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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri La vera grande sfida di questa Juventus Molte volte in questi mesi si dice che la Juventus viene da 9 anni di vittorie consecutive e che quindi è logico abbia la pancia piena. In realtà nella partita dell'altroieri 4 giocatori su 11 non avevano mai vinto nulla con la Juve. Mi viene da pensare allora che il problema di un ciclo vincente non derivi tanto dalla sazietà di chi ne ha fatto parte, ma dalla capacità di trasmettere determinati valori tecnico tattico sportivi ai nuovi arrivati. .............. Quest’anno i vari Chiesa, Kulusevski, McKennie sono stati praticamente subito gettati nella mischia con alterne fortune. La Juve di Sarri e la penultima campagna acquisti non hanno completato il passaggio di amalgama fra un’annata e l’altra. Quest’anno Pirlo quindi sconta due difficoltà, gruppo rinnovato e completato con molti giovanissimi privi di esperienza internazionale, ed una mentalità, un dna che l’anno scorso, per svariati motivi, non sono stati trasferiti dai vecchi ai nuovi. Così si spiegano i continui passaggi a vuoto con le piccole ed una evidente mancanza di sicurezza e di abitudine a giocare una quantità consecutiva di incontri ad alto livello. La Supercoppa vinta a Reggio Emilia dimostra come quando sia necessario, giocatori come Tek, Cuadrado Chiellini sappiano trovare le giuste motivazioni e il giusto livello di prestazione. Non so se la Juventus quest’anno vincerà qualcosa dopo questa supercoppa, ma una cosa è certa, la vera sfida della stagione è quella di creare un gruppo, capire chi a livello tecnico e morale ne può fare parte dando fiducia ad un progetto tecnico e casomai correggendo la campagna acquisti in funzione di questo progetto. Solo così indipendentemente da quello che si riuscirà a vincere la Juve nel corso dell’annata, il lavoro svolto potrà ritenersi utile per Pirlo e la Società. Se alla fine sarà completato il trasferimento di dna e mentalità per i vari Chiesa, Arthur, Kulusevski McKennie potremo ritenerci soddisfatti per aver creato le basi per una futura competitività, altrimenti continueremo a pensare in piccolo come i nostri competitor, che “con l’acquisto mirato, l’allenatore giusto, si faranno grandi cose”. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/sfida-juventus/
  2. Socrates

    ALVARO MORATA

    Morata, il gol in Supercoppa segna un record che non ha nemmeno Cristiano Morata ieri con il suo gol allo scadere ha di fatto chiuso i discorsi sulla Supercoppa. Subentrato a pochi minuti dal termine di un faticoso quanto difficile Juve – Napoli, il centravanti spagnolo ha lasciato il segno anche questa volta. Il numero 9 bianconero, grazie a questa rete ha messo insieme un record davvero invidiabile, che non detiene nemmeno Cristiano Ronaldo da quando è alla Juventus. Un record, questo di Morata che è sinonimo di garanzia nel suo ritorno a Torino. Visto da tutti i suoi detrattori come una “terza scelta” durante lo scorso calciomercato, rispedisce al mittente critiche preventive e dubbi. Il suo apporto alla causa, a oggi, è decisamente positivo grazie ai suoi 12 gol distribuiti su tutte le competizioni sino ad ora disputate. Ed è questo, forse, che conta davvero maggiormente. Oggi Alvaro è un giocatore più completo, più uomo, anche. Da qui alla fine della stagione sarà importante ritrovarlo al top anche in Serie A dove deve riprendere il suo cammino in termini di continuità pre infortunio. Magari già domenica prossima contro il Bologna. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/morata-record-gol-supercoppa-juve-napoli/
  3. Szczesny, le mani del polacco sulla Supercoppa Lo sguardo curioso, a tratti algido, su un volto adolescenziale, sbarbatello e un po’ scanzonato. In dote un cognome che sembra un codice fiscale e che Allegri, quando doveva fare i conti con la formazione e scrivere alla lavagna si sforzava di riportare lettera per lettera come nel dettato alle elementari. Wojciech Szczęsny, professione estremo difensore, è uno degli indiscussi protagonisti nella notte di Reggio Emilia, quella che consegna alla Juventus la sua nona Supercoppa Italiana e a mister Andrea Pirlo il primo trofeo della sua carriera da allenatore, grazie al perentorio 2 a 0 contro il Napoli di Rino Gattuso. Dire che il portiere polacco sia stato il migliore in campo sembrerebbe forzato, perché nell’idea comune, quando l’estremo difensore è quello che gioca meglio si ha l’impressione di aver subito, di essere stati inferiori .............. La sua prestazione, infatti, è decisiva per dare fiducia e solidità a quanto i compagni hanno messo nelle altre zone del rettangolo di gioco, in una squadra finalmente quadrata, che ha ritrovato in Chiellini un totem, nel ritorno di Cuadrado e di McKennie dal primo minuto il brio necessario a tutto campo e in Arthur qualcosa di diverso e necessario nella costruzione sulla mediana. Ma se non ci fosse stato il portiere polacco, la partita non si sarebbe messa sui binari più congeniali alla Juventus. Miracoloso l’intervento, nel primo tempo, quella sulla palla veloce in area su cui si avventa di testa Lozano: in nove situazioni su dieci è un gol sicuro, ma Szczesny allunga i guantoni e respinge il pericolo. Più importante ancora quello che arriva nel 4’ minuto di recupero, quello che precede il gol del raddoppio di Morata, quando stende il gambone e riesce a respingere un tiro insidioso, sporcato nella traiettoria da uno stinco di Chiellini. Dettagli che fanno la differenza, soprattutto nei momenti chiave di una stagione. E, volendo un po’ di timore lo avrà messo anche ad Insigne nell’occasione del rigore che poteva riaprire il match: seppur spiazzato, è probabile che l’attaccante azzurro abbia pensato di dover angolare al massimo il tiro per impedire alle lunghe leve del portierone polacco di bloccargli il pallone, finendo per calciare al lato. Ma al di là di questa rilettura, è indubbio che tante volte nei confronti del numero uno bianconero una parte dei tifosi abbia mostrato una certa insofferenza per le scelte di difesa dell’area piccola o per alcuni posizionamenti non giudicati all’altezza. Alla vigilia, c’era persino chi continuava a chiedere che giocasse l’eterno Buffon. Szczesny stavolta ci ha messo del suo nella vittoria e ha parato anche le polemiche e gli scetticismi. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/szczesny-protagonista-supercoppa/
  4. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri 10 Talking Points: il primo trofeo dell’era Pirlo Ecco le dieci cose che ci ha detto la finale tra Juventus e Napoli: 1. La Juve non stecca l’appuntamento col primo trofeo stagionale, il primo dell’era Pirlo e il primo per tanti ragazzi che da quest’anno vestono bianconero. Al di là di ogni altra considerazione, anche per quest’anno la stagione con zero titoli sarà la prossima. 2. Serviva una risposta dopo l’indecorosa prestazione di San Siro ed è arrivata forte e chiara: la Juve c’è, nel bene e nel male, negli alti (non pochi) e nei bassi (forse troppi). ............... 3. Sono bastati 5 mesi di panchine a Pirlo per vincere il suo primo titolo da allenatore. Ogni altra speculazione è sterile, ma il dato resta e parla da sé. Complimenti mister! 4. Non avere a disposizione alcuni giocatori non può essere un alibi se ti chiami Juventus, ma quando li hai la differenza si vede, specie in partite importanti come le ultime due disputate. È bastato un Cuadrado in più e un Frabotta in meno (con tutto il dovuto rispetto per il laterale romano) per cambiare volto alla squadra. Speriamo di recuperare presto gli altri tasselli mancanti. 5. Entrando nella partita: preparata bene da Pirlo e interpretata altrettanto bene dalla squadra. Juve dominante per lunghi tratti del match, pur non creando occasioni nitide, complice un Napoli insolitamente schiacciato nella sua metà campo ed incapace di venir fuori dalla pressione. Due passaggi a vuoto e un ingenuità in area di rigore potevano costarci molto caro, come sovente è capitato ad inizio stagione, ma stavolta gli episodi son girati a nostro favore. Ogni tanto, è anche giusto così. 6. Nelle tre vittorie fin qui più importanti della stagione (Barcellona, Milan e Napoli), abbiamo schierato tre mediane diverse: Arthur-McKennie + Ramsey a Barcellona, Rabiot-Bentancur + Ramsey a Milano e Arthur-Bentancur + McKennie ieri sera. Il problema, quindi, non è di interpreti o di scelte, ma di atteggiamento. Quando si sta in campo col piglio giusto, la squadra ha dimostrato di poter funzionare con tutti. Se si veste quella maglia, la fame e la determinazione sono ingredienti da metter sul piatto in ogni partita. (CR)7. Dovrei anche commentare l’85° gol in 109 partite del più grande “problema” della Juventus? Non credo di meritare tanto. 8. In attesa del fatidico recupero della terza giornata, il Napoli ha ricevuto quel che ha meritato, perché il giudice migliore resta il campo. Chi semina vento, raccoglie tempesta. 9. Che sarebbe importante dar continuità lo diciamo da mesi ormai e sarebbe pleonastico ribadirlo. ....... Stop ai funerali, le somme le tiriamo a giugno. 10. Dieci anni con almeno un trofeo, 18 titoli dal 2011 ad oggi. In molti credo che ancora non abbiano compreso cosa sia stato realizzato in questi anni. Ad esser sincero, non l’ho ancora capito neanch’io e ritengo che si potrà comprendere solo quando sarà finito. Perciò mi auguro di non capirlo mai Articolo completo -> https://www.juventibus.com/10-talking-points-supercoppa/
