andrea 1798 Joined: 01-Jun-2005 4689 messaggi Inviato May 15, 2025 Di G.B. Olivero · 14 mag 2025 Non basta correre, bisogna saperlo fare. Ed è importante capire i tempi, le situazioni, gli ambienti, il peso e la specificità delle maglie. Stephan Lichtsteiner è partito da Adligenswil, 5.000 abitanti vicino a Lucerna, ed è diventato lo straniero più scudettato della Serie A. «Ho vinto sette campionati e molti trofei, ma ho anche perso tanto: due finali di Champions con la Juve, una di Europa League con l’Arsenal. Lo sport è così. Da giovane coltivavo i miei sogni, ma mi allenavo duramente per realizzarli mentre prendevo il diploma assicurandomi un eventuale impiego in banca, se con il calcio non fosse andata bene». Invece è andata molto bene, su e giù per la fascia, difendendo e attaccando, in quattro dei cinque campionati più importanti (alla collezione manca solo la Liga), con tanti momenti a cui ripensare anche se Licht non è tipo da stare seduto sul divano a farsi coccolare dai ricordi: «Ho allenato nel settore giovanile e adesso sono sulla panchina del Wettswil-Bonstetten, quarta divisione. Voglio maturare con calma, devo capire se sono capace di fare questo lavoro». ▶ Quando ha capito di essere un bravo giocatore? «Quando alla Lazio Delio Rossi e Reja mi hanno aiutato a migliorare la fase difensiva. Mi aveva scelto Walter Sabatini, fu una bella esperienza. Nel 2009 vincemmo la Coppa Italia ai rigori contro la Sampdoria. Parità dopo i primi cinque tiri. Io calciai il sesto: me la sentivo, mi piace la pressione positiva. E segnai». ▶Arrivò alla Juve nell’estate del 2011, il momento della svolta. Quanto erano massacranti gli allenamenti con Conte? «Molto. Però non è quella la cosa che più mi resta nella mente. Conte ti mandava in campo sapendo tutto: cosa avrebbero fatto gli avversari, cosa sarebbe successo, come reagire a ogni situazione tattica. Avevamo sempre qualcosa in più. Giocare con la Juve è completamente diverso e Conte te lo faceva capire. Ci diceva sempre che per restare nella storia bisogna vincere. Il primo anno all’inizio credeva solo lui di poter fare qualcosa di grande. Noi ci fidammo di Antonio, gli andammo dietro, riuscimmo a reggere lo stress mentale e negli ultimi due mesi eravamo convintissimi di farcela». ▶ Il suo nome resterà per sempre nella storia dello Stadium, grazie a quel primo gol al Parma che mostrò la speciale connessione con Pirlo. «Vero, ma io preferisco restare nella storia per i sette scudetti. Quel gol, comunque, fu importante perché nelle amichevoli estive qualcosa non funzionava e vincere al debutto ci diede fiducia. Con Andrea c’era questo feeling speciale: se scattavo con i tempi giusti, la palla arrivava. Era una cosa naturale, non la provavamo nemmeno tanto in allenamento. E non c’era bisogno che gliela chiamassi, perché Andrea aveva occhi dappertutto». ▶ Quale scudetto si è goduto di più? «Sembrerà banale, ma sono davvero tutti uguali. Certe volte è sembrato che per noi fosse facile, ma non lo è mai perché mentalmente senti di dover vincere per forza. Nel 2015-16 la rimonta fu incredibile: dopo il gol di Cuadrado nel derby cominciò una serie lunghissima di vittorie consecutive. Non fu mica una cosa normale. L’ultimo scudetto, cioè quello del 2017-18, è stato il più sofferto: noi siamo stati bravi, ma non perfetti e il Napoli ci stava addosso. Me lo sono goduto, anche se sapevo che sarei andato via». ▶ Tre momenti meno felici. La finale di Berlino? «Eravamo vicinissimi, dopo il pareggio di Morata potevamo passare in vantaggio. Il pizzico di fortuna che a volte avevamo in campionato non l’abbiamo mai avuto in Europa. Ma non bisogna cercare alibi, piuttosto capire contro chi abbiamo perso le finali: il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar, il Real Madrid di Ronaldo. Con tutto il rispetto per altre squadre, non è la stessa cosa». ▶ Il problema al cuore? «Non ho avuto paura. Mi hanno spiegato la situazione, ero in ottime mani e non ho mai temuto di dover smettere». ▶ Le due esclusioni dalla lista Champions? «Scelte tecniche di Allegri, ma in entrambi i casi a gennaio sono rientrato. C’ero rimasto male, ma nella vita le cose negative succedono. Bisogna reagire». ▶Ha mai visto Buffon arrabbiato come al Bernabeu dopo quel famoso rigore? «No, mai. Ma il rammarico dobbiamo averlo per lo 0-3 dell’andata: eravamo forti, non doveva succedere. Poi, certo, resta quella decisione sbagliata dell’arbitro, ma fa parte del