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fc1976

Tifoso Juventus
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  1. https://www.calcioefinanza.it/2022/09/07/pogba-operazione-tempi-recupero-intervista/ L’operazione al menisco di Paul Pogba è un tema che continua a tenere banco in casa Juventus. Dopo l’infortunio dello scorso luglio, il centrocampista ha infatti scelto inizialmente la terapia conservativa, salvo dover tornare sui suoi passi nei giorni scorsi, con il francese che è finito sotto i ferri. Calcio e Finanza ha analizzato la situazione con il professor Roberto Rossi, specialista in ortopedia e traumatologia, primario all’ospedale Mauriziano di Torino, professore ordinario all’Università di Torino e consulente della Juventus che ha operato proprio il giocatore francese nei giorni scorsi. Professor Rossi, quale erano le condizioni di Pogba prima dell’operazione? «L’ultima risonanza aveva evidenziato un peggioramento della lesione meniscale. Probabilmente l’ultima attività che ha fatto, un iniziale percorso di corsa e l’esercizio di carico, ha peggiorato la situazione. Il ginocchio era quasi bloccato, compromettendo la situazione: non c’era più la minima possibilità di pensare a terapie conservative. Anche perché già altri due colleghi a Los Angeles e a Lione avevano evidenziato la necessità dell’intervento, era palese. Il calciatore si era rifiutato e purtroppo non si poteva andare contro la sua scelta, spesso poi il problema è legato più che altro a chi circonda i calciatori». Da questa situazione, quindi, la decisione ora di finire sotto i ferri. Si è parlato di otto settimane per il recupero: è la tempistica corretta? «Le otto settimane di cui si parla sono legate a un normale percorso fatto di una prima parte di fisioterapia blanda, poi seguita da una più aggressiva per recuperare il tono muscolare, senza difficoltà. Il problema sarà capire come reagisce il ginocchio, perché se dovesse reagire infiammandosi il percorso sarebbe più complesso. Per cui ora non si possono fare previsioni su questo tema, le prime settimane post-operatorie faranno capire se il ginocchio risponde in maniera positiva, senza dolore quindi, o se il percorso riabilitativa dovrà essere rallentato per ridurre le eventuali infiammazioni. Il giocatore sperava di rientrare il prima possibile con la terapia conservativa, si fosse operato subito avrebbe risolto tutti i problemi, sia in chiave Juventus che in chiave Francia verso i Mondiali, considerando che l’infortunio era di 45 giorni fa». Quindi si può dire che ha sbagliato a non volersi fare operare subito? «Sì, ha sbagliato a non operarsi subito, il non farsi operare subito ha peggiorato la lesione. La prima risonanza dopo l’infortunio era un conto, adesso è tutt’altra situazione. La lesione è peggiorata, è una crepa: se prosegue devi rimuovere anche di più e sacrificare una parte in più per avere meno problemi. Forse i giocatori hanno troppo potere anche su questi temi che sono comunque complessi, le società devono avete un po’ più di impatto nel dare le corrette linea guida». L’aver ritardato l’operazione può avere impatto anche sul resto della carriera? «Il problema tendenzialmente delle meniscectomie è la condrolisi, ovverosia l’iniziale sofferenza della cartilagine. La sua cartliagine però era in ottime condizioni. Non va dimenticato però che lui era già stato operato anche sull’altro ginocchio, certo era più giovane e ha recuperato diversamente. Resta comunque un punto di domanda, al momento è impossibile fare una previsione su quanto possa ancora giocare ad alto livello. Sicuramente di anni ne ha ancora, bisogna vdere a che livello e tutto dipenderà da come reagirà il ginocchio. Inoltre, bisogna anche tenere conto dell’età, nei calciatori da 30 a 35 anni stiamo vedendo sempre più problematiche a livello muscolare perché le fibre tendono naturalmente a indebolirsi, sono tutte cose di cui bisognerà tenere conto». Il tema del calendario sempre più compresso, in questo senso, è un problema anche a livello medico? «È certamente legato ad aspetti economici, ma siamo arrivati all’estremo. Tanti calciatori faranno sempre più fatica a seguire un calendario così complicato. Ci sono ormai tanti modi per cercare di limitare e proteggere i giocatori dagli infortuni legati ai sovraccarichi a livello muscolare, possono essere trattati in ogni modo ma ci sono limiti fisici e biologici. Di Cristiano Ronaldo ce n’è uno solo, ma anche lui sta iniziando a far vedere un calo, è inevitabile. È una questione biologica di cui, però, il calendario calcistico non sembra tenere conto».
  2. sembrano le strategie di gara della ferrari… Comunque se dipendesse da me pogba non l’avrei mai ritesserato, e a questo punto farei di tutto per liberarmene il prima possibile
  3. Se la squadra continua a giocare cosi per me non merita di andare oltre il quinto-sesto posto (o anche qualcosa sotto). per le potenzialità è da scudetto
  4. Più o meno siamo come lo scorso anno, o qualcosa sotto.
  5. Se a calcio si facessero punti non superando mai la metà campo e senza fare tiri in porta, saremmo la squadra più forte di sempre
  6. 2 mesi di stop, a novembre c'è la pausa dei mondiali, ci rivediamo a gennaio?
