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andrea

Tifoso Juventus
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  1. Abbiamo un gioco posizionale https://x.com/MaxNerozzi/status/1893894105224069193?t=wvPPGfWS9a1pfDHuW_Aafg&s=19
  2. https://www.dagospia.com/sport/cesare-prandelli-juve-finale-dell-heysel-le-statistiche-che-palle-425683
  3. https://x.com/a_crosta/status/1893992550588899457?t=g28OOeF0RoRDWi9lf2lG6Q&s=19
  4. https://x.com/accountparodia/status/1893393845305438232?t=ktoSJsRyUNbgGTQuCU2Rzg&s=19
  5. andrea

    EL PENTAPLETE

    Le quote dopo il sorteggio Real Madrid 5.00 Liverpool 6.00 Barcellona 6.00 Arsenal 7.50 Bayern Monaco 9.00 Paris Saint-Germain 12.00 Inter 12.00 Atletico Madrid 25.00 Bayer Leverkusen 25.00 Aston Villa 33.00 Borussia Dortmund 66.00 Lille 100.00 Benfica 100.00 PSV Eindhoven 300.00 Feyenoord 300.00 Club Brugge 300.00
  6. Juve, il quarto posto o scatta il ribaltone Delusione, non disperazione dopo il ko. Ma adesso Thiago Motta non può più sbagliare Di Massimiliano Nerozzi · 21 feb 2025 Tattica e gestione Oltre alla tattica, la gestione del gruppo non convince tutti e spesso è sorprendente Punti di vista Locatelli: «Abbiamo buttato la partita», il tecnico: «Non abbiamo buttato niente» C’è delusione, tanta, non disperazione a casa Juve, il giorno dopo aver subito il ribaltone a Eindhoven, da favorita a tradita (dai suoi, anche): «Siamo arrabbiati, perché volevamo andare avanti, ma alla fine il Psv ci è stato superiore», sintetizzava Thiago Motta. Che «è e resterà il nostro allenatore», lo cementano sulla panchina gli spifferi della società, anche per la prossima stagione, nonostante sia svanito il primo traguardo stagionale, monetario ancor prima che sportivo. Tra gli obiettivi definiti nel Piano strategico per gli esercizi 2024/25 – 2026/27, con stime aggiornate nel cda del 27 settembre 2024, c’è infatti anche «la partecipazione agli ottavi di finale di Champions a partire dall’edizione 2024/2025». Risultato che avrebbe portato nelle casse del club altri 11 milioni di euro. Dopodiché, nell’elenco dei target c’è pure «un piazzamento finale nel campionato che consenta ogni anno di partecipare alla stessa Champions, fino alla stagione 2026/2027». È la linea del Piave, oltre la quale nulla potrà essere escluso: con Madama fuori dal ballo delle prime quattro, anche la posizione dell’allenatore sarebbe in discussione, come accade in questo mestiere. Confine tracciato dalla proprietà, ancor prima che dalla società, visto che per risanare il bilancio, e affrontare la crisi post terremoto giudiziario, fu scelto un cda da consiglio di guerra (contabile). Poi certo, peserà pure il tipo di percorso sportivo, da qui a fine maggio, tra sviluppo di gioco e di giocatori; di più avendo investito, e creduto, in un tecnico come Thiago, e lavorato tagliando gli ingaggi e assemblando la seconda squadra più giovane della serie A. E che, anche nel covo del Psv, aveva una line-up da futuro prossimo, con 25 anni, 8 mesi, e 20 giorni di età media. Proprio per questo, fin dall’inizio, il direttore dell’area tecnica Cristiano Giuntoli, aveva illustrato la road map: ci vorranno un paio d’anni — il concetto — per tornare virtuosi sui conti e competitivi sul prato. Dunque, ora et labora. Il che, va da sé, non garantisce comunque l’immunità da errori, che ci sono stati, partendo dalla gestione dell’ultima sfida europea. Per dire, c’era una volta una squadra che si difendeva con il possesso palla, disarmando così in partenza il nemico: eppure, nel secondo tempo di Eindhoven, i bianconeri hanno tentato 132 passaggi, di cui 86 completati; compresi 35 lanci lunghi, di cui 12 andati a buon fine. Anche per questo, un primo tempo equilibrato (4 tiri il Psv, 7 la Juve) è diventato una grandinata