Vai al contenuto

andrea

Tifoso Juventus
  • Numero contenuti

    4799
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    1

Tutti i contenuti di andrea

  1. Franco Ordine ha detto adesso che l'Inter secondo lui giocherà domenica alle 15
  2. di G.B. Olivero · 22 apr 2025 Nelle case degli italiani la tristezza arrivò per voce di Sandro Ciotti, alla Domenica Sportiva: «Scusate, dobbiamo interrompere per una ragione veramente tremenda: è morto Gaetano Scirea». Nella casa di Andora, dove Riccardo Scirea era in vacanza con i nonni, qualche minuto prima era squillato il telefono: «Ci avvisarono così. Anche io poi mi misi davanti alla televisione. Mamma era da Anna Zoff: si sarebbero visti tutti insieme a Torino, papà di rientro dalla Polonia con il volo in arrivo alle 21 e Dino con la squadra di ritorno da Verona dove la Juve aveva vinto 4-1. All’inizio, e per un po’ di tempo, era come se non ci volessi credere: un dolore così forte che lo rifiuti. Al punto da fare finta di nulla. Il mio cervello non elaborava la cosa. Poi io e mamma ci siamo fatti forza anche per rispondere alla tantissime manifestazioni d’affetto. E in seguito ho cercato di trasmettere l’esempio di papà ai miei figli». La vita del dodicenne Riccardo, in quel maledetto 3 settembre 1989, fu stravolta per sempre. ► Qual è il primo ricordo di suo padre? «I giorni in cui saltavo scuola e andavo con papà all’allenamento. Lo guardavo con il magazziniere e quando era finito facevo un po’ di passaggi con lui». ► Una sua frase famosa in campo: «Non vi vergognate? Le vostre mogli vi stanno guardando». Chi era Gaetano Scirea? «Una persona normale che faceva un lavoro particolare e non si è mai messo su un piedistallo. Un capitano: sapeva come comportarsi. Un uomo che ha vissuto nella semplicità. Un calciatore che preferiva tirare la maglia piuttosto che fare un fallaccio. Ecco perché lo hanno sempre rispettato tutti». ► Si è mai sentito “costretto” a essere alla sua altezza? «Non ci ho mai pensato troppo. Ho provato a giocare senza preoccuparmi dei paragoni. E ho trovato la mia strada, sempre nel calcio. Sono contento e orgoglioso di quello che sto facendo come match analyst e spero lo sia pure lui». ► Un suo tratto caratteriale che ancora adesso la lascia a bocca aperta? «La tranquillità. Era molto sereno, disponibile. Scherzavamo, giocavamo a calcio in casa e spaccavamo tutto: mamma si incavolava. Me lo sarei voluto godere di più: se n’è andato quando io avevo l’età in cui un figlio gioca tanto con il papà». ► Ci sono zone della città o momenti in cui le sembra di vederlo? «Alla Crocetta, il quartiere in cui abitavamo. Facevamo la passeggiata per andare a Messa, tutti lo fermavano e lui era gentile con ogni persona». ► Tre flashback. L’assist per Tardelli al Bernabeu nella finale del Mondiale. Più orgoglioso da figlio o ammirato da match analyst? «Ho visto tante sue partite: senza voler fare paragoni tra epoche diverse, quella qualità tecnica e quei tocchi di palla li vedo raramente. L’azione al Bernabeu è bellissima: guardi il tempo che sceglie per passare a Tardelli. Papà sapeva sempre quando e dove salire. Creava la superiorità numerica. Ha personalizzato il ruolo di libero come aveva fatto Beckenbauer, sfruttando i suoi inizi da mezzala». ► La