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andrea

Tifoso Juventus
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  1. https://x.com/gazzettanothanx/status/1810214354547101760?t=Al11SK-xUilHjMt-F_kwIw&s=19
  2. Capello: «Ma Soulé mai in giallorosso È troppo rischioso» «Io la vedo proprio come Motta, mi terrei il fantasista argentino: ma in ogni caso non lo cederei in Italia, ci sono passato con Davids...» di Filippo Cornacchia · 7 lug 2024 È più dura andare dalla Roma alla Juve: questione di pressioni Io ci sono passato due volte e i tifosi protestarono. Ma adesso è diverso Il mercato riscalda la tratta Roma-Torino. Un percorso che Fabio Capello conosce benissimo. Don Fabio si è trasferito dai giallorossi alla Juventus due volte, prima da giocatore e poi da allenatore. «Tempi e trasferimenti diversi», ricorda il tecnico di Pieris. ► Se ripensa all’estate 1970 e al suo passaggio dalla Roma alla Juventus? «In realtà mi sarei dovuto trasferire a Torino già l’anno precedente. Un tempo non c’erano gli agenti, decidevano tutto le società. A me fu semplicemente comunicato che sarei dovuto andare alla Juventus assieme Landini e Spinosi in cambio di Del Sol, Viganò, Zigoni e Roberto Vieri. I tifosi giallorossi protestarono. Ma quando nel 2004 lasciai la panchina della Roma per quella della Juventus il caos fu maggiore». ► A distanza di 20 anni da quell’estate 2004? «Ero alla Roma dal 1999, avevamo vinto lo scudetto nel 2001 e nell’ultima stagione tornavo a casa arrabbiato perché non riuscivo ad ottenere quello che volevo dalla squadra. Quando succede così, significa che è arrivata l’ora di cambiare per un allenatore. E poi si è presentata la Juventus, una bella occasione». ► È più facile trasferirsi dalla Roma alla Juventus o viceversa? «Passare dalla Roma alla Juventus è più complicato a livello di aspettative». ► Perché? «A Torino vincere è vissuto come un fatto normale. A Roma è cresciuta negli anni la pressione, soprattutto quella delle radio: si passa dall’esaltazione alla depressione molto velocemente in base ai risultati». ► Nonostante la storica rivalità tra i due club, non sono pochi i giocatori che hanno vestito entrambe le maglie: da Peruzzi a Boniek, da Emerson a Pjanic, da Boniek a Szczesny e Dybala... E a volte sono stati anche trasferimenti diretti: i migliori colpi? «Magari mi dimentico qualcuno, ma direi Boniek e Emerson. Zibì si trasferì dalla Juve alla Roma nel 1985. Il Puma mi seguì a Torino nell’estate 2004: grande centrocampista, era il mio punto di riferimento in campo. Emerson aveva una straordinaria personalità, era difficile da superare». ► Adesso Juventus e Roma hanno messo sul tavolo varie idee per provare ad esaudire i desideri di Thiago Motta e De Rossi: Abraham ed El Shaarawy da una parte, Chiesa, Soulé e Arthur dall’altra. Sarebbe stupito di vedere dei nuovi scambi tra le due società? «Mi sarei stupito di vedere Del Piero alla Roma o Totti alla Juve... Qualsiasi altro scambio non mi sorprenderebbe, anche perché i tempi sono cambiati e si accetta più facilmente tutto all’esterno». ► La Juventus valuta Abraham al posto di Milik come vice Vlahovic: lei che ne pensa? «Sono convinto che Abraham abbia le potenzialità per dare qualcosa in più. Può essere una buona idea, ma dipende da come Thiago Motta vorrà gestire Vlahovic e in generale l’attacco. I rinforzi vanno concordati con l’allenatore». ► Come vedrebbe Chiesa nella Roma di De Rossi? «Federico lo vedrei bene in qualsiasi squadra, è un giocatore che ha cambio di ritmo, uno contro uno e salta l’uomo». ► El Shaarawy è al centro delle valutazioni di Thiago Motta, a caccia di esterni per il suo 4-23-1/4-3-3. «El Shaarawy, come abbiamo visto anche all’Europeo, è un esterno che corre e copre, uno che garantisce equilibrio». ► E poi c’è Soulé: Thiago Motta vorrebbe puntare su di lui, ma di fronte a un’offerta importante il sacrificio sarebbe inevitabile per il bilancio e per finanziare la campagna di rafforzamento. «Io prediligo i giocatori di qualità e inventiva. E prima di rinunciare a uno come Soulé ci penserei bene. Ma in ogni caso, eviterei di darlo alla Roma o comunque a una squadra italiana. Lo dico perché ci sono passato con Edgar Davids quando allenavo il Milan...». ► Racconti pure. «Davids non ingranava al Milan, ma che fosse un grande centrocampista era chiaro e lo sapevamo tutti. Proprio per questo volevamo cederlo all’estero e non in Italia. Ma alla fine Davids è andato alla Juventus, ha fatto la differenza e così il rimpianto è stato doppio».
