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Braccio di Ferro

Tifoso Juventus
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  1. Come ben sai, la squadra andava ritirata nel 2006. E ciò avrebbe determinato la totale distruzione del calcio italiano. Muoia Sansone con tutti i Filistei. Ma, come sempre ben sai, quando la proprietà è mandante o comunque parte preponderante dell'organizzazione, c'è poco da fare. Mi dispiace tanto perché, da un punto di vista logico, per avere speranze di cambiamento (vendita) occorrerebbe toccare davvero il fondo ma, affettivamente, pare che abbiano (in maniera piuttosto fortunosa a dire il vero) azzeccato l'allenatore giusto per ricostruire. Sono combattuto, sebbene ormai il calcio sia un fatto marginale nella mia vita, dal 2006 avrò visto credo 30 partite (tra cui l'ultima). È che ho voglio di giustizia, perché, sebbene sia un gioco alla fine, è anche una battaglia di tipo sociale, molto meno importante di altre, per carità, ma comunque non banale.
  2. Non voglio alimentar polemica e discussione off topic per cui questo è il mio ultimo messaggio a prescindere. La cosa che dispiace è aver letto degli ""attacchi"" personali, senza neanche farlo in maniera troppo velata mi hai dato sostanzialmente dello "stupido". Su questo tornerò dopo. Il mio primo messaggio, invece, era rivolto solo al giudizio di ciò che avevi scritto, non della tua persona ("Quel che dici..."). Era ed è chiaro che il tuo messaggio fosse una sorta di battuta ma, dal mio punto di vista, è una battuta uscita male e te l'ho fatto notare. Poi puoi essere d'accordo o meno ma sei sceso sul personale e me ne dispiaccio. Dopodiché mi hai invitato a riconoscere la differenza tra alcune affermazioni dal punto di vista logico: vedi, la bellezza di scrivere su un forum è anche che, nel 99% dei casi, non si ha la minima idea di chi ci sia dall'altra parte; potresti essere il mio vicino di casa o potresti stare a 10000 km da casa mia; potresti benissimo essere una persona che di Logica Formale se ne occupa per professione. Potrebbe però anche essere che dall'altra parte della discussione ci sia "un collega" e che magari si potrebbe anche scendere in un costruttivo dettaglio. Per cui io eviterei a prescindere, su un forum, di considerare chi scrive dall'altra parte come uno stupido che ha bisogno di "concentrarsi per arrivare ad un concetto" e al quale "promettere aiuto il giorno successivo qualora non ce la si facesse". Termino scrivendo che sostanzialmente hai utilizzato, in modo maldestro, un'etichetta, chiaramente riferita a personaggi noti. Qui non c'entra niente il politically correct e non c'è una lezione di moralità. Qui entra in gioco chi ogni giorno combatte per levarsela di torno quell'etichetta. Qui entra in gioco chi potrebbe leggere e avere quel cognome (magari io? O il mio più caro amico) senza aver nulla a che fare con ciò che per noi è il Male Assoluto. Mi fermo qua: sono certo che sai benissimo qual è la gravità del problema 'Ndrangheta in Calabria e in tutta Italia ormai e sono altrettanto certo sia della tua buona fede nel messaggio iniziale che della tua consapevolezza che un argomento così delicato non possa essere discusso in un forum calcistico. Magari sei anche tu calabrese e sai esattamente di cosa sto parlando. Ti abbraccio anche io e chiudo ricordando che, a quanto pare, il cognome Hitler è quasi completamente estinto a livello mondiale.
  3. Io riformulerei il pensiero, quel che dici non è affatto di buon gusto.
  4. Più che giusto, giustissimo. Ma è anche vero che, come sottolinea Ardoino, c'ù una popolarità a livello mondiale ampiamente sottosfruttata. Prendiamo l'esempio del Man UTD, sicuramente trae beneficio dall'appartenere alla Premier ma, seppur ormai cronicamente una "perdente di lusso", continua a macinare introiti grazie al fandom sparso in tutto il mondo. Questi di Tether hanno ampiamente dimostrato di riuscire nell'impresa di fare enormi fatturati sfruttando la capillarità tecnologica in Paesi emergenti, a mio avviso vedono nella Juve un potenziale tale da poter completamente trascendere i confini italioti. Probabilmente è anche per questo che vengono osteggiati... Io però sono un inguaribile ottimista e penso che questa storia avrà un lieto fine.
  5. Preferirei, onestamente, una conclamata e stabile presenza in Serie C (per demerito sportivo) ma una proprietà che ha il coraggio di difendere apertamente dignità e storia della squadra e della tifoseria.
  6. L'unica immagine che mi viene in mente, nell'eventualità, è che sul 5 a 0 si levano i pantaloni e si mettono a fare l'elicottero...
