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  1. Oro fioretto femminile a squadreeeee Quarto titolo iridato di fila battuti gli usa
  2. Federico Bernardeschi è ufficialmente un giocatore della Juventus. L'attaccante classe '94 vestirà i colori bianconeri fino al 2022. Questo il comunicato ufficiale: ACCORDO CON LA FIORENTINA PER L’ACQUISIZIONE DEFINITIVA DEL CALCIATORE FEDERICO BERNARDESCHI Torino, 24 luglio 2017 – Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società ACF Fiorentina S.p.A. per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Federico Bernardeschi. Il corrispettivo è stato fissato in € 40 milioni, pagabili in tre esercizi, e potrà incrementarsi di una quota pari al 10% del prezzo di un futuro trasferimento del calciatore, fino ad un massimo di € 5 milioni. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale fino al 30 giugno 2022. Federico Bernardeschi è nato a Carrara il 16 febbraio 1994: 183cm per 75kg, l'attaccante toscano è cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, esordendo nella formazione Primavera nella stagione 2011/2012, anno in cui gioca stabilmente anche in Nazionale Under 18, ed affermandosi da protagonista assoluto nel 2012/2013, collezionando le prime convocazioni in Prima squadra, realizzando 17 gol nel Campionato Primavera (capocannoniere del Girone A) ed approdando alla Nazionale Under 19. IL PRESTITO AL CROTONE NEL 2012/2013 L'esordio del nuovo fantasista bianconero tra i professionisti avviene l'otto settembre 2013, in Serie B, con la maglia del Crotone. Dopo la doppietta realizzata nella prima giornata del Campionato Primavera per la Fiorentina contro il Palermo, Bernardeschi si trasferisce in prestito ai calabresi, mettendo insieme 39 presenze in cadetteria, play-off compresi, condite da 12 gol e cinque assist. In questa stagione, Federico è protagonista anche in azzurro: inizia con la Nazionale Under 20 di Evani fino ad approdare all'Under 21 di Di Biagio, facendo il proprio esordio a marzo 2014. IL RITORNO ALLA FIORENTINA E L'ESORDIO IN A E IN EUROPA Dopo l'ottimo rendimento dimostrato nel prestito in Serie B, Bernardeschi torna alla Fiorentina: con i Viola arriva l'esordio nella massima serie, il 14 settembre 2014 contro il Genoa (a fine stagione saranno sette le presenze complessive) e quello in Europa League (tre gettoni e due gol contro Guingamp e Dinamo Minsk). Nella stessa stagione il primo gol in campionato il 31 maggio 2015 nella vittoria per 3-0 sul Chievo che chiude la stagione dei toscani, nonchè la conferma in Nazionale Under 21. 2015/2016: L'AFFERMAZIONE La stagione 2015/2016 è, per Bernardeschi, quella del salto di qualità: 33 presenze in campionato, di cui 25 da titolare, condite da due gol e quattro assist, oltre ad un eccezionale ruolino di marcia in Europa League, con quattro reti in sette presenze. A settembre, il talento toscano è tra i protagonisti dell'Under 21 ma il 24 marzo 2016 arriva l'esordio nella Nazionale maggiore di Conte, nell'amichevole pareggiata 1-1 con la Spagna a Udine. Dopo quattro presenze complessive in azzurro, Federico parteciperà anche all'Europeo in Francia, giocando sessanta minuti contro l'Irlanda nell'ultima gara della fase a gironi. 