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Homer_Simpson

Massimiliano Allegri è stato esonerato dalla Juventus

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43 minutes ago, altec said:

Lippi, come ogni allenatore che si rispetti, aveva un suo undici titolare, e utilizzava le riserve alla bisogna. Allegri, almeno alla Juventus, non ha mai saputo impostare un undici titolare. E' scarso, rassegnati, paragonato a Lippi poi....

 

Mi pare che la tua memoria abbia fatto un po' cilecca stavolta. Aveva si un 11 titolare (idem Allegri, a parte gli ultimi due anni, già quest'anno un undici di base era riconoscibile), ma cambiava 3-4 a volte più giocatori tra una partita e l'altra. Una partita in casa con l'Empoli poi, ne avrebbe cambiati anche 5-6. Cosa capitata innumerevoli volte.

Milik si è fatto espellere. Così possiamo raccontarci le barzellette sull'errore di averlo schierato in campo dal 1'. 

Hai detto una cavolata dai, rassegnati. Capita. 

Modificato da Windom Earle
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C'è gente molto più turbata a €1.300 al mese.

Dei del calcio ridonatemi la speranza.

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6 ore fa, Pirkaf ha scritto:

A me di Max non frega nulla, dico che altre squadre non si fanno problemi ad affermare che cambieranno allenatore, anche a mezzo stampa.

In generale trovo un po' ipocrita ed anche un po' una presa in giro quelle interviste, poi che facciano parte del gioco e che siano di facciata è altrettanto ovvio.

Ma di certo fossi l'allenatore che sta per essere cacciato, chiunque esso sia, non sarei certo contento che mi si faccia la faccia lavata ( come si dice qui da me ) davanti.

In Italia ci si fanno più problemi, si ha paura di rovinare l'ambiente e che i giocatori mollino la presa. Pensa solo al Milan fino a un paio di settimane fa ci si rifiutava di parlare della cosa nonostante fosse palese che Pioli aveva chiuso. Quello che abbiamo fatto noi è quello che fanno la maggior  parte dei club italiani.

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2 ore fa, Paulo Sousa 6 ha scritto:

Si ma manco puoi impostare un centrocampo per mettere lui in condizioni di rendere al meglio, visto che hai Rabiot che può fare solo la mezz'ala e Wes che ha zero attitudini alla regia.

 

Rabiot al psg giocava in un centrocampo a 2, a volte anche come regista basso in un centrocampo a 3, anche se io spero sempre che non sarà confermato e mckennie può giocarci benissimo in un centrocampo a 2.

 

SE si farà un centrocampo a 2 sarà sempre nell'ottica di cambiare modulo, tipo 4-2-3-1, come mi pare giochi motta al bologna, sempre che sarà lui il nuovo allenatore.

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1 ora fa, Zico1982 ha scritto:

la verità è che non si aspettava questa reazione dalla società...ha sempre fatto come voleva lui. 

 


No cioè fammi capire …fa lo spogliarello da psicopatico in campo, manda a quel paese un suo superiore, sfascia un set fotografico , insulta e minaccia un giornalista. e lui non si aspettava una reazione del genere del club ??? Se è così così è proprio irrecuperabile !! 

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5 ore fa, Shaft ha scritto:

Agnelli in un anno ha scritto 2 volte, una per fare gli auguri alle fogne per la seconda stella e una per sostenere Allegri. Nessun messaggio di festa per la Coppa Italia, mai scritti messaggi di addio per Del Piero etc...alla fine viene sempre tutto fuori, compresi gli interessi di quest'ultimo.

 

Quello che ripeto da tempo, quando mi si dice che AA è affezionato alla juve, ecc... AA e elCan sono due facce della stessa medaglia, questi non c'entrano NIENTE con la juve.

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3 ore fa, nicola b. ha scritto:

ve lo detto tempo fa  che GIUNTOLI  HA  UN ACCORDO CON CONTE 

 lo so per certo

in  cima alla lista ce  lui

le probabilita' che Conte ritorna sono concrete

non date per  certo allenatore del bologna   non e' la scelta primaria  della soceta'

 

Un paio di settimane fa Stellini si è fatto intervistare in tv per far sapere che Conte non ha troppe pretese e potrebbe accettare realtà come il Milan senza pretendere di rivoluzionare la squadra. In pratica lo ha mandato in avanscoperta a fargli da agente, perché lo avrebbe fatto se Conte ha già un accordo con noi? E poi tutte le voci su Motta, l'ingaggio praticamente già anticipato nei dettagli. Tutto fa pensare che non sia Conte il nostro prossimo allenatore.

