Braccio di Ferro
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Cristiano Giuntoli, il DG della Juventus
Braccio di Ferro ha risposto al topic di Morpheus © in Cestino
Con il massimo rispetto per le opinioni e visioni di tutti ma, vorrei capire: 1) dopo sette scudetti consecutivi a cui si erano aggiunte negli ultimi tempi le vittorie in Coppa Italia quasi fossero formalità sancendo un dominio totale nel suolo italico; 2) dopo gli ultimi mercati passati a poggiare le palle in testa alle dirette concorrenti andando a prendere i loro uomini di punta; 3) dopo due finali di Champions negli ultimi quattro anni; 4) dopo l'essere diventanti in Europa la quarta o quinta potenza (abbiamo battagliato, finali escluse, quasi alla pari con tutte le superpotenze); 5) dopo aver quadruplicato il fatturato; 6) dopo aver messo su una struttura unica in Italia almeno (stadio di proprietà, squadra B, women)... Qual era esattamente il passo a misura della gamba? A me sembrò del tutto naturale andare a prendere il miglior giocatore al Mondo in circolazione. Dopodiché, non mi stancherò mai di ripeterlo, mica preso Ronaldo e attraversata la Pandemia ci siamo trovati pezze al c**o e abbiamo smesso di investire. Abbiamo continuato, fino all'ultimo mercato... L'unica vera costante degli ultimi 7-8 anni è stato sistematicamente sbagliare gli investimenti, secondo me Ronaldo ampiamente escluso.- 12244 risposte
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Cristiano Giuntoli, il DG della Juventus
Braccio di Ferro ha risposto al topic di Morpheus © in Cestino
Grandissimo. L'unica pecca dei nostri è stata forse essere poco "furbi" sapendo che la Juve è attenzionata continuamente da trent'anni dalla Procura di Torino (e occorrerebbe anche interrogarsi sul perché...) ma è profondamente iniquo pensare di essere stati gli unici a pagare ma gli unici in regola. È proprio vero che, in un mondo di matti, è considerato tale l'unico sano di mente.- 12244 risposte
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Cristiano Giuntoli, il DG della Juventus
Braccio di Ferro ha risposto al topic di Morpheus © in Cestino
Sì, però mica preso Ronaldo poi si è smesso di investire. Si è fatto player trading spinto, magari condizionato pesantemente, si è mossa la "potenza di fuoco" ed è andata malissimo. Perché gli investimenti sono stati fatti e si è anche comprato il meglio (apparentemente) sul mercato, badando poco al prezzo, finanche nell'ultima sessione di calciomercato. Questo testimonia che tutto siamo stati, tranne che con l'acqua alla gola come spesso si crede. Una Società con l'acqua alla gola dismette e poi si arrangia con un mercato di bassissimo profilo. Noi abbiamo puntato all'abbassamento del monte ingaggi (che è il costo vivo maggiore) ma garantendo una potenza di spesa da big. Quel che è stato "statisticamente" difficile e oggettivamente poco accettabile è l'aver sbagliato tutti gli investimenti (direi praticamente da Cardiff, Ronaldo e Bremer esclusi, vediamo però il secondo come recupera, ma lì non ci sono colpe).- 12244 risposte
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Sai cosa mi fa rabbia estrema? Che le squadre di oggi non solo non si avvicinano minimamente a Real e Barca del decennio scorso ma sono abbondantemente al di sotto anche delle Juve di quel periodo e che, inoltre, non sarebbe stato affatto difficile per noi mantenere quel livello fino ad oggi. E sai perché dico questo? Non tanto per le vittorie in sé (che ovviamente mi farebbero piacere ma non come vent'anni fa, perché la penso come te, dal 2006 siamo su una linea alterata del tempo, è tutto illegittimo a monte) ma perché la Juve che vince (ed eventualmente stravince) è l'unica parziale "vendetta" capace quanto meno di zittire e far mangiare il fegato a chi gode della nostra sofferenza, pur sapendo che il tutto avviene ingiustamente e abusivamente. E allora dobbiamo stare attentissimi visto le voci che girano ora... Mah... Credo che il Real abbia dato ad Ancelotti molto più di quanto Ancelotti abbia