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andrea

Tifoso Juventus
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  1. Chiesa, prima le nozze poi permesso e Continassa Non andrà in Germania Dal Chelsea allo United: il futuro di Fede sembra sempre più lontano dalla Juventus di Filippo Cornacchia TORINO · 14 lug 2024 Il conto alla rovescia sta per finire: sabato prossimo Federico Chiesa sposerà la sua Lucia. La cerimonia è in programma a Grosseto, ma poi il “viaggio di nozze” di Fede non proseguirà in Germania con la Juventus. Il club bianconero ha concesso qualche giorno di permesso matrimoniale all’attaccante. L’azzurro non sarà alla Continassa il 20, quando i bianconeri partiranno per il ritiro tedesco, e quasi certamente non raggiungerà il gruppo a Herzogenaurach successivamente. La Juventus resterà nella città dell’Adidas fino al 25 e il giorno successivo (il 26) disputerà la prima amichevole a Norimberga contro la squadra allenata dall’ex laziale Miroslav Klose. Visti i tempi stretti – Chiesa è in permesso fino al 22,23 luglio – l’azzurro comincerà ad allenarsi direttamente a Torino – e non in Germania - assieme agli altri bianconeri che resteranno alla Continassa. Distanza I motivi logistici temporali sono oggettivi e si intrecciano alla strana estate che sta vivendo Chiesa. Federico, dopo la delusione vissuta all’Europeo con l’Italia, ha capito di non essere più centrale nel nuovo progetto bianconero. Ma prima di prendere in considerazione una nuova avventura, Chiesa vuole toccare con mano quello che ha iniziato a intuire a distanza. Non è un mistero, infatti, che l’azzurro sia considerato sacrificabile tanto da Thiago Motta quanto dalla società, che non vuole rischiare di perderlo fra dodici mesi a parametro zero. Il prolungamento di contratto (quello attuale scade nel 2025) è segnalato in salita e senza una nuova intesa la separazione sarà inevitabile. Può succedere ancora di tutto, ma la sensazione è Chiesa e la Juventus non siano mai stati così lontani. Federico non è considerato fuori dal progetto tecnico, come ad esempio i vari McKennie, Milik, Kostic..., però per svariate ragioni (anche economiche) alla Continassa sono entrati nell’ordine delle idee di sacrificare anche il figlio d’arte per rifinire la squadra progettata con Motta. Non a caso la Juventus sta sondando molte ali sul mercato: da Adeyemi (Borussia Dortmund) a Sancho (Manchester United) fino alle novità del Porto: Francisco Conceicao e Galeno (brasiliano con passaporto portoghese). E l’impressione è che neppure il sacrificio di Soulé, dato per imminente, possa cambiare i piani della Juventus su Chiesa. Occhio alla Premier Federico, nei giorni del corteggiamento della Roma di Daniele De Rossi, ha preso tempo per concentrarsi sul matrimonio, valutare la situazione al rientro alla Continassa e per guardarsi intorno, soprattutto all’estero. Lo scambio con Jadon Sancho del Manchester United resta un’ipotesi: a Old Trafford stanno ragionando sulla possibilità. In Premier si sono informati anche il Tottenham e il Chelsea. La Juventus parte da una valutazione di 20-25 milioni più bonus.
  2. DUE ALI per volare ADEYEMI SUBITO CON I SOLDI DI SOULÉ SANCHO IN PRESTITO LAST MINUTE Giuntoli ha l’ok del tedesco ed è pronto a trattare col Borussia. Alternative: Galeno e Conceiçao Di Filippo Cornacchia TORINO · 14 lug 2024 Almeno due ali, probabilmente tre. Una in tempi brevi dopo la cessione di Matias Soulé, con Adeyemi in pole. Le altre a fine mercato, quando anche Federico Chiesa potrebbe aver già lasciato la Signora: Sancho più un altro prestito. Il progetto è tanto ambizioso quanto difficile e soprattutto è legato alle cessioni. Provarci, non significa sempre riuscirci nel mercato. La Juventus, dopo la ristrutturazione del centrocampo, vuole ridisegnare anche l’attacco a immagine e somiglianza di Thiago Motta. Il nuovo allenatore bianconero intende ripartire dal 4-2-3-1/4-3-3 rinfrescando il reparto. Accanto a Dusan Vlahovic e all’intoccabile Kenan Yildiz, potrebbe cambiare quasi tutto da qui al 30 agosto. Se Moise Kean è già stato venduto alla Fiorentina, tanto Arek Milik quanto Filip Kostic non sono nei piani di Motta. E Chiesa sembra sempre più lontano dalla Juve. Così il dt Cristiano Giuntoli da un lato sta cercando sistemazione ai giocatori considerati in uscita e dall’altro sta proseguendo nei sondaggi e nelle trattative per gli obiettivi concordati con Thiago. La formula sarà la stessa: uno esce e uno entra. L’addio più imminente è quello di Matias Soulé. Se il Leicester è pronto a rilanciare, superando i 30 milioni richiesti dalla Juventus, West Ham e Roma studiano un possibile inserimento. Motta avrebbe voluto tenere l’argentino, anche per questo Giuntoli preferirebbe una cessione all’estero. Ma alla fine saranno i soldi a fare la differenza. I bianconeri, una volta ceduto Soulé, proveranno a regalare subito il sostituto a Thiago. Giuntoli si muoverà su più tavoli, a partire da quello di Karim Adeyemi del Borussia Dortmund. Alternative del Porto La Juventus ha già registrato la disponibilità del jolly tedesco. L’incasso di Soulé servirà per provare a tentare i vice campioni d’Europa, che hanno ricevuto dei sondaggi anche dal Chelsea per l’ex Salisburgo. Tutto può succedere, ma difficilmente il Borussia Dortmund ascolterà proposte inferiori ai 30-40 milioni più bonus. Più o meno gli stessi soldi che il Porto potrebbe chiedere per Galeno (brasiliano con passaporto portoghese), finito nei radar bianconeri assieme al compagno di squadra Francisco Conceiçao, il figlio dell’ex laziale Sergio. Tutte ali di qualità, ma ovviamente alternative tra loro per una questione di prezzo. La Juventus partirà da Adeyemi e da Dortmund, ma è pronta a virare dalle parti di Oporto. Seconda ala E Sancho? L’inglese è sempre in cima ai pensieri della Juventus, ma alla Continassa hanno capito che servirà un po’ di pazienza per ingaggiarlo in prestito. A maggiore ragione adesso che il Manchester United ha reintegrato l’ex Borussia Dortmund. Giuntoli ha il sì di Sancho, a un passo da Torino a gennaio, e salvo sorprese positive spera di chiuderlo al momento dei saldi... che di solito si presentano intorno a Ferragosto. Sancho in prestito escluderebbe Mason Greenwood, lui sì ancora fuori rosa a Old Trafford e in trattativa con Napoli, Marsiglia e Lazio. Questione regolamentare, non tecnica: la Juventus ha occupato i due slot extracomunitari (Adzic e Douglas Luiz) e adesso può ingaggiare soltanto un giocatore inglese/albanese. Il prescelto è Sancho e il suo arrivo in prestito non escluderebbe quello di Adeyemi (o Galeno). Due ali al prezzo di uno. Vice Vlahovic Ma in realtà, in caso di cessione di Chiesa e Milik, i bianconeri potrebbero rivoluzionare completamente l’attacco ingaggiando un altro esterno offensivo e non un centravanti come vice Vlahovic. A quel punto, in assenza del serbo, Thiago Motta è pronto a giocare con un’ala come falso 9, assetto già sperimentato anche a Bologna. Per tutti questi motivi, nella lista bianconera figura ancora il nome di Domenico Berardi, retrocesso in B con il Sassuolo e in fase di recupero dall’infortunio.