  7. Quando i top club provano a mettere su un progetto innovativo, moderno e di business sostenibile e in risposta i governi attaccano i clubs e la Federazione di riferimento rimpasta la competizione principale rendendola ridicola e illogica, in un contesto generale dove si spinge a generare nuovo pubblico in territori da dove emerge poca competitività e a generare sempre più incontri, allora ci sono tutti i segnali di una crisi generalizzata del prodotto.
  8. Concordo. Il calcio è lo sport europeo per eccellenza. Decade sostanzialmente in modo concorde all'Europa stessa, sempre più "comparsa" nel panorama geopolitico. L'unica speranza sarebbe (stata) la Superlega sul modello dell'NBA ma, per l'appunto, presupporrebbe la volontà politica di sviluppo, che mal(-issimo) si concilia con la decadenza europea di cui sopra. Purtroppo non se ne esce facilmente ma ce lo meritiamo un po' tutti (e a tutti i livelli, non solo nel calcio che, alla fine, è un gioco). È assai probabile che però sarà proprio la Premier a diventare Superlega, guarda caso inserita in un sistema Paese che, con pro e contro e sostanzialmente anche per tradizione, fin dall'inizio è sempre stato non completamente immerso nelle dinamiche continentali europee.
  9. Momento... Lo avevano capito eccome ma Moggi e Giraudo non erano i proprietari del club, né in Italia, per diverso sistema rispetto a quello spagnolo, potevano muovere capitali cercandoli altrove. Non dimentichiamo che la mission per la quale Giraudo fu nominato CEO (fin dall'inizio, dai tempi del Dottore) era soprattutto quella di risanare i bilanci, poi di tornare eventualmente competitivi. Il fatto che ci siano riusciti dall'anno uno fu solo dovuto all'immensa competenza. Dopodiché fu ben chiaro ai Manager in questione come, a cavallo degli anni 2000, il calcio stesse rapidamente cambiando. La seconda parte dell'epoca della Triade non fu vincente come la prima poiché il calcio italiano perse in generale, e abbastanza rapidamente ancor prima della farsa, competitività rispetto a Spagna e Inghilterra. E la Triade rispose predisponendo il famoso piano industriale (la "fase 3", se vai una decina di pagine indietro c'è un articolo di Ju29ro in cui è contenuta l'intervista a Giraudo in cui ne parla), tramite il quale la Juventus avrebbe beneficiato di capitali freschi e ricorrenti derivanti da attività collaterali. Un'alternativa all'indebitamento o ai continui aumenti di capitale. Poi il Dottore si ammalò e morì e non se ne fece niente, anzi, se ricordi, ci fu proprio nel merito una delle polemiche con Lapo (mi pare lui), durante la quale Giraudo affermò non troppo velatamente che la Proprietà avrebbe dovuto dare un segnale forte fornendo l'appoggio finanziario iniziale al piano industriale di cui sopra. Ovviamente tutto questo discorso verte sull'essere d'accordo con te sul punto specifico: quel momento storico era quello in cui investire a lungo termine. Il Real poco prima del 2000 era quasi una nobile decaduta, poi ha vinto 9 Champions in meno di 30 anni.
  10. Che vuol anche dire che qualcuno potrebbe aver consigliato, a qualche eventuale magistrato coraggioso, che ci sono vicende che non possono essere indagate.
  11. C'era una guerra in atto molto molto forte. Tutto quello che sta uscendo ora certifica che sull'eredità dell'impero c'erano molte molte meno certezze di quello che già all'epoca appriva scontato. E Giraudo era probabilmente il perno manageriale attorno al quale gravitava il tentativo di sottrarre un qualche pezzo importante dell'impero a favore del ramo umbertiano, magari appoggiato esternamente da parte di qualche altro ramo imprenditoriale importante (Berlusconi?). El cane, sebbene giovanissimo, a mio avviso sapeva e aveva avallato, e lo testimonia la scelta di Blanc avvenuta prima (perché "il ribaltone", per citare Baldini, era già in atto da almeno 2-3 anni). L'unica cosa sulla quale non metto la mano sul fuoco è che ad un certo punto la Juve rischiava seriamente di sparire (si parlava di serie C) e probabilmente lì, non certo per passione ma forse per la sensazione di essere stato preso per il naso dai suoi sottoposti, el cane ha provato a smuovere le acque (il ricorso al TAR ha un testo estremamente circostanziato sulla farsa, sembrava scritto da Ju29ro, altro che Zaccone). Però poi ha imparato subito la lezione (ed è qui il punto vero della vicenda): ha capito che nel panorama italiano la Juve poteva essere una validissima moneta di scambio, da utilizzare per fare altro e per ottenere grossi vantaggi. E ha così ben imparato la lezione che tutto quello che è successo negli ultimi vent'anni testimonia un chirurgico uso ed abuso di tale strategia. Inoltre, ottenuto quel che doveva ottenere, ha anche scientificamente allontanato i personaggi ingombranti, come Montezemolo o Marchionne fino poi ad Andrea.
