Vai al contenuto

SICILIANO

Amministratore
  • Numero contenuti

    82916
  • Iscritto

  • Days Won

    5

Tutti i contenuti di SICILIANO

  1. Gloria alla triade! Grazie per il topic da Juventini veri
  2. Peccato poteva fare il poker dopo Svezia, Macedonia e Bosnia. Con Ceferin erano anche così affiatati
  3. Quoto. La causa è l'utilizzo a piacimento della giustizia sportiva! Quando ti permetti un abuso del genere meriti il peggio e ti autocondanni ad ottenerlo.
  4. I mondiali vinti sono sempre coincisi col blocco Juve. Quando la Juve non è stata forte, e l'Italia ha dovuto prendere più da altre società come l'inter, nemmeno la nazionale lo è stata. Anche negli anni citati la Juventus dava alla nazionale la difesa, che infatti subiva poco ma non riusciva a segnare (vedasi i goduriosi spareggi con la Svezia che han dato vita a questa serie di soddisfazioni contro la figc). Semplice e oggettiva statistica. Eppure nonostante la federazione e l'intero movimento calcistico nazionale debba più di tutto alla sua squadra più gloriosa e titolata, ha ben deciso di utilizzare la giustizia sportiva a suo piacimento, retrocedendola con un processo farsesco e anni dopo penalizzandola ancora con un nuovo abuso della giustizia sportiva, per un caso plusvalenze messo in moto soltanto perché il premiato Gabriele Gravina, al ruolo di vice di Ceferin, ha dovuto far in modo di minacciare il club che più di tutti in Italia si era fatto promotore dell'idea della Superlega che sarebbe stata una vera salvezza, allontanandoci da questa lega fallimentare che a furia di abusare del suo potere è così giustamente ridotta.
  5. Si è svolto tutto alla perfezione. Bastoni compromette la qualificazione, facendosi espellere nel primo tempo. Dimarco sbaglia un gol e gioca malissimo. Barella presto sostituito. Frattesi nullo. Pio Esposito si mangia un gol e tira il rigore alle stelle emulando Lautaro con l'Atletico. Quando la Juve non è forte, l'Italia fa pena. Tutti i successi azzurri sono merito dei bianconeri. Quando una federazione si avvale della giustizia sportiva per punire ingiustamente l'unico club che le dà valore, queste sono le inevitabili conseguenze. Una vergogna senza fine, terza volta in cui nemmeno si partecipa. Più umiliante di così non si può e Gravina che continua a mantenere il suo posto. Chi è causa del suo male pianga sé stesso. Buona speranza nel ripescaggio, come per gli scudetti assegnati a tavolino ai terzi in classifica è l'unico campo in cui riporre speranze.
  6. Scudetto assegnato per motivi di ordine etico e morale, da un commissario che subito dopo, insieme a D'Andrea dell'ufficio indagini da lui scelto (come ha scelto anche Ruperto di anni 81 nel 2006, inesperto di giustizia sportiva, per fare da giudice e abbia registrato le dimissioni del giudice Benedetto, unico a non lasciarsi manovrare e a rispettare l'ordinamento giuridico come qualcosa di serio e non farsesco come si è rivelato dal 2006 in poi), è stato assunto ai vertici della Telecom (oltre ad aver avuto un ruolo in Fiat) con la motivazione che la Uefa premeva per sapere chi avesse vinto lo scudetto in Italia, quando invece semplicemente volevano sapere le qualificate alle coppe europee. Assegnazione avvenuta tramite comunicato stampa, senza atti ufficiali. E poi si è anche scoperto che tra le migliaia di intercettazioni in possesso dalla procura di Napoli, ascoltate dai carabinieri che le classificarono in base alla loro gravità, quelle contenenti illeciti sportivi riguardassero proprio l'inter. Peccato che quando il procuratore federale chiese la violazione dell'art.6 tutto fosse oramai prescritto. Nel 2006 l'inter non interessava, qualcosa gli era sfuggito. Le poche decine di intercettazioni su cui valutò la giustizia sportiva erano ritagliate a puntino per tirare in mezzo la Juventus, che comunque non si riuscì ad accusare di illecito sportivo e Sandulli si dovette inventare - su pressioni della procura e del sentimento popolare - l'illecito strutturato. Nonostante ciò il caposaldo dell'accusa era l'esclusività di rapporti coi designatore arbitrali, tutto smentito quando vennero ascoltate le restanti intercettazioni. Nulla è equiparabile a questo circo qui. Nulla.
