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Sabaudo

Caso Plusvalenze, Penalizzazione di 10 punti. A giugno procedimento sul caso stipendi.

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5 hours ago, claudio968 said:

L’avvocato Roberto Afeltra ha commentato la sentenza del Collegio di Garanzia ai microfoni di JTV: “Ebbene, se noi andiamo a vedere i capi di incolpazione, la Juventus, per l’articolo 4, viene incolpata solo in relazione all’articolo 6 del Codice di Giustizia sportiva, perché la società risponde dei fatti contestati ai dirigenti. Ma nel momento in cui c’è una differenza tra inchiesto e pronunciato, e c’è solo per la Juventus ma non per i dirigenti, cui quell’articolo 4 era stato confermato, mi assumo la responsabilità di affermare che in sede di rinvio, la Juventus sarà assolta per difetto di corrispondenza tra il gestore e pronunciato.

A meno che non facciano un altro processo. In quel caso, il risultato finale, anche se la conclusione dei due prossimi gradi di giudizio, uno davanti alla Federazione e un altro davanti al Collegio di Garanzia, fosse quello di una sanzione contro la Juventus, certamente non sarà scontata nella stagione agonistica 2022/2023, perché non ci sono i tempi tecnici per completare il tutto, cioè entro il 30 giugno, neanche applicando i termini ridotti a metà“.

 

In punta di diritto non fa una piega... ma in punta di diritto un qualsiasi magistrato a cui fosse stata presentata un'inchiesta del genere avrebbe ruttato in faccia al PM/Procuratore di turno ed un secondo dopo corso in bagno a vomitare per lo schifo di inchiesta fatta dal suddetto... in punto di diritto... 

 

 

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Joined: 18-Oct-2008
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4 hours ago, TheMask said:

 


No, ma anche a me ‘sta storia della “pena afflittiva” pare una gran confusione o un gran strunxata o entrambe…

 

Quale sarebbe il senso? Un regolamento dovrebbe prevedere una sanzione dipendente dal tipo/entità dell’infrazione/reato in modalità chiara, non in funzione di chi è il destinatario o lasciato alla libera fantasia del condannante.

Ma che roba è?
Un po’ come se io passo col rosso e mi danno 150 Euro di multa e 5 punti dalla patente, ma ad un altro decidono 10.000 Euro e 10 punti…

E poi cosa stabilisce il grado di afflittività? Cioè il Chinotto di turno decide che sia sufficiente non farti vincere lo scudetto piuttosto che non farti partecipare alla CL o alla EL o a nessuna coppa o addirittura retrocedere? Tutto aleatorio e a libera scelta del procuratore?

Inoltre il fattore tempo è curioso, quando si fanno i processi? processo a settembre,  mi dai -15 alla 3a giornata e io vinco lo scudetto lo stesso… che si fa?
Allora processi solo a fine campionato, così puoi irrogare la sanzione in modo scientifico, per essere afflittivo quanto vuoi… mah

 

Anche in un contesto “privato” come l’ambito sportivo, non vedo come la parola GIUSTIZIA possa convivere con un procedimento regolato in questo modo.

Radere tutto al suolo col Napalm…

 

Infatti... è un non sense, è l'ennesima cosa inventata, modello farsopoli, per colpire noi è lampante... che poi vuoi fare una sentenza seria... bene mi multi dei vantaggi economici della CL per dire, per esempio 50 milioni, ma mi ci mandi... ma guarda caso così non potrebbero andarci "altri"... tutto questo circo è stato messo in piedi anche per salvare dal fallimento, o quasi, le due romane ed i prescritti, il neapoli oramai veleggia in altri lidi anche se non escludo che all'inizio i fosse pure l'intenzione di metterlo al sicuro... 

 

 

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3 hours ago, Darville said:

 

Esatto. Ma è proprio questo che tale Adrianopoli spiega in quella serie di tweet che ho linkato.

 

In qualunque caso il concetto di afflitività non può assolutamente andare contro il principio che la pena deve essere collegata all'illecito commesso in maniera strettamente prederminata.

 

Basta leggere il tweet comunque:

 

le pene, in qualunque ordinamento, sono collegate all'illecito commesso, non agli obiettivi o alle prospettive del suo autore. è un principio elementare di civiltà giuridica. altrimenti si dovrebbe dire che, per lo stesso reato, che preveda 1 anno di carcere, a un 60enne anni va bene dargli 1 anno, ma a un 20enne bisogna dargliene 3, perché lui è più giovane e quindi per lui perdere un anno di vita "non è abbastanza afflittivo" rispetto all'altro.
 
