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Morpheus ©

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  1. ............... SERIE A TIM (11° giornata): MILAN - JUVENTUS STADIO "G. MEAZZA" - Milano, sabato 28/10/2017 - Ore 18:00 Qui i vostri commenti post-partita
  2. Diventerà davvero forte davvero, per il resto con tutto il rispetto la squadra non penso andrà sono in fondo. Ci sono degli squadroni ENORMEMENTE più pronti
  3. [3] Ka. Pliskova b. [5] V. Williams 6-2 6-2 Karolina Pliskova inizia come meglio non poteva il suo percorso nelle WTA Finals 2017. La ceca ha infatti sconfitto Venus Williams 6-2 6-2, lasciando solo 4 giochi, e mettendo in mostra una costanza ad altissimi livelli che non esibiva ormai da diversi mesi. Venus è apparsa scarica e mai davvero in grado di mettere in difficoltà la ceca. Se questa giornata sia stata solo una delle sue giornate no condizionate da Sjögren o se invece sia sintomo di una scarsa condizione atletica, lo scopriremo nei prossimi giorni. Il suo percorso, però, si fa già ripidissimo. Pliskova, dicevamo, ha fatto vedere dei picchi di rendimento che avevamo quasi rischiato di dimenticare. Karolina è stata una delle cinque giocatrici a raggiungere il numero uno in stagione, a coronamento di un straordinario fine 2016 e di un buon inizio di 2017. La prima posizione in classifica nella WTA pare essere però stregata da qualche anno a questa parte. In circostanze che richiamano vagamente l’anello di Tolkien, il numero 1 è tanto ambito prima di essere afferrato, quanto logorante una volta fatto proprio. Tolta infatti la naturale padrona, ora in maternità, il numero 1 ultimamente non ha fatto bene a chi l’ha indossato. Da luglio, mese della scalata al trono, Karolina ha raggiunto una sola semifinale, a Cincinnati. Pliskova ha recentemente cambiato anche allenatore, compromettendo definitivamente i rapporti con la connazionale Barbora Strycova. La ceca inizia la partita al servizio, piazzando un ace in apertura di game e uno in chiusura, intervallati da un rovescio vincente lungolinea, e da un meraviglioso passante incrociato di dritto di Venus. La reattività dell’americana sulle gambe non sembra però quella dei giorni migliori, e Venus perde spesso la misura dei colpi e il timing al servizio. Pliskova invece è centrata con tutti i fondamentali, e mette subito pressione al già dormiente gioco dell’americana, colpendo vincenti da ogni angolo di campo. Venus commette un doppio fallo che concede la prima palla break alla ceca. Alla ceca ne servirà una seconda, e un dritto lungolinea vincente, per portarsi avanti. Venus ha un sussulto a metà set, riconquistando il break con l’aiuto provvidenziale di un doppio fallo di Pliskova sulla palla break. L’americana sembra disposta a combattere, ma non è accompagnata dal fisico, e la qualità del gioco ne risente. Concede quindi il secondo break dell’incontro a Pliskova, questa volta a zero, commettendo errori in successione. Nel gioco successivo, sul 4-2 e servizio, Karolina le da un’ultima occasione di riaprire il set. Sul 30-30 Venus mette però a metà rete un comodo dritto lungolinea. Lo sconforto dell’americana si nota nel gesto inusuale per lei di darsi delle lievissime racchettate in testa, quasi a tentar di svegliare mente e corpo dal torpore di cui sono preda. Pliskova conquista il terzo break del set nel gioco successivo, vincendo il set 6-2 in 30 minuti. Karolina ha iniziato bene, portandosi subito avanti e restando sempre in controllo del set. Le prime sono solo al 52%, ma i vincenti sono 9 e gli errori sono 4. Venus ha invece un parziale negativo tra vincenti e gratuiti. Nel secondo set, Pliskova prova a fuggire nuovamente in avvio, ma Venus si aggrappa al suo primo turno di battute con tutte le forze oggi a disposizione, riuscendo a non far fuggire la ceca. Nel gioco successivo si tornano finalmente a vedere sprazzi di buon tennis da parte dell’americana, che conquista due opportunità di break e si dimostra più incisiva in risposta. Pliskova non si lascia intimorire, e piazza ace e vincenti (anche a rete, dove oggi sta giocando bene) nei momenti giusti. L’abbozzo di partita dura purtroppo giusto un paio di giochi. Nel gioco successivo Venus mette poche prime in campo, e le seconde sono facilmente preda degli attacchi di Pliskova. Arriva quindi il break, con l’ennesimo rovescio in rete di Venus. La ceca, ormai in fiducia e avanti anche nel secondo set, gioca senza remore e i colpi le entrano tutti. Il set scorre poi via senza troppi sussulti. Venus conquista un altro gioco al servizio, che può sempre tornare utile alla fine del round robin, e annulla poi tre match point consecutivi nell’ultimo gioco, prima di capitolare al quarto. 