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1 ora fa, Shaft ha scritto:

 

Si ho sbagliato gli auguri. Glieli aveva fatti nel 2021. Non cambia di molto la situazione, nemmeno un minimo accenno alla Coppa Italia, mai fatto un cacchio per tutti quelli che ha mandato via, ma per il suo amichetto non ha perso tempo.

 

vabbè dai mo attaccare pure Andrea Agnelli perchè non è abbastanza juventino sui social no dai.....asd

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6 minuti fa, zizouzidane ha scritto:

Un paio di settimane fa Stellini si è fatto intervistare in tv per far sapere che Conte non ha troppe pretese e potrebbe accettare realtà come il Milan senza pretendere di rivoluzionare la squadra. In pratica lo ha mandato in avanscoperta a fargli da agente, perché lo avrebbe fatto se Conte ha già un accordo con noi? E poi tutte le voci su Motta, l'ingaggio praticamente già anticipato nei dettagli. Tutto fa pensare che non sia Conte il nostro prossimo allenatore.

 

 cioè na carriera dopo Conte s'è reso conto che se stava bono e calmo ora era una leggenda a Torino...meglio tardi che mai....

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2 minuti fa, Bhauer ha scritto:


No cioè fammi capire …fa lo spogliarello da psicopatico in campo, manda a quel paese un suo superiore, sfascia un set fotografico , insulta e minaccia un giornalista. e lui non si aspettava una reazione del genere del club ??? Se è così così è proprio irrecuperabile !! 

Ormai viveva nel suo mondo, intoccabile dai dirigenti, gente che lo osanna, lo tratta come una divinità a prescindere dalle cazzate che dice e che fa, domande comode dai giornalisti, giornali a favore, che scrivono articoli che anche quando non vince sembra meglio di Guardiola e potrei continuare all'infinito.

 

È normale che questo ad un certo punto si crede legittimato a fare qualsiasi cosa. Si sarà stupito quando lo hanno esonerato, non avrà capito un c**** di quello che gli è successo (un po' come quando era in panchina) :261:

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6 ore fa, Shaft ha scritto:

Agnelli in un anno ha scritto 2 volte, una per fare gli auguri alle fogne per la seconda stella e una per sostenere Allegri. Nessun messaggio di festa per la Coppa Italia, mai scritti messaggi di addio per Del Piero etc...alla fine viene sempre tutto fuori, compresi gli interessi di quest'ultimo.

Con AA probabilmente si sarebbe fatto tutti e quattro gli anni e solo la bacheca vuota avrebbe allontanato un rinnovo. Allegri sta ad AA come De Sciglio sta ad Allegri. In sostanza senza la vicenda delle plus valenze Allegri sarebbe ancora qui  ci sarebbe l'anno prossimo e forse oltre.

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Conte lo vedo abbastanza disperato spero non si stressi troppo che è già stressato di suo piuttosto si fermi un attimo e vedrà che ritornerò più forte di prima al Tottenham poi sbaglia chiunque non è stata colpa sua iz de isdori of the tottenham

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2 minuti fa, Pippo77 ha scritto:

 

 cioè na carriera dopo Conte s'è reso conto che se stava bono e calmo ora era una leggenda a Torino...meglio tardi che mai....

Meglio tardi che mai? Nel caso vada al Milan o anche al Napoli, aspetta un paio di settimane o al massimo mesi e vedi quanto starà bono e calmo .asd  Il lupo perde.. i capelli a volte.. ma non il vizio .nono

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1 ora fa, Maxel ha scritto:

Nessuno è paragonabile a Lippi, sfortunato solo ad aver perso troppe finali. Guardiola & co possono solo allacciare le scarpe a Marcello. 

 

Allegri non ha mai avuto un 11 titolare perché ha quasi sempre avuto fuori metà squadra per infortuni, doping o scommesse

Causati dal suo preparatore. 