  3. La Signora fa spese a Nizza Dopo Thuram, spunta Todibo Giuntoli si muove per rinforzare la difesa dopo lo stop a Calafiori Riattivati i contatti per il francese, Kiwior rimane l’ alternativa di Filippo Cornacchia Alessandro Grandesso · 7 lug 2024 L’intreccio Mossa bianconera per il compagno di Khephren, atteso a Torino per le visite e la firma Un affare tira l’altro. La Signora ha puntato la Costa Azzurra per lo shopping estivo. Dopo Khephren Thuram, c’è Jean-Clair Todibo nel mirino. La Juventus, ai dettagli per il figlio d’arte (in settimana visite e firma), negli ultimi giorni ha riattivato i contatti per il compagno. Il ritorno di fiamma per il 24enne difensore non è casuale, ma è una sorta di ripartenza dopo l’uscita di scena di Riccardo Calafiori, che punta l’Arsenal. Alla Continassa, dopo attente valutazioni, si sono rituffati sull’ex centrale del Barcellona. E adesso Todibo è più che un’idea per i bianconeri. Nuovi colloqui La Juventus è passata dai sondaggi ad approfondimenti più decisi. I rapporti con il Nizza sono buoni, ma il club rossonero non intende fare sconti per Todibo. Si parte da una richiesta di 40 milioni, gli stessi che aveva messo sul tavolo il Manchester United nelle scorse settimane. Affare chiuso e poi bloccato dalla Uefa per ragioni regolamentari. Nizza e United hanno la stessa proprietà (Ineos) e la prossima stagione saranno entrambe protagoniste in Europa League. Tradotto: vietate le operazioni in famiglia. Todibo ha dovuto fare retromarcia, ma non ha cambiato programmi: vuole provare una nuova esperienza. Sfumato il Manchester United, si è fatto sotto il West Ham. Ma adesso il francese ha messo la Juventus in cima ai propri pensieri. Non a caso gli Hammers hanno acquistato Max Kilman. Una concorrente in meno per Giuntoli che, ora come ora, vorrebbe arrivare a Todibo attraverso un prestito con diritto/obbligo di riscatto. Il tempo e il gradimento del francese giocano a favore della Juventus. Se il Nizza non dovesse aprire a una soluzione creativa, i bianconeri saranno obbligati ad aspettare qualche cessione prima di poter affondare. A partire da quella di Dean Huijsen, valutato 25 milioni e sempre nei radar di Stoccarda, Borussia Dortmund e Bayern. Priorità Juve Nel mercato tutto può cambiare in fretta e Todibo lo ha provato sulla propria pelle a fine giugno, quando si pensava già un giocatore dei Red Devils. Non è scontato che il francese aspetti la Juve all’infinito (il piano B resta Kiwior dell’Arsenal), ma in questo momento l’ex Barcellona vuole dare la precedenza ai bianconeri anche perché è affascinato dalla Serie A. Una buona notizia per la Signora, che prima punta a vendere e a completare la ristrutturazione del centrocampo aggiungendo Koopmeiners (Atalanta) a Thuram Jr e Douglas Luiz.
  4. ABRAHAM- CHIESA LE IDEE CALDE MA SOULÉ ED ELSHA POSSONO DECOLLARE Tra i due club tante possibilità di mercato L’inglese piace a Motta, l’azzurro a De Rossi E ci sono altri incastri... di Fabiana Della Valle e Andrea Pugliese · 7 lug 2024 Grandi manovre sull’asse Juventus-Roma. Se poi diventeranno affari concreti si vedrà, per il momento siamo nella fase «lavori in corso» e chissà che il discorso non possa allargarsi anche ad altri giocatori. Il mercato non è solo calcoli, è pure fantasia. Cristiano Giuntoli ha già dimostrato di averne imbastendo lo scambio a tre con l’Aston Villa per portare a Torino Douglas Luiz, qualcos’altro potrebbe inventarsi con il club giallorosso per sistemare uomini in uscita e accaparrarsi rinforzi all’altezza. Attualmente sul piatto ci sono due attaccanti, Federico Chiesa e Tammy Abraham: il primo ha un contratto in scadenza nel 2025, piace alla Roma e la Juventus è costretta a venderlo senza rinnovo (al ribasso); il secondo è un profilo gradito a Thiago Motta come vice Vlahovic ed è considerato in uscita dai giallorossi. Siamo nella fase delle chiacchiere e una trattativa vera e propria non esiste ancora, ma da un sondaggio può nascere sempre qualcosa di più. Così oltre ai due già citati potrebbero entrare in gioco Mathias Soulé, Arthur Melo e Stephan El Shaarawy per potenziali cambi di maglia tra le due società di cui la storia recente è abbastanza ricca. L’ultimo è stato Paulo Dybala, arrivato da svincolato nell’estate 2022. Tammy Il primo contatto c’è stato per Abraham, attaccante inglese 26enne reduce da un brutto infortunio, che nell’ultima stagione ha giocato solo 321 minuti (segnando un gol). Giuntoli è a caccia di un centravanti di scorta perché dopo Moise Kean (ceduto