  7. In un mercato dove girano sempre meno soldi, dove nessuno è disposto a spendere eventualmente 1 euro per prendere un nostro giocatore, dove giocatori che chiedono contratti ormai non più attuabili per le mutate condizioni storico/economiche non trovano nessuna squadra disposta a darglieli, non capisco perché dovremmo spendere dei soldi in operazioni come questa. Morata per certi versi vale quanto il nostro berna, ovvero, 0 di cartellino, e lo stipendio che può permettersi una squadra media. Questo è il mercato di morata e a queste condizioni dovrebbe essere trattato eventualmente. Se invece morata ha la fila a cifre fuori mercato, allora noi non dovremmo neanche provarci.
  8. Alle Juve servirebbero più giocatori con gli attributi (tipo vidal, manzo, chiellini) o giocatori seri e sempre sul pezzo (tipo barzagli), piuttosto che cercare giocatori in stile dybala, sandro o berna. E non parlo chiaramente delle qualità tecniche, ma piuttosto di qualità "umane". La juve negli ultimi anni ha tralasciato colpevolmente il fattore umano del giocatore scelto e oggi ci ritroviamo una rosa moscia e poco disposta al vero sacrificio o incapace di reagire. Per me la componente caratteriale vale almeno quanto quella tecnica, se non addirittura di più.
  9. Il grande errore della Juve degli ultimi anni sono stati i rinnovi, fatti in base ad una logica di mercato ormai non più applicabile. Si è pensato di prolungare i contratti di giocatori finiti per non farli andare via a zero, quando in realtà il loro effettivo valore di mercato era proprio zero. I prolungamenti hanno solo allungato l'agonia ed aumentato i costi. Finalmente hanno capito che certi giocatori vanno purtroppo solo portati a scadenza ed arrivederci a mai più.
  10. Quando si mette in discussione lo staff, in realtà si sta mettendo in discussione chi quello staff lo ha scelto e imposto.
  11. io voto rabiot, per le aspettative che si avevano su di lui. In campo è nullo, trasparente, a volte neanche ti accorgi che sta giocando
  12. Bene la politica dei non rinnovi, tanto non li vendi lo stesso. Il male minore è portarli tutti a zero (certi giocatori), se non si riesce a cederli prima. La lista è ancora lunga...
  13. ma su morata che facciamo? lo ridiamo indietro, si?
  14. Bene così, sono stato un grande estimatore di Dybala, ma in questi anni ha dato poco o nulla, pretende milioni, a queste condizioni ce ne faremo una ragione, grazie. Il problema comunque non è dybala, ma gli altri di cui ci dobbiamo liberare ed ai quali dobbiamo riservare il medesimo trattamento. Se non dai nulla alla Juve ed anzi sei dannoso sul campo e per le casse, devi trovarti un’altra squadra o andrai a scadenza. Nessun rinnovo, se non per quei pochissimi meritevoli.
  15. non rinnovare, come non rinnovare molti altri giocatori, prestiti compresi
  16. Si ma in maniera sempre timida e compassata, tant'è che poi il pensiero anche del mister andava ai supplementari piuttosto che a cercare la vittoria. Il mio pensiero è che affrontiamo queste gare con una mentalità perdente in partenza, basata sul non prenderle piuttosto che pensare a darle e che al primo episodio poi ci sciogliamo, perchè inconsciamente quella era la nostra paura. Torniamo sempre li alla mentalità attuale, al vincere di misura, al non prenderle, a fare i calcoli sui 180 minuti, etc. Per me, opinione personale, così parti sconfitto in partenza.
  17. Lo speculare non lo intendo nei confronti del gioco dell'avversario, ma come atteggiamento complessivo nei confronti della/e gara/e. La Juve non si espone, non cerca il risultato, ma spera che senza subire prima o poi il risultato arrivi "da solo".
  18. Il problema di queste partite è che questa juve scende in campo non per vincere, ma per cercare di prolungare il più possibile l'equilibrio nella gara e/o nei 180 minuti, sperando di sfruttare al massimo le poche occasioni che si presentano o che raramente ci creiamo. A volte, soprattutto se hai fortuna, questo atteggiamento può anche pagare, ma alla lunga, invece ti sfavorisce, anche perchè se l'equilibrio si spezza a favore dell'avversario, noi andiamo nel panico più totale e finisce come ieri, e come altre volte precedenti, anche contro avversari molto abbordabili. E' una questione di atteggiamento, non scendiamo in campo per vincere, ma per speculare. Quando non riesci a speculare, perdi al 100%
  19. io sinceramente non mi aspettavo un granchè dalla CL, quindi non sono stupito dall'eliminazione. Continuo a pensare che questa squadra vada ancora ricostruita e quindi mi aspetto cessioni, nessun rinnovo, giocatori portati a scadenza (tanti), e zero riscatti.
  20. L'ingenuità, quando sai che hai il mondo contro, va purtroppo pagata come una colpa. Se ci siamo fatti beccare "ancora" scoperti dopo "calciopoli" e tutti i successivi tentativi di attaccare la Juve, allora ci meritiamo di pagare questa debolezza. Se chi dirige la Juve ancora non sa o non ha capito che non può fare mezzo passo oltre una certa linea, allora ai miei occhi è colpevole perchè espone la Juventus a qualsiasi attacco esterno. Tanto poco importa se sei effettivamente colpevole o meno o se ci sono altri colpevoli, l'obiettivo è colpire la Juve in tutti i modi possibili. Chi dirige questa Juve glielo ha permesso e questo basta per farmi essere pessimista ed in qualche modo pensare che in fin dei conti ce lo meritiamo, non tanto perchè siamo effettivamente colpevoli, ma perchè siamo noi che abbiamo dato le armi ai nostri avversari per colpirci.
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