  3. L’argentino dice sì al Leicester Si aspetta il rilancio di Fabiana Della Valle TORINO · 13 lug 2024 LA SITUAZIONE Per l’esterno è pronto un contratto da circa 3 milioni di euro a stagione, ma gli inglesi devono alzare l’offerta sopra ai 30 milioni Matias Soulé sta trascorrendo i primi giorni di ritiro alla Continassa sapendo che il suo futuro potrebbe essere altrove. L’esterno argentino, che ha passato l’ultima stagione in prestito al Frosinone, è tornato con la speranza di restare ma anche con la consapevolezza che di fronte a un’offerta importante sarebbe stato ceduto. Quell’offerta non è ancora stata messa nero su bianco ma potrebbe arrivare presto, perché il Leicester fa sul serio ed è pronto a formalizzare una proposta da 25 milioni più 5 di bonus, che però ancora non bastano per convincere la Juventus. La pista però è calda e se gli inglesi rilanceranno, superando quota 30 (premi inclusi) ci si potrà stringere la mano. Nel frattempo il giocatore ha dato il suo ok a trasferirsi in Premier League. L’occasione è ghiotta e lo stipendio pure: potrà mettersi in mostra in uno dei campionati più importanti del mondo andando a triplicare il suo ingaggio (che sarà intorno ai 2,5-3 milioni di euro). Idea Roma Il suo procuratore in questi giorni è a Torino ed è in costante contatto con il Leicester e con Giuntoli, per seguire l’evolversi della situazione. Sulle tracce di Soulé ci sono anche altre squadre, tra cui la Roma, con cui però ci sono state solo chiacchiere informali. I giallorossi hanno preso informazioni sull’argentino nell’ambito dei discorsi su Federico Chiesa (che si è preso tempo per decidere il suo futuro) ma ritengono la valutazione di Giuntoli (35-40 milioni) troppo elevata. Altri club hanno mostrato interesse, ma nessuno in maniera così decisa come il Leicester. Aspettando Koop Il sacrificio di Soulé servirà per poter tornare sul mercato. Dopo gli acquisti di Di Gregorio, Douglas Luiz e Thuram Junior, i bianconeri intendono puntare forte su un altro centrocampista/ trequartista, individuato in Teun Koopmeiners, che però costa parecchio. Per questo Giuntoli, che dopo aver venduto Kean e Kaio Jorge ed essere vicino alla cessione di Nicolussi Caviglia (al Venezia) sta incontrando difficoltà a piazzare gli altri esuberi (Milik, Kostic, De Sciglio, McKennie, Rugani e Arthur), ha preso sul serio la proposta inglese. Di sicuro Thiago Motta, che avrebbe voluto testare Soulé nel 4-2-3-1 come esterno destro, non sarà troppo felice, però era consapevole che sarebbe potuto accadere. No all’Arabia Soulé è reduce da una buona stagione personale con il Frosinone, sebbene si sia chiusa con la retrocessione in B dei ciociari. Ha avuto la possibilità di giocare con continuità (36 presenze in Serie A) segnando 11 reti. Ecco perché il Leicester (e non solo) ha messo gli occhi addosso all’estroso argentino. Che a gennaio aveva rifiutato una ricca offerta dall’Arabia Saudita perché alla sua età (21 anni) non se l’è sentita di fare una scelta «di soldi». La Premier però è tutta un’altra cosa.
  4. Mi Juve manda papà CONCEIÇAO JR SCATTA CON SANCHO E PER LA DIFESA TIAGO SANTOS di Filippo Cornacchia TORINO · 13 lug 2024 Dopo Thuram, i bianconeri pensano a un altro figlio d’arte per il post Soulé. Attesa per l’inglese, tornato ad allenarsi con il Manchester Utd È l’estate dei figli d’arte. Dopo l’acquisto di Khephren Thuram, spunta Francisco Conceiçao per la Juventus. Se il centrocampista francese si allena già alla Continassa con Thiago Motta, il portoghese del Porto è una delle ali nel mirino della Signora per il post Matias Soulé, sempre più vicino al Leicester. Il nome di Chico, classe 2002 e quarto dei cinque figli dell’ex Lazio, Parma e Inter, è spuntato nei recenti colloqui tra Cristiano Giuntoli e Jorge Mendes, il manager che nel 2018 portò a Torino un certo Cristiano Ronaldo. Il d.t. juventino si è informato su Tiago Santos del Lilla, il terzino destro preferito per rinforzare la difesa di Motta, e poi la chiacchierata si è allargata ad altri giocatori rappresentati dall’agente portoghese. Tra questi Conceiçao Jr, reduce da un buon Europeo e dal gol pesantissimo segnato al 93’ contro la Repubblica Ceca durante la fase a gironi. Francisco è una idea affascinante, di quelle che Giuntoli coltiva sottotraccia in attesa di capire quanti soldi riuscirà a incassare dalle cessioni e quali incastri di mercato si potranno verificare. Conceiçao Jr si aggiunge a Karim Adeyemi del Borussia Dortmund, a Mason Greenwood del Manchester United (al momento in trattativa con Napoli, Lazio e Marsiglia) e soprattutto a Jadon Sancho (sempre dello United), che ha già aperto ai bianconeri. I due Red Devils sono alternativi tra loro. La Juventus, occupati entrambi i posti extracomunitari con il montenegrino Adzic e con il brasiliano Douglas Luiz, adesso può ingaggiare soltanto un inglese. Se su Greenwood, reduce dal prestito al Getafe, c’è sempre più traffico, Jadon Sancho ha ripreso ad allenarsi con il Manchester United provando a mettere da parte le ruggini del passato con il tecnico Ten Hag. Il divorzio Sancho-United resta sempre possibile. Piuttosto potrebbero cambiare tempistiche e condizioni. La Juventus punta al prestito dell’ex Dortmund e così, in attesa di nuovi sviluppi, si guarda intorno e prosegue nei sondaggi. Giuntoli cerca un colpo d’ala, due con l’addio di Soulé. Il figlio d’arte L’ultima pista porta a Francisco Conceiçao, mancino tutto scatti, dribbling e fantasia. Il 21enne esterno d’attacco è nato a Coimbra, in Portogallo, ma è cresciuto a Milano quando il padre giocava nell’Inter. E soprattutto ha debuttato in Champions League con la maglia del Porto proprio contro la Juventus (2021). Chico, dopo l’Erasmus ad Amsterdam con l’Ajax del 2022-23, nell’ultima stagione è decollato al Do Dragao: 43 presenze, 8 gol e 8 assist. Prestazioni che hanno attirato le attenzioni della Signora. Conceiçao padre, a differenza di Lilian Thuram, non ha mai giocato nella Juventus. I due, però, sono stati compagni nel Parma 2000-01. A distanza di più di vent’anni, adesso potrebbero essere i due figli – Khephren e Chico – a dividere lo stesso spogliatoio. Dipenderà dalle richieste del Porto a dall’evolversi delle varie trattative. A partire dalle cessioni che riuscirà a realizzare la Juventus. Tra i giocatori a rischio addio c’è un altro figlio d’arte: Federico Chiesa. Il terzino del Lilla Giuntoli, in questa fase concentrato sulle priorità Koopmeiners (Atalanta) e Todibo (Nizza), ha chiesto al manager portoghese di tenerlo aggiornato su Francisco Conceiçao. Thiago Motta ha bisogno di un paio di ali per il 42-3-1 e Chico è un profilo che intriga per età, qualità e costi. La ristrutturazione delle fasce probabilmente sarà più corposa. Tanto che alla Continassa tengono le antenne dritte anche sui terzini. Non a caso il contatto Giuntoli-Mendes è partito da Tiago Santos. Il 21enne laterale destro è esploso la scorsa stagione con Paulo Fonseca, il nuovo allenatore del Milan. Un altro Tiago, sempre portoghese e del Lilla come Tiago Djalò, in bianconero da gennaio. Quella francese non è una bottega da sconti, ma sicuramente i rapporti con i bianconeri sono ottimi grazie alle operazioni degli ultimi dodici mesi. Già, perché prima di Djalò, la Juventus aveva acquistato anche Timothy Weah dal Lilla. Al feeling con la società transalpina si aggiunge quello tra Giuntoli e Jorge Mendes, agente anche di Tiago Santos. Alla Continassa, cessioni permettendo, vorrebbero rifinire la difesa con il connazionale di Conceiçao.