alla Fiorentina) punta a dare via anche Arek Milik per regalare a Thiago Motta un calciatore più funzionale al suo gioco. La Roma lo valuta sui 30 milioni e non farebbe problemi a cederlo, ma la Juventus, almeno al momento, lo vorrebbe in prestito. Lo stipendio è alto (6 milioni bonus compresi) ma attenuato dai benefici del Decreto Crescita. Gli esterni Ma se Abraham piace alla Juventus, Chiesa e Soulé piacciono alla Roma. Soprattutto il primo, che è un pallino di Daniele De Rossi e che la Juventus ha messo in preventivo di vendere. La Roma ha cercato di capire l’eventuale costo dell’operazione (25 milioni per il cartellino, più 6 di ingaggio al giocatore), ma c’è un ostacolo grande, almeno allo stato attuale: Chiesa intende aspettare e vedere se dovessero arrivare offerte più allettanti, soprattutto dall’estero, di squadre che gli possano permettere di competere a livelli più alti di quelli che gli possono garantire in questo momento i giallorossi (che stanno per impostare un programma triennale). E allora a Trigoria resteranno alla finestra e se Chiesa non dovesse trovare alternative, magari andranno alla carica. A meno che non si decida di virare altrove, esattamente sull’altra fascia, la sinistra, dove invece giostra l’argentino Soulé, che viene dalla bella stagione vissuta a Frosinone. La Roma si era interessata subito dopo la fine della stagione, solo che la Juventus lo valuta tanto (35-40 milioni) e Thiago Motta lo vuole tenere. O, almeno, valutarlo di persona in ritiro per poi capire. In regia Tra gli esuberi di casa bianconera c’è anche Arthur, regista brasiliano, l’ultima stagione in prestito alla Fiorentina (48 presenze e 2 reti). Prima di trasferirsi in viola aveva rinnovato (fino al 2026) riducendosi l’ingaggio. Ora guadagna circa 5,5 netti a stagione e la Juventus sarebbe ben felice di liberarsene, magari anche pagando una parte di stipendio (il brasiliano gode tra l’altro degli effetti del Decreto Crescita). Ai giallorossi è stato offerto nei giorni scorsi, ma ad oggi l’interesse sembra in ribasso e a Trigoria sembrano aver scelto altre strade. Su Arthur, intanto, ci sono anche un paio di club di Premier League, più esattamente l’Everton e il Newcastle. Il Faraone Oltre a un centravanti, la Juve è a caccia pure di un esterno. Finora la sua ricerca si è concentrata sull’estero (già avviati in contatti per Sancho, Greenwood e Adeyemi, tutte operazioni però non economicissime) ma non è detto che uno come Stephan El Shaarawy, nazionale e con la giusta esperienza in Serie A, non possa entrare nella lista. Di sicuro ha caratteristiche gradite al nuovo tecnico bianconero, che per il suo 4-2-3-1 cerca ali veloci e di qualità ma che sappiano anche sacrificarsi. El Shaarawy a Roma sta bene, la considera oramai la sua seconda casa. E ha un rapporto speciale con De Rossi. Il suo contratto scade nel 2025, ma Stephan è pronto anche a diminuirsi l’ingaggio pur di restare ancora. E allora sarà dura portarlo via. Ma nel calcio non si sa mai...
  5. https://x.com/OptaJoe/status/1809663154240057824?t=r1wyvvSjnOfHnp4s6vXt5w&s=19
  6. https://x.com/Noitedecopa/status/1809831188523016462?t=kJoVdKi_z-JjE-5NnGF5dA&s=19
  7. https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/dopo-dagospia-anche-quot-corsport-quot-mena-401012.htm
  8. https://www.ultimouomo.com/perche-la-juventus-ha-acquistato-kephren-thuram-chi-e-come-gioca/
  9. https://www.ultimouomo.com/spagna-germania-2-1-euro-2024/
  10. https://x.com/mattiamattia/status/1809521725769392147?t=wWSS8JTf8CL2ssd44xIxeQ&s=19
  11. https://x.com/Avv_Bianco_Nero/status/1809297802406592547?t=HeH2RAbiiJTng4d-fLN5Hw&s=19
  12. Perché non era rigore https://www.fanpage.it/sport/calcio/perche-secondo-la-uefa-il-tocco-di-mano-di-cucurella-in-spagna-germania-non-e-mai-rigore/
  13. https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/azzurri-ci-avete-rotto-ca-hellip-lcio-europei-non-erano-certo-400930.htm