e pene sono,devono essere, PREDETERMINATE. ad ogni illecito corrisponde una pena, e quella pena NON CAMBIA. mettiamo il caso di un illecito per cui è prevista una penalizzazione di 3 punti:quella rimane di 3 punti A PRESCINDERE DALLA SITUAZIONE DI CLASSIFICA del responsabile. non è che se l'autore di quell'illecito ha 5 punti di vantaggio quella sanzione diventa di 6 punti, se ne ha 10 diventa di 11, e se ne ha 20 diventa di 21. non funziona così il principio di afflittività, non ha mai funzionato così e non è MAI stato interpretato in questo modo.
 
se un illecito prevede 3 punti di penalizzazione, e io ho 5, 10, 20 punti di vantaggio, il principio si applica non aumentando i punti di penalizzazione, ma IMPUTANDOLI ALLA STAGIONE SUCCESSIVA. lo prevede la norma, chiaramente e ineludibilmente.
 
d'altra parte, e decisivamente, questo criterio si applica quando le sanzioni vengono irrogate a campionati già conclusi: a campionato in corso, invece, OGNI PENA E' AFFLITTIVA, per definizione.
 
Più chiaro di cosi non si può essere, mi pare.
 
L'afflitività, come viene interpretata adesso dai PM, dei giudici sportivi, dei giornali ecc., è totalmente deformata e distorta.
 
 

 

.quoto.quoto.quoto.quoto

 

... ripeto distorto ed inventate regole e minchiate varie per colpirci come con farsopoli... chiunque affermi il contrario è in malafede!!!

 

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Joined: 08-Aug-2022
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3 hours ago, Darville said:

 

Esatto. Ma è proprio questo che tale Adrianopoli spiega in quella serie di tweet che ho linkato.

 

In qualunque caso il concetto di afflitività non può assolutamente andare contro il principio che la pena deve essere collegata all'illecito commesso in maniera strettamente prederminata.

 

Basta leggere il tweet comunque:

 

le pene, in qualunque ordinamento, sono collegate all'illecito commesso, non agli obiettivi o alle prospettive del suo autore. è un principio elementare di civiltà giuridica. altrimenti si dovrebbe dire che, per lo stesso reato, che preveda 1 anno di carcere, a un 60enne anni va bene dargli 1 anno, ma a un 20enne bisogna dargliene 3, perché lui è più giovane e quindi per lui perdere un anno di vita "non è abbastanza afflittivo" rispetto all'altro.
 
e pene sono,devono essere, PREDETERMINATE. ad ogni illecito corrisponde una pena, e quella pena NON CAMBIA. mettiamo il caso di un illecito per cui è prevista una penalizzazione di 3 punti:quella rimane di 3 punti A PRESCINDERE DALLA SITUAZIONE DI CLASSIFICA del responsabile. non è che se l'autore di quell'illecito ha 5 punti di vantaggio quella sanzione diventa di 6 punti, se ne ha 10 diventa di 11, e se ne ha 20 diventa di 21. non funziona così il principio di afflittività, non ha mai funzionato così e non è MAI stato interpretato in questo modo.
 
se un illecito prevede 3 punti di penalizzazione, e io ho 5, 10, 20 punti di vantaggio, il principio si applica non aumentando i punti di penalizzazione, ma IMPUTANDOLI ALLA STAGIONE SUCCESSIVA. lo prevede la norma, chiaramente e ineludibilmente.
 
d'altra parte, e decisivamente, questo criterio si applica quando le sanzioni vengono irrogate a campionati già conclusi: a campionato in corso, invece, OGNI PENA E' AFFLITTIVA, per definizione.
 
Più chiaro di cosi non si può essere, mi pare.
 
L'afflitività, come viene interpretata adesso dai PM, dei giudici sportivi, dei giornali ecc., è totalmente deformata e distorta.
 
 

 

Il bello è che qui non è codificato manco il resto figurati le pene.

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Joined: 18-Oct-2008
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1 minute ago, Voost said:

Il bello è che qui non è codificato manco il resto figurati le pene.

 

Il fatto è che questi si sono inventati un articolo con il quale possono decidere arbitrariamente di qualsiasi cosa e punizione a piacimento... anche solo per questo bisognerebbe che la proprietà mettesse subito in chiaro che anche con mezzo euro di multa mettono a ferro e fuoco il sistema al costo di bloccare le prossime 20 stagioni e di trascinarli davanti ad una richiesta di risarcimento di un miliardo... e dovrebbero fare capire che lo fanno sul serio, e non solo attraverso i tribunali... e chi vuol capire capisca... 

 

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Joined: 04-Feb-2008
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13 ore fa, Don Chisciopeth ha scritto:

Stendo un velo pietoso su Calvo, Ferrero, Scanavino e soprattutto Elkann

Siete la vergogna di questa società.

 Gianni agnelli si rivolta nella tomba ogni volta che pensa in che mani di M***A ha lasciato la sua gloriosa Juventus

Non valete un c****.