calcio. Non era giusto, però si deve accettare». ▶ Perché disse no all’Inter? «Per serietà: amo la Juve e quindi non potevo giocare nell’Inter. Adesso soffro da tifoso, ma presto torneremo a vincere». ▶ Il “4 e a casa” a Lamela durante Juve-Roma? «Non sapevo del gesto simile fatto da Totti anni prima. Lamela continuava a parlare e a insultare, eravamo 4-0 per noi, gli ho fatto presente che era meglio smetterla...». ▶ Cosa le resta dentro degli anni alla Juve? «La mentalità: devi dare il massimo, vinci, ti godi il momento e ricominci subito a dare il massimo inseguendo un’altra vittoria. Ci sono giocatori fatti per la Juve e altri, pur bravi, che non sono fatti per la Juve. Nel primo gruppo ci sono quelli che riescono a gestire lo stress, che hanno la lucidità di andare oltre il momento o il risultato, che sanno lanciare i messaggi giusti ai compagni, che capiscono cosa significa davvero indossare quella maglia, che imparano da chi c’era prima di loro e poi insegnano a chi arriva». 7 1 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Drew881 2127 Joined: 03-Mar-2007 21788 messaggi Inviato May 15, 2025 Grandissimo giocatore LICHT Non era Dani Alves o Marcelo, ma quella fascia destra se la mangiava per tutti i 90 minuti. Avercene di giocatori con la sua attitudine ora... 8 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Mugiwara 2133 Joined: 02-Dec-2006 20325 messaggi Inviato May 15, 2025 Ho perfino imparato a scrivere il suo cognome senza cercarlo su internet da quanto lo adoravo Grandissimo Lichtsteiner 1 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
I Love Vladimir Jugovic 5314 Joined: 10-Oct-2008 6935 messaggi Inviato May 15, 2025 Giocatore sottovalutatissimo, con una mentalità pazzesca. Lo amavo, perchè per lui ogni partita era una guerra ed ogni avversario era un nemico da abbattere. Lui non faceva sorrisini, non era amico di nessuno, cercava lo scontro con tutti. Quanto gli ho voluto bene 8 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
KevinKaslana 4860 Joined: 12-Aug-2011 24635 messaggi Inviato May 15, 2025 Ridatemi gente come Lichtsteiner! 2 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Xqaz_Bartaliano 3861 Joined: 26-Apr-2009 6357 messaggi Inviato May 15, 2025 Mangerebbe in testa a tutti gli attuali difensori! 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Don_Giovanni 5085 Joined: 15-Mar-2023 11809 messaggi Inviato May 15, 2025 3 ore fa, Drew881 ha scritto: Grandissimo giocatore LICHT Non era Dani Alves o Marcelo, ma quella fascia destra se la mangiava per tutti i 90 minuti. Avercene di giocatori con la sua attitudine ora... Se fosse stato brasiliano, probabilmente sarebbe conosciuto e ammirato come Dani Alves e Marcelo Perché Dani Alves non sapeva proprio come difendere. Lichtsteiner era buono ovunque.. Grande Stéphane 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
E.T. 17908 Joined: 19-Nov-2011 80698 messaggi Inviato May 15, 2025 il mio svizzerotto preferito Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
gianky99 9078 Joined: 18-Oct-2008 80709 messaggi Inviato May 15, 2025 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
TPN 5423 Joined: 01-Jun-2005 10896 messaggi Inviato May 15, 2025 Mamma mia quanto ci mancano giocatori del genere! 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Michel_Yildiz.10 6565 Joined: 11-Apr-2006 44140 messaggi Inviato May 15, 2025 Ridatemi gente come Lichtsteiner!Su questo forum sempre criticatoInviato dal mio RMX3851 utilizzando Tapatalk Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
gsm88 3044 Joined: 02-Jun-2005 15720 messaggi Inviato May 15, 2025 Un treno sulla fascia, e uno che si faceva rispettare. Grande Licht Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Spartony 5386 Joined: 09-Jan-2011 23549 messaggi Inviato May 15, 2025 qui dentro c'era la caccia all'uomo su licht per i cross sparati in petto agli avversari. scrissi che quelli come lui capisci quanto valgono solo quando non li hai più in squadra. io ho sempre adorato l'attitudine che aveva e l'attenzione che ci metteva. oltre ai 15 km a partita fatti su e giù a tutta fascia grandissimo! 