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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. DUSAN VLAHOVIC https://it.wikipedia.org/wiki/Dušan_Vlahović Nazione: Serbia Luogo di nascita: Belgrado Data di nascita: 28.01.2000 Ruolo: Attaccante Altezza: 190 cm Peso: 75 kg Nazionale Serbo Soprannome: Duca - L'Ibrahimovic Serbo - El Camion Alla Juventus dal 2022 Esordio: 06.02.2022 - Serie A - Juventus-Verona 2-0 Ultima partita: 24.05.2026 - Serie A - Torino-Juventus 2-2 168 presenze - 68 reti 1 Coppa Italia Dušan Vlahović (Belgrado, 28 gennaio 2000) è un calciatore serbo, attaccante svincolato della nazionale serba. Cresciuto nei settori giovanili dell'OFK Belgrado e del Partizan, con quest'ultima squadra ha esordito tra i professionisti vincendo una Superliga (2016-2017) e due Coppe di Serbia consecutive (2015-2016 e 2016-2017). Nel 2018 approda alla Fiorentina, dove gioca per il successivo quadriennio. Dal 2022 milita nella Juventus, con cui vince una Coppa Italia nell'edizione 2023-2024. A livello personale ha vinto la classifica marcatori della Coppa Italia 2021-2022 ed è stato eletto, ai Premi Lega Serie A, miglior Under-23 nel 2021 e miglior attaccante nel 2024. Dušan Vlahović Vlahović alla Fiorentina nel 2021 Nazionalità Serbia Altezza 190 cm Calcio Ruolo Attaccante Squadra Juventus Carriera Giovanili 2010-2014 OFK Belgrado 2014-2018 Partizan 2018-2019 Fiorentina Squadre di club 2015-2017 Partizan 21 (1) 2018-2022 Fiorentina 98 (44) 2022-2026 Juventus 168 (68) Nazionale 2016-2019 Serbia U-19 11 (6) 2019 Serbia U-21 3 (0) 2020- Serbia 41 (16) Biografia Figlio di Miloš e Sladjana, ha una sorella, Andjela. Da bambino aveva inizialmente mostrato una maggiore predisposizione per la pallacanestro, prima d'indirizzarsi definitivamente verso il calcio. Caratteristiche tecniche Ritenuto tra i calciatori più promettenti della propria generazione, è un attaccante dal fisico possente, dotato di notevole tecnica, può giocare sia da prima sia da seconda punta. Mancino puro, possiede un tiro potente e preciso, che gli permette di risultare uno specialista nei calci piazzati e nei calci di rigore. Carriera Club Gli inizi Nativo di Belgrado, muove i primi passi nella scuola calcio Altina Zemun e in seguito transita nel vivaio dell'OFK Belgrado, dove trascorre tre mesi, e in quello della Stella Rossa, per poi entrare nel settore giovanile del Partizan, nell'estate del 2014. Nel febbraio 2015, a soli 15 anni d'età, firma il primo contratto professionistico in carriera con il Partizan. Agli inizi del 2016 entra in prima squadra, guidata dall'allenatore Ivan Tomić, e riceve la maglia numero 9. Il 21 febbraio 2016 debutta nella Superliga serba in occasione della trasferta contro l'OFK Belgrado (2-1), diventando il più giovane esordiente della storia del Partizan. Il 27 febbraio successivo diventa il più giovane esordiente di sempre nel derby eterno contro la Stella Rossa, subentrando all'inizio del secondo tempo. Il 2 aprile 2016 segna il primo gol con la squadra nella gara casalinga contro il Radnik Surdulica (3-2), divenendo il più giovane marcatore nella storia del club. Il 20 aprile 2016 sigla la sua prima marcatura in Coppa di Serbia, contribuendo al successo interno in semifinale sullo Spartak Subotica (3-0). Si fregia della vittoria della coppa di Serbia l'11 maggio successivo, contribuendo con una rete al successo in finale sullo Javor Ivanjica (2-0). Il 21 luglio 2016, alla seconda stagione con il Partizan, debutta in UEFA Europa League, timbrando una presenza nella partita in trasferta contro lo Zagłębie Lubin (0-0). Fiorentina Nel giugno 2017, voluto dall'allora direttore sportivo dei viola Pantaleo Corvino, firma un contratto preliminare con la Fiorentina, che diviene ufficiale il 28 gennaio 2018, al compimento dei 18 anni d'età. L'acquisto si concretizza il 22 febbraio, ma per motivi burocratici il giocatore può scendere in campo solo dal luglio successivo. Inizialmente destinato alla squadra Primavera, con la formazione giovanile si aggiudica la Coppa Italia e il titolo di capocannoniere della stessa competizione, contribuendo peraltro con una doppietta al successo finale sul Torino. Il 25 settembre 2018, all'età di 18 anni, fa il suo debutto in maglia viola e in Serie A, in occasione di Inter-Fiorentina (2-1), diventando così il primo giocatore nato negli anni 2000 a scendere in campo con i toscani. Il 9 dicembre seguente, in occasione di Sassuolo-Fiorentina (3-3), disputata da titolare, diventa il primo giocatore nato negli anni 2000 a giocare dal primo minuto con la Viola. Nella stagione seguente viene definitivamente inserito in prima squadra. Il 18 agosto 2019 debutta in Coppa Italia, decidendo con una doppietta da subentrato il turno preliminare contro il Monza (3-1). Il 10 novembre successivo mette a referto le prime marcature di sempre in campionato, realizzando un'altra doppietta nella sconfitta esterna contro il Cagliari (5-2). Chiude la stagione con 6 gol in campionato in 30 presenze. Nella stagione 2020-2021 prende la maglia numero nove, e trova sempre maggior spazio da titolare, soprattutto dopo l'approdo di Cesare Prandelli alla guida dei fiorentini. Il 22 dicembre 2020 contribuisce con un suo gol al roboante successo a Torino sulla Juventus (0-3), che sancisce la prima vittoria dei Viola in casa dei bianconeri dopo 12 anni dall'ultimo precedente. Il 13 marzo 2021 realizza la sua prima tripletta in carriera (diventando il quinto calciatore serbo a riuscirvi in Serie A), decidendo la gara di campionato contro il Benevento (1-4). Conclude l'annata con 21 reti totali (terzo serbo ad andare in doppia cifra in massima serie), ottenendo la salvezza (grazie anche ai suoi gol segnati negli scontri diretti) con la formazione toscana e vincendo, inoltre, il titolo di Miglior Under-23 della Serie A 2020-2021. Inizia il 2021-2022 segnando una doppietta nella partita vinta contro il Cosenza (4-0), valida per il 1º turno di Coppa Italia. Il 28 agosto 2021 sigla, invece, la sua prima marcatura in campionato ai danni del Torino. Il 12 settembre realizza entrambe le reti che consentono alla Fiorentina di vincere in casa dell'Atalanta (1-2) mentre, il 30 ottobre seguente, è autore della sua seconda tripletta nel massimo campionato italiano ai danni dello Spezia (3-0). Punto fermo del nuovo allenatore Vincenzo Italiano, conclude la prima parte di stagione con 20 reti in 24 partite tra campionato e coppa. Juventus Il 28 gennaio 2022 viene acquistato a titolo definitivo dalla Juventus per 70 milioni di euro (più 10 milioni di bonus): diventa l'acquisto più oneroso per un club di Serie A durante la sessione invernale di calciomercato. Il successivo 6 febbraio segna al debutto in maglia bianconera, aprendo le marcature nella partita casalinga di campionato vinta per 2-0 contro il Verona; quattro giorni dopo, alla prima partita di Coppa Italia in maglia juventina, propizia l'autogol decisivo di Ruan Tressoldi che vale il 2-1 al Sassuolo e annessa qualificazione in semifinale. Il 22 febbraio esordisce in UEFA Champions League in occasione della partita esterna, valida per l'andata degli ottavi di finale, contro il Villarreal (1-1): realizza il gol del parziale 0-1 dopo soli 32" dall'inizio della gara, diventando il primo giocatore bianconero a segnare al debutto nella fase a eliminazione diretta di Champions e il secondo più veloce, dopo Alessandro Del Piero (20"), a siglare una rete nella massima competizione europea nonché, in assoluto, il secondo più veloce marcatore all'esordio nella manifestazione, dietro al solo Jevhen Konopljanka (19"). Quattro giorni dopo, nella vittoriosa trasferta di campionato contro l'Empoli (2-3), realizza la sua prima doppietta per i bianconeri. Termina il campionato con 24 gol realizzati tra Firenze e Torino: con la rete che sblocca il punteggio nel 2-2 casalingo contro la Lazio del 16 maggio, eguaglia Dejan Stanković come calciatore serbo più prolifico nella storia della Serie A. Cinque giorni prima era andato a segno nella finale di Coppa Italia contro l'Inter, persa per 4-2 dai piemontesi ai tempi supplementari, realizzando il parziale 1-2 per i suoi: tale rete, sommata alle precedenti tre in maglia viola, gli permette di laurearsi capocannoniere dell'edizione. L'inizio della stagione seguente è negativo per l'attaccante, frenato sia dalla crisi di gioco della squadra bianconera sia da una pubalgia che ne limita fortemente l'impiego. Ristabilitosi al giro di boa dell'annata, il 16 febbraio 2023 trova la sua prima rete in UEFA Europa League, aprendo il tabellino nel pareggio interno contro i francesi del Nantes (1-1) valido per l'andata del turno di play-off. Pur col raggiungimento delle semifinali in campo europeo, la stagione di Vlahović e nel complesso della squadra si rivela negativa, soprattutto a causa di vicende extrasportive che destabilizzano fortemente l'ambiente torinese. Nell'annata 2023-2024 il centravanti serbo vince il suo primo trofeo in maglia juventina, la Coppa Italia, peraltro assurgendo a match winner nella finale del 15 maggio a Roma contro l'Atalanta (1-0). Nella stessa stagione, viene premiato come miglior attaccante della Serie A. In quella seguente invece, pur se il 2 ottobre 2024 sigla la sua prima doppietta in Champions League, nella vittoria esterna per 3-2 sul RB Lipsia, nella seconda parte dell'annata perde il posto da titolare a favore del neoacquisto Randal Kolo Muani, in un periodo segnato anche dall'errore del serbo ai tiri di rigore nei quarti di Coppa Italia contro l'Empoli, che contribuisce all'eliminazione bianconera. Sempre in maglia juventina, nell'estate 2025 prende parte alla Coppa del mondo per club FIFA negli Stati Uniti d'America, in cui segna 2 reti. La stagione seguente lo vede forzatamente a riposo per vari mesi, a causa di due diverse lesioni muscolari: ciò nonostante il 9 maggio 2026, nella trasferta di campionato a Lecce, dopo appena 12" segna il gol-partita, il più veloce di sempre nella storia della Juventus. Nazionale Dopo avere rappresentato le selezioni Under-15, Under-16 e Under-19 della Serbia, il 6 settembre 2019 ha debuttato con la nazionale Under-21 serba nella sconfitta per 1-0 in trasferta contro i pari età della Russia. Debutta in nazionale l'11 ottobre 2020, all'età di 20 anni, nella partita persa per 0-1 contro l'Ungheria, valida per la UEFA Nations League e disputata a Belgrado. Il successivo 18 novembre, alla prima da titolare, realizza il suo primo gol in nazionale, nella gara interna vinta 5-0 contro la Russia. Nel novembre del 2022, viene incluso dal commissario tecnico Dragan Stojković nella rosa serba partecipante al campionato del mondo 2022 in Qatar. Fa il suo debutto nella rassegna iridata il 24 dello stesso mese, nella sconfitta 2-0 contro il Brasile valevole per la fase a gironi; frenato da problemi fisici che ne limitano l'impiego in campo, nella gara del 2 dicembre contro la Svizzera trova comunque il suo primo gol in un mondiale, tuttavia non sufficiente a evitare la sconfitta 2-3 della nazionale balcanica e conseguente eliminazione dalla manifestazione. Viene convocato per il campionato d'Europa 2024 in Germania, dove la Serbia non supera la fase a gironi e lo stesso Vlahović, come il resto dei suoi compagni di nazionale, è autore di prestazioni al di sotto delle attese. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Fiorentina: 2018-2019 Competizioni nazionali Coppa di Serbia: 2 - Partizan: 2015-2016, 2016-2017 Campionato serbo: 1 - Partizan: 2016-2017 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2023-2024 Individuale Capocannoniere della Coppa Italia Primavera: 1 - 2018-2019 (6 gol) Premi Lega Serie A: 2 - Miglior Under 23: 2020-2021 Miglior attaccante: 2023-2024 Capocannoniere della Coppa Italia: 1 - 2021-2022 (4 gol) Gran Galà del calcio AIC: 1 - Squadra dell'anno: 2022 Calciatore serbo dell'anno: 1 - 2024
  2. DENIS ZAKARIA https://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Zakaria Nazione: Svizzera Luogo di nascita: Ginevra Data di nascita: 20.11.1996 Ruolo: Centrocampista Altezza: 191 cm Peso: 76 kg Nazionale Svizzero Soprannome: Octopus - Il Polpo Alla Juventus dal 2021 al 2023 Esordio: 06.02.2022 - Serie A - Juventus-Verona 2-0 Ultima partita: 27.08.2022 - Serie A - Juventus-Roma 1-1 15 presenze - 1 rete Denis Lemi Zakaria Lako Lado (Ginevra, 20 novembre 1996) è un calciatore svizzero di origini congolesi-sudsudanesi, centrocampista del Monaco e della nazionale svizzera. Denis Zakaria Nazionalità Svizzera Altezza 191 cm Peso 76 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Monaco Carriera Giovanili 2004-2015 Servette Squadre di club 2014-2015 Servette 6 (2) 2015-2017 Young Boys 50 (2) 2017-2022 Borussia M'gladbach 125 (11) 2022 Juventus 15 (1) 2022-2023 → Chelsea 7 (0) 2023- Monaco 0 (0) Nazionale 2014-2015 Svizzera U-19 8 (2) 2015-2016 Svizzera U-21 8 (0) 2016- Svizzera 49 (3) Biografia Zakaria è nato a Ginevra da padre sudsudanese (nato nell'allora Sudan) e madre congolese (nata nell'allora Zaire). Caratteristiche tecniche Di ruolo centrocampista, può essere impiegato come mediano e come regista; può, inoltre, giocare sia in un centrocampo a 2 che a 3. Paragonato a Patrick Vieira e Paul Pogba, è dotato di ottima atleticità, velocità, dinamismo e forza fisica, bravo a costruire il gioco, in fase di pressing, nei contrasti, e nel recuperare palloni (anche tramite tackle). Ha grandi capacità polmonari e fisiche che gli consentono di essere forte sia alla distanza che negli sprint. In carriera è stato adattato anche nel ruolo di difensore centrale e di attaccante. Carriera Club Gli inizi, Servette e Young Boys Cresciuto calcisticamente nel Servette, ha esordito in prima squadra il 10 novembre 2014 contro il Losanna; mentre il 18 maggio 2015 ha segnato il primo gol in carriera da professionista contro il Wohlen. Nonostante il ruolo tra le seconde file riesce ad ottenere 6 presenze e 2 gol con la maglia ginevrina. Il 26 giugno 2015 passa a titolo definitivo allo Young Boys. Debutta con il nuovo club alla prima giornata di campionato, subentrando durante una gara pareggia contro lo Zurigo. Il 28 luglio seguente debutta in UEFA Champions League in occasione della sconfitta per 3-1 contro il Monaco, valida per i preliminari; mentre il 28 novembre ha segnato la prima rete con il club bernese contro il San Gallo. Nella sua prima stagione a Berna colleziona 27 presenze e 1 gol in campionato, venendo nominato rookie dell'anno. La seconda stagione già affermatosi tra le gerarchie del club, riesce a collezionare 23 presente e una rete, tuttavia durante la stagione salta diverse partite a causa di infortuni. Borussia Monchengladbach Il 6 giugno 2017 viene acquistato dal Borussia M'gladbach. L'11 agosto seguente debutta in DFB-Pokal contro il Rot-Weiss Essen; mentre pochi giorni dopo debutta in Bundesliga contro il Colonia. Segna il primo gol con il Gladbach alla seconda presenza in campionato contro l'Amburgo. Durante la prima stagione in bianconero riesce a collezionare 30 presenze e 2 reti, giocando spesso in coppia con Christoph Kramer. La stagione seguente, a causa di alcuni cambiamenti tattici dell'allenatore Dieter Hecking con esiti negativi per Zakaria, non riesce ad ottenere un buon impiego. Tuttavia nella seconda parte di stagione riesce a riconquistare il proprio posto da titolare. Nella stagione 2018-2019, con l'arrivo sulla panchina di Marco Rose conferma il proprio posto da titolare, fornendo durante la stagione varie prestazioni all'altezza. Nel dicembre del 2021, viene confermato che Zakaria non avrebbe rinnovato il proprio contratto con il Borussia e che, di conseguenza, avrebbe lasciato la società al termine della stagione 2021-2022. Juventus e Chelsea Il 31 gennaio 2022 viene ceduto a titolo definitivo alla Juventus per 8,6 milioni di euro complessivi. Il successivo 6 febbraio bagna con una rete il debutto in maglia bianconera, fissando il punteggio nella vittoria interna contro il Verona per 2-0. Raccoglie 15 presenze ed 1 goal con la maglia bianconera. Il 1º settembre 2022, nell'ultimo giorno della sessione estiva di calciomercato, si trasferisce in prestito con diritto di riscatto al Chelsea, lasciando i bianconeri dopo solo sei mesi. La sua esperienza ai Blues, però, è del tutto negativa, totalizzando solamente 11 presenze tra tutte le competizioni. Il 2 giugno 2023, lo svizzero ha annunciato che sarebbe tornato alla Juventus visto che il club londinese non ha voluto pagare la cifra per il riscatto del giocatore. Monaco Il 14 agosto 2023 si trasferisce a titolo definitivo per la cifra di 20 milioni di euro al Monaco, con cui firma un contratto fino al 30 giugno 2028. Nazionale Dopo avere militato nella under-19 e nell'under-21 elvetica, viene convocato nella nazionale maggiore per gli campionato europeo del 2016 in Francia, in cui non gioca nessuna partita. Convocato anche per il campionato mondiale del 2018, nella manifestazione scende in campo in due occasioni, subentrando in ambedue i casi nel corso della partita. L'8 settembre 2018 segna la sua prima rete in nazionale, nel successo per 6-0 contro l'Islanda nella UEFA Nations League 2018-2019. Convocato per il campionato d'Europa 2020, disputatosi nel 2021 a causa del covid, nel torneo ricopre il ruolo di riserva, bloccato dalla presenza di Granit Xhaka e Remo Freuler nel suo ruolo; è schierato come titolare ai quarti di finale contro la Spagna a causa della squalifica di Xhaka ed è autore di un'autorete nella partita terminata 1-1 dopo i tempi supplementari e con la sconfitta degli elvetici ai tiri di rigore. Convocato anche per i mondiali del 2022 in Qatar, come riserva, viene impiegato da subentrato in 2 occasioni, fra cui, la sfida degli ottavi di finale, persi contro il Portogallo.
