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Morpheus ©

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  1. Finale a sorpresa nella terza tappa della Parigi-Nizza, 210 km da Bourges a Châtel-Guyon, con la vittoria del francese Jonathan Hivert, che supera in uno sprint ristretto Luis Leon Sanchez e Rémy Di Grégorio. Questi tre corridori sono riusciti ad anticipare il gruppo con una bella azione negli ultimi 20 km. La fuga di giornata parte subito dopo il via con Jay Thomson (Dimension Data), Fabien Grellier (Direct Energie) e Przemyslaw Kasperkiewicz (Delko Marseille Provence KTM). Il loro vantaggio cresce rapidamente e arriva a toccare i 7’. Sulla seconda Cote di giornata, a circa 60 km dal traguardo, Grellier sferra l’attacco per conquistare i punti del GPM e rimane così solo al comando, mentre gli altri due compagni di fuga si rialzano. Anche il tentativo del francese viene però annullato ai -35 km. Il gruppo si avvia quindi compatto verso la Côte de Charbonnières, prevista ai -25 km. Appena iniziano le rampe più dure Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors) sferra un attacco deciso e l’unico che riesce a tenergli la ruota è Tim Wellens (Lotto Soudal). Il loro vantaggio resta però mimino e nella successiva discesa vengono ripresi dal gruppetto inseguitore, formato da una ventina di unità. Poco dopo arriva invece l’azione decisiva con Jonathan Hivert (Direct Energie), Luis Leon Sanchez (Astana) e Rémy Di Grégorio (Delko Marseille Provence KTM) che sfruttano un momento di indecisione del gruppo per prendere il largo. Questo terzetto riesce a guadagnare subito un buon margine, mentre da dietro si ricompatta il plotone, che non riuscirà però a colmare il gap. I tre al comando si vanno quindi a giocare la vittoria con Hivert che è impeccabile dal punto di vista tattico: rimane sempre a ruota e scatta negli ultimi 100 m, battendo così allo sprint Sanchez e Di Grégorio. Il gruppo arriva con un ritardo di 38” e la volata viene vinta nettamente da Arnaud Démare (Groupama – FDJ) ma vale solo per il quarto posto. Altro piazzamento nella top 10 per Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), che chiude ottavo. In classifica generale va al comando Luis Leon Sanchez, con 29” di vantaggio su Démare e 36” su Gorka Izagirre (Bahrain Merida), in attesa della cronometro individuale di domani che potrebbe portare altri cambiamenti nella graduatoria. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-jonathan-hivert-si-impone-nella-terza-tappa-battuto-luis-leon-sanchez-che-diventa-pero-leader2/
  2. La legge del più forte a Drammen. In Norvegia sono andate in onda le gare sprint a tecnica classica per la Coppa del Mondo di #SKICROSSCOUNTRY dove nel particolare circuito dentro la città norvegese sono arrivati gli acuti da parte dei leader di Coppa Johannes Høsflot Klæbo e Maiken Caspersen Falla con il primo che porta a casa la coppa di specialità sprint. Il fuoriclasse norvegese precede il connazionale Brandsal vincitore 3 volte in questa località e il russo Bolshunov ancora alla ricerca della prima vittoria in Coppa del Mondo; tra le donne Falla che ipoteca ma non vince ancora matematicamente la coppa di specialità (Formalità ad ogni modo), va a precedere Stina Nilsson e una splendida Jessica Diggins che con una sontuosa rimonta prende il gradino più alto del podio. www.discesalibera.org
  3. Soltanto gettando il cuore oltre l'ostacolo potevi portare a casa questa qualificazione per un mezzo compromessa all'andata, e per l'altro in questo primo tempo. Sfido chiunque a chi pensava ottimisticamente a questa Juve a inizio ripresa, a Wembley, contro un Tottenham cui faccio un immenso complimento a Pochettino per aver creato una squadra solidissima e tecnicamente dura da abbattere. Per molti, ma non per la forza e per il coraggio di questa Juventus. Tutti sarebbero usciti stasera, ma non la Juve. Non ho davvero parole per descrivere la prestazione di questi ragazzi, da chi è entrato, da chi ha giocato là davanti e che ha segnato avendo due allenamenti sulle gambe, alla stanchezza dopo sabato, in una settimana brutta, orrenda, e profondamente triste con la tragedia che è accaduta che è difficile da accettare e da sentire. Soltanto applausi per questa Juve, non era facile. Mai come adesso sono FIERO di sostenere questi colori e per il dono che ha fatto a me la mia famiglia consentendomi di amare questa maglia. Godiamocela ancora un pò. Testa ad Udine. Fino alla fine.