 

Detto questo

Spero che Arrivabene, Paratici e Agnelli vadano fino in fondo a questa situazione

La mia gioia sarà vedere la FIGC fallire e con essa la Juve... non me ne frega un c****.

 

 

Li devono spolpare vivi.

 

 

Perfetto 

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Joined: 22-Aug-2006
4403 messaggi

Ma se le plusvalenze non costituiscono infrazione nel codice sportivo, di cosa stiamo parlando? 

Partendo da ciò che riportavano le motivazioni del -15, io stento ancora a credere che siano state ritenute valide quelle motivazioni per procedere contro chi è stato ritenuto colpevole.

Ma colpevole di cosa?

Lo scopriremo quando usciranno le nuove motivazioni. 

 

Resto del parere, del tutto personale, che mi sembra accanimento nei confronti di alcuni dirigenti della Juventus e della Juventus stessa. 

Mi sembra particolare che comportamenti già giudicati o anche più gravi, vedasi il trasferimento di Osimhen con la vendita di un pizzaiolo a 4 milioni di euro da parte del Napoli oppure la lunga lista delle plusvalenze Inter, siano non attenzionati dalla giustizia sportiiva e giudicati come leciti. 

 

Mi vien da pensare male e forse non sbaglio....

 

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Joined: 04-Jan-2007
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Finisce con tot punti per finire fuori dalla Champions e col filone stipendi si partirà da meno 15 il prossimo anno 

 

 

La mia sensazione giusta cit. 

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Joined: 04-May-2007
11511 messaggi
3 ore fa, Tar ha scritto:

Ma se le plusvalenze non costituiscono infrazione nel codice sportivo, di cosa stiamo parlando? 

Partendo da ciò che riportavano le motivazioni del -15, io stento ancora a credere che siano state ritenute valide quelle motivazioni per procedere contro chi è stato ritenuto colpevole.

Ma colpevole di cosa?

Lo scopriremo quando usciranno le nuove motivazioni. 

 

Resto del parere, del tutto personale, che mi sembra accanimento nei confronti di alcuni dirigenti della Juventus e della Juventus stessa. 

Mi sembra particolare che comportamenti già giudicati o anche più gravi, vedasi il trasferimento di Osimhen con la vendita di un pizzaiolo a 4 milioni di euro da parte del Napoli oppure la lunga lista delle plusvalenze Inter, siano non attenzionati dalla giustizia sportiiva e giudicati come leciti. 

 

Mi vien da pensare male e forse non sbaglio....

 

ma perchè fare un campionato intero senza pagare stipendi? .asd oppure i trucchetti di mirabelli e fassone per non andare in bancarotta??

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17 ore fa, claudio968 ha scritto:

momblano dice che arrivabene farà certamente ricorso al tar con richiesta danni ingentissima.

molto bene.

così se vince e la proprietà non muove un dito ancora una volta, si sputtanano da soli.

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Caso Juve, si vuole fare in fretta E cresce l’ipotesi patteggiamento
Se si chiude il filone plusvalenze, il club può puntare a un accordo sugli stipendi