2016/2017: IN DOPPIA CIFRA DI GOL E PROTAGONISTA IN POLONIA Nella passata stagione, la 2016/2017, oltre a confermarsi in azzurro con Ventura (in campo nelle qualificazioni ai Mondiali contro la Macedonia e in amichevole contro la Germania), totalizza 42 presenze complessive con la Fiorentina, realizzando sei assist e segnando un gol in Coppa Italia, due in Europa League (contro Paok Salonicco e Borussia Monchengladbach) e raggiungendo la doppia cifra in campionato, con 11 reti complessive, comprese le doppiette contro Cagliari, Empoli e Napoli, risultando il giocatore più giovane ad avere segnato almeno dieci gol nell'ultimo campionato. A fine stagione, gioca con l'Italia l'amichevole contro l'Uruguay e il match di qualificazione a Russia 2018 contro il Liechtenstein, segnando il suo primo gol in Nazionale maggiore, prima di tornare a disposizione di Di Biagio per l'Europeo Under 21 in Polonia. Con gli Azzurrini, gioca titolare tutte e quattro le gare e segna due gol: la rete, pesantissima, che vale la vittoria per 1-0 sulla Germania e il passaggio in semfinale, oltre al gol del provvisorio pareggio proprio in semifinale contro la Spagna. COME GIOCA BERNARDESCHI Tra Fiorentina, Crotone e Nazionale, Federico Bernardeschi ha saputo spaziare nei più svariati ruoli offensivi, agendo da vero e proprio fantasista laddove il modulo ha previsto la presenza di un trequartista, ma anche da esterno di attacco in un tridente e da ala in un centrocampo a quattro, impiegato a sinistra ma anche a destra, dove si distingue per la possibilità di rientrare col mancino. Giocatore offensivo completo, il nuovo attaccante bianconero ha dimostrato di sapere eccellere nel tiro dalla distanza (quattro reti segnate da fuori area nell'ultimo campionato: meglio ha fatto soltanto Ljajic con sei) oltre ad avere una spiccata sensibilità per l'assist (quattro in quest'ultima stagione di campionato: secondo giocatore più giovane ad aver partecipato ad almeno 15 gol, dopo il laziale Keita). In generale, il talento toscano ha mandato ben 57 volte al tiro i propri compagni nella Serie A 2016/2017. Non solo: le statistiche dimostrano anche l'abilità di Bernardeschi nel dribbling (sessanta quelli riusciti nell'ultima stagione di Serie A, meglio di qualsiasi altro giocatore della Fiorentina) e la notevole pericolosità sotto porta: soltanto una prima punta pure come Kalinic ha effettuato, infatti, più conclusioni in porta di Bernardeschi tra i giocatori viola nel campionato 2016/2017 (41 contro 28). Un talento, quello del giovane carrarese, che ora è pronto alla definitiva consacrazione in maglia bianconera: benvenuto, Federico! (juventus.com)
  3. Come da titolo, a breve il carrarese arriverà in clinica a Torino.
  4. Ferrer batte Dolgopolov con un doppio 6-4 e vince l'ATP 250 DI Bastad
  5. CHRIS FROOME (TEAM SKY) PARIGI - La domanda più difficile alla quale rispondere sul Tour 104, appena concluso con la vittoria in volata dell'olandese Groenewegen, è sulla spettacolarità. Tour bello o noioso? Risposta pilatesca. Bello, perché quando per giorni e giorni si naviga con quattro/cinque elementi sul filo dei secondi, con escursioni su Galibier e Izoard, già il fremito dell'attesa già di per sé è uno spettacolo. Noioso, anzi modesto. Quando manca l'uomo da grande impresa, uno sport che vive di epica come il ciclismo si livella verso il basso. Comunque la si veda, merita la passerella trionfale Chris Froome: il fatto che in questa edizione non abbia vinto neanche una tappa, non sminuisce l'impresa di aver conquistato quattro degli ultimi cinque Tour. L'unico a dare soluzione di continuità alla filastrocca è stato Vincenzo Nibali. "Sono felice, l'arrivo sugli Champs Elysees non delude mai, per tre settimane si pensa solo ad arrivare qui. Sono così di aver vinto ancora