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Braccio di Ferro

Tifoso Juventus
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  1. Eppure non è affatto raro che squadre fuori dalle coppe l'anno dopo lottino o vincano i campionati. Anche il nostro ultimo ciclo è partito dopo due settimi posti (c'è un tipo che l'ha ripetuto per anni...).
  2. Vero, ma la Juve ha tutt'oggi il secondo monte ingaggi in Serie A, non molto lontano da quello di una certa squadra ingiocabile (a tuffi, of course...)) che sostanzialmente in Serie A fa il vuoto. Il non competere per la Serie A è un'anomalia, testimonia l'incompetenza. Il quarto posto determina un avvio di stagione estremamente denso e dispendioso. Giocare una volta a settimana va visto come un investimento, un anno zero dove si può mettere a frutto il lavoro ottimizzato di un allenatore capace di costruire. Bisogna avere il coraggio e la competenza di saper "muovere" il monte ingaggi (che è la qualità potenziale della rosa), accettare minusvalenze secche e minori introiti per un anno ed eventualmente saperli coprire (e dalla Proprietà più ricca di tutta la Serie A me lo aspetterei senza batter ciglio) e immaginare di vincere subito, per poi ricominciare a macinare, insieme ai risultati sportivi, fatturato.
  3. Io non riesco a vedere questa estrema necessità del quarto posto. A che pro? Economicamente? In una Società come la Juve? Io, da qui a fine anno, fossi il DS, il DG, quel che volete voi (e forse è giusto che io non lo sia) penserei, insieme all'allenatore, solo alla costruzione della squadra per il futuro. Capire chi può rimanere e chi no, capire quali profili cercare di acquistare per il prossimo anno, fare scouting insieme, osservare se c'è qualche profilo in next gen, provare ad ottimizzare tutti gli aspetti anche extra campo (preparatori, j-medical, ecc). Insomma, questo finale di stagione dovrebbe essere un laboratorio indipendente dai risultati, al fine di provare a vincere subito dal prossimo anno (la Serie A). Paradossalmente (e non tanto) sarebbe opportuno non avere coppe per un anno. La storia insegna che si può vincere subito e che il non avere le coppe può essere un vantaggio per la costruzione di un ciclo duraturo. Sono del parere che finché l'idea è rincorrere il quarto posto, la squadra sarà sempre una squadra da quarto posto, una comparsa tanto in Serie A quanto in Europa.
  4. L'unica partita che vorrei che si rigiocasse, nella mia carriera di tifoso, è la finale del 97 col Borussia. Quella l'ho vissuta veramente molto male. Io credo che il tifoso bianconero, specialmente se nato in certe epoche, vive la vittoria così come viene raccontata da molti dei nostri ex: un fatto quasi normale, l'unico vero obiettivo della squadra, per la quale si gioisce ma dopo la quale si inizia immediatamente a pensare alla successiva. Perché parlo della vittoria? Perché, al di là di alcune cocentissime sconfitte, la sconfitta, in una squadra come la Juve, è il punto da cui partire, crescere e puntare a vittorie future. Quando perdemmo lo scontro diretto all'andata con l'Inter nel 98 (partita dominata e persa per un'azione di Ronaldo e un grave torto arbitrale) Lippi riunì la squadra nello spogliatoio con un solo messaggio: "Lo Scudetto lo vinciamo noi!" e, faccio notare, dopo quello scontro diretto ci trovammo indietro di 4 punti. A fine anno fummo avanti di 5!
  5. A noi serve proprio una visione come quella di Ardoino manifestata nello stralcio pubblicato un po' più su. Una visione di lungo termine. Un po' quel che fece Berlusconi negli anni 80 col Milan (per motivi suoi, ma non è questo il punto): privilegiare l'Europa, puntare ogni anno ad essere tra le prime al Mondo. Immaginare in modo concreto di vincere 5 - 6 Champions (o quel che sarà) nel giro do 12-15 anni e cominciare, contestualmente, a "snobbare" l'orticello italiota. P.S. : per iniziare a far ciò (a cominciare da noi tifosi) occorre innanzitutto finire di ragionare nell'ottica della retorica del quarto posto...