6-2 6-2; venticinque vincenti e dodici errori, e 5 ace per Pliskova, che si candida come una delle favorite alla vittoria finale. http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-karolina-pliskova-venus-williams/
  4. 2] G. Muguruza b. [7] J. Ostapenko 6-3 6-4 Giovane, rampante, vincitrice slam e depositaria di enorme talento, a Ostapenko non è stata necessariamente data in sorte una poker face. Le buffe espressioni che l’hanno resa famosa dicono tutto di lei, e quelle messe in mostra oggi nella prima sfida della sua vita alle Finals raccontavano di una giocatrice incapace di spiegarsi i motivi alla base di cotanti disastri prodotti. Muguruza, apparentemente tornata in salute dopo la preoccupante forma esibita a Pechino, oggi recitante il ruolo di attrice non protagonista, non ha dovuto dannarsi l’anima per vincere una partita che le ha riservato qualche problema solo al momento di chiudere la contesa, e agganciare Karolina Pliskova in testa al cosiddetto raggruppamento bianco. Presto in affanno con la malcerta seconda di servizio, su cui Muguruza si è sovente avventata facendo due passi dentro al campo, la ventenne di Riga ha subìto due break nei primi due giri in battuta facendosi in entrambe le occasioni rimontare da 30-0, e nonostante il contro break acciuffato nel terzo game non ha potuto esimersi dal convocare al proprio capezzale un allarmato Andis Juska, suo accompagnatore nella trasferta a Singapore, quando si è ritrovata sotto per quattro a uno dopo diciotto minuti trapunti di gravi strafalcioni. Il colloquio si è rivelato in effetti fruttuoso, e Ostapenko, riportatasi a tiro in seguito al vittorioso turno in risposta nel settimo game, il più vibrante dell’intero incontro, esibendo il notorio dritto di graffiana memoria, è sembrata poter riportare in equilibrio il parziale, ma un altro disastroso passaggio al servizio subito dopo le è di fatto costato il primo set. Sulla campionessa dell’ultimo Roland Garros è a quel punto scesa la notte. Definitivamente abbandonata dal rovescio e in generale mutilata da un discreto numero di errori non forzati – a fine incontro se ne conteranno 25 – Alyona è finita sotto per cinque a uno, sballottata da un’avversaria ora poco incline, e ancor meno interessata, a dar sfogo ai classici schemi aggressivi della ditta, essendo gli abbondanti regali altrui più che sufficienti a garantirle i punti necessari a condurre in porto l’impegno. Non provvista di cuore leonino, Garbine si è però incartata al momento di chiudere i conti. Trovatasi a servire per il match nell’ottavo gioco, la tennista nata a Caracas ha perso la battuta rimontata dal 30-15, e nel decimo, di fronte a una lettone ormai priva di freni inibitori, si è dovuta affidare a Santa prima di servizio per venir fuori dal pantano dei pericolosi vantaggi in cui era finita dopo aver gettato alle ortiche i primi due match point. http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-garbine-muguruza-jelena-ostapenko/ Per Jelena, spesso notata in plastica ed eloquente posa, con tanto di braccia allargate, espressione interrogativa e racchetta al suolo, queste Finals non saranno presumibilmente un unicum alla fine della carriera. Ma se l’andazzo è quello visto nella giornata dell’esordio assoluto, la prima esperienza tra le maestre rischia di durare meno del previsto.
  5. Marc Marquéz è uno dei corridori più grandi della storia del motociclismo in generale. Prima era impulsivo, ora oltre a mantenere e migliorare la propria tecnica riesce a calcolare bene i rischi e ha compreso le tempistiche di come e quando attaccare. Senza discutere, poi, la scelta sempre dei pneumatici da utilizzare. Può risultare antipatico con valutazioni sulla persona che restano soggettive, ma al pari di Hamilton in altra sede è una roba fuori da ogni logica sportiva. Altra categoria. Sta meritando l’iride.