  14. Missione Di Gregorio IL PORTIERE IN VOLO TRA I MITI DELLA JUVE DA ZOFF A BUFFON L’ex Monza raccoglie l’eredità di Szczesny e rinnova la tradizione bianconera dei numeri uno italiani di Filippo Cornacchia TORINO · 6 lug 2024 La Juventus torna a sventolare il “made in Italy” in porta. Michele Di Gregorio è molto più che un semplice acquisto: è una sorta di ritorno al futuro per la Signora. L’ex portiere del Monza è sbarcato quasi in punta di piedi nel pianeta bianconero. Eletto miglior numero uno dell’ultima Serie A, adesso “l’Uomo DiGre” punta a rafforzare la tradizione italiana dei portieri della Juventus. Da Dino Zoff a Stefano Tacconi, da Angelo Peruzzi a Gigi Buffon, soltanto per citare gli eroi più recenti. Protagonisti e leggende tanto in bianconero quanto in azzurro. Di Gregorio erediterà il posto di Szczesny, ma proverà a raccogliere quel testimone che nel corso della storia si sono passati dei veri e propri miti. Se Zoff e Buffon sono diventati campioni del mondo con l’Italia, Tacconi ha vinto tutto con la Juventus e Peruzzi ha alzato l’ultima Champions League bianconera, quella della finale di Roma vinta ai rigori contro l’Ajax (1996). E proprio quest’ultimo, il Tyson juventino, è il portiere che alla Continassa ricorda maggiormente il nuovo rinforzo arrivato dal Monza. Questione soprattutto di esplosività tra i pali. Sogno azzurro La pressione sarà tanta, ma Di Gregorio arriva alla Juventus dopo due grandi stagioni in Serie A con il Monza e una bella gavetta. La prima missione del 26enne lombardo, voluto fortemente da Thiago Motta anche per la sua abilità nel gioco con i piedi, sarà quella di non far rimpiangere Szczesny, per quale si continua a cercare una soluzione lontano da Torino: dall’Arabia Saudita al Monza, possibile destinazione last minute. Di Gregorio sogna anche l’azzurro. Imporsi in bianconero sarebbe il modo più veloce – e sicuro – per entrare nel giro della Nazionale e avvicinarsi a Gigio Donnarumma, uno dei pochi a fare la differenza a Euro 2024. Il primo giorno Pensieri futuri. Adesso Di Gregorio, dopo il lungo corteggiamento bianconero e fresco di visite e firma (investimento da 18 milioni più bonus tra prestito e riscatto), ha in testa soltanto la nuova avventura. «Sto molto bene – ha detto ieri ai canali della Juventus dopo l’ufficializzazione – perché da quando sono arrivato qui alla Continassa ho cominciato a respirare qualcosa di speciale. Prima di venire qui, in tanti mi hanno detto che qui si viene per vincere». Una emozione in più per uno che, dopo le giovanili nell’Inter, è ripartito dalla Serie C. «E’ stato un percorso duro, forse neanche pensando dove sarei potuto arrivare. La Juventus è una emozione forte anche per questo, ma deve essere soltanto un punto di partenza». Di Gregorio, in attesa di esibirsi in partita (il primo test il 26 luglio a Norimberga), si è presentato così a nuovi tifosi, che hanno già iniziato a coccolarlo durante Juventus-Monza di fine campionato. «I miei punti di forza credo siano la reattività, l’esplosività e credo anche l’equilibrio mentale. Voglio migliorarmi e non vedo l’ora di cominciare». Nuovi maestri Di Gregorio è il tassello più importante di quella che in realtà è una vera e propria rivoluzione per la Juventus. Il neojuventino, secondo colpo dell’era Thiago Motta dopo Douglas Luiz, prenderà il posto di Szczesny tra i pali e avrà come vice Mattia Perin (si lavora al rinnovo) e come terzo Carlo Pinsoglio. Ma come preparatore dei portieri, DiGre non troverà Claudio Filippi, dopo più di dieci anni e tanti trionfi spostato al settore giovanile. Toccherà a Dossou Yovo e a Lozano, assistenti di fiducia di Thiago Motta, aiutare Di Gregorio a compiere un ulteriore salto di qualità per avvicinarsi ai miti bianconeri.
  15. Koop avanza Per Adeyemi insidia Chelsea f.c. · 6 lug 2024 Avanti con il centrocampo e con Teun Koopmeiners. La Juventus, tessera dopo tessera, sta ridisegnando la mediana ad immagine e somiglianza di Thiago Motta. Dopo Douglas Luiz (Aston Villa) e Khephren Thuram (Nizza), i bianconeri insistono per il tuttocampista olandese, considerato la ciliegina finale. Alla Continassa, forti del gradimento di Koopmeiners, non vorrebbero spingersi oltre quota 40-45 milioni con i bonus. A Bergamo, invece, puntano a incassare almeno 5560 milioni. Le mediazioni sono al lavoro per avvicinare le parti e arrivare alla fumata bianca. In ogni caso, la Juventus prima di affondare ha bisogno di mettere a segno qualche cessione. A partire da Federico Chiesa e Dean Huijsen, rientrato dal prestito alla Roma e corteggiato da Stoccarda, Borussia Dortmund e Bayern. Insidia Chelsea Antenne sempre dritte anche sulle ali per lanciare il 4-2-3-1/4-3-3 che ha in mente Thiago Motta. Contatti, sondaggi e incontri proseguono. Le idee sono tante, ma in questo momento sono tre i nomi che sembrano convincere di più i bianconeri: Jadon Sancho e Mason Greenwood, entrambi di proprietà del Manchester United, e Karim Adeyemi del Borussia Dortmund. Sul jolly tedesco dei vice campioni d’Europa si è fatto avanti anche il Chelsea: un’insidia in più per la Juventus.