  5. Dicono che Motta lo terrebbe, ma che per motivi di bilancio lo venderanno
  6. https://x.com/BI_1897/status/1811815414571081817?t=y9N5SfGglyXNSzDiADi9Fw&s=19
  7. IL LEICESTER VUOLE MATIAS E GIUNTOLI PREPARA IL TRIS Gli inglesi offrono 25 più 5, sopra ai 30 si può chiudere. Poi partirà l’assalto a Todibo, Koopmeiners e Sancho di Fabiana Della Valle TORINO · 12 lug 2024 Ecco i tre principali obiettivi del club bianconero Thiago Motta non la prenderà bene, ma poi si consolerà con il mercato in entrata. Ci sono sacrifici che a volte diventano necessari per sbloccare altre situazioni: è quello che toccherà alla Juventus con Matias Soulé, gioiellino argentino 21enne appena rientrato dal prestito al Frosinone. Mercoledì, giorno di visite mediche alla Continassa, i tifosi erano tutti per lui, con una sola specifica richiesta: «Non te ne andare». Il problema è che non dipende né da lui né dal suo allenatore — che lo ha appena conosciuto e se lo terrebbe molto volentieri perché lo vede molto bene schierato a destra nel suo tridente — ma dal mercato, perché Soulé ha offerte importanti al contrario degli altri giocatori considerati in uscita da Thiago Motta e dal club (Kostic, Milik, Rugani, De Sciglio, Arthur e McKennie). E può portare un bel gruzzoletto nelle casse della Signora, che servirà per finanziare i prossimi colpi della Signora, ovvero Koopmeiners, Todibo e Sancho. Un trequartista, un difensore e un esterno d’attacco per completare il nuovo puzzle bianconero. Soulé piace a tanti ma il Leicester è la squadra che sta facendo più sul serio. Gli inglesi sono pronti a formulare un’offerta scritta da 25 milioni più 5 di bonus, anticipata a voce, che ancora non soddisfa Cristiano Giuntoli. Se gli inglesi si spingeranno fino a 30 (più premi) allora l’affare si può fare. Koop senza fretta Il dt ha promesso a Thiago Motta che Soulé verrà sacrificato solo per una cifra importante e 35 milioni sarebbero difficilmente rifiutabili. Una volta incassati, i bianconeri dovranno decidere come muoversi. La priorità resta Teun Koopmeiners, centrocampista olandese dell’Atalanta che ha saltato l’ultimo Europeo per un infortunio ed è già in ritiro con la Dea. La Juventus non ha fretta, perché ha già incassato il sì del giocatore (accordo di massima per circa 4 milioni di euro a stagione, bonus esclusi). Anche Koop è tranquillo, perché lui vuole solo la Signora e un’estate fa ha ottenuto dall’Atalanta la promessa che lo avrebbe liberato se fosse arrivata una big. La Dea ha fissato il prezzo a 60 milioni e si sta muovendo sul mercato per rimpiazzare il centrocampista (Brescianini e il danese O’Riley i due nomi che piacciono di più), ma le offerte dei top club inglesi (Liverpool su tutti) che si erano interessati nei mesi scorsi ancora non sono arrivate. I bianconeri lo valutano 40-45 milioni e non sono disposti ad andare oltre, a breve potrebbe esserci un contatto tra l’entourage di Koop e la dirigenza della Dea per ribadire il suo desiderio di trasferirsi a Torino. Il made in France I tempi potrebbero essere lunghi, perciò i soldi incassati da un’eventuale cessione di Soulé potrebbero essere dirottati su Jean-Clair Todibo, difensore centrale del Nizza che la Juventus ha messo nel mirino dopo aver capito che non sarebbe più riuscita ad arrivare a Riccardo Calafiori, il preferito di Motta con cui è esploso al Bologna, valutato 50 milioni (troppi per la Juventus) e sempre più vicino all’Arsenal. Anche Todibo, come Koop, si è promesso alla Signora, che adesso dovrà trattare con il Nizza per trovare un accordo economico. Non i 40 milioni chiesti dal club, ma magari una formula fantasiosa con un prestito con diritto/obbligo di riscatto, soluzione che al momento non è gradita dai francesi. L’altra strada è l’inserimento di una contropartita, da Rugani a Milik fino a Djalò, che Thiago valuterà in ritiro ma potrebbe finire in prestito. Caccia all’esterno Giuntoli sta lavorando anche sull’esterno offensivo e il nome che intriga di più è quello di Jadon Sancho, inglese dello United che ha trascorso gli ultimi mesi in prestito a Dortmund, dove si è rilanciato. Sancho, che già a gennaio aveva dato l’ok al trasferimento a Torino (poi bloccato da Allegri, perché poco funzionale al suo 35-2), può essere una soluzione in prestito (con taglio dell’ingaggio, perché guadagna 8,5 milioni di euro) oppure potrebbe entrare in uno scambio con Federico Chiesa (già proposto allo United, ma il tecnico Erik ten Hag si è preso tempo per riflettere). Se partiranno Soulé o Chiesa (che Motta non vede titolare) servirà anche un altro esterno. Tutto però dipende da Matias, che può far ripartire il mercato bianconero.
  8. Motta saprà come farli rendere al massimo, dicono
  9. Thuram Jr è solo il primo Si scalda l’asse col Nizza E Todibo resta in pole Il figlio d’arte: «La Juve era il mio sogno da bimbo, papà dice che sono nel miglior club del mondo» di Filippo Cornacchia TORINO · 11 lug 2024 La Signora non ha finito di fare spese a Nizza. L’affare Khephren Thuram ha rafforzato il feeling tra la Juventus e il club della Costa Azzurra. Così i bianconeri, dopo i 20 milioni investiti per il figlio d’arte, insistono per l’ex compagno Jean-Clair Todibo. Il d.t. Cristiano Giuntoli si è già assicurato la disponibilità del difensore. L’accordo con il Nizza non c’è ancora, ma un buon compromesso alla fine potrebbe fare comodo a tutti. Anche al club transalpino. Un anno fa il Nizza ha garantito a Todibo che lo avrebbe ceduto in questa sessione di mercato e adesso l’ex Barcellona vuole essere accontentato. Le mediazioni sono al lavoro per trovare un punto di incontro tra le iniziali richieste del Nizza (35-40 milioni) e la volontà della Juventus di ingaggiare il giocatore attraverso un prestito con diritto/obbligo di riscatto. I rossoneri per il momento non sembrano intrigati né dall’opzione affitto, né dall’inserimento di una contropartita: da Rugani a Milik. I contatti, però, proseguono e la fiducia resta intatta. Soprattutto perché Todibo, ora come ora, ha la Juventus come priorità e sembra disposto a pazientare. Tutt’altro che un dettaglio per Giuntoli che, prima di affondare, ha bisogno di mettere a segno qual Mi manda papà Todibo aspetta il suo turno e spera di raggiungere presto Thuram Jr, ieri in campo per il primo allenamento con la Juventus. «Hai tutto ciò di cui c’è bisogno. Adesso non ti resta che giocare», ha detto Thiago Motta al 23enne centrocampista juventino. Il resto, a Khephren, lo aveva già spiegato papà Lilian, che ha indossato la maglia della Juventus dal 2001 al 2006: «Papà mi ha spiegato che la Juve è un grande club, il più grande d’Italia e per lui il più grande del mondo. Mi ha detto che quando giochi qui lo fai per vincere, sempre. Essere alla Juve è una cosa che sognavo fin da piccolo». Nel caso di Thuram Jr è davvero così visto che a Torino ha vissuto i primi anni della sua vita e la Juventus è la prima squadra per cui ha tifato: «Mi ricordo quando papà giocava qui, al Delle Alpi. Mio fratello ed io vivevamo a Torino. Ibrahimovic era il miglior giocatore del mondo quando ero piccolo». Adesso toccherà a lui conquistare la Juventus a suon di prestazioni: «Sono un giocatore a cui piace correre con il pallone, difendere, attaccare. Mi piace il calcio, essere sul campo con i compagni e vincere».