  7. Quest'anno è molto avvincente la serie D girone I, si giocano il primo posto e la conseguente promozione in D in 5. Interessante anche la lotta per non retrocedere in eccellenza. Era da tanti anni che non ci fosse speranza per molti di vincere questo campionato, considerando ci finiscano spesso squadre molto più blasonate che falliscono e poi dominano la serie D. Come ad esempio nel 2019 il Bari, nel 2020 il Palermo, nel 2021 il Messina, nel 2023 il Catania, nel 2024 il Trapani e l'anno scorso il Siracusa che riuscì nell'impresa di sopravanzare la Reggina di un punto. Solo nel 2022 ci fu lotta, senza una super favorita, fino alla fine tra Gelbison, Cavese e Acireale.
  8. Capisco avesse fuori Ederson e Scalvini (oltre De Keteleare) ma come fa Palladino a schierarsi contro il Bayern con due centravanti, due esterni offensivi come Soulemana e Zalewsky e Pasalic tra i due mediani di centrocampo? Sembrava dovesse recuperare contro l'Udinese come pochi giorni prima ma giocava contro uno squadrone. Un suicidio. Goleada annunciata
  9. Anche oggi il calcio italiano è stato rappresentato per come merita
  10. 1. Mi dispiace quando perdiamo perché vorrei assistere a una storia di successi da parte di un club che è come un familiare, dato che ti accompagna nella tua crescita da quando sei piccolo. Quando le cose però vanno male me ne affeziono ancor di più. Capisco che aldilà della storia vincente, quel che conta è esserne dentro, sentirsene parte, poterla raccontare, personalizzare, assisterne con coinvolgimento emotivo. Pretendere che tutto sia perfetto e incontaminato, senza la minima sbavatura, oltre a essere impossibile e condurre a sicura delusione, consiste anche nell'asetticità in cui non c'è vita e mancano pure emozioni. Vedasi la gioia per il trentesimo scudetto che sicuramente è stata maggiore che per il 38°. Questo però è cambiato e ora rispondo alle altre due domande. 2. Le sensazioni sono diverse perché come una persona ti può deludere, può farlo anche il club in base a come viene gestito. Il tradimento subito internamente nel corso della farsa è troppo grave per il popolo juventino veramente affezionato che si è andato a informare approfonditamente sui fatti emersi nell'immediato e negli anni. Ti disaffezioni come se avessi subito un grave torto dalla moglie, da un genitore o un fratello. Gli continui a voler bene ma sai che ha sbagliato, ha incrinato qualcosa, quindi segui con distacco, se vinci d'altronde vincerebbe anche quel lato che disprezzi, te la prendi col mondo intero e speri piuttosto fallisca il sistema che ha danneggiato ciò a cui tenevi, ferendoti e rendendoti rancoroso. Ti rendi però conto di chi sia tu e chi gli altri e ne vai orgoglioso, che è la cosa più importante. 3. A me non interessa tanto del campo da dopo il 2006. Non guardo più nemmeno le partite da quando non c'è Andrea Agnelli. Il decennio di scudetti l'ho vissuto come rivalsa e vendetta per il maltolto. In vittorie e sconfitte ci metto quindi soltanto qualcosa inerente ai fatti del 2006.
  11. e vincono uno scudetto su 4 in Italia da strafavoriti. In Champions prendono batoste. E mandano i giocatori alla nazionale italiana più scarsa della storia.
  12. Certo che complessi non gliene mancano, anche inflitti da Napoli e Milan che gli hanno soffiato 3 scudetti quando erano loro i favoriti. Il tecnico ha preferito far turnover nell'andata di una partita a eliminazione diretta in cl lasciando fuori Dimarco per tutta la gara col pensiero al Lecce, quando è a +7 dalla seconda. A fine primo tempo ha parlato alla squadra o si è messo a guardare il Como?
  13. Speriamo che la nazionale non sia da meno con gli irlandesi del nord
  14. Ci credo, i baffi rossi dei carabinieri che ascoltarono le intercettazioni erano nei confronti dell'inter. A me interessa crolli la narrazione nero assurda (più che azzurra) fatta di smoking bianchi e spillette dell'onestà dinanzi a compravate furberie impunite tra prescrizioni e protocolli. Se ora vince il più forte, sempre ha vinto il più forte. Qualcuno diceva che l'uomo è un animale simbolico. Della Juve sono emblematiche le immagini di Platini sdraiato sul terreno di gioco dopo che gli sia stato annullato un gol regolare, per poi vincere lo stesso quella finale. Le gesta tecniche di Alex Del Piero. Di loro le lacrime di Ronaldo, l'esultanza di Bastoni per una simulazione riuscita.
  15. Senza farsopoli, senza prescrizione, senza spillette dell'onestà, simpatizzerei anche per loro per mera pena, provando soltanto della mera rivalità sportiva coi loro cugini
  16. C'è chi viene odiato per via di uno strapotere evidente, vittorie su vittorie senza ammettere repliche e conseguente senso di impotenza trasmesso ai competitors. Altri invece pur regalando scudetti a chiunque, senza riuscire a vincere nonostante sia più forte, semplicemente smascherandosi da quell'alone di finta onestà e inesorabile impunità.