doppietta nel derby del 7 marzo 1982. Capitava che fosse davvero soddisfatto di come giocava? «Sì. Quel giorno si aspettava che a “90º minuto” la sua doppietta venisse enfatizzata anche perché la Juve aveva rimontato da 0-2 a 4-2. Ma quelli erano altri tempi, c’era più pacatezza. Ci restò un po’ male perché quella doppietta passò quasi come una cosa normale, ma era molto soddisfatto». ► Le parole al microfono all’Heysel, il 29 maggio 1985: «La partita si giocherà. Restate calmi, giochiamo per voi». «Io ero piccolo. Mamma mi raccontò che furono settimane molto dure. Tornato a casa, dormiva poco. Fu un’esperienza traumatizzante. Videro scene strazianti anche negli spogliatoi. Non volevano giocare». ► La Juve non ritira le maglie. Non sarebbe il caso di fare un’eccezione per la 6? «No, io sono felice quando vedo la numero 6 bianconera in campo. Papà manca molto al calcio, ha fatto tanto, ha dato l’esempio. Ed è giusto che i bambini sognino di giocare con quella maglia». ► Carlo e Davide Ancelotti lavorano insieme. Pensa mai a quanto sarebbe stato bello? «Sì, ci penso. Credo che lui oggi sarebbe ancora su una panchina. Non so se ci sarebbe stata l’opportunità di lavorare insieme, ma mi sarebbe piaciuto. Ho tutti gli appunti che papà aveva compilato quando faceva il secondo di Zoff e andava a studiare le rivali della Juve. Mi ha dato alcuni spunti interessanti. Sono contento per gli Ancelotti, deve essere un’esperienza bellissima». ► La Juve è parte della sua famiglia? «Certo, è normale. Ho sempre assaporato l’ambiente, lo spogliatoio, lo stile, il modo di pensare, la juventinità. Il senso di responsabilità. Continuo a imparare e spero di aver dato qualcosa: sono match analyst dal 2008, credo di essermi meritato la fiducia. I miei tre figli (Gabriele di 13 anni, Edoardo di 11 e Gregorio di 5) vengono allo stadio, giocano a calcio, riguardano i gol del nonno. Cerco di insegnare i valori dello sport». ► Ha qualche cimelio di papà Gaetano? «Ho un guardaroba solo per le maglie utilizzate da lui o scambiate, anche in Nazionale. Le scarpe del Mondiale 1982, bucate davanti: erano rotte, ma non volle cambiarle. E poi c’è il pallone dei due gol che fece al Catania nel 1984 con la sua firma e una dedica di mamma: “Il Pelé bianco segna una doppietta”. Conservo tantissime cose. Ero davvero piccolo quando lui morì. Vedevo tutti i miei amici che giocavano con i loro papà. Mi mancava. Mi manca».
  3. Voglio vedere quando verrà presa una decisione
  4. La morte del Papa is the new vulcano islandese
  5. https://x.com/DIABOLIK_7/status/1914316146712444970?t=3mz2foCtwfquSt21T_aXOw&s=19
  6. Verranno squalificati. Intendo dire arbitro e assistenti.
  7. Con la sconfitta delle melme siamo nella melma
  8. Quindi Mamozio farebbe lo juventino anche su X? Non state esagerando?
  9. Napoli in affanno giocando una partita a settimana
  10. https://x.com/_RB1N_/status/1912785106885898688?t=u_zxdsuhkG2vvr8r51tkKA&s=19
  11. La prima pagina del Washington Post di oggi https://www.washingtonpost.com/world/2025/04/17/inter-ac-milan-ultra-fans-mafia/
  12. Calvo è come quelli che vendono le batterie di pentole e la prima gliela comprano i genitori
  13. Vabbè https://x.com/SerieA/status/1912804538542682555?t=yl-22iFyQoexeh4O0yAM0A&s=19
  14. andrea

