andrea
Tifoso Juventus-
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UFFICIALE: Michele Di Gregorio è un giocatore della Juventus
andrea ha risposto al topic di Morpheus © in Archivio Calciomercato
Rispetto al polacco Di Gregorio è un downgrade (Sandro Sabatini) Probabilmente sì (Massimo Zampini)- 372 risposte
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UFFICIALE: Thiago Motta è il nuovo allenatore della Juventus
andrea ha risposto al topic di Homer_Simpson in Archivio Calciomercato
TATTICA, INTENSITÀ E FORZE FRESCHE PER UNA JUVE AL TOP Con Thiago il pallone torna al centro di tutto: la sua filosofia è plasmare i giovani e stimolare i big di Fabiana Della Valle TORINO · 3 lug 2024 Il conto alla rovescia è già cominciato. La nuova era targata Thiago Motta inizierà il 10 luglio alla Continassa, dove la squadra si radunerà per preparare la stagione 2024-25. L’allenatore bianconero si sta godendo gli ultimi scampoli di vacanza con la famiglia e sbarcherà a Torino qualche giorno prima per cominciare a prendere contatto col mondo Juve. Motta non ha mai giocato per la Signora ma ha la stessa mentalità vincente e la voglia di riportare in alto un club abituato a primeggiare. Dopo tre anni di grigiore, illuminati solo da una Coppa Italia, l’ambizione è tornare a tenere testa all’Inter, destinata a essere ancora la favorita in Serie A. I principi Con Thiago si cambierà modulo: che sia 42-3-1 o 4-3-3, il tecnico punterà soprattutto sulle idee. Al centro di tutto c’è il pallone, una filosofia che Motta ha fatto sua studiando il Barcellona all’olandese di Van Gaal e Rijkaard. Si ripartirà dall’indirizzo della pressione avversaria, dall’occupazione dello spazio e dal coraggio nelle scelte. Non ci saranno più ruoli determinati, ma funzioni a seconda della zona di campo e della situazione. Un esempio su tutti: Calafiori (non a caso uno degli obiettivi bianconeri) che al Bologna da difensore si trasformava spesso in invasore correndo in avanti e partecipando alla manovra quasi con compiti di regia. Per fare densità, attirare la pressione avversaria in un punto e colpire poi nello spazio lasciato libero, i giocatori devono saper leggere le situazioni e reagire di conseguenza, con movimenti coordinati e simultanei. Come colmerà il gap Thiago a Bologna ha fatto un piccolo miracolo, conquistando una storica qualificazione alla Champions. Alla Juventus c’è una pressione ben diversa e anche se l’obiettivo dichiarato sarà sempre il quarto posto (economicamente indispensabile per il club), c’è comunque il desiderio di tornare a essere competitivi per lo scudetto. Proposito ambizioso, visto che la Signora ha chiuso a 23 punti dalla capolista Inter, nonostante le abbia tenuto testa per tutto il girone d’andata. Thiago è stato scelto per la sua visione tattica moderna e per la capacità di valorizzare i giovani. Con lui gioca chi si allena meglio: nessun posto fisso garantito, nemmeno per i veterani. Non vuole giocatori che si considerino arrivati, per lui sono tutti potenziali titolari. E in allenamento chiede intensità massima che poi va riprodotta in partita. I nuovi La versatilità è uno dei parametri più importanti nella scelta dei giocatori. Per questo Thiago ha benedetto l’arrivo di Douglas Luiz e Thuram Junior, che daranno nuova vita a uno spento centrocampo e garantiranno duttilità, così come quello del portiere Di Gregorio, bravo a giocare coi piedi e quindi perfetto per un tecnico che ama iniziare l’azione da dietro. Nella sua Juve ideale mancano un esterno offensivo, un trequartista, un centrale dai piedi buoni e un terzino. Nel frattempo Mago Thiago s’adatterà con quello che ha.- 429 risposte
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Calciomercato 2025/26 - Notizie sulle trattative?