dato al Real. Stima per Carletto soprattutto a livello mentale, perché sono trent'anni e più che allena accettando sempre sfide al vertice e mentalmente non è facile, altri si sono ritirati da un pezzo. Ma non è, tecnicamente, quell'allenatore inarrivabile che la stampa e la propaganda (antijuventina) spesso descrivono. Condivido la tua preoccupazione. Però, piuttosto che rimanere nelle mani di un JE, mi piacerebbe all'orizzonte un nuovo Gianni Agnelli (o Umberto, ancor meglio). Mi piacerebbe tanto vedere un AA che combatte a "mani libere" dal cugino (che in realtà è il nipote, tecnicamente), con magari soci investitori forti e seri alle spalle. Perché c'è un dato, secondo me incontrovertibile: sicuramente ottimo nei primi anni, abbondantemente da rivedere negli ultimi, ma AA ha mostrato di essere estremamente più preparato di qualsiasi altro Presidente in giro. Negli interventi pubblici in cui esponeva la sua vision sul calcio, aveva lucidità, padronanza, capacità di analisi veramente distanti da quelle manifestate da tutto il resto dei dirigenti di vertice.
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Cristiano Giuntoli, il DG della Juventus
Braccio di Ferro ha risposto al topic di Morpheus © in Cestino
Io ho queste informazioni di prima mano, da parte di un DG del mondo del calcio. Poi magari mi ha detto delle balle ma in generale è una persona affidabile. Preciso che non ho mai chiesto approfondimenti. La Juve, per il dopo Allegri 1.0, punta Pochettino. Non stiamo ora a valutare a posteriori se la scelta fosse giusta o meno, in quel momento sembrava uno dei top europei, molto in rampa di lancio. Era chiaro che si voleva fare all-in e, sinceramente, dopo 8 scudetti consecutivi e varie coppe nazionali, due finali di Champions e l'acquisto di Ronaldo, devi puntare al tetto del Mondo. Ma Pochettino non arriva, salta. A quel punto si sceglie Sarri, poiché si rimane un po' col cerino in mano. Lì è avvenuto il grave errore di AA, la sliding door che ha determinato il nostro crollo e l'ascesa dell'Inter: in quel momento riprendi Conte, senza se.e senza ma. Se. non puoi fare l'all in desiderato, prendi chi è certamente capace di aiutarti a prolungare il ciclo quanto meno in Italia. Con Conte, in quel momento, potevi gradualmente ricostruire la squadra e il nuovo ciclo sarebbe sorto dal primo senza soluzione di continuità. Con Conte non facevi l'all in europero, magari lo rimandavi di due o tre anni, ma continuavi a star lì in testa e evitavi l'ascesa delle altre compagini. Mio pensiero. È l'unico vero errore grave di AA:- 12244 risposte
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Esatto, l'abilità principale di Marotta è proprio dirigere un braccio operativo. Mi diceva il mio amico che è lui a voler avere "l'ultima parola". È chiaro che rappresenta la "costante", anche se a mio avviso la costante pesante è l'altra, Conte. Sull'evidenziato, era la critica che facevamo tutti: gli affari fatti sempre con gli stessi procuratori, il non voler andare su profili a maggiore impatto, ecc. È chiaro che sarebbe anche facile dire oggi che, anche a posteriori, ha ragione Marotta perché è del mestiere e noi no e sta dimostrando di poter vincere anche in altra realtà, però non facciamo l'errore di non vedere la favorevolissima congiuntura creatasi: questa Inter si laureerà campione d'Europa ma vale la metà di quella di Mourinho ed è certamente molto meno forte delle migliori Juve dell'ultimo decennio e decisamente lontana dai Real, Barca e Bayern degli scorsi anni. Due anni fa arriva in finale dopo un sorteggio del tabellone veramente iniquo. Anche in Italia, dove comunque non vince sistematicamente il campionato ogni anno sebbene sia la più attrezzata, ha vita più o meno facile perché non c'è una vera corazzata, le Juve di Allegri 1.0, nel campionato di quest'anno, avrebbero probabilmente fatto punteggio pieno. Quindi, Marotta indubbiamente bravo, ma fortunato. Se devo pensare ad un Dirigente fenomeno che rivorrei anche domani, penso a Moggi, non a Marotta.
