sfidante-tecnica-di-mikaela-shiffrin-il-momento-di-petra-vlhova/
  13. Con quella di ieri per Vlhova sono 3 le vittorie: gigante a Semmering, parallelo a Oslo, slalom a Flachau ieri. Quando vinci tre format di gara con la presenza di una extraterrestre allora vuol dire che il lavoro sta procedendo molto bene: ieri per la Shiffrin c'è stata una botta pazzesca, indubbiamente vedremo una reazione ma adesso sottovalutare la slovacca non è più possibile: dati alla mano, è l'unica che può impensierire Sua Maestà. Più defilata Holdener, ancora più indietro Hansdotter comunque validissime. La sensazione è che in ottica mondiale, in gara secca, possa accadere di tutto e se Shiffrin comincia ad avere un pò di pressione l'effetto PyeongChang con lo slalom potrebbe ripresentarsi di una gara "sprint" utilizzando un gergo fondistico. Comunque su Instagram Petra si è complimentata con la Shiffrin ringraziandola altresì di testare ogni volta i suoi limiti, e la statunitense non ha lesinato il like Penso che ci sia un ottimo rispetto, Mikaela ieri era frustrata perché imho si è vista interrompere il record di 8 vittorie di fila in slalom che non è riuscita ad eguagliare.
  14. La vera sfidante tecnica di Mikaela Shiffrin: il momento di Petra Vlhova Se c’è un’atleta sul piano tecnico che al momento riesce a tenere a una campionessa fuori dal comune come Mikaela Shiffrin, il nome di Petra Vlhova è senza ombra di dubbio l’unico che si possa realizzare. La 23enne sciatrice di Liptovský Mikuláš, una città della Slovacchia centrale, allenata brillantemente dal nostro italiano Livio Magoni sta attraversando un periodo di forma a dir poco eccezionale tanto che il pensiero che siamo al punto di svolta della sua carriera, al definitivo salto di qualità, è opinione parecchio diffusa all’interno degli addetti ai lavori. Petra con l’andare del tempo e il susseguirsi delle gare, sta mettendo in risalto delle doti tecniche a dir poco eccezionali coniugate ad un fisico molto importante e strutturato che in questa stagione sta continuando a migliorare con tanto lavoro atletico, e i risultati stanno arrivando eccome: la slovacca, al momento, è davvero l’unica tale a impensierire Mikaela Shiffrin dando la sensazione che adesso molte delle gare non sono poi così scontate nel prendere la strada statunitense. Una coordinazione pazzesca e una lettura di gara notevolissima sono due dei tanti punti di forza che questo giovane talento sta imprimendo alle sue gare facendo scattare un ulteriore step soprattutto dal punto di vista mentale, alzando quella famosa asticella, che potrebbe regalarle enormi soddisfazioni e ribaltare di fatto molti dei pronostici da qui sino a fine stagione, Campionati del Mondo in terra svedese compresi, che già indicavano la voce del game over viste le prestazioni di Sua Maestà Mikaela. Vero è che se Mikaela decide di fare una prestazione monstre non ce ne sta per nessuno, ma adesso è anche vero che molte delle convinzioni adesso cominciano ad esserci in misura un pò minore, perché con una Vlhova in questo stato di forma non è possibile sottovalutarla tenendo conto che, tornando al discorso dei Mondiali, in una gara secca può accadere davvero di tutto, e più vinci più si rafforza internamente il pensiero di poter arpionare qualcosa di molto importante. Petra sino ad ora, in questo inizio di Coppa del Mondo 2018/19, ha collezionato , e la vittoria ieri a Flachau in un terreno difficile e in condizioni fisiche non ottimali, la dice lunga sulla sua forza: quest’anno ha conquistato tre vittorie in tre format di gara differenti, slalom, gigante, e parallelo sopravanzato la Shiffrin, per un totale di ben 9 podi, aggiornando il numero degli score al primo posto complessivi di 7, decisamente “non male”, tanto per utilizzare un eufemismo, considerando ella con il resto delle atlete sta battagliando contro probabilmente ciò che diventerà la migliore esponente epocale femminile dello sci alpino. Ciò che caratterizza Vlhova è una innata serietà e una dedizione assoluta con i