andrea ha risposto al topic di Morpheus © in Calciomercato Juventus
Doppia strada per Sancho Idea scambio o in prestito di Matteo Nava · 3 lug 2024 Mentre la nuova mediana della Juventus di Thiago Motta sta prendendo definitivamente forma proprio in questa prima settimana di luglio, Cristiano Giuntoli continua a lavorare anche per la trequarti. Nei desideri dell’allenatore ci sono un paio di innesti e, se per Teun Koopmeiners dell’Atalanta serve una trattativa che porti a limare le alte richieste del club bergamasco, per Jadon Sancho la missione è studiare una formula che possa rendere l’affare conveniente per tutti e sostenibile economicamente per i bianconeri. Rompicapo Il 24enne nato a Londra è rientrato dal prestito al Borussia Dortmund ed è di proprietà del Manchester United: ora lo scoglio è duplice. Il trequartista costa, sia come ingaggio che come investimento economico per un eventuale acquisto a titolo definitivo. L’obiettivo della Juventus è quindi di trovare l’incastro perfetto per portare l’operazione in porto e in questo momento le stradeade percorribili sono due. La primama è quella del prestito, che ovviamenteviamente per-permetterebbe di aggiraregirare la valuta-valutazione dei Red Devils di 40-50 milioni di euro per Sancho. Si tratta dell’impalcaturacatura che era già pronta nella scorsa sessione invernale di calciomercato,omercato, senza che poi si finalizzasselizzasse perché il nazionale ingleseese mal si inca-incastrava nel 3-5-2 didi Massimiliano Allegri, che non aveva ritenuto funzionale il calciatore.ciatore. Adesso la guida tecnicaa è cambiata e con lui il modulo,o, ora più San-Sancho-friendly. Giuntoliuntoli potrebbe quindi riallacciare i contatti proponendo di tornare all’intesa di gennaio, con l’esterno a Torino per tutto il 2024-2025 e una parte di ingaggio (8,5 milioni di euro a stagione) pagata dal Manchester United. La carta Chiesa La seconda opzione resta invece uno scambio tra Red Devils e Juventus, la cui fattibilità è ovviamente tutta da verificare con la controparte inglese. Federico Chiesa ha ancora un anno di contratto e finirà di fatto sul mercato se non decollerà la trattativa per il rinnovo. È un calciatore che può piacere in Premier League e permetterebbe di rendere avvicinabile le richieste del Manchester United per Sancho. Il calciatore dovrebbe comunque andare incontro ai bianconeri rivedendo al ribasso il proprio stipendio. In ogni caso questa opzione resta attualmente secondaria, prima di tutto perché Giuntoli e il procuratore di Chiesa, Fali Ramadani, devono confrontarsi per capire i margini per un prolungamento di contratto che escluderebbe l’addio. -
Calciomercato 2025/26 - Notizie sulle trattative?
andrea ha risposto al topic di Morpheus © in Calciomercato Juventus
SUPER centrocampo THURAM, SÌ DA 25 MILIONI LA JUVE METTE SU MUSCOLI Giuntoli chiude con il Nizza. Dopo Douglas Luiz, un altro colpo per Motta: con Khephren dinamismo, inserimenti e forza di Fabiana Della Valle TORINO · 3 lug 2024 Cristiano Giuntoli non ama le perdite di tempo. Quando punta un obiettivo e fiuta la possibilità di andare fino in fondo il d.t. bianconero va giù dritto come un caterpillar. Così in una settimana scarsa ha rivoluzionato il centrocampo della Juventus, prendendo prima Douglas Luiz, play brasiliano dell’Aston Villa, e adesso Khephren Thuram, mediano francese del Nizza, figlio dell’ex difensore bianconero Lilian e fratello dell’attaccante interista Marcus. Operazione chiusa con successo dopo una due giorni di full immersion con il club francese, tra telefonate e scambi di mail. Come sempre succede in questi casi le parti si sono venute incontro per chiudere a 20 milioni più 5 di bonus, una cifra che