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Mi può stare anche bene la dichiarazione a caldo, in quel momento magari mandi un certo tipo di messaggio, proteggi "i tuoi". Ma poi, il giorno dopo, prendi il coach da parte, lo ringrazi per quanto fatto, e poi lo mandi via. E riparti con l'obiettivo di vincere. (che poi in parte è ciò che Nedved e Paratici volevano fare, qualcosa è andato storto perché intanto si è tardato di altri due anni e poi perché si è virato su... Sarri)
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Cristiano Giuntoli, il DG della Juventus
Braccio di Ferro ha risposto al topic di Morpheus © in Cestino
Quando ogni tanto mi va di vedere un po' di calcio e di Juve cerco highlights del passato. Tra questi, un video che rivedo spesso e volentieri è la sequela dei gol di Ronaldo in maglia bianconera. E obiettivamente vedo cose che difficilmente ho visto fare ad altri, nel modo in cui le fa. Non riesco veramente a farmi condizionare dall'idea che Ronaldo sia stato un problema. Secondo me ha permesso di continuare a vincere e a mascherare il declino già ampiamente iniziato. Che abbia succhiato risorse economiche è vero, che la pandemia abbia giocato un brutto scherzo è vero ma che la Juve sia andata in rovina economica per il mancato eventuale ritorno dell'investimento Ronaldo, a mio avviso, non è vero. La "dimostrazione"? Da Cardiff: D. Costa, Bernardeschi, Emre Can, Morata 2.0, Cancelo, Spinazzola, De Ligt, Demiral, Romero, Locatelli, Ramsey, Rabiot, Kean 2.0, Chiesa, Kulusevski, Pogba 2.0, Di Maria, Arthur, Vlahovic, Zakaria D. Luiz, Koopmeiners, Nico Gonzales. Quella lista è l'elenco (probabilmente non esaustivo) di tutti gli investimenti fatti per cercare di rinnovare in modo progressivo e importante la rosa. Ci sono investimenti onerosi, ci sono parametri zero a cui sono stati dati ingaggi importanti. Ci sono, soprattutto, una lista interminabile di fallimenti, per vari motivi (es. D. Costa è stato un fenomeno, ma quanto è durato?) nessuno di quelli ha inciso a medio - lungo termine nella squadra. Le risorse le abbiamo avute eccome ma è dannatamente inspiegabile impiegarle tutte male. Non avessimo fallito le campagne acquisti oggi parleremmo d'altro. Non è possibile che l'unico acquisto azzeccato in tutti questi anni sia stato Bremer (insieme a Danilo che però, onestamente, è una buona, forse buonissima, riserva). Ed ecco perché sostengo che sarebbe troppo facile puntare il dito sui vari DS succedutisi negli anni, in linea teorica abbiamo sempre comprato il meglio sul mercato. C'è qualcosa che nell'equazione non torna. E di certo non è Ronaldo.- 12244 risposte
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In una competizione da dentro - fuori è una componente essenziale. Da saper ovviamente capitalizzare. Due anni fa vien fuori un tabellone completamente sballato e sproporzionato. L'Inter ha cammino facile verso la finale e trova una City talmente superiore da vincere nonostante arrivi alla finale totalmente cotto, anche dai turni precedenti. Tuttavia, proprio la "cottura" degli avversari permette ai neroazzurri di uscire a testa alta, da lì uno scatto in avanti di mentalità europea, derivante anche dagli ettolitri di incenso versati. Magari con un tabellone diverso usciva agli ottavi, la squadra veniva smantellata in seguito al fallimentare campionato e così via. Nel 2003 il MIlan scula tutti i turni ad eliminazione diretta e anche in finale, contro di noi, arriva fino ai rigori per vincere, con l'assenza del giocatore più importante della squadra avversaria (Pavel, che hai combinato...) Da lì inizia la leggenda di Ancelotti, mago della Champions e del bucio. Si potrebbero fare tanti altri esempi. Quel che so è che invece noi l'abbiamo dovuta sudare sempre e senza sconti. Abbiamo fatto dei cammini europei bellissimi, sempre, finali spesso pessime ma la nostra maledizione che indirizza la statistica nasce nel 97, nella sera in cui perdemmo col Borussia una finale già scritta. Arrivammo cotti, prendemmo gol da polli, ma l'arbitro Puhl fece il delitto perfetto. Una partita stregata e maledetta che, se fosse stata vinta, avrebbe probabilmente cambiato la storia europea della Juve per sempre.