Arianna Ravelli · 22 apr 2023

Provare a prefigurare come andrà a finire il caso Juventus è un esercizio spericolato: la vicenda è complessa, così tanto che ieri il ministro dello Sport Andrea Abodi ne ha preso spunto per chiedere una «riforma della giustizia», convinto che «qualcosa bisogna modificare perché la tempistica sia rispettosa della reputazione della competizione» (anche se è difficile individuare un iter processuale diverso che non avesse effetti sul campionato, questo o il prossimo). Ma proviamo a disegnare uno scenario possibile, con tanto di spoiler del finale: penalità per le plusvalenze tale da escludere la Juve dalla Champions, patteggiamento per il secondo filone manovre stipendi e plusvalenze bis. Dal primo dipende il secondo.
Letto il dispositivo, l’attesa è per quello che stanno scrivendo la presidente Gabriella Palmieri Sandulli e gli altri membri del Collegio nelle motivazioni: nelle loro pagine si troveranno le basi dei prossimi passi. Decisivo non sarà solo il cosa scriveranno, ma anche il quando perché i tempi sono fondamentali per determinare le penalità.
Andiamo con ordine. Dopo la condanna per l’articolo 4, ovvero la mancata lealtà, dei dirigenti apicali della Juventus (Agnelli, Arrivabene, Cherubini e Paratici, che proprio ieri ha dato le dimissioni dal Tottenham) confermata dal Collegio, appare molto difficile che la Juventus possa non essere condannata per la slealtà. I dirigenti configurano una responsabilità diretta del club e, se resta la slealtà, resta la penalizzazione in punti. Che poi saranno magari ricalcolati dalla Corte d’Appello federale con il criterio dell’afflittività.
Ora i tempi: il Collegio ha 30 giorni per scrivere le motivazioni, anche se indiscrezioni parlano di due settimane. Si vuole fare di tutto per concludere l’iter (compreso eventuale ritorno al Collegio di garanzia) in modo che la penalità sia afflittiva su questo campionato. In teoria, perché questo accada, c’è tempo fino al 30 giugno anche se entro i primi giorni di giugno bisogna comunicare all’Uefa le squadre italiane qualificate per le Coppe. E attenzione: come già fu per Calciopoli questo è un tema cruciale perché se si iscrive una squadra che poi può venir esclusa dall’Uefa, il rischio è che resti il buco e in Coppa vada un club straniero. Ulteriore motivo per fare in fretta.
I tempi stretti potrebbero tradursi in un incentivo per la Juventus per chiedere il patteggiamento per il secondo filone (entro il 27 aprile le difese devono mandare le memorie, poi scatteranno i probabili deferimenti, ma è chiaro che la fine sarebbe il prossimo anno), in modo da risolvere tutte le pendenze questa stagione. Nessuno lo ammetterà mai, ma gli abboccamenti ci sono già stati. Difficile? Gli spazi per riuscirci non mancano, così come i legali in grado di usare anche gli strumenti del diritto penale molto sfruttati in ambito disciplinare. Si può fare mettendo «in continuazione» tutte le violazioni, dimostrando che gli illeciti rientrano nello stesso «disegno criminoso»: in fondo lo scopo di tutte le infrazioni sarebbe stato «l’abbellimento» dei bilanci. Così potrebbe essere superata anche l’obiezione che non si può patteggiare in caso di recidiva visto che nel secondo filone la contestazione è sempre dell’articolo 4 e a maggior ragione se il patteggiamento intervenisse prima del passaggio in giudicato del caso plusvalenze. Dalle motivazioni dipende tutto il resto.


 

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La Lega ricalcola i diritti tv «Il campionato vale di più»
Casini: «Come negli anni 90»; De Siervo: «Altro che torneo “decadente”»


Monica Colombo · 22 apr 2023



Dopo mesi in cui si è dibattuto dell’Italia assente al Mondiale, ci si è lamentati della penuria di attaccanti e turbati per le inchieste che hanno travolto la squadra più blasonata del Paese, alla fine ci siamo risvegliati con cinque club nelle semifinali europee. «Sembra di essere tornati indietro nel tempo, agli anni Novanta» esclama Lorenzo Casini, il presidente della Lega, cioè l’associazione che promuove nei confini nazionali e internazionali il prodotto serie A.
L’improvviso rinascimento del calcio italiano lucida l’immagine del campionato, tanto più che a breve dovrà essere licenziato il nuovo bando dei diritti televisivi. Si inizia lunedì 24 quando i presidenti dovranno approvare la cornice normativa, ovvero il documento di 80 pagine che contiene le linee guida dell’invito a offrire. «Festeggiamo un risultato storico che ci godiamo con soddisfazione» esulta
Luigi De Siervo, l’ad di via Rosellini, il gran tessitore delle relazioni con i broadcaster. «Da un lato sul piano sportivo siamo al primo posto in Europa tra tutte le Leghe, dall’altro speriamo che la ritrovata competitività delle nostre formazioni serva ad accrescerne il valore sul mercato domestico e su quelli internazionali. Questo fatto riporterà in cima al mondo il nostro calcio».
L’auspicio dei vertici della Lega è richiamare l’attenzione di quelle tv a forte vocazione internazionale — come Amazon Prime ad esempio — che finora hanno guardato a distanza la serie A preferendo investire su altri campionati. Eppure siamo gli unici ad aver collezionato così tante partecipanti alle semifinali di coppa. La celebrata Premier ne ha due — Manchester City in Champions e West Ham in Conference —, come la Liga con il Real Madrid e il Siviglia, prossimo avversario della Juve in Europa League. «Il nostro resta un torneo vivace e competitivo» osserva De Siervo. «La serie A è l’unico campionato in Europa dove negli ultimi quattro anni vincono quattro squadre diverse: è questo che ci ha portato in un quadriennio avanti in Europa». Non altrettanto si può dire di altri tornei a cui Casini & De Siervo mirano a rosicchiare, con la vendita dei diritti tv esteri, fette di pubblico. La corsa in questo momento è sul calcio spagnolo, in declino rispetto alle precedenti stagioni. Con il Barcellona in difficoltà finanziarie e travolto dagli scandali, la Liga ha nel Real Madrid l’unico grande testimonial sul mercato internazionale. «Tutti coloro che hanno provato ad approfittarsi del calcio “decadente” dovranno prendere atto che il valore adesso è aumentato» rimarca De Siervo, pronto a illustrare nella futura riunione del 5 maggio i pacchetti delle partite in vendita.
Intanto però una piccola rivoluzione è alle porte. I presidenti lunedì dovranno ratificare l’assegnazione dei diritti a Rds, la radio individuata per diventare partner della Lega e trasmettere il racconto del campionato. Andranno in onda 12 ore di trasmissione al giorno non solo alla radio ma anche sul canale video di Rds. Per la Lega è una mossa storica. Producendo i programmi su Rds in pratica compie il primo passo sulla strada del canale. Il futuro, in fondo, non è così lontano.