  4. ............... UEFA Champions League (Ritorno ottavi di finale): TOTTENHAM - JUVENTUS STADIO "WEMBLEY STADIUM" - Londra, mercoledì 07/03/2018 - Ore 20:45 Qui le vostre pagelle
  5. ............... Serie A TIM (28° Giornata): JUVENTUS - UDINESE STADIO "ALLIANZ STADIUM" - Torino, Domenica 11/03/2018 - Ore 15:00 Qui il preview del match ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- V I N C E R E ! ! !
  6. ............... Serie A TIM (28° Giornata): JUVENTUS - UDINESE STADIO "ALLIANZ STADIUM" - Torino, Domenica 11/03/2018 - Ore 15:00 Qui la cronaca del match
  7. ............... Serie A TIM (28° Giornata): JUVENTUS - UDINESE STADIO "ALLIANZ STADIUM" - Torino, Domenica 11/03/2018 - Ore 15:00 Qui i vostri commenti post-partita
  8. 50 - UEFA Champions League (Ritorno ottavi di finale) STADIO "WEMBLEY STADIUM" - Londra, 07/03/2018 ......... TOTTENHAM HOTSPUR - JUVENTUS 1-2 Così, in fondo, è ancora più bello...Per un'ora la Juve si dimentica di scendere in campo a Wembley. Subisce un Tottenham pimpante e aggressivo, va sotto di un gol nel primo tempo e inizia il secondo senza dare segnali di un possibile risveglio. Poi scocca il quarto d'ora, si alza per due volte la lavagnetta del quarto uomo, e Allegri vince la partita. Perché è vero che le reti portano le firme di Higuain e Dybala, ma il più bel colpo di classe è quello del tecnico, che con due sostituzioni e e un cambio di modulo, regala alla Juve i quarti di finale di Champions. Il Tottenham è votato all'attacco e non cambia pelle, nonostante il pareggio dell'andata potrebbe consigliare un approccio prudente. Buffon ha subito il suo da fare per deviare una sventola in diagonale di Son e al quarto d'ora la pressione costante degli Spurs porta Kane ad entrare in area dalla destra, saltare l'uscita del portiere bianconero e a colpire l'esterno della rete. La Juve fatica a uscire dalla propria metà campo, soprattutto per una serie di errori di precisione, dovuti anche al pressing asfissiante degli avversari. Son arriva ancora a concludere, questa volta di testa, quindi ci prova Dale Alli dal limite, ma Buffon è piazzato in entrambi i casi. L'attaccante coreano con la sua velocità tiene in costante apprensione la retroguardia bianconera e, dopo aver sbagliato di poco la mira concludendo a fil di palo l'ennesima ripartenza, al 39' colpisce: il Tottenham cerca di sfondare dalla destra con Dale Alli, fermato dalla scivolata di Benatia, ma il pallone arriva a Trippier, il cui cross rasoterra pesca dalla parte opposta dell'area Son, che non ha difficoltà a infilare da due passi. Il gol premia un predominio territoriale, fisico e tecnico che la Juve non riesce mai a mettere in discussione durante il primo tempo. L'unico appiglio per i bianconeri è un rigore non concesso dopo un intervento di Vertonghen su Douglas Costa, ma è davvero troppo poco di fronte alle occasioni create dagli avversari. Per riaprire i giochi servirebbero un atteggiamento e un'aggressività ben diversi. E servirebbe una giocata, una prodezza, un'intuizione. Alle prime due devono pensarci gli uomini in campo, ma per l'ultima c'è Allegri: il tecnico interviene al quarto d'ora, richiamando Matuidi e Benatia, inserendo Asamoah e Lichtsteiner e passando al 4-2-3-1. La mossa ha un effetto immediato, perché dopo due conclusioni a lato di Higuain e Dybala, lo svizzero arriva al cross dalla destra, Khedira tocca di testa e Higuain piazza in rete, ammutolendo Wembley. È il 19' e se all'andata la Juve aveva segnato due gol in nove minuti, questa volta ce ne mette tre: l'azione del raddoppio arriva al 22' e si