una volta. Ogni Tour che ho vinto è stato fantastico, ogni volta è un'emozione diversa, qui gli avversari sono sempre stati vicini, è stato il Tour forse più difficile. Sono fiero di essere nella storia".Il keniano bianco è indubbiamente un grandissimo campione, anche se non è il caso di metterlo alla stessa stregua di altri mostri sacri capaci di vincere quattro volte la Grande Boucle. Due i motivi. Troppo specialistico nel puntare un solo obbiettivo (Indurain ad esempio qualche accoppiata con il Giro se la faceva). Troppo figlio della strategia di squadra. Le cose nel ciclismo moderno vanno così. Se il Team Sky ha i quattrini per prendere gente come Landa e incatenarla al ruolo da gregario, ovvio che poi la tattica comandi. http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2017/07/23/news/tour_de_france_trionfo_froome_campi_elisi-171469033/
  6. Torna a vincere Kiki Bertens, che con un secco 6-4 3-6 6-1 si laurea campionessa del torneo di Gstaad, migliorando il risultato dell’anno scorso, quando si arrese solo in finale. Per la tennista olandese si tratta del quarto titolo in carriera su cinque finali disputate e fa il paio in questa stagione con l’International di Norimberga, vinto nello scorso maggio. Da domani la nativa di Wateringen guadagnerà diverse posizioni, fino alla 26esima, superando proprio l’avversaria odierna, l’estone Anett Kontaveit. http://www.tenniscircus.com/circuito-wta/wta-gstaad-una-kontaveit-a-corrente-alternata-lascia-il-titolo-a-kiki-bertens/
  7. E poi, siamo nel 2017 ancora con Licht e Asamoah, ma basta santo cielo
  8. La juventus ha seri problemi difensivi. Tra giocatori scarsi, vecchi, ed inesperti direi che siamo messi abbastanza male. Invece della mediana, spendere e bene per l'attacco che quando si incrociano veri giocatori di calcio la differenza si vede.
  9. 1 - Amichevole - "International Champions Cup" STADIO "METLIFE STADIUM" - East Rutherford, 23/07/2017 .... ......... JUVENTUS - BARCELONA 1-2 La prima partita della stagione, si sa, non può dare indicazioni troppo attendibili, ma se si gioca in uno stadio mastodontico e magnifico come il Metlife, se in campo ci sono stelle di prima grandezza e se le squadre, nonostante il clima amichevole, non lesinano impegno, ecco che lo spettacolo può essere comunque più che apprezzabile. Juve-Barcellona in effetti divertono gli oltre 82.000 spettatori: i blaugrana soprattutto nel primo tempo e soprattutto con Neymar, match winner davvero incontenibile. La Juve nella ripresa, grazie alle giocate di Dybala che non bastano a riacciuffare il risultato, ma servono ad accorciare le distanze e a deliziare il pubblico. La Joya, Higuain, Alex Sandro e Cuadrado, dopo essersi allenati a Boston hanno raggiunto i compagni solo da poche ore e quindi Allegri non li manda in campo dall'inizio, piazzando Mandzukic al centro dell'attacco e lanciando Bentancur dal primo minuto, al fianco di Lemina e Sturaro, per dare supporto a croato. Valverde invece, per il suo esordio sulla panchina del Barça presenta due terzi del trio delle meraviglie, tenendo il panchina solo Suarez. È proprio la velocità di Messi e Neymar a creare le maggiori difficoltà ai bianconeri e dopo un'incursione di Vidal dalla destra che costringe Buffon al primo intervento, la triangolazione tra i due assi al quarto d'ora, manda in rete il brasiliano. Peccato, perché proprio pochi secondi prima Mandzukic, pescato in area da Sturaro, aveva messo a lato di testa da ottima posizione. Neymar è scatenato e dieci