  5. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri PAGELLIBUS – Juventus-Napoli 2-0, un trofeo per rinascere, un trofeo per indicare la via SZCZESNY 10 Un giorno mio nipote troverà il mio portafoglio con due fotografie, una di papa Wojtyla e l’altra di Szczesny e mi chiederà: nonno chi sono? Ed io risponderò: uno è stato un grande papa, l’altro faceva i miracoli. CUADRADO 8 Torino-Reggio Emilia e ritorno di corsa, nel frattempo corre anche al Mapei stadium seminando panico nella difesa del Napoli e fermando chiunque passi dalle sue parti. Corri Juan corri. BONUCCI 7 Con Chiellini al fianco è un altro film. In fase di impostazione e in fase difensiva. Non c’è niente da fare. CHIELLINI 9 Terza partita consecutiva, altra prestazione top. Talmente di un altro livello che ormai si diletta anche in impostazione, trovando spesso Weston e Kulu tra le linee. Quanto c’eri mancato GIORGIONE!! DANILO 6 Si perde due volte Lozano e poteva costare carissimo, ma poi ripropone la solidità diventata abituale quest’anno. CHIESA 5.5 Menomato dai postumi della botta rimediata due settimane fa, e posizionato nel settore più adatto a deprimerne le caratteristiche, non fornisce il contributo che era diventato quasi abituale ultimamente. BENTANCUR 7 Affiancato da due centrocampisti veri, disposti in maniera logica, si riscopre concreto e solido. Esce per un infortunio che speriamo sia di poco conto. ARTHUR 8 Nella sua migliore gara stagionale, ci delizia anche con due scatti in profondità al 92esimo. Ah, quindi non è solo lento come internet Explorer? DIESEL! MCKENNIE 8 Causa un rigore anacronistico e nel mentre utilizza la tecnica della moltiplicazione del corpo ed è ovunque sul campo. BONUS MALUS! KULUSEVSKI 8 Qualche errore di finalizzazione e in qualche passaggio fondamentale ma Dejan sembrava una macchina da guerra col mirino puntato sul pallone. Sempre presente in fase difensiva, devastante in quella offensiva. Non importa chi avesse il pallone tra i piedi, Dejan avrebbe morso pure le caviglie di Pirlo pur di impossessarsene. CERBERO! RONALDO 6.5 Indisponente il giusto, ma poi la mette, imbeccato da un difensore, come fosse Inzaghi, e allora che gli vuoi dire: in finale segna LUI! BERNARDESCHI 6.5 Una carezza perché gli schiaffi sono stati tanti. Anche i miei. RABIOT “10” In una serata dove, grazie all’euforia, anche una cassapanca ammaccata e graffiata ci sembra un finissimo tavolino in stile Luigi XV, non vedo perché non provare l’emozione di dare un dieci a Rabiot! Non fa vaccate di alcun tipo, perciò ben fatto Adrien! MORATA “9” Entra e fa gol al secondo finale chiudendo la partita. CIAMPOLILLO! BONUS TRACK DEMIRAL 10 Non ha giocato ma i commenti su Instagram valgono il voto; Pagelle sempre perfette date a suon di “tu top” o “tu troppo top”. RAMSEY 9 Stasera si rende utile alla squadra scaldando la panchina. Altra partita senza infortuni per il Gallese. LLORENTE 8 Applaude a scena aperta i suoi ex compagni, riconoscendoli come migliori e non credendo alla versione di Enrico Varriale che la Juve ha vinto solo per alcuni episodi a favore. Il Re Leone merita un contratto in Rai. INSIGNE 9 “O prendi la n.10 di Maradona da eroe, o vivi tanto a lungo da sbagliare i rigori e diventare il cattivo” semicit. VARRIALE 8 Sperava tanto di non avere il rigore col VAR e pregustava già 2 mesi di tweet polemici. Gli è andata malissimo, rigore dato e sbagliato. Illuso e deluso. Pirlo 7.5: Ha capito che sostituendo Rabiot e Ramsey con Arthur e McKennie la macchina gira meglio, e ne trae giovamento anche Bentancur. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/pagellibus-juventus-napoli/
  6. Andrea Agnelli: "Il trofeo piú bello é il prossimo" Il presidente della Juventus Andrea Agnelli non era presente per la vittoria della Supercoppa, ma ha festeggiato ugualmente. 'Abbiamo vinto per 10 anni di seguito.' I bianconeri hanno battuto ieri sera il Napoli per 2-0 in campo neutro al Mapei Stadium di Reggio Emilia, con Cristiano Ronaldo e Alvaro Morata in gol. Questo è stato il primo trofeo assegnato per la stagione 2020-21. "Abbiamo vinto un trofeo per 10 anni di fila ..." ha scritto Agnelli su Twitter. "Non male, ma il meglio deve sempre ancora venire!" Agnelli non era presente per altri impegni di lavoro.
  7. Agnelli marks 10th year with a Juventus trophy Jan 20, 2021 Juventus President Andrea Agnelli was not present for the Supercoppa victory, but did celebrate. ‘We’ve won for 10 years in a row.’ ..... “We’ve won a trophy for 10 years in a row…” wrote Agnelli on Twitter. “Not bad, but the best is always yet to come!” Agnelli was not present due to other work commitments. Continue -> https://bit.ly/2NhfHFg
  8. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri PARTITABUS / Juve-Napoli 2-0: SUPERCAMPIONI!!! La coppa più importante del decennio nel momento più delicato dell’ultima decade. Non avete letto male: senza dubbi la coppa più importante, LA coppa. Il trofeo meno importante, l’ultimo 6 della primiera, si trasforma nell’asso pigliatutto nel periodo più complicato, con la Juve sul ciglio del burrone e mezza figura oltre. Pirlo ci ha abituato in questi mesi a guidare un carro dall’andatura altalenante, prestazioni esaltanti distrutte da altre disdicevoli, porcherie e belle figure, Bohemian Rhapsody e Back Chat. La rullata presa a Milano presagiva disgrazie bibliche, la Juve invece nell’impresentabile campo del Mapei Stadium (non si può giocare una finale in un terreno ridotto in quella maniera… c’è gente che guarda…) regge più dei soliti dieci minuti iniziali e questa già sembra una notizia incredibile. Ci troviamo estasiasti a sorprenderci dell’ovvio. Si comincia con la difesa a 4, col redivivo Cuadrado negativizzato e spedito con uno shuttle charter a Reggio Emilia nel pomeriggio -dio lo abbia in gloria- messo esterno destro a fare la cover di Chiesa, ancora zoppo che faticherà tutto il primo tempo e verrà sostituito da un ottimo Bernardeschi ........ Dall’altra parte nel poker arretrato Danilo comincia a marcare rosso nella spia della benzina, no good. Il modo in cui si lascia bruciare da Lozano (come domenica sera da Vid… Vida… Artu… niente non ce la faccio, tanto avete capito) è preoccupante. Bentancur e Arthur se la giocano e il brasiliano si esalta nel controllo del pallone sia quando c’è da ragionare che quando si deve strappare. A sinistra l’uomo più importante ora del centrocampo: McKennie. Al texano non si può rinunciare anche se da una sua dormita nasce il rigore per il Napoli che Insigne cuore bianconero calcia fuori. Davanti CR7 è in letargo e Kulusevski lo imita. Manca il migliore in campo: Szczesny, è grazie a lui se la Juve non va in svantaggio nel primo tempo e non becca il pareggio al minuto novantaquattro. Se consideriamo che il Napoli ha giocato sottotono, aveva Mertens fuori e Petagna dentro, mettere a referto il portiere come migliore non è il più sublime dei ricordi. Ma chi se ne frega, c’era la coppa più importante dell’anno e del decennio in ballo, la prima per Pirlo, uno che passa da fenomeno a incapace con la stessa disinvoltura con cui i 5 stelle fanno alleanze con la destra e la sinistra. “Le finali si vincono” aveva detto il mister ieri, la finale s’è vinta. Con un guizzo, dopo un’ora di gioco, segna Ronaldo, che come una marmotta in letargo si sveglia solo quando sente l’odore del cibo, e poi torna nella tana. Un altro mese di inverno. Poi al 95°, dopo aver rischiato tutto quello che si poteva rischiare -concedendo un rigore che stava per risvegliare un Napoli tramortito, un autogol di Chiellini a 30′ secondi dalla fine del recupero che solo l’ennesimo polacco in odore di santità riesce ad evitare- Cuadrado, che non si allenava da 2 settimane, con ancora i tamponi infilati nel naso, parte con un intercity box to box e corre coi talloni incollati al sedere manco fosse Forrest Gump, arriva leggiadro alle soglie dell’area di rigore e appoggia per Morata appena entrato, ultimo arrivato ma decisivo come un Ciampolillo, che scarica in rete. Il numero 9 che mette il sigillo sulla SuperCoppa numero 9 della Vecchia Signora. È finita la partita è iniziata la festa. Di tutti, anche di noi tifosi, nessuno escluso, senza sottostimare nessun trofeo, perchè mai come quest’anno ogni piccola vittoria è una conquista. Perché dopo il cappotto di San Siro c’era solo una cosa da fare, che è l’unica cosa che conta: vincere. SUPERCAMPIONI. E mai una SuperCoppa era stata così bella. E così importante. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/partitabus-juve-napoli-2-0-supercampioni/