nel secondo (17 tiri a 3 per gli olandesi) e nell’overtime (4 a 1 gli spari nello specchio). «Nella ripresa — spiegava ancora Thiago — ci sono state situazioni che dovevamo evitare: il secondo gol nasce da una palla nostra, che diamo a loro e prendiamo contropiede; il terzo era evitabile, perché Bakayoko stoppa la palla dentro l’area di rigore, e a questo livello non puoi permetterlo». Oltre alla tattica, c’è una gestione del gruppo che, ad alcuni, può sembrare vagamente naif, al di là della differente visione dopo la sconfitta in Olanda, tra Manuel Locatelli («Abbiamo buttato via la qualificazione») e il tecnico («Non abbiamo buttato via nulla»). A tratti, pare quasi una questione di empatia, con lo spogliatoio. Danilo, che pure pensa che Thiago sia un ottimo allenatore, era perplesso sulle modalità comunicative scelte, mica solo nei suoi confronti. Da qui, impressioni, tra gli stessi giocatori, che sono zenith e nadir: «Per certe intuizioni pensi possa essere il nuovo Guardiola»; e «a volte non sai mai cosa aspettarti, anche per la formazione che farà giocare». Altra sirena, da un pezzo di spogliatoio: manca una figura «alla Agnelli», presente e non solo presidente (o ad). Impossibile però lo possano essere Ferrero e Scanavino, chiamati a ristrutturare la contabilità: che è poi quella che deciderà il futuro, di tutti.
  7. JUVE: PAGA YILDIZ SENZA CHAMPIONS SARÀ SACRIFICATO PER 80-90 MILIONI Le big inglesi già attive tramite Mendes, ma il turco vuole restare. Giuntoli pensa a fare cassa per Osimhen e Tonali Di Filippo Cornacchia TORINO · 21 feb 2025 Uscite e idee Cambiaso-Vlahovic verso l’addio. Nel mirino Hancko e gli atalantini Ederson e Lookman Champions o non Champions fa tutta la differenza del mondo, anche sul mercato. Senza il quarto posto e i premi Uefa, la Juventus sarà costretta a fare bancomat attraverso qualche ricco addio. Il dt Cristiano Giuntoli punta a incassare un centinaio di milioni tra Andrea Cambiaso (City, Bayern o Real Madrid) e Dusan Vlahovic, sempre più ai margini dopo la decisione di non voler rinnovare il contratto. Le cessioni dell’azzurro e del nove, però, potrebbero non bastare per sistemare i conti e finanziare i prossimi colpi. Per tutti questi motivi, alla Continassa tengono in serbo un piano alternativo: il sacrificio della stellina Kenan Yildiz, il più richiesto dei bianconeri nei salotti della Premier League. La scorsa estate la Juventus ha risposto “no, grazie” ai 60 milioni del Chelsea, preferendo monetizzare quasi tutti i giovani della Next Gen – da Solulé a Huijsen - pur di non dover rinunciare al numero 10 bianconero. Il prossimo luglio un assegno da 80-90 milioni sarebbe difficilmente rifiutabile, soprattutto senza la Champions League. Asta inglese Yildiz ha appena rinnovato il contratto fino al 2029 e della rosa di Thiago Motta è l’unico sempre presente in tutte le 37 partite stagionali. L’esplosione del 19enne, da agosto numero 10 bianconero come il suo idolo Del Piero, non è passata inosservata in Inghilterra. Questione di talento, affidabilità e margini di miglioramento. Kenan – 6 gol e 5 assist - è un giocatore “diverso” e in Premier sono pronti a ricoprire d’oro la Signora. Giuntoli non ha un’offerta sul tavolo, però ha già capito l’aria che tira. Sensazioni rafforzate dai contatti con Jorge Mendes, lo storico agente di Cristiano Ronaldo. Il manager portoghese non è il procuratore del fantasista juventino, ma ha contatti con tutte le big d’Europa e lo scorso mese è stato visto in noto ristorante di Torino prima con Giuntoli e poi con la famiglia di Yildiz. Mendes, protagonista anche di grandi intermediazioni, ha informato il dirigente juventino dell’interesse crescente da parte di City, Chelsea, Liverpool e United. Yildiz vuole la Juve Il sacrificio di