minuti dopo si ripete, ricevendo in area e saltando in orizzontale tutti e quattro i difensori bianconeri, prima di spedire il raddoppio alle spalle di Buffon. Con le gambe ancora imballate dagli allenamenti, si dovrebbe far girare il pallone, esercizio in cui però i blaugrana sono maestri e a meno di cinque minuti dal riposo, ancora una combinazione tra Neymar e Messi manda in porta il brasiliano, ma questa volta Buffon riesce a chiudere lo specchio della porta e, poco dopo, ad alzare sopra la traversa una velenosa punizione dell'argentino. Nella ripresa inizia il valzer dei cambi, con l'esordio di Szczensy e De Sciglio. Il Barcellona è completamente rivoluzionato, ma pur perdendo un po' di qualità rispetto al primo tempo, con l'ingresso di Luis Suarez acquista in potenza e al 10' l'uruguaiano costringe prima Szczesny a respingere la sua conclusione ravvicinata, poi cerca l'assist a centro area, ma non trova compagni liberi. Per l'ultima mezz'ora Allegri cambia cinque uomini, regalando minuti ai reduci da Boston e a Douglas Costa, pure lui alla prima in bianconero. Gli effetti delle sostituzioni si vedono subito: dopo aver regalato un tunnel a metà campo, Dybala piazza un sinistro che Vermaelen riesce a mettere in angolo, quindi dalla bandierina pennella per la testa di Chiellini che accorcia le distanze e fissa il risultato finale. Vince il Barcellona, ma alla fine, gli applausi del Metlife sono per entrambe le squadre. RETI: Neymar 14' pt, 26' pt, Chiellini 18' st JUVENTUS Primo tempo Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Barzagli, Asamoah; Khedira, Marchisio; Sturaro, Lemina, Bentancur; Mandzukic Secondo tempo Szczesny; De Sciglio, Benatia (24' st Mandragora), Chiellini, Asamoah (15' st Alex Sandro); Pjanic, Rincon; Sturaro (15' st Cuadrado), Lemina (15' st Dybala), Bentacur (15' st Douglas Costa); Mandzukic (15' st Higuain) Allenatore: Allegri BARCELONA Primo tempo Cillessen; Vidal, Piqué, Mascherano, Digne; Rakitic, Samper, Iniesta; Messi, Paco Alcacer, Neymar Secondo tempo Vermaelen; Nelsinho, Santos, Umtiti, Jordi Alba; Sergi Roberto, Busquets, Alena; Arda Turan, L.Suarez, D. Suarez Allenatore: Valverde AMMONITI: 35' pt Vidal, 43' pt Marchisio, 45' pt Lichtsteiner http://www.juventus.com/it/news/news/2017/neymar-decide-juve-barca.php
  10. Benvenuto! Spero gli diano la maglia numero 10, il ragazzo ha carattere. Può fare molto bene.
  11. Federico BERNARDESCHI (Carrara, 16 febbraio 1994) Soprannominato Brunelleschi per la sua vena tecnica e l'eleganza realizzativa, può giocare come trequartista[3] o attaccante esterno[4] nel 4-3-3, o in moduli più contenuti, come il 3-4-1-2, fungendo da cardine tra le retrovie della difesa e le punte. Buon finalizzatore,[8] dispone di un ottimo dribbling. Mancino puro, bravo nelle punizioni e nei rigori. Inizia a giocare a calcio all'età di sei anni nell'Atletico Carrara. Dopo un anno arriva il trasferimento al Ponzano, scuola calcio dell'Empoli, cui segue l'approdo nel 2004 al settore giovanile la Fiorentina, che a dieci anni lo inserisce nel gruppo dei "Pulcini". Dopo aver compiuto tutta la trafila nel vivaio dei viola, il 2 settembre 2013 la società lo cede in prestito al Crotone, in Serie B.[16] Fa il suo debutto da professionista nel torneo cadetto l'8 settembre 2013, indossando la maglia con il numero 29, contro il Pescara.[17] Segna il suo primo gol al Brescia, nella partita di campionato giocata il 21 dello stesso mese.[18] Segna poi la sua prima doppietta nella sfida contro il Carpi.