  16. Abraham Juve CONTATTO UN ALTRO 9 PER MOTTA SPUNTA L’INGLESE COME VICE VLAHOVIC I bianconeri sondano la Roma per avere in prestito l’attaccante: Tammy può prendere il posto di Milik di Filippo Cornacchia · 6 lug 2024 La Juventus si guarda intorno per rinforzare anche l’attacco. L’ultima pista per il ruolo di vice Vlahovic porta a Tammy Abraham. I bianconeri nei giorni scorsi hanno sondato la disponibilità dell’inglese e della Roma. Un contatto esplorativo per approfondire la situazione dell’ex Chelsea e capire gli eventuali margini di manovra per un prestito secco o con diritto di riscatto. Non c’è ancora una trattativa, ma Abraham è più che un’idea per la Signora. Se evolverà in qualcosa di più serio e concreto, si capirà nelle prossime settimane. Già, perché prima di affondare sul centravanti di scorta da alternare a Dusan Vlahovic, il d.t. Cristiano Giuntoli ha almeno due priorità: concludere la ristrutturazione del centrocampo aggiungendo Teun Koopmeiners a Douglas Luiz (già ufficializzato) e Khephren Thuram (la prossima settimana le visite mediche). E soprattutto mettere a segno nuove cessioni per fare cassa e sbloccare altrettanti rinforzi. La formula vale un po’ per tutti i reparti: uno esce e uno entra. Dopo l’addio di Moise Kean (in giornata le visite con la Fiorentina, affare da 13 milioni più 5 di bonus), la Juventus ha bisogno di trovare una sistemazione ad Arek Milik per far spazio in rosa e nel monte-stipendi ad Abraham. In attesa di capire se la punta polacca, al momento alle prese con la riabilitazione post intervento al menisco, ripartirà dalla Turchia (Besiktas) o dall’Inghilterra, alla Continassa iniziano a portarsi avanti con i lavori. E Abraham, rientrato a fine stagione dopo il brutto ko ai legamenti del campionato precedente, è un nome che a certe condizioni stuzzica i bianconeri. L’ex Chelsea sarebbe più che un semplice vice, proprio come da richiesta di Thiago Motta. Il nuovo allenatore della Juventus punta a una rosa di tutti potenziali titolari per creare quella competizione interna indispensabile per alzare il livello. Senza contare che la Signora nel 2024-25 disputerà ben cinque competizioni: campionato, Coppa Italia, Super Champions, Supercoppa italiana e Mondiale per club. Concorrenza Milan Abraham non è l’unico profilo nei radar (in lista c’è anche Retegui del Genoa), ma la Juventus spera che possa diventare quello più conveniente. L’ex Chelsea nel 2023-24 ha collezionato 321’ e un gol in giallorosso. Ma nella prima stagione con la Roma, quella culminata con il trionfo in Conference, ha chiuso a quota 27 reti. L’idea Abraham-Juve è nata a margine dei colloqui diretti – e soprattutto indiretti - con la Roma, che continua a seguire con interesse l’evoluzione del caso Federico Chiesa-Juve. I bianconeri si sono informati per il prestito del centravanti. A Trigoria sono disposti a cedere l’ex Chelsea, nel mirino anche del Milan e di diversi club di Premier, però non in affitto. Valutazioni Chiesa può diventare la chiave futura per Abraham? Federico, fresco di delusione europea con l’Italia, in questo momento vuole prendersi del tempo per capire la sua posizione nella nuova Juventus e il mercato che potrebbe avere all’estero. Se per Thiago Motta è sacrificabile, i bianconeri senza rinnovo di contratto (quello attuale scade nel 2025) non vogliono correre il rischio di perdere l’ex viola a zero fra dodici mesi. Per tutti questi motivi, il divorzio sembra sempre più probabile. Chiesa, tramite il suo entourage, non ha chiuso a priori all’eventualità di raggiungere Dybala e De Rossi alla Roma, ma è attirato dall’estero e vuole prima verificare la concretezza degli interessi di Manchester United (possibile scambio con Sancho o Greenwood, sul quale ci sono anche Lazio e Marsiglia), Chelsea, Liverpool e Bayern Monaco. Se il centrocampo è già stato rivoluzionato, è in programma una discreta rinfrescata anche in avanti. Accanto a Dusan Vlahovic e all’intoccabile Kenan Yildiz, per il quale proseguono i discorsi per il rinnovo fino al 2029, può succedere di tutto entro il 30 agosto. Il sacrificio di Chiesa, valutato intorno ai 25 milioni più bonus, consentirebbe a Giuntoli di provare ad evitare quello di Matias Soulé. Thiago Motta vorrebbe dar fiducia al giovane talento argentino, però è consapevole che di fronte a una offerta irrinunciabile (intorno ai 30-35 milioni con i bonus) sarebbe inevitabile l’addio del fantasista, rientrato a Torino dopo gli 11 gol segnati nel prestito al Frosinone.