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Perchè la nostra Juve sembra piena zeppa di giocatori scarsi e....
Braccio di Ferro ha risposto al topic di bela in Juventus Forum
Mi ero ripromessi di risponderti in modo più articolato, anche per stima, io leggo molto più di quanto scrivo e tu sei sempre preparato ed equilibrato. Premessa: i prezzi di oggi, in alcuni casi, sono realmente scappati di mano e alcune Società, per certi versi, pur facendo il giusto da un punto di vista degli affari, non fanno il bene del movimento in generale. Società come la Lazio, l'Atalanta, per certi versi il Napoli, non coltivano l'ambizione di diventare delle grandi pienamente (come ad esempio negli anni 90 la stessa Lazio o il Parma) ma mirano solo a fare utili attraverso un player trading che, in alcuni casi estremi, finisce per rovinare la carriera di alcuni calciatori a cui viene negato sia il facile passaggio in una grande, sia l'affermazione nella squadra dove milita che, come dicevo, ha ambizioni sempre limitate (es. Milinkovic Savic). Perché scrivo questo? Perché oggi Koop lo paghiamo 60 perché l'Atalanta fa ostruzionismo ai danni del calciatore, Zidane nel 96 lo pagammo 6 mld di lire (li attualizziamo a 15 milioni nel mercato attuale?) perché invece il Bordeaux fece (anche) l'interesse del calciatore. E non voglio paragonare Koop a Zidane, me ne guarderei bene. Paragono i due profili, ovvero giocatori leader tecnici in squadre medio alte, probabilmente pronti e candidati a fare il salto di qualità in una grande. A 15 milioni l'acquisto si può anche sbagliare, ne prendi un altro l'anno dopo, a 60 no. Probabilmente siamo stati polli a spendere certe cifre. Questo è il primo punto. Il secondo punto riguarda il come avviene il salto di qualità. Io non ho mai praticato calcio a livello agonistico, ho sempre fatto sport individuale, quindi non so bene cosa accade. Però ci sono decine di racconti di uno Zidane talmente fenomenale in allenamento, fin dal primo giorno a Torino, da mettere in imbarazzo i compagni di squadra. Eppure in campo per sei mesi latitò e pare arrivò a chiedere la cessione. Il motivo non lo sapremo mai, sappiamo però che ad un certo punto la musica cambiò. Ora, certamente il contesto giusto, i compagni giusti, la solidità e la serietà della Società, l'indipendenza dei risultati di squadra dalle prestazioni individuali e il non sentire il peso del costo del cartellino furono tutti elementi che giocarono a favore della tranquillità con cui Zizou potè pian piano emergere (poi mica tanto vero, se arrivò a chiedere la cessione) ma, a mio avviso, l'elemento determinante davvero fu avere Marcello Lippi. RIpeto, non so cosa voglia dire avere un allenatore in uno sport di squadra ma da osservatore esterno ritengo che in casi come questi ci voglia l'allenatore giusto. Quello capace di accompagnare il proprio giocatore nel processo in cui l'alta performance la deve saper garantire in