sviluppa tutta in verticale, con Pjanic che mette in movimento Higuain e con il Pipita che trova il tempo perfetto per lanciare Dybala sul filo del fuorigioco. La Joya arriva in area palla al piede e a tu per tu con Lloris non può sbagliare. Il Tottenham ha il carattere per risollevarsi dal micidiale uno-due e ricomincia a spingere a pieno organico. I bianconeri devono evitare lo stesso errore dell'andata e non abbassare troppo il baricentro, perché gli inglesi sono squadra di talento e Son ne dà un'ulteriore prova sfiorando il pareggio con un sinistro dal limite che termina a lato. Per resistere all'assalto finale Allegri manda in campo Sturaro al posto di Higuain, mentre Pochettino risponde, dopo aver già cambiato Dier con Lamela, inserendo l'ex Llorente per Dale Alli. È un finale da cardiopalma e per un attimo manca il respiro, quando Kane schiaccia di testa prendendo Buffon in contro tempo e colpisce la faccia interna del palo, con il pallone che rimbalza sulla linea prima che la difesa riesca a liberare. Quando si riprende fiato però si può gridare a pieni polmoni! Perché la Juve ha compiuto l'impresa e per non farsi mancare nulla l'ha resa anche un p' più complicata di quanto non già fosse. Ma così, in fondo, è ancora più bello... RETI: Son 39' pt, Higuain 19' st, Dybala 22' st TOTTENHAM Lloris; Trippier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dembelé, Dier (29' st Lamela), Eriksen; Alli (40' st Llorente), Kane, Son A disposizione: Vorm, Rose, Wanyama, Sissoko, Lucas Allenatore: Pochettino JUVENTUS Buffon; Barzagli, Benatia (16' st Lichtsteiner), Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi (15' st Asamoah); Dybala, Higuain (38' st Sturaro), Douglas Costa A disposizione: Szczesny, Rugani, Marchisio, Bentancur Allenatore: Allegri ARBITRO: Marciniak ASSISTENTI: Sokolnicki, Listkiewicz QUARTO UFFICIALE: Siejka ARBITRI D'AREA: Raczkowski, Musial AMMONITI: 28' pt Vertonghen, 35' pt Alex Sandro, 44' pt Pjanic, 4' st Benatia, 8' st Chiellini, 11' st Dale Alli, 43' st Dembelé http://www.juventus.com/it/news/news/2018/tottenham-juve-1-2-i-bianconeri-ai-quarti-di-champions.php
  9. "“Ci vuole un’atleta per danzare, ma ci vuole un’artista per diventare una danzatrice.” (Shanna La Fleur) Premessa: la danza con il pattinaggio di figura non c’entrano davvero nulla. Non siamo nell’ambito di due discipline differenti ma addirittura di sport diversi. Movimenti, esecuzioni, tipologia di salti, tecnicismi… Siamo davvero all’interno di due binari i quali, sebbene si svolgano sulla medesima pista, non si incontrano mai nello svolgimento delle proprie attività. Una cosa in comune però oltre la pista la posseggono: la capacità di donare emozioni e di far venire la pelle d’oca alla realizzazione di determinati programmi. Questo capita spesso e volentieri quando ti trovi ad osservare una serie di atleti totalmente speciali cui risalta immediatamente alla comprensione umana il fatto che abbiano le capacità di scrivere “discrete” pagine di storia: nel caso di specie ci si riferisce ai canadesi Tessa Virtue e Scotte Moir, ossia la più grande coppia di danzatori su ghiaccio della storia..." Continua su: http://discesalibera.org/2018/03/07/virtue-moir-la-coppia-danzare-mondo-sulle-ali-delle-emozioni/