  6. Bisogna anche capire a chi. Preferirei di gran lunga Tether agli emiri, la mia paura è che l'ultimo sommo atto di tradimento sia vendere a chi non avrebbe reale interesse nella squadra a lungo termine.
  7. E poi c'è stato Di Livio, che si spostava a fondo fascia col tacco la palla dal destro al sinistro e viceversa più e più volte fino a trovare lo spazio per il cross. E per anni è stato l'ala della miglior Juve di sempre. E veniva dal Padova in B. Questo per dire che alle volte, oltre al talento, ci vuole intelligenza calcistica. Ecco il danno degli "algoritmi": statistiche fuori contesto che esulano dalla valutazione dell'uomo in campo.
  8. Il problema è che un nuovo proprietario potrebbe aver interesse a "ribaltare i tavoli" e riscrivere la storia. E, inevitabilmente, se lo facesse, la compartecipazione del Quislo uscirebbe allo scoperto in via ufficiale.
  9. Esatto: la violazione sarebbe stata giustificata, seppur pro Juve quindi in mezzo a mille polemiche, proprio a causa della "stupidità" di Bastoni (il virgolettato è per sottolineare l'eufemismo).
  10. Certamente, quel che dico appare utopia. Ma immagina se accadesse davvero: che segnale che sarebbe! Alle volte basterebbe un gesto solo per dare più e più esempi contemporaneamente. Poi magari si perde 10 a 0, va bene uguale. Ma si cambia questo schifo di sistema. Ma, lo so... utopia.
  11. La penso come te, prima mi sono espresso male. Avrei preferito, fin dal 2006, una squadra in Serie D ma che con orgoglio e con ogni mezzo rivendica i campionati. L'attuale proprietario è una persona al di là di qualsiasi qualifica. Il mio "sentimento" nasce quando, come l'altro giorno e quasi completamente per caso, mi ritrovo a vedere la partita e spero che la squadra vinca e stravinca. E, a mente fredda, constatare che di questo passo si potrebbe (anche vista la pochezza della Serie A) arrivare anche in modo completamente imprevisto addirittura a vincere. Dal punto di vista logico servirebbe un tonfo pesante per far muovere la tifoseria, in modo compatto, verso l'opposizione alla proprietà.
  12. Esatto. È tutto sbagliato a prescindere. Diversi anni fa ricordo una partita in Premier ripetuta per (non ricordo bene...) una palla non restituita. Alle volte le regole andrebbero piegate all'evidenza. Finanche nel Wrestling inizia ad esser ridicolo il fatto che ad arbitro "svenuto" possa accadere ogni cosa e che il verdetto rimanga così nonostante replay a maxi schermo in tempo reale. Figuriamoci cosa può significare in uno sport dove la competizione dovrebbe essere una cosa seria.
  13. Sostanzialmente lo penso anche io, sebbene dubito che, a prescindere dal patto, Quisling abbia le capacità per star fuori dall'anonimato.
  14. Come ben sai, la squadra andava ritirata nel 2006. E ciò avrebbe determinato la totale distruzione del calcio italiano. Muoia Sansone con tutti i Filistei. Ma, come sempre ben sai, quando la proprietà è mandante o comunque parte preponderante dell'organizzazione, c'è poco da fare. Mi dispiace tanto perché, da un punto di vista logico, per avere speranze di cambiamento (vendita) occorrerebbe toccare davvero il fondo ma, affettivamente, pare che abbiano (in maniera piuttosto fortunosa a dire il vero) azzeccato l'allenatore giusto per ricostruire. Sono combattuto, sebbene ormai il calcio sia un fatto marginale nella mia vita, dal 2006 avrò visto credo 30 partite (tra cui l'ultima). È che ho voglio di giustizia, perché, sebbene sia un gioco alla fine, è anche una battaglia di tipo sociale, molto meno importante di altre, per carità, ma comunque non banale.