  3. MANUEL LOCATELLI https://it.wikipedia.org/wiki/Manuel_Locatelli Nazione: Italia Luogo di nascita: Lecco Data di nascita: 08.01.1998 Ruolo: Centrocampista Altezza: 186 cm Peso: 75 kg Nazionale Italiano Soprannome: L'Architetto - Zizou - Il Nuovo Pirlo Alla Juventus dal 2021 Esordio: 22.08.2021 - Serie A - Udinese-Juventus 2-2 Ultima partita: 23.08.2026 - Serie A - Frosinone-Juventus 0-1 231 presenze - 9 reti 1 Coppa Italia Campione d'Europa 2021 con la nazionale italiana Manuel Locatelli (Lecco, 8 gennaio 1998) è un calciatore italiano, centrocampista della Juventus, di cui è capitano, e della nazionale italiana, con cui è stato campione d'Europa nel 2021. Manuel Locatelli Locatelli in azione per la Juventus nel 2021 Nazionalità Italia Altezza 186 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Juventus Carriera Giovanili 2004-2009 Atalanta 2009-2016 Milan Squadre di club 2015-2018 Milan 48 (2) 2018-2021 Sassuolo 96 (6) 2021- Juventus 231 (9) Nazionale 2013-2014 Italia U-15 5 (0) 2014 Italia U-16 2 (0) 2013-2015 Italia U-17 22 (1) 2015-2017 Italia U-19 20 (1) 2017-2019 Italia U-21 23 (2) 2020- Italia 36 (3) Palmarès Europei di calcio Oro Europa 2020 Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA Argento Finalissima 2022 UEFA Nations League Bronzo Italia 2021 Europei di calcio Under-19 Argento Germania 2016 Biografia Completa gli studi presso la "Casa degli Angeli" a Lecco. Sposatosi nel 2022 con Thessa a Villa Palmieri, la coppia ha un figlio, nato nel 2023. Caratteristiche tecniche È un centrocampista centrale dotato tecnicamente, a cui si abbinano buone capacità di interdizione. Grazie alle sue doti nell'impostazione del gioco, viene impiegato principalmente come regista, oltre a poter giocare anche come mezzala. Dispone inoltre di capacità di inserimento e di tiro da fuori area. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei migliori cinquanta calciatori nati nel 1998 stilata dal giornale inglese The Guardian. Carriera Club Milan Originario di Galbiate, incomincia a giocare nella squadra oratoriale del Pescate, allenata da suo padre Emanuele. Dopo alcune stagioni nelle giovanili dell'Atalanta, a 11 anni passa al Milan. In rossonero gioca dagli Esordienti alla Primavera. Nella seconda parte della stagione 2015-2016 viene aggregato alla prima squadra sotto la guida dell'allenatore Cristian Brocchi. Il 21 aprile 2016, a 18 anni, esordisce in Serie A nella partita contro il Carpi (0-0) disputata a San Siro. Il successivo 14 maggio gioca la sua prima partita da titolare, nell'ultima partita del campionato in casa contro la Roma. Nella stagione successiva trova spazio con l'allenatore Vincenzo Montella, che lo impiega con continuità dopo l'infortunio occorso a Montolivo. Il 2 ottobre 2016 realizza il suo primo gol in Serie A nella partita vinta 4-3 contro il Sassuolo. Il 22 ottobre realizza il gol decisivo nella classica contro la Juventus, vinta per 1-0 (riuscendo a far trionfare il Milan sui bianconeri dopo quattro anni). Il 23 dicembre si aggiudica, sempre contro i bianconeri, la Supercoppa italiana, primo trofeo della sua carriera. Il 25 gennaio 2017, ancora in una sfida con i bianconeri, riceve la sua prima espulsione da professionista. Termina la sua esperienza stagione con 25 presenze in campionato. All'inizio della stagione successiva, il 3 agosto 2017, fa il suo esordio nelle coppe europee, giocando titolare in occasione della partita di ritorno del terzo turno preliminare di Europa League vinta per 2-0 contro i rumeni del U Craiova. Spesso titolare in Europa League, in campionato ottiene solo 21 presenze in quanto nel suo ruolo gli viene preferito il più esperto Lucas Biglia arrivato in estate. Conclude tuttavia la stagione con 33 presenze totali. Sassuolo Il 13 agosto 2018 viene ceduto in prestito con obbligo di riscatto al Sassuolo. Esordisce con il Sassuolo il 26 agosto, alla 2ª giornata di campionato, nella partita pareggiata 2-2 contro il Cagliari alla Sardegna Arena. Segna il primo gol con gli emiliani in Coppa Italia, nella sfida del quarto turno contro il Catania il 5 dicembre, realizzando il gol del definitivo 2-1. Il 26 gennaio 2019 realizza il primo gol in campionato contro il Cagliari, aprendo le marcature nel 3-0 finale, ritrovando il gol in Serie A dopo oltre 2 anni. Termina la stagione sotto la guida del tecnico De Zerbi con 29 presenze e 2 reti in campionato. L’anno seguente si afferma definitivamente giocando come centrocampista centrale nel modulo 4-2-3-1 utilizzato da De Zerbi, e contribuisce alla ottima stagione del Sassuolo che ottiene l'8ª posizione in campionato. Si conferma nella stagione 2020-2021, realizzando anche 4 gol in campionato e aiutando la squadra ad ottenere l'8º posto in classifica per il secondo anno consecutivo. Juventus Il 18 agosto 2021 si trasferisce alla Juventus, attraverso un prestito biennale con obbligo di riscatto pari a 25 milioni di euro (più 12,5 di bonus). Debutta in maglia bianconera quattro giorni dopo, subentrando nel secondo tempo della gara pareggiata per 2-2 sul campo dell'Udinese. Il successivo 14 settembre fa il suo esordio in Champions League, nella gara della fase a gironi vinta 3-0 in casa del Malmö FF. Quindi il 26 dello stesso mese, nella gara vinta 3-2 contro la Sampdoria, realizza il suo primo gol in campionato con la squadra piemontese. Una settimana dopo decide il derby torinese, giocato sul campo dei granata, con un gol all'86'. Termina la prima stagione a Torino con 43 presenze in tutte le competizioni e 3 gol in campionato. Nella stagione 2022-2023 totalizza 49 presenze senza nessun gol. All'inizio dell'annata seguente, il 22 ottobre 2023, a sette anni di distanza decide di nuovo la classica col Milan, stavolta segnando il gol della vittoria per i bianconeri al 63'. Il successivo 11 novembre, in occasione della vittoria interna sul Cagliari, indossa per la prima volta la fascia di capitano del club. Chiude la stagione con la vittoria del suo primo trofeo in maglia bianconera, la Coppa Italia, pur dovendo saltare la finale di Roma contro l'Atalanta per squalifica. A metà dell'annata 2024-2025, stante la partenza di Danilo, da gennaio Locatelli diventa il nuovo capitano della squadra. Segna la sua prima rete stagionale nel big match sul campo della Roma (1-1), siglando il momentaneo vantaggio bianconero. Il suo secondo gol, arrivato su calcio di rigore, è anche l'ultimo del campionato juventino, quello che vale la vittoria per 3-2 sul campo del Venezia e certifica la qualificazione dei piemontesi in UEFA Champions League. Nel torneo seguente, in occasione del successo interno per 2-1 sul Cagliari del 29 novembre 2025, raggiunge le 200 presenze in maglia bianconera. Nazionale Nazionali giovanili Dopo alcune presenze nelle nazionali giovanili italiane Under-15 e Under-16, nel 2013 entra nel giro dell'Under-17, con cui nel 2015 disputa l'Europeo Under-17. Nel 2016 prende parte all'Europeo Under-19: in tale manifestazione mette a segno un gol, su punizione, nel secondo incontro della fase a gironi, pareggiato per 1-1 contro l'Austria. Gli azzurrini si arrenderanno solo in finale, sconfitti 4-0 dalla Francia. Il 23 marzo 2017, a 19 anni, esordisce con l'Under-21 nella gara amichevole contro la Polonia. Viene quindi inserito dal CT Di Biagio nella lista dei 23 convocati per l'Europeo Under-21 2017 in Polonia, dove ottiene due presenze entrando dalla panchina. A due anni dall'esordio, il 25 marzo 2019, segna la sua prima rete in Under-21, nella partita amichevole pareggiata 2-2 a Frosinone contro la Croazia. Viene convocato per l’Europeo Under-21 2019 in Italia, dove scende in campo unicamente nell'ultima partita della fase a gironi. Nel settembre 2019 diventa il capitano del nuovo ciclo dell'Under-21, sotto la guida del neo CT Paolo Nicolato. Nazionale maggiore Locatelli nella semifinale di UEFA Nations League contro la Spagna nel 2021 Il 27 agosto 2020 riceve dal CT Roberto Mancini la sua prima convocazione in nazionale, e il successivo 7 settembre, a 22 anni, esordisce giocando titolare nella partita di UEFA Nations League vinta 1-0 contro i Paesi Bassi ad Amsterdam. Trova subito spazio, e il 28 marzo 2021 segna il suo primo gol in nazionale, nella partita delle qualificazioni mondiali vinta per 2-0 contro la Bulgaria a Sofia. Nel giugno 2021 viene convocato per il campionato europeo, dove inizia da titolare e nella seconda partita della fase a gironi realizza una doppietta nella gara vinta per 3-0 contro la Svizzera a Roma, venendo eletto miglior giocatore della partita. Utilizzato anche negli ottavi e in semifinale (dove sbaglia il suo tiro nella serie dei rigori), entra al posto di Verratti nel primo tempo supplementare della finale di Wembley vinta ai rigori contro l'Inghilterra, laureandosi campione d'Europa. Il successivo 30 settembre viene inserito tra i 23 convocati per la fase finale della Nations League 2020-2021, dove l'Italia ottiene il terzo posto. Successivamente trova meno spazio e salta, per scelta tecnica, sia la fase finale della Nations League nel 2023 che il campionato d'Europa 2024. Palmarès Club Supercoppa italiana: 1 - Milan: 2016 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2023-2024 Nazionale Campionato d'Europa: 1 - Europa 2020 Individuale Premio Bulgarelli Number 8: 1 - 2021 Onorificenze Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana «Riconoscimento dei valori sportivi e dello spirito nazionale che hanno animato la vittoria italiana al campionato europeo di calcio UEFA Euro 2020.» — Roma, 16 luglio 2021. Di iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana.
  4. LEONARDO BONUCCI Sette anni in bianconero, sette anni da narrare l’uno all’altro per Leonardo Bonucci, detto semplicemente Leo. Approda sulle rive del Po nell’estate del 2010, proveniente dal Bari: nel capoluogo pugliese ha formato con Ranocchia una solida e affiatatissima coppia difensiva che, presto, emerge come miglior duo del campionato. Ma è proprio il futuro interista che si attira le maggiori attenzioni degli addetti ai lavori e l’arrivo di Leo a Torino è visto con diffidenza dal supporter juventino. «Ho iniziato in una società dilettantistica – racconta – il Pianoscarano, poi sono passato alla Viterbese. Giocavo centrocampista centrale ed esterno, per un po’ ho anche fatto la punta. La svolta è arrivata l’anno della Berretti. Il mio allenatore era Carlo Perrone, ex giocatore di Lazio e Roma: il mio grande maestro, l’uomo che mi ha insegnato a stare più tranquillo in campo, senza strafare. Inoltre ha visto in me le caratteristiche del difensore centrale e questa è stata la mia fortuna. Nell’ultimo anno a Viterbo ho sfiorato l’esordio in C2. Poi sono passato all’Inter dove ho giocato due stagioni con la Primavera e ho esordito in Serie A. Il salto nei professionisti c’è stato a Treviso dove sono rimasto una stagione e mezza con mister Pillon, prima di trasferirmi a Pisa, dove ho conosciuto Giampiero Ventura, che mi ha fatto giocare tutte le partite e che poi mi ha voluto a Bari. Lo scorso campionato è stato incredibile, non ho saltato un solo minuto, nonostante abbia giocato le ultime diciotto partite in diffida. E ora sono qui per continuare a crescere. È l’inizio di una nuova entusiasmante avventura. Un punto di partenza per la mia carriera. Ma anche la realizzazione di un sogno che avevo fin da piccolo: sono sempre stato tifoso della Juventus, una sorta di “pecora nera” in una famiglia di interisti. Nella mia camera c’era il poster di Del Piero e una foto che mi avevano scattato insieme a Peruzzi. Del Piero, da idolo a compagno di squadra, mi ha fatto davvero effetto. Alessandro si è subito dimostrato un ragazzo tranquillo, simpatico e soprattutto umile. Lui, insieme a Zidane, è stato uno dei miei modelli quando, da ragazzo, giocavo in posizioni più offensive». «Leo – scrive Sandro Scarpa su juventibus.com, il 24 novembre 2016 – entra nel romanzo decadentista della Vecchia Signora, senza appeal e senza gloria. Ai nuovi boss, Marotta e Paratici, l’idea Bonucci balena in un ennesimo surreale groviglio: devono liberarsi della metà di Criscito e sbarazzarsi di Almirón, parcheggiato proprio a Bari. Un vortice rutilante di scambi ed ecco arrivare Leo, “il meno bravo dei due”. Inizia così il romanzo horror: Leo è in una difesa zombie composta da Motta, Grygera, Traoré, Legrottaglie, Sørensen, Grosso, Rinaudo e De Ceglie con davanti Melo e Aquilani. Paura, eh? Lui e Chiellini vengono morsi dalla vampiresca spirale delneriana e la Juve viene sepolta viva da quarantasette reti. A gennaio arriva dal Wolfsburg per quindici casse di rhum anche Barzagli, e il trio comincia un lungo sodalizio dentro e fuori dal campo che li porterà poi a raccontarsi, intorno a un camino, storie di terrore come i cross di De Ceglie e le diagonali di Motta. In estate altra sliding door narrativa: la Juve punta Bruno Alves, in Russia con Criscito e Spalletti, che in cambio chiede Leo e Pepe. Potrebbe essere l’inizio di un romanzo russo, ma lo scambio salta e Bonucci diventa il soldato LeonardoBi, alter–ego immaginario, come in un poema epico. Se nel primo anno “un misto di supponenza e poca concentrazione” lo porta a cadere nelle proverbiali “bonucciate”, ora due figure da Pigmalione plasmano caratterialmente il nuovo Bonni che scende a patti col Diavolo Conte e il numero satanico 3–5–2 e viene forgiato mentalmente dal Motivatore con mentine all’aglio e sevizie psicologiche. Leo diventa cattivo, concentrato e spietato come il reduce di un romanzo bellico post Vietnam e comincia a non commettere più errori, a spingersi più avanti, a tenere palla al piede più spesso. È l’ora del riscatto: con Conte e come il Conte di Montecristo, Leo diventa un pilastro della BBC e scrive il romanzo della terza stella, iniziando l’epopea di una difesa da leggenda. È il trionfo, Bonni è oramai un difensore completo e si gode lo scudetto, ma come nelle favole arriva l’implacabile nemico a mettere a repentaglio la vita dell’eroe. Alcuni loschi figuri di Scommessopoli, per avere sconti di pena, tirano dentro il nostro Leo. Palazzi chiede tre anni e sei mesi sia in primo grado sia in appello. È una tragicommedia avvolta in un legal–trhiller. Zero prove, accuse ridicole, eppure in tanti, nella tagliola della giustizia, patteggiano per evitare la fine di una carriera. Bonni no, come Pepe (anche lui scampato alla deportazione russa), non scende a patti e va a processo. Pensateci, tre anni e sei mesi a partire da settembre 2012, con fine pena a febbraio 2016, magari per ricominciare dalla Viterbese o dal Bari... È l’ennesima svolta psicologica. Ciò che non ti uccide ti fortifica. Bonucci, come i bianconeri eroi del Mondiale 2006, quell’estate “non dovrebbe giocare Euro 2012”, secondo giornalisti da operette morali. Per la stampa è un criminale, feccia da cui ripulire il calcio. Bonni, Cassano e Balotelli sono i Bastardi senza Gloria della Nazionale che arriverà poi in finale con la Spagna. Ancora una volta, come figura ricorrenti di un romanzo, a rimetterci è Criscito, escluso ingiustamente da quegli Europei. La Juve non lo molla ma anzi gli consegna un’emblematica fascia di capitano in un’amichevole estiva contro il Benfica. Bonni viene assolto. Da quel momento Bonucci diventa un idolo per il popolo bianconero e l’incarnazione del male per gli altri. Arrogante, indisponente, implacabile e impunito con la Juve, deconcentrato e brocco a volte in Nazionale, come in Brasile. È quello che esulta in modo volgare, che umilia rivali e tifoserie invitandoli a sciacquarsi la bocca (esultanza frutto di scherzi con gli amici, come a dire «Visto, non sono un bidone!»). È quello che schernisce gli avversari («Noi siamo in Champions, il Napoli in Europa League!»). È il bullo spericolato che affronta un rapinatore che minaccia la sua famiglia. È l’uomo più odiato della squadra più odiata. È quello del pasticciaccio brutto di Rocchi in Juve–Roma. L’odio nei suoi confronti lo fa bollare come rozzo e limitato, eppure viene esaltato dal migliore romanziere–esteta del calcio attuale, Guardiola, che dice di lui: «È da sempre uno dei miei calciatori preferiti». Il culmine di questo romanzo criminale Bonucci lo raggiunge con la testata (per alcuni sono le testate) a Rizzoli. In quell’occasione la natura criminale di Bonucci si fonde con poteri da supereroe fantasy: un’onda energetica parte dal suo capoccione per colpire violentemente, ma senza contatto, l’arbitro bolognese. E arriviamo al presente. Dopo la parentesi (speriamo chiusa per sempre) di un breve dramma familiare che sembra oramai risolto, Bonni si attira finalmente stima e solidarietà anche delle altre tifoserie. Le sue lacrime in TV lo rendono un eroe vulnerabile, e dopo il nuovo poemetto epico degli Europei francesi, chiuso sul più bello dai rigori di Zaza e Pellè (i quali diventano i nuovi bersagli facili), anche i tifosi avversari ne riconoscono finalmente qualità calcistica e la forza caratteriale. Stimato da Conte e Pep, chiude e imposta alla Beckenbauer (paragone non più azzardato) e soprattutto è l’uomo dei goal decisivi. I tifosi della Juve hanno smesso di considerarlo quello “buono solo nel 3–5–2”, gli altri hanno smesso di odiarlo perché arrogante e scarso ma continuano a farlo perché è arrogante e forte». La settima stagione a Torino, seppur globalmente positiva sul lato sportivo, è negativa su quello ambientale, col calciatore reo di comportamenti che a lungo andare logorano il rapporto sia col tecnico Allegri sia con lo spogliatoio: il 17 febbraio, infatti, nella netta vittoria per 4–1 contro il Palermo, un pubblico alterco a bordocampo con Allegri gli costa l’esclusione dalla successiva trasferta di Champions League contro il Porto (che seguirà malinconicamente seduto in tribuna su uno sgabello) prima avvisaglia dell’addìo che si consumerà a fine stagione. Intanto, però, mette in bacheca la Coppa Italia e il sesto titolo italiano di fila: Leo, insieme ai compagni di squadra Barzagli, Buffon, Chiellini, Lichtsteiner e Marchisio, è per sei volte campione d’Italia. Il 3 giugno a Cardiff gioca la sua ultima partita in maglia juventina nella finale di Champions League, persa contro il Real Madrid. Il rapporto con il sodalizio torinese si interrompe bruscamente nell’estate 2017: al termine di una trattativa–lampo tra due storiche rivali che sorprende addetti ai lavori e tifosi, il 20 luglio il giocatore passa al Milan per 42 milioni di euro. GIANCARLO LIVIANO D’ARCANGELO, JUVENTIBUS.COM 1° MAGGIO 2017 Per quel che mi riguarda la prima volta che ho pensato davvero che Leonardo Bonucci non fosse solo un bravissimo difensore moderno, attaccato alla maglia, ma che potesse essere un vero e proprio re taumaturgo (nella definizione del celebre storico francese Ernst Bloch i re taumaturghi erano i monarchi francesi e britannici che secondo le credenze popolari avevano doti sovrannaturali da guaritori di infezioni cutanee come la scrofola o adenite tubercolare), è stata il 9 febbraio del 2013 quando, durante un Juventus–Fiorentina di campionato non era nemmeno in campo. Era in curva con i tifosi, nelle prime file subito dietro alla porta, e proprio mentre riceveva un coro in suo onore (Leo veniva già da due campionati da titolare, quattro goal, uno scudetto e tanto amore dei tifosi conquistato sul campo), sulle parole Leonardo Bonucci alé, Mirko Vučinić, uno dei centravanti più belli da vedere, più finemente schermidori, più cavalieri e al contempo più allergici al goal della recente storia juventina, insaccava proprio sotto Leo una splendida volée di destro, dai venticinque metri, una traiettoria perfetta per balistica e stile di esecuzione: stop di suola, rimbalzo, passetto rallentato di preparazione e colpo di cannone, proprio come nei sogni di bambino. Indurre al goal Vučinić, che forse senza che il nome di Leo fosse