  9. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri Vincere è importante, ricordarsi come si fa, di più Come si dice, vinci, festeggia e resetta. Ma la vittoria di ieri sera vale una gestione una diversa, deve rimanerci bene in mente e servirci di esempio. Perché se è vero che domenica si è vista la più brutta Juve dell’epoca moderna per gioco ma soprattutto atteggiamento, riuscire a switchare in soli 3 giorni e fornire una prestazione come quella di Reggio Emilia è prova di grandissime capacità. I rischi erano molteplici, di non riuscire a rialzare la testa e prendere quella bastonata definitiva che sembrava lì, a portata di mano e che tutta Italia aspettava. O di metterci troppa “garra” e rischiare di andare fuori giri, come un motore troppo stressato e portato oltre il limite. Invece ieri siamo entrati in campo con una condizione mentale degna del Maestro Miyagi, “metti la cera, togli la cera”, partiti quadrati, senza l’ossessione di andare in gol, correndo bene, compatti, corti, attaccando gli spazi e la palla nella maniera giusta, muovendosi senza quest’ ultima in maniera ottimale, vedi Arthur! Il brasiliano non è entrato da subito in partita ma non è certo stato a guardare, si è mosso bene senza pallone, tenendoci alti e accompagnando la squadra in fase di possesso (gran merito è di Chiellini che non permette mai al centrocampista centrale di abbassarsi troppo), evitando di regalare quei 20/30 metri che troppo spesso cediamo agli avversari con lui in campo. Quando poi è stato il momento e abbiamo visto il primo taglio sanguinare, come un pugile navigato, abbiamo attaccato, senza lasciare tregua, tanto che, a meno che non ce lo fossimo fatti da soli -e quasi accadeva- ed episodi particolari (vedi il rigore), dopo tanto tempo, personalmente, avvertivo la dolcissima sensazione che non ci avrebbero mai segnato ma che anzi, sarebbe stato più probabile che avremmo fatto noi il raddoppio. Già, il secondo, Il modo in cui abbiamo difeso e siamo ripartiti al 95’ per andare in porta col pallone e che non ha permesso all’arbitro neanche di fare a tempo a mettersi il fischietto in bocca, con un giocatore fermo ai box da 2 settimane e uno acciaccato da qualche tempo, come fosse il pallone della vita, è il riassunto ottimale di una partita dominata in campo e in testa. ............. Per chiudere, lungi da me creare alibi, certe brutte prestazioni come quella di domenica vanno oltre i singoli, ma ritrovare Cuadrado e avere un Chiello in questo formato KingKong, non può essere uguale a non averli. Attendiamo anche tutti gli altri ma nel frattempo mi godo il momento, ho tutto il diritto di ben sperare in questa Juve e nel suo mister, perché se è vero che a Milano è stato il peggiore in campo, ieri è stato… magistrale. F I N O A L L A F I N E! Articolo completo -> https://www.juventibus.com/vincere-importante-ricordarsi/
  10. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri La Supercoppa è bianconera, Pirlo: “Grande gioia il primo trofeo da allenatore” Primo trofeo dell’era Pirlo, prima Coppa alzata al cielo in stagione, primi fuochi d’artificio illuminano i bianconeri! Perché questa è la Juve: ogni anno, ogni trofeo, è come se fosse il primo. Mister, che ci racconti stasera? “Grande gioia, alzare il primo trofeo da allenatore è ancora più bello che da giocatore: sono al comando di una società storica” – Grande mister, speriamo sia il primo di una lunga serie! “Difficile vedere finali giocate bene: l’importante è vincere. Dovevamo mostrare il nostro orgoglio e quando vai in campo con determinazione è più facile che giri bene” – Pirlo gronda juventinità questa sera: al diavolo il gioco, conta vincere. Questa sera, la Juve è diventata concreta… si spera definitivamente. “Mi spiace per Rino, ma ora siamo due allenatori e mi porto a casa la vittoria” – E ci mancherebbe altro! “Noi volevamo dimostrare di non essere quelli di domenica. Ci voleva una prestazione di squadra e sacrificio” – Era una partita fondamentale, soprattutto dopo lo svarione di domenica. Lo è non tanto per quello che sarà dopo la vittoria, ma per quello che sarebbe stato in caso di sconfitta. Questa sera ha dimostrato che il progetto è valido e che siamo ancora in corsa per lo scudetto, ma qualche passo falso in più non mancherà di certo. “Cuadrado, fortunatamente, è stato asintomatico e ha lavorato bene a casa. Non è da tutti stare fuori quindici giorni e poi giocare una finale” – PANITA STILE DI VITA. Oggi più che mai. Juan, che non toccava il campo da giorni, ha impartito una bella lezione di calcio a tutti: giocatore fondamentale per la Vecchia Signora. “Arthur ha giocato quando è stato bene. Purtroppo arrivava da un periodo di inattività al Barca e si è infortunato quando stava iniziando a giocare. È un giocatore importante che ci dà grande qualità e possesso” – Non è ancora un fenomeno, forse non lo sarà mai. E poi farà impazzire molti tifosi perché… non lancia mai! Però rimane una certezza, perde pochi palloni e vede corridoi rasoterra invisibili ai più. Se fosse al top della forma, il posto in campo non glielo leva nessuno. “Stiamo portando avanti questo tipo di gioco, ma ogni domenica qualcuno purtroppo viene a mancare. Il gruppo mi segue fin dal primo giorno e ha dimostrato grande attaccamento alla maglia” – ........ Bello vedere i festeggiamenti post partita e gli abbracci a Pirlo ........... “Mandzukic è un buon acquisto per il Milan” – Utilità della domanda: nulla cosmico. “I giudizi esterni non mi toccano, penso al lavoro. So che ho una squadra forte e una società solida alle spalle. I risultati parleranno per noi” – Pirlo certamente non manca di personalità, ma questa non è una novità. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/supercoppa-bianconera-pirlo-gioia/
  11. JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' Italian Supercup - Final Wednesday, january 20th 2020 - 9:00 p.m. CET 8:00 p.m. UK time - 7:00 p.m. GMT Mapei Stadium - Reggio Emilia Referee: Paolo Valeri Pirlo 'joy' at first coaching trophy Jan 20, 2020 Andrea Pirlo celebrates his first trophy as a coach, beating Napoli to the Supercoppa, explains why Juan Cuadrado was in such good shape and shrugging off Juventus criticism. This is the first piece of silverware in his coaching career, even if he’s won it all as a player, beating former teammate Gennaro Gattuso’s Napoli 2-0. “I feel great joy, lifting my first trophy as a coach is different, I think even better than as a player, because I am leading such a great squad and at an historic club. It’s wonderful,” Pirlo told RAI Sport. “It’s rare that two teams play well in a Final, the important thing is to win. When you play with this determination, then luck can go on your side. “We wanted to prove that we are not the team seen against Inter, so when you play with this grit, determination and attitude, you draw luck your way.” Pirlo was up against former teammate Rino Gattuso, who spoke of the many pranks they’d play in the old days. “We are two coaches on two important benches, it’s a different type of work now. I am disappointed for Rino, but happy for me. We were too concentrated for joking around on the touchline tonight!” .......... Continue -> https://bit.ly/3o4KIcm