  10. "Non era davvero per tutti, era come entrare per la prima volta all’interno di un ristorante stellato e comprendere la differenza rispetto a tutti gli altri posti che fin lì avevi visitato. Kim Yu-na è stata oltre l’atleta, è stata un autentico viaggio in prima classe da godersi per tutto il tempo che è durato consapevole che non era una visione che ti sarebbe capitata facilmente nel corso della vita. E’ stata unica, oltre i record e la prestazioni; la sua manualità, la sua capacità di coprire ampi spazi della pista e allo stesso tempo imprimere grandi tecnicismi con una velocità che ti lasciava a bocca aperta per rapidità di esecuzioni e precisione ai limiti della comprensibilità. https://www.youtube.com/watch?v=hgXKJvTVW9g Siccome le Leggende sono capaci di emozionarci anche oltre la pista, l’ultimo regalo ce lo ha donato venerdì 9 del febbraio scorso alla cerimonia di inaugurazione dei XXIII Giochi Olimpici invernali di scena a PyeongChang nella sua Sud Corea, dove Kim Yu-na o meglio, “Queen Yu-na” come menzionato da Massimiliano Ambesi durante la cronaca della cerimonia andata in onda su Eurosport, che ha celebrato la fuoriclasse coreana del pattinaggio di figura come penso nessuno abbia mai realizzato, in quel contesto e nel corso della sua vita agonistica, ossia da meraviglia incantevole qual’è attraverso la firma e la voce più autorevole di tutte, è stata l’ultima protagonista della stessa: comparsa dal buio si è messa a danzare sotto il braciere olimpico disegnando in un piccolo spazio quella sontuosità cui ci ha abituati nel tempo precedendo il suo innesco della fiaccola per accendere il sacro fuoco di Olimpia." Continua su: http://discesalibera.org/2018/03/06/langelo-doriente-emoziono-mondo-volando-kim-yu-na/
  11. ............. Cyprus Cup (Finale): ITALIA - SPAGNA STADIO "AEK ARENA" - Larnaca, mercoledì 07/03/2018 - Ore 17:00 Qui la cronaca del match e i commenti
  12. Si è concluso sul 2-2 l’ultimo match della fase a gironi della Cyprus Cup 2018 per la Nazionale italiana di calcio femminile di Milena Bertolini. Le Azzurre hanno pareggiato contro il fanalino di coda del raggruppamento A, la Finlandia, rimontando le nordiche in due circostanze, in vantaggio grazie alle realizzazioni su calcio di rigore di Emmi Alanen al 25′ ed 51′. Le italiane però hanno dimostrato carattere riuscendo a raggiungere le avversarie prima con Valentina Giacinti al 28′ e poi con Manuela Giugliano (rigore) all’86’. Compagine tricolore che, già prima di quest’incontro era qualificata per la finale (1°-2° posto di venerdì 7 marzo), termina dunque imbattuta questa prima fase in attesa di sapere quale sarà la rivale nell’atto conclusivo. Venendo al racconto di questa partita, Bertolini, come era prevedibile, schiera diversi volti nuovi e la manovra non è fluida come nelle altre partite. Match che si mantiene sul filo dell’equilibrio fino al 25′ quando, per un fallo di mano molto ingenuo di Boattin in area di rigore, le finlandesi hanno una chance dal dischetto: Alanen è freddissima e realizza alla destra di Pipitone, schierata quest’oggi al posto di Giuliani. Le calciatrici nostrane non si perdono d’animo e dopo appena 3′ Giacinti lascia partire un diagonale micidiale su l’estremo difensore finnico non può nulla. Poco prima della fine della prima frazione la Finlandia va vicinissima al raddoppio con Sanni Franssi, calciatrice della Juventus, che sfruttando un errore della difesa italiana si trova a tu per tu con Pipitone ma il suo destro finisce a lato. Nella ripresa la formazione allenata da Anna Signeul parte meglio dai blocchi e, dopo aver mancato una grande chance sempre con Franssi, passa nuovamente in vantaggio con un penalty realizzato sempre da Alanen al 51′ per fallo di Tucceri Cimini. Bertolini allora rimescola le carte, effettuando alcuni cambi: dentro Mauro, Giugliano e Bergamaschi per dare maggior incisività all’attacco. Sulla fascia destra le