inneggiato in piena trance agonistica, avrebbe centrato in pieno la traversa: più taumaturgo di così... Ma che Leo avesse doti calcistiche sopra la media, da fuoriclasse, se non sovrannaturali, cominciava a intravvedersi anche in campo. Iniziava a lanciare a 40 metri con una precisione incredibile. Sempre nei tempi di gioco giusti per approfittare del fattore sorpresa. Dai suoi lanci nascevano goal splendidi e voluti, pensati, preparati, un unicum assoluto nel panorama calcistico mondiale. Ma non solo. Leonardo Bonucci aveva iniziato una crescita caratteriale e tecnica da vero leader. All’improvviso, dopo un goal decisivo, splendido in demi volée e decisivo contro la Roma (che soddisfazione quando i rivali scambiano se stessi per cigni mentre poi si rivelano passerotti spelacchiati), uscì sui giornali la notizia che l’artefice principale della maturazione di Bonucci fosse il suo motivatore personale, Alberto Ferrarini, professione mental–coach che rilasciava dichiarazione come questa: «Sabato sera abbiamo lavorato tre ore in albergo per preparare la partita. Nuovi segreti? Finito il nostro lavoro ho dato a Leonardo delle caramelle all’aglio. Prodotti naturali, immangiabili. I soldati centinaia di anni fa mangiavano l’aglio per mantenersi forti, sani e lucidi in battaglia. Leo è un soldato, e mangiando quelle caramelle è come lo avessi fatto tornare alle sue origini. Gli ho detto anche di alitare in faccia a Gervinho e Totti... La cosa più importante è stato il raggiungimento dell’obiettivo: la vittoria. Mi sono arrabbiato subito con Leo non voglio sentirgli parlare di rete più importante della carriera come ha fatto nel post gara. Deve stare sul pezzo: il goal più importante sarà il prossimo e sarà sempre così. Obiettivi nuovi? Dimenticare la Roma, essere più consapevoli della propria forza e avere più fame di ieri». Letteratura di piccolo cabotaggio? Forse. Ma negli effetti in campo, questa fame, questa volontà da marines confermata anche dal taglio di capelli militaresco, questa capacità di afferrare l’attimo che spesso per i campioni è pura ondulazione dialettica tra destino e forza di volontà, pura capacità superiore di omeostasi tra climax delle partite importanti e proprie reazioni atletiche e nervose. Rivediamolo quel goal decisivo, il più decisivo, finora, della sua carriera. È il 91esimo di Juventus Roma, le due squadre sono sul 2–2. Rocchi è stato sfortunato. Ha concesso due rigori alla Juventus, entrambi realizzati da Tévez, e uno alla Roma, goal di Totti (mai a segno su azione contro la Juventus a Torino nella lunghissima carriera), dopo che Iturbe (che soddisfazione quando l’intera stampa nazionale racconta come uno scudetto l’acquisto per più di trenta milioni di un presunto cigno che dopo poco si rivela una rondine comune già migrata sulle coste albioniche di Bournemouth) aveva portato in vantaggio i giallorossi. Il clima è teso. Porterà alla solita interrogazione parlamentare e uno sfogo a cuore aperto del capitano avversario. Dovrebbero fare un campionato a parte, cosa poi in effetti accaduta, con diciassette punti di vantaggio in classifica finale. Ma intanto è sempre il 91°, e un pallone viene crossato in area da Marchisio, è un assedio finale in vero un po’ disordinato, la vocazione difensiva interiorizzata nei geni non è richiesta; serve di più un colpo magico, estemporaneo quanto magico. Respinge di testa Yanga Mbiwa, nemmeno troppo male, svettando aitante e concentrando potenza. La palla s’innalza e cade a palombella in posizione centrale, al limite dell’area. E lì c’è Leo, che non ha paura. Chi tira al volo sa che basta poco per fare una figuraccia, ma il re taumaturgo è defilato, per coordinarsi deve spostarsi a mezzaluna da sinistra a destra, calcola il tempo, e quando è certo dell’impatto s’avventa come un’aquila e colpisce alla perfezione, da centravanti di tecnica sopraffina, e la volée è un colpo arcuato e teso, che come una corda di violino sembra congiungere un punto all’altro di un percorso perfetto, il piede di Leo e l’angolino basso del goal, lasciando risuonare una melodia dolce. Il re taumaturgo sforna altri campionati straordinari, cresce in Europa, segna altri goal da virtuoso del pallone, altri troneggiando di testa, altri ancora in area, sempre sfoggiando il trittico delle delizie delle sue doti principali: senso della posizione, tecnica, voglia di vincere incrollabile. E le solite, chiare doti sovrannaturali e taumaturgiche, come dimostrano le sue prove nelle ultime settimane. Da fantasma è apparso davanti a Higuaín e gli ha soffiato dalla testa un goal sicuro in Juventus Napoli; da fantasma (doveva essere squalificato a Bologna, pura meraviglia del destino) è apparso da nulla e ha segnato ancora in volée il goal del vantaggio con l’Inter, sfoggiando la più bella prestazione in maglia Juventina, fatta di un fantastico repertorio: anticipi, impostazioni, tackle scivolati, aggiramenti palla al piede, e in più una magnifica transizione da difesa a centrocampo con passaggio rischioso di Buffon, e Leo che pressato lascia scorrere la palla, supera l’uomo e avanza di venti metri a testa alta: azione degna di Beckenbauer. Infine, taumaturgo nell’ultima gara di Coppa Italia, quando il suo rigore decisivo ha guarito una squadra che sembrava composta da lebbrosi impauriti. Guardandolo con gli occhi dell’oggi Leonardo Bonucci è a tutti gli effetti desinato a entrare con merito nella storia dei più grandi difensori della Juventus. Nella storia di quella vocazione assoluta che in bianconero è il difendere. Ma in un modo unico. Bonucci è più unico di Barzagli e Chiellini, muraglie fisiche dal temperamento indomabile, ma più in tradizione con i grandi interpreti della juventinità difensiva. Loro sono nel solco di Cannavaro, il solo marcatore puro della storia a vincere un Pallone d’Oro, ovviamente da juventino. Nel solco di Romeo Benetti, il cui nome faceva paura solo a pronunciarlo, di Spinosi, di Morini; nel solco di Sandro Salvadore la bandiera, coraggioso, potente, indomito, che nei racconti dei vecchi juventini di famiglia era l’uomo che qualsiasi soldato avrebbe voluto come compagno di trincea in guerra. Nel solco di Jürgen Kohler, indistruttibile spauracchio di Van Basten, di Ciro Ferrara e Paolo Montero, i feroci paladini di anni indimenticabili, di Brio e Carrera nobili a Torino dopo la provincia, di Claudio Gentile il mastino insuperabile anche per Maradona, di Thuram fatato e aitante anche lui, puro fuoriclasse d’ebano ma privo, vicino alla porta, del colpo da barracuda. Se proprio si deve scegliere un filone tradizionale, Bonucci mi sembra più appartenere di diritto a quello dei grandi difensori juventini non catalogabili, sui generis. Come Carlo Parola, magnifico interprete della rovesciata, che non ho mai visto giocare e che eppure è scolpito nella mia memoria come icona del calcio italiano attraverso la Panini, mentre è sospeso in aria intento a sfidare la legge di gravità. Come Antonio Cabrini, che con la sua legge dell’estetica, del tiro al fulmicotone e della tecnica da ala sinistra ha cambiato il ruolo di terzino sinistro per sempre. E infine, come Gaetano Scirea, l’irraggiungibile. La classe pura. Il giocatore più corretto che abbia mai calcato un campo di calcio. La guida, il confessore, il consigliere, la colonna, l’amico taciturno a cui si poteva affidare la propria esistenza. Il regista tecnico che faceva dello stile un’essenza assoluta. Scirea non aveva difetti e rendeva estremamente facile il calvario della venerazione, per dirla alla Cioran». LA MAGLIA DELLA JUVE, 14 LUGLIO 2017 D’ora in poi, parleremo della “BBC” al passato. Sapevamo che sarebbe accaduto, un giorno: non ci aspettavamo che accadesse in questi tempi, modi e termini. Ma prima o poi doveva accadere: una delle difese più’ forti della nostra storia è giunta al capolinea. Leonardo Bonucci è un calciatore del Milan, che l’ha fatto suo per 40 milioni di euro. Quando approdò all’ombra della Mole, Bonucci era un buon prospetto proveniente dal Bari: nelle fila dei galletti, aveva militato in coppia con Ranocchia, che veniva considerato più forte di lui al momento e in prospettiva. In sette anni, Leo è diventato uno dei difensori più forti al mondo. Giorno dopo giorno, con professionalità, dedizione, voglia di migliorarsi. Conte gli insegna a difendere fuori dall’area di rigore, lui si applica e ne trae i frutti. Ne trae i frutti anche la Juve, che a un certo punto si ritrova al centro della terza linea un calciatore eccezionale. Il ragazzo che aveva bisogno del motivatore personale, è diventato un leader del complesso. Guida la retroguardia non solo sul piano tecnico, tira il gruppo sotto tutti i punti di vista, ci mette sempre la faccia. La “BBC” diventa leggenda, su Leo piovono riconoscimenti da ogni dove: i migliori allenatori in circolazione (Pep Guardiola e Antonio Conte, tanto per fare due nomi) lo ritengono un punto fermo nella loro difesa ideale. Per i tifosi, bianconeri, Leonardo Bonucci diventa Leo, semplicemente: uno di quelli sui quali, in un calcio senza bandiere, puoi fare affidamento, uno di quelli che non ti fa sentire solo un “cliente”, come vorrebbe la società, ma un tifoso, come vorrebbe il bambino che risiede in ogni vero sostenitore. Uno di quelli che ti trasmette orgoglioso senso di appartenenza. Senso della posizione, visione di gioco, capacità nel gioco aereo, fiuto del goal, grande abilità in fase di impostazione: il suo repertorio è completo. Non è velocissimo, ma supplisce a uno scatto non irresistibile con il mestiere. Quando parlano male di lui, i detrattori sono pregati di sciacquarsi la bocca: a ogni esultanza, Bonny lo ricorda con un gesto eloquente, che diventa una sua caratteristica. I tifosi delle squadre avversarie, avvelenati dal tifo anti juventino, sono sempre pronti a sminuirne le doti: perché Leo dà fastidio, è un osso duro, è uno privo di sfumature, è uno che ti ricorda sette giorni su sette che la Juve sta lassù e correte, correte pure che tanto non la prendete. In altre parole, ce lo invidiano. Al netto dei retroscena inerenti la cessione di Leo (retroscena, specie quelli inerenti Cardiff, sui quali non stiamo a fantasticare: non eravamo presenti, la verità nella sua interezza verrà fuori col tempo) possiamo registrare l’ovvio: i rapporti fra il giocatore e il tecnico si erano deteriorati, e ricomposti solo in apparenza. A partire dalla gara col Palermo? Probabilmente da prima. Bonny aveva voglia di cambiare aria, la società ha avallato il tutto e l’ha ceduto. Siamo ai saluti, Leo. 319 partite e ventuno reti con la maglia della Juve, dodici trofei nazionali messi in bacheca nell’arco di un ciclo leggendario non te li toglierà nessuno. Nessuno ti toglierà quello che hai fatto con noi e per noi, anche se sicuramente ti sei giocato l’affetto di milioni di fan: è inevitabile, non puoi farci nulla. Sei stato grande. E non sarà facile sostituirti, perché saresti anche stato l’ideale anello di congiunzione fra i vecchi e i nuovi componenti della terza linea bianconera. È vero, i calciatori passano e la Juve resta. Resterà anche questa volta, ma sono i calciatori che hanno contribuito e contribuiscono a rendere un mito la Vecchia Signora, non solo l’ambiente, la società, il modo di pensare e lavorare seriamente. I calciatori contano, sempre. Ciao, Leo. CATERINA BAFFONI, TUTTOJUVE.COM 16 LUGLIO 2017 Proviamo a far luce su un fatto “buio” per così dire, agli occhi di un tifoso bianconero a oggi: Bonucci, promesso eterno sposo alla Juventus, decide di svuotare l’armadietto di Vinovo per accasarsi nella dimora di una diretta concorrente, o meglio: storica rivale. E allora, proviamo a incoraggiare lui stesso, affinché il suo talento indiscusso, nato dalla caparbietà di Madama nel credere e nello scommettere su di lui sin dai suoi tempi cupi(ssimi), possa trovare la giusta collocazione nella spiegazione di un tifoso bianconero qualunque. Indipendentemente dalle varie “voci di corridoio” che inevitabilmente si inseguono alla ricerca di una valida spiegazione tra screzi o diverbi vari e quindi di malsani episodi accaduti nello spogliatoio, al caro vecchio ed ex Leo avrei suggerito di essere più paziente e quindi di riflettere. E non riconoscente, come magari molti di voi avrebbero voluto leggere, perché si sa che oggi, di riconoscenza, nel calcio, ce n’è davvero poca. Aspettare e riflettere non si parificano a una rassegnazione passiva o a una sconfitta. La intendo come il frutto tra forza e coerenza, capace di valutare la sua azione per ciò che valeva nella sua tenacia! E sì che valeva alla Juventus. Le gerarchie non sono mai predeterminate o divine in una squadra, e questo vale ancora di più in Corso Galileo Ferraris. E allora, Leo, chi arriva ed è nuovo, sa bene che ha davanti a sé una montagna intera da scalare per raggiungere la vetta dell’accoglienza e del rispetto. E chi offre un braccio per aiutare a salire sempre più in alto, tra la bolgia delle tempeste, non può essere accantonato, così, nel dimenticatoio. Ti avrei consigliato, oltre alla riflessione, senza scomodare la oramai santa e ignota riconoscenza, di essere lungimirante. Sì, perché il tempo è sempre stato dalla parte di un giocatore, e allora la domanda sorge spontanea: come è stato possibile non rivolgersi a un pubblico che non ha mai smesso di credere in te? Perché se oggi rappresentiamo il prodotto di quello che siamo stati ieri, domani saremo anche ciò che siamo oggi, dell’esempio che portiamo. E quale esempio hai voluto portare? Ti avrei invitato di nuovo alla riflessione, Leo, perché a differenza di molti altri, non hai dovuto portare il solito fardello di dover dimostrare tutto il talento e subito. Il distacco è la cosa più complicata da accettare, ma il giusto distacco ragionato, calmo e cauto, avrebbe dato un altro senso. Cauto e calmo, come l’atteggiamento di chi ha sempre saputo e voluto aspettare. Cavalcare l’onda dell’entusiasmo e delle vittorie in bianconero, non è da tutti, ma è il sogno di tutti, ed è stato anche il tuo in modo tale da poter graffiare sul vetro dei ricordi e incastonarti tra i totem e “i mostri sacri” della casacca Juventina. C’eri arrivato, e pure a modo. Quando le bandiere lasciano, il rischio e il “dolore” sportivo che si portano e trascinano dietro nei confronti dei tifosi, è inevitabilmente quello di avere rimpianti e nostalgia. Ma per questo ti ringraziamo Leo19, perché per quanto al tuo giovane animo possa sembrare banale, ti assicuro che il tifoso juventino, voltando lo sguardo a te, avrà nella sua memoria il te bianconero in un breve flash dalla durata di un battito di ciglia. Mentre l’abisso dei ricordi, l’hard disk delle emozioni indelebili, sarà un lusso riservato a pochi altri. C’erano e forse chissà, ci saranno altre bandiere nel variopinto mondo del calcio che hanno scelto di legare la propria immagine, il proprio essere alla lealtà di una squadra. Una lealtà che va onorata e portata avanti a mo’ di esempio, come chi ha voluto perseguire il cammino intrapreso per diventare un campione, per essere un giorno il desiderio di un bambino. Ma questo privilegio, caro Leo, è riservato, come detto, ad altri e a pochi eletti. Il lieto fine, allora, è anch’esso riservato solo per le storie vere. Ed è chiaro quindi che questa, è tutta un’altra storia. In bocca al lupo per la tua nuova avventura. Il suo saluto di commiato: «Allegri? Con lui ho avuto un rapporto alla luce del sole, ho giocato tanto e se è successo è perché sono stato considerato importante. Avere discussioni durante gli anni è normale: sono uno diretto che dice sempre la verità. Ma con lui non ho avuto alcun tipo di problema. Poi, è ovvio che alcune situazioni portano delle conseguenze e ognuno si prende le proprie responsabilità. Sgabello di Porto? Pare che sia stata la cosa più eclatante, ma in realtà è solo la goccia finale. Già prima c’erano state altre situazioni. Poi, comunque, la cosa si era ricomposta. Accoglienza dei tifosi bianconeri? Per quello che ho dato alla Juve, non mi sento né un traditore né un mercenario. Se dovessero fischiarmi devono sapere che, così come gli insulti che ricevevo in bianconero mi caricavano, sarà così anche nel caso mi fischiassero allo Stadium. La vita è fatta di cicli che si aprono e chiudono, e quando fai parte di un gruppo per sette anni speri di lasciare qualcosa di bello. Diciamo che nell’ultima parte della stagione il legame si è affievolito da entrambe le sponde e abbiamo deciso in accordo di allontanarci. Negli ultimi mesi si è sgretolato qualcosa. E cambiare è stata la conseguenza. Per dare il 100% io devo sentirmi importante, cosa che oramai succedeva a fasi alterne. E questo non mi andava. Anche i matrimoni più belli a volte finiscono. Ricucire? La premessa è che alla Juve ho dato tanto e dalla Juve ho ricevuto tanto. Per me non è stata una scelta facile perché sette anni sono difficili da chiudere e da dimenticare. Ma il rapporto era arrivato alla conclusione, da parte di entrambi non c’era più voglia di continuare insieme. Però devo dire che per come è finita, ne siamo usciti tutti bene: io, la Juve e il Milan». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2018/05/leonardo-bonucci.html