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1 ora fa, LUCCAL ha scritto:

Non solo cambiare allenatore per esonero post esagerazione, c'è gente che non vorrebbe nemmeno che salutasse curva e tifosi .sarebbe stato solo un ciao grazie e scusate.

Nemmeno nel pensieri si aqquietano.

 

Qui c'è dell'altro, tutti fan di Ambra?

Quando Vagnati e Juric si sono sfanculati e insultati, non ho visto sta sollevazione popolare e della proprietà,  è stiamo parlando dei cugini.

Vabbene

Per mio conto mi dava fastidio quando la curva difendeva Allegri per le prestazioni oscene e lo faceva per ragioni extracampo (non so bene quali, certo non valutazioni tecniche).

Non avrei invece nulla in contrario se facesse un bello striscione per ringraziare Max e salutarlo degnamente (anche qui, qualunque fossero le ragioni dietro)

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3 ore fa, altec ha scritto:

Dusan è costato 80 milioni ed è lui il centravanti titolare. Milik al massimo, e a voler essere buoni è un' onesta riserva. Allegri si divertiva a sbagliare formazione, salvo ricredersi, vincere la partita e passare per il fenomeno che  azzecca i cambi. Infatti nessuno avrebbe potuto prevedere la espulsione del polacco, ma se avesse seguito la logica, ovvero schierare il titolare, non si sarebbe messo nei guai. Paga anche il c**o avuto le volte che sbagliando gli ando' bene.

 

Non funziona come scrivi tu. Le riserve non servono solo a fare rifiatare i titolari negli ultimi 15 minuti di partita o prendere il loro posto quando sono infortunati.. oltre al fatto che i titolari "sani" devono ricaricarsi mentalmente di tanto in tanto, e che è dovere di un qualsiasi allenatore, pur a conoscenza delle gerarchie tecniche, far sentire tutti importanti allo stesso modo, specialmente se la "riserva" in questione è un giocatore di un certo livello (Milik non è propriamente il Pinsoglio dell'attacco).

 

Il fatto che DOVEVA giocare Vlahovic in casa contro l'Empoli prima della partita dell'Inter tu dici che è una logica, io dico che è una logica tutta tua.

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Io veramente spero solo che la società sia ben più presente nella prossima stagione, è importante che l'allenatore (specialmente se relativamente giovane) sappia di avere figure forti alle spalle

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21 minuti fa, Dark Wizard ha scritto:

 

Quello che ripeto da tempo, quando mi si dice che AA è affezionato alla juve, ecc... AA e elCan sono due facce della stessa medaglia, questi non c'entrano NIENTE con la juve.

 

Hanno lo stesso sangue! Ormai gli Agnelli, o quello che ormai ne rimane, non sono più adatti per la Juventus! 

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Questa intervista al corriere della sera ad Allegri prima del suo ritorno alla juve, era l'inizio della lunga traversata nel deserto per i colori biaconeri, il regno del terrore che è finito l'altro giorno. Correva l'anno 2019 , non si era rimodernato in NULLA, giurassico fino alla fine (cit) :

 

Allegri: «Vedo in giro troppi filosofi del calcio. Io torno l’anno prossimo»

L’ex tecnico della Juve: «L’occhio dell’allenatore conta più della tecnologia. I miei consigli inascoltati a Giampaolo. Gli equivoci generati da Guardiola e Sacchi. E io torno l’anno prossimo»

 
 
Allegri: «Vedo in giro troppi filosofi del calcio. Io torno l'anno prossimo»Massimiliano Allegri (Ciamillo e Castoria)
shadow
 
 
 
 

Massimiliano Allegri, com’è il calcio visto da fuori?

«Ci sono due cose sopra le altre: la prima è che i giocatori africani stanno spostando il calcio sul lato fisico. La qualità resta fondamentale, ma la base del calcio sta cambiando. La seconda è che sto rivedendo un grande ritorno del contropiede».

 

Contropiede?

«Sì, abbiamo seguito per vent’anni Guardiola equivocando. Guardiola raccontava solo la sua eccezione, non era un calcio per tutti. Il Barcellona storico nasce con tre grandi giocatori che pressano alti e spingono le difese avversarie dentro la loro area. Così a sua volta i centrocampisti salgono e si inseriscono e la tua difesa può arrivare a metà campo. Ma devi avere Iniesta, Xavi e Messi. Noi abbiamo preso come lezione comune un argomento che riguardava solo loro».