  17. Esattamente. Ormai vivono una crisi d'identità. Le loro difese illusorie, sul perché perdevano sistematicamente, son crollate. Tutti sanno siano prescritti, tutti li hanno visti esultare dinanzi alle malefatte, puntualmente impunite. La maschera è caduta. Quel buonismo, la squadra dell'onestà, non esiste più ma viene schifata ovunque. Sono odiati e neanche hanno vinto, anzi uno scudetto glielo hanno regalato al Milan di Pioli e uno al Napoli di Conte.
  18. Io avrei detto che l'inter arriverà per la ventesima volta prima, potendo conquistare la sua seconda stella, perché si sta dimostrando la più forte in questo campionato. Sottolineando soltanto sia squallido esultare per una malefatta, imitando chi festeggiò lo scudetto a tavolino e si professava onesta pur dopo la prescrizione. Va difesa la storia, non tanto attaccati gli arbitri, in una competizione, come quella di quest'anno, che ci vede nella giusta posizione di classifica per i valori di questa squadra. Va distrutta l'identità dietro la quale si son sempre nascosti, gettando fango su di noi per non ammettere la loro inferiorità, senza diventare come loro. Se il prossimo anno saremo più forti degli altri, vinceremo lo stesso. Come ci è riuscito il Napoli di Conte, pur senza neanche essere per nulla superiore all'inter che ha superato.
  19. Il calcio in Italia è morto nel 2006. Quello che è accaduto è troppo grave. Le disfatte della nazionale, dopo aver toccato l'apice e aver vinto il mondiale quell'anno grazie ai giocatori della Juventus che veniva da due tricolori meritatissimi consecutivi, è la giusta certificazione. Non potrà mai più esserci sportività dopo un evento di quella portata. La giusta fine sarebbe stata quella di una Superlega europea che trasformava i campionati nazionali in roba da periferia. Così la serie a lo rimane senza possibilità di rialzarsi ma ne rimangono incastrate anche le presunte big.
  20. Sul lato sportivo c'è poco da dire. Una partita che non è per nulla un derby d'Italia data la disparità dimostrabile dai numeri. Chi ha sempre avuto da una a due stelle in più sulla maglia e vanta questi numeri nelle sfide casalinghe: 64 vittorie della Juventus, 17 pareggi, 11 vittorie dell'inter. Una rivalità del tutto basata su avvenimenti extra campo. Bastoni che andava espulso che esulta (più di un gol fatto) per l'ingiusta espulsione dell'avversario, ricorda così chiaramente Moratti che andava retrocesso per illecito sportivo* che esulta (definendolo lo scudetto più bello, quello dell'onestà) per esser arrivato terzo e aver conseguito a tavolino un tricolore insulso. La prescrizione come il protocollo. La lampante scoperta delle proprie malefatte, destinata a rimanere impunita, anche quando smascherata. Lo smoking bianco è ormai putrido e pieno zeppo di macchie. L'identità costruita per sopportare le innumerevoli sconfitte è ormai deceduta, lasciando scorgere il vero, vile e ignobile volto degli interisti. Questa è la verità che risale a galla senza filtri o illusioni di sorta. Che ricorda chi siamo noi e chi sono loro. La storia nessuno la può cambiare ed essa sarà sempre nostra: *Si ricorda che l'inter, dalla relazione del procuratore federale Stefano Palazzi, violò l'articolo 6 del codice di giustizia sportiva, ben più grave della sommatoria di art.1 (slealtà sportiva) additati alla Juventus che non prevedevano la retrocessione, inventata dal giudice per illecito strutturato (non previsto dal codice), per assecondare il sentimento popolare (come da lui espressamente dichiarato).
  21. Per me stanno vivendo una crisi d'identità. Una vita a nascondersi dietro alibi, giustificando le loro sistematiche disfatte sentendosi vittime del sistema. Adesso attaccati da tutti, attivissimi per tentare di ribattere senza riuscirci. Sporchi e smascherati. Hanno perso il ruolo che li illudeva di potersi, in qualche modo, legittimarsi. Una storia davvero brutta e triste da pensare, impossibile da rivisitare. C'è poco da augurargli il male, si logorano da soli nelle sporadiche vittorie, come nelle sonore sconfitte.
  22. Ma non fa manco il terzo in una nazionale pietosa, le aspettative son di per sé basse.
  23. Pesano troppo gli acquisti sbagliati di Openda e Zhegrova. Arrivati sul gong del mercato estivo, senza nessuna ricerca, dato che erano i nomi semplicemente in uscita, pagati comunque cari per non strapagare Kolo Muani che andava su cifre esagerate ma perlomeno aveva fatto bene alla Juve
×
×
  • Crea Nuovo...