propri compiti assieme a Magoni, volto ora più che mai a raggiungere traguardi fino a qualche tempo fa magari non impossibili ma sicuramente più complicati da raggiungere, il tutto a testimonianza dell’ottimo lavoro che si sta svolgendo cercando di tirar fuori il meglio da una atleta che dimostra di avere ancora dei margini di miglioramento incredibili e sconfinati: una tempra d’acciaio e una voglia di non arrendersi mai tipica dei campioni più puri. La sfida è partita nella fase centrale della stagione, c’è da mettersi comodi per assistere ad uno spettacolo pirotecnico con un dualismo che potrebbe segnare l’attualità e la prospettiva dello sci alpino tecnico della nuova generazione. http://discesalibera.org/2019/01/09/la-vera-sfidante-tecnica-di-mikaela-shiffrin-il-momento-di-petra-vlhova/
  15. La farfalla che diventó un’aquila d’oro: l’evoluzione di Ryoyu Kobayashi “Rendi il tuo spirito simile al vento, che come tutte le cose passa su tutto senza attaccarsi a niente.“ Se sei giapponese e quindi di conseguenza provieni da una cultura innata e profonda come quella orientale, le espressioni zen sono il piatto forte nella personificazione della centralità del tutto e rappresentano parimenti il volano fondamentale per l’identificazione di un qualcosa che, con lo scorrere del tempo, diventa sempre più speciale. Nello sport, qualsiasi tipo di sport, assistiamo quasi quotidianamente alla nascita di gesti tecnici tra i più disparati che ci passano davanti agli occhi come fulmini alla velocità della luce, soltanto che alcuni transitano dalla residenza del nostro sguardo come delle vere e proprie meteore, mentre altri ti fanno scattare quella magia tale da farti bloccare ed incantare esattamente alla stessa stregua al momento dell’ascolto di un pezzo dei Pink Floyd tratto da “The Dark Side of the Moon“, ossia lasciando dentro quella sensazione di diversità e di colore differente dal resto che ci ci circonda, trasformando in certezza quella sensazione preventiva di unicità: nei gesti dell’ultimo periodo del signor Ryoyu Kobayashi nel salto con gli sci ci si può ritrovare perfettamente in merito a questa tesi. Il salto non è uno sport per tutti: è uno sport dove serve competenza e una molteplicità di fattori per la determinazione del risultato a dir poco unica al mondo: le fasi di esecuzione, la direzione del vento, la compensazione, l’aerodinamica, la valutazione del giudice… Ma è un ambito dove il gesto tecnico di un atleta può portare al compimento più definito del connubio tra sport e magia se chi lo interpreta alla perfezione è in grado di far emergere il carattere più ampio del gesto tecnico, cosa che sembra riuscire abbastanza agevolmente a questo giovane nipponico nativo di Hachimantai, piccolo centro del Giappone settentrionale situato nella prefettura di Iwate con circa 30 mila anime. E cosa ha fatto ieri portando a compimento una tournée a dir poco sontuosa? Con un bel pò di pressione addosso (Cosa normale soprattutto se quello che stai combinando verrà annoverato tra i libri di storia e hai 22 primavere compiute da poco), rimontando una prima serie chiusa al quarto posto attraverso una misura di 135m, con una sicurezza e perfezione glaciale porta a casa la gara con un salto di 137,5m con un totale di 282.1 punti mediante una qualità a dir poco impressionante portando, per la quinta volta consecutiva in Coppa del Mondo 2018/19 tutti gli avversari a scuola conquistando la Tournée dei Quattro Trampolini regalandola per la seconda volta al Giappone con tanto di Grande Slam realizzato vincendo inoltre tutte e quattro le prove e divenendo così il terzo atleta dopo Sven Hannawald nel 2001-2002 e Kamil Stoch lo scorso anno a riuscire nell’impresa; i numeri attuali sono a dir poco impressionanti considerando che siamo ad uno score stagionale impressionante che ci racconta di 8 vittorie in stagione in 11 gare con 10 podi, vincendo tutte e 4 le gare e 5 serie su 8 nella Tournée tra Oberstdorf, Garmisch-Partenkirchen, Innsbruck, e Bischofshofen. Un atleta completo