  12. Esattissimo. Gli Elkann sono un ramo nobiliare antichissimo sionista, imparentato con i Rothschild. Sarà "fantastoria" ma io sono convinto che lo scopo del matrimonio Elkann - Agnelli fosse proprio quello di riportare all'interno di un sistema di potere consolidato e sovranazionale le ricchezze, il potere e il prestigio di questa potente famiglia industriale italiana quasi venuta dal nulla. E ci sono di fatto riusciti. Certo, si sono incastrati diversi pezzi, ma, come si suol dire, a pensare male si fa peccato però spesso ci si prende, giusto? In questo caso io, personalmente, penso "malissimo" ma la storia del conflitto sull'eredità madre - figlio ha per me proprio il sapore di chi si rende conto (Margherita) di aver subito un torto che va ben al di là del fatto personale.
  13. Sinceramente? Sì. Perché sarebbe bastato anche l'americano attuale, se non avesse capito vent'anni fa che la Juve in Italia è un'utilissima merce di scambio. Gli attacchi li riceviamo e li riceveremo ma sinceramente basta così di classifiche riscritte per scambio di favori e azzeramenti societari e tecnici a comando.
  14. Il """guaio""" è che el cane le risorse le avrebbe, non può tirare la corda a lungo solo per questioni di "cuore". Non può fare il Sensi di turno che svende tutto pur di salvare la squadra, ad un certo punto o decide di finanziare seriamente la Juve o dovrà cedere il passo. I tifosi sono spesso ciechi, verissimo, però ritengo che una grossissima fetta degli adoratori del canide lo siano per interessi personali, tipo molti personaggi della curva, francamente molto più un male che un bene da qualsiasi punto di vista. Vediamo e speriamo.
  15. Immaginiamo uno scenario (tanto per giocare...): a giugno siamo quinti o sesti e Yildiz bussa per essere ceduto in Premier o in Spagna stufo di giocare per una squadra non competitiva; da una parte l'attuale Società (e proprietà) che non può che cedere, per esigenze di bilancio e perché non può trattenere il giocatore controvoglia; dall'altra Ardoino che rilancia pubblicamente il MJGA e attacca frontalmente la proprietà accusandola di non permettere alla squadra di tornare nell'Olimpo.
  16. Che la risposta fosse "no" era scontatissimo, penso anche per Ardoino ovviamente. Ma la strategia è stata un attacco frontale e improvviso, questi sono degli squali del nuovo mondo e sanno bene quel che fanno. È solo il primo round e se si è passati dal riscaldamento al match, vuol dire che qualcosa dietro le quinte è accaduto.
  17. Il sistema non è equo ma è anche """giusto""" dare possibilità alle Nazioni emergenti. Si potrebbe però pensare ad una soluzione: fase di qualificazione diretta divisa per continenti; fase play-off di qualificazione aggiuntiva mettendo insieme tutte le squadre aventi diritto senza distinzione di continente. Questo permetterebbe di avere una quota di rappresentanza bilanciata da una quota meritocratica.
  18. So come la pensi perché ti leggo spesso e so quanto tu sia obiettivo, determinato e coerente. Da anni. il problema è che però gli anni di disertazione, in una tifoserie che si rispetti, ad oggi sarebbero dovuti essere VENTI. Maledizione...
  19. Non è vero, perdonami. Per risolvere il problema occorre avere una strategia di medio lungo termine per arrivare ad estirpare alla radice la fonte del malessere. La soluzione di breve termine è solo un palliativo, aggiusta un po' oggi ma non risolve per il domani. Meglio l'uovo oggi o la gallina domani? Punto di vista mio, sempre la gallina domani.
  20. Non è detto che non lo faccia a breve, magari una volta appurato di non essere ammesso a sedere nel CDA.
  21. Ho come l'impressione che il canoide (perché già canide è un appellativo nobile a mio avviso) debba prima esaurire qualunque altro interesse in Italia, ma proprio tutti tutti. Tether con in mano la Juve fa paurissima, perché: 1. Non è un fondo di investimento né uno sceicco di turno con un giocattolino in mano. È qualcuno che vuole vincere e fare la Juve grande per davvero. In Italia la concorrenza sarebbe schiacciata e anche in Europa ci sarebbe un nuovo player alla pari con i top. 2. Il primo punto determina che chiunque in Italia, per ragioni sportive e non, abbia interesse a tenere una Juve "buona e sottomessa" operi contro. 3. Le ragioni non sportive spingono anche il canoide a desistere: l'abbiamo scritto altre volte ma il rischio è che il nuovo proprietario, specialmente uno del genere, non ci metta niente a far saltare il banco svelando tutto quanto accaduto negli ultimi vent'anni. Ecco perché immagino che serva al canoide allontanarsi dall'Italia il più possibile. Paradossalmente, la vicenda eredità potrebbe rallentare questo processo più che accelerarlo.