soddisfa entrambe. Il giocatore, che prima del prestigioso autografo dovrà sostenere le visite mediche di rito, firmerà un contratto di 5 anni a 2,5 milioni di euro a stagione. Inizia a prendere forma la nuova terra di mezzo della Signora, che nei piani di Thiago Motta deve diventare il centro nevralgico della squadra, capace di distruggere e costruire. Douglas Luiz avrà compiti di regia, Thuram Junior è più incontrista ma ha fisico e corsa e da buona mezzala ha i tempi giusti degli inserimenti. In più il neo allenatore bianconero potrà contare su Manuel Locatelli e Nicolò Fagioli, mentre Weston McKennie è in uscita. Da definire la situazione di Fabio Miretti, che non dispiace al tecnico ma potrebbe anche partire (dipenderà dai movimenti di mercato) e quella di Adrien Rabiot, che di fatto non è più un giocatore della Juventus (il suo contratto è scaduto il 30 giugno) ma non ha ancora risposto alla proposta di rinnovo della Signora. Ritorno a Torino Per Khephren, attualmente impegnato con la nazionale olimpica in vista dei Giochi di Parigi, Torino sarà il più classico dei deja vu: nato a Reggio Emilia quando suo padre giocava nel Parma, a pochi mesi si è trasferito in Piemonte con tutta la famiglia per seguire Lilian, nel frattempo tesserato dalla Juventus, e lì ha vissuto fino all’età di 5 anni. A Torino ha conosciuto il calcio e si è innamorato del pallone accompagnando papà agli allenamenti e allo stadio, con la possibilità di conoscere e frequentare tanti campioni. Adesso ci tornerà per fare il salto di qualità dalla Ligue 1 alla Serie A, ma soprattutto per costruirsi una carriera vincente come quella del fratellone Marcus, che al primo anno italiano ha festeggiato lo scudetto con l’Inter. Scudetto per cui i bianconeri contano di ricominciare a essere competitivi grazie al cambio di timoniere e a un restyling della rosa bianconera, che Giuntoli sta portando avanti compatibilmente con le limitate risorse economiche a sua disposizione. Investimento Thuram è un giocatore che la Juventus aveva messo sotto osservazione già da un po’, ma l’accelerata è arrivata nelle ultime settimane, complici da una parte la cessione di Moise Kean alla Fiorentina (13 milioni di euro più 5 di bonus), che ha portato soldi freschi nelle casse bianconere, dall’altra la situazione di stand by creatasi con Rabiot, che ha deciso di aspettare la fine dell’Europeo per sciogliere il nodo futuro. Così Thuram, che inizialmente era considerato un piano B in caso di risposta negativa di Adrien, è diventato un piano A, che la Juventus ha voluto acquistare a prescindere perché considerato un investimento vantaggioso. Khephren è giovane (23 anni), piace a Thiago Motta ed è considerato duttile e con ampi margini di crescita. Il Nizza chiedeva inizialmente 30, la Juventus offriva 20 (bonus compresi), i due club si sono trovati a 25. Operazione cotta e mangiata, con grande soddisfazione di papà Lilian, che finalmente potrà applaudire un altro Thuram in maglia bianconera. Lui alla Juventus indossò il 21, che attualmente però è di proprietà di Fagioli. Khephren al Nizza nelle ultime due stagioni aveva scelto la 19, casacca prestigiosa che un anno fa è stata lasciata libera da capitan Leonardo Bonucci. Chissà se il nuovo mediano della Signora deciderà di mettersi sulle spalle lo stesso numero o preferirà cambiare. L’importante è che Thiago Motta possa contare anche su di lui per rivoluzionare la Signora. -
[ E. B. A. T. ] Essere Bianconeri a Torino III
andrea ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