  6. Altro secco 3-0 per Modena a Frosinone contro Sora che, giocando una buona partita, tiene sulle spine i gialli fino alla fine. Nonostante tanti errori la capacità e la fermezza mentale dei gialli che han tenuto punto su punto. Avanti così.
  7. Raikkonen che sbuca col sorrisetto in sala pre-podio è stato un qualcosa di sublime
  8. ............... SERIE A TIM (9° giornata): UDINESE - JUVENTUS STADIO "DACIA ARENA" - Udine, domenica 22/10/2017 - Ore 18:00 Qui le vostre pagelle
  9. Potete inventare tutti i mezzucci del cazzo che volete, potete utilizzarli sempre a piacimento vostro, potete inventarvi le false sfide scudetto grosse e grasse quanto i vostri titoli di cartone, potremo avere anche la difesa più merdosa di sempre, ma il risultato sarà sempre uguale: tenteremo, e spesso riusciremo sempre e comunque, e infilarvela sempre dritta su per il ****. Sei pere anche in 10. PEZZI DI MERDA.
  10. D. DZUMHUR (BOS) beat R. BERANKIS (LIT) 6-2 1-6 6-4 E vince il bosniaco il torneo ATP 250 di Mosca conquistando la Kremlin Cup
  11. 21 - Serie A Tim (Nona giornata) STADIO "DACIA ARENA" - Udine, 22/10/2017 .... ......... UDINESE - JUVENTUS 2-6 La foto della partita è quella di Sami Khedira, autore di una tripletta straordinaria. La parola che la sintetizza però è “carattere”. Perché solo avendone a tonnellate si può vincere una partita simile, con un punteggio tanto vasto. A Udine la Juve ne fa sei e a leggere il punteggio finale si sarebbe portati a pensare ad una passeggiata. E invece i bianconeri hanno dovuto rimontare e riportarsi in vantaggio dopo essere stati ripresi. E per gradire, l'hanno fatto giocando due terzi di partita in dieci uomini. In effetti, “carattere”, non rende neanche tanto bene l'idea... L'inizio è un incubo, perché non c'è neanche il tempo di prendere le misure che l'Udinese passa, trovando i bianconeri sbilanciati e colpendo in contropiede con Perica. L'attaccante croato parte in velocità, entra in area e vince il duello con Chiellini spostandosi il pallone sul sinistro e fulminando Buffon in diagonale. Neanche il tempo di esultare per i friulani però, che Samir spedisce nella propria porta l'angolo calciato da Pjanic e ristabilisce la parità. La partita è frenetica: la Juve comanda il gioco, ma l'Udinese raddoppia continuamente con i centrocampisti, che sono sempre pronti a serrare le linee centralmente, concedendo piuttosto qualche spazio sulle fasce. La tattica paga solo fino al 21', quando Cuadrado pesca con un traversone perfetto l'inserimento di Khedira, che di testa prende in contro tempo Bizzarri e infila il raddoppio. I bianconeri sarebbero già potuti passare qualche minuto prima, con l'angolo di Pjanic e l'incornata di Chiellini a fil di palo, e potrebbero arrotondare subito dopo il vantaggio, con la girata di Higuain che centra il montante dal limite. La Juve è comunque in pieno controllo del match e sembra poter passare in qualsiasi momento, ma si complica la vita quando al 26', dopo un contatto in area, Mandzukic e Al Adnan vengono ammoniti. L'attaccante bianconero protesta per il giallo e rimedia così il secondo cartellino in pochi secondi, lasciando i compagni in dieci. Con l'uomo in più e con la necessità di dover recuperare, l'Udinese si fa più spregiudicata e porta Jankto al tiro, violento e angolato, ma respinto da Buffon. La parata del capitano è una prodezza, ma nulla in confronto a quella sfoderata nel recupero del primo tempo, ancora su Jankto: Ali Adnan pesca il centrocampista ceco in area e la botta al volo viene respinta sulla linea. E non bastasse, negli ultimi secondi il portierone arriva ancora a toccare in maniera decisiva il tocco sotto misura di Maxi Lopez, respinto poi sulla linea da Alex Sandro. Insomma, dopo l'espulsione di Mandzukic la Juve soffre, non riesce a ripartire e il fischio di Doveri che manda le squadre negli spogliatoi rimanda solo di poco