 

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Inviato (modificato)

Vi chiedo scusa.

Vi chiedo scusa per il fatto che io, normalmente ottimista, sto avendo momenti di funereo sconforto e su di voi lo riverso.

Vedo nero perchè mi sto convincendo sempre più che parlare di giustizia sportiva è da ingenui o da ipocriti. La giustizia sportiva semplicemente non esiste e a nessuna frega che esista.

Vedo nero perchè temo che sulla vicenda plusvalenza alla fine la sanzione, se non di 15, sarà di 9 o, ben che vada, di almeno 6 punti.

Vedo nero perchè temo che, sulla scorta della nuova ingiusta punizione, la Juventus Football Club S.p.A. non porterà avanti il ricorso al TAR per il ristoro del danno e se lo farà sarà un ricorso "volutamente" facilmente respingibile dal giudice amministrativo.

Vedo nero perchè temo che i dirigenti condannati a titolo definitivo dalla (in)giustizia sportiva non tuteleranno i loro diritti innanzi al TAR in quanto probabili fruitori di altri "benefits economici" irrinunciabili in misura tale da non rendere d'interesse il ricorso al giudice amministrativo.

Vedo nero perchè non ho la minima fiducia in un esito giusto della vicenda stipendi.

Vedo nero perchè mi sento solo col mio amore tradito con tutti contro: istituzioni, media, addetti e, addirittura, parte del tifo amico.

Vedo nero.

Modificato da gobbo_dal_76
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8 minuti fa, andrea ha scritto:

Caso Juve, si vuole fare in fretta E cresce l’ipotesi patteggiamento
Se si chiude il filone plusvalenze, il club può puntare a un accordo sugli stipendi


Arianna Ravelli · 22 apr 2023

Provare a prefigurare come andrà a finire il caso Juventus è un esercizio spericolato: la vicenda è complessa, così tanto che ieri il ministro dello Sport Andrea Abodi ne ha preso spunto per chiedere una «riforma della giustizia», convinto che «qualcosa bisogna modificare perché la tempistica sia rispettosa della reputazione della competizione» (anche se è difficile individuare un iter processuale diverso che non avesse effetti sul campionato, questo o il prossimo). Ma proviamo a disegnare uno scenario possibile, con tanto di spoiler del finale: penalità per le plusvalenze tale da escludere la Juve dalla Champions, patteggiamento per il secondo filone manovre stipendi e plusvalenze bis. Dal primo dipende il secondo.
Letto il dispositivo, l’attesa è per quello che stanno scrivendo la presidente Gabriella Palmieri Sandulli e gli altri membri del Collegio nelle motivazioni: nelle loro pagine si troveranno le basi dei prossimi passi. Decisivo non sarà solo il cosa scriveranno, ma anche il quando perché i tempi sono fondamentali per determinare le penalità.
Andiamo con ordine. Dopo la condanna per l’articolo 4, ovvero la mancata lealtà, dei dirigenti apicali della Juventus (Agnelli, Arrivabene, Cherubini e Paratici, che proprio ieri ha dato le dimissioni dal Tottenham) confermata dal Collegio, appare molto difficile che la Juventus possa non essere condannata per la slealtà. I dirigenti configurano una responsabilità diretta del club e, se resta la slealtà, resta la penalizzazione in punti. Che poi saranno magari ricalcolati dalla Corte d’Appello federale con il criterio dell’afflittività.
Ora i tempi: il Collegio ha 30 giorni per scrivere le motivazioni, anche se indiscrezioni parlano di due settimane. Si vuole fare di tutto per concludere l’iter (compreso eventuale ritorno al Collegio di garanzia) in modo che la penalità sia afflittiva su questo campionato. In teoria, perché questo accada, c’è tempo fino al 30 giugno anche se entro i primi giorni di giugno bisogna comunicare all’Uefa le squadre italiane qualificate per le Coppe. E attenzione: come già fu per Calciopoli questo è un tema cruciale perché se si iscrive una squadra che poi può venir esclusa dall’Uefa, il rischio è che resti il buco e in Coppa vada un club straniero. Ulteriore motivo per fare in fretta.
I tempi stretti potrebbero tradursi in un incentivo per la Juventus per chiedere il patteggiamento per il secondo filone (entro il 27 aprile le difese devono mandare le memorie, poi scatteranno i probabili deferimenti, ma è chiaro che la fine sarebbe il prossimo anno), in modo da risolvere tutte le pendenze questa stagione. Nessuno lo ammetterà mai, ma gli abboccamenti ci sono già stati. Difficile? Gli spazi per riuscirci non mancano, così come i legali in grado di usare anche gli strumenti del diritto penale molto sfruttati in ambito disciplinare. Si può fare mettendo «in continuazione» tutte le violazioni, dimostrando che gli illeciti rientrano nello stesso «disegno criminoso»: in fondo lo scopo di tutte le infrazioni sarebbe stato «l’abbellimento» dei bilanci. Così potrebbe essere superata anche l’obiezione che non si può patteggiare in caso di recidiva visto che nel secondo filone la contestazione è sempre dell’articolo 4 e a maggior ragione se il patteggiamento intervenisse prima del passaggio in giudicato del caso plusvalenze. Dalle motivazioni dipende tutto il resto.