E il contropiede?

«È uno dei miei argomenti sensibili. Quando sento Sacchi che parla di tenere il pallone e avere atteggiamenti propositivi non capisco cosa dica e mi arrabbio. Perché non dovrebbe essere propositivo giocare in verticale, perché dovrebbe esserlo fare venti passaggi di un metro? Ho visto venti volte le partite di Sacchi, ricordo quella a San Siro in cui il suo Milan segnò cinque gol al Real. Giocava dritto per dritto, come un fuso. Mentre il Real si scambiava con calma il pallone. Era un Milan verticale, esattamente di contropiede, che non è facile da farsi ma quando riesce è un grande spettacolo».

Cosa pensa del calcio di Klopp?

«La base è la stessa del vero calcio moderno, avere tre attaccanti che pressino continuamente la difesa, la tengano chiusa dentro l’area. Se hai Mané, Salah e Firmino devi andare per forza per linee verticali. Klopp ha capito questo e anche che gli attaccanti vanno protetti in tutto il loro lavoro. Quando era al Dortmund prendeva molti più gol, me lo ricordo. Ma anche lui fa un gioco verticale, scatta continuamente, cerca spazio non di lato ma alle spalle dell’avversario. Non capisco perché ci si debba vergognare di avere inventato noi questo modo di giocare. Una cosa è difendersi per portare via un pareggio, quando il pareggio valeva la metà di una vittoria. Altra cosa è guidare l’attacco dalla difesa, cercare lo spazio in modo diverso. Non è un risparmio, è un altro modo di investire».

Proseguendo nel riesame, ci sono altre scoperte interessanti?

«L’importanza dei giocatori e il vero ruolo dell’allenatore».

In che senso il vero ruolo?

«Che non esistono gli schemi, non esiste l’intelligenza artificiale, conta l’occhio del tecnico. Da gennaio metteranno i tablet a disposizione della panchina. Saprai quali sono i percorsi di campo più frequentati. Per fare cosa? Per riassumere in una frase quello che ho già visto. Il calcio è un campo, non un universo. Le cose si trovano, si toccano, non importa essere troppo elettronici. Serve un allenatore che sappia fare il suo mestiere la domenica, quello è il giorno in cui bisogna essere tecnici. Il resto tocca ai giocatori, alla loro diversità. Oggi giro, vedo il calcio dei ragazzi, dei dilettanti, parlo con i loro allenatori e sento cose che mi spaventano, parlano come libri stampati, come le televisioni, sono gli slogan più frequenti riversati su ragazzi che a loro volta scambieranno il calcio con un’altra serie di slogan».

Che cosa intende allora quando parla di semplicità del calcio e di logica dei ruoli?

«Faccio un esempio. Koulibaly, Manolas e Albiol, tre grandi giocatori allenati da un tecnico, Ancelotti che stimo moltissimo. Il professore lì in mezzo era Albiol, per caratteristiche tecniche, cioè per letture di situazioni, per capacità di intuire il progresso delle azioni. Koulibaly è eccezionale fisicamente, meno sotto l’altro aspetto. Manolas è bravissimo sull’uomo, meno ancora propenso di Koulibaly all’idea collettiva. Voglio dire che il calcio secondo me è capire questo, le singole doti applicate alle situazioni singole. Non uno schema fine a se stesso. Un uomo che si integra e si completa con un altro fino a fare un reparto. Questo non te lo dice un numero, un tablet o un algoritmo. O lo senti da solo o non capirai mai la partita. Per questo sono convinto che l’allenatore si riconosca solo il giorno della partita».

Manca ancora qualcosa?