[19] Concluderà la stagione con 12 gol in 39 presenze, contribuendo a portare i calabresi ai play-off. Il 20 giugno 2014, dopo il riscatto per la metà da parte del Crotone, viene ufficializzato il controriscatto dalla Fiorentina che acquisisce nuovamente la totalità del cartellino del giocatore.[20] Viene quindi inserito in prima squadra sotto la direzione dell'allenatore Montella. Esordisce in Serie A il 14 settembre 2014, a 20 anni, entrando al 57' della partita interna contro il Genoa (0-0).[21] Quattro giorni più tardi esordisce nelle coppe europee, nella partita di Europa League al Franchi contro il Guingamp (3-0), nella quale realizza il suo primo gol in maglia viola.[22] Si ripete in Europa League nella giornata successiva contro la Dinamo Minsk (3-0).[23] Dopo un promettente inizio di stagione, all'inizio del mese di novembre riporta in allenamento la frattura del malleolo, infortunio per il quale viene operato; ritorna in campo dopo sei mesi, il 10 maggio 2015, nella sfida di campionato contro l'Empoli. Realizza il suo primo gol in Serie A il 31 maggio seguente, nell'ultima giornata di campionato, nella partita vinta 3-0 contro il Chievo.[24] Nella stagione 2015-2016 cambia numero di maglia, passando dal 29 al numero 10.[25] L'allenatore portoghese Paulo Sousa lo impiega con continuità, soprattutto come esterno di centrocampo. Il 26 novembre 2015 segna la sua prima doppietta con la maglia viola, nella partita di Europa League contro il Basilea pareggiata per 2-2.[26] Il 6 febbraio 2016 segna il suo primo gol stagionale in campionato nel pareggio per 1-1 col Bologna.[27] Il 18 febbraio seguente realizza il suo quarto gol stagionale in Europa League, nella gara di andata dei sedicesimi di finale pareggiata 1-1 contro il Tottenham.[28] Conclude la stagione con 41 presenze totali e 6 gol. Il 23 ottobre 2016, alla 9ª giornata del campionato 2016-2017, realizza la sua prima doppietta in Serie A nella partita vinta 5-3 in trasferta contro il Cagliari. Si ripete il 20 novembre, durante il derby giocato contro l'Empoli, segnando due dei quattro gol che permettono alla Fiorentina di prevalere per 4-0. Il 18 dicembre 2016, nel match perso 3-1 in trasferta contro la Lazio, indossa per la prima volta la fascia da capitano. Il 16 febbraio 2017, giorno del suo 23esimo compleanno, decide su punizione la sfida in casa del Borussia Mönchengladbach, valevole per i sedicesimi di Europa League;[29] l'1-0 perpetrato è anche la prima storica vittoria della Fiorentina in Germania. Il 28 febbraio 2014 è convocato da Luigi Di Biagio, CT della nazionale Under-21, per la partita di qualificazione all'Europeo Under-21 contro l'Irlanda del Nord del 5 marzo seguente,[31] nella quale ha fatto il suo esordio con gli Azzurrini giocando da titolare.[32] Segna la sua prima rete con l'Under-21 il 9 settembre 2014, nella partita di qualificazione Italia-Cipro (7-1).[33] Successivamente prende parte all'Europeo Under-21 2015 in Repubblica Ceca.[34] A distanza di un anno e mezzo dalla sua ultima presenza del novembre 2015, viene nuovamente convocato in Under-21 per disputare l'Europeo Under-21 2017 in Polonia. Realizza 2 gol, contro Germania e Spagna, nelle 4 partite disputate dagli Azzurrini, che vengono eliminati in semifinale dalla Spagna. Nazionale maggiore Dal 10 al 12 marzo 2014 è stato convocato dal CT della nazionale maggiore Cesare Prandelli per uno stage organizzato allo scopo di visionare giovani giocatori in vista dei Mondiali 2014,[35] venendo riconfermato per il raduno successivo del 14 e 15 aprile.