  5. LEONARDO BONUCCI https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Bonucci Nazione: Italia Luogo di nascita: Viterbo Data di nascita: 01.05.1987 Ruolo: Difensore Altezza: 190 cm Peso: 85 kg Nazionale Italiano Soprannome: Bonnie Alla Juventus dal 2010 al 2017 e dal 2018 Esordio: 29.07.2010 - Europa League - Shamrock Rovers-Juventus 0-2 Ultima partita: 12.03.2023 - Serie A - Juventus-Sampdoria 4-2 497 presenze - 35 reti 8 scudetti 4 coppe Italia 5 supercoppe italiane Campione d'Europa 2021 con la nazionale italiana Leonardo Bonucci (Viterbo, 1º maggio 1987) è un calciatore italiano, difensore della Juventus e capitano della nazionale italiana, con cui si è laureato campione d'Europa nel 2021. Nella sua carriera ha vinto otto campionati di Serie A con la Juventus (sei consecutivi dal 2011-2012 al 2016-2017 e altri due nelle stagioni 2018-2019 e 2019-2020), club quest'ultimo a cui ha legato la maggior parte della carriera e con cui si è aggiudicato anche quattro Coppe Italia (tre consecutive dal 2014-15 al 2016-17 e ancora nel 2020-21) e cinque Supercoppe di Lega (2012, 2013, 2015, 2018 e 2020), disputando inoltre due finali di UEFA Champions League (2015 e 2017); in precedenza, con la squadra nerazzurra aveva vinto, a livello giovanile, un Campionato Primavera (2006-07) e una Coppa Italia Primavera (2005-06). Con la nazionale ha trionfato all'europeo itinerante di Europa 2020; tra gli altri piazzamenti, è stato finalista all'europeo di Polonia-Ucraina 2012 e terzo classificato alla Confederations Cup di Brasile 2013 e alla UEFA Nations League del 2020-2021. In azzurro ha inoltre preso parte ai mondiali di Sudafrica 2010 e Brasile 2014 e all'europeo di Francia 2016. Considerato tra i migliori difensori della sua generazione, a livello individuale è stato nominato miglior calciatore AIC nel 2016, oltre a essere stato inserito nel 2013-14 e nel 2017-18 nella squadra della stagione della UEFA Europa League, nel 2015, 2016, 2017 e 2020 nella squadra dell'anno AIC, nel 2016 nella formazione ideale dell'Équipe e nella squadra dell'anno UEFA, nel 2016-17 nella squadra della stagione della UEFA Champions League e nell'ESM Team of the Year, nel 2017 e nel 2021 nell'undici ideale del FIFA FIFPro World XI e nel 2021 nell'XI All Star Team dell'europeo. Nel 2021, inoltre, si è classificato 14º nella graduatoria del Pallone d'oro. Leonardo Bonucci Bonucci in nazionale nel 2015 Nazionalità Italia Altezza 190 cm Peso 85 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Juventus Carriera Giovanili 1993-2000 Pianoscarano 2000-2002 Viterbese 2002-2004 Nuova Bagnaia 2004-2005 Viterbo 2005-2007 Inter Squadre di club 2005-2007 Inter 1 (0) 2007-2009 → Treviso 40 (4) 2009 → Pisa 18 (1) 2009-2010 Bari 38 (1) 2010-2017 Juventus 319 (19) 2017-2018 Milan 35 (2) 2018- Juventus 157 (14) Nazionale 2010- Italia 116 (8) Palmarès Europei di calcio Argento Polonia-Ucraina 2012 Oro Europa 2020 UEFA Nations League Bronzo Italia 2021 Confederations Cup Bronzo Brasile 2013 Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA Argento Finalissima 2022 Biografia Secondo di due figli, cresce a Viterbo nel quartiere Pianoscarano, uno dei rioni medioevali della città. Nel 2011 sposa Martina: la coppia ha tre figli. Suo fratello Riccardo, maggiore di cinque anni, è stato giocatore in Serie C1 con la Viterbese, e a livello dilettantistico in squadre della provincia di Viterbo. Nell'estate 2012 Bonucci viene deferito dalla Procura Federale della FIGC nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo Scommessopoli dell'anno precedente, col procuratore federale Stefano Palazzi che richiede per lui una squalifica di 3 anni e 6 mesi: nelle settimane seguenti il giocatore viene prosciolto dalla giustizia sportiva sia in primo sia in secondo grado. Per gli strascichi del caso nella giustizia ordinaria, nel luglio del 2013 è tra gli indagati a cui la Procura di Cremona invia un'informazione di garanzia circa un incidente probatorio atto alla ricerca di possibili combine: la posizione del calciatore viene archiviata nel febbraio 2015. Caratteristiche tecniche Nato come centrocampista centrale, in seguito è stato arretrato con successo da Carlo Perrone, suo tecnico nel settore giovanile della Viterbese, a difensore centrale. Nonostante l'iniziale ubicazione alla destra del blocco difensivo, in seguito è andato stabilmente a ricoprire compiti di «regista difensivo» — di fatto aggiornando lo storico ruolo di libero della squadra —; ciò principalmente in una difesa a tre, seppur abbia disponibilità a giocare anche in un reparto arretrato composto da quattro elementi. Bonucci (a sinistra) contrasta in elevazione l'inglese Welbeck nei quarti di finale del campionato d'Europa 2012: l'abilità nel gioco aereo è una delle migliori qualità del difensore. Calciatore di grande personalità — caratteristica che porta estimatori e detrattori a dividersi nettamente circa il giudizio nei suoi confronti — nonché avvezzo ad assumersi responsabilità e ruoli da leader in campo, in fase difensiva eccelle nei contrasti e nel gioco aereo, mentre in fase offensiva ben si disimpegna nell'impostare l'azione, effettuare lanci lunghi per i compagni e, in seconda battuta, attaccare gli spazi delle retroguardie rivali. Dopo alcune difficoltà tecnico-tattiche in cui incappò nei primi anni in Serie A — che fecero nascere tra la stampa specializzata il neologismo di «bonucciata» per definire alcuni grossolani svarioni palla al piede, dettati spesso da troppa sicurezza e scarsa concentrazione —, ha raggiunto il suo massimo rendimento nelle stagioni alla Juventus, migliorando considerevolmente agli ordini di Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri poi, affermandosi tra i punti fermi della rosa bianconera degli anni 2010 nonché tra i migliori difensori della sua epoca: tra gli altri, Josep Guardiola ne ha parlato come di uno dei suoi giocatori preferiti di sempre. Nonostante il ruolo si è mostrato più volte avvezzo al gol nel corso della carriera, emergendo tra i difensori più prolifici della sua generazione; all'occorrenza si dimostra inoltre un efficace rigorista. Assieme ad Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini, nel corso degli anni 2010 compagni di squadra sia nella Juventus sia in nazionale, Bonucci ha formato un affiatato terzetto difensivo denominato «BBC» dalla stampa specializzata; la solidità del trio ha portato al paragone con la linea difensiva composta dai terzini Virginio Rosetta e Umberto Caligaris nonché dal centromediano Luis Monti, alla base dei successi di Juventus e nazionale negli anni 1930. Con il ritiro di Barzagli, il successivo asse Bonucci-Chiellini venutosi a creare è stato ritenuto, per longevità decennale e rendimento ad alti livelli, uno dei più solidi e complementari del calcio internazionale oltreché accostato a coppie del passato quali Beckenbauer-Schwarzenbeck, Scirea-Gentile o Baresi-Costacurta. Carriera Club Gli esordi con Viterbese e Inter (2000-2007) Tira i primi calci nel Pianoscarano, società del quartiere Carmine della natìa Viterbo, in cui compie tutta la trafila delle formazioni giovanili. Nel 2000 passa alla Viterbese disputando prima il campionato Giovanissimi Sperimentali e l'anno successivo quello Giovanissimi Nazionali. Nel 2002 si trasferisce temporaneamente alla Nuova Bagnaia, società dell'hinterland viterbese, per giocare il campionato Allievi, quindi nel 2004 torna alla base tra gli Allievi Nazionali allenati da Carlo Perrone. Durante la stagione 2004-05 colleziona qualche panchina con la prima squadra gialloblù, in Serie C2, e sostiene un provino con l'Inter; con le giovanili nerazzurre disputa in prova due tornei, ad Abu Dhabi e a Parma, al termine dei quali la società lombarda, l'11 luglio 2005, lo ingaggia per 40 000 euro inserendolo nella squadra Primavera. La stagione 2005-06 vede Bonucci vincere con la formazione giovanile interista la Coppa Italia Primavera, agli ordini di Daniele Bernazzani (benché non scenda in campo nella doppia finale contro i concittadini del Milan). Intanto il 14 maggio 2006 Roberto Mancini, tecnico della prima squadra, lo fa esordire in Serie A, facendolo subentrare al 90' a Solari nella sfida dell'ultima giornata di campionato a San Siro contro il Cagliari (2-2): con tale presenza, a posteriori rientra ufficialmente nella rosa campione d'Italia dopo l'assegnazione d'ufficio dello scudetto ai nerazzurri, nelle settimane seguenti, per effetto delle sentenze di Calciopoli. Nell'annata seguente rimane nei ranghi della Primavera, perdendo la supercoppa di categoria contro la Juventus (in cui subentra nel corso della finale) ma emergendo poi nel corso della stagione, insieme ad altri promettenti elementi quali Balotelli e Biabiany, tra i maggiori artefici della vittoria del titolo di categoria: «già da ragazzo si intravedeva quanto fosse un vincente, tanto che fu uno dei protagonisti del nostro scudetto», ricorderà a posteriori il tecnico di quella formazione, Vincenzo Esposito. Mancini gli concede inoltre 3 nuove presenze con la prima squadra, tutte in Coppa Italia, tra cui la semifinale di ritorno giocata da titolare contro la Sampdoria (0-0). Le esperienze a Treviso, Pisa e Bari (2007-2010) Bonucci in azione al Bari nel 2009 Nell'estate 2007, a 20 anni, è ceduto in prestito al Treviso, in Serie B, con cui rimane un anno e mezzo totalizzando 40 gare e 4 reti. La prima stagione in Veneto, agli ordini di Giuseppe Pillon, è molto positiva per Bonucci il quale, alla sua prima esperienza da professionista, riesce a diventare titolare nel corso del campionato trovando anche i primi gol: «era un ragazzo giovane, ma fin dai primi allenamenti mi fece una gran bella impressione, specialmente per la sua personalità», ricorderà in seguito lo stesso Pillon; negativo è invece l'epilogo della sua avventura in maglia biancoceleste, nel primo semestre dell'annata 2008-09, poiché il nuovo tecnico Luca Gotti gli preferisce elementi più esperti come Scurto e Šmit. Il 15 gennaio 2009 passa quindi in prestito ai pari categoria del Pisa allenati da Gian Piero Ventura, dove nella seconda parte della stagione colleziona da titolare 18 presenze e 1 gol. Nonostante la retrocessione del club toscano, il difensore inizia a emergere tra le più valide promesse italiane nel ruolo; ciò anche grazie allo stile di gioco di Ventura, volto a favorire la costruzione dell'azione fin dalle retrovie, e che ben si addice a un calciatore quale Bonucci, un «difensore che pensa come un centrocampista». Tornato all'Inter al termine di questo biennio di prestiti, il 29 giugno 2009 è acquistato definitivamente dal Genoa nell'ambito della trattativa che porta Milito e Thiago Motta a Milano, venendo valutato 4 milioni di euro. Non ha tuttavia modo di vestire la maglia rossoblù, poiché il successivo 9 luglio è prelevato in compartecipazione dal Bari, neopromosso in Serie A e sulla cui panchina è nel frattempo arrivato proprio Ventura, il quale sollecita la società biancorossa a puntare sul giocatore. In Puglia è titolare sin dalla prima giornata della stagione 2009-10, un pareggio 1-1 nella trasferta contro la sua ex squadra dell'Inter, e dov'è suo malgrado autore di un fallo da rigore su Milito; ciò nonostante, nel prosieguo dell'annata è protagonista di prestazioni di livello, giocando tutte le 38 partite di un campionato in cui il 30 gennaio 2010 trova il suo primo gol in massima categoria, in semirovesciata nella vittoria interna 4-2 sul Palermo, e che il 3 marzo lo portano a vestire per la prima volta la maglia azzurra. A Bari fa coppia al centro della retroguardia dei galletti con un altro promettente elemento, Ranocchia, formando un giovane ma solido e affiatato duo difensivo che presto emerge tra i migliori del campionato; seppur all'epoca, è proprio il compagno di reparto ad attirare su di sé le maggiori attenzioni degli addetti ai lavori. Al termine dell'unico suo anno in biancorosso, nel giugno 2010 la comproprietà tra Bari e Genoa è risolta prima di arrivare alle buste: il giocatore è riscattato dai pugliesi con la complicità della Juventus, che ne acquisterà successivamente il cartellino. Juventus Dalla crisi all'affermazione (2010-2012) Bonucci (a sinistra) alla Juventus nel 2010, mentre contrasta Rudņevs nella trasferta di Europa League contro il Lech Poznań Il 1º luglio 2010 il difensore approda alla Juventus per una valutazione, tra contanti e contropartite, di circa 15,5 milioni di euro. Esordisce in competizioni ufficiali il 29 dello stesso mese, nella gara di andata del terzo turno preliminare di Europa League, giocata in Irlanda contro lo Shamrock Rovers e vinta 2-0 dai bianconeri; nella stessa competizione, il 19 agosto realizza il suo primo gol in maglia juventina, portando la squadra in vantaggio nella partita di andata dei play-off vinta 2-1 contro gli austriaci dello Sturm Graz. L'esordio in campionato arriva dieci giorni dopo, nella trasferta persa contro la sua ex squadra del Bari (1-0). In bianconero va ad agire ancora come centrale di difesa, formando la coppia titolare assieme a Chiellini, tuttavia nella sua prima stagione a Torino incontra varie difficoltà: da una parte per l'impostazione difensiva adottata dall'allenatore Luigi Delneri, il quale lo inquadra in un rigido 4-4-2 che finisce per svilirne le qualità in fase di costruzione del gioco, e dall'altra per «un misto di supponenza e poca concentrazione» che lo porta a cadere in vari errori tecnici, le cosiddette «bonucciate». Tutto ciò ne fa tra i calciatori più contestati della rosa juventina 2010-11 che chiude il campionato con un deludente settimo posto, fallendo dopo vent'anni la qualificazione alle coppe europee. Una situazione che si ribalta nella stagione 2011-12, quando alla guida dei piemontesi arriva Antonio Conte. Seppur relegato in panchina durante le prime settimane della nuova gestione tecnica, a favore della coppia Barzagli-Chiellini, sul finire del 2011 Bonucci ritrova la titolarità grazie alla nuova retroguardia a tre elementi studiata da Conte, che lo vede playmaker difensivo con i due succitati compagni di squadra ai lati: è la nascita della cosiddetta «BBC», la linea difensiva alla base dei successi juventini negli anni seguenti. Il 7 aprile 2012 segna un gol nella vittoriosa trasferta al Barbera con il Palermo (2-0), contribuendo al sorpasso in testa alla classifica dei bianconeri ai danni del Milan, culminato il 6 maggio seguente nella conquista dello scudetto, il primo in maglia juventina per Bonucci, arrivato grazie al 2-0 in campo neutro a Trieste sul Cagliari. Gli anni della «BBC» (2012-2016) Bonucci in maglia bianconera nell'estate 2014, in amichevole a Singapore contro una selezione locale Artefice in questo periodo di una costante crescita sul piano tecnico e soprattutto mentale, la stagione 2012-13 inizia con la vittoria della Supercoppa di Lega a Pechino, grazie al 4-2 sul Napoli maturato ai supplementari. Il 2 ottobre 2012 Bonucci realizza la sua prima rete in Champions League, nel match terminato 1-1 contro gli ucraini dello Šachtar. Il 5 maggio 2013, grazie alla vittoria casalinga per 1-0 sul Palermo, vince il secondo scudetto consecutivo. Chiude la stagione da bianconero con più presenze in assoluto (48), alla pari con il collega di reparto Barzagli. Apre la stagione 2013-14 con la conquista, il 18 agosto, della sua seconda Supercoppa di Lega, battendo a Roma per 4-0 la Lazio. Il 3 aprile 2014 va a segno per la prima volta in Europa League, decidendo la sfida di andata dei quarti di finale sul campo dei francesi dell'Olympique Lione (0-1). Il 4 maggio, a seguito della sconfitta 1-4 della Roma a Catania, senza scendere in campo vince il suo terzo scudetto consecutivo con la Juventus. Con la squadra torinese passata nell'annata 2014-15 agli ordini di Massimiliano Allegri, il 5 ottobre decide la sfida di cartello con la Roma segnando il gol del definitivo 3-2. Il 7 aprile 2015, in occasione della semifinale di ritorno di Coppa Italia, mette a segno il primo gol in carriera nella manifestazione, chiudendo le marcature nello 0-3 dell'Artemio Franchi ai danni della Fiorentina, risultato che permette alla squadra torinese di raggiungere la finale, rendendo così ininfluente la sconfitta 1-2 della gara di andata. La stagione culmina con il double composto dalla vittoria del quarto scudetto consecutivo in bianconero, arrivato il 2 maggio dopo la vittoria 1-0 sul campo della Sampdoria, assieme alla Coppa Italia, vinta il 20 dello stesso mese con un 2-1 ai supplementari sulla Lazio; il 6 giugno gioca inoltre la sua prima finale di Champions League, persa 1-3 a Berlino contro gli spagnoli del Barcellona. Da destra, in divisa nera: Barzagli, Bonucci e Chiellini, ovvero la linea difensiva «BBC» della Juventus pluriscudettata negli anni 2010, qui sul campo del Frosinone nella sfida di Serie A del 7 febbraio 2016 Ormai divenuto tra i leader dello spogliatoio juventino, l'8 agosto apre la nuova annata 2015-16 con la conquista della terza Supercoppa nazionale della carriera, superando per 2-0 la Lazio sul campo di Shanghai; inoltre il 23 settembre, in occasione della sfida casalinga di campionato pareggiata 1-1 con il Frosinone, per la prima volta scende in campo dal 1' con la fascia di capitano della squadra. Il 2 marzo 2016, nonostante la sconfitta 0-3 rimediata a Milano contro l'Inter, ai tiri di rigore realizza il decisivo penalty che porta i bianconeri alla seconda finale consecutiva di Coppa Italia, poi vinta il 21 maggio a Roma contro un Milan superato 1-0 al termine dei supplementari. Il 25 aprile, a coronamento di una rimonta-record, si aggiudica matematicamente il quinto scudetto consecutivo contribuendo così a far bissare al club il double dell'anno precedente. Una stagione complicata (2016-2017) La settima stagione a Torino, seppur globalmente positiva come risultati di squadra, è negativa sotto l'aspetto personale, con Bonucci reo di comportamenti che a lungo andare logorano il rapporto con l'ambiente bianconero: una situazione deflagrata già nel mese di febbraio e poi trascinatasi per il resto dell'annata. Già sul piano fisico, la stagione non è tra le più fortunate della sua carriera: nel novembre 2016, pochi giorni dopo aver contribuito con un gol al Siviglia alla qualificazione alla fase a eliminazione diretta di Champions League, subisce infatti un infortunio al bicipite femorale della coscia sinistra durante la sconfitta esterna 3-1 in campionato contro il Genoa, che lo costringe a restare lontano dai campi fino all'inizio del 2017. Una volta ristabilitosi, il 17 febbraio tocca le 300 presenze con la formazione torinese, in occasione della vittoria 4-1 allo Stadium sul Palermo: nella circostanza, tuttavia, un pubblico alterco a bordocampo con Allegri gli costa l'esclusione dalla successiva trasferta di Champions League contro il Porto, prima avvisaglia dell'addìo che si consumerà a fine stagione. Frattanto il 17 maggio mette in bacheca la Coppa Italia, primo trofeo stagionale nonché terzo consecutivo per la squadra bianconera, dopo la vittoriosa finale di Roma sulla Lazio dov'è peraltro autore del definitivo 2-0; quattro giorni dopo, con il successo 3-0 allo Stadium sul Crotone arriva anche il sesto titolo italiano di fila e settimo personale, che permette al difensore e alla squadra d'inanellare il terzo double nazionale consecutivo, e soprattutto di battere dopo 82 anni il record della Juve del Quinquennio: Bonucci, insieme ai compagni di squadra Barzagli, Buffon, Chiellini, Lichtsteiner e Marchisio, è tra i 6 esacampioni d'Italia di questo ciclo bianconero. Il 3 giugno scende in campo a Cardiff per la sua seconda finale di Champions League, persa 1-4 contro il Real Madrid. Rimarrà questa l'ultima partita del suo primo periodo torinese: infatti, nonostante quanto palesato da Bonucci giusto pochi mesi prima circa il voler diventare una «bandiera» del club, il suo rapporto con la Juventus s'interrompe bruscamente nell'estate seguente. La parentesi al Milan (2017-2018) Con una trattativa-lampo tra due storiche rivali che sorprende non poco addetti ai lavori e tifosi, il 20 luglio 2017 il giocatore passa al Milan per 42 milioni di euro. Su spinta della nuova proprietà rossonera appena insediatasi, viene inoltre nominato capitano della squadra, indossando la fascia fin dal suo esordio con la nuova maglia, il 17 agosto seguente a San Siro, nella vittoria contro i macedoni dello Škendija (6-0) valevole per l'andata dei play-off di Europa League. Pur a fronte degli altisonanti intenti della vigilia, l'impatto con la realtà milanista si rivela abbastanza tribolato per Bonucci, il quale rimane coinvolto nella crisi di risultati dell'undici di Vincenzo Montella; sul piano personale si aggiungono incomprensioni tattiche nonché poca serenità dettata da un ambiente rossonero che, se da una parte ripone grandi attese nel suo ingaggio, a posteriori presentato fin troppo avventatamente come capace di «spostare gli equilibri» del campionato, dall'altra fatica ad accettare una leadership a conti fatti imposta dall'alto e non dallo spogliatoio e, ancor più, che «la fascia che fu di Baresi e Maldini» sia finita al braccio di chi, fino a poche settimane prima, era considerato un rivale per antonomasia. Una maglia milanista indossata da Bonucci nel corso della UEFA Europa League 2017-2018 La situazione migliora parzialmente dopo l'avvicendamento tecnico tra Montella e Gennaro Gattuso, e con l'affinamento dell'intesa tra Bonucci e il compagno di reparto Romagnoli. Il 6 gennaio 2018 il difensore segna il suo primo gol in maglia meneghina, siglando il decisivo 1-0 sul Crotone; il successivo 31 marzo, a Torino, trova anche la rete del momentaneo pareggio nella prima sfida giocata contro la sua ex squadra piemontese, che tuttavia non evita la sconfitta finale per 3-1 dei lombardi. Quella che sarà l'unica stagione in rossonero di Bonucci si chiude in negativo, non riuscendo a fare la differenza in un discontinuo Milan che finisce relegato alla lotta per l'Europa League; anche il cammino in Coppa Italia, dove la squadra raggiunge la finale, termina con una netta sconfitta 0-4, ancora per mano della Juventus. Ritorno alla Juventus Gli ultimi scudetti del gruppo storico (2018-2020) La delusione per l'andamento della stagione milanista, dal punto di vista dei risultati sportivi e della stabilità societaria, nonché il pentimento per una scelta fatta in un «momento di rabbia», portano Bonucci a virare