  17. Super Juve al centro KOOPMEINERS ASPETTA LA SIGNORA GIUNTOLI PRONTO CON L’OFFERTA I bianconeri possono investire 40 milioni per l’olandese, ma prima serve una cessione L’Atalanta ne vuole incassare 60 di Fabiana Della Valle TORINO · 5 lug 2024 Teun Koopmeiners aspetta la Signora. Saltato l’Europeo con l’Olanda per colpa di un problema all’inguine accusato durante il riscaldamento del match amichevole contro l’Islanda, adesso si sta godendo le vacanze con la fidanzata Rosa e nel frattempo attende notizie da Torino, dove Cristiano Giuntoli sta lavorando per lui. Non è un mistero che il centrocampista dell’Atalanta abbia già detto sì alla Juventus, disponibile a indossare il bianconero per uno stipendio di circa 4 milioni a stagione (più bonus), adesso arriva però la parte più difficile per il dirigente: convincere la Dea a privarsi di uno dei protagonisti della scorsa stagione, conclusasi con il trionfo in Europa League contro il Bayer Leverkusen. Alla Continassa stanno preparando l’offerta giusta: Giuntoli è pronto a mettere sul piatto 40 milioni di euro, prima però bisognerà cedere qualcuno per poter fare un investimento così importante. Super mediana La caccia a Koopmeiners ha radici lontane (la Juventus ha iniziato a corteggiarlo già a gennaio) e conferma la volontà della Signora di potenziare un reparto in particolare, il centrocampo. Presi Douglas Luiz e Khephren Thuram, che nella testa di Thiago Motta saranno le due pedine davanti alla difesa, manca ancora la ciliegina sulla torta per rendere il reparto competitivo per lo scudetto. Nella scorsa stagione in mezzo sono mancati idee, leadership e gol, indispensabili perché la terra di mezzo torni a essere un punto di forza e non una debolezza per la Signora. Il brasiliano avrà compiti di regia, il figlio d’arte ci metterà il fisico, Koop porterebbe quel misto di qualità e quantità che lo rende un giocatore versatile e completo. Un tuttocampista che Thiago vede bene come trequartista nel suo 4-2-3-1, alle spalle di Dusan Vlahovic, pronto a inserirsi e a sfruttare tutto il suo potenziale in area (15 reti nel 2023-24). Signora in pole La Juventus si è mossa per tempo con il giocatore, che vorrebbe restare in Italia e sarebbe entusiasta all’idea di trasferirsi a Torino. Grazie all’ottima stagione, sull’olandese si erano accesi i riflettori della Premier League (con il Liverpool in pole) ma al momento all’Atalanta non sono arrivate le offerte irrinunciabili che ci si aspettava. Così Koopmeiners, che mette la Juventus davanti a tutto, resta in fiduciosa attesa. Offerta e cessioni L’Atalanta invece preferirebbe venderlo all’estero e non a una diretta concorrente in Serie A, però dovrà fare i conti anche con la volontà di Koop, soprattutto se non arriverà nessun club disposto ad accontentarla. I bergamaschi partono da una valutazione di 60 milioni, considerata troppo alta per la Juventus, che vorrebbe chiudere a 40 e con 40 si presenterà inizialmente. L’idea di poter inserire delle contropartite (si era parlato di Dean Huijsen, centrale di difesa rientrato dai 6 mesi in prestito alla Roma) non sembra destinata a decollare, così Giuntoli sta ragionando sull’offerta cash, magari sacrificando proprio Huijsen, che ha parecchi estimatori tra Germania, Francia e Inghilterra. I bianconeri vorrebbero cederlo per non meno di 30-35 milioni: tanti sondaggi ma ancora nessuna trattativa concreta. L’altro sacrificato potrebbe essere Matias Soulé, che Thiago Motta vorrebbe tenere, ma è consapevole che di fronte a un’offerta importante (35-40 milioni) sarebbe impossibile dire di no. Nella lista dei partenti ci sono anche Arek Milik, Filip Kostic e Weston McKennie mentre resta da definire il futuro di Federico Chiesa, che ha un contratto in scadenza nel 2025: senza rinnovo (con taglio dell’ingaggio) finirà inevitabilmente sul mercato. Terzo colpo L’attesa di Koopmeiners è condivisa anche da Thiago Motta, pure lui in vacanza ma già con una data stabilita per il suo sbarco a Torino: mercoledì 10 partirà la nuova stagione alla Continassa, il tecnico arriverà nel capoluogo piemontese qualche giorno prima per prendere contatto con la nuova realtà. E anche per fare il punto sul mercato con il suo d.t.: dopo Douglas Luiz e Thuram, Thiago attende l’ultimo squillo.