[36] Il 19 marzo 2016 riceve la sua prima convocazione in nazionale maggiore dal CT Antonio Conte, per le gare amichevoli contro Spagna e Germania.[37] Esordisce il 24 marzo 2016, a 22 anni, entrando al posto di Candreva nel secondo tempo della partita Italia-Spagna (1-1) disputata a Udine.[38] Viene inserito nella lista dei 23 convocati per l'Europeo 2016,[39][40] dove viene impiegato unicamente nella terza partita del girone persa 1-0 contro l'Irlanda. Realizza il suo primo gol in Nazionale l'11 giugno 2017, sotto la gestione del CT Ventura, nella partita di qualificazione al Mondiale 2018 contro il Liechtenstein (5-0) disputata a Udine. (wikipedia.org)
  12. Mattia DE SCIGLIO (Milano, 20 ottobre 1992) Ricopre il ruolo di terzino, principalmente sulla fascia sinistra, nonostante sia un destro naturale. All'inizio della sua carriera è stata evidenziata la sua grande tranquillità in tutte le fasi di gioco, dote che ha portato gli addetti ai lavori a definirlo come possibile erede di Paolo Maldini. Ai tempi delle giovanili del Milan nasceva come difensore centrale. Inizia a giocare a calcio nella squadra dell'oratorio Santa Chiara e San Francesco di Pontesesto, una frazione di Rozzano. Nella stagione 2001-2002 gioca con il Cimiano nella categoria Pulcini e nel 2002, a 10 anni, passa nelle giovanili del Milan. Dopo aver giocato in tutte le categorie giovanili dei rossoneri dagli Esordienti agli Allievi Nazionali, nel 2009 passa nella formazione Primavera con cui vince la Coppa Italia 2009-2010 contro il Palermo. Nella stagione 2011-2012 viene promosso in prima squadra e sceglie di indossare la maglia numero 52. Esordisce con i rossoneri e nelle competizioni UEFA per club il 28 settembre 2011, a 18 anni, nella partita valevole per la fase a gironi della Champions League giocata a San Siro contro i cechi del Viktoria Plzeň, subentrando a Ignazio Abate all'87º minuto. Il 6 dicembre 2011, nella gara di ritorno sempre contro il Viktoria Plzeň, a qualificazione già acquisita, gioca la sua prima partita da titolare e rimane in campo per 90 minuti. Il 10 aprile 2012 esordisce in Serie A, giocando dal primo minuto la trasferta della 32ª giornata contro il Chievo, gara vinta dai rossoneri per 1-0. Termina la sua prima stagione con la società milanese con 3 presenze in Serie A e 2 in Champions League. Viene quindi confermato in prima squadra per la stagione 2012-2013, in cui, dopo la partenza di Taye Taiwo, decide di indossare la maglia numero 2. Con il passare delle giornate diventa sempre più un titolare fisso, inanellando ottime prestazioni sia sulla fascia destra che su quella sinistra. Conclude la sua seconda stagione in rossonero con 33 match giocati, di cui 27 in Serie A (partendo per 25 dal primo minuto), 5 in Champions League e 1 in Coppa Italia. All'inizio della stagione successiva si è infortunato al ginocchio sinistro: prima una distorsione durante il ritiro estivo e poi all'inizio di settembre del 2013 una lesione a manico di secchia del menisco mediale. A seguito dell'operazione è stato fermo per circa due mesi e, dopo aver giocato la partita di campionato contro la Lazio del 30 ottobre 2013, per tutto il successivo mese di novembre a causa di un'infiammazione al ginocchio precedentemente operato. Anche la stagione 2014-2015 è caratterizzata da numerosi problemi fisici che impediscono a De Sciglio di trovare continuità. Ottiene infatti solo 17 presenze in campionato. Il 3 maggio 2015, nella