Yildiz sarebbe doloroso dal punto di vista tecnico ma preziosissimo sotto il profilo economico: gli 80-90 milioni sarebbero tutti di plusvalenza dal momento che il numero 10 nell’estate 2022 è arrivato a Torino a zero e dopo lo svincolo dal Bayern. L’idea di un ricco divorzio ingolosisce i dirigenti, molto meno il fantasista di Ratisbona. Yildiz in Italia e nella Juventus si trova benissimo e con i tifosi bianconeri ha instaurato un feeling straordinario. In Turchia sono convinti che il ragazzo non solo non voglia lasciare la Signora, ma nel caso in estate farà di tutto per restare al proprio posto, anche a costo di rinunciare agli ingaggi superiori della Premier. Un po’ perché considera la Juventus il posto migliore per crescere e un po’ perché sogna di emulare il suo mito Del Piero. Da Osi a Tonali Può succedere di tutto e il quarto posto sarà determinante in un senso o nell’altro. Una cosa è certa: Giuntoli, dopo aver gettato le basi con la rivoluzione degli ultimi mesi, tra luglio e agosto ha intenzione di aumentare la qualità e la personalità della squadra con almeno un innesto per reparto. Se in difesa il promesso sposo è David Hancko (Feyenoord), trattato a più riprese già a gennaio, in mezzo al campo si punta a uno tra Sandro Tonali (Newcastle) e Ederson (Atalanta). Il corteggiamento dell’azzurro è già iniziato, l’idea della Juventus è quella di offrire Douglas Luiz al Newcastle come parziale contropartita. In attacco, al netto del prestito bis di Kolo Muani dal Psg, antenne sempre dritte sull’atalantino Ademola Lookman. Il principale obiettivo di Giuntoli, però, è quello di portare a Torino Victor Osimhen, il bomber con cui ha vinto lo scudetto. Il nigeriano del Napoli, attualmente in prestito al Galatasaray, è il primo nome per il post Vlahovic.
  8. Lewis e l’anguria di Luigi Garlando · 20 feb 2025 Nel settembre del 2020, l’aspirante juventino Luis Suarez affrontò un esame di lingua italiana all’università di Perugia. Gli misero davanti una foto e il Pistolero, in bermuda e t-shirt, raccontò: «Bambino porta cocumella». «Anguria», corresse l’esaminatore. Molto meglio l’esordio linguistico di Lewis Hamilton, in divisa rossa: «Sono felice di iniziare questa nuova avventura, con voi, in Ferrari». Poche parole, ma, appena arrivato, avrebbe potuto ricorrere all’interprete. Rivolgersi al popolo del Cavallino nella nostra lingua, fin dalla prima ora, significa: «Lo so che la Ferrari è più di una scuderia, è l’Italia. Sarò il pilota di tutti voi». Quelle poche parole e gli occhi gioiosi con cui le ha pronunciate sono state una promessa d’amore, il primo rombo di motore. Non era scontato. Anche Cristiano Ronaldo sapeva di guidare la squadra più amata dagli italiani, ma, dopo tre anni di Juve, non rilasciava ancora interviste in italiano, perché il Goat, nella sua altezza, non sente il bisogno di adeguarsi ai contesti. Osimhen e Kvara hanno vinto a Napoli e sono ripartiti, senza aver parlato italiano. Kim e Ciro Mertens, invece, maneggiavano il dialetto. Lukaku, otto lingue, ha spiegato: «Io devo saper dire a un compagno dove voglio la palla». L’olandese De Ligt parlava come noi dopo 5’ di Juve, l’olandese Dumfries, dopo tre anni e mezzo di Inter, è fermo all’inglese. Usare la lingua di chi ti ospita è una forma di gratitudine, togliersi il cappello in casa d’altri. Hamilton l’ha fatto. Guiderà una Ferrari rossa come una “cocumella”. L’Emilia ne produce 45.000 tonnellate all’anno.
  9. Il cambio di gioco delle ultime partite https://x.com/CalcioDatato/status/1892533303246234042?t=yQNxn9QW_I7QFa0k9B0hig&s=19
  10. Per la prima volta la Juventus è stata eliminata in una doppia sfida nella fase a eliminazione diretta in UCL dopo aver vinto l’andata (aveva sempre superato il turno nelle 11 occasioni precedenti).