  18. https://x.com/CarroDiBrahim/status/1808777432972890602?t=HjuVRWnGzPHzR3hgLV3xUA&s=19
  19. https://www-mondonapoli-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.mondonapoli.it/calciomercato/2024/07/04/tuttosport-la-juve-ci-ha-provato-per-buongiorno-ma-il-difensore-ha-rifiutato-i-bianconeri/?amp=1&amp_gsa=1&amp_js_v=a9&usqp=mq331AQIUAKwASCAAgM%3D#amp_tf=Da %1%24s&aoh=17200931346781&csi=1&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&ampshare=https%3A%2F%2Fwww.mondonapoli.it%2Fcalciomercato%2F2024%2F07%2F04%2Ftuttosport-la-juve-ci-ha-provato-per-buongiorno-ma-il-difensore-ha-rifiutato-i-bianconeri%2F
  20. Assalto a Koop Dopo Douglas Luiz e Thuram Junior caccia all’ultimo tassello: l’arrivo di Zaniolo alla Dea favorisce l’uscita di Koop di Fabiana Della Valle · 4 lug 2024 Non c’è due senza tre. Dopo Douglas Luiz e Khephren Thuram, i primi due colpi messi a segno dalla Juventus in questo primo squarcio del mercato estivo, Cristiano Giuntoli punta deciso su Teun Koopmeiners, tuttocampista olandese dell’Atalanta che sarebbe la ciliegina sulla torta del centrocampo della Signora. La tessera del puzzle in bianco e nero che manca a Thiago Motta per avere una mediana ad altezza Inter, grazie alla quale i tifosi potranno ricominciare a sognare lo scudetto. La rivoluzione thiaghiana, che punta a rimettere il pallone (e il gioco) al centro del villaggio, parte della terra di mezzo, il reparto più in sofferenza nell’ultima stagione, destinato a cambiare profondamente pelle. Con il placet del nuovo allenatore sono arrivati un play brasiliano dall’Aston Villa e un equilibratore-figlio d’arte dal Nizza. Nei piani di TM saranno loro i due davanti alla difesa che s’alterneranno con Manuel Locatelli e Nicolò Fagioli (Motta vuole due giocatori per ogni ruolo ed entrambi devono essere dei potenziali titolari), mentre il Robo-Koop della Dea dovrebbe andare a occupare la casella sulla trequarti, alle spalle del centravanti Dusan Vlahovic. Tecnica, duttilità e personalità al servizio della Signora, per aumentare il potenziale di assist e gol. Koopmeiners (15 centri nella scorsa stagione tra campionato e Coppa Italia) potrebbe essere l’ultimo, in ordine di tempo, dei tre moschettieri della mediana a sbarcare a Torino ma in realtà è sempre stato il primo della lista di Giuntoli, che a gennaio aveva tentato l’approccio con l’Atalanta, ricevendo però un secco no alla cessione. Adesso il d.t. bianconero è pronto a tornare alla carica con un’offerta importante e forte dell’accordo già raggiunto con il giocatore. Prima però dovrà cercare di piazzare qualcuno dei suoi gioielli, perché per l’olandese servono come minimo 40 milioni. Lasciapassare Zaniolo L’ottimismo è crescente, anche perché in fondo l’Europeo saltato da Koop (causa infortunio) ha giocato a favore della Juventus. All’Atalanta (che valuta il giocatore 60 milioni) finora non sono arrivate le offerte monstre dalle big inglesi che il club si aspettava e perciò i bianconeri possono fare la loro mossa. In più i bergamaschi nel frattempo hanno preso Nicolò Zaniolo, esterno/trequartista, e questo potrebbe essere un segnale che qualcuno partirà. Di sicuro la Juventus vuole Teun e lui ha già dato il suo ok a trasferirsi a Torino. I rapporti tra Giuntoli e l’agente del giocatore, Bart Baving, sono buoni ed esiste già un principio d’accordo sulla base di un ingaggio di circa 4 milioni (bonus esclusi). Non resta che convincere l’Atalanta con l’offerta giusta. A caccia di cessioni Giuntoli, dopo aver piazzato Kean (alla Fiorentina) e Kaio Jorge (al Cruzeiro) e aver inserito Barrenechea e Iling Junior nell’operazione Douglas Luiz, adesso punta a vendere bene Dean Huijsen, difensore centrale 19enne che ha fatto gli ultimi 6 mesi in prestito alla Roma e che la Juventus valuta sui 30-35 milioni. Finora tanti sondaggi (dal Psg al Borussia Dortmund fino alla Premier) ma nessuna offerta concreta. Chissà che il d.t. non provi a inserirlo nella trattativa per Koopmeiners: di sicuro Gasperini sarebbe l’allenatore giusto per valorizzarlo. Nella lista dei partenti ci sono anche Matias Soulé, che Thiago vorrebbe tenere ma sa che sarà impossibile di fronte a una buona offerta (40 milioni), Weston Mc Kennie (a scadenza nel 2025: dopo aver detto di no all’Aston Villa si cercano nuovi acquirenti), Arek Milik e Filip Kostic. Ai bianconeri basterà racimolare un tesoretto da aggiungere alla parte cash per far partire l’offensiva. A Giuntoli la fantasia non manca, troverà di sicuro una formula creativa per provare ad accontentare il suo allenatore.