partita Napoli-Milan, viene espulso dopo appena 43 secondi ottenendo il primato di calciatore espulso più velocemente nella Serie A a inizio partita (il record assoluto spetta invece a Paolo Ammoniaci, espulso all'89′ in Roma-Lazio del 18 marzo 1979, dopo aver sostituito Vincenzo D'Amico ed essere stato presente in campo soltanto per 2 secondi a gioco fermo). Indossa per la prima volta la fascia di capitano del Milan il 27 settembre 2015 nel corso di Genoa-Milan (1-0), valida per la sesta giornata del campionato di Serie A 2015-2016, in seguito all'uscita dal campo di Riccardo Montolivo e all'assenza di altri giocatori. Il 6 marzo 2016 raggiunge le 100 presenze con la maglia del Milan, nella partita di campionato persa 2-0 contro il Sassuolo al Mapei Stadium. Conclude la sua quinta stagione in prima squadra, nella quale totalizza 29 presenze totali, disputando da titolare la finale di Coppa Italia, persa 1-0 contro la Juventus. La stagione seguente vince il suo primo trofeo come professionista, la Supercoppa italiana 2016, nella partita vinta ai rigori contro la Juventus il 23 dicembre 2016 a Doha. In questa occasione indossa anche la fascia di capitano dopo l'uscita dal campo di Abate. Il 20 luglio 2017 passa a titolo definitivo alla Juventus, per 12 milioni di euro. Nel 2010 entra a far parte della nazionale italiana Under-19, con cui gioca 6 amichevoli e 2 partite di qualificazione all'Europeo di categoria del 2011 segnando un gol contro le Fær Øer. Nel 2011 viene convocato in Under-20 dal CT Luigi Di Biagio. Con questa selezione prende parte al Torneo Quattro Nazioni 2011-2012, nel quale disputa 5 partite, di cui 4 da titolare. Viene selezionato per la prima volta in nazionale Under-21 dal CT Ciro Ferrara, per partecipare all'amichevole contro la Scozia del 25 aprile 2012. A Edimburgo contro gli scozzesi esordisce con la maglia degli Azzurrini, sostituendo Giulio Donati nel corso del secondo tempo. Il 10 agosto 2012 viene convocato per la prima volta in nazionale dal CT Cesare Prandelli, in occasione della partita amichevole contro l'Inghilterra; De Sciglio, tuttavia, non scende in campo nel match giocato a Berna contro i Tre Leoni. Dopo altre 4 presenze con l'Under-21, esordisce con Nazionale maggiore il 21 marzo 2013, a 20 anni, giocando dal primo minuto l'amichevole di Ginevra pareggiata per 2-2 contro il Brasile. Viene inserito nella lista dei 23 convocati per la Confederations Cup 2013. Nel corso del torneo disputa da titolare tutte le 3 partite della fase a gironi e successivamente la finale per il 3º posto contro l'Uruguay, vinta dall'Italia ai calci di rigore nonostante l'errore dal dischetto proprio di De Sciglio. Partecipa al Mondiale 2014, dove per colpa di un infortunio viene schierato unicamente nella terza partita del girone, la sconfitta contro l'Uruguay (1-0) che determina l'eliminazione dell'Italia. Con il CT Antonio Conte viene impiegato in 7 partite delle qualificazioni a Euro 2016. Partecipa quindi all'Europeo 2016 in Francia, dove ottiene quattro presenze. Nei quarti di finale contro la Germania trasforma l'ottavo calcio di rigore della sfida, che viene però persa dall'Italia. (wikipedia.org)
  13. Comunque sta guerra tra "Guri" è una roba patetica tanto quanto il soprannome che si sono dati
  14. Unito alla discussione generale. Non c'è bisogno di aprire un topic a notizia per il Milan.
  15. Come da titolo, fonti tutte le testate. Accordo raggiunto. Vobis.
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