Azzurre creano diversi pericoli senza però trovare lo spunto per realizzare la marcatura. Per fortuna dell’Italia arriva un altro rigore, il terzo di questo confronto, a togliere le castagne dal fuoco: un entrata senza senso su Sabatino porta al tiro dal dischetto ottimamente trasformato da Giugliano. E’ l’ultima emozione dell’incontro, utile al ct della Nazionale per valutare altre calciatrici in vista della finale. https://www.oasport.it/2018/03/calcio-femminile-cyprus-cup-2018-italia-finlandia-2-2-le-azzurre-rimontano-due-volte-e-terminano-imbattute-la-fase-a-gironi/
  13. Seconda tappa per la Parigi-Nizza, dopo l’arrivo insidioso di ieri, oggi, in quel di Vierzon, abbiamo assistito alla prima vera volata di gruppo. Su un lungo rettilineo in pendenza ad imporsi è Dylan Groenewegen con uno sprint lanciato lunghissimo: l’ex campione olandese della LottoNL-Jumbo ha battuto l’azzurro Elia Viviani. Resta in maglia gialla di leader il transalpino Arnaud Démare. Inizio di gara particolare quello odierno. Il vento ha costretto il gruppo a stare sull’attenti, non è andato via un tentativo di fuga nelle prime due ore. A circa 70 chilometri dall’arrivo si sono mossi Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Manuele Boaro (Bahrain-Merida), Thiago Machado (Katusha-Alpecin, Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), Anthony Delaplace (Fortuneo-Samsic) e Lars Boom (LottoNL-Jumbo), sfruttando un rallentamento del plotone. Da questo plotoncino i soli Boaro e Machado sono riusciti ad evadere. La coppia italo-portoghese è riuscita a guadagnare fino ai 2’30” sul gruppo dei migliori: il vantaggio è andato via via scemando, fino al ricongiungimento arrivato a 4 chilometri dal traguardo. Lavoro eccezionale della Quick-Step Floors che ha pilotato al meglio Elia Viviani: la volata è stata lanciata però da Dylan Groenewegenche ha avuto la forza di resistere alla rimonta dell’atleta di Isola della Scala. Terza piazza per André Greipel(Lotto Soudal). Solo quinto il leader Arnaud Démare, che non è riuscito a trovare lo spazio e la gamba giusta per primeggiare. https://www.oasport.it/2018/03/parigi-nizza-2018-seconda-tappa-dylan-groenewegen-batte-elia-viviani-allo-sprint/
  14. "Nessun risultato può essere ottenuto senza spirito di sacrificio, senza lotta, senza istinto. Puoi avere il talento si, è molto vero questo, ma se non lo “condisci” con il lavoro rimane fine a se stesso come una cornice meravigliosa priva di colori al suo interno. Raffaella però la sua cornice l’ha riempita non soltanto con i suoi immensi successi, ma anche con la voglia di rialzarsi e di dimostrare al mondo e a se stessa di poter riuscire ancora una volta ad emozionare al di là di ogni cosa. E’ questa che è stata tornando alla denominazione del nostro articolo, la sua ricetta vincente. Che è la stessa da sempre. Che è le medesima che son pressoché certo la porterà ancora più lontano di quanto sogna. Ci sono storie nel mondo dello sport che, seppur non collocate nei riflettori di prime serate, riescono a farti emozionare perché ti dimostrano che dalle piccole cose possono venire alla luce ancora grandi sensazioni in grado di farti suscitare la pelle d’oca..." Continua su: http://discesalibera.org/2018/03/05/la-tenacia-mescolata-al-talento-la-ricetta-vincente-raffaella-brutto/