  11. https://x.com/fondazionejb/status/1891888683688550513?t=nIYhUA_cegweeh7RoDftgA&s=19
  12. andrea

    EL PENTAPLETE

    Secondo i bookmakers Milan e Juve hanno le stesse possibilità di passare il turno
  13. Vabbè https://m.fcinternews.it/curiosita-gossip/massimo-moratti-e-la-maturita-calabrese-20094
  14. Fosse stato un tifoso granata avrebbe comprato il Toro con due spicci
  15. https://x.com/paoloardoino/status/1891447768142475398?t=P6Ft8bfYVYvtfDFadbekiw&s=19
  16. «Siamo tifosi della Juve non un fondo speculativo, Vogliamo che torni grande» Ardoino, ad di Tether, l’azienda che ha acquistato il 5% del club Di Massimiliano Nerozzi · 17 feb 2025 Possiamo sostenere la Juve per i prossimi 2.000 anni Non siamo solo criptovalute, vogliamo creare qualcosa di nuovo TORINO Passione e quattrini non si discutono: «Siamo tifosi e abbiamo la capacità finanziaria per sostenere la Juve nei prossimi 2000 anni», dice tra un volo e l’altro Paolo Ardoino, 40 anni, origini liguri e cittadino del mondo, ad di Tether, il colosso di cripto e nuove tecnologie da 140 miliardi di dollari che s’è appena preso poco più del 5 per cento del club bianconero. Quando avete deciso? «Da qualche mese, acquisendo quote sul mercato: siamo ancora piccolini». Diventerete più grandi? «Onestamente: vorremmo aiutare la dirigenza, chiedendo se sarà poi necessario acquisire una quota maggiore. Ma dietro non c’è alcun piano machiavellico». Avevate avvertito Exor? «C’erano stati scambi con la dirigenza e la proprietà, per una valutazione strategica». Perché Tether ha deciso di investire nella Juve? «Premessa: non siamo un fondo speculativo. Dunque, per una serie di fattori, a partire dal tifo: sia io che Giancarlo (Devasini, il fondatore, ndr) siamo tifosi. E poi perché la squadra, tra i club più importanti del mondo, ha potenzialità incredibili». Sulle criptovalute nel calcio c’è un po’ di diffidenza. «Abbiamo chiuso l’anno con 13,7 miliardi di utili e ci associano alle cripto, ma facciamo tanto altro: nuove tecnologie, una società che sviluppa l’ai e altre che si occupano di biotech». Che c’entra con il pallone? «Ai e biotech diventeranno sempre più importanti nel calcio, e la Juve ha una formidabile fan base nel mondo». Volete farvi pubblicità? «La Juve è troppo importante per fare questo scompiglio: partiamo in punta di piedi, la tifoseria deve adattarsi alla nostra presenza». Diventerete sponsor? «Non lo escludo, ma ora non conosciamo i termini di un eventuale contratto. Però, non si fa tutto questo per pubblicità». La clip della zebra su X? «È la riscossa: passare da essere inseguiti a inseguire. Tornare dove si merita: “Make Juve Great Again”». Slogan scelto perché siete vicini a Trump? «Vero, ma l’ho scelto perché ha funzionato». Ha gasato i tifosi. «Spero lo siano perché hanno capito le potenzialità». Quali sarebbero? «Vogliamo creare qualcosa di nuovo: il calcio è legato a modelli di sviluppo e comunicazione antichi, che non si investa in tecnologia e comunicazione mi pare assurdo». Farete la rivoluzione? «Big data e Ai aumenteranno la possibilità di conoscenza e, quindi, di scelte». Le piace Thiago Motta? «Mi sembra una persona estremamente capace: può fare meglio, come tutti, ma è un allenatore con capacità incredibili». L’ultima volta allo stadio? «San Siro, contro l’inter: la partita più bella che abbia mai visto». Il 4-4 è roba da Luna park. «Io mi sono emozionato: è più bello quando te la sudi». Giocatore preferito? «Sarò scontato, ma dico Del Piero».
  17. https://www.ultimouomo.com/caso-jannik-sinner-doping-wada-chi-sta-mentendo
  18. Mancano quattro gialli https://x.com/JU29ROTEAM/status/1891415566524592384?t=Y1ZSnpPM4iWOqIwTZNaF4w&s=19
  19. https://x.com/Chiariello_CS/status/1891278178812912072?t=rWmuzL1q5BtyzdGvBe7nXQ&s=19
  20. Queste notizie contribuiranno a dare certezze alla squadra e all'allenatore...
  21. https://x.com/carlopaolofesta/status/1890431070425800795?t=qv1Mh_erwRqz9XWjtNIJzg&s=19
  22. https://m.fcinternews.it/in-primo-piano/bellinazzo-oaktree-proprieta-solida-all-inter-un-progetto-non-a-breve-termine-poi-smonta-le-tesi-di-i-report-i-975370
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