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  22. Basta tattica ai baby Allenare la tecnica Scuole per istruttori di Fabio Licari · 3 lug 2024 L’obiettivo Lo scopo dell’istruttore sarà allenare il singolo esaltandolo nel collettivo Supercorso A Coverciano potrebbe nascere un Supercorso per allenatori delle giovanili Da domani si cambia. Domani, non dopodomani. Impossibile dire “come”, la botta è stata forte e stiamo ancora barcollando, ma almeno tutti hanno capito non si può più perdere tempo, c’è il baratro oltre la siepe. «La reazione sia immediata», hha detto ieri Prandelli alla giornalaccio rosa, suggerendo un paio di strade drastiche per recuperare il ritardo. Il calcio corre, bastano cinque anni rivoluzionari per ribaltare la situazione, abbiamo storia e cultura. In federazione si lavora già al futuro. Con la collaborazione di Leghe, club, allenatori. Tutti. O è finita. Questo è l’anno zero. Basta tattica E sono tutti d’accordo su una cosa: la tattica ossessiva inculcata ai ragazzi uccide il talento. Nel breve aiuta di sicuro, ma illude. Le nostre Under vincono in Europa perché il gioco è organizzato come nelle prime squadre. Ma il saldo alla lunga è negativo: alleniamo squadre, non giocatori. Così, arrivati a vent’anni, i nostri sono “tattici” confinati in panchina mentre gli altri, che hanno sviluppato intanto il talento individuale, libero, affinando la tecnica, giocano nei club. Non ci sono centravanti perché non si insegna a fare il 9, ma a far salire la squadra, a dialogare con la mezzala, non a tirare in porta. Il portiere dovrà tornare a imparare come si para, non a giocare con i piedi e impostare dal basso: questo viene dopo. A ciascuno il suo mestiere. Nuovi allenamenti Gli istruttori del futuro dovranno seguire una metodologia moderna che alleni il singolo esaltandolo “nel” collettivo, non il collettivo. Oggi si lavora un po’ come in laboratorio: passaggi, schemi, costruzione, ma non c’è il duello, lo “scontro”, la difficoltà della partita. Si obbligano i ragazzi a memorizzare schemi e situazioni, rallentandoli, invece di dare libertà e attivare l’inconscio, l’istinto, che può essere canalizzato nella creatività. Quello che gli allenatori federali notano è il calo tecnico dai quindici ai diciannove anni. I ragazzi disimparano. Seconde squadre Prandelli ha proposto la nascita di una squadra, un Club Italia, da iscrivere in Serie B o C come la Juve Next Gen o Milan e Atalanta Under. Dovrebbe essere la federazione a farsi carico di quei ragazzi che, arrivati a vent’anni, si ritrovano senza squadra e si perdono alle porte del sogno. Non giocano, perdono ritmo, si deprimono. Così sarebbero valorizzati anche per i club. Non facile però. Un problema, per dire, sarebbero le convocazioni: e se poi le prime squadre ne hanno bisogno la domenica? Le seconde squadre in un campionato vero sarebbero la soluzione ideale. Anche per evitare la fuga dei talenti all’estero, dove è il giocatore al centro, non la squadra. E dove l’obiettivo, più che vincere un torneo giovanile, è creare un gruppo che in qualche anno vinca in Serie A. Il problema è che tanti club vedono il settore giovanile come un costo. Incentivi Pensare di obbligare le giovanili a schierare un minimo obbligato di italiani è impossibile: qui comanda il mercato. Per i giudici Ue, il totem è la concorrenza economica, non contano aspetti sociali o altro, ma il codice piegato al liberismo. E comunque le nostre giovanili sono ricche di stranieri modesti e la politica aiuta a comprarne di più. Si può attenuare il problema con una mossa: riconoscendo incentivi economici ai club che promuovono giovani italiani convocati nelle Under, in proporzione alle selezioni. Non servono cifre folli, ma un settore giovanile può sognare così di autofinanziarsi e puntare sugli italiani. Scuole per allenatori Si potrebbe intervenire anche su Coverciano. Grande scuola tattica per creare De Zerbi, Palladino, Italiano, tecnici preparatissimi per prime squadre. Ma il Coverciano dei grandi, con le sue tesi sul 4-33, potrebbe essere affiancato da un Supercorso per allenatori delle giovanili. I sussidiari degli istruttori dei ragazzi devono essere aggiornati, se non riscritti. Camarda e Yamal hanno quasi la stessa età, ma pensare che possano essere gli stessi è quasi impossibile. Yamal sta lavorando sulla tecnica da quando ha cominciato. Camarda e gli altri azzurrini no. Svoltiamo, finalmente?
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