«I dirigenti. Abbiamo vissuto di intuito per molti anni, ora è tempo di costruirli. Non immaginiamo cosa significhi per un allenatore avere al fianco gente come Galliani o Marotta. Per me fu decisivo già Cellino ai tempi del Cagliari. Il calcio è troppo una via di mezzo: si prendono manager bravissimi che non lo conoscono, o gente di calcio che non è un vero manager. Io l’ho detto a Coverciano, dobbiamo aprire al futuro, preparare continuamente la nuova classe dirigente. Servono corsi su corsi, esami duri, riscontri di competenze specifiche. Diamo Coverciano in mano alle grandi menti del calcio: faccio due nomi, Lippi e Capello, hanno fatto tutto nella loro carriera e sono ancora giovani. Basta con gli amici degli amici. Se non avremo buoni dirigenti non avremo nemmeno buoni allenatori. Infatti non sappiamo più a chi dare le grandi squadre. Dobbiamo chiedere ai migliori di darci una mano. Aver fiducia nella qualità più che sulla buona volontà».

E cosa le hanno risposto?

«Semplicemente no».

La Nazionale però sta risorgendo...

«Ho trovato Salsano qualche giorno fa, l’ho pregato di fare i miei complimenti a Mancini. Sta facendo un lavoro ottimo. E sa perché?».

Perché è bravo?

«Certamente, ma quello lo è sempre stato. Ma ora è un’altra persona, è diventato severo, serio...».

Prima non lo era?

«Ma certo che lo era, ora però è cambiato. Ora parla di calcio con tutti, gioca semplice. È un maestro. Mentre il nostro è un mondo di professori».

Per esempio?

«Non è un esempio, è un ricordo. Questa estate ero a Pescara con Galeone e Giampaolo, fatale che parlassimo di calcio. Dissi a Giampaolo: “Marco, non ti do consigli, ma una cosa voglio dirtela. Sei al Milan, non è da tutti. Non fare una squadra di fighetti perché ti spaccano in due. Non è quello lo stadio per scherzare. Vuoi un fantasista centrale? Non è Suso. Ma Suso è un gran bel giocatore. Sintetizza, adattati. Il calcio è di tutti. Se non hai il regista che cerchi, niente ti vieta di giocare con due mediani nel mezzo”. L’importante è la qualità dei giocatori. È lì che un allenatore non deve transigere, sulla competenza dei dirigenti, che è il vero problema del nostro calcio».

È la vecchia malattia di essere tutti filosofi?

«Se i filosofi sono bravi, perché no? Il problema è il risultato, cioè la realtà. Lo ottieni o no? Io a casa non ho nemmeno un computer, uso l’iPhone come un telefono e basta. Ma se guardo calcio so cosa vedo. E mi nascono mille idee. Siamo ancora più forti noi della tecnologia».

Quando tornerà?

«La prossima stagione. Non prima».

E le sue domeniche?

«Le passo a guardare calcio. La mattina in giro per il Piemonte dietro a mio figlio, otto anni, tornei di calcetto. Poi pomeriggio e sera davanti alla televisione. E alla fine della giornata mio figlio mi dice che comunque farà il pilota di Formula 1».

 
6 dicembre 2019 (modifica il 7 dicembre 2019 | 10:50)

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25 minuti fa, Bhauer ha scritto:


No cioè fammi capire …fa lo spogliarello da psicopatico in campo, manda a quel paese un suo superiore, sfascia un set fotografico , insulta e minaccia un giornalista. e lui non si aspettava una reazione del genere del club ??? Se è così così è proprio irrecuperabile !! 

uno che si comporta cosi è recuperabile?

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20 minuti fa, Pippo77 ha scritto:

 

vabbè dai mo attaccare pure Andrea Agnelli perchè non è abbastanza juventino sui social no dai.....asd

Nessun attacco, ma di fatto ha avuto degli atteggiamenti discutibili.

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19 minuti fa, zizouzidane ha scritto:

Con AA probabilmente si sarebbe fatto tutti e quattro gli anni e solo la bacheca vuota avrebbe allontanato un rinnovo. Allegri sta ad AA come De Sciglio sta ad Allegri. In sostanza senza la vicenda delle plus valenze Allegri sarebbe ancora qui  ci sarebbe l'anno prossimo e forse oltre.

Esatto.