l'appuntamento con il pareggio. Appena le squadre rientrano in campo infatti, il calcio di punizione di de Paul trova Danilo liberissimo di colpire di testa nell'area piccola ed è tutto da rifare. E la Juve ci mette quattro minuti, compreso il tempo di portare le cure a Cuadrado e Perica dopo lo scontro sulla tre quarti friulana da cui nasce il calcio di punizione che Dybala pennella per la testa di Rugani e che il difensore spedisce sul palo interno e poi in rete. Come nel primo tempo la Juve non solo reagisce immediatamente al gol friulano, ma colpisce ancora poco dopo, e ancora con Khedira. Decisivo ancora il calcio piazzato, battuto splendidamente sempre da Dybala e sempre per la testa di Rugani, che questa volta però tocca centralmente per il tedesco, la cui girata fulmina Bizzarri. Appena raggiunto il doppio vantaggio Allegri manda in campo Douglas Costa al posto di Dybala e nell'ultimo quarto d'ora sostituisce Cuadrado con Barzagli. Ora bisogna stringere i denti, perché pur stremati, i friulani non mollano e provano in ogni modo a riaprire la gara. Un'altra squadra si limiterebbe a chiudersi e a contenere fino al novantesimo. La Juve preferisce chiudere la partita in un altro modo: Higuain, semplicemente eccezionale per tutta la gara per la capacità di tenere palla e aprire spazi per i compagni, libera Khedira in area e il tedesco, dopo aver controllato al centro e non aver visto compagni liberi, incrocia il destro e piazza la sua prima tripletta in bianconero, chiudendo definitivamente i conti. È il risultato a rimanere aperto, proprio fino alla fine, come da motto bianconero. L'Udinese ormai deve arrendersi allo strapotere degli uomini di Allegri, che chiudono in bellezza con la sventola di Pjanic Era iniziata come un incubo, finisce in trionfo. E non solo, non tanto, per il punteggio, quanto perché rifilare sei gol agli avversari, andando subito sotto e giocando un'ora in inferiorità numerica, è un'impresa che solo le grandissime squadre possono compiere. E questa Juve, grandissima lo è già. Con il tempo, non molto ancora, sarà semplicemente straordinaria. UDINESE-JUVENTUS 2-6 RETI: Perica 8' pt, Samir aut. 14' pt, Khedira 21' pt, Danilo 3' st, Rugani 7' st , Khedira 14' st, Khedira 42' st, Pjanic 45' st UDINESE Bizzarri; Ali Adnan (28' st Larsen), Danilo, Nuytinck, Samir (23' st Pezzella); de Paul, Hallfredsson, Fofana, Jankto; Perica (37' st Bajic); Maxi Lopez A disposizione: Scuffet, Borsellini, Ingelsson, Barak, Balic, Behrami, Matos, Bochniewicz, Lasagna Allenatore: Del Neri JUVENTUS Buffon; Lichtsteiner (44' st, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado (34' st Barzagli), Dybala (23' st Douglas Costa), Mandzukic; Higuain A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Asamoah, Marchisio, Bentancur, Bernardeschi Allenatore: Allegri ARBITRO: Doveri ASSISITENTI: Costanzo, Peretti QUARTO UFFICIALE: Martinelli VAR: Massa, Sacchi AMMONITI: 26' pt Mandzukic, 26' pt Ali Adnan, 32' pt Samir, 5' st Perica, 10' st Danilo, 13' st Halffredsson, 16' st Cuadrado, 38' st Fofana ESPULSI: 26' pt Mandzukic http://www.juventus.com/it/news/news/2017/juve-sei-unica-udinese-spazzata-via.php
  12. ............... SERIE A TIM (10° giornata): JUVENTUS - SPAL STADIO "ALLIANZ STADIUM" - Torino, mercoledì 25/10/2017 - Ore 20:45 Qui la cronaca del match
  13. ............... SERIE A TIM (10° giornata): JUVENTUS - SPAL STADIO "ALLIANZ STADIUM" - Torino, mercoledì 25/09/2017 - Ore 20:45 Qui il preview --------------------------------------------------------------- V I N C E RE
  14. ............... SERIE A TIM (10° giornata): JUVENTUS - SPAL STADIO "ALLIANZ STADIUM" - Torino, mercoledì 25/09/2017 - Ore 20:45 Qui i vostri commenti post-partita
  15. Come da titolo, commentiamo qui le Finale. Si parte con le donne. per i maschietti ci vorrà ancora un pò di tempo.
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