  15. Non voglio alimentar polemica e discussione off topic per cui questo è il mio ultimo messaggio a prescindere. La cosa che dispiace è aver letto degli ""attacchi"" personali, senza neanche farlo in maniera troppo velata mi hai dato sostanzialmente dello "stupido". Su questo tornerò dopo. Il mio primo messaggio, invece, era rivolto solo al giudizio di ciò che avevi scritto, non della tua persona ("Quel che dici..."). Era ed è chiaro che il tuo messaggio fosse una sorta di battuta ma, dal mio punto di vista, è una battuta uscita male e te l'ho fatto notare. Poi puoi essere d'accordo o meno ma sei sceso sul personale e me ne dispiaccio. Dopodiché mi hai invitato a riconoscere la differenza tra alcune affermazioni dal punto di vista logico: vedi, la bellezza di scrivere su un forum è anche che, nel 99% dei casi, non si ha la minima idea di chi ci sia dall'altra parte; potresti essere il mio vicino di casa o potresti stare a 10000 km da casa mia; potresti benissimo essere una persona che di Logica Formale se ne occupa per professione. Potrebbe però anche essere che dall'altra parte della discussione ci sia "un collega" e che magari si potrebbe anche scendere in un costruttivo dettaglio. Per cui io eviterei a prescindere, su un forum, di considerare chi scrive dall'altra parte come uno stupido che ha bisogno di "concentrarsi per arrivare ad un concetto" e al quale "promettere aiuto il giorno successivo qualora non ce la si facesse". Termino scrivendo che sostanzialmente hai utilizzato, in modo maldestro, un'etichetta, chiaramente riferita a personaggi noti. Qui non c'entra niente il politically correct e non c'è una lezione di moralità. Qui entra in gioco chi ogni giorno combatte per levarsela di torno quell'etichetta. Qui entra in gioco chi potrebbe leggere e avere quel cognome (magari io? O il mio più caro amico) senza aver nulla a che fare con ciò che per noi è il Male Assoluto. Mi fermo qua: sono certo che sai benissimo qual è la gravità del problema 'Ndrangheta in Calabria e in tutta Italia ormai e sono altrettanto certo sia della tua buona fede nel messaggio iniziale che della tua consapevolezza che un argomento così delicato non possa essere discusso in un forum calcistico. Magari sei anche tu calabrese e sai esattamente di cosa sto parlando. Ti abbraccio anche io e chiudo ricordando che, a quanto pare, il cognome Hitler è quasi completamente estinto a livello mondiale.
  16. Io riformulerei il pensiero, quel che dici non è affatto di buon gusto.
  17. Più che giusto, giustissimo. Ma è anche vero che, come sottolinea Ardoino, c'ù una popolarità a livello mondiale ampiamente sottosfruttata. Prendiamo l'esempio del Man UTD, sicuramente trae beneficio dall'appartenere alla Premier ma, seppur ormai cronicamente una "perdente di lusso", continua a macinare introiti grazie al fandom sparso in tutto il mondo. Questi di Tether hanno ampiamente dimostrato di riuscire nell'impresa di fare enormi fatturati sfruttando la capillarità tecnologica in Paesi emergenti, a mio avviso vedono nella Juve un potenziale tale da poter completamente trascendere i confini italioti. Probabilmente è anche per questo che vengono osteggiati... Io però sono un inguaribile ottimista e penso che questa storia avrà un lieto fine.
  18. Preferirei, onestamente, una conclamata e stabile presenza in Serie C (per demerito sportivo) ma una proprietà che ha il coraggio di difendere apertamente dignità e storia della squadra e della tifoseria.
  19. L'unica immagine che mi viene in mente, nell'eventualità, è che sul 5 a 0 si levano i pantaloni e si mettono a fare l'elicottero...
  20. Quando i top club provano a mettere su un progetto innovativo, moderno e di business sostenibile e in risposta i governi attaccano i clubs e la Federazione di riferimento rimpasta la competizione principale rendendola ridicola e illogica, in un contesto generale dove si spinge a generare nuovo pubblico in territori da dove emerge poca competitività e a generare sempre più incontri, allora ci sono tutti i segnali di una crisi generalizzata del prodotto.