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6 minuti fa, Dark Wizard ha scritto:

Questa intervista al corriere della sera ad Allegri prima del suo ritorno alla juve, era l'inizio della lunga traversata nel deserto per i colori biaconeri, il regno del terrore che è finito l'altro giorno. Correva l'anno 2019 , non si era rimodernato in NULLA, giurassico fino alla fine (cit) :

 

Allegri: «Vedo in giro troppi filosofi del calcio. Io torno l’anno prossimo»

L’ex tecnico della Juve: «L’occhio dell’allenatore conta più della tecnologia. I miei consigli inascoltati a Giampaolo. Gli equivoci generati da Guardiola e Sacchi. E io torno l’anno prossimo»

 
 
Allegri: «Vedo in giro troppi filosofi del calcio. Io torno l'anno prossimo»Massimiliano Allegri (Ciamillo e Castoria)
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Massimiliano Allegri, com’è il calcio visto da fuori?

«Ci sono due cose sopra le altre: la prima è che i giocatori africani stanno spostando il calcio sul lato fisico. La qualità resta fondamentale, ma la base del calcio sta cambiando. La seconda è che sto rivedendo un grande ritorno del contropiede».

 

Contropiede?

«Sì, abbiamo seguito per vent’anni Guardiola equivocando. Guardiola raccontava solo la sua eccezione, non era un calcio per tutti. Il Barcellona storico nasce con tre grandi giocatori che pressano alti e spingono le difese avversarie dentro la loro area. Così a sua volta i centrocampisti salgono e si inseriscono e la tua difesa può arrivare a metà campo. Ma devi avere Iniesta, Xavi e Messi. Noi abbiamo preso come lezione comune un argomento che riguardava solo loro».

E il contropiede?

«È uno dei miei argomenti sensibili. Quando sento Sacchi che parla di tenere il pallone e avere atteggiamenti propositivi non capisco cosa dica e mi arrabbio. Perché non dovrebbe essere propositivo giocare in verticale, perché dovrebbe esserlo fare venti passaggi di un metro? Ho visto venti volte le partite di Sacchi, ricordo quella a San Siro in cui il suo Milan segnò cinque gol al Real. Giocava dritto per dritto, come un fuso. Mentre il Real si scambiava con calma il pallone. Era un Milan verticale, esattamente di contropiede, che non è facile da farsi ma quando riesce è un grande spettacolo».

Cosa pensa del calcio di Klopp?

«La base è la stessa del vero calcio moderno, avere tre attaccanti che pressino continuamente la difesa, la tengano chiusa dentro l’area. Se hai Mané, Salah e Firmino devi andare per forza per linee verticali. Klopp ha capito questo e anche che gli attaccanti vanno protetti in tutto il loro lavoro. Quando era al Dortmund prendeva molti più gol, me lo ricordo. Ma anche lui fa un gioco verticale, scatta continuamente, cerca spazio non di lato ma alle spalle dell’avversario. Non capisco perché ci si debba vergognare di avere inventato noi questo modo di giocare. Una cosa è difendersi per portare via un pareggio, quando il pareggio valeva la metà di una vittoria. Altra cosa è guidare l’attacco dalla difesa, cercare lo spazio in modo diverso. Non è un risparmio, è un altro modo di investire».

Proseguendo nel riesame, ci sono altre scoperte interessanti?

«L’importanza dei giocatori e il vero ruolo dell’allenatore».

In che senso il vero ruolo?

«Che non esistono gli schemi, non esiste l’intelligenza artificiale, conta l’occhio del tecnico. Da gennaio metteranno i tablet a disposizione della panchina. Saprai quali sono i percorsi di campo più frequentati. Per fare cosa? Per riassumere in una frase quello che ho già visto. Il calcio è un campo, non un universo. Le cose si trovano, si toccano, non importa essere troppo elettronici. Serve un allenatore che sappia fare il suo mestiere la domenica, quello è il giorno in cui bisogna essere tecnici. Il resto tocca ai giocatori, alla loro diversità. Oggi giro, vedo il calcio dei ragazzi, dei dilettanti, parlo con i loro allenatori e sento cose che mi spaventano, parlano come libri stampati, come le televisioni, sono gli slogan più frequenti riversati su ragazzi che a loro volta scambieranno il calcio con un’altra serie di slogan».

Che cosa intende allora quando parla di semplicità del calcio e di logica dei ruoli?