capace di adattarsi in qualsiasi trampolino con margini di miglioramento ancora notevoli che lasciano presagire assolutamente la creazione di un fuoriclasse incredibile capace di potersi incuneare tra i più grandi in assoluto mettendo in risalto anche una notevolissima resistenza mentale oltre che tecnica, avendo dimostrato di non lasciarsi condizionare da colleghi molto agguerriti e anche in fase di crescita (Vedi Stefan Kraft nelle ultime settimane). La stagione in corso ci sta facendo assistere alle gesta di un ragazzino che, alzando l’asticella, sta dimostrando che attraverso un duro lavoro ed una preparazione impeccabile condite da una serietà innata tipica del paese presso cui provieni, il salto di qualità auspicato lo scorso anno sta venendo su anche meglio e prima del previsto rispetto alle previsioni: gli 8 trionfi su 11 opportunità già su menzionate, rappresentano l’emblema dello stato di questo ragazzo che ha ancora voglia di correre e di non fermarsi più verso obiettivi concreti come quelli del circuito e del mondiale: Ryoyu esordì in Coppa nel 2016 a Zakopane chiudendo subito ottavo e nello stesso anno ai Mondiali juniores di Râșnov, in Russia, conquistò la medaglia di bronzo nel trampolino normale e nella gara a squadre, di certo un biglietto da visita non indifferente considerando il seguito che sta dando al suo impegno. Una fase di volo regale e degli atterraggi da antologia, sono il punto di forza di Kobayashi che mista la sua tempra alla sua tecnica e potrebbe passare la storia come l’atleta che può regalare al paese del Sol Levante l’affermazione generale in Coppa del Mondo laddove molti ci han provato ma nessuno ci è mai riuscito; già solo a scrivere di questi spunti si denota chiaramente non soltanto la portata dell’impresa ma altresì anche la leggendarietà che denota lo stato attuale del saltatore cui ci si riferisce. Una oramai celebre docu-serie che racconta le imprese di un’icona dello sport invernale e, soprattutto, in senso generale ossia Lindsey Vonn prese il nome di “chasing history”, cambiando la storia, a testimonianza della grandezza rara dell’atleta di Saint Paul: ebbene, se questo è l’antipasto di una grande storia da raccontare, allora con le dovute cautele del caso in uno sport come il salto con gli sci dove gli equilibri mutano molto spesso con l’andare delle stagioni, forse il tempo coadiuvato dalla determinazione di questo autentico talento, saranno i nostri alleati più feroci affinché tale terminologia possa essere applicata al salto con gli sci attraverso la firma prestigiosa di questa farfalla elegante che un giorno decise di planare come un’aquila dorata, come quella alzata al cielo austriaco sotto forma di trofeo, sulle nevi più importanti al mondo regalando al Giappone una immensa soddisfazione attraverso un altro fuoriclasse assoluta nell’epoca attuale capace di scaldare i loro nobili cuori, con l’arte mista a poesia di Yuzuru Hanyu nel pattinaggio su ghiaccio: il futuro, probabilmente, è già adesso con Ryoyu Kobayashi. Continua su: http://discesalibera.org/2019/01/07/la-farfalla-che-divento-unaquila-doro-levoluzione-di-ryoyu-kobayashi/
  16. La farfalla che diventó un’aquila d’oro: l’evoluzione di Ryoyu Kobayashi “Rendi il tuo spirito simile al vento, che come tutte le cose passa su tutto senza attaccarsi a niente.“ Se sei giapponese e quindi di conseguenza provieni da una cultura innata e profonda come quella orientale, le espressioni zen sono il piatto forte nella personificazione della centralità del tutto e rappresentano parimenti il volano fondamentale per l’identificazione di un qualcosa che, con lo scorrere del tempo, diventa sempre più speciale. Nello sport, qualsiasi tipo di sport, assistiamo quasi quotidianamente alla nascita di gesti tecnici tra i più disparati che ci passano davanti agli occhi come fulmini alla velocità della luce, soltanto che alcuni transitano dalla residenza del nostro sguardo come delle vere e proprie meteore, mentre altri ti fanno scattare quella magia tale da farti