    EL PENTAPLETE

    Anche i tedeschi cominciano ad avere qualche dubbio https://x.com/Fabio_Wallys/status/1912831349133660416?t=cZPvCgQ9GECB7FOaTDR6fQ&s=19
  15. https://www.dagospia.com/sport/giorgio-chiellini-studia-presidente-figc-oggi-e-dirigente-juve-si-431691
  16. https://www.dagospia.com/sport/foto-flash-e-normale-ezio-maria-simonelli-numero-1-lega-serie-a-431656
  17. andrea

    EL PENTAPLETE

    Passaggio turno semifinale Inter 2,25 Barcellona 1,65
  18. https://x.com/Fabio_Wallys/status/1912560505807314975?t=NuMICz024fLNl41SfrQjvA&s=19
  19. https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/2025/04/16-140020319/chin_e_le_plusvalenze_tanti_auguri_i_fascicoli_che_compiono_gli_anni
  20. andrea

    EL PENTAPLETE

    Quote passaggio turno Inter 1,40 Bayern 3 Real 5 Arsenal 1,18
  21. SVOLTA BIANCONERA NEL MIRINO TONALI LUCCA E COMUZZO Alla Continassa torna di moda il “made in Italy”: dal mediano del Newcastle a Retegui come alternativa a Osimhen. E lunedì test per Leoni Di Filippo Cornacchia TORINO · 16 apr 2025 La Signora italiana tira e spesso vince. È successo tante volte nella storia della Juventus, l’ultima durante il ciclo leggendario dei nove scudetti consecutivi. Il “made in Italy” non passa mai di moda alla Continassa e per la prossima estate si progetta una spruzzata in più di azzurro. Almeno un paio di colpi “nazionali” da aggiungere a Locatelli e compagni per tornare a lottare per lo scudetto. Il “portabandiera” degli obiettivi italiani è Sandro Tonali, mediano del Newcastle e della Nazionale del ct Luciano Spalletti già sondato a più riprese dal direttore tecnico Cristiano Giuntoli. Ma i bianconeri, in vista della rivoluzione dell’attacco, guardano con attenzione anche ai gol tricolori. Dopo aver ceduto Moise Kean alla Fiorentina (22 reti stagionali), nel mirino ci sono Lorenzo Lucca (Udinese) e Mateo Retegui, capocannoniere dell’Atalanta e del campionato con 23 centri. La lista è completata da due possibili eredi della storica “BBC” Barzagli-Bonucci-Chiellini: la Juventus si è già iscritta alla nutrita corsa per Pietro Comuzzo (classe 2005 della Fiorentina) e Giovanni Leoni (2006 del Parma). Il primo obiettivo Una sorta di ritorno al passato dopo le ultime campagne acquisti. Tra l’estate 2024 e l’inverno 2025, Cristiano Giuntoli ha investito oltre 200 milioni per 13 rinforzi. A parte il portiere Michele Di Gregorio (ex Monza, 18 milioni), tutti stranieri: da Teun Koopmeiners (51,3 milioni più bonus) a Llyod Kelly (operazione da più di venti milioni), ultimo ritocco di gennaio e ponte per l’assalto di luglio a Tonali. Giuntoli, a margine dell’affare per l’inglese con il Newcastle, ha iniziato a lavorare su Sandro. L’ex milanista è il primo nome della lista azzurra, ma domina anche quella generale assieme a Victor Osimhen, goleador del Napoli in prestito al Galatasaray e classica eccezione che conferma la regola. Tonali costa almeno 60-70 milioni, ma sarebbe uno dei pochi giocatori in grado di spostare gli equilibri del centrocampo di Igor Tudor: questione di cambio di passo e qualità. La Juventus si è già mossa, però il puzzle è soltanto all’inizio. Il post Vlahovic In attacco tutto ruota attorno a Dusan Vlahovic, che non rinnova e finirà sul mercato, e Victor Osimhen. Il nigeriano (clausola per l’estero da 75 milioni) è il prescelto per il post DV9. Ovviamente Napoli permettendo. Il via libera di Aurelio De Laurentiis non è ancora scontato e così, in alternativa a Osimhen, alla Continassa pensano a Retegui, bomber dell’Italia e dell’Atalanta. In lista c’è anche Lorenzo Lucca (Udinese), ma la punta di Moncalieri – 12 reti stagionali - interessa a prescindere dal momento che la Juventus pensa ad almeno due arrivi in avanti. Uno al posto di Vlahovic e uno per sostituire i partenti Kolo Muani (attualmente in prestito secco dal Psg) e Arek Milik, ancora ai box per infortunio e fermo a zero minuti in questa stagione. Da Comuzzo a... Leoni Se in avanti sarà rivoluzione, in difesa i bianconeri tengono le antenne dritte sui giovani italiani più interessanti: a partire da Comuzzo. Qualche contatto c’è già stato e con la Fiorentina sono stati tanti gli affari nelle ultime stagioni: da Chiesa a Vlahovic, da Kean a Nico Gonzalez fino a Fagioli. Nei radar c’è anche Leoni, avversario lunedì con il Parma e rivelazione della Sampdoria 2023-24: a Genova attribuiscono l’intuizione all’ex capo scout blucerchiato Lorenzo Giani e ad Andrea Pirlo, entrambi protagonisti nella Juventus vincente del passato
  22. https://x.com/mirkonicolino/status/1912422396486656280?t=fjiMxjWbOhrRSRXZJBwYHg&s=19
  23. https://x.com/Baldo14603459/status/1912040772393632056?t=dx28pdRV15SNoeXc85rN6Q&s=19
×
×
  • Crea Nuovo...