 

Questa è la speranza della massa antijuventina ed è a questa logica che dobbiamo opporci

Accettarla significa prepararci a subire qualsiasi minchiata venga in mente a lor signori negli anni a venire

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10 minuti fa, andrea ha scritto:

La Lega ricalcola i diritti tv «Il campionato vale di più»
Casini: «Come negli anni 90»; De Siervo: «Altro che torneo “decadente”»


Monica Colombo · 22 apr 2023



Dopo mesi in cui si è dibattuto dell’Italia assente al Mondiale, ci si è lamentati della penuria di attaccanti e turbati per le inchieste che hanno travolto la squadra più blasonata del Paese, alla fine ci siamo risvegliati con cinque club nelle semifinali europee. «Sembra di essere tornati indietro nel tempo, agli anni Novanta» esclama Lorenzo Casini, il presidente della Lega, cioè l’associazione che promuove nei confini nazionali e internazionali il prodotto serie A.
L’improvviso rinascimento del calcio italiano lucida l’immagine del campionato, tanto più che a breve dovrà essere licenziato il nuovo bando dei diritti televisivi. Si inizia lunedì 24 quando i presidenti dovranno approvare la cornice normativa, ovvero il documento di 80 pagine che contiene le linee guida dell’invito a offrire. «Festeggiamo un risultato storico che ci godiamo con soddisfazione» esulta
Luigi De Siervo, l’ad di via Rosellini, il gran tessitore delle relazioni con i broadcaster. «Da un lato sul piano sportivo siamo al primo posto in Europa tra tutte le Leghe, dall’altro speriamo che la ritrovata competitività delle nostre formazioni serva ad accrescerne il valore sul mercato domestico e su quelli internazionali. Questo fatto riporterà in cima al mondo il nostro calcio».
L’auspicio dei vertici della Lega è richiamare l’attenzione di quelle tv a forte vocazione internazionale — come Amazon Prime ad esempio — che finora hanno guardato a distanza la serie A preferendo investire su altri campionati. Eppure siamo gli unici ad aver collezionato così tante partecipanti alle semifinali di coppa. La celebrata Premier ne ha due — Manchester City in Champions e West Ham in Conference —, come la Liga con il Real Madrid e il Siviglia, prossimo avversario della Juve in Europa League. «Il nostro resta un torneo vivace e competitivo» osserva De Siervo. «La serie A è l’unico campionato in Europa dove negli ultimi quattro anni vincono quattro squadre diverse: è questo che ci ha portato in un quadriennio avanti in Europa». Non altrettanto si può dire di altri tornei a cui Casini & De Siervo mirano a rosicchiare, con la vendita dei diritti tv esteri, fette di pubblico. La corsa in questo momento è sul calcio spagnolo, in declino rispetto alle precedenti stagioni. Con il Barcellona in difficoltà finanziarie e travolto dagli scandali, la Liga ha nel Real Madrid l’unico grande testimonial sul mercato internazionale. «Tutti coloro che hanno provato ad approfittarsi del calcio “decadente” dovranno prendere atto che il valore adesso è aumentato» rimarca De Siervo, pronto a illustrare nella futura riunione del 5 maggio i pacchetti delle partite in vendita.
Intanto però una piccola rivoluzione è alle porte. I presidenti lunedì dovranno ratificare l’assegnazione dei diritti a Rds, la radio individuata per diventare partner della Lega e trasmettere il racconto del campionato. Andranno in onda 12 ore di trasmissione al giorno non solo alla radio ma anche sul canale video di Rds. Per la Lega è una mossa storica. Producendo i programmi su Rds in pratica compie il primo passo sulla strada del canale. Il futuro, in fondo, non è così lontano.