dopo soli dodici mesi verso un clamoroso dietrofront: una volta chiesta la cessione, il 2 agosto 2018 torna alla Juventus per 35 milioni di euro, nell'ambito di uno scambio di cartellini con Caldara. Sedici giorni dopo bagna il suo secondo debutto in maglia bianconera, nella vittoriosa trasferta di campionato contro il Chievo (3-2), propiziando l'autorete del clivense Bani; il 29 settembre torna invece al gol in maglia juventina, fissando sul definitivo 3-1 il vittorioso big match casalingo contro il Napoli. In avvio di campionato il difensore è costretto ad affrontare i sentimenti contrastanti della tifoseria juventina nei suoi confronti, nettamente spaccata tra favorevoli al suo ritorno, e contrari a perdonargli la rumorosa separazione di appena un anno prima. Tale situazione non influisce tuttavia sul suo rendimento in campo, dove riprende immediatamente un ruolo centrale nelle dinamiche bianconere: presto vinta la concorrenza interna con Benatia, Bonucci torna così a formare un'affiatata coppia con Chiellini al centro della difesa torinese, ritrovando quello smalto che pareva avere smarrito a Milano. All'inizio del 2019, il 16 gennaio conquista la sua quarta Supercoppa italiana, scendendo in campo da titolare nella vittoria 1-0 contro il suo ex Milan. A tale trofeo, al termine dell'annata si aggiunge lo scudetto, arrivato matematicamente già il 20 aprile, a corollario di un campionato giocato a ritmi da record, grazie al successo 2-1 nel match casalingo contro la Fiorentina: è l'ottavo tricolore della carriera per Bonucci, il quale entra così nel gotha dei pluriscudettati, dietro solo all'ex compagno di squadra Buffon, nonché l'ottavo consecutivo per la Juventus. Rimane tra gli inamovibili anche nella stagione 2019-2020, in cui il nuovo tecnico juventino Maurizio Sarri lo conferma al centro della retroguardia, stavolta a fianco del giovane neoacquisto De Ligt a causa del lungo infortunio che tiene Chiellini lontano dai campi per gran parte dell'annata; un'assenza, quest'ultima, che fa di Bonucci il capitano de facto della squadra per i mesi a seguire. In una stagione drammaticamente segnata dal covid-19 che dilata a dismisura i calendari, il difensore conquista il suo nono scudetto personale nonché nono consecutivo per la società piemontese — quest'ultimo, un primato assoluto nella storia della Serie A e dei maggiori campionati nazionali d'Europa —; a corollario, in occasione del vittorioso derby del 4 luglio 2020 contro il Torino (4-1), il viterbese tocca le 400 presenze in maglia bianconera. Anni di rinnovamento (2020-) Da destra: Bonucci, nell'occasione capitano juventino, festeggia con Arthur, il compagno di reparto De Ligt e gli altri bianconeri il gol di Kulusevski allo Zenit San Pietroburgo, nella vittoriosa trasferta di UEFA Champions League del 20 ottobre 2021. L'annata 2020-2021, trascorsa agli ordini dell'ex compagno di squadra Andrea Pirlo nel frattempo passato in panchina, non è positiva per Bonucci soprattutto nella parte iniziale, con prestazioni non all'altezza, mentre nella seconda si ritrova ulteriormente frenato dopo avere contratto il covid. Tale ruolino è sintomatico delle difficoltà stagionali della Juventus, che dopo nove anni deve abdicare nella difesa dello scudetto; nonostante ciò, nel corso del 2021 il difensore riesce comunque a rimpinguare il proprio palmarès con le affermazioni bianconere in Supercoppa italiana e Coppa Italia. In avvio dell'annata seguente, il 20 ottobre 2021, in occasione della vittoriosa trasferta di Champions League contro lo Zenit San Pietroburgo, raggiunge le 100 presenze internazionali con le squadre di club. Un mese dopo, il 20 novembre realizza la sua prima doppietta — in entrambe le occasioni su calcio di rigore — in massima serie, nel successo esterno 2-0 sulla Lazio; ripete l'exploit il 1º maggio 2022, stavolta su azione, nel successo casalingo per 2-1 contro il Venezia, che gli permette di eguagliare il compagno di squadra Chiellini come difensore a segno, nel massimo campionato italiano, in più anni solari differenti del XXI secolo (13) oltreché di stabilire un nuovo record personale di reti in una singola stagione. Nazionale Gli esordi (2010) Il 28 febbraio 2010, mentre militava nel Bari, ha ricevuto la prima convocazione in nazionale a opera del commissario tecnico Marcello Lippi, al suo secondo ciclo sulla panchina italiana. Esordisce il successivo 3 marzo, a 22 anni, scendendo in campo da titolare nell'amichevole contro il Camerun (0-0) disputata allo Stade Louis II del Principato di Monaco. Alla sua seconda presenza, il 3 giugno, realizza il suo primo gol in azzurro nella partita amichevole disputata a Bruxelles e persa 1-2 contro il Messico. Inserito nella lista dei 23 convocati al campionato del mondo 2010 in Sudafrica, non viene mai impiegato durante l'intera competizione. Gli anni dell'Ital-Juve (2010-2014) Bonucci (a destra), in maglia azzurra, alle prese con lo spagnolo Fàbregas nella finale del campionato d'Europa 2012. Confermato nel gruppo azzurro dal nuovo CT Cesare Prandelli, dopo l'addio di Cannavaro viene promosso titolare al fianco del compagno di club Chiellini. È convocato per il campionato d'Europa 2012 in Polonia e Ucraina, esordendo a Danzica, il 10 giugno, nella gara con la Spagna (1-1); scende in campo in tutte le 6 partite disputate dall'Italia, sino alla finale del 1º luglio dove la nazionale si ritrova contrapposta ancora alle Furie Rosse, che stavolta vincono con un netto 4-0. Nel giugno 2013, Bonucci è confermato da Prandelli nella rosa per la Confederations Cup in Brasile. Il 27 dello stesso mese, nella semifinale con la Spagna disputata a Fortaleza, risulta fatale il suo errore ai tiri di rigore che estromette gli azzurri dalla finale; con l'Italia conquista il terzo posto nella manifestazione, arrivato dopo aver superato l'Uruguay nella finale di consolazione, risoltasi anch'essa ai rigori. Ormai tra i punti fermi (assieme ai colleghi di reparto Buffon, Barzagli e Chiellini, e agli altri compagni di squadra Marchisio e Pirlo) della cosiddetta Ital-Juve dei primi anni 2010, è convocato al campionato del mondo 2014 in Brasile. Qui è tuttavia schierato unicamente nella terza partita del girone, persa 0-1 con l'Uruguay, che determina l'eliminazione della nazionale. Senatore azzurro (2014-2022) Bonucci (a sinistra) difende la palla dalle mire del portoghese Varela nell'amichevole di Ginevra del 16 giugno 2015. Sotto la nuova gestione tecnica di Antonio Conte, il 4 settembre 2014, nell'amichevole Italia-Paesi Bassi (2-0), indossa la fascia di capitano dopo l'uscita dal campo di De Rossi; il 18 novembre seguente, nell'amichevole Italia-Albania (1-0) disputata a Genova, per la prima volta scende in campo dal 1' come capitano della nazionale. Nel maggio 2016 è inserito nella rosa dei 23 convocati per il campionato d'Europa 2016 in Francia: nell'esordio azzurro nella competizione, il 13 giugno, serve l'assist a Giaccherini per la prima rete nel successo 2-0 sul Belgio. Autore di ottime prestazioni nel corso del torneo — miglior giocatore nella sfida degli ottavi di finale vinta 2-0 sulla Spagna campione continentale in carica —, ai quarti di finale contro la Germania realizza dal dischetto il gol dell'1-1; tuttavia, nell'epilogo ai tiri di rigore, è tra gli azzurri che non riescono a mettere a segno il proprio tentativo, sancendo l'eliminazione italiana. Con il CT Gian Piero Ventura viene impiegato in dieci partite delle qualificazioni al campionato del mondo 2018, compreso il doppio confronto del play-off del novembre 2017 contro la Svezia, che elimina clamorosamente l'Italia, a 60 anni dall'unico precedente. Da destra: Bonucci, nell'occasione capitano azzurro, canta l'inno italiano con Donnarumma, Acerbi e Barella prima della sfida contro la Bulgaria del 28 marzo 2021. Nonostante la traumatica mancata qualificazione al mondiale di Russia, per la quale Bonucci ha sempre dichiarato di non incolpare unicamente Ventura, il difensore mantiene un ruolo centrale nella nazionale anche con il nuovo commissario tecnico Roberto Mancini, debuttando peraltro sotto la sua guida con i gradi di capitano, nell'amichevole del 28 maggio 2018 tra Italia e Arabia Saudita (2-1). Il successivo 7 settembre esordisce con gli azzurri nella prima edizione della UEFA Nations League, nella gara che li vede contrapposti alla Polonia (1-1). L'8 giugno 2019 va a segno per la prima volta dall'insediamento di Mancini, siglando il definitivo 3-0 alla Grecia, nell'ambito delle qualificazioni al campionato d'Europa 2020. Il successivo 12 ottobre, nella gara di ritorno contro gli ellenici che certifica la qualificazione azzurra alla fase finale, Bonucci entra nella top ten dei più presenti in nazionale, superando l'ex compagno di squadra Del Piero con 92 apparizioni complessive. Ancora a livello statistico il 25 marzo 2021, in occasione della vittoria 2-0 sull'Irlanda del Nord valevole per le qualificazioni al campionato del mondo 2022, il calciatore raggiunge le 100 presenze in nazionale, ottavo italiano di sempre a toccare questo traguardo. Bonucci (a destra) e gli azzurri ricevuti nel luglio 2021 ai giardini del Palazzo del Quirinale dal presidente Mattarella dopo il vittorioso campionato d'Europa 2020; in secondo piano, il compagno di reparto Chiellini. Convocato nell'estate 2021 per la fase finale dell'europeo itinerante del 2020, nel frattempo posticipato di un anno a causa del covid, gioca tutte le 7 partite degli azzurri durante la competizione — divenendo l'italiano più presente nella storia del torneo — e, riproponendosi ad alti livelli nell'ormai collaudata coppia centrale con Chiellini, emerge tra i protagonisti del successo italiano: l'11 luglio segna il gol dell'1-1 nella finale di Wembley contro i padroni di casa dell'Inghilterra — venendo nominato miglior giocatore della partita e diventando, a 34 anni e 71 giorni, il marcatore più anziano in una finale dell'europeo — e trasforma, poi, uno dei tiri di rigore che consegnano agli azzurri il loro secondo titolo continentale. A manifestazione conclusa viene inoltre inserito nell'XI All Star Team dell'edizione. Nell'autunno 2021 viene inserito tra i 23 convocati per la fase finale della seconda edizione della Nations League, ospitata dall'Italia: gli azzurri chiudono la manifestazione al terzo posto, tuttavia la partecipazione di Bonucci alla Final Four dura lo spazio di un tempo, per via dell'espulsione rimediata in prossimità dell'intervallo nella semifinale di San Siro persa 1-2 contro la Spagna. Capitano (2022-) Convocato per il turno di spareggio delle qualificazioni al mondiale del Qatar, non scende in campo nella sconfitta del 24 marzo 2022 contro la Macedonia del Nord (0-1) che costa all'Italia la seconda eliminazione consecutiva. Il successivo 1º giugno a Wembley, in occasione della finalissima della Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA persa 0-3 contro i campioni del Sudamerica dell'Argentina, Bonucci gioca per l'ultima volta insieme al compagno di una carriera, Chiellini, che nell'occasione dà l'addio all'azzurro: proprio a quest'ultimo il difensore viterbese succede quale capitano della nazionale, inizialmente in pectore poiché nell'immediato non viene impiegato nella fase a gironi della terza edizione della Nations League, per la decisione di Mancini di sfruttare la competizione come banco di prova per un nuovo gruppo di azzurrabili. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Inter: 2005-2006 Campionato Primavera: 1 - Inter: 2006-2007 Competizioni nazionali Campionato italiano: 8 - Juventus: 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2018-2019, 2019-2020 Supercoppa italiana: 5 - Juventus: 2012, 2013, 2015, 2018, 2020 Coppa Italia: 4 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2020-2021 Nazionale Campionato d'Europa: 1 - Europa 2020 Individuale Squadra della stagione della UEFA Europa League: 2 - 2013-2014, 2017-2018 Gran Galà del calcio AIC: 5 - Squadra dell'anno: 2015, 2016, 2017, 2020 Miglior calciatore assoluto: 2016 L'Équipe Best XI: 1 - 2016 Squadra dell'anno UEFA: 1 - 2016 Squadra della stagione della UEFA Champions League: 1 - 2016-2017 ESM Team of the Year: 1 - 2016-2017 FIFA FIFPro World XI: 2 - 2017, 2021 Squadra maschile dell'anno IFFHS: 2 - 2017, 2021 Squadra maschile UEFA del decennio 2011-2020 IFFHS: 1 - 2020 Miglior giocatore della finale del campionato d'Europa: 1 - 2020 XI All Star Team del campionato d'Europa: 1 - Europa 2020 Globe Soccer Awards: 1 - Miglior difensore dell'anno: 2021 Onorificenze Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana «Riconoscimento dei valori sportivi e dello spirito nazionale che hanno animato la vittoria italiana al campionato europeo di calcio UEFA Euro 2020» — Roma, 16 luglio 2021. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.
  6. WOJCIECH SZCZESNY https://it.wikipedia.org/wiki/Wojciech_Szczęsny Nazione: Polonia Luogo di nascita: Varsavia Data di nascita: 18.04.1990 Ruolo: Portiere Altezza: 196 cm Peso: 84 kg Nazionale Polacco Soprannome: Tech Alla Juventus dal 2017 al 2024 Esordio: 09.09.2017 - Serie A - Juventus-Chievo 3-0 Ultima partita: 20.05.2024 - Serie A - Bologna-Juventus 3-3 252 presenze - 233 reti subite 3 scudetti 3 coppe Italia 2 supercoppe italiane Wojciech Tomasz Szczęsny (Varsavia, 18 aprile 1990) è un calciatore polacco, portiere del Barcellona. Wojciech Szczęsny Szczęsny con la nazionale polacca al campionato del mondo 2018 Nazionalità Polonia Altezza 196 cm Peso 84 kg Calcio Ruolo Portiere Squadra Barcellona Carriera Giovanili 2005-2006 Legia Varsavia 2006-2009 Arsenal Squadre di club 2009 Arsenal 0 (0) 2009-2010 → Brentford 28 (-29) 2010-2015 Arsenal 132 (-154) 2015-2017 → Roma 72 (-72) 2017-2024 Juventus 252 (-233) 2024- Barcellona 15 (-12) Nazionale 2008 Polonia U-19 2 (-4) 2010 Polonia U-20 3 (-2) 2008-2010 Polonia U-21 8 (-13) 2009-2024 Polonia 84 (-83) Biografia Soprannominato Tek o Tech, dall'abbreviazione della pronuncia del suo nome di battesimo – «Nessuno mi chiama Wojciech. In Polonia mi chiamano Wojtech, che è la giusta pronuncia. Poi l'ho detto a un mio amico in Inghilterra: e da allora tutti mi chiamano Tech» –, è figlio di Maciej Szczęsny, anch'egli a suo tempo portiere della nazionale polacca. Nel maggio 2016 ha sposato l'attrice polacca Marina Łuczenko, da cui ha avuto due figli. Caratteristiche tecniche Szczęsny effettua una parata per la Juventus durante una partita di UEFA Champions League del 2021 Portiere poco appariscente ma efficace, dispone di buoni riflessi ed è valido nel posizionarsi tra i pali. Abile nel leggere l'azione e nell'allungarsi in tuffo, è pulito negli interventi, reattivo e agile nell'andare a terra. Abile in uscita, blocca pochi palloni preferendo respingere (sia sui cross che sui tiri). Dotato di ottima personalità, è forte nelle uscite a muro, come la spaccata e la croce iberica: di base, se si trova vicino al pallone, l’obiettivo è aumentare il volume corporeo mantenendo il busto il più possibile eretto per coprire lo specchio della porta, mentre se è più lontano prova ad attaccare la palla allungandosi in tuffo con le braccia protese in avanti, in modo da diminuire la distanza dall’avversario con un intervento più tempestivo. Nel corso della propria carriera ha migliorato anche le sue abilità nel gioco coi piedi. Carriera Club Gli inizi, Arsenal e Brentford Dopo gli esordi in patria nelle giovanili del Legia Varsavia, approda nel vivaio dell'Arsenal dove prosegue la sua crescita tra le giovanili e la squadra riserve. Fa la sua prima apparizione sulla panchina della prima squadra il 24 maggio 2009, in occasione della gara di Premier League contro lo Stoke City, quindi all'inizio della stagione 2009-2010 viene promosso in prima squadra. Il 22 settembre 2009 esordisce in Coppa di Lega inglese, contro il West Bromwich, senza subire reti. Nel novembre dello stesso anno viene mandato in prestito al Brentford, dove rimane per il resto della stagione. Ritorno all'Arsenal Fatto ritorno ai Gunners, il 13 dicembre 2010 esordisce in Premier League contro il Manchester Utd all'Old Trafford (1-0). Il 16 febbraio 2011 gioca la prima partita in Champions League nell'importante incontro Arsenal-Barcellona (2-1). L'8 marzo dello stesso anno disputa il ritorno degli ottavi di Champions a Barcellona, ma al 18' è costretto a uscire per un infortunio alla mano dopo aver parato un tiro da fuori area di Dani Alves: esce sul risultato di 0-0; l'Arsenal perderà poi 3-1 e verrà eliminato dalla competizione. Chiude la stagione con 15 partite disputate in campionato e con i Gunners al quarto posto. Inizia la stagione seguente parando un calcio di rigore ad Antonio Di Natale, il 24 agosto 2011, nella partita di ritorno dei preliminari di Champions League vinta per 2-1 sul campo dell'Udinese; grazie anche all'1-0 dell'andata, la sua squadra si qualifica alla fase a gironi. Il 28 agosto l'Arsenal viene battuto per 8-2 dal Manchester United all'Old Trafford: per effetto di questo risultato, suo malgrado Szczęsny diventa il primo portiere dei Gunners, dopo 115 anni, a subire 8 gol in una singola partita. Nonostante ciò, disputa tutte le partite di campionato, in cui l'Arsenal raggiunge la terza posizione. Szczęsny all'Arsenal nel 2012 Durante la stagione 2013-2014 diventa il portiere titolare della squadra, davanti a Łukasz Fabiański ed Emiliano Viviano, anche grazie alle sue prestazioni di alto livello. Il 17 agosto 2013, in occasione della prima giornata di Premier League contro l'Aston Villa, para un rigore a Christian Benteke, che poi sulla ribattuta riesce comunque a ribadire in rete la palla portando il risultato sull'1-1; la partita finirà poi 1-3 per i Villans. Il 18 gennaio 2014, nella partita vinta per 2-0 in casa contro il Fulham, raggiunge quota 100 presenze in Premier League con la maglia dell'Arsenal. Il 19 febbraio 2014, in occasione della gara di andata degli ottavi di finale di Champions League giocata all'Emirates Stadium contro il Bayern Monaco, finita 2-0 per i bavaresi, al 38' riceve la sua prima espulsione nel torneo per un fallo commesso su Arjen Robben in area di rigore; David Alaba fallirà la trasformazione. La stagione seguente, ovvero 2014-2015, gioca anche qui titolare fino alla ventesima giornata di campionato; infatti qui l'Arsenal disputò il match contro il Southampton, perso 2-0 ai danni dei Gunners; durante il post-gara le telecamere del St. Mary's Stadium riprendono il portiere polacco che fa uso di alcool e fumo. Successivamente Szczęsny viene ammonito con una multa di 26.000 sterline più la non presenza nel match successivo, infatti la partita seguente giocò al suo posto Ospina, che con migliori prestazioni gli soffia la titolarità; così Szczęsny si accomoda in panchina non disputando più nessun'altra presenza in campionato con la maglia dei Gunners. Ciononostante scende in campo nella finale di FA Cup vinta per 4-0 contro l'Aston Villa. In quest'ultima stagione il portiere polacco disputa 17 gare con 21 reti subite in campionato. Roma Il 29 luglio 2015 viene ufficializzato il suo trasferimento alla Roma con la formula del prestito. Il successivo 22 agosto fa il suo esordio ufficiale nel match pareggiato 1-1 contro il Verona. Autore di prestazioni complessivamente buone seppur altalenanti, conclude la prima stagione in maglia giallorossa con 34 presenze e 34 gol subiti in campionato e con 8 presenze e 20 gol subiti in Champions League. Il 4 agosto 2016 la Roma ufficializza il rinnovo del prestito fino al termine della stagione sportiva seguente. Conclude la sua seconda annata capitolina con 38 presenze e 38 gol subiti in campionato, mantenendo la porta inviolata in 14 occasioni – record stagionale – e segnalandosi tra i migliori portieri della Serie A; nelle coppe gioca solo una partita, subendo 3 gol nella sconfitta