  12. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri Supercoppa: non poteva non deciderla il “re” delle finali! La Supercoppa Juve – Napoli non poteva che risolverla il “re” delle finali. In una gara sporca, anche il gol del portoghese è etichettabile come “sporco”, sugli sviluppi di un calcio piazzato. Prima del match si temeva molto la possibilità di Zielinski di inserirsi alle spalle della linea mediana bianconera, ma così non è stato. La squadra di Pirlo ha giocato di reparto, corta e compatta tra le linee, ben presente in campo, soprattutto nella metà avversaria (il numero di tocchi e di palloni giocati ne sono la testimonianza). In un match molto tattico dove sia Juve che Napoli si sono rispettate molto, è servito il cinismo e anche quella compattezza che si sono richiesti nel post Inter. Antichi valori che hanno contraddistinto e marcato fortemente questi ultimi 9 anni e che stasera si sono rivisti. I calciatori bianconeri si sono dimostrati molto “solidali” l’uno con l’altro, dimostrando grande spirito di sacrificio. All’interno di questo quadro bisogna sottolineare ulteriormente le prove alquanto generose di McKennie e Kulusevski che hanno speso molto per la causa sull’out di destra dove anche il ritorno di Cuadrado è stato manna dal cielo. Sintetizzando forse al massimo l’esito di questa Supercoppa possiamo dire che la differenza l’ha segnata il duello a distanza tra Cristiano Ronaldo e Insigne. I due più attesi alla vigilia. I due che hanno deciso le sorti di un incontro che fino ad allora è stato bloccato e tirato. Il primo non ha fallito sotto porta, il secondo ha fallito a porta vuota. .......... Di questo Juve – Napoli resta il primo trofeo di Andrea Pirlo da allenatore. Le sue lacrime e la sua corsa ad abbracciare i ragazzi al triplice fischio finale. Uno sprint di eccezzionale entusiasmo per il proseguo di questa stagione. “Un rinnovato entusiasmo” cit. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/supercoppa-juve-napoli/
  13. JUVENTUS - NAPOLI 2-0 .. Cristiano Ronaldo 64' Álvaro Morata 95' Italian Supercup - Final Wednesday, january 20th 2020 - 9:00 p.m. CET 8:00 p.m. UK time - 7:00 p.m. GMT Mapei Stadium - Reggio Emilia Referee: Paolo Valeri #SuperJuve disintegrate Napoli Jan 20, 2020 Cristiano Ronaldo made history and won the Supercoppa for Juventus, along with a last-gasp Alvaro Morata goal, but Lorenzo Insigne fired a Napoli penalty wide. This was the traditional clash between the Scudetto and Coppa Italia holders, but also a replay of the Coppa Italia Final played in June, when Napoli beat Juve on penalties after a 0-0 draw. The trophy is to be assigned after 90 minutes, extra time or penalties. The Bianconeri were without Paulo Dybala, Merih Demiral, Matthijs de Ligt and Alex Sandro, but Juan Cuadrado was given the all-clear from COVID-19 this morning and thrown directly into the starting XI. The Partenopei missed Victor Osimhen and Fabian Ruiz, with Dries Mertens not 100 per cent fit. The first huge chance was for Napoli on 29 minutes when Diego Demme’s cross found a Chucky Lozano diving header from six yards, Szczesny making a desperate reaction save. Federico Chiesa had an ankle problem, so Federico Bernardeschi came on at half-time and almost scored within a minute. He got his toes to the Weston McKennie low cross from point-blank range, but David Ospina managed to smother it right on the line. Juve began to swarm and the pressure paid off, as first Manolas with a shinned clearance risked an own goal, then on the resulting corner it bounced off Tiemoue Bakayoko, turning into an ideal assist for Ronaldo to fire in from six yards. It was an historic goal, his 760th in official senior games between club and country, surpassing the record of 759 set by Josef Bican. Dries Mertens came on and made an immediate difference, as he snuck up behind McKennie and the American kicked his ankle instead of the ball. After viewing it on VAR, the penalty was inevitably. Insigne stepped up for what would’ve been his 100th Napoli goal, but sent Szczesny the wrong way and put the spot-kick wide. It still wasn’t over, as in stoppages a deflection almost got it level, but Szczesny stuck out a foot to parry from point-blank range when Lozano's effort ricocheted off Giorgio Chiellini. Juve then went on the counter from the Napoli corner with Cuadrado and Alvaro Morata turned into the empty net with the last kick of the game. Juventus 2-0 Napoli Ronaldo 64 (J), Morata 95 (J) Juventus: Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Danilo; McKennie, Bentancur (Rabiot 84), Arthur, Chiesa (Bernardeschi 46); Kulusevski (Morata 84), Ronaldo Napoli: Ospina; Di Lorenzo; Manolas, Koulibaly, Mario Rui (Politano 84); Bakayoko (Elmas 66), Demme (Llorente 84); Lozano, Zielinski, Insigne; Petagna (Mertens 72) Ref: Valeri Missed penalty: Insigne 78 (N) Continue -> https://bit.ly/2M9fR0W
  14. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI .. ..... .... ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri Juventus-Napoli: Le formazioni Juan Cuadrado torna nell'XI titolare dopo essersi ripreso dal COVID-19, aiutando una difesa bianconera decimata con Dejan Kulusevski in attacco, mentre il Napoli guarda a Chucky Lozano, Lorenzo Insigne e Andrea Petagna. La Juve è reduce da una dolorosa sconfitta per 2-0 contro l'Inter in Serie A e deve fare a meno di Paulo Dybala, Merih Demiral, Matthijs de Ligt e Alex Sandro. Anche Cuadrado era stato escluso, ma si è ripreso dal COVID ed è stato sottoposto d'urgenza alle visite mediche questa mattina, in viaggio a Reggio Emilia nel pomeriggio e schierato direttamente nell'XI di partenza. Questo significa che Danilo giocherá terzino sinistro, ma c'è un altro cambio sulle fasce. Federico Chiesa viene spostato a sinistra, così può contrastare Lozano, con Weston McKennie a guardia di Lorenzo Insigne sulla destra. Kulusevski è preferito a Álvaro Morata come partner di Cristiano Ronaldo. Juventus: Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Danilo; McKennie, Bentancur, Arthur, Chiesa; Kulusevski, Ronaldo A disposizione: Pinsoglio, Buffon, Ramsey, Morata, Rabiot, Bernardeschi, Di Pardo, Dragusin, Frabotta, Fagioli, F Ranocchia Napoli: Ospina; Di Lorenzo; Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Bakayoko, Demme; Lozano, Zielinski, Insigne; Petagna A disposizione: Meret, Contini, Elmas, Mertens, Llorente, Maksimovic, Politano, Hysaj, Ghoulam, Rrahmani, Cioffi, Lobotka Arbitro: Valeri
  15. JUVENTUS - NAPOLI .. .... . Italian Supercup - Final Wednesday, january 20th 2020 - 9:00 p.m. CET 8:00 p.m. UK time - 7:00 p.m. GMT Mapei Stadium - Reggio Emilia Referee: Paolo Valeri Supercoppa line-ups: Juventus v Napoli Jan 20, 2020 Juan Cuadrado is rushed back into the starting XI after recovering from COVID-19, helping a decimated Juventus defence with Dejan Kulusevski upfront, while Napoli look to Chucky Lozano, Lorenzo Insigne and Andrea Petagna. Juve are coming off a painful 2-0 defeat to Inter in Serie A and are forced to do without Paulo Dybala, Merih Demiral, Matthijs de Ligt and Alex Sandro. Cuadrado had also been ruled out, but he recovered from COVID and was rushed through a medical this morning, travelling to Reggio Emilia in the afternoon and thrown straight into the starting XI. This shuffles Danilo over to left-back, but there’s another change on the wings. Federico Chiesa is switched to the left, so he can counter Lozano, with Weston McKennie guarding Lorenzo Insigne on the right. Kulusevski is preferred to Álvaro Morata as the partner for Cristiano Ronaldo. ............. Juventus: Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Danilo; McKennie, Bentancur, Arthur, Chiesa; Kulusevski, Ronaldo Juventus bench: Pinsoglio, Buffon, Ramsey, Morata, Rabiot, Bernardeschi, Di Pardo, Dragusin, Frabotta, Fagioli, F Ranocchia Napoli: Ospina; Di Lorenzo; Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Bakayoko, Demme; Lozano, Zielinski, Insigne; Petagna Napoli bench: Meret, Contini, Elmas, Mertens, Llorente, Maksimovic, Politano, Hysaj, Ghoulam, Rrahmani, Cioffi, Lobotka Ref: Valeri Continue -> https://bit.ly/2NoewUI
  16. Buone notizie Juve: Cuadrado guarito dal Covid parte per Reggio Emilia Arriva finalmente una buona notizia in casa Juventus nel momento più complicato della stagione: dopo due settimane, Juan Cuadrado è guarito dal Covid. L’esterno colombiano era risultato positivo lo scorso 5 gennaio, subito dopo la positività di Alex Sandro, lasciando per diverse partite la squadra senza il suo apporto. Una bella notizia che porta un po’ di ottimismo nell’ambiente, dopo la brutta batosta rimediata domenica sera nel big match contro l’Inter e l’aria tesa che si respira in vista della finale di Supercoppa italiana. A rendere nota la negatività del giocatore bianconero al virus è stata la società in un breve comunicato. Una notizia che “aiuta” per la gara di stasera, visto che il colombiano è partito con il resto della squadra per Reggio Emilia ............ Ma, al di là della finale di oggi e dell’effettivo apporto che il colombiano offrirà alla causa, la negatività del “Panita” rimette l’esterno a disposizione di mister Andrea Pirlo soprattutto per i prossimi delicati appuntamenti, a partire dalla partita di campionato contro il Bologna di domenica, passando per quella contro la Spal in Coppa Italia. Restano purtroppo ancora positivi gli altri due giocatori bianconeri colpiti dal Covid, ovvero De Ligt e Alex Sandro. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/cuadrado-guarito-covid/