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Con Oaktree si respira: a giugno no plusvalenze Ora garantisce il fondo Continuerà il contenimento dei costi, ma non verrà intaccato il valore della rosa E senza patemi di Marco Iaria · 2 lug 2024 L’altro ieri è suonato il gong per il bilancio 2023-24. A giugno non sono state realizzate plusvalenze, pertanto la perdita (in miglioramento dal -85 del 2022-23) dovrebbe aggirarsi tra i 40 e i 50 milioni. È un piccolo segnale del nuovo corso di Oaktree. Il fondo Usa avrebbe potuto chiedere al management qualche operazione in uscita per evitare di ripianare il deficit. Non l’ha fatto e, presumibilmente, dovrà effettuare un apporto di capitale in autunno: 22 milioni sono stati coperti dalla conversione di un vecchio credito di Zhang, ma va pure ripianato il rosso rinviato sfruttando una norma Covid. L’orizzonte della proprietà è di medio-lungo termine: non c’è fretta di rincorrere il ritorno dell’investimento. Ma i principi di una gestione tesa alla sostenibilità, quelli valgono da subito. Cassa La differenza con gli ultimi anni autarchici? L’Inter deve far quadrare i conti ma, finanziariamente parlando, non ha più il fiato corto. Il maxi-prestito da 275 milioni più interessi caricato sulla controllante è stato cancellato con l’escussione del pegno: il creditore è diventato l’azionista. Vero che l’Inter era solo l’oggetto (o meglio, la garanzia) del finanziamento ma quella spada di Damocle pendeva sulle prospettive e sulle strategie del club. Ora resta il bond da 415 milioni, la cui scadenza nel 2027 offre tutto il tempo per valutare cosa fare. L’Inter non ha urgenze di cassa. E la proprietà, che vanta asset in gestione per 192 miliardi di dollari, offre tutte le assicurazioni in termini di eventuale supporto. Un aspetto importante, questo, anche per la campagna trasferimenti. Sul mercato Oaktree è ben consapevole di non depauperare la rosa nerazzurra, presupposto per lo sviluppo dei ricavi. Anche a costo di qualche sforzo iniziale. Così il presidente Beppe Marotta, sul mercato, si sta muovendo su un doppio binario: mantenere alta la competitività - quindi nessuna cessione di big - e allo stesso tempo rispettare un equilibrio tra acquisti e cessioni e, soprattutto, continuare a contenere il “costo squadra”. Questo parametro, dato dalla somma tra stipendi dei tesserati e ammortamenti dei “cartellini”, è il termometro di tutta la gestione. Il solo monte-ingaggi è, ad oggi, in aumento nel 2024-25, alla luce dei rinnovi di Lautaro, Barella e Inzaghi (ed entrerà a regime quello di Dimarco): parliamo di circa 14 milioni in più che raddoppiano con gli arrivi a parametro zero di Zielinski e Taremi, ma che vengono in parte compensati dalle uscite di Cuadrado, Sanchez, Sensi, Klaassen, Audero (17 milioni risparmiati). Tuttavia, se calcoliamo anche gli ammortamenti, tra contratti prolungati e giocatori svincolati, il saldo rispetto al 2023-24 diventa positivo per un paio di milioni (in caso di svalutazione di Correa al 30 giugno 2024, il risparmio sarà maggiore). Più ricavi Siamo solo all’inizio del mercato e molto altro succederà, soprattutto con le operazioni di contorno. In ogni caso, la linea è tracciata: muoversi sulla strada della sostenibilità. Peraltro, i ricavi della prossima stagione beneficeranno degli introiti del Mondiale per club (col dubbio se inserirli tutti nel 2024-25 o a metà con il 2025-26) e dei maggiori proventi commerciali: il nuovo main sponsor Betsson porterà una ventina di milioni in più rispetto all’anno scorso. Di conseguenza, il bilancio al 30 giugno 2025 dovrebbe confermare il trend di riequilibrio contabile. Già nel 2023-24, se non ci fossero stati i pesanti interessi, l’utile sarebbe stato vicino. L’obiettivo è centrarlo entro il 2026.
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Calciomercato 2025/26 - Notizie sulle trattative?