contro il Porto valida per i preliminari di Champions League, poiché il tecnico Spalletti preferisce dare spazio al portiere brasiliano Alisson Becker. Juventus Szczęsny alla Juventus nel 2018 Dopo la fine del prestito romanista, nell'estate 2017 Szczęsny fa inizialmente ritorno all'Arsenal, per poi tornare in Serie A nella stessa sessione di mercato, acquistato a titolo definitivo dalla Juventus per circa 12 milioni di euro. Approdato a Torino come erede designato dello storico numero uno Gianluigi Buffon, il quale è destinato a dare l'addio ai colori bianconeri l'anno successivo, per la stagione 2017-2018 il polacco va formalmente a occupare la casella di dodicesimo della squadra. Esordisce con la Juventus il 9 settembre 2017, a 27 anni, giocando titolare nella partita di campionato contro il Chievo vinta 3-0 all'Allianz Stadium; il 5 dicembre esordisce anche in Champions League con la maglia bianconera, nella vittoriosa trasferta contro i greci dell'Olympiacos (risultato finale di 2-0 per i torinesi), ultimo match della fase a gironi. Chiamato in causa con buona frequenza nonostante il ruolo di riserva, offre un rendimento convincente, grazie al quale nel gennaio 2018 batte il record di clean sheet nel minor numero di partite (nel suo caso 10 in 14 presenze). Al termine della sua prima stagione in bianconero, conquista il suo primo scudetto e la sua prima Coppa Italia. Nella stagione 2018-2019 sostituisce definitivamente Buffon (nel frattempo accasatosi al Paris Saint-Germain) come portiere titolare della Juventus. Durante la stagione totalizza 41 presenze, subendo soltanto 32 reti e contribuendo alle vittorie della Supercoppa italiana, la prima della carriera per il polacco, e del secondo scudetto consecutivo. Nella sua terza stagione in bianconero, nonostante il ritorno di Buffon, si conferma come il portiere titolare e sforna prestazioni convincenti, consacrandosi come uno dei migliori portieri della sua generazione. A fine stagione, conquista il suo terzo scudetto consecutivo, viene eletto miglior portiere del campionato, secondo la Lega Nazionale Professionisti e vince il Premio Lega Serie A come miglior portiere. Il 28 febbraio 2023, in occasione del derby casalingo vinto 4-2 sul Torino, il portiere raggiunge le 200 presenze in maglia juventina. Rimane a Torino, giocando sempre come titolare, fino all'estate 2024, quando risolve il contratto; a sostituirlo come titolare tra i pali della porta bianconera arriverà Michele Di Gregorio. Barcellona Szczęsny (secondo da sinistra) schierato in campo con il Barcellona prima della finale di Coppa del Re 2024-2025 Rimasto svincolato, il 27 agosto 2024 Szczęsny annuncia inizialmente il proprio ritiro dal calcio giocato, salvo tornare sui propri passi nelle settimane seguenti ed essere ingaggiato, il 2 ottobre dello stesso anno, dal Barcellona per sostituire l'infortunato Marc-André ter Stegen, costretto a restare lontano dai campi fino a fine stagione. Esordisce in blaugrana il 4 gennaio 2025 in occasione della trasferta valevole per i sedicesimi di finale della Coppa del Re, vinta per 4-0 contro il Barbastro e mantenendo così la porta inviolata. La settimana seguente vince il suo primo trofeo con i blaugrana, la Supercoppa spagnola, disputando la semifinale e la finale della competizione. Nel corso della stagione contribuisce ai successi dei catalani nelle restanti competizioni nazionali, la Coppa del Re e la Liga, oltre al raggiungimento delle semifinali di UEFA Champions League. Nazionale Szczęsny (a sinistra) con Jakub Błaszczykowski in nazionale nel 2013 Viene scelto come portiere titolare per le prime partite di qualificazione all'europeo Under-21 2011. Con la nazionale Under-21 disputa in totale 7 gare, subendo 12 reti e mantenendo la porta inviolata in 2 occasioni. Con la nazionale maggiore esordisce nel 2009 in amichevole contro il Canada. L'8 giugno 2012 esordisce al campionato d'Europa 2012, giocando da titolare la sfida inaugurale contro la Grecia, partita in cui viene espulso al 68' a seguito di un fallo con cui provoca un rigore, poi parato dal suo sostituto Przemysław Tytoń. Negli anni seguenti viene convocato per il campionato d'Europa 2016 in Francia e per il campionato del mondo 2018 in Russia, nei quali la Polonia viene eliminata al primo turno, e per il campionato d'Europa 2020 dove, nella gara d'esordio persa 2-1 contro la Slovacchia, è suo malgrado il primo portiere a realizzare un'autorete nella fase finale del torneo continentale: il pallone, dopo aver sbattuto sul palo, gli rimbalza sulla nuca e rotola in porta. Convocato dal commissario tecnico Czesław Michniewicz per disputare il campionato del mondo 2022 in Qatar, nella seconda partita della fase a gironi contribuisce alla vittoria per 2-0 della Polonia sull'Arabia Saudita parando il rigore calciato da Al-Dawsari. Nella terza partita del girone, persa per 2-0 contro l'Argentina, respinge anche un calcio di rigore a Lionel Messi; nonostante la sconfitta, la nazionale polacca riesce comunque a ottenere l'accesso agli ottavi di finale dove verrà eliminata dalla Francia, futura finalista della competizione. Il 25 marzo 2024, durante i tiri di rigore dell'incontro di spareggio delle qualificazioni al campionato d'Europa 2024 contro il Galles, Szczęsny respinge il tentativo finale di Daniel James, consentendo alla Polonia di qualificarsi alla fase finale del torneo. Nell'estate del 2024, viene inserito nella lista dei convocati per la rassegna tedesca: la Polonia viene eliminata ai gironi, avendo ottenuto un solo punto nell'ultima partita contro la Francia, in cui peraltro Szczęsny non scende in campo. Palmarès Szczęsny (in primo piano) e Alexis Sánchez festeggiano in parata la vittoria dell'Arsenal nella FA Cup 2014-2015 Club Coppa d'Inghilterra: 2 - Arsenal: 2013-2014, 2014-2015 Community Shield: 1 - Arsenal: 2014 Campionato italiano: 3 - Juventus: 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020 Coppa Italia: 3 - Juventus: 2017-2018, 2020-2021, 2023-2024 Supercoppa italiana: 2 - Juventus: 2018, 2020 Supercoppa di Spagna: 1 - Barcellona: 2025 Coppa di Spagna: 1 - Barcellona: 2024-2025 Campionato spagnolo: 1 - Barcellona: 2024-2025 Individuale Miglior portiere del Campionato inglese: 1 - 2013-2014 Miglior portiere del Campionato italiano: 1 - 2019-2020
  7. NICOLÓ FAGIOLI https://it.wikipedia.org/wiki/Nicolò_Fagioli Nazione: Italia Luogo di nascita: Piacenza Data di nascita: 12.02.2001 Ruolo: Centrocampista Altezza: 178 cm Peso: 70 kg Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 2020 al 2021 e dal 2022 al 2025 Esordio: 27.01.2021 - Coppa Italia - Juventus-Spal 4-0 Ultima partita: 18.01.2025 - Serie A - Juventus-Milan 2-0 69 presenze - 3 reti 2 coppe Italia 1 supercoppa italiana Nicolò Fagioli (Piacenza, 12 febbraio 2001) è un calciatore italiano, centrocampista della Fiorentina, in prestito dalla Juventus, e della nazionale italiana. Nicolò Fagioli Nazionalità Italia Altezza 178 cm Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Fiorentina Carriera Giovanili 2008-2011 Piacenza 2011-2015 Cremonese 2015-2020 Juventus Squadre di club 2018-2021 Juventus U23 25 (2) 2020-2021 Juventus 1 (0) 2021-2022 → Cremonese 33 (3) 2022-2025 Juventus 68 (3) 2025- → Fiorentina 0 (0) Nazionale 2016 Italia U-15 2 (0) 2017-2018 Italia U-17 14 (3) 2018-2019 Italia U-19 21 (2) 2021-2023 Italia U-21 7 (0) 2022- Italia 7 (0) Caratteristiche tecniche Di ruolo centrocampista, dispone di ottima tecnica e visione di gioco. Abile nei lanci lunghi, sa essere anche un buon recupera-palloni. Principalmente viene impiegato come regista davanti alla difesa, ma talvolta viene utilizzato come trequartista. Si distingue anche per la personalità con cui scende in campo. Carriera Club Gli inizi, Juventus U23 Cresciuto nelle giovanili di Piacenza prima e Cremonese poi, nel 2015 approda nel vivaio della Juventus. Esordisce da professionista il 26 agosto 2018 con la Juventus U23, la seconda squadra bianconera, nel pareggio 2-2 con l'Albissola valevole per la Coppa Italia Serie C; il successivo 24 settembre debutta nel campionato di Serie C, nella sconfitta esterna 4-0 contro la Carrarese. Nel corso della stagione rimane inquadrato nella squadra Primavera juventina e solo saltuariamente aggregato all'Under-23, senza maturare ulteriori apparizioni con quest'ultima: peraltro nell'aprile 2019 è costretto a fermarsi temporaneamente dall'attività per correggere un'aritmia cardiaca benigna. Rimane formalmente nei ranghi della Primavera anche per l'annata 2019-2020, in cui comunque aumenta il suo minutaggio con la seconda squadra in particolar modo nel vittorioso percorso in Coppa Italia Serie C, giocando tra le altre da titolare la finale di Cesena contro la Ternana. Con la stagione seguente viene promosso stabilmente nella rosa dell'Under-23: il 1º novembre 2020 trova il primo gol da professionista, quello del definitivo 1-1 nella gara casalinga di campionato contro il Lecco. Frattanto nell'estate 2018 era stato chiamato per la prima volta a far parte della rosa della prima squadra juventina, seppur ufficiosamente in occasione degli impegni precampionato; del 27 gennaio 2019 è la prima convocazione ufficiale, per la trasferta di Serie A contro la Lazio. Sempre più spesso aggregato nel corso dell'annata 2020-2021, il 27 gennaio fa il suo esordio ufficiale con la Juventus e contestualmente in Coppa Italia, scendendo in campo da titolare nella vittoria interna per 4-0 contro la SPAL; il successivo 22 febbraio debutta in massima serie, sostituendo Rodrigo Bentancur nel corso del secondo tempo nella vittoria casalinga per 3-0 contro il Crotone. A fine stagione si fregia da comprimario dei successi in Coppa Italia e Supercoppa italiana. Cremonese Il 31 agosto 2021 torna in prestito alla Cremonese, in Serie B, ritrovandosi per la seconda volta in carriera agli ordini di Pecchia. Esordisce nel campionato cadetto il successivo 12 settembre, nel secondo tempo della partita contro il Cittadella, mentre sette giorni più tardi segna anche la sua prima rete, battendo l'ex compagno di squadra juventino Gianluigi Buffon, nel successo per 2-1 sul campo del Parma. Si guadagna subito un posto da titolare e nel corso della stagione emerge tra i protagonisti della promozione grigiorossa in Serie A, a 26 anni dalla precedente, e a cui il centrocampista contribuisce con tre reti. Ritorno alla Juventus L'arrivo in prima squadra Nell'estate 2022 fa ritorno alla Juventus, stavolta inserito in pianta stabile nei ranghi della prima squadra di Massimiliano Allegri. Il 29 ottobre 2022 segna la sua prima rete in Serie A, decisiva nel successo esterno 0-1 contro il Lecce; si ripete il successivo 6 novembre, siglando il definitivo 2-0 per i suoi nel derby d'Italia contro l'Inter. Inizialmente relegato indietro nelle gerarchie del centrocampo bianconero, comincia a ritagliarsi maggiore spazio sul finire dell'anno solare, fino a imporsi stabilmente nell'undici titolare con la seconda parte di stagione. La sua prima annata effettiva in prima squadra termina anzitempo il 18 maggio 2023 quando, durante la semifinale di ritorno di Europa League giocata sul campo del Siviglia, riporta la frattura della clavicola destra. Assurto comunque tra le maggiori rivelazioni della Serie A, nel giugno seguente viene premiato quale miglior Under 23 del campionato. La squalifica e il ritorno in campo La seconda stagione juventina di Fagioli s'interrompe nell'ottobre 2023, quando emerge il coinvolgimento del centrocampista in un giro di scommesse sportive illegali; nello specifico, su incontri organizzati da FIGC, UEFA e FIFA, proibiti ai calciatori professionisti. Autodenunciato presso la Procura Federale della FIGC sin dal precedente agosto, nelle settimane seguenti si dimostra collaborativo nelle indagini e disponibile a curarsi dalla ludopatia emersa, evitando per questo il deferimento e ottenendo un accordo con la Procura Federale: il 17 ottobre, il calciatore riceve una squalifica di 12 mesi, di cui sette effettivi e cinque commutati in altre prescrizioni, oltre a un'ammenda di 12 500 euro. Torna a disposizione il 19 maggio 2024, in tempo per gli ultimi impegni di campionato. Rientra in campo il giorno seguente, subentrando nel corso del pareggio 3-3 sul campo del Bologna; il successivo 25 maggio gioca la sua prima partita da titolare dopo sette mesi, contribuendo al successo interno per 2-0 sul Monza. Fiorentina Il 3 febbraio 2025, nelle ultime ore della sessione di calciomercato invernale, va in prestito alla Fiorentina. Nazionale Dopo aver fatto diverse apparizioni tra le nazionali giovanili dell'Italia, il 23 settembre 2021 fa il suo esordio in Under-21, entrando nel quarto d'ora finale al posto di Nicolò Rovella nella gara contro i pari età lussemburghesi valida per le qualificazioni all'europeo Under-21 2023. Il 24 gennaio 2022 viene chiamato per la prima volta in nazionale maggiore dal selezionatore Roberto Mancini per uno stage in vista delle qualificazioni al campionato del mondo 2022. Il 10 novembre dello stesso anno riceve la sua prima convocazione ufficiale, in occasione del ciclo di amichevoli contro Albania e Austria: debutta sei giorni dopo a Tirana, nella vittoria 1-3 sui padroni di casa, subentrando nella ripresa. Nel maggio del 2024 – quand'è tornato in campo da poche settimane, dopo la squalifica per le scommesse scontata in stagione – è fra i 30 preconvocati dal selezionatore Luciano Spalletti in vista del campionato d'Europa 2024; il successivo 6 giugno viene confermato nella lista definitiva dei 26. Nella fase finale in Germania è inizialmente relegato tra le seconde linee, deputato a riserva di Jorginho. Fa il suo debutto nella competizione il 24 giugno, subentrando sul finire del pareggio di Lipsia contro la Croazia (1-1), decisivo per il superamento della fase a gironi; cinque giorni, nella contingenza di una nazionale preda di prestazioni opache e di un Jorginho sottotono, viene lanciato titolare nella sconfitta di Berlino contro la Svizzera, che sancisce l'eliminazione italiana agli ottavi di finale. Palmarès Club Coppa Italia Serie C: 1 - Juventus U23: 2019-2020 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2020 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2020-2021, 2023-2024 Individuale Premi Lega Serie A: 1 - Miglior Under 23: 2022-2023
  8. DANILO https://it.wikipedia.org/wiki/Danilo_Luiz_da_Silva Nazione: Brasile Luogo di nascita: Bicas Data di nascita: 15.07.1991 Ruolo: Difensore/Centrocampista Altezza: 184 cm Peso: 77 kg Nazionale Brasiliano Soprannome: - Alla Juventus dal 2019 Esordio: 31.08.2019 - Serie A - Juventus-Napoli 4-3 Ultima partita: 14.12.2024 - Serie A - Juventus-Venezia 2-2 213 presenze - 9 reti 1 scudetto 2 coppe Italia 1 supercoppa italiana Danilo Luiz da Silva, noto semplicemente come Danilo (Bicas, 15 luglio 1991) è un calciatore brasiliano, difensore del Flamengo e della nazionale brasiliana. Dopo le esperienze in Brasile con América Mineiro e Santos, in cui vince un campionato brasiliano di Serie C, un campionato Paulista e una Coppa Libertadores, sbarca in Europa nel 2012 al Porto, con cui vince due campionati portoghesi e due supercoppe portoghesi tra il 2012 e 2013. In seguito ha vestito le maglie di Real Madrid, Manchester City e Juventus, vincendo un campionato spagnolo (2017) due campionati inglesi (2018 e 2019) due coppe di lega inglesi (2018 e 2019) una supercoppa inglese (2018), una coppa d'Inghilterra (2019) un campionato italiano (2020) una Supercoppa italiana (2020), due Coppa Italia (2021 e 2024), due UEFA Champions League (2016 e 2017), una coppa del mondo per club FIFA e una Supercoppa UEFA (2016) in ambito internazionale; dal 2019 al 2025 veste la maglia della Juventus – diventandone anche capitano –, con cui vince un campionato italiano (2020), una Supercoppa italiana (2020) e due Coppe Italia (2021 e 2024). Dal 2025 torna in patria, militando nel Flamengo con cui vince una Supercoppa del Brasile (2025). Con la nazionale brasiliana ha conquistato la medaglia d'argento al torneo olimpico di Londra 2012, si è laureato vicecampione di Sud America nel 2021 e in precedenza, con la nazionale Under-20 ha vinto il campionato sudamericano e il mondiale nel 2011. Danilo Danilo con la nazionale brasiliana nel 2018 Nazionalità Brasile Altezza 184 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Flamengo Carriera Giovanili 2003-2009 América-MG Squadre di club 2009-2010 América-MG 29 (2) 2010-2012 Santos 49 (5) 2012-2015 Porto 91 (11) 2015-2017 Real Madrid 41 (3) 2017-2019 Manchester City 34 (4) 2019-2025 Juventus 213 (9) 2025- Flamengo 6 (1) Nazionale 2010-2011 Brasile U-20 15 (2) 2012 Brasile olimpica 4 (1) 2011- Brasile 66 (1) Palmarès Olimpiadi Argento Londra 2012 Copa América Argento Brasile 2021 Campionato mondiale Under-20 Oro Colombia 2011 Campionato sudamericano Under-20 Oro Perù 2011 Caratteristiche tecniche Terzino che gioca su entrambe le fasce, dotato di ottima capacità di corsa e di buona tecnica individuale, è adattabile come esterno di centrocampo. Sotto la guida di Andrea Pirlo alla Juventus, viene abitualmente utilizzato come terzo di difesa, mettendo in mostra visione di gioco e abilità nei lanci lunghi e diventando di fatto un centrocampista aggiunto in fase di costruzione, tanto dall'essere all’occorrenza anche un mediano con compiti di interdizione e recupero palla e un difensore centrale puro nella difesa a 4. Carriera Club L'esordio all'América e il trasferimento al Santos Cresciuto nell'America Mineiro di Belo Horizonte, nel 2009 vince con la prima squadra il Campeonato Brasileiro Série C. Il 28 maggio 2010, dopo 29 presenze e 2 gol, passa al Santos. Nell'aprile 2011 segna 3 gol consecutivi nella Coppa Libertadores nelle partite disputate contro Colo-Colo, Cerro Porteño e Deportivo Tachira. Il 15 maggio 2011 con il Santos vince il campionato Paulista in finale contro il Corinthians. Il 5 giugno 2011 torna a giocare anche nel Brasileiro nella vittoria per 3-1 contro l'Avai. Il 22 giugno va a segno nella finale di Coppa Libertadores, al Pacaembu contro il Peñarol, contribuendo alla vittoria della Coppa Libertadores del Santos per 2-1. Porto Danilo (al centro) in azione al Porto nell'estate 2013 Il 19 luglio 2011 viene acquistato per 13 milioni di euro dal Porto, con cui firma un contratto nel quale viene inserita una clausola rescissoria da 50 milioni di euro. Danilo resterà al Santos fino a dicembre 2011 per disputare la Coppa del mondo per club. Con i portoghesi ha vinto 2 campionati (2011-12 e 2012-13) e due Supercoppa di Portogallo (2012 e 2013). Real Madrid e Manchester City Danilo in riscaldamento prepartita al Manchester City nell'estate 2017 Il 31 marzo 2015 il Real Madrid ufficializza l'acquisto del calciatore brasiliano, a partire dal 1º luglio successivo, per 31,5 milioni di euro; Nella prima stagione in Spagna, il 28 maggio 2016 vince per la sua prima volta la Champions League (2015-2016), battendo ai rigori nello stadio San Siro i rivali cittadini dell'Atlético Madrid. L'anno successivo si aggiudica sia il campionato, sia la Champions League. Il 23 luglio 2017 passa al Manchester City per una cifra attorno ai 40 milioni di euro. Con la maglia dei Citizens conquista 2 campionati inglesi, 1 FA Cup, 2 coppe di Lega e 2 Community Shield. Juventus Il 7 agosto 2019, dopo due stagioni a Manchester in cui è stato riserva di Kyle Walker, viene ceduto alla Juventus nell'ambito di un'operazione che vede l'offerta di Danilo (valutato 37 milioni di euro) più un conguaglio 28 milioni in cambio di João Cancelo (per un totale di 65 milioni di euro). Il 31 dello stesso mese debutta con la squadra e segna il primo goal con la maglia della Juventus contro il Napoli, 28 secondi dopo essere subentrato all'infortunato Mattia De Sciglio; diventa dunque lo straniero più veloce nel