  10. MOTTA Siete fuori UNA JUVE AI SALUTI THIAGO HA SCELTO DA ARTHUR A MILIK IN 6 CON LA VALIGIA di Fabiana Della Valle TORINO · 11 lug 2024 Ieri primo allenamento con pochi big, il tecnico ha parlato di persona con chi considera fuori dal progetto Partiti. La Juventus 2024-25 ha iniziato la stagione, anche se a ranghi ridottissimi. In mattinata la passerella al J Medical per le visite di rito, nel pomeriggio, quando il caldo afoso di questi giorni è diventato un pochino più sopportabile, il primo allenamento agli ordini di Thiago Motta e il suo staff. C’erano molti volti noti (Locatelli, Rugani, De Sciglio, Miretti, Perin, Pinsoglio, Nicolussi Caviglia, Djalò), due su tre dei nuovi acquisti (Di Gregorio e Thuram, quest’ultimo ufficializzato ieri) e i giocatori rientrati dai prestiti (Soulé, Huijsen, Arthur), oltre a un nutrito gruppo di giovani della Next Gen. Mancavano tutti i big, che rientreranno alla spicciolata nelle prossime settimane in base a quando sono usciti da Europeo e Coppa America, ma per Thiago Motta è stata comunque l’occasione per farsi conoscere dai suoi e mettere in chiaro subito alcuni concetti, di gioco e non solo. Per esempio chi è funzionale al suo progetto e chi no: il nuovo allenatore è un decisionista e non si fa problemi a dire le cose esattamente come stanno. Da Arthur a McKennie fino a Rugani, Milik, Kostic e De Sciglio, Thiago ha già una lista dei giocatori che sono sul mercato e che faranno meglio a trovarsi un’altra squadra se non vogliono finire ai margini. Fine corsa Ieri il tecnico ha potuto affrontare di persona l’argomento con chi era presente alla Continassa, ovvero Arthur Melo, Daniele Rugani e Mattia De Sciglio. Niente di personale nei loro confronti, semplicemente Motta non li ritiene funzionali al suo calcio. Arthur è appena rientrato dal prestito alla Fiorentina e il suo procuratore, Federico Pastorello, è già al lavoro per trovargli una sistemazione: ci sono diverse squadre interessante (Everton e Newcastle) ma al momento nulla di concreto. Rugani ha appena rinnovato con la Juventus fino al 2026, abbassandosi l’ingaggio, ha richieste in Arabia oppure potrebbe essere utile come pedina di scambio per arrivare a giocatori che piacciono alla Signora. De Sciglio, reduce dall’infortunio al crociato e da una stagione in cui ha giocato pochissimo, punta a ritrovare un po’ di continuità e sa che alla Juventus sarebbe impossibile. Le cessioni più difficili Con gli altri “esuberi” Thiago Motta ha già parlato per telefono oppure lo farà nei prossimi giorni, ma il messaggio è già arrivato forte e chiaro a tutti da parte della società. A Weston McKennie, per esempio, ha comunicato già da tempo che non lo vede nel suo centrocampo. Il texano, che ha il contratto in scadenza nel 2025, non ha trovato l’accordo con l’Aston Villa ma sa che il suo futuro non sarà a Torino. Stesso discorso per Arek Milik e Filip Kostic: il primo ha saltato l’Europeo per infortunio ma non è ancora pronto (ne avrà ancora per un paio di settimane); il secondo si è fatto male in Germania nella prima partita con l’Inghilterra e rientrerà alla fine della prossima settimana insieme a Vlahovic e Szczesny. Soulé e Huijsen Diversa la situazione di Matias Soulé, che Thiago vorrebbe trattenere perché lo vede bene nel tridente ma in caso di offerte importanti sarà sacrificato per poter finanziare altri acquisti. Lo vogliono in tanti, ma nessuno finora si è spinto fino ai 35-40 milioni che chiede Cristiano Giuntoli. Ieri l’argentino è stato il più acclamato dai tifosi, che gli ripetevano «Non te ne andare», ma il suo futuro non dipende da lui. Sulla lista dei partenti c’è anche Dean Huijsen, di rientro dal prestito alla Roma: c’è l’interessamento del Psg oltre che di club inglesi e tedeschi, la Juventus aspetta l’offerta da 2530 milioni.
  11. https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/poco-calcio-molti-calci-colombia-va-finale-coppa-america-401456.htm
  12. Signora un altro tris GIUNTOLI NON SI FERMA INSISTE PER KOOP HA IL SÌ DI SANCHO E TODIBO PRESSA di Filippo Cornacchia TORINO · 10 lug 2024 In difesa Si scalda il centrale francese, ma per ora il Nizza non fa sconti sul prezzo: cessioni decisive Dopo Douglas Luiz, Thuram e Di Gregorio, la Juve vuole rifinire la rosa: priorità all’olandese, si riapre lo scambio tra l’inglese e Chiesa Una tripletta per rinfrescare la Signora e una per rifinirla. Il mercato è fatto di fasi e la Juventus ha vissuto quella iniziale da grande protagonista. Dopo Douglas Luiz (Aston Villa) e Michele Di Gregorio (Monza), ieri a Torino è sbarcato Khephren Thuram (Nizza). Cristiano Giuntoli non si è portato a casa il pallone, come succede ai bomber che segnano tre reti nella stessa partita, ma farà di tutto per regalare a Thiago Motta altri tre rinforzi. Un difensore, un centrocampista di qualità e almeno un’ala. Le richieste del nuovo allenatore, condivise dalla dirigenza, sono chiare. E nitidi sono anche gli identikit tracciati nelle riunioni delle ultime ore alla Continassa. Se il prescelto per completare la rivoluzione del centrocampo è sempre Teun Koopmeiners dell’Atalanta, Jadon Sancho del Manchester United ha rafforzato la pole position come esterno d’attacco. Dietro, invece, Jean-Clair Todibo (Nizza) ha sfruttato l’uscita di scena di Calafiori (diretto all’Arsenal) e adesso è il candidato che più convince la Juventus per rinforzare il reparto. Provarci, non significa sempre riuscirci nel mercato. Ma dagli ambienti bianconeri, cessioni permettendo, filtra un cauto ottimismo. Dietro la fiducia della Juve, c’è la volontà dei diretti interessati. Tanto Koopmeiners quanto Sancho e Todibo hanno già dato la loro disponibilità alla Signora. Non basta ancora per arrivare al traguardo, ma è un ottimo punto di ripartenza. Koop aspetta Giuntoli in un mesetto ha dato una prima scossa: dall’arrivo di Thiago Motta al tris Douglas Luiz-Di GregorioThuram. Tripletta controbilanciata dalle cessioni di Kaio Jorge al Cruzeiro, Kean alla Fiorentina, Barrenechea e Iling all’Aston Villa. La formula della Juventus resterà la stessa. Uno esce e uno entra. La differenza, un po’ come succede quando nei videogiochi si passa da un livello all’altro, è la difficoltà. Che nel mercato spesso è sinonimo di tempi più lunghi. Dopo aver sparato una raffica di colpi ravvicinati, adesso la Juventus dovrà armarsi anche di un pizzico di pazienza in più per portare a termine il piano. Il primo a esserne consapevole è Giuntoli. Il dirigente toscano ha puntato il mirino su Koopmeiners da dicembre. Ma prima di affondare, i bianconeri hanno l’esigenza di mettere a segno una nuova cessione: da Huijsen a Chiesa, con il rischio di dover sacrificare anche Soulé. Movimenti necessari per rilanciare l’offerta per l’olandese, che per il momento sembra voler aspettare la Juventus. Alla Continassa non vorrebbero spingersi oltre quota 45 milioni di euro più bonus. A Bergamo, invece, aspettano un assegno da 55-60 milioni. Le mediazioni sono al lavoro per avvicinare le parti. Contatti con lo United Alla Juventus arriverebbe di corsa anche Jadon Sancho. L’ala inglese è fuori dai progetti di Ten Hag, fresco di rinnovo a Old Trafford. Così nelle ultime ore, dopo il raffreddamento della pista RomaChiesa, i soliti intermediari hanno riaperto il canale Juventus- Manchester United rinnovando l’idea di qualche settimana fa. Scambiare Chiesa con Sancho (o Greenwood, adesso però in trattativa con il Marsiglia) facendosi un piacere reciproco. Lo United si liberebbe di un problema e la Juventus in un colpo solo risolverebbe il caso del rinnovo e accontenterebbe Motta, che considera l’azzurro sacrificabile e sugli esterni preferirebbe Soulé e uno tra Sancho, Adeyemi (Borussia Dortmund) o El Shaarawy (Roma). A differenza di qualche tempo fa, adesso a Old Trafford riflettono. Pressing Todibo Da Manchester a Nizza, nell’ultimo periodo città preferita per lo shopping. Dopo Thuram, la Juventus si è mossa per Todibo. Il difensore francese, forte di una promessa di cessione da parte del club, perso il treno dello United, vuole salire su quello della Signora. Todibo ha i bianconeri in testa ed è in pressing sul Nizza.