andrea ha risposto al topic di Morpheus © in Calciomercato Juventus
Sancho mette la freccia Nuovo sì alla Signora Giuntoli punta al prestito La Juve lo aveva preso a gennaio ma Allegri bloccò tutto. Lo United vuole 40 milioni di Fabiana Della Valle TORINO · 2 lug 2024 Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. La canzone di Antonello Venditti che tanto piace ad Adriano Galliani, uno che di calcio e di grandi acquisti se ne intende, sembra perfetta per Jadon Sancho, attaccante del Manchester United che negli ultimi 6 mesi ha indossato la maglia del Borussia Dortmund. In prestito e con una parte di stipendio pagata dal Manchester United, il suo club di appartenenza, le stesse condizioni che aveva ottenuto Giuntoli dal club inglese, ma l’operazione fu stoppata da Allegri, che non riteneva il giocatore funzionale al suo modulo, il 3-5-2. Adesso l’esterno inglese è tornato di moda, perché con Thiago Motta si passerà a un nuovo sistema di gioco (4-2-3-1 o 4-33) e le ali servono eccome. Per questo il d.t. bianconero è tornato alla carica, strappando nuovamente il sì di Sancho, così come era accaduto in inverno. Idea prestito Il difficile sarà trattare con lo United, che lo valuta intorno ai 40-50 milioni. Una cifra che la Juventus ritiene troppo elevata, per questo motivo punta a un nuovo prestito. Sarebbe un gran colpo, perché il 24enne inglese si è messo in mostra con i tedeschi, arrivando fino in finale di Champions League, ed è considerato da Thiago Motta funzionale alla sua idea di calcio. Ritenuto uno dei maggiori talenti della sua generazione, Sancho si muove prevalentemente sulla corsia di destra, è veloce e bravo sia nel dribbling sia nelle ripartenze. Ci vorrà tempo e pazienza, perché difficilmente la trattativa si potrà concludere nel giro di poco. Di sicuro l’esterno, tornato alla base dopo la positiva esperienza in Germania, non rientra nei piani dello United, che lo ha già messo sul mercato, provando a offrirlo sia in Bundesliga sia in Premier League. Né il Borussia Dortmund (che lo rivorrebbe ma non a quelle condizioni) né gli altri club interpellati (dal Manchester City all’Arsenal fino al Chelsea) si sono dimostrati interessati ad aprire un tavolo partendo da una cifra così elevata. Una situazione di stallo che potrebbe favorire la Juventus, perché più il tempo passa più lo United dovrà abbassare le pretese, magari arrivando ad aprire al prestito. Lo scambio con Chiesa L’altro limite è rappresentato dall’ingaggio: Sancho guadagna 8,5 milioni di euro netti a stagione, troppi per una Signora che punta ad abbassare il monte ingaggi, perciò per trasferirsi a Torino dovrebbe abbassare le pretese oppure il Manchester dovrebbe pagare parte dell’ingaggio. L’altra strada è provare a inserire Federico Chiesa nella trattativa, imbastendo uno scambio tra l’azzurro e l’inglese. Fede ha un contratto in scadenza nel 2025 e senza rinnovo finirà sul mercato. In più Thiago Motta non lo considera una prima scelta. Nei prossimi giorni è probabile che Giuntoli e il suo procuratore, Fali Ramadani, si facciano una chiacchierata per capire quali sono le intenzioni del giocatore. Gli altri Restano nel mirino Mason Greenwood, esterno dello United che nell’ultima stagione si è rilanciato al Getafe, e Karim Adeyemi, ala del Borussia Dortmund. Tutti profili graditi al nuovo tecnico ma con valutazione alta (40 milioni). Sondaggio anche per Xavi Simons, che potrebbe lasciare ancora il Psg in prestito dopo l’ultima stagione al Lipsia: il giocatore però non è tra le priorità di Thiago Motta. -
[ Ottavi di finale ] Portogallo - Slovenia
andrea ha risposto al topic di Homer_Simpson in 2024 UEFA European Football Championship
L'ha tirato malissimo, si è mosso in anticipo, poteva spiazzarlo facilmente -
[ Ottavi di finale ] Francia - Belgio
andrea ha risposto al topic di Homer_Simpson in 2024 UEFA European Football Championship
https://x.com/TrollFootball/status/1807843707003064377?t=nuryIX8v2XWecyqxvjrSVg&s=19 -
[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
Un po' di dati interessanti https://www.panorama.it/calcio/italia-giocatori-stranieri-serie-a-percentuale -
[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
Calciatore preferito di Kean: si spiegano molte cose -
[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
Si contenga, cribbio! -
NEFANDEZZE MEDIATICHE E ANTIJUVENTINISMO VARIO
andrea ha risposto al topic di Bradipo76 in L'Archivio Di Tifosibianconeri.com