segnare nel campionato italiano, battuto solamente il 20 dicembre 2020 da Rafael Leao. Segna un altro gol decisivo nella trasferta in casa del Sassuolo, il 15 luglio 2020, e a fine stagione conquista il suo primo scudetto italiano. Nella seconda stagione della sua avventura bianconera, il cambio di guida tecnica che da Maurizio Sarri ad Andrea Pirlo giova al brasiliano, il quale, nella nuova veste di terzo centrale di difesa, inanella una serie di prestazioni pienamente convincenti, che ne fanno uno dei punti fermi della rosa bianconera e un jolly indispensabile a livello tattico. Il 10 gennaio 2021 trova il suo primo gol stagionale con la maglia bianconera, siglando la rete che sblocca il match contro il Sassuolo in cui si rende protagonista anche di un assist per il gol del definitivo 3-1 di Cristiano Ronaldo. Dieci giorni dopo conquista il suo secondo trofeo italiano, aggiudicandosi la finale di Supercoppa Italiana per 2-0 contro il Napoli. Il 19 maggio si aggiudica la Coppa Italia battendo in finale l'Atalanta. Nella stagione 2021-2022, la Juventus non inizia benissimo il suo cammino in campionato ed è costretta, fin dalle prime giornate, ad inseguire le sue avversarie. In questo clima ulteriormente complicato dalla cessione della stella Cristiano Ronaldo a stagione già iniziata, e dal terzo cambio di allenatore in tre anni (con il ritorno in bianconero di Massimiliano Allegri), Danilo si conferma come uno degli elementi più importanti all'interno dello spogliatoio: leader della squadra fuori e dentro il campo. ll 6 novembre 2021, in occasione della vittoria interna contro la Fiorentina per 1-0, nei minuti finali riceve, all'uscita dal campo di Paulo Dybala, la fascia di capitano della Juventus per la prima volta. Il 13 febbraio 2022 è decisivo segnando la prima rete stagionale nei minuti di recupero della gara esterna pareggiata contro l'Atalanta, mentre il 12 marzo seguente raggiunge quota 100 presenze con i bianconeri tra tutte le competizioni. Nella stagione 2022-2023, stante gli addii di Giorgio Chiellini e Paulo Dybala nonché i problemi fisici che costringono il capitano designato Leonardo Bonucci in infermeria, Danilo, ormai riconosciuto quale leader carismatico dallo spogliatoio juventino, scende spesso in campo con la fascia al braccio. Dall'annata 2023-2024 viene promosso definitivamente nel ruolo: il brasiliano diventa così, eccezion fatta per gli oriundi Monti e Sívori, il primo capitano straniero nella storia del club torinese. In questa veste, al termine della stagione solleva la Coppa Italia, la sua seconda in carriera, dopo la vittoria 0-1 sull'Atalanta nella finale di Roma. L'avvicendamento in panchina tra Allegri e Thiago Motta nell'estate 2024, nonostante un avvio promettente, porta Danilo a scivolare man mano indietro nelle gerarchie del reparto difensivo bianconero. Ormai fuori dai piani futuri della società, e già svestito della fascia in favore di Manuel Locatelli, il 27 gennaio 2025 risolve il contratto con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale e lascia la squadra bianconera dopo cinque anni e mezzo, durante i quali ha totalizzato 213 presenze e 9 reti e vinto un campionato, una Supercoppa italiana e due Coppe Italia. Flamengo Il 29 gennaio 2025 fa ritorno dopo tredici anni in Brasile, accasandosi al Flamengo. Il 17 aprile esordisce con la sua nuova squadra da titolare, andando anche a segno nella vittoria per 6-0 contro la Juventude. Il 20 giugno, nell'esordio nella Coppa del mondo per club FIFA trova la rete nel successo in rimonta per 3-1 contro il Chelsea, che qualifica il club agli ottavi di finale del torneo con una gara di anticipo. Nazionale Nel 2011 vince il Sudamericano U-20 2011 segnando anche un gol nella finale vinta per 6-0 contro l'Uruguay Il 17 giugno 2011 il commissario tecnico dell'Under-20 Ney Franco lo chiama in vista del Mondiale Under-20 da giocare in Colombia. Il 29 luglio alla prima partita segna nell'1-1 contro l'Egitto. Il 14 agosto segna uno dei 4 rigori dopo il punteggio regolamentare di 2-2 contro la Spagna che consentiranno al Brasile di passare in semifinale dove tre giorni dopo batteranno il Messico. Il 20 agosto allo Stadio El Campin di Bogotà il Brasile vince la finale per 2-3 contro il Portogallo. In totale le presenze che ha collezionato con l'Under 20 brasiliana sono 15: 8 al Sudamericano e 7 al Mondiale con due gol messi a segno contro Uruguay ed Egitto. A settembre viene convocato da Mano Menezes, commissario tecnico della nazionale maggiore, esordendo da titolare nel sentito confronto amichevole contro l'Argentina finito 0-0 allo Stadio Kempes di Córdoba, il 14 dello stesso mese. Gioca poi di nuovo da titolare nell'amichevole di ritorno giocata all'Estádio Olímpico do Pará di Belém e finita 2-0 per i brasiliani il 29 settembre. Il 6 luglio 2012 viene convocato per disputare le XXX Olimpiadi. Esordisce nell'amichevole preolimpica giocata il 20 luglio con la Nazionale di calcio del Regno Unito, il Brasile si impone 2-0 con una rete e un assist di Neymar. La nazionale brasiliana concluderà il torneo qualificandosi al secondo posto, dietro la Nazionale messicana campione perdendo 2-1 nella finale di Wembley dell'11 agosto. Disputa il suo primo torneo con la nazionale maggiore venendo convocato per i Mondiali 2018, dove tuttavia gioca (da titolare) solo la prima partita della squadra (pareggiata per 1-1 contro la Svizzera) a causa di un infortunio che lo ha tenuto fuori per il resto della competizione in cui il Brasile è uscito ai quarti contro il Belgio. Il 19 novembre 2019 segna la sua prima rete con la Seleçao, nell'amichevole vinta per 3-0 contro la Corea del Sud. Negli anni seguenti, sempre sotto la gestione Tite, prende parte alla Copa América 2021, che vede i brasiliani finalisti, e al campionato del mondo 2022, chiuso con un'eliminazione ai quarti di finale. Con l'inizio del ciclo tecnico di Dorival Júnior, in occasione della Copa América 2024 viene nominato capitano della nazionale verdeoro. Palmarès Club Competizioni statali Campionato Paulista: 1 - Santos: 2011 Competizioni nazionali Campeonato Brasileiro Série C: 1 - America Mineiro: 2009 Campionato portoghese: 2 - Porto: 2011-2012, 2012-2013 Supercoppa di Portogallo: 2 - Porto: 2012, 2013 Campionato spagnolo: 1 - Real Madrid: 2016-2017 Campionato inglese: 2 - Manchester City: 2017-2018, 2018-2019 Coppa di Lega inglese: 2 - Manchester City: 2017-2018, 2018-2019 Coppa d'Inghilterra: 1 - Manchester City: 2018-2019 Community Shield: 1 - Manchester City: 2018 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2020 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2020-2021, 2023-2024 Supercoppa del Brasile: 1 - Flamengo: 2025 Competizioni internazionali Coppa Libertadores: 1 - Santos: 2011 UEFA Champions League: 2 - Real Madrid: 2015-2016, 2016-2017 Supercoppa UEFA: 1 - Real Madrid: 2016 Coppa del mondo per club: 1 - Real Madrid: 2016 Nazionale Campionato sudamericano Under-20: 1 - 2011 Campionato mondiale Under-20: 1 - 2011 Argento olimpico: 1 - Londra 2012
  9. FEDERICO GATTI https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Gatti Nazione: Italia Luogo di nascita: Rivoli (Torino) Data di nascita: 24.06.1998 Ruolo: Difensore Altezza: 190 cm Peso: 84 kg Nazionale Italiano Soprannome: Gattone - Il Cobra - Il Ragazzo che guardava le nuvole Alla Juventus dal 2022 Esordio: 31.08.2022 - Serie A - Juventus-Spezia 2-0 Ultima partita: 24.05.2026 - Serie A - Torino-Juventus 2-2 137 presenze - 11 reti 1 coppa Italia Federico Gatti (Rivoli, 24 giugno 1998) è un calciatore italiano, difensore della Juventus e della nazionale italiana. Federico Gatti Gatti al Frosinone nel 2021 Nazionalità Italia Altezza 190 cm Peso 84 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Juventus Carriera Giovanili 2004-2005 Chieri 2005-2012 Torino 2012-2014 Alessandria Squadre di club 2014-2016 → Pavarolo 31 (3) 2016-2017 → Saluzzo 4 (0) 2017-2018 → Pavarolo 47 (12) 2018-2020 Verbania 51 (6) 2020-2021 Pro Patria 34 (1) 2021-2022 Frosinone 35 (5) 2022- Juventus 137 (11) Nazionale 2022- Italia 8 (0) Biografia Dai 17 ai 20 anni, mentre giocava in Promozione ed Eccellenza, Gatti ha lavorato ai mercati generali e come muratore, serramentista e riparatore di tetti, allenandosi di sera, poiché suo padre era rimasto disoccupato. Il 26 settembre 2024 diventa padre di Camilla. Caratteristiche tecniche Giocatore di grande personalità e spirito di sacrificio, è un difensore centrale, forte fisicamente, dotato di una buona tecnica e velocità. Carriera Club Gli inizi nei dilettanti Cresciuto nel settore giovanile del Chieri, nel 2005, affrontando in amichevole i pari età del Torino, viene notato dall'osservatore granata Giorgio Boscarato, che ne apprezza subito le doti da trequartista e lo segnala a Silvano Benedetti. Gatti compie quindi tutto il percorso dai Pulcini fino ai Giovanissimi Nazionali del Torino, per poi passare alle giovanili dell'Alessandria. Nell'agosto 2014 viene acquistato a titolo temporaneo dal Pavarolo, che inizialmente lo aggrega alla formazione Juniores. Grazie alle ottime prestazioni fornite (13 reti in 18 presenze), nel febbraio 2015 fa il proprio debutto nel campionato di Promozione. Dopo aver totalizzato solo 4 presenze con la prima squadra nella stagione 2014-2015, in quella successiva diventa uno dei titolari, totalizzando 3 reti in 27 presenze e conquistando la promozione in Eccellenza; vince inoltre la Coppa Italia Promozione Piemonte-Valle d'Aosta e il premio di miglior giovane della stagione. All'inizio della stagione seguente l'Alessandria, proprietaria del cartellino, lo cede in prestito al Saluzzo, ma vi rimane solo fino a gennaio 2017, per poi tornare al Pavarolo, dove contribuisce a mantenere la categoria. Nel 2018 viene notato dalla dirigenza del Verbania, che ne acquisisce il cartellino. Nella prima stagione con i biancocerchiati conquista la Serie D vincendo il girone A dell'Eccellenza. L'anno successivo si conferma titolare, collezionando 22 presenze e 3 gol. L'approdo nei professionisti Nell'agosto 2020 viene acquistato dalla Pro Patria per una cifra intorno ai 100 000 euro. Debutta il 30 settembre seguente, in occasione della gara di Coppa Italia persa ai tempi supplementari contro il L.R. Vicenza (3-2). Fa il suo esordio in Serie C pochi giorni dopo, il 4 ottobre, nel pareggio casalingo (1-1) contro la Pro Vercelli. Durante la stagione gioca da titolare in difesa, totalizzando 34 presenze e un gol, segnato in trasferta contro il Lecco. Frosinone Gatti celebra un gol con la maglia frusinate nel 2021 Nel giugno 2021 Gatti passa a titolo definitivo al Frosinone, in Serie B, per una cifra superiore ai 200 000 mila euro. Esordisce da subito come titolare il 15 agosto, alla prima uscita di Coppa Italia contro il Venezia, nella quale sbaglia l'ultimo tiro dagli undici metri nello spareggio ai rigori perso 8-7. Segna la prima rete con i giallazzurri il 23 ottobre, nella vittoria per 2-1 contro l'Ascoli. Sotto la guida tecnica di Fabio Grosso, il difensore mantiene un rendimento alto per tutto il girone di andata, siglando anche tre reti e un assist, con una doppietta nel 4-0 contro la SPAL del 18 dicembre. Il 31 gennaio 2022 viene acquistato per 7,5 milioni di euro, più bonus, dalla Juventus, che contestualmente lo lascia in prestito a Frosinone fino al termine della stagione. Juventus Nell'estate 2022 arriva alla Juventus guidata da Massimiliano Allegri. Il 31 agosto seguente, a 24 anni, fa il suo esordio in Serie A e contestualmente in maglia bianconera, nella partita vinta per 2-0 contro lo Spezia; il successivo 25 ottobre fa il proprio debutto nelle competizioni europee, in occasione della sconfitta per 4-3 contro il Benfica nella fase a gironi di UEFA Champions League. Dopo un primo periodo di ambientamento, dove viene relegato in panchina, nel corso della stagione riesce tuttavia a guadagnarsi sempre più spazio, imponendosi come uno dei punti fermi nell'undici titolare. Realizza la sua prima marcatura per la squadra torinese il 13 aprile 2023, quella del decisivo 1-0 nella vittoria interna contro lo Sporting Lisbona valida per l'andata dei quarti di finale di UEFA Europa League. Nella stagione successiva, Il 7 ottobre 2023 sigla il primo gol in massima serie, aprendo le marcature nella vittoria 2-0 nella stracittadina contro il Torino; mentre il 15 maggio 2024, gioca da titolare nella finale di Coppa Italia e contribuisce alla vittoria del 15º titolo dei bianconeri nella vittoria per 1-0 contro l'Atalanta, vincendo così anche il suo primo trofeo personale. In avvio della stagione 2024-2025, in occasione della vittoria interna per 3-0 contro il Como in campionato, veste per la prima volta la fascia di capitano dei bianconeri. Il 1ºottobre 2025 segna la sua prima rete in Champions League, con una spettacolare rovesciata, nella partita pareggiata per 2-2 in casa del Villarreal, valida per la seconda giornata della fase campionato. Nazionale Il 24 maggio 2022 viene convocato per la prima volta in nazionale maggiore dal commissario tecnico Roberto Mancini per uno stage riservato ai giovani più promettenti del panorama calcistico italiano. Fa il suo debutto con la maglia azzurra l'11 giugno seguente, giocando da titolare la partita di UEFA Nations League contro l'Inghilterra (0-0). Torna a vestire la maglia azzurra nel novembre 2023, all'inizio del ciclo tecnico di Luciano Spalletti, in occasione della gara delle qualificazioni al campionato d'Europa 2024 vinta contro la Macedonia del Nord. Nel maggio 2024 rimane inizialmente escluso dai convocati per la fase finale dell'europeo, ma viene successivamente inserito in lista dopo le defezioni di Acerbi e Scalvini. Tuttavia non viene mai impiegato nella manifestazione. Palmarès Club Competizioni regionali Coppa Italia Promozione Piemonte-Valle d'Aosta: 1 - Pavarolo: 2015-2016 Eccellenza: 1 - Verbania: 2018-2019 (girone B) Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 2023-2024 Individuale Gran Galà del calcio AIC: 1 - Miglior giovane della Serie B: 2022 Premio Scirea Fair Play: 1 - 2023
  10. NICOLÓ ROVELLA https://it.wikipedia.org/wiki/Nicolò_Rovella Nazione: Italia Luogo di nascita: Segrate (Milano) Data di nascita: 04.12.2001 Ruolo: Centrocampista Altezza: 180 cm Peso: 70 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus nel 2022 Esordio: 15.08.2022 - Serie A - Juventus-Sassuolo 3-0 Ultima partita: 27.08.2022 - Serie A - Juventus-Roma 1-1 3 presenze - 0 reti Nicolò Rovella (Segrate, 4 dicembre 2001) è un calciatore italiano, centrocampista della Lazio, in prestito dalla Juventus e della nazionale italiana. Nicolò Rovella Nazionalità Italia Altezza 179 cm Peso 68 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Lazio Carriera Giovanili 2005-2014 Accademia Internazionale 2014-2017 Alcione 2017-2020 Genoa Squadre di club 2019-2022 Genoa 43 (0) 2022 Juventus 3 (0) 2022-2023 → Monza 25 (1) 2023- → Lazio 41 (0) Nazionale 2018 Italia U-17 6 (0) 2018-2019 Italia U-18 9 (0) 2019-2020 Italia U-19 10 (0) 2020-2023 Italia U-21 21 (3) 2024- Italia 2 (0) Palmarès Europei di calcio Under-17 Argento Inghilterra 2018 Caratteristiche tecniche Centrocampista di formazione, può giocare sia come mezzala, sia come regista e, all’occorrenza, anche come trequartista. Piede destro naturale, è dotato di un'ottima tecnica individuale, un'ottima visione di gioco, una notevole eleganza nei movimenti e grande personalità. La sua intelligenza tattica lo rende abile tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva. Carriera Club Genoa Dopo aver iniziato a giocare nell'Accademia Inter (con cui aveva vinto la Gothia Cup, prestigioso torneo giovanile) e nell'ASD Alcione, nell'estate del 2017 Rovella entra a far parte delle giovanili del Genoa; nello stesso anno, conquista il Torneo Internazionale Carlin's Boys e il titolo di miglior giocatore con la maglia rossoblù. Fa il suo esordio tra i professionisti il 3 dicembre 2019, il giorno prima di compiere 18 anni, subentrando a Cassata nei minuti finali della partita del quarto turno di Coppa Italia vinta contro l'Ascoli. Il successivo 21 dicembre, esordisce anche in Serie A, entrando al posto di Filip Jagiełło, nel secondo tempo della gara esterna persa 0-4 contro l’Inter. Il 25 luglio 2020, in occasione della partita di ritorno contro i nerazzurri, gioca la sua prima partita da titolare in campionato. Nella stagione successiva, viste anche le assenze di numerosi compagni, Rovella gioca con maggiore continuità, attirando su di sé l'attenzione di numerosi club. Il 28 gennaio 2021, viene acquistato dalla Juventus per 18 milioni di euro più bonus di 20 milioni al maturare di determinate condizioni, con i bianconeri che lasciano il centrocampista in prestito ai liguri fino al termine della stagione 2021-22. Al termine dell'annata, Rovella rimane coinvolto nella retrocessione del Genoa in Serie B dopo quindici anni. Juventus, Monza e Lazio Concluso il prestito al Genoa si aggrega ufficialmente alla Juventus, con cui debutta il 15 agosto 2022 subentrando a Manuel Locatelli nel corso della vittoria interna contro il Sassuolo, valida per la prima giornata di campionato. Nonostante inizi la stagione giocando in tutte le prime uscite stagionali juventine, il successivo 31 agosto passa in prestito al Monza. in Brianza trova spazio come titolare, e l'8 aprile 2023 realizza la sua prima rete in Serie A oltreché tra i professionisti, nel pareggio esterno contro l'Udinese (2-2). Rientrato inizialmente alla Juventus nell'estate 2023, il successivo 16 agosto viene ceduto in prestito biennale alla Lazio, con obbligo di riscatto fissato a 17 milioni di euro. Esordisce in maglia biancoceleste il 16 settembre 2023, in occasione della sconfitta esterna 3-1 in campionato proprio contro la Juventus, subentrando nell'intervallo a Danilo Cataldi; il 25 ottobre successivo, in occasione di un'altra sconfitta esterna 3-1, stavolta in UEFA Champions League contro il Feyenoord, fa il suo esordio nelle competizioni europee. Nazionale Esordisce con l'Under-17 nel febbraio 2018, nella sfida amichevole contro la Repubblica Ceca e con la stessa nazionale partecipa all'Europeo Under-17, arrivando a giocare la finale persa ai calci di rigore contro l'Olanda. Fa invece il suo esordio con l'Under-19 il 14 agosto 2019, nella vittoria per 4-2 contro la Slovenia, e con questa selezione colleziona 10 presenze, indossando anche la fascia da capitano. Convocato per la prima volta in nazionale Under-21 dal CT Paolo Nicolato, esordisce il 12 novembre 2020, giocando come titolare nella partita di qualificazione vinta per 2-1 contro l'Islanda a Reykjavík. Nel marzo del 2021 viene inserito nella lista dei 23 convocati per la fase a gruppi dell'Europeo Under-21, ma nella seconda gara del girone, pareggiata contro la Spagna (0-0), viene espulso. Nel ciclo successivo, il 29 marzo 2022, realizza il suo primo gol con l'Under-21 nella gara di qualificazione vinta 1-0 contro la Bosnia-Erzegovina allo stadio Nereo Rocco di Trieste. Con altre due reti, entrambi su rigore, nelle partite del giugno successivo (una contro la Svezia e una contro l'Irlanda), contribuisce alla qualificazione degli Azzurrini all'Europeo di categoria del 2023. Nel giugno del 2023 viene incluso nella lista dei convocati per l'europeo Under-21, organizzato in Georgia e Romania, durante il quale gioca da titolare in tutte le tre partite del girone iniziale, che però gli azzurrini non riescono a superare. Nazionale maggiore Nel novembre del 2024, Rovella riceve la sua prima convocazione in nazionale maggiore, venendo incluso dal selezionatore Luciano Spalletti nella rosa per gli incontri di UEFA Nations League contro Belgio e Francia. Esordisce in maglia azzurra il 14 dello stesso mese, venendo schierato titolare nella vittoria per 1-0 contro i Diables Rouges a Bruxelles.