2 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Gelone 15681 Joined: 03-Jun-2005 53888 messaggi Inviato May 15, 2025 Mi ha fatto piacere leggere l'intervista Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Homer_Simpson 10335 Joined: 01-Jan-2009 62922 messaggi Inviato May 15, 2025 Uno dei pilastri della nostra rinascita, spesso ingiustamente sottovalutato. Nel 2016-17 avevamo lui e Dani Alves a destra con Evra e Sandro a sinistra. Bei tempi Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Michel_Yildiz.10 6565 Joined: 11-Apr-2006 44140 messaggi Inviato May 15, 2025 qui dentro c'era la caccia all'uomo su licht per i cross sparati in petto agli avversari. scrissi che quelli come lui capisci quanto valgono solo quando non li hai più in squadra. io ho sempre adorato l'attitudine che aveva e l'attenzione che ci metteva. oltre ai 15 km a partita fatti su e giù a tutta fascia grandissimo!Su questo forum nessuno si sente offeso nessuno di noi capisce un c****Inviato dal mio RMX3851 utilizzando Tapatalk 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Moltres 592 Joined: 01-Jul-2016 1423 messaggi Inviato May 15, 2025 7 ore fa, andrea ha scritto: Perché disse no all’Inter? «Per serietà: amo la Juve e quindi non potevo giocare nell’Inter. Una parola semplicissima: serietà. Vero, Andonio? Vero, Juan? 7 ore fa, andrea ha scritto: Ci sono giocatori fatti per la Juve e altri, pur bravi, che non sono fatti per la Juve. Questo andrebbe fatto capire anche a chi si occupa del mercato. Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Marcus P. 2467 Joined: 19-Aug-2008 11128 messaggi Inviato May 15, 2025 questo come mentalità era a livello dei grandissimi, prima e dopo di lui su quella fascia abbiamo avuto solo pippe... 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
*Vegeta* 20324 Joined: 18-May-2006 96445 messaggi Inviato May 15, 2025 8 ore fa, andrea ha scritto: Di G.B. Olivero · 14 mag 2025 Non basta correre, bisogna saperlo fare. Ed è importante capire i tempi, le situazioni, gli ambienti, il peso e la specificità delle maglie. Stephan Lichtsteiner è partito da Adligenswil, 5.000 abitanti vicino a Lucerna, ed è diventato lo straniero più scudettato della Serie A. «Ho vinto sette campionati e molti trofei, ma ho anche perso tanto: due finali di Champions con la Juve, una di Europa League con l’Arsenal. Lo sport è così. Da giovane coltivavo i miei sogni, ma mi allenavo duramente per realizzarli mentre prendevo il diploma assicurandomi un eventuale impiego in banca, se con il calcio non fosse andata bene». Invece è andata molto bene, su e giù per la fascia, difendendo e attaccando, in quattro dei cinque campionati più importanti (alla collezione manca solo la Liga), con tanti momenti a cui ripensare anche se Licht non è tipo da stare seduto sul divano a farsi coccolare dai ricordi: «Ho allenato nel settore giovanile e adesso sono sulla panchina del Wettswil-Bonstetten, quarta divisione. Voglio maturare con calma, devo capire se sono capace di fare questo lavoro». ▶ Quando ha capito di essere un bravo giocatore? «Quando alla Lazio Delio Rossi e Reja mi hanno aiutato a migliorare la fase difensiva. Mi aveva scelto Walter Sabatini, fu una bella esperienza. Nel 2009 vincemmo la Coppa Italia ai rigori contro la Sampdoria. Parità dopo i primi cinque tiri. Io calciai il sesto: me la sentivo, mi piace la pressione positiva. E segnai». ▶Arrivò alla Juve nell’estate del 2011, il momento della svolta. Quanto erano massacranti gli allenamenti con Conte? «Molto. Però non è quella la cosa che più mi resta nella mente. Conte ti mandava in campo sapendo tutto: cosa avrebbero fatto gli avversari, cosa sarebbe successo, come reagire a ogni situazione tattica. Avevamo sempre qualcosa in più. Giocare con la Juve è completamente diverso e Conte te lo faceva capire. Ci diceva sempre che per restare nella storia bisogna vincere. Il primo anno all’inizio credeva solo lui di poter fare qualcosa di grande. Noi ci fidammo di Antonio, gli andammo dietro, riuscimmo a reggere lo stress mentale e negli ultimi due mesi eravamo convintissimi di farcela». ▶ Il suo nome resterà per sempre nella storia dello Stadium, grazie a quel primo gol al Parma che mostrò la speciale connessione con Pirlo. «Vero, ma io preferisco restare nella storia per i sette scudetti. Quel gol, comunque, fu importante perché nelle amichevoli estive qualcosa non funzionava e vincere al debutto ci diede fiducia. Con Andrea c’era questo feeling speciale: se scattavo con i tempi giusti, la palla arrivava. Era una cosa naturale, non la provavamo nemmeno tanto in allenamento. E non c’era bisogno che gliela chiamassi, perché Andrea aveva occhi dappertutto». ▶ Quale scudetto si è goduto di più? «Sembrerà banale, ma sono davvero tutti uguali. Certe