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vanpeebles

Tifoso Juventus
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  1. Io penso invece che dobbiamo ripartire da entrambi i punti. Abbiamo una squadra costruita male, piena di giocatori scarsi e sopravvalutati, con una preparazione fisica ridicola (anche ieri ai supplementari i nostri erano tutti morti), con un allenatore che pensa al catenaccio. E' un piano inclinato che va avanti da almeno 4 anni senza che ci siano segnali di inversione. Però abbiamo anche una società assente dai mezzi di informazione e che accetta di essere massacrata in campo e demonizzata fuori senza battere ciglio. E anche qui va avanti non da anni ma da decenni: può essere utile rileggere oggi le cose che diceva Moggi. Anche allora giocava da solo, senza appoggi nella comunicazione e con il disinteresse della proprietà. Sappiamo come è andata a finire. Oggi non è nemmeno necessario mandarci in B. Stiamo zitti, sorridiamo, facciamo i complimenti a chi ci spala M***A addosso tutti i giorni. Facciamo parte del teatrino.
  2. Credo che si debba fare una distinzione, che forse è sottintesa in molti interventi. Ma se non la mettiamo in chiaro, rischiamo di arrivare a conclusioni poco sensate. Lo slogan "l'arbitro è l'alibi dei perdenti" ha senso a una condizione: che si stia parlando dell'errore arbitrale, episodio che può decidere una partita ma è sicuramente casuale. Di fronte all'errore, non serve lamentarsi. In questo caso è sicuramente la ricerca dell'alibi. Chi ritiene che ieri ci siano stati semplicemente errori dell'arbitro, fa bene a dire che non dobbiamo attaccarci a quelli ma pensare al nostro gioco, ai nostri errori e lavorare per migliorare. Se si pensa che siano errori, si fa bene a concentrarsi solo sul nostro versante di responsabilità. Che ci sono, e sono tante. Purtroppo però, nel caso di ieri come in molti altri, dalla pioggia di Perugia al primo dei nove scudetti, vinto praticamente senza un rigore a favore, all'anno scorso in cui noi collezioniamo il record di espulsioni e il Milan quello di rigori a favore, non credo più all'errore. L'errore, per essere tale, deve distribuirsi in modo tendenzialmente omogeneo tra le partite, tra le squadre, tra gli arbitri. Per noi non è mai così. Se prendiamo le ultime due partite con l'Inter, troviamo ben 3 rigori contro, mentre -con lo stesso metro di giudizio - a noi ne mancano un paio. I sintomi sono chiari ed evidenti: arbitri che si girano dall'altra parte, VAR che si accende e si spegne, anche nella stessa partita, in modo razionalmente inspiegabile, avversari che contro di noi si permettono di tutto. Le piccole menano impunite, le grandi chiamano il VAR o l'arbitro secondo necessità e ottengono sempre quel che gli serve. Squadre che ottengono il rinvio di partite per possibile COVID e poi mandano giocatori positivi in giro per l'Italia, senza conseguenze, mentre noi siamo perennemente sotto inchiesta e a rischio sanzioni. Per quanto mi riguarda, da più di vent'anni non credo all'errore. Credo a tentativi sistematici di "tenere a galla" squadre che non ce la fanno (a vari livelli e con obiettivi diversi, non c'è solo lo scudetto), e a tentativi altrettanto sistematici di affossarci. Fino a qualche anno fa riuscivamo a vincere nonostante arbitri, federazione ecc. Oggi siamo più deboli e, semplicemente, è più facile farci fuori. Sinceramente invidio chi riesce ancora a dire che è tutto regolare, che quel rigore "ci sta", quello non dato "si può non dare" e così via.
  3. Non c'è speranza. Ho appena sentito Chiellini e Allegri intervistati. Tranquilli, sereni, "l'Inter è più forte, faremo meglio la prossima volta, è uno stimolo a migliorare". Per loro è tuttappost. Evidentemente sbaglio io a farmi il sangue marcio.
  4. Aleksander Ceferin torna a parlare di Superlega Sono assolutamente certo che non abbiamo il monopolio. Se giocano altri tornei, non possono giocare nelle nostre competizioni Nella stessa intervista. Questo non ha preso il diploma nemmeno all'asilo.
  5. Ma guarda che strano! A febbraio erano morti, poi una miracolosa serie di risultati favorevoli. La prima partita senza arbitri creativi, la perdono, e anche male Chi l'avrebbe detto.
  6. Qui c'è la decisione https://as00.epimg.net/descargables/2022/04/21/7eafd89a1f847248f9a59bff50b0b6ea.pdf Ho dato solo un'occhiata, ma già a prima vista ci sono cose agghiaggiandi. Intanto, proprio la lunghezza: 18 pagine per decidere su un'istanza cautelare (peraltro già discussa e decisa un anno prima). Poi alcune cose buttate là con nonchalance: la giudice si stupisce che l'argomento del cautelare coincida con il ricorso principale... e poi lo discute nel merito, invece di concludere, come dovrebbe, che il merito verrà poi. La giudice accoglie la premessa UEFA che la SL è un cartello, e da qui deriva tutto il resto. Cioè, tu fai ricorso contro il cartello UEFA, mandano tutto alla Corte di giustizia per vedere se hai ragione e il giudice in sede cautelare decide che il cartello sei tu, in attesa della sentenza europea e di quella di merito. E' una cosa letteralmente da pazzi. Dopo aver detto che la SL è il cartello, e della UEFA non ci interessa (...), butta lì che le società ricorrenti sono parte della UEFA da sempre e ne hanno accettato le regole finora. Da questo ricava che non c'è un solido fondamento del ricorso. Insomma, un po' come dire che se sei un mafioso e ti ammazzano un parente non dovresti denunciare la mafia, perché ne hai sempre fatto parte. E ora che pretendi, giustizia? Ma l'argomento "forte" sarebbe che la SL è un soggetto diverso e indipendente dalle società ricorrenti: dunque, la UEFA può andare avanti con le sanzioni. Questo giochetto dovrebbe servire a massacrarci in attesa della sentenza definitiva. E' veramente geniale, perché immagino che alla prima sanzione il Real, il Barca o la Juve potranno andare da qualunque giudice e dirgli: la SL è autonoma e indipendente, non puoi sanzionare noi, cara aspirina, vai a prendertela con la SL... In sostanza, il caro vecchio gioco delle tre carte. Sulle sanzioni, altro argomento "forte": dato che non le hanno decise, non si sa se sarebbero lesive dei diritti delle ricorrenti, dunque finché non sanzionano non si può dire. Imbarazzante.
  7. Immagino che sia puramente casuale il fatto che da mesi TUTTE le situazioni dubbie vengono decise a favore dei cartoons.
  8. Tanto per cominciare bisognerebbe, da subito, smettere di comprare calciatori in Italia. Sedersi sulla riva del fiume e vedere chi gli dà 50 mln per Raspadori, 70 per SMS ecc. Poi, quando qualcuno sarà fallito, gli altri avranno pretese più ragionevoli. E i bilanci saranno più credibili. Quelli degli altri, non i nostri, che già lo sono.
  9. Ci sono abbastanza vicino: non guardo le trasmissioni tipo kitikaka e simili, non leggo giornali sportivi, evito, evito, evito. Però, oltre un certo limite, ti spingono a non seguire il calcio, perché, qualunque cosa apri, vedi scorrere flussi di vomito antijuventino dovunque, per qualunque cosa e da chiunque. Se vinciamo partono le polemiche, se perdiamo è festa nazionale. Se non giochiamo ci sono le indagini: Suarez, le plusvalenze, gli ultras... Per me sta diventando sempre più difficile: ormai guardo le partite, se posso senza cronaca, e vengo qua dentro a leggere qualcosa. Ma non è che sia una gran soddisfazione.
  10. Ieri a radio sportiva c'era Sabatini (il giornalista). Parecchie domande sull'arbitraggio di Juve-*****e, Sabatini non si tira indietro: se era rigore quello su Dumfries, allora c'era anche su Zakaria, il VAR non può dire di non aver visto. L'arbitro ha sbagliato, Rocchi non può dire che ha fatto tutto bene. Bene, perfetto, però, fa una pausa e... ...però gli juventini non possono lamentarsi, lo sanno che un errore a loro favore fa più scalpore che un errore contro, perché è così, perché c'è la storia. Silenzio. C'è mancato poco che spaccassi la radio.
  11. Nella partita con l'Inter abbiamo fatto 9 falli beccando 4 ammoniti, un espulso e un rigore contro. Oggi il Cagliari, giocando tutta la partita in difesa, ha fatto 19 falli prendendo una ammonizione. Ma non dipende mai dall'arbitro, vero?
  12. Almeno 4 falli da ammonizione, ma chissà perché nemmeno un giallo. Gol annullato che grida vendetta. Ma anche stasera immagino che la società sarà felice dell'arbitraggio scientifico.
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