  13. https://x.com/erclab_tweet/status/1810737821671723456?t=Ny8vK7e2x9afEDVTwLIjqA&s=19
  14. https://x.com/unfair_play/status/1810752818695000468?t=svrAt7LYyEC5WNjhc6mhPQ&s=19
  15. L’INTER RESTA AVANTI DAL MILAN ALLA JUVE TROPPI CANTIERI APERTI di FABIO CAPELLO · 9 lug 2024 Ai rossoneri serve più di un buon centravanti, mentre Koopmeiners potrebbe non bastare per Motta. Napoli: Kvara deve rimanere La caccia all’Inter è ufficialmente aperta. Ieri, infatti, la prima tra le cosiddette “contender” dei nerazzurri, il Milan, ha dato il via alla stagione 2024-25, con la presentazione del nuovo allenatore Paulo Fonseca. Il tema caldo in casa rossonera resta, però, sempre quello del centravanti. Salutato Olivier Giroud, chi arriverà? Il tecnico portoghese ha detto «un 9 capace di giocare soprattutto negli ultimi 30 metri, anche senza spazi». Una risposta un po’ ambigua, perché si presta a tante interpretazioni. Di sicuro nell’ultimo terzo di campo sia Alvaro Morata che Romelu Lukaku, i profili più chiacchierati per il mercato del Milan, sanno il fatto loro. Lo spagnolo ha qualche dote associativa in più, mentre il belga ha una fisicità importante in area di rigore. Entrambi, comunque, hanno gol nei piedi e abitudine a vestire maglie importanti come quella rossonera. È presto, però, per dire che il Milan sarà all’altezza dell’Inter solamente con l’acquisto di un ottimo centravanti. Le squadre sono ancora in costruzione, alcune hanno cambiato la guida tecnica, altre non si sa ancora di preciso come si muoveranno sul mercato. Nel caso del Milan, che non ha ancora annunciato acquisti, entrambe le cose. Il paradosso è che il discorso vale un po’ per tutte le pretendenti, ma non per i campioni d’Italia. L’Inter ha cambiato proprietà, ma la garanzia si chiama Beppe Marotta, che è diventato ora presidente del club. Una mossa, quella di Oaktree, che mi è piaciuta molto e garantisce continuità alla conduzione tecnica, oltre che economica, della squadra. In più, mi pare che Inzaghi possa già contare su qualche rinforzo: Taremi, Zielinski, Martinez... Magari presto pure Kim dal Bayern Monaco. Ecco, l’Inter è forse l’unica tra le grandi a essere fatta e finita già al 9 luglio e non è cosa da poco. Si sta muovendo molto da subito la Juventus, che ha già aggiunto Di Gregorio, Douglas Luiz e Khephren Thuram. Credo che il portiere sia stata una richiesta esplicita di Thiago Motta: Di Gregorio è più bravo con i piedi di Szczesny e mi pare la conferma che il tecnico italobrasiliano voglia partire spesso e volentieri dal basso. Ma è soprattutto a centrocampo che la nuova Juve deve cambiare passo, aggiungendo qualità e... gol. Ben vengano Douglas Luiz e il piccolo dei Thuram, adesso mi aspetto l’arrivo di un calciatore totale come Koopmeiners. Ecco, l’olandese dell’Atalanta porterebbe in dote parte dei gol che sono mancati la scorsa stagione. Basterà per competere con l’Inter? Calma. Io credo che serva comunque qualcosa in più in attacco, anche alla luce della situazione di Chiesa che non mi pare ancora chiarissima. C’è poi una considerazione da fare su Rabiot: il francese da qualche giorno non è più un calciatore della Juve e se non dovesse tornare a esserlo nelle prossime settimane, i bianconeri perderebbero un centrocampista in grado di coprire tanto campo come pochi altri in Europa. L’abbiamo visto anche con la Francia all’Europeo, Rabiot ha fisicità e presenza, ha un certo peso in mediana. Un cantiere aperto è anche il Napoli di Antonio Conte. Tutto ruota intorno a Osimhen: andrà davvero via? E chi prenderà il suo posto? Lukaku è la soluzione più semplice, per il suo rapporto con il tecnico, costruito ai tempi dell’Inter. Penso possa essere un degno erede di Osimhen, ma sullo sfondo c’è anche la questione Kvaratskhelia: mi pare che Conte abbia detto chiaro e tondo che il georgiano debba rimanere, senza se e senza ma. Mi auguro possa essere accontentato. Ancora più difficile dare un giudizio sulla Roma: De Rossi ha buone idee, ma la squadra va praticamente ricostruita e la speranza è che la società lavori in sintonia con l’allenatore, assecondando le sue richieste.