ogni partita ed in ogni momento della partita. Ecco, secondo me, il principale problema tecnico avuto in questi anni è stata l'assenza di un allenatore con siffatte caratteristiche. Altrimenti non mi spiego come sia stato possibile bruciare qualsiasi nuovo acquisto da Cardiff in poi. E parlo di problema tecnico, perché è ovvio che la radice di ogni male è la gestione societaria e la puzza di pesce ormai rancido che viene "dalla testa", di questo penso siamo tutti più o meno d'accordo. -
Capisco quello che vuoi dire, ma non è una Scienza lineare il calcio. Ad esempio, solo in riferimento a quest'anno, è possibile che nessuno tra D. Luiz, Koop e Nico abbia fatto il salto di qualità? Nelle medio-alte avevano tutti performato bene, almeno statisticamente uno dei tre avrebbe dovuto confermarsi. Invece no. Mi domando qual è il fattore mancante se in diversi anni nessuno degli acquisti fa il salto di qualità necessario. Se almeno metà di quelli che ho elencato prima avessero fatto il salto di qualità necessario per stare in una big, oggi conteremmo ancora gli scudetti in fila, e forse non solo quelli... Per me il problema è stato l'allenatore. E intendo non l'allenatore fenomeno, bravo, europeo, giochista, attendista o quant'altro, intendo l'allenatore giusto per una squadra con diversi elementi da costruire. Io non vedo in Marotta un fenomeno alla Moggi o alla Boniperti. È bravo, indubbiamente, specialmente nel saper gestire in modo complessivo una Società. È un DG / Presidente / AD, accentra e gestisce, in passato ricordo Galliani così e poi ci provò un altro ad essere uno e trino, con scarsi risultati... Un francese, non ricordo in quale sfortunata società. Scritto questo, non ritengo che Marotta fosse una figura indispensabile in casa Juve, se ne poteva fare a meno, a patto di sostituirlo nel modo giusto, cosa che non è avvenuta. Inzaghi è un allenatore simile ad Allegri (ed infatti se ne parlava abbondantemente all'epoca come suo sostituto dopo il primo ciclo). È indubbiamente bravo, soprattutto a capitalizzare i successi su una squadra già impostata. Sono allenatori piloti: messi su un'auto altamente performante, ne ricavano il meglio. Il percorso di Inzaghi in questi anni all'Inter ricorda molto da vicino quello di Allegri nel suo primo ciclo alla Juve, speriamo lo ricordi anche nei risultati nelle finali. Marotta non credo sia andato via per colpa di Ronaldo. Pare le questioni siano altre. Ed in ogni caso il voler fare all in, in quel momento, ci stava. È stato gestito male, c'è stata la sfortuna del covid, ma è facile parlare a posteriori. Se quell'all in fosse andato bene, oggi saremmo lì a dominare. In conclusione, io non riesco proprio a vedere in Marotta l'elemento cruciale della rinascita interista così come non ritengo lo fosse nella nostra di rinascita. Ho già elencato le sue ottime capacità ma ricordiamo anche che, in entrambi i cicli, la sliding door è stata la variabile Conte.
