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Folliamaggiore

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    Juventino Pinturicchio

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  1. Eccallà, la polemica che non poteva mancare https://www.corriere.it/sport/20_marzo_30/taglio-stipendi-juve-paradosso-piace-calciatori-non-lega-9c6848e2-71fe-11ea-b6ca-dd4d8a93db33.shtml Il taglio degli stipendi della Juve è un paradosso: piace ai calciatori e non alla Lega Il club bianconero anticipa tutti, lunedì la serie A proporrà all’Aic di Tommasi di sospendere gli stipendi da marzo a giugno e va allo scontro con il ministro Spadafora di Alessandro Bocci Monica Colombo shadow Una domenica frenetica, la terza senza calcio. I vertici della Lega di serie A hanno trascorso il pomeriggio a studiare nei dettagli il documento da inviare all’Aic sul congelamento degli stipendi «sino a data da destinarsi» e a preparare il comunicato che ha come bersaglio il ministro dello sport Spadafora. L’accordo partorito sabato sera dalla Juventus, che taglia gli emolumenti da marzo a giugno alla squadra e al tecnico, alleggerendo il monte ingaggi di 90 milioni, salvo restituire ai diretti interessati nella prossima stagione due mensilità su quattro se non si tornerà a giocare o addirittura tre se invece si arriverà in fondo, non piace alla Lega. Non tanto per il risultato, quanto per i tempi e il modo in cui è arrivato. In via Rosellini speravano di potersi presentare all’Aic (lunedì alle 19) con un fronte compatto e invece, così, la serie A rischia di dare un’immagine diversa, in cui ognuno va per la propria strada. Anche molti club sono rimasti sorpresi. L’azione della Juve viene considerata un escamotage finanziario per sistemare il bilancio. L’Inter, che non è quotata in Borsa, avvierà le trattative con i suoi giocatori senza fretta dopo Pasqua; il Milan sta seguendo un suo percorso, la Roma invita a ragionare di sistema. Il fronte non è compatto. PUBBLICITÀ Ads by Teads Intanto la Lega nelle prossime ore proporrà al sindacato il congelamento degli stipendi da marzo sino a giugno. Non si parla di tagli perché per quelli ogni società deve procedere per la sua strada. La decisione è stata presa essenzialmente per tre motivi: fronteggiare la scarsa liquidità di questo periodo che attanaglia un po’ tutti, evitare eventuali penalizzazioni in classifica e che qualche giocatore possa chiedere a maggio la messa in mora e quindi svincolarsi. Il modello Juve, per assurdo, non dispiace filosoficamente all’Aic. Tommasi e la sua squadra sanno perfettamente che i giocatori devono fare la loro parte. Però, prima di entrare nel dettaglio, vorrebbero sapere cosa succederà e se si riprenderà a giocare. «Ci sarà tempo per discutere dei tagli», ribadisce il sindacato. Alla comunicazione di sospensione risponderanno con una richiesta perentoria: che tutti i club si mettano in regola con i pagamenti di gennaio e febbraio. E prima di parlare di alleggerire le tasche dei giocatori, Tommasi e la sua squadra, vorrebbero che la serie A quantificasse il danno e per farlo bisognerà sapere se si ricomincerà oppure no. Il ministro Spadafora ribadisce che riprendere il campionato nel weekend del 2-3 maggio è irrealistico e proporrà il blocco di tutte le attività, compresi gli allenamenti, a tutto il mese di aprile. La Figc non perde la speranza di chiudere la stagione e intanto applaude i bianconeri: «L’accordo è un esempio per tutto il sistema. Ringrazio Chiellini, i suoi compagni e l’allenatore Sarri perché nel solco della collaborazione che auspichiamo da giorni, hanno posto l’interesse generale al centro dei discorsi», il commento di Gravina. Il presidente federale avrà il compito, tutt’altro che agevole, di provare a smussare le tensioni tra lo stesso Spadafora e il governo in generale e la Lega di A. Le polemiche dopo l’ultima giornata giocata, quella dell’8 marzo, hanno lasciato il segno. In via Rosellini rivendicano il ruolo di motore del movimento, con oltre 32 milioni di tifosi, un fenomeno che dà lavoro a più di 300 mila persone, generando l’1 per cento del Pil. «Produciamo ogni anno circa 3 miliardi di ricavi con un indotto di 8 miliardi e una contribuzione fiscale di un miliardo», si legge nella nota della serie A, ricordando che su queste cifre si regge l’intero movimento. «Non è il momento di fare polemiche e demagogie. Certi numeri parlano da soli — ha spiegato il presidente Dal Pino — ed evidenziano il ruolo della Lega a sostegno del calcio di base e di tutto lo sport».