https://x.com/MCriscitiello/status/1807761142145548706?t=d6wqldhfhmTdvhOM7xDz7w&s=19 -
https://x.com/OptaAce/status/1807791226613030953?t=ZDtyKMh_uscdGAkSSzn4dw&s=19
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[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
Come si vive Svizzera-Italia nel Canton Ticino https://www.ultimouomo.com/svizzera-italia-ticino-rivalita/ -
[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/dove-pensiamo-andare-giocatori-nazionale-si-sono-rivoltati-400312.htm -
https://x.com/capuanogio/status/1807712637779665296?t=g3FVdDaltKGZOs5v-0pwTA&s=19
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andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
Campionato mediocre, formazione assente: i guai del calcio italiano DIARIO DI UN INSIDER · 1 lug 2024 Conosco il calcio da molti anni. Ho avuto ruoli importanti. Conosco tutti i principali protagonisti del mondo del pallone. E ieri ho scritto alcuni appunti sull’uscita della nazionale in maniera becera dall’europeo: 2010 usciti al girone dei mondiali con la Slovacchia, 2014 usciti al girone con Honduras, 2018 non qualificati, 2022 non qualificati. Questi gli ultimi risultati ai mondiali. E nessuno che si dimette. Anzi. Presidente federale che viene promosso a vice presidente dell’Uefa grazie ai servizi resi all’Uefa. Niente riforme dei campionati, no metodologia tecnica al settore giovanile, solo comunicazione e politica, così facendo abbiamo asciugato la piantina. E continuiamo ad asciugarla, non ci interessa annaffiarla e non sappiamo nemmeno come si fa. Non esportiamo calciatori di livello come i francesi e non abbiamo squadre di livello come spagnoli, tedeschi e inglesi. Altri esempi sono Portogallo e Olanda paesi di 10 milioni di abitanti che con la sola formazione e senza squadre di alto livello creano calciatori in quantità industriale e li esportano nelle migliori squadre del mondo. Queste federazioni hanno sviluppato negli ultimi 20 anni centri sportivo federali di primo livello, centri sportivi dei club di primo livello, insegnanti di primo livello, hanno viaggiato formandosi, confrontandosi e studiando calcio e statistiche in tutto il mondo noi non abbiamo un centro ricerca e sviluppo né in federazione né in nessuno dei nostri club. Purtroppo questo è il nostro calcio, lo dico addolorato, e quelli che ne pagheranno le conseguenze saranno i ragazzi che non avranno modelli a chi ispirarsi (c’è chi ha avuto i mondiali dell’82, altri hanno avuto quelli del 2006) loro di chi appendono il poster in camera o seguono su Instagram, per essere moderni? Barella, Frattesi, Fagioli, Scamacca? Chiudo facendo notare che la Svizzera aveva Sommer che gioca nell’Inter, Akanji nel City, Chaka nell’Arsenal per una vita e ora al Leverkusen dove ha vinto tutto quest’anno, Schar nel Newcastle. Noi, tra i big, solo Donnarumma, e se vogliamo anche Jorginho. Altri restano nella comfort zone di un campionato purtroppo mediocre come quello italiano, dove giocano calciatori che il livello internazionale non sanno neanche cos’è. Vogliamo parlare di Scamacca rimandato indietro dopo un anno di Premier? Li cresciamo male, li istruiamo male e li facciamo diventare molto più bravi di quello che in realtà sono. Guardiamo in faccia la realtà per provare a ripartire. -
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andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
«Siamo messi male, questa Nazionale non ha dato niente Manca un’etica forte» Sacchi: «Sistema da riformare, ma lo diciamo da anni». Dal nostro inviato Carlos Passerini · 1 lug 2024 Ripartire da Spalletti Spalletti non è l’unico responsabile, giusto ripartire da lui. Saprà fare tesoro degli errori» «Siamo messi male, molto male. Perché puoi non essere un campione, ma devi dare tutto. E invece questi giocatori non hanno dato niente». Arrigo Sacchi è deluso e amareggiato. Come milioni di italiani, che sabato hanno assistito a una delle peggiori partite della storia azzurra. Per l’eliminazione, ma soprattutto per lo spirito inesistente di una squadra arresasi già prima di giocare. Cosa l’ha delusa di più? «Un’eliminazione così è inaccettabile. Si può perdere, ma si deve dare sempre un esempio di dignità e di orgoglio. La Nazionale ha il dovere di mandare un messaggio che va oltre il calcio, a tutto il Paese. Manca un’etica forte». Si sarebbe aspettato le dimissioni di Spalletti? «No. Ha