  21. Concordo. Il calcio è lo sport europeo per eccellenza. Decade sostanzialmente in modo concorde all'Europa stessa, sempre più "comparsa" nel panorama geopolitico. L'unica speranza sarebbe (stata) la Superlega sul modello dell'NBA ma, per l'appunto, presupporrebbe la volontà politica di sviluppo, che mal(-issimo) si concilia con la decadenza europea di cui sopra. Purtroppo non se ne esce facilmente ma ce lo meritiamo un po' tutti (e a tutti i livelli, non solo nel calcio che, alla fine, è un gioco). È assai probabile che però sarà proprio la Premier a diventare Superlega, guarda caso inserita in un sistema Paese che, con pro e contro e sostanzialmente anche per tradizione, fin dall'inizio è sempre stato non completamente immerso nelle dinamiche continentali europee.
  22. Momento... Lo avevano capito eccome ma Moggi e Giraudo non erano i proprietari del club, né in Italia, per diverso sistema rispetto a quello spagnolo, potevano muovere capitali cercandoli altrove. Non dimentichiamo che la mission per la quale Giraudo fu nominato CEO (fin dall'inizio, dai tempi del Dottore) era soprattutto quella di risanare i bilanci, poi di tornare eventualmente competitivi. Il fatto che ci siano riusciti dall'anno uno fu solo dovuto all'immensa competenza. Dopodiché fu ben chiaro ai Manager in questione come, a cavallo degli anni 2000, il calcio stesse rapidamente cambiando. La seconda parte dell'epoca della Triade non fu vincente come la prima poiché il calcio italiano perse in generale, e abbastanza rapidamente ancor prima della farsa, competitività rispetto a Spagna e Inghilterra. E la Triade rispose predisponendo il famoso piano industriale (la "fase 3", se vai una decina di pagine indietro c'è un articolo di Ju29ro in cui è contenuta l'intervista a Giraudo in cui ne parla), tramite il quale la Juventus avrebbe beneficiato di capitali freschi e ricorrenti derivanti da attività collaterali. Un'alternativa all'indebitamento o ai continui aumenti di capitale. Poi il Dottore si ammalò e morì e non se ne fece niente, anzi, se ricordi, ci fu proprio nel merito una delle polemiche con Lapo (mi pare lui), durante la quale Giraudo affermò non troppo velatamente che la Proprietà avrebbe dovuto dare un segnale forte fornendo l'appoggio finanziario iniziale al piano industriale di cui sopra. Ovviamente tutto questo discorso verte sull'essere d'accordo con te sul punto specifico: quel momento storico era quello in cui investire a lungo termine. Il Real poco prima del 2000 era quasi una nobile decaduta, poi ha vinto 9 Champions in meno di 30 anni.
  23. Che vuol anche dire che qualcuno potrebbe aver consigliato, a qualche eventuale magistrato coraggioso, che ci sono vicende che non possono essere indagate.
  24. C'era una guerra in atto molto molto forte. Tutto quello che sta uscendo ora certifica che sull'eredità dell'impero c'erano molte molte meno certezze di quello che già all'epoca appriva scontato. E Giraudo era probabilmente il perno manageriale attorno al quale gravitava il tentativo di sottrarre un qualche pezzo importante dell'impero a favore del ramo umbertiano, magari appoggiato esternamente da parte di qualche altro ramo imprenditoriale importante (Berlusconi?). El cane, sebbene giovanissimo, a mio avviso sapeva e aveva avallato, e lo testimonia la scelta di Blanc avvenuta prima (perché "il ribaltone", per citare Baldini, era già in atto da almeno 2-3 anni). L'unica cosa sulla quale non metto la mano sul fuoco è che ad un certo punto la Juve rischiava seriamente di sparire (si parlava di serie C) e probabilmente lì, non certo per passione ma forse per la sensazione di essere stato preso per il naso dai suoi sottoposti, el cane ha provato a smuovere le acque (il ricorso al TAR ha un testo estremamente circostanziato sulla farsa, sembrava scritto da Ju29ro, altro che Zaccone). Però poi ha imparato subito la lezione (ed è qui il punto vero della vicenda): ha capito che nel panorama italiano la Juve poteva essere una validissima moneta di scambio, da utilizzare per fare altro e per ottenere grossi vantaggi. E ha così ben imparato la lezione che tutto quello che è successo negli ultimi vent'anni testimonia un chirurgico uso ed abuso di tale strategia. Inoltre, ottenuto quel che doveva ottenere, ha anche scientificamente allontanato i personaggi ingombranti, come Montezemolo o Marchionne fino poi ad Andrea.
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