  16. L’URUGUAY VOLA IL SUO CT ACCUSA «STANNO TOGLIENDO IL CALCIO AI POVERI» L’argentino ha trasformato la Celeste, solida in difesa e pungente in attacco: eliminato il Brasile, ora la Colombia di Alex Frosio · 9 lug 2024 Pazzi di Bielsa, più che Bielsa pazzo. Il soprannome gli è rimasto appiccicato addosso e forse sarebbe pure il momento di trovargliene uno più adatto. Perché Marcelo Bielsa è tutto fuorché “Loco”. «Mi chiamano così solo perché alcune risposte che ho formulato per risolvere delle situazioni non corrispondono a quanto la gente sia abituata a sentire». Altro che folle: lucido, lucidissimo. In panchina e davanti ai microfoni. Il suo Uruguay è in semifinale di Coppa America dopo aver eliminato – e gettato in crisi profonda – il Brasile ai calci di rigore, dopo peraltro averlo già battuto nelle qualificazioni mondiali sudamericane in cui la Celeste è dietro solo all’Argentina. Ora affronterà la Colombia di un altro ct argentino, Nestor Lorenzo, ultimo ostacolo prima della possibile (probabile?) convergenza proprio con la “sua” Albiceleste, con cui nel 2004 perse ai rigori la Coppa America contro la Seleçao, oppure con il Canada di Jesse Marsch, che fu il suo successore al Leeds, l’ultimo club da allenatore - anche lì erano pazzi di lui - prima di approdare sulla panchina dell’altra sponda del Rio de la Plata. La filosofia Arrivato a Montevideo nel maggio 2023, il Maestro di Rosario ha trasformato l’Uruguay. Ha instaurato pressing alto e verticalizzazioni veloci in un calcio che invece era devoto alla “garra charrua” e abituato alla resistenza, al lancio lungo, alla lotta centimetro su centimetro: «Il calcio è essenzialmente avere il pallone più che cercare di recuperarlo – ha spiegato Bielsa – e il nostro obiettivo è avere il pallone. Vogliamo giocare nella metà campo avversaria e non nella nostra, perché se giochi lì hai il dominio della partita: chi lo fa, crea più occasioni e soffre di meno». Con questi concetti, la Celeste è per ora l’unica squadra ad aver battuto l’Argentina da quando si è laureata campione del mondo (e in trasferta, non succedeva da 36 anni). E sta facendo strada in questa Coppa America grazie alla solidità difensiva e alla “contundenza” offensiva: ha fatto fuori gli Stati Uniti padroni di casa e ora il Brasile. Anche recuperando per necessità un po’ di “vecchio” Uruguay, con pierna fuerte, soprattutto dopo il rosso a Naitan Nandez per un intervento su Rodrygo che troverebbe posto nel codice penale. Non ci sarà in semifinale, il centrocampista del Cagliari, come il centrale difensivo Ronald Araujo, infortunato. «Abbiamo vinto alla uruguaya perché sono i giocatori a tracciare il profilo della squadra», ha detto Bielsa. L’accusa sociale Le parole più dense però il ct della Celeste le aveva pronunciata alla vigilia del match con il Brasile: un’autentica accusa “sociale” che sarebbe piaciuta a Maradona. «Essenzialmente il calcio è di proprietà popolare, perché i poveri hanno poche possibilità di accedere alla felicità, visto che non hanno i soldi per comprare la felicità. Quindi il calcio, essendo gratuito, è di origine popolare, una delle poche cose di cui possono godere i poveri. Ma ormai non ce l’hanno più, perché giocatori come Endrick se ne vanno a 17 anni, una volta i sudamericani andavano in Europa ma prima crescevano qui. Ripenso al San Paolo campione del mondo (che batté il Newell’s del Loco in Coppa Libertadores, ndr): allora tutti i giocatori della nazionale giocavano nel campionato locale. Il calcio è in un processo di decrescita. Sempre più persone guardano il calcio che però è sempre meno attrattivo, perché non è privilegiato ciò che ha reso questo gioco il primo al mondo. Alla fine, quel processo viene interrotto: se lasci che molte persone lo vedano, ma non ti assicuri che ciò che mostri sia piacevole, ciò favorisce il business, ma a che prezzo? I giocatori che meritano di essere ammirati sono sempre meno, il gioco sarà sempre meno bello da vedere. Il calcio non sono 5 minuti di azioni, è molto di più: è un’espressione culturale, una forma di identificazione». Direste ancora che è pazzo, quest’uomo?
  17. «Bella rivoluzione! Punto sul gioco di Thiago Douglas come Jugovic» «Thuram è una scommessa alla... Giuntoli Chiesa via? La Juve ha sempre ceduto i big» di Filippo Cornacchia TORINO · 9 lug 2024 Koop la ciliegina del mercato? È forte, però non è una star alla Zidane Abraham come vice Vlahovic? Io prenderei Fullkrug della Germania «Mi intriga la nuova rivoluzione epocale che sta cercando di fare la Juventus». Massimo Mauro, sul tetto del mondo con la Signora nel 1985 assieme a Michel Platini, aspetta la fine del mercato - e le prime partite - per capire se i bianconeri saranno la vera rivale dell’Inter, ma intanto è sorpreso positivamente dalle prime mosse di Giuntoli. A partire dalla scelta di affidare il nuovo corso a Thiago Motta. ► Cosa le piace di più del tecnico della Juventus? «Thiago Motta ha abbinato la qualità del gioco ai risultati nella straordinaria cavalcata Champions vissuta alla guida del Bologna. Apprezzo la sua voglia di segnare un gol in più degli avversari e di subirne come minimo uno in meno. Bella la scelta della Juventus di riprovare una nuova via, un po’ come è successo con Sarri». ► A Sarri non bastò la vittoria dello scudetto per proseguire l’avventura alla Juventus… «Nelle persone il dna non si può cambiare, vedremo se invece nel calcio è possibile. Io condivido il nuovo tentativo rivoluzionario della Juventus, la scelta di Thiago Motta e la voglia di puntare anche sulla qualità del gioco». ► Rivoluzione nelle idee e anche negli uomini. La Juventus ha già acquistato tre giocatori: Douglas Luiz, Di Gregorio e Khephren Thuram. Un buon inizio? «Quando si apre un nuovo ciclo, è giusto cambiare molto. È sempre stato così, nel calcio. Senza nulla togliere a chi c’era prima, credo che la Juventus avesse bisogno di aria nuova per ricreare entusiasmo. Giuntoli ha già dimostrato a Napoli di essere un bravo dirigente, ha conquistato uno scudetto storico. Adesso vuole ripetersi alla Juventus, dove però c’è una differenza: lottare per vincere il campionato deve essere la normalità, a Torino. E invece negli ultimi anni i bianconeri non sono mai riusciti a contendere il titolo alle rivali». ► Bastano Douglas e i primi acquisti per raggiungere l’Inter campione d’Italia? «E’ ancora troppo presto per questi discorsi. L’Inter ha festeggiato l’ultimo scudetto e partirà di diritto in pole position. Vediamo come finisce il mercato e soprattutto se Thiago riuscirà a riprodurre le idee viste a Bologna anche a Torino. Più che su un giocatore in particolare, punto sul gioco di Motta. Detto questo, Douglas Luiz è un gran bel colpo». ► Da ex centrocampista, quale qualità di Douglas Luiz apprezza maggiormente? «Il brasiliano è un centrocampista affidabile, consistente. E sono questi i giocatori che servono per costruire una squadra vincente». ► Chi le ricorda Douglas Luiz? «E’ un mix di quantità, qualità e senso del gol: nella scorsa stagione è andato in doppia cifra con l’Aston Villa tanto nelle reti quanto negli assist. A me ricorda un po’ Jugovic. Speriamo sia di buon auspicio. Vladimir ha un ruolo speciale nel cuore dei tifosi bianconeri grazie al rigore decisivo nella finale di Champions contro l’Ajax». ► Oggi sarà il giorno di Thuram Jr: arriverà dal Nizza per 20 milioni più bonus. Impressioni? «E’ una bella scommessa, di quelle che Giuntoli ha vinto spesso a Napoli. Penso a Kim, Kvaratskhelia, Anguissa… Il presidente De Laurentiis non attribuisce grandi meriti a Giuntoli per quei colpi, ma il d.s. era lui, no?». ► L’altra novità è in porta: Di Gregorio prenderà il posto di Szczesny. La convince il cambio? «Di Gregorio ha dimostrato il suo valore nel Monza, ma diciamo che la porta della Juventus è… più grande. Dovrà essere bravo a capire subito le differenze e a non far rimpiangere Szczesny». ► Koopmeiners può essere la ciliegina del mercato bianconero? «E’ un bel giocatore, abbina corsa, tecnica e gol. Sarebbe utile e prezioso, però non parliamo di una star alla Zidane». ► Motta vorrebbe confermare Soulé. L’argentino è pronto per essere protagonista nella Juve? «Soulé ha mostrato colpi importanti a Frosinone e ha segnato 11 gol, che però non sono stati sufficienti per evitare la retrocessione in Serie B. Va provato, ma non è facile dire adesso se potrà fare la differenza alla Juventus». ► Chiesa sembra sempre più lontano dai bianconeri: il contratto scade nel 2025 e per Thiago Motta è uno dei giocatori sacrificabili. Stupito? «No, perché la storia della Juventus è fatta anche di cessioni illustri: da Zidane in giù… L’importante è vendere bene e ricomprare meglio». ► Con la Roma, attenta alla situazione di Chiesa, si è parlato anche di Abraham: l’inglese potrebbe essere una buona soluzione come vice Vlahovic? «Io prenderei più Fullkrug, il centravanti della Germania e del Borussia Dortmund».
