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SICILIANO

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  1. Speriamo che la nazionale non sia da meno con gli irlandesi del nord
  2. Ci credo, i baffi rossi dei carabinieri che ascoltarono le intercettazioni erano nei confronti dell'inter. A me interessa crolli la narrazione nero assurda (più che azzurra) fatta di smoking bianchi e spillette dell'onestà dinanzi a compravate furberie impunite tra prescrizioni e protocolli. Se ora vince il più forte, sempre ha vinto il più forte. Qualcuno diceva che l'uomo è un animale simbolico. Della Juve sono emblematiche le immagini di Platini sdraiato sul terreno di gioco dopo che gli sia stato annullato un gol regolare, per poi vincere lo stesso quella finale. Le gesta tecniche di Alex Del Piero. Di loro le lacrime di Ronaldo, l'esultanza di Bastoni per una simulazione riuscita.
  3. Senza farsopoli, senza prescrizione, senza spillette dell'onestà, simpatizzerei anche per loro per mera pena, provando soltanto della mera rivalità sportiva coi loro cugini
  4. C'è chi viene odiato per via di uno strapotere evidente, vittorie su vittorie senza ammettere repliche e conseguente senso di impotenza trasmesso ai competitors. Altri invece pur regalando scudetti a chiunque, senza riuscire a vincere nonostante sia più forte, semplicemente smascherandosi da quell'alone di finta onestà e inesorabile impunità.
  5. Esattamente. Ormai vivono una crisi d'identità. Le loro difese illusorie, sul perché perdevano sistematicamente, son crollate. Tutti sanno siano prescritti, tutti li hanno visti esultare dinanzi alle malefatte, puntualmente impunite. La maschera è caduta. Quel buonismo, la squadra dell'onestà, non esiste più ma viene schifata ovunque. Sono odiati e neanche hanno vinto, anzi uno scudetto glielo hanno regalato al Milan di Pioli e uno al Napoli di Conte.
  6. Io avrei detto che l'inter arriverà per la ventesima volta prima, potendo conquistare la sua seconda stella, perché si sta dimostrando la più forte in questo campionato. Sottolineando soltanto sia squallido esultare per una malefatta, imitando chi festeggiò lo scudetto a tavolino e si professava onesta pur dopo la prescrizione. Va difesa la storia, non tanto attaccati gli arbitri, in una competizione, come quella di quest'anno, che ci vede nella giusta posizione di classifica per i valori di questa squadra. Va distrutta l'identità dietro la quale si son sempre nascosti, gettando fango su di noi per non ammettere la loro inferiorità, senza diventare come loro. Se il prossimo anno saremo più forti degli altri, vinceremo lo stesso. Come ci è riuscito il Napoli di Conte, pur senza neanche essere per nulla superiore all'inter che ha superato.
  7. Il calcio in Italia è morto nel 2006. Quello che è accaduto è troppo grave. Le disfatte della nazionale, dopo aver toccato l'apice e aver vinto il mondiale quell'anno grazie ai giocatori della Juventus che veniva da due tricolori meritatissimi consecutivi, è la giusta certificazione. Non potrà mai più esserci sportività dopo un evento di quella portata. La giusta fine sarebbe stata quella di una Superlega europea che trasformava i campionati nazionali in roba da periferia. Così la serie a lo rimane senza possibilità di rialzarsi ma ne rimangono incastrate anche le presunte big.
  8. Sul lato sportivo c'è poco da dire. Una partita che non è per nulla un derby d'Italia data la disparità dimostrabile dai numeri. Chi ha sempre avuto da una a due stelle in più sulla maglia e vanta questi numeri nelle sfide casalinghe: 64 vittorie della Juventus, 17 pareggi, 11 vittorie dell'inter. Una rivalità del tutto basata su avvenimenti extra campo. Bastoni che andava espulso che esulta (più di un gol fatto) per l'ingiusta espulsione dell'avversario, ricorda così chiaramente Moratti che andava retrocesso per illecito sportivo* che esulta (definendolo lo scudetto più bello, quello dell'onestà) per esser arrivato terzo e aver conseguito a tavolino un tricolore insulso. La prescrizione come il protocollo. La lampante scoperta delle proprie malefatte, destinata a rimanere impunita, anche quando smascherata. Lo smoking bianco è ormai putrido e pieno zeppo di macchie. L'identità costruita per sopportare le innumerevoli sconfitte è ormai deceduta, lasciando scorgere il vero, vile e ignobile volto degli interisti. Questa è la verità che risale a galla senza filtri o illusioni di sorta. Che ricorda chi siamo noi e chi sono loro. La storia nessuno la può cambiare ed essa sarà sempre nostra: *Si ricorda che l'inter, dalla relazione del procuratore federale Stefano Palazzi, violò l'articolo 6 del codice di giustizia sportiva, ben più grave della sommatoria di art.1 (slealtà sportiva) additati alla Juventus che non prevedevano la retrocessione, inventata dal giudice per illecito strutturato (non previsto dal codice), per assecondare il sentimento popolare (come da lui espressamente dichiarato).
  9. Per me stanno vivendo una crisi d'identità. Una vita a nascondersi dietro alibi, giustificando le loro sistematiche disfatte sentendosi vittime del sistema. Adesso attaccati da tutti, attivissimi per tentare di ribattere senza riuscirci. Sporchi e smascherati. Hanno perso il ruolo che li illudeva di potersi, in qualche modo, legittimarsi. Una storia davvero brutta e triste da pensare, impossibile da rivisitare. C'è poco da augurargli il male, si logorano da soli nelle sporadiche vittorie, come nelle sonore sconfitte.
  10. Ma non fa manco il terzo in una nazionale pietosa, le aspettative son di per sé basse.
  11. Pesano troppo gli acquisti sbagliati di Openda e Zhegrova. Arrivati sul gong del mercato estivo, senza nessuna ricerca, dato che erano i nomi semplicemente in uscita, pagati comunque cari per non strapagare Kolo Muani che andava su cifre esagerate ma perlomeno aveva fatto bene alla Juve
  12. Holm è sempre rotto, se no sarebbe perlomeno interessante sulla fascia. In un ruolo di particolare corsa, non esser pienamente affidabili a livello atletico, grava tantissimo.
  13. C'è troppa differenza tra il fare qualche anno da campione rispetto a farlo per tutta la carriera.
  14. Bravo a Chivu che toglie tutti i rigoristi e non ne inserisce nessuno, le sta prendendo da qualunque squadra decente.
  15. Il punto è tutto qui. La sua ascesa in antitesi con Agnelli è passata proprio dal penalizzare la Juve, dato che vicino ad Andrea c'era Giraudo - e poi personalmente stava rilanciando la sua figura, il suo cognome, attraverso la Juve - a manovrare i fili di John c'erano quelli che hai citato giustamente. Anche secondo me John non è il grande manovratore, se n'è approfittato, li ha ringraziati e si è preso tutto alla faccia della madre, del nonno, fratelli, sorelle, fratellastri, sorellastre, cugini e juventini.
  16. Con l'Atalanta siamo in trasferta. Meglio abbia vinto il Napoli se no Roma o inter si sarebbero ritrovate una semifinale ridicola. Si scannassero tra di loro da quel lato del tabellone.
  17. Bella partita. Contento si sia dimostrato di non snobbare questa competizione, che sarebbe bello tornare a vincere.
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