le sue colpe, questo è sicuro, perché tutti sono responsabili. Ma non è l’unico. E dando la colpa solo a lui, pensando di risolvere tutto trovando un unico responsabile, soluzione tipicamente italiana, si continuerà a sbagliare. Mi spiace per Luciano: è un bravo allenatore. Quando entri in un frullatore così, ne esci a pezzi». C’è un consiglio che sente di dargli, da collega e soprattutto da ex c.t. azzurro? «È giusto ripartire da lui perché è uno stratega. Farà tesoro degli errori, ne sono certo. Ma ora deve puntare solo su calciatori che ritiene ideali alle sue idee di gioco. Deve andare per persuasione e percussione, con un progetto definito e senza paure. Prima di tutto però deve puntare su uomini giusti, con valori morali solidi. Occorrono ragazzi affidabili e intelligenti. Siamo messi male, servono scelte forti e coraggiose». E anche una riflessione ampia, che coinvolga tutto il sistema, senza nascondersi. «Il problema è che siamo vecchi. Come Paese. E il calcio è semplicemente lo specchio del Paese. Chi deve decidere è così preso dagli aspetti politici che non pensa mai alla tecnica, al pallone, nel senso stretto. Al centro del dibattito ci deve essere il gioco». Come se ne esce? Il sistema va riformato? «Serve un rinnovamento, siamo rimasti fuori due volte dal Mondiale. Ma quante volte lo abbiamo ripetuto? Poi però non facciamo niente. In Germania hanno 24 centri federali. In Francia 16. La Svizzera 3. Noi uno, costruito nel 1957. Senza strutture non c’è progettualità. Senza progettualità non c’è crescita». Gli svizzeri sono diventati forti, noi siamo diventati scarsi. Come è successo? «Quando nel 2010 sono entrato in Figc come coordinatore tecnico, a ogni partita contro i ragazzini svizzeri prendevamo 3-4 gol. Così sono andato da loro, per capire. Noi facevamo due giorni di allenamento, di corsa. Loro, avendo tre centri federali che raccolgono ragazzi ogni 80-90 km, lavoravano una settimana intera. È così che si cresce». Si ha la sensazione che corrano tutti più di noi. «Per fare il pressing giusto, quello che ti fa vincere le partite, servono tempistiche corrette, distanze corrette, un gruppo organico, valori morali. Il pressing va allenato. Ci sono giocatori che costano 70 milioni. Ma non sanno pressare. Non conta quanto costi, ma quanto vali». C’entra anche il fatto che in serie A il minutaggio degli stranieri arriva al 65%? «Il problema non sono gli stranieri, ma gli stranieri mediocri. Tolgono spazio ai giovani italiani senza accrescere il livello, anzi lo abbassano. Rileggete la storia: ogni volta che abbiamo favorito l’invasione di giocatori dall’estero, l’italia è andata in difficoltà». Giocatori scadenti, allenatori fortissimi. Siamo più bravi a insegnare che a fare? «Come eccellenza, sì. Alcuni stanno tracciando una strada, attraverso il gioco: Gasperini, Sarri, Italiano, De Zerbi. Ma il problema è alla base. Servono allenatori che guardano al futuro. Serve formare i maestri, soprattutto nei settori giovanili, nelle scuole calcio. Altrimenti succede come l’altra sera: professionisti strapagati che non sanno cosa fare col pallone tra i piedi». Il quadro è cupo. Dobbiamo rassegnarci? «Il calcio dà sempre un’altra occasione, è la sua bellezza. A patto però di cambiare idee, con umiltà. Si può fare. L’abbiamo già visto altrove, in altri Paesi. Ma per farlo ci dobbiamo rinnovare, puntando sul gioco, sui fatti e non sulle parole. Sul merito e non sul clientelismo. Ma il segreto del successo è solo uno». Quale? «Giocare di squadra. Solo così si vince». -
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andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
https://x.com/GliAutogol/status/1807384520074625113?t=QPxIlr4haZm4hAyAiBFBKw&s=19 -
[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
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[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
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https://www.ultimouomo.com/euro-2025-italia-svizzera-fallimento-tattico-spalletti/ -
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https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/non-giramioci-intorno-crisi-calcio-italiano-rsquo-dovuta-400211.htm -
[ Ottavi di finale ] SVIZZERA - ITALIA
andrea ha risposto al topic di Tiger Jack in 2024 UEFA European Football Championship
Siamo usciti perché non ha giocato Calafiori: quindi costerà come il pil della Norvegia