bloccare ed incantare esattamente alla stessa stregua al momento dell’ascolto di un pezzo dei Pink Floyd tratto da “The Dark Side of the Moon“, ossia lasciando dentro quella sensazione di diversità e di colore differente dal resto che ci ci circonda, trasformando in certezza quella sensazione preventiva di unicità: nei gesti dell’ultimo periodo del signor Ryoyu Kobayashi nel salto con gli sci ci si può ritrovare perfettamente in merito a questa tesi. Il salto non è uno sport per tutti: è uno sport dove serve competenza e una molteplicità di fattori per la determinazione del risultato a dir poco unica al mondo: le fasi di esecuzione, la direzione del vento, la compensazione, l’aerodinamica, la valutazione del giudice… Ma è un ambito dove il gesto tecnico di un atleta può portare al compimento più definito del connubio tra sport e magia se chi lo interpreta alla perfezione è in grado di far emergere il carattere più ampio del gesto tecnico, cosa che sembra riuscire abbastanza agevolmente a questo giovane nipponico nativo di Hachimantai, piccolo centro del Giappone settentrionale situato nella prefettura di Iwate con circa 30 mila anime. E cosa ha fatto ieri portando a compimento una tournée a dir poco sontuosa? Con un bel pò di pressione addosso (Cosa normale soprattutto se quello che stai combinando verrà annoverato tra i libri di storia e hai 22 primavere compiute da poco), rimontando una prima serie chiusa al quarto posto attraverso una misura di 135m, con una sicurezza e perfezione glaciale porta a casa la gara con un salto di 137,5m con un totale di 282.1 punti mediante una qualità a dir poco impressionante portando, per la quinta volta consecutiva in Coppa del Mondo 2018/19 tutti gli avversari a scuola conquistando la Tournée dei Quattro Trampolini regalandola per la seconda volta al Giappone con tanto di Grande Slam realizzato vincendo inoltre tutte e quattro le prove e divenendo così il terzo atleta dopo Sven Hannawald nel 2001-2002 e Kamil Stoch lo scorso anno a riuscire nell’impresa; i numeri attuali sono a dir poco impressionanti considerando che siamo ad uno score stagionale impressionante che ci racconta di 8 vittorie in stagione in 11 gare con 10 podi, vincendo tutte e 4 le gare e 5 serie su 8 nella Tournée tra Oberstdorf, Garmisch-Partenkirchen, Innsbruck, e Bischofshofen. Un atleta completo capace di adattarsi in qualsiasi trampolino con margini di miglioramento ancora notevoli che lasciano presagire assolutamente la creazione di un fuoriclasse incredibile capace di potersi incuneare tra i più grandi in assoluto mettendo in risalto anche una notevolissima resistenza mentale oltre che tecnica, avendo dimostrato di non lasciarsi condizionare da colleghi molto agguerriti e anche in fase di crescita (Vedi Stefan Kraft nelle ultime settimane). La stagione in corso ci sta facendo assistere alle gesta di un ragazzino che, alzando l’asticella, sta dimostrando che attraverso un duro lavoro ed una preparazione impeccabile condite da una serietà innata tipica del paese presso cui provieni, il salto di qualità auspicato lo scorso anno sta venendo su anche meglio e prima del previsto rispetto alle previsioni: gli 8 trionfi su 11 opportunità già su menzionate, rappresentano l’emblema dello stato di questo ragazzo che ha ancora voglia di correre e di non fermarsi più verso obiettivi concreti come quelli del circuito e del mondiale: Ryoyu esordì in Coppa nel 2016 a Zakopane chiudendo subito ottavo e nello stesso anno ai Mondiali juniores di Râșnov, in Russia, conquistò la medaglia di bronzo nel trampolino normale e nella gara a squadre, di certo un biglietto da visita non indifferente considerando il seguito che sta dando al suo impegno. Una fase di volo regale e degli atterraggi da antologia, sono il punto di forza di Kobayashi che mista la sua tempra alla sua tecnica e potrebbe passare la storia come l’atleta che può regalare al paese del Sol Levante l’affermazione generale in Coppa del Mondo laddove molti ci han provato ma nessuno ci è mai riuscito; già