  18. MOTTA sprinta EUFORIA THIAGO VISITE E MERCATO AVANTI TUTTA PER KOOP E TODIBO di Fabiana Della Valle TORINO · 9 lug 2024 Primo giorno per il nuovo allenatore, che è stato accolto dall’entusiasmo dei tifosi Summit con Giuntoli: mediana e difesa le priorità Il primo giorno è sempre un po’ speciale, un frullato di emozioni e nuove sensazioni che ti restano dentro. Thiago Motta si è presentato al J Medical in maglietta e pantaloncini d’allenamento, anche se in realtà le sedute della Juventus inizieranno solo domani alla Continassa, con il primo giorno di ritiro e l’inizio ufficiale della nuova era. Thiago si sente un uomo di campo e così vuole essere percepito, dai suoi giocatori e dai tifosi, che ieri erano un centinaio ad accoglierlo per le visite. Maglie da autografare, selfie e qualche richiesta un po’ più impegnativa, come «Portaci lo scudetto» e «Facci sognare in Champions». Sorrisi e disponibilità totale da parte del nuovo allenatore, che forse non s’aspettava tanto entusiasmo fin da subito. Il popolo bianconero, intristito da tre stagioni grigie (impreziosite solo da una Coppa Italia), spera che Motta possa riportare la Signora ai livelli che le competono, ricominciando anche a divertire. «Sono molto felice e i tifosi mi hanno già trasmesso la voglia di iniziare. Sono in un posto meraviglioso per lavorare, questa squadra è storica, faremo un grandissimo lavoro insieme. Sarà una stagione impegnativa, daremo tutto sul campo per essere orgogliosi»: queste le sue prime parole raccolte dallo Juventus Creator Lab. Koop e Todibo le priorità Ad aspettarlo al JTC c’era Cristiano Giuntoli, che oltre a dargli il benvenuto ne ha approfittato per fare il punto sulle questioni di mercato. Qualcosa è stato fatto (e non di poco conto: presi il portiere Di Gregorio e i due centrocampisti Douglas Luiz e Khephren Thuram) ma la rosa è ancora da completare. Lo sanno bene sia il d.t. sia il tecnico, che ormai da giorni lavorano in sinergia e sono sulla stessa lunghezza d’onda. Per ora non ci sono nomi nuovi sul taccuino dell’uomo mercato della Signora, ma operazioni da portare a termine. Prima però servirà cedere, perché senza soldi in cassa sarà più complicato fare mercato, soprattutto per investimenti pesanti come quello che serve per convincere l’Atalanta a privarsi di Teun Koopmeiners, centrocampista olandese che per i bergamaschi costa 60 milioni. E’ lui la priorità di Thiago Motta insieme a Jean-Clair Todibo, difensore centrale del Nizza che ha scalato rapidamente le gerarchie dopo l’accelerata dell’Arsenal per Riccardo Calafiori (che l’ex tecnico del Bologna avrebbe voluto portare con sé a Torino dopo l’esperienza comune in rossoblù). Todibo, che ha già dato l’ok al suo trasferimento a Torino, aspetta la Juventus e l’estate scorsa ha ottenuto dal club la pro messa che lo avrebbe liberato in caso di offerta da un top club. Col Nizza Giuntoli ha appena chiuso l’affare Thuram Junior e tornerà presto a trattare per il difensore ( valutato 40 milioni), cercando di strappare un prestito con diritto di riscatto. Nel frattempo si proverà a imbastire un discorso concreto con la Dea: la Juventus parte da 40 milioni, l’idea è di non inserire contropartite. Un aiuto potrebbe arrivare dalla cessione di Federico Chiesa, che piace alla Roma ma si è preso tempo per decidere, o di Dean Huijsen, difensore centrale rientrato dai 6 mesi in prestito alla Roma, che ha estimatori in Premier e in Bundesliga. In uscita ci sono anche Filip Kostic, Arek Milik, Weston McKennie e Daniele Rugani (corteggiato dall’Arabia). Esterni Una volta sistemati centrocampo e difesa, toccherà all’attacco, dove si cercano uno/due esterni: uno se resterà Mathias Soulé, due se l’argentino — che ha molto mercato — dovesse partire. Thiago Motta lo vede bene nel suo tridente ma sa che di fronte a un’offerta convincente (35 milioni) sarà difficile trattenerlo. Il primo della lista è Jadon Sancho dello United, già trattato a gennaio (Giuntoli punta al prestito), ma ci sono anche Karim Adeyemi (Borussia) e Mason Greenwood (United). Occhio a Stephan El Sharaawy, che Thiago apprezza più di Tammy Abraham. Il nuovo tecnico in questo primo periodo alloggerà al J Hotel, per stare più vicino alla Continassa, a stretto contatto con Giuntoli. La nuova casa scelta dalla moglie Angela può attendere, ora il mercato viene prima di tutto.
  19. https://x.com/antonio_gaito/status/1810307239594356806?t=_MuqkNoucVaMyRh5BkI8HA&s=19
  20. https://x.com/CalcioDatato/status/1808440714566504782?t=tQAv7jonvSr1e43YBxHfxA&s=19
  21. https://x.com/FMonderna/status/1810232244625097148?t=A8ICY1PWnJ_pfpeaX7Sunw&s=19
  22. I fedelissimi del nuovo tecnico Staff innovativo e internazionale Dai due vice ai maghi dei portieri: segreti e curiosità dei suoi sei collaboratori TORINO f.c. · 8 lug 2024 Thiago Motta e i “magnifici 6”. Il nuovo allenatore della Juventus è sbarcato ieri sera sul pianeta bianconero e ad attenderlo nel quartiere generale della Continassa c’erano già i suoi collaboratori. Fedelissimi che hanno lavorato con il tecnico non solo al Bologna, ma già prima, al Genoa o allo Spezia. E con qualcuno il rapporto è nato ai tempi dell’Under 19 del Psg, prima tappa di Thiago in panchina. Staff giovane, innovativo e internazionale. I vice Motta ha due “secondi”. Il primo è Alexandre Hugeux, che l’ha sostituito in panchina a febbraio nel match del Bologna col Sassuolo, quando l’italo-brasiliano era squalificato. Francese, ha conosciuto Thiago ai tempi del Psg. L’altro vice è Simon Colinet, mago della preparazione atletica, che iniziò ad appena 22 anni al Rouen. Ora ne ha 43 e con Motta ha già lavorato al Genoa, allo Spezia, al Bologna e ora alla Juventus. I due si sono conosciuti a Parigi, quando Thiago era ancora calciatore e Colinet il terzo preparatore. Gli altri Flavio Augusto Francisco Garcia, brasiliano e paulista, è il cognato di Motta, avendo sposato la sorella del tecnico, e ha soprattutto il compito di studiare gli avversari da video analyst. Insieme ad Alessandro Colasante, altro match analyst, analizza pure le gare dalla tribuna. Gli ultimi due dei “magnifici sei” sono entrambi preparatori dei portieri: Alfred Dossou Yovo, 40 anni, in Francia è ritenuto il maestro di numeri uno come Maignan e Areola; Iago Lozano, 28 anni, è invece argentino e dopo aver tentato la fortuna tra i pali in Spagna, ha iniziato ad allenare. Prima esperienza nel 2018 al Villarreal, dove era anche volontario della Croce Rossa, poi l’arrivo al Bologna e adesso la Signora.