  2. Quando una società è seria e si comporta in modo inappuntabile con i tesserati, nel momento del bisogno è normale che questi ultimi rispondano con senso di responsabilità e altrettanta serietà.
  3. La squadra è senza guida, disorientata e crolla psicologicamente al primo refolo di vento. In panchina non c'è nessuno, rimettiamoci immediatamente l'Allenatore che è ancora sotto contratto.
  4. Bonucci in difficoltà, stasera. Sembra una di quelle serate in cui è capace di tutto (in male)
  5. Per me resta il miglior quarto/quinto centrale possibile. Panchinaro da buttare dentro all'occorrenza, con un rendimento accettabile, grande esperienza e costo annuo tra i più bassi della rosa. Puoi anche venderlo e farci un po' di plusvalenza, ma ti tocca sostituirlo con uno magari più scarso, che ti costa inevitabilmente di più.
  6. Avesse risposto "i ragazzi mi aiuteranno" sarebbe stato ben diverso. Se sei il leader della squadra, non è che speri aiuto dai calciatori, lo esigi: che cavolo!
  7. Non mi permetto di esprimere giudizi su Sarri come persona, che merita sempre e comunque rispetto. Premesso questo, mi sembra palese che il principale problema sia quanto la squadra manchi di motivazione, convinzione nei propri mezzi in alcuni interpreti e concentrazione in altri. Non ho nessuna competenza calcistica, ma, da persona che vive le organizzazioni, penso sia inaccettabile che il LEADER tecnico, MOTIVAZIONALE e ORGANIZZATIVO della squadra, cioè l'allenatore, deleghi ad un membro dello staff la gestione del rapporto con una trentina di calciatori, tutti superprofessionisti con curricula eccellenti (alla fin fine non parliamo mica di un gruppo di migliaia di persone). Nemmeno un monumento del calcio mondiale, un allenatore riconosciuto e venerato da tutti, potrebbe permettersi una leggerezza del genere. Altrettanto inaccettabile è che Sarri si permetta inopinatamente di spiattellare in mondovisione la propria incapacità di comunicare con il gruppo (d'altra parte, come possa pensare di farlo per interposta persona è ben difficile da immaginare). IMHO non c'è tempo da perdere, perché siamo sul crinale della montagna e, se continuano a tremarci le gambe, a questi livelli sportivi è un attimo precipitare di sotto. Per quanto mi riguarda, si deve immediatamente rimettere Allegri alla guida della squadra fino a giugno. E' sotto contratto, è un maestro nella gestione del gruppo, è abituato a immaginare e scovare soluzioni con le persone di cui dispone ed è ben conosciuto dalla gran parte della squadra. Senz'altro è anche animato da spirito di rivalsa, dopo il (comprensibile ma mal riuscito negli esiti) defenestramento dell'anno scorso. Poi, a giugno, si ragionerà sul futuro e sull'eventuale ripresa di un percorso di rinnovamento della mentalità, con un allenatore nuovo che porti sì un'idea di calcio non speculativo, ma che garantisca anche carisma e capacità gestionali di massimo livello, come si richiede alla Juve.
  8. Per CR7 sarebbe uno stimolo incredibile, secondo me si fermerebbe alla Juve fino a 40 anni
  9. Ma al momento non è rotto Pogba? Da poco si è operato alla caviglia se non ricordo male
  10. Un paese che si rispetti sarebbe dunque la Germania nazista, oppure la Corleone dei tempi d'oro della mafia?
  11. Di sicuro faranno più fatica a rinforzarsi a gennaio
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