solo a scrivere di questi spunti si denota chiaramente non soltanto la portata dell’impresa ma altresì anche la leggendarietà che denota lo stato attuale del saltatore cui ci si riferisce. Una oramai celebre docu-serie che racconta le imprese di un’icona dello sport invernale e, soprattutto, in senso generale ossia Lindsey Vonn prese il nome di “chasing history”, cambiando la storia, a testimonianza della grandezza rara dell’atleta di Saint Paul: ebbene, se questo è l’antipasto di una grande storia da raccontare, allora con le dovute cautele del caso in uno sport come il salto con gli sci dove gli equilibri mutano molto spesso con l’andare delle stagioni, forse il tempo coadiuvato dalla determinazione di questo autentico talento, saranno i nostri alleati più feroci affinché tale terminologia possa essere applicata al salto con gli sci attraverso la firma prestigiosa di questa farfalla elegante che un giorno decise di planare come un’aquila dorata, come quella alzata al cielo austriaco sotto forma di trofeo, sulle nevi più importanti al mondo regalando al Giappone una immensa soddisfazione attraverso un altro fuoriclasse assoluta nell’epoca attuale capace di scaldare i loro nobili cuori, con l’arte mista a poesia di Yuzuru Hanyu nel pattinaggio su ghiaccio: il futuro, probabilmente, è già adesso con Ryoyu Kobayashi. Continua su: http://discesalibera.org/2019/01/07/la-farfalla-che-divento-unaquila-doro-levoluzione-di-ryoyu-kobayashi/
  17. 11 - BISCHOFSHOFEN (LH-M / HS140) /// Winner: Ryoyu KOBAYASHI (JPN) Semplicemente di un altro pianeta. Ryoyu Kobayashi domina anche l’ultima tappa di Bischofshofen e si aggiudica la Tournée dei Quattro Trampolini 2018-2019 con un margine abissale sugli avversari diretti. Il giapponese firma un’impresa leggendaria, conquistando la quinta vittoria consecutiva e diventando il terzo atleta della storia (dopo Sven Hannawald e Kamil Stoch nel 2002 e 2018) a completare il tanto agognato Grand Slam, imponendosi su tutti i trampolini della Tournée. L’aquila d’oro torna in Giappone dopo 21 anni dall’ultima affermazione di Kazuyoshi Funaki, che vide però sfumare il Grand Slam all’ultima gara di Bischofshofen. Kobayashi ha spazzato via gli avversari più accreditati con una seconda prova strepitosa, in cui non solo ha rimontato dalla quarta posizione della prima manche, ma ha anche staccato il secondo in classifica di 14.6 punti grazie ad un salto perfetto (valutato intorno al 19.5 dai giudici) da 137.5 metri ottenuto con vento alle spalle. Seconda piazza per un grande Stefan Kraft (Austria) con 267.5 punti complessivi, che deve però mangiarsi le mani in ottica classifica di Tournée per l’eliminazione patita nella prima manche di Garmisch. Il tedesco Stephan Leyhe ha completato il podio di giornata grazie ad una seconda serie sensazionale (137 metri e 142.3 punti parziali) che gli ha permesso di rimontare dall’undicesima alla terza piazza con 266 punti complessivi. Con questo finale in crescita, Leyhe si è guadagnato anche il terzo gradino del podio nella classifica generale di Tournée alle spalle del connazionale Markus Eisenbichler, oggi quarto a 0.5 punti dal podio dopo aver vinto la prima manche. Continua su: https://www.oasport.it/2019/01/ryoyu-kobayashi-nuovo-imperatore-del-giappone-vince-la-tournee-dei-4-trampolini-con-il-grande-slam-trionfo-totale-a-bischofshofen/
  18. Ryoyu Kobayashi nuovo Imperatore del Giappone: vince la Tournée dei 4 Trampolini con il Grande Slam. Trionfo totale a Bischofshofen Semplicemente di un altro pianeta. Ryoyu Kobayashi domina anche l’ultima tappa di Bischofshofen e si aggiudica la Tournée dei Quattro Trampolini 2018-2019 con un margine abissale sugli avversari diretti. Il giapponese firma un’impresa leggendaria, conquistando la quinta vittoria consecutiva e diventando il terzo atleta della storia (dopo Sven Hannawald e Kamil Stoch nel 2002 e 2018) a completare il tanto agognato Grand Slam, imponendosi su tutti i trampolini della Tournée. L’aquila d’oro torna in Giappone dopo 21 anni