 

Non credo proprio che i players delle tv la pensino allo stesso modo... Ma i numeri di quanti seguono il calcio questi qua li vedono? Sono diminuiti nell'ultimo decennio, in particolare negli ultimi tre anni, in particolare quest'anno, i giovani sono sempre meno interessati, se parte la superlega il campionato varrà ancora meno, se la juve verrà penalizzata ancora di meno... Ma loro vedono un valore aumentato... 

Modificato da arboreto
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8 minuti fa, andrea ha scritto:

La Lega ricalcola i diritti tv «Il campionato vale di più»
Casini: «Come negli anni 90»; De Siervo: «Altro che torneo “decadente”»


Monica Colombo · 22 apr 2023



Dopo mesi in cui si è dibattuto dell’Italia assente al Mondiale, ci si è lamentati della penuria di attaccanti e turbati per le inchieste che hanno travolto la squadra più blasonata del Paese, alla fine ci siamo risvegliati con cinque club nelle semifinali europee. «Sembra di essere tornati indietro nel tempo, agli anni Novanta» esclama Lorenzo Casini, il presidente della Lega, cioè l’associazione che promuove nei confini nazionali e internazionali il prodotto serie A.
L’improvviso rinascimento del calcio italiano lucida l’immagine del campionato, tanto più che a breve dovrà essere licenziato il nuovo bando dei diritti televisivi. Si inizia lunedì 24 quando i presidenti dovranno approvare la cornice normativa, ovvero il documento di 80 pagine che contiene le linee guida dell’invito a offrire. «Festeggiamo un risultato storico che ci godiamo con soddisfazione» esulta
Luigi De Siervo, l’ad di via Rosellini, il gran tessitore delle relazioni con i broadcaster. «Da un lato sul piano sportivo siamo al primo posto in Europa tra tutte le Leghe, dall’altro speriamo che la ritrovata competitività delle nostre formazioni serva ad accrescerne il valore sul mercato domestico e su quelli internazionali. Questo fatto riporterà in cima al mondo il nostro calcio».
L’auspicio dei vertici della Lega è richiamare l’attenzione di quelle tv a forte vocazione internazionale — come Amazon Prime ad esempio — che finora hanno guardato a distanza la serie A preferendo investire su altri campionati. Eppure siamo gli unici ad aver collezionato così tante partecipanti alle semifinali di coppa. La celebrata Premier ne ha due — Manchester City in Champions e West Ham in Conference —, come la Liga con il Real Madrid e il Siviglia, prossimo avversario della Juve in Europa League. «Il nostro resta un torneo vivace e competitivo» osserva De Siervo. «La serie A è l’unico campionato in Europa dove negli ultimi quattro anni vincono quattro squadre diverse: è questo che ci ha portato in un quadriennio avanti in Europa». Non altrettanto si può dire di altri tornei a cui Casini & De Siervo mirano a rosicchiare, con la vendita dei diritti tv esteri, fette di pubblico. La corsa in questo momento è sul calcio spagnolo, in declino rispetto alle precedenti stagioni. Con il Barcellona in difficoltà finanziarie e travolto dagli scandali, la Liga ha nel Real Madrid l’unico grande testimonial sul mercato internazionale. «Tutti coloro che hanno provato ad approfittarsi del calcio “decadente” dovranno prendere atto che il valore adesso è aumentato» rimarca De Siervo, pronto a illustrare nella futura riunione del 5 maggio i pacchetti delle partite in vendita.
Intanto però una piccola rivoluzione è alle porte. I presidenti lunedì dovranno ratificare l’assegnazione dei diritti a Rds, la radio individuata per diventare partner della Lega e trasmettere il racconto del campionato. Andranno in onda 12 ore di trasmissione al giorno non solo alla radio ma anche sul canale video di Rds. Per la Lega è una mossa storica. Producendo i programmi su Rds in pratica compie il primo passo sulla strada del canale. Il futuro, in fondo, non è così lontano.


 

Senza la Juve ed i suoi tifosi l'appeal della serie a sarebbe pari al sex appeal di una novantenne

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14 minuti fa, andrea ha scritto:

La Lega ricalcola i diritti tv «Il campionato vale di più»
Casini: «Come negli anni 90»; De Siervo: «Altro che torneo “decadente”»