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Non sono così d'accordo sulla prima parte. Dalla finale di Cardiff abbiamo preso: Douglas Costa, Bernardeschi, Cancelo, De Ligt, Demiral, Romero, Spinazzola, Arthur, Locatelli, Kulusevski, Morata 2.0. Kean 2.0, Chiesa, Vlahovic, Di Maria, Pogba 2.0, Zakaria, Nico Gonzales, Koopmeiners, Douglas Luiz. Abbiamo praticamente cannato tutti gli acquisti, nessuno di questi ha inciso sulla squadra nel breve, medio o lungo termine (D. Costa fenomenale ma quanto è durato?). Non riesco a spiegarmi il perché. Non è possibile che tutti gli acquisti siano stati sbagliati o gestiti male. L'unico acquisto che pare riuscito è Bremer e in parte lo è stato Danilo, eletto a leader in assenza d'altro ma, diciamocelo, un buon comprimario. Abbiamo investito tanto senza averne un ritorno. Abbiamo provato a rinnovare il ciclo anno per anno, in modo progressivo, acquistando ciò che sembrava il meglio sul mercato. E il problema sarebbe Ronaldo? Grazie al quale abbiamo allungato la striscia degli scudetti di altri due anni mascherando in parte il declino? No, decisamente no. D'accordissimo invece sulla seconda parte: il peccato originale è stato non riprendere Conte subito dopo Allegri 1.0. Le finali dell'Inter di oggi sono figlie del ciclo che Antonio Conte ha iniziato. Mettendo insieme le due tematiche, sono abbastanza certo che se dopo Allegri fosse subito tornato Conte, non solo l'Inter non avrebbe iniziato il ciclo e non sarebbe ad un passo dalla quarta Champions, ma noi avremmo continuato a scavare un solco sempre più profondo quanto meno in Italia e, ma questo lo dico a posteriori, con il vuoto tecnico europeo attuale, avremmo probabilmente dettato legge in modo sistematico.
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Vero, soprattutto Conte. Ho la nettissima sensazione che senza il passaggio di Andonio, anzi, col suo rientro subito dopo Allegri (1), il ciclo dell'Inter non sarebbe mai iniziato, Marotta o meno.
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Niente... solo essere sempre i diretti responsabili dell'inizio di ogni ciclo nerazzurro. Ringraziare "il capo".
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Perchè la nostra Juve sembra piena zeppa di giocatori scarsi e....
Braccio di Ferro ha risposto al topic di bela in Juventus Forum
Dipende dalle circostanze, i prezzi di oggi sono molto gonfiati e dipendono dall'umore di alcuni presidenti che non fanno bene al movimento. Ma ora sto quasi "a lutto", ne riparliamo domani. -
colpa nostra
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Perchè la nostra Juve sembra piena zeppa di giocatori scarsi e....
Braccio di Ferro ha risposto al topic di bela in Juventus Forum
Il discorso è complesso e forse non ha una risposta univoca. Io rimango sempre scettico a giudizi netti basati su una singola stagione. Per esempio, su Vlahovic iniziamo ad avere delle certezze, probabilmente non farà mai il salto di qualità, ma su Koop, Doulgas Luiz, ecc, possiamo esser sicuri che siano "scarsi"? Ritengo che i giocatori debbano avere le condizioni ottimali per fare il salto di qualità definitivo. Sempre per esempio, Koop è stato uno dei migliori giocatori di Serie A negli ultimi anni, ma in una squadra eterna rivelazione e per certi versi perennemente "incompiuta", dove qualsiasi risultato fuori norma è celebrato come impresa storica e qualsiasi defaillance viene giustificata dallo status di provinciale. Se Koop deve però confermarsi come uno dei migliori giocatori della Serie A ma in una squadra come la Juve che è "obbligata" a vincere, è un altro paio di maniche: deve fare quel salto di qualità per il quale, magari a parità di prestazione, un pareggio contro una piccola è una "tragedia sportiva". E questo step non è banale, non sempre riesce, non tutti sono in grado di farlo. Mi stupisce un dato: dalla finale di Cardiff in poi abbiamo cannato tutti i grandi acquisti e quelli di prospettiva, ad eccezione di Bremer e di CR7. Tutti gli altri, in un modo o nell'altro, sono giocatori o durati poco o inaffidabili fisicamente o hanno reso molto al di sotto delle aspettative. Tutto questo con tre dirigenze e diversi tecnici. Non è francamente immaginabile pensare di aver sbagliato tutti gli acquisti. Penso piuttosto che non ci siamo mai state quelle condizioni tali da determinare, in quei giocatori, lo step definitivo per essere "da Juve". Dal mio punto di vista, un grosso contributo a quello step deriva dal tecnico. Non apro la discussione su questo o quel tecnico, però probabilmente non abbiamo avuto mai un allenatore con quelle caratteristiche atte a portare i giocatori allo step definitivo (alla Lippi per intenderci e... per mettere d'accordo tutti). -
Perchè la nostra Juve sembra piena zeppa di giocatori scarsi e....