volte è sembrato che per noi fosse facile, ma non lo è mai perché mentalmente senti di dover vincere per forza. Nel 2015-16 la rimonta fu incredibile: dopo il gol di Cuadrado nel derby cominciò una serie lunghissima di vittorie consecutive. Non fu mica una cosa normale. L’ultimo scudetto, cioè quello del 2017-18, è stato il più sofferto: noi siamo stati bravi, ma non perfetti e il Napoli ci stava addosso. Me lo sono goduto, anche se sapevo che sarei andato via». ▶ Tre momenti meno felici. La finale di Berlino? «Eravamo vicinissimi, dopo il pareggio di Morata potevamo passare in vantaggio. Il pizzico di fortuna che a volte avevamo in campionato non l’abbiamo mai avuto in Europa. Ma non bisogna cercare alibi, piuttosto capire contro chi abbiamo perso le finali: il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar, il Real Madrid di Ronaldo. Con tutto il rispetto per altre squadre, non è la stessa cosa». ▶ Il problema al cuore? «Non ho avuto paura. Mi hanno spiegato la situazione, ero in ottime mani e non ho mai temuto di dover smettere». ▶ Le due esclusioni dalla lista Champions? «Scelte tecniche di Allegri, ma in entrambi i casi a gennaio sono rientrato. C’ero rimasto male, ma nella vita le cose negative succedono. Bisogna reagire». ▶Ha mai visto Buffon arrabbiato come al Bernabeu dopo quel famoso rigore? «No, mai. Ma il rammarico dobbiamo averlo per lo 0-3 dell’andata: eravamo forti, non doveva succedere. Poi, certo, resta quella decisione sbagliata dell’arbitro, ma fa parte del calcio. Non era giusto, però si deve accettare». ▶ Perché disse no all’Inter? «Per serietà: amo la Juve e quindi non potevo giocare nell’Inter. Adesso soffro da tifoso, ma presto torneremo a vincere». ▶ Il “4 e a casa” a Lamela durante Juve-Roma? «Non sapevo del gesto simile fatto da Totti anni prima. Lamela continuava a parlare e a insultare, eravamo 4-0 per noi, gli ho fatto presente che era meglio smetterla...». ▶ Cosa le resta dentro degli anni alla Juve? «La mentalità: devi dare il massimo, vinci, ti godi il momento e ricominci subito a dare il massimo inseguendo un’altra vittoria. Ci sono giocatori fatti per la Juve e altri, pur bravi, che non sono fatti per la Juve. Nel primo gruppo ci sono quelli che riescono a gestire lo stress, che hanno la lucidità di andare oltre il momento o il risultato, che sanno lanciare i messaggi giusti ai compagni, che capiscono cosa significa davvero indossare quella maglia, che imparano da chi c’era prima di loro e poi insegnano a chi arriva». dio cristo che uomo e che giocatore.... Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Servillo23 5746 Joined: 03-Jan-2006 35837 messaggi Inviato May 15, 2025 All'epoca, quando stava alla Lazio, scrissi un articolo su di lui indicandolo come profilo perfetto per la Juventus. E direi che ci ho azzeccato, visto che non solo si è rivelato uno degli elementi più importanti della nostra rinascita ma anche uno dei top 3 terzini destri della nostra storia moderna. 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Ca$a 5815 Joined: 22-May-2006 19837 messaggi Inviato May 16, 2025 Fortissimo e un incubo per i guardalinee 1 Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Don_Giovanni 5085 Joined: 15-Mar-2023 11809 messaggi Inviato May 16, 2025 Il 15/05/2025 alle 17:43 , Marcus P. ha scritto: questo come mentalità era a livello dei grandissimi, prima e dopo di lui su quella fascia abbiamo avuto solo pippe... Dani Alves? Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Ca$a 5815 Joined: 22-May-2006 19837 messaggi Inviato May 17, 2025 11 ore fa, Don_Giovanni ha scritto: Dani Alves? Alla Juve ha reso meno di quello che poteva, anche per il cagonismo di Allegri Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Dani_82 5757 Joined: 01-Jun-2005 46198 messaggi Inviato May 17, 2025 licasteri Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Zico1982 5895 Joined: 18-Apr-2019 21642 messaggi Inviato May 17, 2025 Il 15/05/2025 alle 13:17 , Don_Giovanni ha scritto: Se fosse stato brasiliano, probabilmente sarebbe conosciuto e ammirato come Dani Alves e Marcelo Perché Dani Alves non sapeva proprio come difendere. Lichtsteiner era buono ovunque.. Grande Stéphane Dai che i 2 brasiliani erano di un altra categoria...non c'entra la nazionalità in questo caso... Lichtsteiner era un gran lavoratore, correva tanto e per questo era considerato molto dai suoi allenatori.... Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti