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  1. Pronto riscatto della Germania che, nella gara a squadra a Lahti di Salto con gli Sci sul LH, vince la partita precedendo la Polonia e la Norvegia. Domani gara individuale sempre in Finlandia.
  2. ............... SERIE A TIM (27° giornata): LAZIO - JUVENTUS STADIO "OLIMPICO" Roma, sabato 03/03/2018 - Ore 18:00 Qui le vostre pagelle
  3. ............... UEFA Champions League (Ritorno ottavi di finale): TOTTENHAM - JUVENTUS STADIO "WEMBLEY STADIUM" - Londra, mercoledì 07/03/2018 - Ore 20:45 Qui il preview del match ------------------------------------------------------------------------ V I N C E R E ! ! !
  4. Grazie Max per fare nei momenti che contano formazioni alla cazzo di cane mandando all'aria il campionato. Grazie .
  5. Una giornata da tregenda, una giornata Eroica come il nome che era dato a questa corsa qualche anno fa. La dodicesima edizione della Strade Bianche, corsa entrata a far parte del circuito World Tour, va al belga Tiesj Benoot, riuscito ad arrivare in quel di Piazza del Campo a braccia alzate in solitaria. Prima vittoria da professionista per il giovane corridore della Lotto Soudal: ha scelto il momento giusto per cogliere un risultato che rimarrà sicuramente nella storia. Davvero dominante oggi. Davvero tanta confusione nelle prime fasi di gara, con anche i mezzi di informazione che hanno fatto tanta fatica a seguire l’andamento della corsa. Sono andati via una decina di corridori: Pierre Latour e Quentin Jauregui (Ag2r La Mondiale), Antoine Duchesne (FDJ), Victor Campenaerts (Lotto Soudal), Alejandro Valverde (Movistar), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Primoz Roglic (Lotto NL Jumbo) e Alexandr Riabushenko (UAE Team Emirates). Il gruppo dei migliori si è spezzato più volte, ovviamente a causa dello sterrato e delle condizioni meteo, ma ha gestito al meglio la situazione, non lasciando più di 5′ ai migliori. Davanti è cambiato tutto a circa 60 chilometri dal traguardo: si è distrutto il gruppo al comando, da dietro sono arrivati una quindicina di uomini che hanno sorpreso tutti i rivali. Si è formato un plotoncino comprendente Kwiatkowski, Kung, Latour, Oss, Power, Valverde, Rojas, Andersen e Van Aert, tanti nomi davvero attesissimi, compreso il campione uscente. Sul tratto numero 8, quello di Sante Marie è esplosa la corsa: Wout Van Aert, campione del mondo di ciclocross, si è messo a tirare a tutta davanti, mentre dietro gli altri favoriti rimasti arretrati hanno provato a rientrare. In un secondo momento davanti è riuscito a tornare Peter Sagan, con la maglia di campione del mondo. Al contrattacco all’uscita dallo sterrato sono andati Van Aert e Romain Bardet: nel frattempo alle loro spalle la situazione si è ricompattata, con circa una ventina di corridori alle loro spalle. Il plotoncino non ha trovato l’accordo e i due al comando hanno guadagnato da subito circa un minuto di vantaggio. Scatti e controscatti dietro, ma solo scaramucce tra i grandi favoriti. Gli unici a guadagnare un po’ di spazio sono i belgi Tiesj Benoot e Peter Serry, che però restano distanti circa 40” dalla vetta. Nel penultimo tratto di sterrato l’attacco decisivo però lo porta Benoot: il corridore della Lotto Soudal stacca il compagno di fuga e si lancia all’inseguimento del duo al comando, raggiunto nel giro di poche pedalate. Nell’ultimo tratto di strade bianche, ormai diventate solo fango, è ancora una volta Benoot a muoversi: scatto impressionante a staccare Bardet e Van Aert, costretti ad accontentarsi della piazza d’onore. Nelle fasi finali la situazione rimane stabile: il belga riesce a trionfare in solitaria, Bardet va a prendersi il secondo posto e Van Aert chiude una cavalcata sorprendente in terza piazza. A circa un minuto di distacco arrivano Alejandro Valverde (Movistar) ed il primo degli italiani: un fantastico Giovanni Visconti (Bahrain-Merida). https://www.oasport.it/2018/03/strade-bianche-2018-trionfo-di-tiesj-benoot-in-una-giornata-eroica-quinto-giovanni-visconti/
  6. 6 - TIRRENO ADRIATICO - Italia (ME - 2.UWT) (07/01 - 13/01) M. KWIATKOWSKI (POL) - Team Sky Chiude il cerchio Michal Kwiatkowski che completa il trittico della Primavera italiana nel calendario World Tour. Il polacco del Team Sky, dopo essersi aggiudicato nel 2017 Strade Bianche e Milano-Sanremo, si conferma a proprio agio sulle strade del Bel Paese andandosi a prendere anche il successo nella Tirreno-Adriatico. Pura gestione per l’ex campione del mondo nel difendere la propria maglia azzurra nella cronometro conclusiva (10 chilometri in quel di San Benedetto del Tronto), vinta da Rohan Dennis. https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-rohan-dennis-vince-la-cronometro-finale-di-san-benedetto-a-kwiatkowski-la-classifica-generale-2-un-ottimo-damiano-caruso2/ Stage 1 = D. Caruso (ITA) - BMC Damiano Caruso è la prima Maglia Azzurra, che indica il leader della classifica generale, alla Tirreno-Adriatico 2018. L’italiano è transitato per primo tra gli uomini della BMC, che ha fatto segnare il miglior tempo nella cronosquadre di Lido di Camaiore (21,5 chilometri), prima frazione della Corsa dei Due Mari. La squadra statunitense ha fatto la differenza nella seconda metà di gara e si è imposta per la terza volta consecutiva in questa prova che ormai sta diventando una costante della Tirreno-Adriatico. Seconda posizione, con 4” di ritardo, per la Mitchelton-Scott, grande sorpresa di giornata, mentre il Team Sky ha completato il podio a 9” dalla Bmc. Ottime notizie, dunque, per Chris Froome, che tra gli uomini più attesi in ottica classifica generale è stato quello che ha ottenuto il miglior risultato, scavando subito una differenza importante tra sé e gli avversari, in particolar modo sugli scalatori puri. Quarta posizione, con un ritardo di 15” dalla Bmc, per la QuickStep-Floors di Bob Jungels, mentre hanno deluso i Campioni del Mondo in carica della specialità: Tom Dumoulin e la Sunweb hanno pagato 25” di ritardo e hanno chiuso in quinta posizione, nonostante il titolo iridato conquistato nel mese di settembre a Bergen, in Norvegia. A seguire Katusha-Alpecin, Bora-Hansgrohe e Trek Segafredo https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-la-bmc-vince-la-prima-tappa-damiano-caruso-maglia-azzurra-froome-fa-la-differenza-su-aru-e-nibali2/ Stage 2 = M. Kittel (GER) - Katuscha-Alpecin Finalmente, Marcel! Attesissimo dalle prime corse stagionali, il tedesco Marcel Kittel ha finalmente cancellato il fastidioso zero dalla casella ‘vittorie nel 2018’ andando ad imporsi nella seconda tappa della Tirreno-Adriatico 2018, 167 chilometri da Camaiore a Follonica adattissimi alle ruote veloci. La prima parte di corsa si è svolta in maniera tutto sommato regolare, a partire dalla formazione della fuga già nei primi chilometri. Ad avvantaggiarsi, rispetto al resto del gruppo, sono stati Guy Sagiv (Israel Cycling Academy), il russo Alexander Foliforov (Gazprom-Rusvelo), e gli italiani Nicola Bagioli (Nippo-Fantini) e Jacopo Mosca (Wilier-SelleItalia). Bagioli si è accontentato di vincere il Gpm di Montemagno, posto dopo una manciata di chilometri, per poi rialzarsi, certo di indossare la maglia verde di leader della classifica degli scalatori sul traguardo. Per i tre che sono rimasti al comando, il vantaggio è decollato in breve tempo, ma il gruppo ha sempre controllato grazie all’impegno delle formazioni dei velocisti, attente e non farsi scappare un’occasione preziosa per giocarsi il successo in volata. Ad un centinaio di chilometri dall’arrivo il massimo vantaggio, superiore ai 7′: da qui, però, è iniziata la lenta ed inesorabile rimonta del gruppo, che ha caratterizzato tutto l’avvicinamento alla volata. A 10 dall’arrivo, i coraggiosi di giornata sono stati riassorbiti, dopo una lunghissima giornata in avanscoperta. https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-marcel-kittel-firma-la-prima-vittoria-stagionale-a-follonica/ Stage 3 = P. Roglic (SLO) - LottoNL-Jumbo Tappa spettacolare alla Tirreno-Adriatico: la terza frazione, di 234 chilometri da Follonica a Trevi ha presentato un percorso molto variegato con uno strappo conclusivo con punte durissime che ha visto primeggiare lo sloveno Primoz Roglic (LottoNL-Jumbo). Scatto decisivo all’ultimo chilometro per l’ex saltatore con gli sci: battuto di pochissimo Adam Yates. Prime scaramucce tra i big: in vetta alla classifica generale si porta Geraint Thomas. Consueto inizio di gara, con una fuga che è andata via già nelle prime fasi. Cinque corridori all’attacco: Jacopo Mosca (Wilier-Triestina), Sho Hatsuyama e Nicola Bagioli (Nippo Vini Fantini), Dennis van Winden (Israel Cyclin Academy) e Stepan Kurianov (Gazprom-RusVelo). Il plotone come di consueto ha lasciato spazio agli attaccanti: vantaggio che è salito addirittura sopra gli 8′. Appena però il gruppo si è messo a far sul serio lo svantaggio è calato vertiginosamente: a tirare BMC e Movistar. Nella fase finale di gara i ritmi, su strade piuttosto insidiose, si sono alzati e il plotone si è dimezzato sia per le difficoltà altimetriche che per le tante cadute (che hanno coinvolto anche l’ex maglia azzurra Bevin ed il polacco Majka). A prendere il comando delle operazioni sull’ascesa di Trevi (primo passaggio prima dell’arrivo) è stato il Team Sky: il primo a muoversi dal gruppo è stato invece Edoardo Zardini (Wilier-Triestina). A 6 chilometri dal traguardo è stata la volta di Steve Morabito (FDJ), che comunque non ha guadagnato troppo spazio. Sull’ultima ascesa a Trevi è scattato subito Primoz Roglic (LottoNL-Jumbo) seguito da Alexey Lutsenko (Astana), che ha dovuto cedere però subito dopo il passo. Lo sloveno è riuscito però a creare un buco di una cinquantina di metri, con il Team Sky che non è riuscito a chiudere. A provare l’accelerazione a 400 metri dall’arrivo è stato il campione olimpico Greg Van Avermaet: il corridore della BMC non ha avuto però la forza per andar via dal gruppo. Il Team Sky con Gianni Moscon e Geraint Thomas ha aumentato l’andatura, ma a sorpresa è venuto fuori Adam Yates (Mitchelton-Scott): il britannico si è riportato praticamente su Roglic, senza avere la possibilità di scavalcarlo, chiudendo a 3” di distacco. Terza piazza per il trionfatore della Strade Bianche, Tiesj Benoot, migliore degli azzurri Moscon, settimo. Classifica generale apertissima, con Thomas e Van Avermaet pari tempo (per questione di piazzamenti avanti il gallese). In tanti ancora possono attaccare la vetta. https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-primoz-roglic-batte-tutti-a-trevi-nuova-maglia-azzurra-geraint-thomas/ Stage 4 = M. Landa Meana (SPA) - Movistar Sconvolta la classifica alla Tirreno-Adriatico dopo la quarta tappa, quella forse più dura con l’arrivo in vetta a Sassotetto, 219 chilometri dopo la partenza di Foligno. In uno sprint ristretto la spunta uno dei favoriti: lo spagnolo Mikel Landa. Primo successo con la maglia della Movistar per l’iberico che domina grazie ad uno scatto arrivato dalle retrovie. Va a riprendersi la maglia azzurra di leader Damiano Caruso, sfruttando un clamoroso problema meccanico capitato a Geraint Thomas. Segnali positivi da Fabio Aru. Classico andamento nelle prime fasi di gara: Jacopo Mosca (Wilier-Selle Italia), Nicola Bagioli (Nippo-Fantini), Mads Pedersen (Trek-Segafredo), Antoine Duchesne (Groupama-FDJ), Krists Neilands (Israel Cycling Academy) e Aleksandr Vlasov (Gazprom-Rusvelo) hanno guadagnato spazio sul gruppo. Il vantaggio sul plotone guidato dal Team Sky del leader della classifica Geraint Thomas è stato sempre sull’ordine dei 5′. Nel frattempo alcune brutte cadute nelle retrovie, che hanno coinvolto e costretto al ritiro anche il vincitore del Giro d’Italia 2017 Tom Dumoulin. L’andatura alle spalle degli attaccanti è aumentata ovviamente nel finale, con il gruppo che chilometro dopo chilometro si è riavvicinato e all’imbocco dell’ascesa finale è andato a prendere i fuggitivi. A dettare il ritmo è stata l’Astana che ha alzato l’andatura nel tratto più duro dell’ascesa, dov’è scattato Miguel Angel Lopez. A provare ad inseguire sono stati Fabio Aru (UAE Emirates) e Rafal Majka (Bora-hansgrohe). In un secondo momento è rientrato sul terzetto al comando anche Ben Hermans (Israel Cycling Academy). Il Team Sky ha gestito al meglio la situazione, non lasciando più di 20” agli attaccanti. Davanti Majka ci ha provato in solitaria, guadagnando qualche metro sugli avversari. A tre chilometri dall’arrivo si è mosso Mikel Landa (Movistar): lo spagnolo ha ripreso i fuggitivi ed è partito al contrattacco. Nel frattempo Lopez e Chris Froome hanno pagato dazio. All’ultimo chilometro clamoroso problema al cambio per Geraint Thomas, costretto a fermarsi per cambiare bicicletta: il gallese del Team Sky ha perso più di mezzo minuto, essendo costretto così a lasciare la maglia di leader. Vincenzo Nibali ha dato buone sensazioni anche se non ha provato ad attaccare. Davanti è rientrato anche George Bennett (LottoNL-Jumbo), proprio nel momento decisivo. Aru ha provato a rilanciare l’andatura, ma ha dovuto cedere il passo. Con semplicità invece lo sprint di Landa che ha trionfato davanti a Majka e Bennett. Damiano Caruso gestisce al meglio la situazione e va a riprendersi la maglia di leader, che già gli apparteneva dopo la cronometro d’apertura: il siciliano ha 11” di vantaggio su Kelderman e 20” sullo stesso Landa. https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-tappa-a-mikel-landa-maglia-a-damiano-caruso-a-sassotetto-si-vede-davanti-fabio-aru-problemi-meccanici-per-thomas2/ Stage 5 = A. Yates (GBR) - Mitchelton-Scott Giornata ricca di grandi emozioni alla Tirreno-Adriatico, con il gruppo che ha ricordato Michele Scarponi, morto per un incidente stradale nella sua Filottrano il 22 aprile dello scorso anno. Proprio nella sua città è arrivata oggi la quinta tappa, con il successo in solitaria del britannico Adam Yates che con uno scatto magistrale su muro finale riesce a staccare tutti. Secondo posto per il campione del mondo Peter Sagan, mentre al terzo troviamo Michal Kwiatkowski, che va così a vestire la maglia azzurra di leader della generale. Subito dopo la partenza ufficiale da Castelraimondo parte la fuga di giornata, formata da cinque corridori: Dario Cataldo (Astana), lo svizzero Steve Morabito (Groupama – FDJ), il russo Igor Boev (Gazprom-RusVelo), il belga Iljo Keisse (Quick-Step Floors) e lo sloveno Kristijan Koren (Bahrain Merida). Il gruppo lascia subito andare via i fuggitivi che in una ventina di chilometri riescono a guadagnare quasi 7’ di vantaggio. Sui primi due GPM di giornata, Montelupone e Osimo, transita per primo Cataldo, mentre entrambi i traguardi volanti, Morrovalle e Porto Recanati, vengono vinti da Morabito. Ai -80 km Boev accusa la fatica e si stacca dalla testa, rimangono così in quattro al comando. Negli ultimi 50 km il gruppo cambia totalmente ritmo e va a ridurre drasticamente il distacco. Da segnalare in questa fase un incidente meccanico sia per Fabio Aru che per Vincenzo Niblia, che però riescono a rientrare in gruppo poco dopo. Sul penultimo passaggio sul Muro di Filottrano il gruppo si riporta sui fuggitivi, ma Cataldo non ci sta, sferra l’attacco e resta così solo al comando. Ai -20 km il britannico Chris Froome (Team Sky) conferma il momento di difficoltà e viene gradualmente sfilato dal gruppo, ma rimane comunque aggrappato alla coda. Nel frattempo Cataldo con un’incredibile grinta e con nel cuore il ricordo di Scarponi, riesce a resistere fino ad 11 km dal traguardo, quando viene anche lui ripreso dal gruppo, tirato a tutta velocità dagli uomini del Team Sky. Ai -6 km Froome però fora ed esce definitivamente dai giochi. A 4 km dal traguardo, sulle dure pendenze del Muro rompe gli indugi il kazako Alexey Lutsenko (Astana), seguito a ruota dal britannico Adam Yates(Mitchelton-Scott), che poco dopo sferra l’attacco decisivo e se ne va via da solo. Ai -1,5 km ci riprova ancora Lutsenko, mentre l’azione di Yates rimane efficace e transita sotto lo striscione dell’ultimo chilometro con 15″ di vantaggio. Il gruppetto degli inseguitori è tirato dalla Bora – Hansgrohe, che prova a colmare il gap ma senza successo. Yates va così a conquistare la vittoria in solitaria con 8” di vantaggio sul gruppetto dei migliori, con lo slovacco Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) che precede il polacco Michal Kwiatkowski (Team Sky). In classifica generale, grazie all’abbuono odierno, diventa quindi leader Kwiatkowski, che guida con 3” su Damiano Caruso (BMC), decimo al traguardo, e 23” sullo spagnolo Mikel Landa (Movsitar). https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-adam-yates-vince-in-solitaria-sul-traguardo-di-filottrano-nel-ricordo-di-michele-scarponi-michal-kwiatkowski-nuova-maglia-azzurra2/ Stage 6 = M. Kittel (GER) - Katuscha-Alpecin Marcel Kittel spazza via ogni dubbio: con la seconda vittoria in due tappe per velocisti alla Tirreno-Adriatico, il tedesco della Katusha-Alpecin ha confermato la buona condizione di forma dopo una prima parte di stagione in cui faceva fatica addirittura a disputare le volate. Il teutonico ha trionfato nella sesta tappa della Corsa dei Due Mari, 153 chilometri da Numana a Fano. Pronti via e quattro uomini si sono avvantaggiati sul resto del gruppo: Marcus Burghardt (Bora-Hansgrohe), Krists Neilands (Israel Cycling Academy), Jacopo Mosca (Wilier Selle Italia) e Artem Nych (Gazprom-Rusvelo). Il plotone principale non ha opposto resistenza e sin da subito il vantaggio è salito oltre il minuto, fino a stabilizzarsi tra i 3 e i 4 minuti, soglia che però è rimasta tale in quanto le squadre dei velocisti non hanno voluto rischiare. Verso il Gpm di Ostra, il tedesco Burghardt ha lasciato la compagnia degli altri fuggitivi e, a 75 chilometri dall’arrivo, se n’è andato da solo. Ovviamente, la sua azione è andata via via scemando, nonostante le sue ottime doti di passista. Il gruppo è rientrato a 19 chilometri dalla conclusione. Ai meno 7, Fernando Gaviria (QuickStep-Floors) è caduto quando si trovava nelle prime posizioni del gruppo, creando una reazione a catena che ha coinvolto diversi corridori, mescolando le carte in vista della volata.Tra gli attardati anche Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) che ha speso tantissimo per provare a rientrare prima della volata. La Katusha-Alpecin ha preso in mano le redini della corsa in favore del tedesco Marcel Kittel, grande favorito della vigilia. Nonostante l’assenza di Gaviria, la QuickStep-Floors ha scelto di pilotare Maxi Richeze:dalla sua ruota, negli ultimi 150 metri, è uscito in maniera perentoria Marcel Kittel, che è riuscito ad ottenere il secondo successo della sua Tirreno-Adriatico. Come nella tappa di Follonica, secondo posto per Peter Sagan, autore di un numero sensazionale per arrivare a disputare lo sprint. Terza piazza per Richeze, mentre Sacha Modolo (EF-Drapac) si è dovuto accontentare del quarto posto. Quinto Stybar, da ultimo uomo di Richeze, sesto Debusschere (Lotto Soudal) davanti alla coppia di italiani formata da Marco Canola (Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini) e Simone Consonni (UAE Emirates) in settima e ottava piazza. Invariata la classifica finale: domani la cronometro conclusiva di San Benedetto del Tronto che incoronerà l’erede di Nairo Quintana, vincitore della scorsa edizione. https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-marcel-kittel-vince-anche-a-fano-peter-sagan-ottimo-secondo2/ Stage 7 = R. Dennis (AUS) - BMC Il campione australiano della BMC si ripete su un percorso davvero favorevole alle proprie caratteristiche. Dopo il trionfo del 2017 arriva la doppietta: parte nelle prime fasi della giornata e timbra il tempo di 11’14”. Favorevole anche il numero di partenza per il corridore oceanico: sfrutta una finestra positiva del meteo per timbrare il proprio tempo eccezionale. Prima il vento, poi addirittura la pioggia, infatti, sono andati a condizionare le prove degli ultimi 30 atleti. A doversi accontentare del podio sono Jos Van Emden (LottoNL-Jumbo), secondo a 4”, e l’iberico Jonathan Castroviejo (Team Sky), terzo ad 8”. Migliore degli azzurri un super Gianni Moscon, campione italiano della specialità quinto a 12”. Nessuna clamorosa sorpresa in classifica generale. Kwiatkowski dà tutto e gestisce al meglio il proprio margine (riesce addirittura ad incrementare) precedendo un magnifico Damiano Caruso di 24″, che riporta l’Italia sul podio della Corsa dei due Mari a distanza di 4 anni dall’ultima volta. In terza piazza rimonta di Geraint Thomas (+32″) che scavalca l’ex compagno di squadra al Team Sky Mikel Landa autore di una prova tutt’altro che positiva e retrocesso sino in sesta piazza, preceduto anche dal belga Tiesj Benoot e dal britannico Adam Yates. Da segnalare l’ottima settima piazza complessiva per Davide Formolo. Non eccellenti le prove degli attesi Fabio Aru, Vincenzo Nibali e Chris Froome che, vedendo le condizioni non ottimali della strada, hanno preferito non spingere a tutta. https://www.oasport.it/2018/03/tirreno-adriatico-2018-rohan-dennis-vince-la-cronometro-finale-di-san-benedetto-a-kwiatkowski-la-classifica-generale-2-un-ottimo-damiano-caruso2/
  7. 5 - PARIGI NIZZA - Francia (ME - 2.UWT) (04/01 - 11/01) M. SOLER (SPA) - Team Sky E’ un trionfo spagnolo nell’ottava ed ultima tappa della Parigi-Nizza 2018. David De La Cruz del Team Sky si impone sul traguardo di Nizza davanti ai connazionali Omar Fraile e Marc Soler. Proprio quest’ultimo, però, conquista la corsa, vincendo la classifica generale con quattro secondi di vantaggio su Simon Yates e quattordici su Gorza Izaguirre. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-marc-soler-conquista-la-corsa-ultima-tappa-a-david-de-la-cruz2/ Stage 1 = A. DÉMARE (FRA) - FDJ La vittoria si decide così in un incredibile fotofinish a quattro, in cui Démare con un colpo di reni magistrale riesce a primeggiare per questioni di millimetri su Izagirre. Terzo posto per Laporte, quarto Wellens, poi ci sono Mike Teunissen (Sunweb) e Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors). Gli altri corridori arrivano con un distacco di 2” e tra questi il migliore italiano è Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), che chiude in nona posizione. La prima maglia di leader va quindi sulle spalle di Démare, con 4” di vantaggio su Izagirre e 6” su Laporte. https://www.oasport.it/2018/03/combinata-nordica-coppa-del-mondo-2018-austria-eroica-a-lahti-vince-in-rimonta-la-team-sprint-sul-podio-norvegia-e-finlandia-azzurri-nelle-retrovie/ Stage 2 = D. GROENEWEGEN (OLA) - Team Lotto NL-Jumbo Seconda tappa per la Parigi-Nizza, dopo l’arrivo insidioso di ieri, oggi, in quel di Vierzon, abbiamo assistito alla prima vera volata di gruppo. Su un lungo rettilineo in pendenza ad imporsi è Dylan Groenewegen con uno sprint lanciato lunghissimo: l’ex campione olandese della LottoNL-Jumbo ha battuto l’azzurro Elia Viviani. Resta in maglia gialla di leader il transalpino Arnaud Démare. Inizio di gara particolare quello odierno. Il vento ha costretto il gruppo a stare sull’attenti, non è andato via un tentativo di fuga nelle prime due ore. A circa 70 chilometri dall’arrivo si sono mossi Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Manuele Boaro (Bahrain-Merida), Thiago Machado (Katusha-Alpecin, Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), Anthony Delaplace (Fortuneo-Samsic) e Lars Boom (LottoNL-Jumbo), sfruttando un rallentamento del plotone. Da questo plotoncino i soli Boaro e Machado sono riusciti ad evadere. La coppia italo-portoghese è riuscita a guadagnare fino ai 2’30” sul gruppo dei migliori: il vantaggio è andato via via scemando, fino al ricongiungimento arrivato a 4 chilometri dal traguardo. Lavoro eccezionale della Quick-Step Floors che ha pilotato al meglio Elia Viviani: la volata è stata lanciata però da Dylan Groenewegenche ha avuto la forza di resistere alla rimonta dell’atleta di Isola della Scala. Terza piazza per André Greipel(Lotto Soudal). Solo quinto il leader Arnaud Démare, che non è riuscito a trovare lo spazio e la gamba giusta per primeggiare. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-seconda-tappa-dylan-groenewegen-batte-elia-viviani-allo-sprint/ Stage 3 = J. Hivert (FRA) - Direct Énergie Finale a sorpresa nella terza tappa della Parigi-Nizza, 210 km da Bourges a Châtel-Guyon, con la vittoria del francese Jonathan Hivert, che supera in uno sprint ristretto Luis Leon Sanchez e Rémy Di Grégorio. Questi tre corridori sono riusciti ad anticipare il gruppo con una bella azione negli ultimi 20 km. La fuga di giornata parte subito dopo il via con Jay Thomson (Dimension Data), Fabien Grellier (Direct Energie) e Przemyslaw Kasperkiewicz (Delko Marseille Provence KTM). Il loro vantaggio cresce rapidamente e arriva a toccare i 7’. Sulla seconda Cote di giornata, a circa 60 km dal traguardo, Grellier sferra l’attacco per conquistare i punti del GPM e rimane così solo al comando, mentre gli altri due compagni di fuga si rialzano. Anche il tentativo del francese viene però annullato ai -35 km. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-jonathan-hivert-si-impone-nella-terza-tappa-battuto-luis-leon-sanchez-che-diventa-pero-leader2/ Stage 4 = W. Poels (NED) - Team Sky Wout Poels domina la cronometro individuale della quarta tappa della Parigi-Nizza. Il corridore del Team Sky ha realizzato il miglior tempo sul percorso di 18,4 km da La Fouillouse a Saint-Étienne, ottenendo un riscontro di 25’33” con una media di 43.209 km/h. Alle spalle dell’olandese troviamo con un ritardo di 11” un brillante Marc Soler (Movistar): lo spagnolo va così a vestire la maglia bianca di miglior giovane. Terza posizione invece per il talento francese Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors) a 16”. Troviamo poi l’austriaco Felix Grossschartner (Bora – Hansgrohe) a 20” e i fratelli iberici Ion e Gorza Izagirre (Bahrain Merida) a 27”. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-wout-poels-vince-la-cronometro-davanti-a-marc-soler-luis-leon-sanchez-difende-la-maglia-di-leader2/ Stage 5 = J. Cousin (FRA) - Direct Energie Altro finale a sorpresa nella Parigi-Nizza, con la fuga che va in porto nella quinta tappa. Sul traguardo di Sisteron esulta il francese Jerome Cousin, che batte in uno sprint a due il tedesco Nils Politt e regala così un altro successo alla Direct Energie. Il gruppo ha calcolato male i tempi ed è arrivato a pochi metri dai due attaccanti. Oggi ha avuto quindi grande importanza la fuga di giornata, partita nei primi chilometri della tappa e formata inizialmente da quattro corridori: i già citati Nils Politt (Katusha-Alpecin) e Jerome Cousin (Direct Energie), oltre che gli altri due transalpini Nicolas Edet (Cofidis) e Julien El Fares (Delko Marseille Provence KTM). Il loro vantaggio rimane stabile attorno ai 4’ fino al Col du Negron, posto ai -60 km. Nella successiva discesa il gruppo cambia totalmente ritmo e il distacco inizia a calare progressivamente. I calcoli delle squadre dei velocisti risulteranno però sbagliati, visto che ai -20 km il vantaggio dei fuggitivi è ancora di quasi 2’. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-arriva-la-fuga-nella-quinta-tappa-jerome-cousin-batte-nils-politt2/ Stage 6 = R. Molard (FRA) - FDJ Percorso esigente e incertezza: da questa situazione è emerso in maniera prepotente il francese Rudy Molard, che ha conquistato la seconda vittoria della carriera nella sesta tappa della Parigi-Nizza 2018, 198 chilometri da Sisteron a Vence. Grande battaglia fin dai primi chilometri, che alla fine hanno promosso una fuga composta da ben 13 uomini: Lars Bak, Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Amael Moinard (Fortuneo-Samsic), Paul Martens (LottoNL-Jumbo), Cyril Lemoine, Bert Van Lerberghe (Cofidis), Thomas Scully (EF Education First), Fabien Grellier (Direct Energie), Nils Politt (Katusha-Alpecin), Carlos Barbero (Movistar), Dylan Teuns (BMC) Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e Arnaud Démare (Groupama-FDJ). La presenza di Teuns, inizialmente, ha portato il gruppo a non concedere spazio, tanto che il belga, dopo una prima fase in avanscoperta, si è rialzato. Il plotone, in ogni caso, non ha lasciato più di una manciata di minuti agli attaccanti. Tra i fuggitivi, dopo una prima selezione, sono rimasti al comando Kristoff, Politt, De Gendt, Babero, Moinard, Martens, Lemoine, Scully e Grellier, ma Team Sky e Mitchelton-Scott si sono impegnate a fondo a 23 chilometri dal traguardo sono andate a riassorbire De Gendt, Moinard, Babero e Scully, gli ultimi a resistere in fuga nonostante per tutta la durata della tappa fosse quasi scontato l’esito negativo dell’attacco. Il percorso, molto accidentato, ha prodotto grande selezione anche nel gruppo dei big. Tra i più attivi il britannico Simon Yates (Mitchelton-Scott), che a 6 chilometri dall’arrivo ha provato ad attaccare in solitaria. Tim Wellens (Lotto Soudal) e Sergio Henao (Team Sky) sono riusciti a rientrare: ripreso il fuggitivo, Wellens ha tirato con Yates mentre Henao è letteralmente rimbalzato. Anche questa coppia, però, è stata ripresa una volta terminata la salita dura, a circa 3 chilometri dall’arrivo. In un momento in cui la velocità nel gruppetto si è abbassata, attacco perfetto del francese Rudy Molard (Groupama-FDJ), partito poco prima del triangolo rosso dell’ultimo chilometro. Nessuno ha organizzato l’inseguimento e il transalpino ha colpo la seconda vittoria della carriera. Nella volata dei battuti, Wellens ha conquistato la seconda posizione davanti a Julian Alaphilippe (QuickStep-Floors), terzo. A seguire Luis Leon Sanchez (Astana) che ha difeso la prima posizione in classifica generale. Da segnalare una brutta caduta di Wout Poels nei chilometri finali, che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-rudy-molard-beffa-i-big-nella-sesta-tappa/ Stage 7 = S. Yates (GBR) - Michelton-Scott Simon Yates trionfa in solitaria nella tappa regina della 76ma edizione dalla Parigi-Nizza e ipoteca il successo finale. Il britannico della Mitchelton-Scott ha staccato tutti sulla salita finale di La Colmiane andando così a realizzare la classica doppietta: tappa e maglia di leader. Alle sue spalle si piazzano il belga Dylan Teuns e lo spagnolo Ion Izagirre. La fuga di giornata si forma sulla prima salita di giornata, la Cote de Gattieres, ed è composta da otto corridori: Alessandro de Marchi e l’irlandese Nicolas Roche (BMC), l’australiano Rony Sutherland (UAE), i francesi Tony Gallopin (AG2R) e Amael Moinard (Fortuneo), il colombiano Jarlinson Pantano (Trek-Segafredo), il belga Thomas De Gendt (Lotto-Soudal) e il campione nazionale spagnolo Jesus Herrada (Cofidis). Il loro vantaggio rimane stabile attorno ai 3’ nella parte centrale della tappa, ma nella discesa successiva al Col Saint-Raphael, a circa 60 km dal traguardo, la Bahrain-Merida fa una forte accelerazione in testa al gruppo, che si spezza in più parti. Il plotone principale riduce quindi progressivamente il ritardo dai fuggitivi e li va a riprendere all’imbocco della salita finale, quando si arrende anche Gallopin, che aveva provato l’azione solitaria. Il gruppo prosegue così compatto nella prima parte della salita con un ritmo regolare, ma ai -6 km la maglia gialla Luis Leon Sanchez (Astana) ha una crisi improvvisa e si stacca dal gruppo dei migliori, dovendo così dire addio alla leadership della classifica. A 4 km dal traguardo Simon Yates (Mitchelton-Scott) rompe gli indugi e sferra l’attacco dalla testa del gruppo, seguito a ruota dallo spagnolo Ion Izagirre (Bahrain Merida). Si forma così una coppia al comando che guadagna subito una decina di secondi dal gruppo inseguitore, da cui poco dopo esce anche il belga Dylan Teuns (BMC). A un chilometro e mezzo dal traguardo arriva l’azione decisiva con Yates che sferra un attacco secco e va a conquistare la vittoria in solitaria. Secondo posto per Teuns a 8” che riesce a superare allo sprint Izagirre, completano poi le prime cinque posizioni il fratello Gorka Izagirre e il belga Tim Wellens entrambi a 13”. In classifica generale diventa quindi leader Yates, mentre alle sue spalle troviamo i fratelli Izagirre, con Ion a 11” e Gorka a 12” e Wellens a 13”, tutti ancora in lotta per il successo: sarà quindi decisiva l’ultima tappa di domani. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-doppietta-per-simon-yates-il-britannico-trionfa-nella-tappa-regina-e-conquista-la-maglia-gialla2/ Stage 8 = D. De La Cruz (SPA) - Team Sky Un’ultima tappa vissuta ad alta velocità, con molti ciclisti che cercano di attaccare, ma la fuga non si crea. Il primo a provare l’attacco è Fraile ed il corridore dell’Astana riesce a prendere il largo, venendo poi seguito da Soler e De La Cruz. I distacchi sono ridotti, ma i tre riescono a passare in testa prima dell’ultima salita e si gettano in discesa alla ricerca della vittoria. I tre allungano fino ad arrivare ad un vantaggio di 50 secondi. Dietro il leader della generale Yates cerca in tutti i modi di costruire la rimonta e con lui ci sono anche Tim Wellens (Lotto Soudal) e i fratelli Gorka e Ion Izaguirre (Bahrain – Merida) ma cadono anche in discesa. Soler comincia a credere nella vittoria della corsa e grazie all’aiuto dei due connazionali costruisce un buon margine. Alla fine è De La Cruz a vincere la tappa battendo in volata Fraile e con Soler che arriva a tre secondi. A questo il giovane spagnolo deve guardare solo il cronometro e sperare. Yates arriva con 38 secondi di ritardo e Soler può festeggiare la più importante vittoria della sua carriera. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-marc-soler-conquista-la-corsa-ultima-tappa-a-david-de-la-cruz2/
  8. Benoot da vero PIONIERE vince la "Strade bianche" da autentico pioniere travolto dal freddo e dal fango. Eroe
  9. Nadal fermo tutto il mese di marzo, ancora non ha ripreso dall'infortunio... Si preparerà per la terra rossa.
  10. Morpheus ©

    Sport estremi

    Felice ti sia piaciuto Questo qui è un autentico pazzo, ha rischiato la pelle più volte e nel documentario si è anche visto
  11. IL CIELO E’ AZZURRO SOPRA LAHTI, PERCHE’ Federico Pellegrino SI REGALA IL SUCCESSO NUMERO 10 IN TECNICA LIBERI OGGI A LAHTI LADDOVE, LO SCORSO ANNO, AVEVA VINTO IL TITOLO MONDIALE SPRINT!!! Semplicemente un fenomeno nello Sci di Fondo; rischiando nella semifinale quando aveva perso un bastoncino (E in più gli avevano dato quello errato obbligandolo a una rimonta notevole), in finale ha studiato bene la gara DEMOLENDO il russo Retivykh e il fenomeno Klæbo che oggi è rimasto a guardare il marziano aostano. Dei materiali incredibili hanno fatto una differenza incredibile mescolati alla classe del nostro fuoriclasse delle fiamme oro. Mancano due gare all’assegnazione della coppa di specialità, con Klæbo che oramai ha già la storia in tasca, ma l’anno prossimo farebbe bene a fare i conti anche con il nostro grande campione. Incredibile Chicco. IMMENSO. E’ stato tempo di ripresa per la Coppa del Mondo anche nell’ambito femminile: donne la vittoria è andata alla norvegese Falla che va a precedere il duo della Svezia Nilsson e Falk, con la vincitrice che porta a 28 lunghezze la propria leadership in classifica di specialità proprio davanti alla svedese seconda classificata. Giornata memorabile anche per il più grande: Marcel Hirscher simply GOAT. Greatest Of All Time. Non ci sono più discussioni che tengano, ammesso che ce ne fossero ancora soprattutto dopo i due ori olimpici conquistati a PyeongChang. Ma prima di parlare dell’austriaco, un’altra notizia importante per i colori azzurri dello sci: Emanuel Perathoner compie un grandissimo risultando conquistando il terzo posto nella gara di snowboardcross di La Molina. Terzo podio in carriera per il nostro atleta. In campo femminile si segnalano una grandissima gara di Raffaella Brutto che si arrende in finale per una caduta senza alcuna colpa, e il sesto di Sofia Bellinghieri al miglior piazzamento in carriera sino ad oggi. Caduta per Michela Moioli che rimette in discussione l’ambito della coppa del mondo. Tornando allo Sci Alpino e all’attività dei marziani, a Kranjska Gora Marcel Hirscher conferma di essere il più grande sciatore di tutti i tempi non soltanto conquistando la vittoria nel Gigante alla ripresa dalle Olimpiadi, ma portandosi a casa la quinta sfera di cristallo di specialità GS stracciando letteralmente la concorrenza annientando il resto degli avversari che sono Henrik Kristoffersen a preceduto di più di un secondo e mezzo e poi Alexis Pinturault. Altra pagina di storia scritta da questo AUTENTICO fuoriclasse che raggiunge in questo format di gare nell’albo d’oro il suo idolo Ted Ligety. Nell’ambito femminile, la prima prova post-olimpica in quel di Crans Montana con il programma di Super-G viene vinto dalla splendida atleta del Liechtenstein Tina Weirather che prende il gradino più alto del podio precedendo Anna Veith e Wendy Holdener che si inventa una gara sensazionale e beffa i colori azzurri che vanno fuori dal podio con Federica Brignone quarta ex-aquo con Michelle Gisin. Chiude solo quattordicesima Sofia Goggia che a causa di un solo errore compromette la gara con una specialità che continua ad essere un pò un tabù quest’anno per lei. Austria e Giappone si rifanno dopo le delusioni olimpiche e, alla ripresa della Coppa del Mondo in Combinata Nordica, si dividono le prime posizioni nel Provisional Competition Round in quel di Lahti: Franz-Josef Rehrl pone in essere il salto top e conclude in prima posizione con 127.0 punti mettendosi dietro i nipponici Akito Watabe con 125.9 punti, e Takehiro Watanabe con 122.3. Migliore degli italiani Alessandro Pittin che chiude 39mo. Nel salto oggi gare sia al femminile che al maschile: tra le donne nella prima delle due gare recuperate in quel di Rasnov in Romania dopo la sospensione nel mese di dicembre, acuto di Katharina Althaus che precede di pochissimo la campionessa olimpica Maren Lundby. Terza l’altra teutonica Carina Vogt a completare il podio. La gara si è svolta sul NH con un HS fissato a 97 metri, domani si replicherà con lo stesso format. La gara degli uomini, con il TL, fissata per le ore 16:30 italiane. Continua su: http://discesalibera.org/2018/03/03/chicco-pellegrino-scrive-ancora-pagina-storia-incredibile-nello-sci/
  12. ............... UEFA Champions League (Ritorno ottavi di finale): TOTTENHAM - JUVENTUS STADIO "WEMBLEY STADIUM" - Londra, mercoledì 07/03/2018 - Ore 20:45 Qui la cronaca del match
  13. ............... UEFA Champions League (Ritorno ottavi di finale): TOTTENHAM - JUVENTUS STADIO "WEMBLEY STADIUM" - Londra, mercoledì 07/03/2018 - Ore 20:45 Qui i vostri commenti post-partita
  14. 49 - Serie A Tim (Venticinquesima giornata) STADIO "OLIMPICO" - Torino, 17/02/2018 ......... LAZIO - JUVENTUS 0-1 All'Olimpico Allegri rispolvera il 3-5-2 e rilancia Dybala dal primo minuto al fianco di Mandzukic. Con gli schieramenti delle due squadre praticamente speculari, il centrocampo è a dir poco intasato, ma, una volta superato “il traffico”, si può provare ad accelerare il gioco negli ultimi venticinque metri e a puntare l'area. Un altra soluzione sono ovviamente i calci piazzati, come quello di Pjanic che permette a Mandzukic di colpire di testa a due passi dalla porta, mettendo però sopra la traversa. La Lazio manovra bene, sfrutta l'ampiezza del campo e ha la qualità per eludere le marcature con il palleggio. Al 20' si rende anche pericolosa con Milinkovic-Savic che, pescato in area da Luis Alberto, schiaccia di testa, trovando Buffon piazzato. Il portiere bianconero deve anche intervenire per deviare in angolo una sventola dal limite di Immobile, sempre insidioso quando parte dalla sinistra e trova lo spazio per accentrarsi. Intorno alla mezz'ora Allegri cambia, passando alla difesa a quattro e alzando Lichtsteiner sulla linea degli attaccanti. Così la Juve riesce a dare più continuità al proprio gioco, anche se gli spazi a disposizione sono a dir poco limitati e, fino all'intervallo non si vede altro che un destro di Khedira, deviato in angolo. Non offre certo di più l'avvio di ripresa, in cui entrambe le squadre commettono errori in serie e sembrano più attente a non scoprirsi che a costruire gioco. Al 12' Allegri richiama Lichtsteiner e manda in campo Douglas Costa e la Juve alza il baricentro, ma di fronte ha sempre un muro di maglie biancocelesti, perché Inzaghi tiene tutti i suoi uomini dietro la linea del pallone, puntando esclusivamente sul contropiede. L'altra mossa è Alex Sandro al posto di Mandzukic, per cercare maggiore velocità sulle fasce, e la Juve prende pieno possesso del campo, ma c'è sempre un errore di troppo, o una chiusura tempestiva dei padroni di casa, a impedire ai bianconeri di arrivare in porta. La partita si trascina così senza un'emozione, senza un sussulto, senza un'azione degna di questo nome fino a 30 secondi dalla fine. Già, altri 30 secondi e sarebbe terminata con uno 0-0 che definire noioso sarebbe stato un eufemismo. Ma quando si ha in squadra uno come Paulo Dybala, in 30 secondi possono accadere una marea di cose, 30 secondi possono essere un'eternità. Alla Joya bastano per agganciare il pallone al limite dell'area, infilare un tunnel a Luizx Felipe, resistere alla carica di Parolo che lo sotterra letteralmente e, cadendo, piazzare il pallone sotto l'incrocio. Per 30 secondi così, valeva la pena aspettare... RETI: Dybala 48' st LAZIO Strakosha; Luiz Felipe, De Vrij, Radu; Lulic (45' st Murgia), Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic, Lukaku; Luis Alberto (25' st Felipe Anderson); Immobile (34' st Caicedo) A disposizione: Guerrieri, Vargic, Wallace, Bruno Jordao, Patric, Bastos, Crecco, Nani Allenatore: S. Inzaghi JUVENTUS Buffon: Barzagli, Benatia, Rugani; Lichtsteiner (12' st Douglas Costa), Khedira, Pjanic, Matuidi, Asamoah; Dybala (50' st Chiellini), Mandzukic (27' st Alex Sandro) A disposizione: Szczesny, Del Favero, Howedes, Sturaro, Marchisio, Bentancur Allenatore: Allegri ARBITRO: Banti ASSISTENTI: Costanzo, Vuoto QUARTO UFFICIALE: Damato VAR: Irrati, Peretti AMMONITI: 27' pt Luis Alberto, 30' pt Luiz Felipe, 48' pt Lichtsteiner, 30' st Alex Sandro, 43' st Lulic http://www.juventus.com/it/news/news/2018/lazio-juve-0-1--dybala-decide-nel-finale.php
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