  22. Forse avete ragione entrambi (anche se la conclusione giusta è quella di Ibra), nel senso che Del Piero ha fatto un percorso di crescita, dall'esordio fino alla stagione 97/98, continuo nella squadra più forte del mondo dell'epoca, passando dall'essere una giovanissima promessa con le stimmate del campione al duellare alla pari col giocatore più forte del momento. Giocatore che invece viene da un percorso completamente diverso: parte dal Brasile, passa nei clubs di medio livello e gioca prevalentemente competizioni minori ma con costanza di rendimento, un rendimento tale da farlo definire "Fenomeno" ed essere ancora oggi giudicato, per quel periodo là, l'attaccante più immarcabile di sempre. Da un lato quindi abbiamo un Del Piero che a poco più di 22 anni ha vinto già tutto, con lampi eccelsi da protagonista, ma come uno dei migliori elementi di uno straordinario collettivo che può fare anche a meno di lui; dall'altro lato Ronaldo, gol a grappoli e dribbilng fantascientifici, che vince poco o nulla ma che emerge come sensazionale solista nelle squadre in cui gioca. E poi la stagione 97/98, in cui, numeri e troferi alla mano, il confronto lo vince Alex, che trova continuità e, come già scritto, mette in crisi il giudizio degli addetti ai lavori su chi sia davvero il numero uno. È curioso il comune destino dei due: infortuni molto simili nella stagione successiva e mai più rivisti a quel livello. Onestamente, non sta in piedi dire che Ronaldo post infortunio era sempre e comunque il numero uno. Era un forte attaccante ma uno dei tanti. Quando arriva al Milan è già quasi un ex, con tantissimo talento, vero, ma un quasi ex a soli 30 anni. Alex post infortunio non è stato più quello di prima ma ha fatto tutt'altra carriera. Concludo col capitolo Pallone d'Oro: probabilmente meritato il secondo di Ronaldo, seppur per il solo mondiale ma la vera anomalia sono le posizioni di Del Piero nel 97 e nel 98. Nel 98, obiettivamente, Alex meritava il secondo posto dopo Zizou: vero il mondiale "no" ma serie A vinta quando era la lega numero uno al mondo, terza finale di Champions consecutiva, capocannoniere della Champions, cosa doveva far di più?
  23. Domani il grande inizio, del Mondiale è il momento, come tutti voi, vivo in gran fermento. Scaldate i motori, inizia la vendetta, i colori nero e azzurro, sarann lì sulla vetta. Nel Nuovo Continente si inizia già a giocare, tutte le altre squadre inizian già a tremare, niente scherzi, cadute e falsi passi, l'Inter in cima al Mondo, lo sanno anche i sassi. Romeno il Generale che ci farà trionfare, ci son tante cadute da dimenticare. Fremono i tifosi, treman gli avversari, il ritorno della Grande Inter, oltre il Ciel e i Mari. (poesia da me scritta in un gruppo WA con diversi amici interisti)
  24. Buonasera. Voglio intervenire lasciando la mia opinione in merito anche a quanto si discuteva nella precedente pagina sull'affidare o meno ad allenatori emergenti e / o scommesse la panchina della Juve. In linea di principio il buon senso suggerirebbe per il "no", poi però ci guardiamo indietro e negli ultimi 50 anni i nostri più grandi cicli sono partiti sempre grazie ad allenatori praticamente emergenti. Non c'è andata sempre bene (Motta, Maifredi, Pirlo non lo considero ma inseriamolo pure...), ogni tanto abbiamo messo in sella allenatori più quotati (Allegri, Capello) ma su squadre già ben rodate, ma ogni volta che abbiamo puntato il cavallo giusto, abbiamo vinto dal primo anno e poi stravinto in seguito (Trap, Lippi, Conte). Il problema che vedo oggi è che, sfumato Conte, non riesco a prevedere chi possa essere davvero, là tra le panchine di provincia, il nuovo Conte, il nuovo Lippi, ecc. È anche vero che il problema forse sta più a monte: i citati allenatori vincenti ed emergenti (ed allargando oltre il mondo Juve potremmo anche includere in questa lista Guardiola, Capello al Milan, lo stesso Sacchi, per certi versi Zidane) sono stati sì probabilmente gli uomini giusti ma anche e soprattutto al posto giusto, ovvero con Società che avevano predisposto tutte le condizioni affinché potessero far bene, benissimo. Ora, per l'ennesima volta negli ultimi anni abbiamo rivoluzionato la Dirigenza. Non voglio avere pregiudizi a priori sui nuovi, è che non ho veramente alcuna fiducia su chi li ha scelti...
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