Monica Colombo · 22 apr 2023



Dopo mesi in cui si è dibattuto dell’Italia assente al Mondiale, ci si è lamentati della penuria di attaccanti e turbati per le inchieste che hanno travolto la squadra più blasonata del Paese, alla fine ci siamo risvegliati con cinque club nelle semifinali europee. «Sembra di essere tornati indietro nel tempo, agli anni Novanta» esclama Lorenzo Casini, il presidente della Lega, cioè l’associazione che promuove nei confini nazionali e internazionali il prodotto serie A.
L’improvviso rinascimento del calcio italiano lucida l’immagine del campionato, tanto più che a breve dovrà essere licenziato il nuovo bando dei diritti televisivi. Si inizia lunedì 24 quando i presidenti dovranno approvare la cornice normativa, ovvero il documento di 80 pagine che contiene le linee guida dell’invito a offrire. «Festeggiamo un risultato storico che ci godiamo con soddisfazione» esulta
Luigi De Siervo, l’ad di via Rosellini, il gran tessitore delle relazioni con i broadcaster. «Da un lato sul piano sportivo siamo al primo posto in Europa tra tutte le Leghe, dall’altro speriamo che la ritrovata competitività delle nostre formazioni serva ad accrescerne il valore sul mercato domestico e su quelli internazionali. Questo fatto riporterà in cima al mondo il nostro calcio».
L’auspicio dei vertici della Lega è richiamare l’attenzione di quelle tv a forte vocazione internazionale — come Amazon Prime ad esempio — che finora hanno guardato a distanza la serie A preferendo investire su altri campionati. Eppure siamo gli unici ad aver collezionato così tante partecipanti alle semifinali di coppa. La celebrata Premier ne ha due — Manchester City in Champions e West Ham in Conference —, come la Liga con il Real Madrid e il Siviglia, prossimo avversario della Juve in Europa League. «Il nostro resta un torneo vivace e competitivo» osserva De Siervo. «La serie A è l’unico campionato in Europa dove negli ultimi quattro anni vincono quattro squadre diverse: è questo che ci ha portato in un quadriennio avanti in Europa». Non altrettanto si può dire di altri tornei a cui Casini & De Siervo mirano a rosicchiare, con la vendita dei diritti tv esteri, fette di pubblico. La corsa in questo momento è sul calcio spagnolo, in declino rispetto alle precedenti stagioni. Con il Barcellona in difficoltà finanziarie e travolto dagli scandali, la Liga ha nel Real Madrid l’unico grande testimonial sul mercato internazionale. «Tutti coloro che hanno provato ad approfittarsi del calcio “decadente” dovranno prendere atto che il valore adesso è aumentato» rimarca De Siervo, pronto a illustrare nella futura riunione del 5 maggio i pacchetti delle partite in vendita.
Intanto però una piccola rivoluzione è alle porte. I presidenti lunedì dovranno ratificare l’assegnazione dei diritti a Rds, la radio individuata per diventare partner della Lega e trasmettere il racconto del campionato. Andranno in onda 12 ore di trasmissione al giorno non solo alla radio ma anche sul canale video di Rds. Per la Lega è una mossa storica. Producendo i programmi su Rds in pratica compie il primo passo sulla strada del canale. Il futuro, in fondo, non è così lontano.


 

cioè, se lo dicono da soli che vale di più :261:

cha banda di pagliacci :haha:

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8 minuti fa, ● Ale Cerry ● ha scritto:

Andiamo avanti con le disdette.

.quoto

 

io non guardo più una sega da un pezzo. si f.o.t.t.e.s.s.e.r.o.

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27 minuti fa, dovsto ha scritto:

Questa è la speranza della massa antijuventina ed è a questa logica che dobbiamo opporci

Accettarla significa prepararci a subire qualsiasi minchiata venga in mente a lor signori negli anni a venire


l’abbiamo già accettata.

nel 2006.

 

cambiare ora è più difficile.

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5 minuti fa, *Vegeta* ha scritto:

.quoto

 

io non guardo più una sega da un pezzo. si f.o.t.t.e.s.s.e.r.o.

Idem e comincio pure ad abituarmi a vivere senza Juve. A casa, non capendo cosa sta succedendo, moglie e figlie mi guardano come fossi un pazzo.

 

 

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16 minuti fa, *Vegeta* ha scritto:

cioè, se lo dicono da soli che vale di più :261:

cha banda di pagliacci :haha:

Di boiate ne ha dette parecchie, ma hai mai sentito un bottegaio dire che quel che vende fa schifo? 

 

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4 minuti fa, DoctorDoomIII ha scritto:


l’abbiamo già accettata.

nel 2006.

 

cambiare ora è più difficile.

E diventerà impossibile se, anche questa volta, subiamo passivamente tutte le porcherie che stanno combinando

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17 minuti fa, Fede_BW ha scritto:

Di boiate ne ha dette parecchie, ma hai mai sentito un bottegaio dire che quel che vende fa schifo? 

 

 

sì, ma se sbraiti a quel modo significa solo una cosa: CHE SEI NERVOSO e che sai che quello che stai vendendo NON VALE quello che dici.

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21 minuti fa, dovsto ha scritto:

E diventerà impossibile se, anche questa volta, subiamo passivamente tutte le porcherie che stanno combinando


si credo diventerebbe impossibile, resterebbe solo la possibilità di una nuova proprietà con un approccio radicalmente diverso.

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