«Faccio un esempio. Koulibaly, Manolas e Albiol, tre grandi giocatori allenati da un tecnico, Ancelotti che stimo moltissimo. Il professore lì in mezzo era Albiol, per caratteristiche tecniche, cioè per letture di situazioni, per capacità di intuire il progresso delle azioni. Koulibaly è eccezionale fisicamente, meno sotto l’altro aspetto. Manolas è bravissimo sull’uomo, meno ancora propenso di Koulibaly all’idea collettiva. Voglio dire che il calcio secondo me è capire questo, le singole doti applicate alle situazioni singole. Non uno schema fine a se stesso. Un uomo che si integra e si completa con un altro fino a fare un reparto. Questo non te lo dice un numero, un tablet o un algoritmo. O lo senti da solo o non capirai mai la partita. Per questo sono convinto che l’allenatore si riconosca solo il giorno della partita».

Manca ancora qualcosa?

«I dirigenti. Abbiamo vissuto di intuito per molti anni, ora è tempo di costruirli. Non immaginiamo cosa significhi per un allenatore avere al fianco gente come Galliani o Marotta. Per me fu decisivo già Cellino ai tempi del Cagliari. Il calcio è troppo una via di mezzo: si prendono manager bravissimi che non lo conoscono, o gente di calcio che non è un vero manager. Io l’ho detto a Coverciano, dobbiamo aprire al futuro, preparare continuamente la nuova classe dirigente. Servono corsi su corsi, esami duri, riscontri di competenze specifiche. Diamo Coverciano in mano alle grandi menti del calcio: faccio due nomi, Lippi e Capello, hanno fatto tutto nella loro carriera e sono ancora giovani. Basta con gli amici degli amici. Se non avremo buoni dirigenti non avremo nemmeno buoni allenatori. Infatti non sappiamo più a chi dare le grandi squadre. Dobbiamo chiedere ai migliori di darci una mano. Aver fiducia nella qualità più che sulla buona volontà».

E cosa le hanno risposto?

«Semplicemente no».

La Nazionale però sta risorgendo...

«Ho trovato Salsano qualche giorno fa, l’ho pregato di fare i miei complimenti a Mancini. Sta facendo un lavoro ottimo. E sa perché?».

Perché è bravo?

«Certamente, ma quello lo è sempre stato. Ma ora è un’altra persona, è diventato severo, serio...».

Prima non lo era?

«Ma certo che lo era, ora però è cambiato. Ora parla di calcio con tutti, gioca semplice. È un maestro. Mentre il nostro è un mondo di professori».

Per esempio?

«Non è un esempio, è un ricordo. Questa estate ero a Pescara con Galeone e Giampaolo, fatale che parlassimo di calcio. Dissi a Giampaolo: “Marco, non ti do consigli, ma una cosa voglio dirtela. Sei al Milan, non è da tutti. Non fare una squadra di fighetti perché ti spaccano in due. Non è quello lo stadio per scherzare. Vuoi un fantasista centrale? Non è Suso. Ma Suso è un gran bel giocatore. Sintetizza, adattati. Il calcio è di tutti. Se non hai il regista che cerchi, niente ti vieta di giocare con due mediani nel mezzo”. L’importante è la qualità dei giocatori. È lì che un allenatore non deve transigere, sulla competenza dei dirigenti, che è il vero problema del nostro calcio».

È la vecchia malattia di essere tutti filosofi?

«Se i filosofi sono bravi, perché no? Il problema è il risultato, cioè la realtà. Lo ottieni o no? Io a casa non ho nemmeno un computer, uso l’iPhone come un telefono e basta. Ma se guardo calcio so cosa vedo. E mi nascono mille idee. Siamo ancora più forti noi della tecnologia».

Quando tornerà?

«La prossima stagione. Non prima».

E le sue domeniche?

«Le passo a guardare calcio. La mattina in giro per il Piemonte dietro a mio figlio, otto anni, tornei di calcetto. Poi pomeriggio e sera davanti alla televisione. E alla fine della giornata mio figlio mi dice che comunque farà il pilota di Formula 1».

 
6 dicembre 2019 (modifica il 7 dicembre 2019 | 10:50)

più che tutto parla di contropiede di calcio verticale ma lui manco fa quello

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1 minuto fa, UndiciLeoni ha scritto:

più che tutto parla di contropiede di calcio verticale ma lui manco fa quello

 

stava preparando il terreno per il ritorno alla juve, già sapeva che l'amichetto lo avrebbe richiamato facendogli un contratto multimilionario, era dicembre 2019.

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