  15. "Federica Brignone è semplicemente un’atleta sensazionale. Polivalente e performante sia sul tecnico che sul veloce, negli anni a partire dalla prima vittoria in Coppa del Mondo nell’ottobre del 2015 nel gigante di Solden, ha lavorato costantemente giorno dopo per migliorarsi ed aumentare la progressione nella sua sciata che l’ha portata a conquistare 8 vittorie attualmente parziali tra gigante, combinata, e super-g affermandosi non soltanto come atleta di livello ma anche denotando notevolissimi margini di miglioramento per le stagioni che verranno anche sulle superfici più rapide dove, agli inizi carriera, un pò faticava ad emergere. Nata a Milano ma residente in Val d’Aosta, la nostra ventisettenne gigantista si è distinta sempre oltre ai risultati anche per essere una leader davvero silenziosa del nostro movimento non ponendo in essere mai una parola fuori posto ed essendo anche un esempio per le colleghe e i tutti gli addetti ai lavori cui la stima non manca mai. Di certo non poteva essere altrimenti, perché se sei in gamba e fai della tua passione il tuo lavoro andando al di là di ogni ostacolo, di ogni infortunio, non demordendo mai e cercando sempre con le unghie e con i denti di essere ciò che magari sognavi da bambina, di ottenere quelle medaglie iridate e olimpiche che sono nei desideri di chiunque intraprenda una professione sportiva, il futuro non può che sorriderti sempre e ripagarti con le migliori soddisfazioni possibili luminose tanto quanto lo sguardo unico e raro in fatto di immensità della nostra splendida atleta facente parte del gruppo sportivo dell’Arma dei Carabinieri..." Continua su: http://discesalibera.org/2018/03/05/la-fuoriclasse-carismatica-silenziosa-federica-brignone/
  16. Mi sento fermamente concorde con il tuo pensiero cui mi associo in toto.
  17. Due finali nella notte italiana nel circuito ATP e WTA. Acapulco (Messico) è stata teatro degli atti conclusivi del tabellone maschile e femminile in cui sono stati l’argentino Juan Martin Del Potro e l’ucraina Lesia Tsurenko a fare la voce grossa. Il sudamericano, n.9 del ranking, si è imposto sul sudafricano Kevin Anderson (n.8 del ranking) con il punteggio di 6-4 6-4 in 1 ora e 41 minuti di gioco. Un match nel quale è stata la potenza dei colpi a farla da padrona con Del Potro ad essere più lucido nei momenti decisivi. Nel primo set, l’argentino ha cambiato marcia dal settimo game in avanti, conquistando il break e gestendo alla grande lo scambio, vincendo il parziale 6-4. Nel secondo parziale, il “Gigante di Tandil” ha fatto la differenza nel terzo game quando, grazie al suo dritto devastante, si è aperto più volte il campo, non soffrendo più di tanto la poderosa battuta del rivale. Avanti di un break, Del Potro ha continuato a macinare il suo tennis e sul 6-4 ha chiuso i conti. Non altrettanto agevole il successo per la Tsurenko (n.40 WTA), uscita vittoriosa dalla sfida contro la svizzera Stefanie Voegele (n.183 del mondo) 5-7 7-6 6-2 al termine di un incontro durato 2 ore e 46 minuti. Dopo aver perso il servizio nel quinto game ed aver pareggiato i conti immediatamente nel gioco successivo, nella fase finale del primo set, l’elvetica sfrutta anche qualche errore di troppo dell’ucraina, ha incamerato il 1° parziale sul 7-5. Nella seconda frazione succede di tutto e, come spesso accade nel tennis femminile, il servizio non è dominante. Sono ben 6 i break di questo set (3 per parte) che portano all’inevitabile tie-break dove la Tsurenko fa la differenza con alcuni colpi vincenti di pregevole fattura, conquistando il parziale (7-2). Sulla scia di questo risultato, il terzo set è decisamente meno combattuto e la giocatrice dell’Est chiude la pratica sul 6-2. https://www.oasport.it/2018/03/tennis-vittorie-per-juan-martin-del-potro-e-lesia-tsurenko-ad-acapulco/
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