Braccio di Ferro ha risposto al topic di bela in Juventus Forum
Condivido pienamente, con la discriminante che esiste un'unica alternativa al programmare per vincere l'anno dopo, ovvero impiantare un modello Barcelona. Ma occorrerebbe farlo con chiarezza verso i tifosi e un chiaro cammino di crescita, non il vivacchiare di quest'anno. -
Il suo, nei due anni da noi, lo fece e d'altronde fu in quel periodo che divenne inamovibile anche in Nazionale. Sulle dichiarazioni nella parte centrale, sistema marcio, stendiamo un velo pietoso, è evidente dall'intervista che gli rimase (e gli rimane tutt'ora) il dente avvelenato per la cessione, visto anche cosa diventò la Juve proprio dal momento in cui andò via. Questo ovviamente non giustifica l'enorme str*nzata detta, da querela. L'aspetto odioso, che è doveroso da sottolineare, è che "dimentica" di specificare che le circostanze della sua cessione furono tali anche per evitare il già accordato prestito di un certo Del Piero al Parma, fatto dalla dirigenza uscente e bloccato dalla nuova. Evidentemente Moggi aveva visto lungo sulle capacità di un Alex ancora in erba ma pronto ad esplodere.
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Non puoi dir loro nulla perché oggettivamente stanno meritando. La fortuna è dalla loro parte ma bisogna anche saperla capitalizzare. Anche l'anno del triplete il successo fu obiettivamente meritato, episodi a favore sì ma il cammino fu abbastanza netto. Sulla continuità nel tempo della squadra nerazzura invece ho le mie riserve: è vero che non c'è un cambio di proprietà all'orizzonte (ma non mi sembra di ricordare che si parlasse già di Thoir o di dismissione da parte di Moratti all'epoca del trionfo) ma l'Inter è in mano ad un fondo. Non penso proprio che ci sia in programma un rinnovamento tecnico con ingenti investimenti, sebbene Marotta sia bravo credo che il fondo punterà ad abbassare progressivamente i costi, a tenere la squadra in salute economica finché non si troverà un acquirente. Io dico che, se fossimo furbi e competenti, dal prossimo anno potremmo nell'immediato iniziare nuovamente un ciclo vincente. Certo, nel frattempo, gufaggio estremo...
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Farsa o non farsa (in campo), è da inizio anno che il sentore è quello... Sta girando tutto bene e c'è un livellamento generale verso il basso che apre a qualsiasi risultato. Il problema (il livello della farsa) sta molto più in alto.
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Mi spiego meglio. Non sono certezze assiomatiche, sono analisi probabilistiche basate un po' sulla statistica, un po' sul seguire il calcio da decenni. I dubbi sulle altre squadre si basano sul fatto che non programmano mai per vincere, a parte l'Inter che però è (molto probabilmente) a fine ciclo e senza una proprietà solida alle spalle. Potrebbe ripetersi il post-triplete (senza triplete ormai ma fino a mercoledì scongiuri senza un domani). Il Napoli non ha interesse a fare un ciclo, è la più stabile di tutte nel lungo periodo ma non ha la pretesa di vincere ogni anno. Il dubbio sulla Juve riguarda solo la Proprietà e la scelta della Società. La Juventus è l'unica delle grandi ad esser sopravvissuta nel corso degli ultimi 40 anni, nonostante tutto ciò che le (ci) è capitato. Però ha una struttura molto solida e qualora avesse reale interesse a vincere potrebbe con poco arrivare nuovamente al vertice, anche per la pochezza dei competitor. Io dico di approfittarne anche perché oggi, a differenza di 12 anni fa, il gap è poco non solo in locale, ma anche in campo internazionale. Come vedi ho usato (in larga parte anche nel post precedente) il periodo ipotetico ovunque. Niente assiomi, niente certezze ma mi fido abbastanza della mia analisi.