  17. Cuadrado recovers from COVID Jan 20, 2021 Juventus announce Juan Cuadrado has recovered from COVID. The Colombian winger had tested positive on January 5, but Juventus have announced the 32-year-old has now recovered. ...... "Juan Cuadrado carried out, as per protocol, two controls of the molecular test (swab) for Covid-19 with negative results," Juventus' official statement reads. "Therefore, the player has recovered and is no longer subjected to the isolation regime. He will join the team in the Reggio Emilia training camp on the same day and will be included in the squad list for tonight's match." Continue -> https://bit.ly/3o4dOZn
  18. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI .. ..... .... ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri Confronti ufficiali 173 - 3 (Supercoppa Italiana) Vittorie Juventus 81 - 1 (Supercoppa Italiana) Pareggi 53 - 1 (Supercoppa Italiana) Vittorie Napoli 39 - 1 (Supercoppa Italiana) Goals Juventus 270 - 7 (Supercoppa Italiana) Goals Napoli 195 - 9 (Supercoppa Italiana) Juventus - Napoli Supercoppa Italiana in campo neutro Confronti ufficiali 2 Vittorie Juventus 1 (l'11.08.2012, 4-2) Pareggi 1 (Il 22.12.2014, 2-2) Vittorie Napoli 0 Goals Juventus 6 Goals Napoli 4 Giocatori con più presenze e goals contro il Napoli in Supercoppa 2 presenze Bonucci Leonardo 2 Buffon Gianluigi 2 Lichtsteiner Stephan 2 Marchisio Claudio 2 Padoin Simone 2 Pirlo Andrea 2 Vidal Arturo 1 Asamoah Kwadwo 1 Barzagli Andrea 1 Chiellini Giorgio 2 goals Tevez Carlos 1 Asamoah Kwadwo 1 Vidal Arturo 1 Vucinic Mirko Ultimi confronti diretti 28.02.2017 Coppa Italia Juventus-Napoli 3-1 02.04.2017 Serie A Napoli-Juventus 1-1 05.04.2017 Coppa Italia Napoli-Juventus 3-2 01.12.2017 Serie A Napoli-Juventus 0-1 22.04.2018 Serie A Juventus-Napoli 0-1 29.09.2018 Serie A Juventus-Napoli 3-1 03.03.2019 Serie A Napoli-Juventus 1-2 31.08.2019 Serie A Juventus-Napoli 4-3 26.01.2020 Serie A Napoli-Juventus 2-1 17.06.2020 Coppa Italia Napoli-Juventus 0-0 Giocate 10 - Vittorie Juventus 5 - Pareggi 2 - Vittorie Napoli 3 - Goals Juventus 17 - Goals Napoli 13 da juworld.net
  19. Supercoppa italiana - Finale - Mercoledí 20-01-2021 (ore 21:00) JUVENTUS - NAPOLI .. ..... .... ..... Supercoppa italiana - Finale Mercoledí 20 gennaio 2021 (ore 21:00) Mapei Stadium - Reggio EmiliaArbitro: Paolo Valeri La Supercoppa più importante del decennio Juve L’incubo è arrivato: una sconfitta, in casa della rivale più accreditata, allenata da Conte e il distacco in classifica che aumenta. Due giorni appena dalla gara che ha visto la Juventus non solo sconfitta a San Siro dall’Inter nettamente ma anche lasciare una sensazione di impotenza che lascia più che mai in bocca la sensazione amara di una fine ciclo, di un testimone passato proprio alla rivale più acerrima (e spesso umiliata in questi 9 anni). La delusione era dipinta negli occhi di Capitan Chiellini così come in ogni tifoso che da un decennio vede la squadra primeggiare ovunque, spesso e volentieri proprio al Meazza. Dopo 3 vittorie di fila in campionato (e una in Coppa Italia) la mini-risalita dei bianconeri naufraga in un ko senza appello e con poche attenuanti: la peggiore prestazione della stagione. .......... La scommessa fatta dal Presidente Agnelli in persona di consegnare le redini di una squadra al carismatico ma inesperto Andrea Pirlo, e gli investimenti sul mercato in giovani talenti (Kulusevski, McKennie, Chiesa, dopo de Ligt, Demiral, Arthur), lo svecchiamento della rosa, sono la dimostrazione di come la società abbia intrapreso con convinzione la strada del cambiamento, mettendo in conto anche il rischio di non vincere nell’immediato. Non c’è da sorprendersi: la lungimiranza di progettualità della società ha permesso alla Juventus non solo primato in Italia per nove anni consecutivi, ma anche di essere tra i club più importanti in Europa e nel mondo. Così la Supercoppa contro il Napoli (stavolta un “vero” trofeo, contro la vincitrice della Coppa Italia), spesso vetrina invernale o estiva poco attendibile, ritorna ad essere un titolo cruciale e offre una tripla possibilità: riscatto immediato dopo il crollo (senza aspettare 7 giorni), vittoria del primo trofeo del nuovo corso e test per le capacità di reazione “emotiva” prima ancora che tecnico-tattiche, per Pirlo (in termini di capacità di preparare e leggere una gara) e per gli uomini in campo. Per la nona volta consecutiva la Juventus scende in campo per portare a casa il primo trofeo stagionale, 4 le vittorie e 4 le sconfitte (2 ai rigori con Napoli e Milan e 2 nelle ultime sfide con la Lazio), ma è la prima volta che la Supercoppa Italiana assume un valore così nodale per la stagione: cancellare subito quella sconfitta “totale” o infilarsi in un doppio schiaffo che avrebbe ripercussioni dolorosissime. Una gara, un trofeo, un lusso che la Juve questa volta non può lasciarsi sfuggire. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/supercoppa-importante-juve/
  20. Credere nella “rivoluzione Juve”: il mostro di fine livello Ci sono schiaffi che fan male all’anima. Inutile girarci intorno, la sconfitta di sabato scorso contro l’Inter è uno di quegli schiaffi che fanno male perché ti fanno perdere sicurezze, aprono spazio a mille interrogativi. Abbiamo fatto bene a mollare Allegri e l’allegrismo? Abbiamo perso il DNA Juventus? Giusto affidare la panchina ad un esordiente? I nostri giocatori sono sopravvalutati? Occorre cercare di far un passo di lato, per guardare la situazione da un’altra prospettiva. È innegabile che il ciclo dei 9 scudetti sia qualcosa di difficilmente comprensibile per tutti, anche per noi tifosi juventini: ci ha fatto perdere, oggi, lucidità e ci ha abituato a vincere, come fosse la cosa più naturale e ovvia del mondo e dello sport. Ma è una situazione irripetibile. Basti pensare che tutti abbiamo negli occhi come cicli straordinari quello di Trapattoni dal 1976 al 1986, dove gli scudetti furono 6 su 10 (accompagnati da tutti, e dico tutti, gli altri trofei possibili), quelli di Lippi tra il 1994 e il 1999 (3 scudetti su 5). Anche i cicli delle altre grandi squadre si sono misurati su periodi più brevi e con meno scudetti. Questo deve farci ragionare bene sul concetto di ciclo per farci capire che il nostro non è affatto finito. L’eventuale mancato scudetto di quest’anno non dovrebbe affatto gettarci nello sconforto, perché non significherebbe affatto aver perso il gap guadagnato in questi dieci anni nei confronti delle altre squadre. Analizzando freddamente la situazione, infatti, abbiamo oggi molte certezze che le altre non hanno: – Una proprietà stabile, florida ed una solidità economica indiscutibile; – Uno stadio di proprietà ed un brand in crescita esponenziale; – Una squadra B nata solo da tre anni e che comincia a fornire qualche giocatore alla prima squadra; – Una rosa ringiovanita con alcuni tra i migliori giovani in giro (ad es.: De Ligt, Kulusevski, Chiesa) – Un progetto tecnico innovativo iniziato da due anni. Ma alcuni schiaffi, come dicevo all’inizio, fanno male all’anima e creano insicurezze anche dove non dovrebbero essercene. Leggo tra fratelli juventini anche chi invoca l’esonero di Pirlo. L’insicurezza e la paura ci fanno diventare miopi, ci fanno guardare il dito, mentre dovremmo, forti di tutte le cose positive che ho elencato sopra, guardare solo la Luna. Pirlo non è perfetto, deve fare esperienza, crescere in fretta ed imparare da partite come quella con l’Inter. Ma la strada scelta due anni fa dalla società, ne sono fermamente convinto, è quella giusta: sarà un viaggio che ci porterà in una nuova e definitiva dimensione di leadership europea. Siamo solo all’inizio del viaggio, come lo fu il Barcellona nel 1988, quando decise di affidarsi a Crujiff: vinse al terzo anno, iniziando un percorso complessivo che dura ancora oggi, portando il Barcellona in una dimensione che la gloriosa squadra catalana fino ad allora, pur vittoriosa, non aveva mai avuto. Noi dobbiamo pensare che il progetto tecnico iniziato con Sarri prima e proseguito con Pirlo, e domani magari anche da altri nelle intenzioni della Società, dovrà portare la Juventus ad un risultato simile. Certo, per noi la sfida è doppia, perché un conto è costruire dalle macerie, ed un conto è ricostruire dove prima c’erano certezze, ma bisogna avere convinzione nella bontà del progetto e perseguirlo anche a fronte (speriamo di no) di uno o due anni senza vittorie. La Juve ha provato già nel 1990 una strada simile, abbandonata rovinosamente dopo un girone per tornare alle (presunte) vecchie certezze. La Juve negli ultimi decenni ha provato più volte a “sterzare” con nuovi progetti, alcuni sono naufragati dopo pochi mesi (Maifredi, Ferrara) non solo per i limiti della guida tecnica o per la rosa non all’altezza del progetto ma soprattutto perché le società dell’epoca (molto discutibili) non ebbero la forza di dare corpo, struttura e condizioni ideali per varare quei progetti, migliorarli, guidarli e sostenerli. Al contrario, una società forte e competente, come all’epoca della Triade che cercò e supportò in modo convinto un cambiamento con Lippi, con un calcio dominante ed offensivo, o come all’inizio del percorso di questa società con Conte, anche a fronte di qualche sbandamento iniziale, ci ha sempre portato sempre ad essere (al di là della Champions) una squadra dominante in Italia e in Europa. La “rivoluzione” era iniziata con Sarri ma le carenze nei rapporti interpersonali, una transizione tattica non semplice hanno fatto sì che una una parte significativa dello spogliatoio abbia mollato il Mister. In questo caso la Società ha mostrato la sua lungimiranza e ci ha fatto capire quanto davvero creda nel progetto di ampio respiro di cui parlavo prima: mandato via Sarri, ha insistito nell’idea di voler portare la Juve in un’altra dimensione di calcio affidandosi ad un allenatore nuovo ma con idee lontane dalla comfort zone nella quale abbiamo sguazzato fino a tre anni fa. Sinceramente, questo mi dà una fiducia enorme, e mi fa capire come e quanto si stia cercando una Juve sempre più grande e più forte. Quindi è adesso il momento in cui Società e allenatore devono resistere, anche a costo di perdere punti e consenso per strada ............... È, questo, il tempo delle scelte, ragionate ma coraggiose. Vanno prese in modo deciso, per evitare di partorire ibridi senza senso che potrebbero essere rappresentati da quanto visto contro l’Inter: impostazione di squadra offensiva, ma con la riserva mentale (come ammesso da Pirlo) della paura di non essere abbastanza coperti in difesa. Non si può voler entrare in una nuova dimensione, restando nella paura di perdere quella vecchia. Va eliminato tutto ciò che può far sorgere dubbi che la strada vecchia sia la migliore: allora sì, se prevarrà la nostalgia del passato, questi due anni saranno stati persi. Il rischio, se non dovessimo superare questo “mostro di fine livello”, sarà quello di cadere in un medioevo bianconero che non avrebbe davvero ragione di essere. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/credere-rivoluzione-juve/
  21. Serie A 2020-2021 - 18^ Giornata di Andata - Domenica 17-1-2021 (ore 20:45) INTER - JUVENTUS ........ .2 2-0 .- Arturo Vidal 12' Nicoló Barella 52' 18^ giornata di andata Domenica, 17 gennaio 2021 - ore 20:45 Stadio Giuseppe Meazza - MilanoArbitro: Daniele Doveri La Juve di Pirlo deve ripartire dal “compromesso” La Juventus di Pirlo deve ripartire dal compromesso. Una parola questa che è stata utilizzata in chiave poi vincente anche da Sarri lo scorso anno. Il crocevia amletico che attanaglia la squadra bianconera pero’ parte da lontano e la sconfitta a San Siro contro l’Inter ne è solamente l’ultima goccia di un vaso che rischia di traboccare. Lampante, ai fini del discorso di questo articolo, è l’inadeguatezza della posizione dei nostri calciatori in occasione della seconda rete nerazzurra. Sul lancio di Bastoni infatti c’erano solamente 2 giocatori dietro la linea del pallone. Un lancio lungo di Bastoni. Quest’ultimo, che nemmeno con troppa difficoltà è riuscito a uscire con disinvoltura dal pressing, è riuscito a mettere in difficoltà un intero sistema di gioco. Un sistema che si applica a meraviglia con Sassuolo, Milan, Barcellona. Squadre che giocano e lasciano giocare, molto a viso aperto. In determinate gare pero’ serve di più. Serve capire la forza dell’avversario e adattarsi ad esso. Paradossalmente Pirlo non si sta adattando minimamente all’avversario e propone le sue linee di principio di calcio indipendentemente dal fatto che si chiami Inter o Crotone, piuttosto che Barcellona. .............. Il compromesso che si chiede a Pirlo non deve essere permanente, ma mirato in base all’avversario. Capire limiti di forma propri e la forza tecnico-tattica di chi si ha davanti. E cio’ non deve essere inteso come un limite, bensì come una virtù. Si puo’ mettere in atto la propria idea di gioco, ma in alcune gare è giusto e doveroso, anche intelligente se vogliamo, adattarsi umilmente a chi si ha davanti. E’ l’eterna lotta di pensiero tra chi pensa che cio’ non rappresenti “dominio” e chi invece pensa solo a trarre il meglio dal proprio campionato. E’ altresì normale che il tecnico bresciano non abbia nelle proprie corde questo pensiero. E’ stato messo sulla panchina della Juventus proprio perché – Agnelli dixit – affascinati dalla sua idea innovativa di interpretare il calcio moderno. In questo bivio che rischia di far perdere troppo tempo a chi tempo ormai ne ha ben poco, si ha tutta la differenza del mondo. “Una differenza sottile tra vincere e non vincere, che sottile non è” cit. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/juve-pirlo/ CLASSIFICA DI SERIE A
  22. Serie A 2020-2021 - 18^ Giornata di Andata - Domenica 17-1-2021 (ore 20:45) INTER - JUVENTUS ........ .2 2-0 .- Arturo Vidal 12' Nicoló Barella 52' 18^ giornata di andata Domenica, 17 gennaio 2021 - ore 20:45 Stadio Giuseppe Meazza - MilanoArbitro: Daniele Doveri Il tracollo di San Siro nasce a maggio 2019 La sconfitta di l'altroieri, da definirsi senza mezzi termini tracollo (con il primo e unico tiro nello specchio all’86°), si configura con il punto di arrivo di un processo di involuzione e di snaturamento dell’essenza stessa della Juve (iniziato nel maggio 2019) che purtroppo ci riporta ai tempi dello “Smile” di Monsieur Blanc, e prima ancora al “calcio Champagne” di un bresciano fattosi profeta del bel gioco nei primissimi anni ’90. La Juve dell'altroieri sera non era la nostra Juve, quella rocciosa, granitica e tosta nella tradizione dei Trapattoni, dei Lippi, dei Conte e degli Allegri, bensì una squadra scombiccherata, con limiti tecnici e tattici evidenti, e priva di qualsiasi anima in vari soggetti, strapagati e per nulla inclini a inseguire l’avversario che correva il triplo e aveva dieci volte più voglia. Il mismatch Vidal/Rabiot (a proposito, Arturo, malgrado le apparenze, ha confermato di essere uno di noi; il bacio alla maglia, insieme alla eroica prestazione del vecchio guerriero Chiellini sono le uniche cose belle della serata) costituisce la plastica estrinsecazione di quanto sopra. Il tracollo di San Siro giunge circa un mese dopo l’inopinata sconfitta interna con la Fiorentina, la cui cifra tecnica e agonistica è stata ben riassunta dallo 0-6 subìto ieri: una squadretta da limiti della zona retrocessione, che allo Stadium ha banchettato; e giunge proprio il giorno in cui Marione nostro arriva a Milano per firmare con i rossoneri. E quindi inutile girarci attorno: i guasti sono iniziati nel maggio 2019, quando invece di prendere Simone Inzaghi (che sarebbe stato perfettamente coerente con la nostra Storia) qualcuno (io non ho ancora ben capito chi, ma non credo il Presidente) decisero di tornare ai tempi dello Smile e del bresciano, ingaggiando il più grande bluff degli ultimi dieci anni, reduce da un lamentoso nulla in Italia (forse gli va concesso un entusiasmante 6-0 al Benevento) e da una vittoria in Europa League in Inghilterra esclusivo frutto della autogestione dei giocatori. Marione messo fuori rosa, Emre Can lo stesso e poi svenduto, il sorriso dopo la sconfitta al san Paolo, l’indegna partita a Lione, e infine l’orrido mese di luglio, spremendo i giocatori come limoni senza dare loro la benché minima parvenza di squadra, di grinta e di attaccamento alla maglia, perennemente rimontati una volta in vantaggio e incapaci di sopportare il pressing alto degli avversari. E quindi il giusto esonero, però con annesso onere da 12 milioni netti per due anni, che ha costretto la società ad assumere un allenatore low cost alla prima esperienza. Del quale il 3-5-2 contiano ha disposto a piacimento, avendo di fronte una linea di centrocampo che definire friabile è fare un complimento, e alla quale Pirlo ha messo mano rigorosamente dopo aver preso il secondo gol (subíto con azione da tre passaggi, compreso il portiere avversario). L’onda lunga del sarrismo, spinto da Adani e compagnia, ha solo iniziato a fare guasti. Pensiamo ad acciuffare il quarto posto, che il resto non fa per questa squadra, devastata dall’ennesimo falso profeta. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/san-siro-maggio-2019/ CLASSIFICA DI SERIE A
  23. Serie A 2020-2021 - 18^ Giornata di Andata - Domenica 17-1-2021 (ore 20:45) INTER - JUVENTUS ........ .2 2-0 .- Arturo Vidal 12' Nicoló Barella 52' 18^ giornata di andata Domenica, 17 gennaio 2021 - ore 20:45 Stadio Giuseppe Meazza - MilanoArbitro: Daniele Doveri Veri e presunti problemi della Juve di Pirlo dopo San Siro La sconfitta contro l’Inter ha destato dal sonno i tifosi più critici della Juve di Pirlo, parzialmente sopiti dopo le vittorie contro Milan e Sassuolo ma già con le orecchie dritte in seguito al sofferto passaggio del turno di Coppa Italia contro il Genoa. Così come è importante non farsi prendere dall’euforia e non dimenticare i problemi esistenti quando si vince, analogamente quando arriva una sconfitta, ancorché fragorosa per quanto visto in campo come quella contro i nerazzurri, è importante non lasciarsi andare al disfattismo, cadendo nel banale errore di mescolare le vere difficoltà della Juventus con altri presunti limiti che in realtà è scorretto indicare come tali. Quali sono dunque, i veri problemi della Juve? Prendendo come spunto Inter – Juventus, scopriremo come essi sono collegati tra loro a catena, creando una cascata di effetti negativi sulle prestazioni della squadra: – la posizione di Ramsey, per quanto fastidiosa da leggere e difendere per gli avversari in alcune gare, rappresenta un limite enorme in altre. Da Barcellona – Juventus i bianconeri sono passati dal 3-4-1-2 al 3-5-2 puro in fase di possesso, ma il gallese quando gli avversari non hanno la palla sbaglia molte volte a portare il primo pressing, mandando in fumo il lavoro dei compagni, ma soprattutto si trova spesso lontano dagli altri centrocampisti e crea voragini con le quali gli avversari vanno a nozze. E’ successo contro il Sassuolo, con Ramsey che non copre l’imbucata di Traoré per Defrel che poi segna, è successo soprattutto con l’Inter, come ottimamente sottolineato da Giulio Gori, un dettaglio d’importanza capitale che ha sostanzialmente permesso a Barella di fare quello che voleva; – il catastrofico Rabiot visto a Milano non è una casualità, c’è anche lo zampino di Pirlo nella sua pessima prestazione. Già lo scorso anno era evidente come il francese preferisse giocare sul suo piede, da mezzala sinistra, dove per lui meno macchinoso nello smistare il pallone e avanzare in progressione, il suo vero punto di forza. ................... – non è semplice imbastire un pressing credibile con i giocatori a disposizione della Juve: se n’era accorto Sarri, se ne sta accorgendo anche Pirlo. Cristiano, Morata e Dybala non sono esattamente gli atleti più idonei a portare la prima pressione, per inclinazione (Morata), struttura fisica (Dybala) e gestione delle proprie energie nell’arco della partita (Cristiano), se al pressing non esattamente irreprensibile delle punte si aggiunge il lavoro approssimativo delle due mezzali sopracitate e ci si priva di Bentancur, ancorato davanti alla difesa, e McKennie, ecco che diventa praticamente impossibile recuperare palla in posizione avanzata contro una squadra dai meccanismi rodati come l’Inter. Se si vuole continuare su questo canovaccio, è impossibile a rinunciare sia all’uruguagio che al texano in fase di prima pressione; – la Juventus di Pirlo, ad oggi, non ha piani B consolidati, e quando prova a compiere delle scelte adattandosi all’avversario può succedere qualsiasi cosa in entrambi i sensi. Molto bene è andata col Barcellona, col passaggio alla mediana a 3 e l’impiego di Cuadrado e Sandro contemporaneamente per tamponare gli esterni blaugrana, molto male invece a San Siro con la marcatura di Chiellini su Lukaku. Non perché Giorgio abbia perso il duello col belga, tutt’altro, ma quando il 9 interista stringeva verso il centro Chiellini era costretto a seguirlo, lasciando Frabotta in balia del duo Hakimi-Barella, vista la già citata scarsa copertura da parte di Ramsey; – anche per quanto riguarda le scelte a gara in corso, Pirlo è un allenatore tutto da costruire, non sempre riesce in una lettura lucida delle partite e ciò è emerso ieri sera. Contro il Milan Andrea non ha sbagliato una mossa, tenendosi McKennie come risorsa dalla panchina e inserendolo al momento giusto insieme a Kulusevski, un duo che di fatto ha spaccato la partita in favore della Juve, ma contro l’Inter il tecnico non è riuscito nello stesso artificio. In particolare, lo svedese è stato inserito senza di fatto avere un ruolo fisso, mossa che l’ha portato più volte a stringere a destra vicino a Chiesa imbottigliandosi nel traffico mentre sull’altro out Bernardeschi aspettava palla da solo, e che ha avuto effetti devastanti sul già incerto pressing bianconero, senza più riferimenti fissi. Gli aspetti su cui lavorare non sono pochi, ma è bene distinguerli dai finti problemi, quelli che vengono tirati in ballo nei momenti negativi ma che rischiano di distogliere l’attenzione dalle lacune veramente importanti: – il modulo di Pirlo non è impossibile da attuare, non è colpa delle difficoltà nel passaggio dal 4-4-2 al 3-5-2 se si subiscono molti gol su imbucate o si concedono superiorità numeriche. Interpreti tatticamente poco raffinati come Frabotta, pigri nelle coperture come Ramsey o in difficoltà nel difendere in avanti come Bonucci possono creare voragini con le quali gli avversari vanno a nozze, questo sì, ma più che di modulo è un problema di concetto, di una squadra che per 8 anni ha difeso e attaccato in un modo e ora si trova a fare l’opposto, inconveniente col quale si era scontrato anche Maurizio Sarri. Tornare indietro significherebbe mandare all’aria l’ultima stagione e mezza e tornare a un gioco speculativo e passivo, che meglio si sposerebbe con alcuni interpreti ma ne metterebbe in difficoltà altri, come Danilo, Cuadrado e Arthur, e i cui risultati europei sono sotto gli occhi di tutti; – la soluzione a tutti i problemi della Juve non è “il centravanti”, che rischierebbe invece di causarne altrettanti. Buttar palla su un’eventuale punta di peso potrebbe essere una soluzione d’emergenza in alcuni frangenti, come capitava al Tottenham con Llorente, ma sarebbe una risorsa utile per una squadra con schemi già consolidati, non per un gruppo in costruzione che non può disporre di molte certezze e che con un atteggiamento simile finirebbe per mascherare i veri problemi. L’acquisto di un altro attaccante toglierebbe ancora più spazio a Kulusevski, che ha dimostrato di poter far male a qualsiasi difesa se schierato davanti, e il mito di Cristiano Ronaldo che “ha bisogno di un centravanti” per rendere al meglio è semplicissimo da sfatare, dato che con la punta di peso (Mandzukic) nel suo primo anno di Juve ha registrato la peggior media gol della sua carriera dal 2008/09 (quando ancora faceva l’ala del 4-4-2 a Manchester) ad oggi; – la rosa della Juventus non è corta, né tantomeno scarsa, e non è inferiore a quella dell’Inter, neanche in mezzo: paragonando in blocco i centrocampisti bianconeri a quelli nerazzurri, il solo a spiccare ad oggi è Barella, nemmeno lui immune dalle serate storte, non ingannino la prima ottima partita di Vidal da quand’è a Milano e la pessima prova offerta dai nostri, al netto di un Arthur sul quale a questo punto è obbligatorio insistere come titolare inamovibile. Per quanto riguarda gli esterni, Frabotta non è la prima alternativa della Juventus sulle fasce: Pirlo schiera sempre un terzino e un’ala, ieri non ha avuto né Alex Sandro né Cuadrado da affiancare a Chiesa, una doppia assenza che ha creato una voragine in rosa al quale l’allenatore ha sopperito come meglio ha potuto. Togliete Hakimi-Darmian all’Inter, Hernandez-Dalot al Milan, Kimmich-Pavard al Bayern, Robertson-Tsimikas al Liverpool, Mendy-Marcelo al Real. Chi gioca? Un Primavera, o un giocatore della squadra riserve, o un adattato, perché è già impossibile costruire una rosa con 20 giocatori di altissimo livello, figuriamoci 30; – ribadirlo è triste, ma Cristiano Ronaldo non è un problema, non gioca per sé stesso (è il quarto bianconero per passaggi chiave a partita), non ha risucchiato tutta la forza economica della Juventus (con lui in rosa sono stati acquistati de Ligt e Chiesa, terzo e sesto giocatore più costoso della storia bianconera), non ha finito la benzina: sta faticando come tutta la squadra, sta tirando il fiato in attesa della fase a eliminazione diretta della Champions League, avrebbe bisogno di riposare ma Pirlo non riesce a concedergli pause visto il ritardo in classifica. Massimizzare il suo rendimento è la missione della Juventus, metterlo in discussione è lo sfogo fine a sé stesso di chi guarda il dito invece della luna. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/problemi-juve-pirlo/ CLASSIFICA DI SERIE A
  24. Serie A 2020-2021 - 18^ Giornata di Andata - Domenica 17-1-2021 (ore 20:45) INTER - JUVENTUS ........ .2 2-0 .- Arturo Vidal 12' Nicoló Barella 52' 18^ giornata di andata Domenica, 17 gennaio 2021 - ore 20:45 Stadio Giuseppe Meazza - MilanoArbitro: Daniele Doveri Brutta senz’anima: Pirlo e i suoi fardelli Troppo brutta per essere vera: la Juventus, uscita tramortita da San Siro, dopo una gara in realtà mai giocata contro l’Inter non rispecchia la forza di una rosa che è decisamente migliore della classifica e delle prestazioni che esprime. Questo non assolve la squadra e Pirlo dai propri risultati, anzi inchioda il gruppo e lo staff tecnico alle proprie responsabilità. Gli assenti, per quanto fondamentali come De Ligt, Cuadrado, Alex Sandro e Dybala, non possono essere un alibi, soprattutto in virtù di una prestazione affrontata con “morbidezza” e non con lo spirito di chi vuole aggredire l’avversario, duellare fino all’ultimo minuto. Perché la gara contro l’Inter è la sintesi perfetta di una stagione anomala (ma lo è per tutti) ................ Sono diverse le partite in cui la squadra soffre abbarbicata al proprio edonismo: se da un lato, il fatto di non aver mai avuto al completo la difesa possa essere un’attenuante, dall’altro l’idea di calcio che Pirlo ricerca, costruita su un gioco moderno, propositivo e rapido mal si sposa con gli interpreti (per caratteristica o scelte) che, soprattutto a centrocampo, la rosa dispone. Ci sarebbe da approfondire il tema della qualità dei centrocampisti della Juventus (da tempo la mediana rappresenta l’anello debole della rosa), ma va detto che, vista la situazione natural durante, forse un allenatore di esperienza, invece di insistere nella ricerca di situazioni che non sono nelle corde dei singoli, si appoggerebbe di più alle loro caratteristiche. Al di là degli interpreti, infatti, Pirlo non ha trovato il duo di centrocampisti centrali che abbiano una qualche parvenza di titolarità: dare continuità a un reparto potrebbe oliare meglio i meccanismi. Invece, si assiste al gioco delle coppie, con variazioni continue e la sensazione che il migliore dei centrocampisti sia sempre quello che non è schierato. Non è ben chiaro come Pirlo intenda la riconquista alta e feroce del pallone: se viene richiesto di andare a prendere uomo su uomo o se si deve coprire le linee di passaggio. E quando si tenta il pressing non è mai fatto con determinazione, tanto che risulta facile agli avversari bucare le linee centrali della Juve dove spesso si aprono ampie praterie: Barella ha banchettato tra gli spazi concessi con Brozovic libero di dettare il passaggio migliore. Manca, dunque, un equilibrio tra i reparti, con una costante distanza tra le linee che non garantisce mai solidità e piena sicurezza. Una sensazione che si aveva già con Sarri l’anno scorso, ma che con Pirlo si è persino amplificata. Contro l’Inter, il tecnico bresciano ha offerto sul piatto a Conte il profilo di partita più congeniale all’allenatore leccese, senza mai studiare adeguate contromosse ma affidandosi ad un ingenuo e idealizzato “fare la gara”. Se nelle altre partite, la nota positiva era stata comunque la capacità di risultare offensivi e creare, al netto del disequilibrio, tante occasioni, contro l’Inter anche proporsi in avanti è rimasto un tabù. Ma, al di là delle falle evidenti di questo impianto, ciò che più fa specie è l’atteggiamento complessivo della squadra, poco determinata e senza volontà di provare anche un piano diverso quando le cose non girano per come sono state preparate, facendo leva sullo spirito, sull’anima che è il tratto della Juventus, da sempre. Niente è ancora davvero compromesso, perché il campionato è lungo, la Coppa Italia ha un turno sulla carta agevole, la Champions è ancora da giocare e c’è subito un trofeo da poter vincere. Però serve un cambio di passo, di mentalità. Serve correggere gli errori tattici, senza rincorrere ossessioni da “calcio totale” che tanto facevano arrabbiare quando sulla panchina sedeva uno come Sarri: occorre sapere anche essere pragmatici e ritrovare un’anima. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/difetti-juve-pirlo/ CLASSIFICA DI SERIE A
  25. Serie A 2020-2021 - 18^ Giornata di Andata - Domenica 17-1-2021 (ore 20:45) INTER - JUVENTUS ........ .2 2-0 .- Arturo Vidal 12' Nicoló Barella 52' 18^ giornata di andata Domenica, 17 gennaio 2021 - ore 20:45 Stadio Giuseppe Meazza - MilanoArbitro: Daniele Doveri Il problema più grave: sapevamo già tutto! Inter-Juventus è il giorno di una delle peggiori disfatte del decennio: difficilmente si era vista una Juventus così completamente inerme contro un avversario di sicuro valore ma non di livello così spropositato rispetto alla nostra rosa. La Juventus è andata in difficoltà dai primissimi minuti, il pressing col recupero alto del pallone non si è mai visto e i giocatori dell’Inter sono usciti dal basso in modo ordinato e agevole, sempre, imbucandoci sistematicamente con due passaggi ogni singola volta sulla fascia destra, fonte principale delle azioni pericolose dell’Inter. Inermi abbiamo atteso con una squadra lunghissima in modalità friabile, con Giorgio Chiellini unico a salvarsi anche se con Bonucci e Danilo ha tenuto troppo bassa la difesa con un timore visibile per le ripartenze Inter che pure avvenivano costantemente. Se per Chiellini possiamo considerare una sufficienza visto il suo rientro dopo praticamente più di un anno e l’avversario che aveva da fronteggiare, tutti gli altri restano largamente insufficienti, dai suoi compagni all’allenatore (?). Ieri si è visto palesemente che Andrea Pirlo, per quanto possa e debba essere benvoluto ed aspettato, deve ancora formarsi come allenatore. Qualsiasi squadra di A è stata in grado di mettere in campo delle contromisure che ci hanno agevolmente messo in difficoltà, questo deve far riflettere, al di là delle assenze che in un torneo del genere prima o poi hanno tutti. Il sistema che ha in mente Pirlo sta diventando stucchevole, lascia spesso Bentancur completamente isolato a centrocampo, e le azioni passano in modo infruttuoso spesso nelle stesse zolle di campo con gli stessi giocatori inadatti a creare gioco. Ad unire il tutto un palleggio lentissimo (altro che quella verticalità che ci aveva illuso e che abbiamo visto ieri nella rivale) che ci rende del tutto prevedibili. Ogni gara sembra poi preparata come se l’avversario fosse identico a quello della settimana precedente (l’11 visto con l’Inter è lo stesso -senza de Ligt– visto a San Siro col Milan, ma i risultati e l’avversario sono nettamente diversi). A trarre vantaggio così è un avversario scaltro e attento come Conte (stavolta) che non propone nulla si diverso rispetto al suo solito gioco contro il quale siamo inerti (stavolta a Conte basta il Piano A). Se la Juve crea poco o nulla, anche in non possesso tenta un pressing alto che non riesce mai e porta la squadra a sbilanciarsi con imbucate clamorose (il 2-0 di Barella è simile al gol preso da Vlaohovic, o al 2-1 preso dalla Roma, etc. ). Conta poco parlare di atteggiamento, DNA, mentalità, tutti elementi che sono un accompagnamento alla preparazione tattica alle partite, da parte di allenatore e giocatori che spesso manca clamorosamente. Inoltre, lo abbiamo capito da un pezzo, molti elementi non sono da Juventus e vanno sostituiti, soprattutto a centrocampo. E’ incredibile che da anni qualsiasi opinionista, analista ma anche un semplice appassionato si renda conto di come a centrocampo la Juve sia carente e manchi chi sappia gestire palla e inventare per gli attaccanti eppure la Juventus non pone rimedio. ............ Che l’impotenza vista contro l’Inter sia il punto di inizio per cambiare pagina e sistema tattica che -dopo 24 gare- non sembra funzionare adeguatamente per gli uomini a disposizione e per la facilità di lettura da parte degli avversari. Va bene lo scatto d’orgoglio, va bene l’atteggiamento vincente e grintoso da ritrovare, ma in questo momento l’elemento fondamentale sarebbe ritrovare quella umiltà di capire, guardandosi in faccia schiettamente, che in questa stagione sulla carta puoi essere anche la più forte, ma di sicuro ci sono molte squadre più brave e urge cambiare decisamente rotta per sterzare la stagione. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/problema-grave-sapevamo/ CLASSIFICA DI SERIE A
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