dall’ultima affermazione di Kazuyoshi Funaki, che vide però sfumare il Grand Slam all’ultima gara di Bischofshofen. Kobayashi ha spazzato via gli avversari più accreditati con una seconda prova strepitosa, in cui non solo ha rimontato dalla quarta posizione della prima manche, ma ha anche staccato il secondo in classifica di 14.6 punti grazie ad un salto perfetto (valutato intorno al 19.5 dai giudici) da 137.5 metri ottenuto con vento alle spalle. Seconda piazza per un grande Stefan Kraft (Austria) con 267.5 punti complessivi, che deve però mangiarsi le mani in ottica classifica di Tournée per l’eliminazione patita nella prima manche di Garmisch. Il tedesco Stephan Leyhe ha completato il podio di giornata grazie ad una seconda serie sensazionale (137 metri e 142.3 punti parziali) che gli ha permesso di rimontare dall’undicesima alla terza piazza con 266 punti complessivi. Con questo finale in crescita, Leyhe si è guadagnato anche il terzo gradino del podio nella classifica generale di Tournée alle spalle del connazionale Markus Eisenbichler, oggi quarto a 0.5 punti dal podio dopo aver vinto la prima manche. Niente da fare per Alex Insam, unico atleta azzurro in gara, che non si è ripetuto sui livelli espressi in qualificazione ed è stato eliminato nella prima manche con una deludente 47^ posizione. Il nostro portacolori ha trovato condizioni complicate di vento alle spalle e non è riuscito ad ottenere una misura competitiva (110 metri e 87 punti), dovendo così rinunciare all’ingresso nella zona punti per la quarta volta in altrettante gare della Tournée. https://www.oasport.it/2019/01/ryoyu-kobayashi-nuovo-imperatore-del-giappone-vince-la-tournee-dei-4-trampolini-con-il-grande-slam-trionfo-totale-a-bischofshofen/
  19. 18 - ZAGABRIA (SL - M) /// Winner: Marcel HIRSCHER (AUT) Cosa altro dire davanti a un atleta di questo tipo? Probabilmente poche parole se non la stessa sinfonia che questo autentico fuoriclasse ha abituato il palcoscenico mondiale deliziandolo con la sua classe: Marcel Hirscher non ci sta e alla seconda piazza ottenuta in prima manche a 37 centesimi da quello che era il leader provvisorio, il compagno di squadra Marco Schwarz poi vittima di un’inforcata nella discesa decisiva che rovina la sua gara, e manda in atto uno spettacolo incredibile scendendo come un leone a caccia in un ghiaccio molto insidioso come quello croato, andando a vincere la sesta gara stagionale in Coppa del Mondo, la terza in slalom speciale dopo quelle di Levi e di Saalbach, la numero 64 nell’arco della sua carriera in circuito intercontinentale. Un libro dei record che si aggiorna costantemente e che, con fatti e cifre, ribadisce ancora una volta come questo pazzesco salisburghese sia senza dubbio alcuno il miglior sciatrice di ogni tempo. Circa la gara la seconda piazza va ad Alexis Pinturault, che ritorna a un soffio dalla vittoria dopo tanto tempo anche grazie a una prestazione super nella seconda manche a 60 centesimi dal leader, terzo a soli due centesimi di distacco dal transalpino l’altro austriaco Manuel Feller che sempre con il suo stile vivace è un gran bel vedere all’atto delle sue performance; chiudono i primi 5 un ottimo Noel Clement e un Henrik Kristoffersen oramai in piena crisi di risultati che su 4 slalom due li termina lontano dal podio. Continua su: http://discesalibera.org/2019/01/06/sci-alpino-a-zagabria-nello-slalom-maschile-il-re-e-ancora-una-volta-marcel-hirscher/