  23. E per la Signora primo ok di Todibo Si tratta col Nizza Il difensore ha messo in pole i bianconeri e spera di trasferirsi a Torino con Thuram di Filippo Cornacchia TORINO · 8 lug 2024 Un Thuram da seguire (Khephren), uno da marcare (Marcus) e uno da imitare: Lilian. Se la Juventus avanza con fiducia su Jean-Clair Todibo, molti meriti sono del diretto interessato. Il centrale del Nizza, saltato il trasferimento al Manchester United, ha in testa la Signora. Todibo punta a trasferirsi in bianconero come ha già fatto il compagno di squadra Khephren Thuram, in settimana atteso a Torino per visite e firma, con un obiettivo chiaro. L’ex Barcellona vuole sfruttare la Serie A, apprezzata nel mondo come l’università dei difensori, per compiere il salto di qualità confrontandosi con un torneo tattico e con grandi attaccanti: compreso quel Marcus Thuram spalla di Lautaro nell’Inter. Dove finisce la missione, inizia il sogno di Todibo: diventare un degno erede di quel mito di Lilian Thuram, papà di Khephren e Marcus e soprattutto top del ruolo ai tempi del Parma e della Juventus. Per tutti questi motivi, Jean-Clair ha chiesto al suo entourage di aspettare i bianconeri in questa fase dell’estate. La pazienza del 24enne di Cayenne non sarà infinita, ma è già un bel punto di partenza per il d.t. Cristiano Giuntoli. Se negli ultimi giorni il dirigente juventino ha incassato la disponibilità di Todibo, il West Ham ha capito l’aria che tira. E così, dopo aver offerto 35 milioni al Nizza, gli inglesi hanno subito virato su Max Kilman del Wolverhampton, già ufficializzato. Il prezzo Una concorrente in meno per la Juve, ma anche la conferma che il Nizza non intende fare sconti. La società della Costa Azzurra parte da una richiesta di 40 milioni, gli stessi che aveva calato sul tavolo il Manchester United a fine giugno. Affare chiuso e poi fatto saltare dalla Uefa per questioni regolamentari: Nizza e United hanno la stessa proprietà (Ineos) e la prossima stagione saranno entrambe in Europa League. Stessa “famiglia” e medesima competizione: vietato fare affari. Perso un treno, Todibo spera di salire su quello della Juventus. Giuntoli, sfumato Calafiori (diretto all’Arsenal), ha cambiato marcia e confida nei buoni rapporti con i francesi per mettere a segno un altro colpo sulla tratta Torino-Nizza dopo i 20 milioni più bonus investiti per il mediano Khephren Thuram. La Juventus punta sul prestito con dirittoobbligo di riscatto per Todibo, l’alternativa resta il prestito di Kiwior dell’Arsenal.
  24. È ARRIVATO THIAGO GIUNTOLI IN MISSIONE: VUOLE COMPLETARE LA RICOSTRUZIONE JUVE di Fabiana Della Valle TORINO · 8 lug 2024 L’allenatore da ieri sera alla Continassa, imminente il vertice col dt: priorità a Koopmeiners e a Sancho Il grande giorno è arrivato: Thiago Motta è a Torino, mercoledì inizierà ufficialmente la sua nuova avventura in bianconero ma intanto ieri ha messo piede per la prima volta da allenatore della Juventus nella sua nuova casa. Camicia e jeans, è sbarcato a Malpensa prima di cena, accolto dal team manager Matteo Fabris, e poi in macchina verso la Continassa. Motta avrà due giorni pieni prima di partire con gli allenamenti (il 10 è la data fissata per il raduno), che gli saranno utili per visionare le strutture, prendere contatto con un ambiente che non conosce e anche per fare il punto sul mercato con Cristiano Giuntoli. La squadra che Thiago avrà a disposizione mercoledì è lontana da quella che ha in mente: un po’ perché saranno assenti i giocatori che sono stati impegnati con le varie nazionali tra Europei e Coppa America (ma li riavrà presto: tutti i bianconeri sono usciti dalle due competizioni), un po’ perché siamo appena all’inizio del mercato e molto c’è ancora da fare. Giuntoli finora si è mosso bene giocando d’anticipo e regalando al nuovo allenatore un portiere (Di Gregorio) e due centrocampisti (Douglas Luiz e Khephren Thuram). Un buon avvio, ma servirà anche altro per completare il restyling e colmare il più possibile il gap con l’Inter tricolore, con l’ambizione di tornare a competere per lo scudetto. Motta ne è consapevole, idem il d.t. e i due lavoreranno insieme per individuare i tasselli che mancano per ultimare la rosa. Gli obiettivi La priorità resta il centrocampo, il reparto che ha bisogno di maggiori interventi. In cima alla lista c’è sempre Teun Koopmeiners, tuttocampista olandese dell’Atalanta, ma per portarlo a Torino ci vorranno almeno 40 milioni. Iniziare una trattativa con la Dea (che lo valuta 60) sarà la prossima mossa di Giuntoli, ma prima deve cedere per poter fare cassa. Rimanendo alla mediana, resta ancora da sciogliere il nodo Rabiot, che si è preso tempo fino a dopo l’Europeo per decidere, ma appare sempre più lontano dalla Juventus. Dopo il centrocampo si passerà all’attacco: servono esterni per il 4-2-3-1 di Motta, che vuole gente fresca e propensa al sacrificio. Chiesa ha il contratto in scadenza e non è una priorità per l’allenatore, che invece vedrebbe bene uno tra Jadon Sancho (Manchester United), Karim Adeyemi (Borussia Dortmund) e Mason Greenwood (United): contatti già avviati ma operazioni troppo costose al momento. Servirà anche un vice Vlahovic: Thiago è freddo su Alvaro Morata, piace il romanista Tammy Abraham. Mancano poi, nella testa di Motta, un difensore centrale e un terzino. Sfumato Calafiori — sempre più vicino alla Premier — che il nuovo tecnico avrebbe voluto portare con sé da Bologna, si seguono altri profili, a partire da Todibo del Nizza. Gli intoccabili In attesa di nuovi rinforzi, Motta ripartirà da un gruppo di fedelissimi: da capitan Danilo all’altro brasiliano Gleison Bremer, che si ripresenteranno a Torino dopo le vacanze post Coppa America. Alla Continassa il tecnico ritroverà (anche se non subito: pure lui è in vacanza dopo l’Europeo) Andrea Cambiaso, con cui ha condiviso il primo anno al Bologna, altro giocatore su cui punterà forte. L’allenatore apprezza la sua duttilità e da terzino lo vede bene a destra e a sinistra. Infine Dusan Vlahovic, reduce da un Euro 2024 da dimenticare, che Thiago è convinto di poter valorizzare al meglio col suo gioco. In uscita Serviranno le cessioni per fare posto ai nuovi e soprattutto per finanziare gli acquisti. Oltre a Dean Huijsen (piace in Premier e in Germania) nella lista dei partenti ci sono Arek Milik, Filip Kostic, Daniele Rugani, Mattia De Sciglio e Weston McKennie. Mathias Soulé piace a Thiago, ma difficilmente riuscirà a trattenerlo. Da definire la situazione di Wojciech Szczesny, tra Arabia e Monza.
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