  20. GENNAIO 6, 2019 DI DISCESALIBERA Sci Alpino: a Zagabria nello slalom maschile il Re è ancora una volta Marcel Hirscher Cosa altro dire davanti a un atleta di questo tipo? Probabilmente poche parole se non la stessa sinfonia che questo autentico fuoriclasse ha abituato il palcoscenico mondiale deliziandolo con la sua classe: Marcel Hirscher non ci sta e alla seconda piazza ottenuta in prima manche a 37 centesimi da quello che era il leader provvisorio, il compagno di squadra Marco Schwarz poi vittima di un’inforcata nella discesa decisiva che rovina la sua gara, e manda in atto uno spettacolo incredibile scendendo come un leone a caccia in un ghiaccio molto insidioso come quello croato, andando a vincere la sesta gara stagionale in Coppa del Mondo, la terza in slalom speciale dopo quelle di Levi e di Saalbach, la numero 64 nell’arco della sua carriera in circuito intercontinentale. Un libro dei record che si aggiorna costantemente e che, con fatti e cifre, ribadisce ancora una volta come questo pazzesco salisburghese sia senza dubbio alcuno il miglior sciatrice di ogni tempo. Circa la gara la seconda piazza va ad Alexis Pinturault, che ritorna a un soffio dalla vittoria dopo tanto tempo anche grazie a una prestazione super nella seconda manche a 60 centesimi dal leader, terzo a soli due centesimi di distacco dal transalpino l’altro austriaco Manuel Fellerche sempre con il suo stile vivace è un gran bel vedere all’atto delle sue performance; chiudono i primi 5 un ottimo Noel Clement e un Henrik Kristoffersen oramai in piena crisi di risultati che su 4 slalom due li termina lontano dal podio. Circa gli italiani il migliore è Stefano Gross decimo, 12mo invece Riccardo Tonetti, chiude 19mo Giuliano Razzoli, mentre va out il vincitore del 2017 Manfred Moelgg. Lo sci alpino torna martedì per lo slalom femminile di Flachau in edizione serale. Continua su: http://discesalibera.org/2019/01/06/sci-alpino-a-zagabria-nello-slalom-maschile-il-re-e-ancora-una-volta-marcel-hirscher/
  21. Schwarz inforca e Marcel Hirscher manda in onda uno spettacolo allucinante sul ghiaccio croato, pazzesco Torna secondo Pinturault e terzo il mio pupillo Feller
  22. 8 - OTEPÄÄ (IN NH HS100 / 10km) /// Winner: Jarl Magnus RIIBER (NOR) Due su due in quel di Otepää, sei in stagione: Jarl Magnus Riiber concede l’ennesimo show, è lui il padrone della Coppa del Mondo di combinata nordica 2018-2019. In terra estone il norvegese ha messo in scena il suo solito copione, quello più facile da interpretare: salto monstre e prova di fondo in solitaria e in piena gestione. La sfera di cristallo è praticamente ipotecata. Anche oggi dunque non c’è stata storia: se ieri il 21enne se l’è dovuta giocare in una battaglia fino all’ultimo chilometro, nella gara odierna la firma sul successo è arrivata praticamente sul salto. Oltre 30” sul primo degli inseguitori e pratica chiusa. Nel fondo è pura gestione: il teutonico Johannes Rydzek ha provato in tutti i modi ad avvicinarsi in solitaria, dovendosi però accontentare della piazza d’onore a 20” di ritardo. A completare il podio troviamo l’uomo della regolarità, il giapponese Akito Watabe che ha regolato un gruppetto in volata. Nella top-5 il tedesco Vinzenz Geiger e l’austriaco Mario Seidl. Continua su: https://www.oasport.it/2019/01/combinata-nordica-coppa-del-mondo-otepaa-2019-jarl-magnus-riiber-show-ennesima-vittoria-pittin-e-dodicesimo/
  23. Due su due in quel di Otepää, sei in stagione: Jarl Magnus Riiber concede l’ennesimo show, è lui il padrone della Coppa del Mondo di combinata nordica 2018-2019. In terra estone il norvegese ha messo in scena il suo solito copione, quello più facile da interpretare: salto monstre e prova di fondo in solitaria e in piena gestione. La sfera di cristallo è praticamente ipotecata. Anche oggi dunque non c’è stata storia: se ieri il 21enne se l’è dovuta giocare in una battaglia fino all’ultimo chilometro, nella gara odierna la firma sul successo è arrivata praticamente sul salto. Oltre 30” sul primo degli inseguitori e pratica chiusa. Nel fondo è pura gestione: il teutonico Johannes Rydzek ha provato in tutti i modi ad avvicinarsi in solitaria, dovendosi però accontentare della piazza d’onore a 20” di ritardo. A completare il podio troviamo l’uomo della regolarità, il giapponese Akito Watabe che ha regolato un gruppetto in volata. Nella top-5 il tedesco Vinzenz Geiger e l’austriaco Mario Seidl. https://www.oasport.it/2019/01/combinata-nordica-coppa-del-mondo-otepaa-2019-jarl-magnus-riiber-show-ennesima-vittoria-pittin-e-dodicesimo/
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