  11. FABIO MIRETTI https://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Miretti Nazione: Italia Luogo di nascita: Pinerolo (Torino) Data di nascita: 03.08.2003 Ruolo: Centrocampista Altezza: 180 cm Peso: 66 kg Nazionale Italiano Soprannome: Cico Alla Juventus dal 2021 al 2024 e dal 2025 Esordio: 08.12.2021 - Champions League - Juventus-Malmö 1-0 Ultima partita: 24.05.2026 - Serie A - Torino-Juventus 2-2 106 presenze - 3 reti 1 Coppa Italia Fabio Miretti (Pinerolo, 3 agosto 2003) è un calciatore italiano, centrocampista del Beşiktaş, in prestito dalla Juventus. Fabio Miretti Miretti in azione per la squadra under 19 della Juventus nella UEFA Youth League 2021-2022 Nazionalità Italia Altezza 180 cm Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Beşiktaş Carriera Giovanili 2007-2008 Auxilium Saluzzo 2008-2011 Cuneo 2011-2022 Juventus Squadre di club 2021-2022 Juventus U23 30 (3) 2021-2024 Juventus 75 (2) 2024-2025 → Genoa 25 (3) 2025-2026 Juventus 31 (1) 2026- → Beşiktaş 0 (0) Nazionale 2018 Italia U-15 2 (0) 2018-2019 Italia U-16 11 (2) 2019-2020 Italia U-17 4 (2) 2021-2022 Italia U-19 13 (5) 2022-2025 Italia U-21 10 (1) 2022 Italia 1 (0) Biografia Nato a Pinerolo, è originario di Saluzzo, mentre ha origini sarde da parte di madre. Nel 2022 ha conseguito il diploma di scuola superiore alla World International School di Torino. Caratteristiche tecniche Inizia a giocare come centrocampista centrale, diventando pian piano un trequartista per via dell'attitudine al gol. Durante i suoi anni conclusivi nelle giovanili juventine viene impostato come mezzala oltreché designato come rigorista. Tra le sue principali qualità ci sono il dribbling, il passaggio filtrante e la propensione a cercare la porta, sia in prima persona inserendosi in area per battere a rete, sia come rifinitore per i compagni di squadra. Nel 2020 è stato inserito nella lista dei migliori sessanta calciatori nati nel 2003, stilata dal quotidiano inglese The Guardian. Carriera Club Gli inizi Inizia a giocare a calcio all'età di quattro anni, nelle giovanili dell'Auxilium Saluzzo. Un anno dopo approda nel vivaio del Cuneo, dove gioca come sottoquota rispetto all'età dei suoi compagni di squadra. Juventus Giovanili e seconda squadra Nel 2011, dopo essere stato provinato sia dal Torino sia dalla Juventus, entra nel settore giovanile di quest'ultima. Giocando come trequartista, Miretti segna 15 gol in 17 presenze con l'Under-17 nella stagione 2019-2020, prima della sospensione dei campionati a causa del covid. Nell'annata successiva comincia ad essere aggregato sempre più spesso alla Juventus U23, la seconda squadra bianconera militante in Serie C, finché il 13 febbraio 2021 fa il suo debutto fra i professionisti nella vittoria esterna per 3-0 contro l'AlbinoLeffe. Conclude la stagione totalizzando quattro presenze in campionato. Inizia la stagione 2021-2022 svolgendo la preparazione estiva con la prima squadra bianconera di Massimiliano Allegri, prima di essere inserito in pianta stabile nei ranghi dell'Under-23 di Lamberto Zauli. Con questa, segna il suo primo gol in bianconero il 22 agosto, nella vittoria contro la Pro Sesto valevole per la Coppa Italia Serie C, trasformando il calcio di rigore del decisivo 3-2 al 108' dei tempi supplementari. Sei giorni dopo trova la sua prima rete in C, sbloccando il tabellino nel successo 2-1 sul campo della Pergolettese. Il 14 settembre indossa per la prima volta la fascia da capitano della squadra, nella partita di Coppa vinta per 3-2 contro la Feralpisalò. Durante la stagione, inoltre, viene saltuariamente aggregato alla squadra Under-19 di Andrea Bonatti in occasione degli impegni di UEFA Youth League: nella manifestazione continentale giovanile segna due gol in cinque partite, dando il suo contributo affinché la squadra raggiunga le semifinali, migliore piazzamento di sempre della Juventus nella competizione. Prima squadra Dopo avere ricevuto alcune convocazioni, l'8 dicembre 2021, a 18 anni, esordisce in prima squadra e contestualmente in UEFA Champions League, nel successo casalingo per 1-0 contro il Malmö FF, subentrando all'89'. Il 20 marzo 2022 ha poi modo di debuttare anche in Serie A, entrando in campo allo scadere della vittoria interna per 2-0 contro la Salernitana. Il suo debutto da titolare arriva il successivo 1º maggio, nella gara interna contro il Venezia vinta per 2-1. Conclude la stagione con 6 presenze in massima serie. Nell'estate del 2022, Miretti viene promosso stabilmente nei ranghi della prima squadra, trovando una buona continuità d'impiego fin dall'avvio di stagione. Il 31 agosto seguente serve il suo primo assist in campionato, finalizzato da Milik nel 2-0 casalingo sullo Spezia, mentre il successivo 6 settembre gioca per la prima volta da titolare in una competizione europea, nella gara di Champions League persa per 2-1 sul campo del Paris Saint-Germain: a 19 anni e 34 giorni, diventa il secondo juventino più giovane, dopo Stefano Pioli, a debuttare dal primo minuto nella massima competizione europea per club. Il 5 novembre 2023, Miretti segna la sua prima rete in Serie A e in maglia bianconera, siglando il gol del decisivo 1-0 sul terreno della Fiorentina; quindi il 4 gennaio 2024, trova anche il primo gol in Coppa Italia, nel 6-1 inflitto alla Salernitana negli ottavi di finale. Prestito al Genoa, ritorno alla Juventus Il 25 agosto 2024 viene ceduto in prestito al Genoa, sempre in Serie A. Segna la sua prima rete in maglia rossoblù il 24 novembre successivo, in campionato, nel pareggio interno per 2-2 contro il Cagliari. Impiegato con buona continuità nel prosieguo del campionato dal tecnico Patrick Vieira, il 14 marzo 2025 mette a segno la sua prima doppietta in carriera, decisiva nella vittoria casalinga per 2-1 contro il Lecce. Deve però chiudere in anticipo la stagione sotto la Lanterna, per via di una lussazione acromion-claveare alla spalla rimediata in aprile, che lo costringe all'operazione. Tornato a Torino nell'estate 2025, nel corso del precampionato subisce un nuovo infortunio, stavolta una lesione al muscolo semitendinoso della coscia destra, che ne rallenta il recupero e dilata la sua lontananza dai campi. Fa il suo secondo debutto in maglia juventina il 4 novembre 2025, subentrando a Manuel Locatelli nel pareggio interno con lo Sporting Lisbona in Champions League; il 6 gennaio 2026 torna a segnare con la maglia bianconera, in Serie A, firmando la seconda rete del successo per 0-3 sul campo del Sassuolo. Il successivo 14 marzo, sempre in campionato, in occasione della vittoria esterna per 0-1 sull'Udinese raggiunge le 100 presenze con il club torinese. Prestito al Beşiktaş Il 28 agosto 2026 viene ceduto al Beşiktaş in prestito oneroso per due milioni di euro, con diritto di riscatto per altri 13 milioni. Nazionale Nazionali giovanili È stato convocato dalle nazionali giovanili italiane Under-15, Under-16 e Under-17. Debutta con la maglia dell'Under-19 il 13 agosto 2021, in una partita contro l'Albania vinta per 1-0. Il successivo 6 ottobre, contro la Lituania, segna il suo primo gol con la rappresentativa. Viene quindi convocato per le ultime partite delle qualificazioni al Campionato europeo di calcio Under-19 2022, contro Finlandia e Belgio: trova la rete in entrambe le gare, contribuendo alla qualificazione azzurra. Nel giugno 2022 prende parte alla fase finale dell'Europeo Under-19 in Slovacchia, in cui l'Italia giunge fino alle semifinali, prima di essere eliminata dai futuri campioni dell'Inghilterra. Frattanto, nello stesso mese, era stato convocato per la prima volta dal selezionatore dell'Under-21, Paolo Nicolato, con cui debutta il 6 giugno 2022, giocando da titolare la gara contro il Lussemburgo valida per le qualificazioni al Campionato europeo di calcio Under-21 2023 e vinta per 3-0 dagli Azzurrini. Nel giugno 2023 viene incluso nella lista dei convocati per la fase finale dell'Europeo Under-21, organizzato in Georgia e Romania, che vede l'Italia eliminata al primo turno. Confermato anche nel successivo ciclo degli Azzurrini dal nuovo selezionatore Carmine Nunziata, il 12 settembre 2023 segna la prima rete con l'Under-21 sbloccando il risultato nella partita vinta per 2-0 sul campo della Turchia, durante le Qualificazioni al campionato europeo di calcio Under-21 2025. Nazionale maggiore Nel maggio 2022 è chiamato per uno stage riservato ai calciatori emergenti e voluto dal commissario tecnico della nazionale maggiore, Roberto Mancini. Il 10 novembre seguente, riceve la sua prima convocazione ufficiale, in vista del ciclo di amichevoli contro Albania e Austria; esordisce il 20 dello stesso mese a Vienna, a 19 anni e 3 mesi, subentrando a Nicolò Barella nei minuti finali della partita contro gli austriaci, conclusasi con una sconfitta per 2-0. Palmarès Club Coppa Italia: 1 - Juventus: 2023-2024 Individuale Golden Boy: 1 - Miglior italiano Under-21: 2022
  12. FILIP KOSTIC https://it.wikipedia.org/wiki/Filip_Kostić Nazione: Serbia Luogo di nascita: Kragujevac Data di nascita: 01.11.1992 Ruolo: Centrocampista/Attaccante Altezza: 184 cm Peso: 82 kg Nazionale Serbo Soprannome: Pippo Alla Juventus dal 2022 al 2024 e dal 2025 al 2026 Esordio: 15.08.2022 - Serie A - Juventus-Sassuolo 3-0 Ultima partita: 11.04.2026 - Serie A - Atalanta-Juventus 0-1 112 presenze - 6 reti 1 Coppa Italia Filip Kostić (Kragujevac, 1º novembre 1992) è un calciatore serbo, centrocampista svincolato della nazionale serba. Filip Kostić Kostić con l'Eintracht Francoforte nel 2022 Nazionalità Serbia Altezza 184 cm Peso 82 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Juventus Carriera Giovanili 2004-2010 Radnički Kragujevac Squadre di club 2010-2012 Radnički Kragujevac 57 (5) 2012-2014 Groningen 45 (11) 2014-2016 Stoccarda 59 (8) 2016-2018 Amburgo 61 (9) 2018-2022 Eintracht Francoforte 129 (18) 2022-2024 Juventus 87 (3) 2024-2025 → Fenerbahçe 27 (1) 2025-2026 Juventus 25 (3) Nazionale 2010-2011 Serbia U-19 4 (1) 2013-2014 Serbia U-21 8 (2) 2015- Serbia 72 (3) Caratteristiche tecniche Di piede mancino, ha iniziato la propria carriera come ala sinistra per poi venire spostato nel ruolo di esterno di centrocampo a tutta fascia durante la sua militanza all'Eintracht Francoforte. Dotato di corsa, fiato e fisicità, è più incisivo nella fase offensiva che in quella difensiva riuscendo comunque ad essere un giocatore duttile, abile soprattutto nel fornire assist ai propri compagni di squadra. Può giocare anche come ala destra. Carriera Club Gli inizi, l'arrivo in Germania Kostić allo Stoccarda nel 2014 Ha giocato nella massima serie serba con il Radnički Kragujevac, per poi trasferirsi nella massima serie olandese al Groningen nel 2012. Il 9 agosto 2014 viene ufficializzato il suo passaggio allo Stoccarda, con cui firma un contratto quinquennale. Con la retrocessione dello Stoccarda nella stagione 2015-2016 si aprono per lui le porte del mercato. Nello stesso mercato viene quindi ceduto all'Amburgo, che alla sua seconda stagione in squadra retrocede in seconda divisione. Eintracht Francoforte Dopo aver espresso la propria volontà di lasciare il club, il 20 agosto 2018 si trasferisce in prestito biennale all'Eintracht Francoforte. Dopo una buona stagione con il club (che ha aiutato a raggiungere le semifinali di UEFA Europa League con 4 gol) viene riscattato il 17 maggio 2019 per 6 milioni di euro. Nell'annata 2019-2020 colleziona 51 presenze e 12 gol di cui 5 messi a segno in Europa League, migliorando il bottino sottorete della precedente edizione. La stagione seguente gioca solo in Bundesliga mettendo insieme 30 presenze, 4 gol e 17 assist. Juventus e prestito al Fenerbahçe Il 12 agosto 2022, viene ingaggiato dalla Juventus a titolo definitivo, sottoscrivendo un contratto quadriennale. Debutta tre giorni dopo alla prima di campionato, subentrando a Juan Cuadrado nel corso della vittoria interna contro il Sassuolo (3-0); una settimana più tardi, contro la Sampdoria, esordisce da titolare. Il successivo 6 settembre fa il suo debutto in UEFA Champions League, in occasione della sconfitta 2-1 sul campo del Paris Saint-Germain. Segna il suo primo gol in bianconero contro il Bologna il 2 ottobre, aprendo le marcature nella sfida di campionato vinta per 3-0. Dopo un avvio in sordina, nel prosieguo della stagione s'impone come un punto fermo nell'undici titolare dei torinesi, assurgendo inoltre a prolifico uomo-assist. Il 19 marzo 2023, sigla il gol decisivo della vittoria per 1-0 nel derby d'Italia contro l'Inter a San Siro. Lungo la sua prima stagione in maglia bianconera, colleziona 54 presenze, tre reti e 11 assist fra tutte le competizioni. Nell'annata successiva, invece, totalizza 33 presenze e quattro assist fra campionato e Champions League. Finito ai margini della rosa all'inizio della stagione 2024-2025, con l'arrivo del nuovo allenatore Thiago Motta, il 9 settembre 2024 viene ceduto in prestito annuale al Fenerbahçe, in Turchia. Il 29 settembre debutta in Süper Lig - e con i gialloblu - nella vittoria esterna per 1-2 contro l'Antalyaspor. Nell'occasione dopo essere entrato nel corso del secondo tempo posto di Alexander Djiku, risulta decisivo propiziando l'autorete che permette ai suoi di prevalere sugli avversari. Rientrato alla Juventus a fine campionato, viene già utilizzato dal tecnico Igor Tudor per il Mondiale per Club, poi viene confermato nella rosa anche per la stagione 2025-2026. Il 1º novembre 2025, nel giorno dell'esordio di Luciano Spalletti sulla panchina bianconera ritrova il gol, primo della nuova gestione tecnica, aprendo le marcature nel successo per 2-1 in casa della Cremonese. Si ripete ventuno giorni dopo nella sfida pareggiata per 1-1 in casa della Fiorentina. Dopo un buon inizio con il tecnico toscano, nel girone di ritorno Kostić trova meno spazio, ma nonostante ciò segna un gol nel successo per 3-0 contro il Napoli. Nazionale Kostić in nazionale al campionato del mondo 2018 Dopo aver giocato nelle nazionali giovanili serbe Under-19 ed Under-21 (con la quale nel 2015 ha anche partecipato ai campionati europei di categoria), dal 2015 viene stabilmente convocato in nazionale maggiore, con cui debutta il 7 giugno dello stesso anno nell'amichevole vinta per 4-1 sull'Azerbaigian. Il 5 settembre 2016 segna il suo primo gol con la selezione serba il 5 settembre 2016 nel interno per 2-2 contro l'Irlanda. Viene poi convocato per il campionato mondiale del 2018, manifestazione giocata in Russia, in cui è sceso in campo in tutte e tre le partite della sua squadra, uscita al primo turno, figurando nell'undici iniziale nelle ultime due. Nel novembre del 2022 viene incluso dal commissario tecnico Dragan Stojković nella rosa serba partecipante alla fase finale del mondiale in Qatar. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 2023-2024 Competizioni internazionali UEFA Europa League: 1 - Eintracht Francoforte: 2021-2022 Individuale Squadra della stagione della UEFA Europa League: 2 - 2018-2019, 2021-2022 Calciatore della stagione della UEFA Europa League: 1 - 2021-2022
  13. KONI DE WINTER Nazione: Belgio Luogo di nascita: Anversa Data di nascita: 12.06.2002 Ruolo: Difensore Altezza: 190 cm Peso: 78 kg Nazionale Belga Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2021 al 2022 Esordio: 23.11.2021 - Champions League - Chelsea-Juventus 4-0 Ultima partita: 08.12.2021 - Champions League - Juventus-Malmö 1-0 2 presenze - 0 reti Koni De Winter (Anversa, 12 giugno 2002) è un calciatore belga, difensore del Genoa. Koni De Winter Nazionalità Belgio Altezza 190 cm Peso 78 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Genoa Carriera Squadre di club 2020-2021 Juventus U23 22 (2) 2021-2022 Juventus 2 (0) 2022-2023 → Empoli 14 (0) 2023- Genoa 0 (0) Caratteristiche È un difensore veloce e forte fisicamente, abile nell'impostazione del gioco; può essere impiegato anche come terzino destro. Carriera Juventus Calcisticamente cresciuto nel settore giovanile dello Zulte Waregem, nel 2018 si trasferisce alla Juventus, diventando così il primo calciatore belga nella storia del club bianconero. Nella stagione 2020-2021 viene aggregato all'Under 23, mentre il 23 novembre 2021 esordisce in prima squadra nell'incontro di Champions League perso per 0-4 contro il Chelsea a Stamford Bridge. L'8 dicembre seguente, nella partita vinta per 1-0 contro il Malmö all'Allianz Stadium, diventa il più giovane titolare nella storia della Juventus nella massima competizione europea. Empoli Il 10 luglio 2022, subito dopo aver rinnovato con la Juventus fino al 2026, viene ceduto in prestito all'Empoli. Il 21 agosto seguente fa il suo esordio in Serie A, nel pareggio casalingo per 0-0 contro la Fiorentina, subentrando a Mattia Destro al 68º minuto di gioco. Genoa L'11 agosto 2023, passa al Genoa di Alberto Gilardino. Operazione che è stata chiusa in prestito con obbligo di riscatto fissato a 10 milioni a determinate condizioni.
  14. HANS NICOLUSSI CAVIGLIA https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Nicolussi_Caviglia Nazione: Italia Luogo di nascita: Aosta Data di nascita: 18.06.2000 Ruolo: Centrocampista Altezza: 184 cm Peso: 79 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2018 al 2019 e dal 2023 al 2024 Esordio: 08.03.2019 - Serie A - Juventus-Udinese 4-1 Ultima partita: 25.05.2024 - Serie A -Juventus-Monza 2-0 13 presenze - 0 reti 1 scudetto 1 coppa Italia Hans Nicolussi Caviglia (Aosta, 18 giugno 2000) è un calciatore italiano, centrocampista del Venezia, in prestito dalla Juventus. Hans Nicolussi Caviglia Nazionalità Italia Altezza 184 cm Peso 79 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Venezia Carriera Giovanili 2008-2019 Juventus Squadre di club 2018-2019 Juventus U23 8 (0) 2019 Juventus 3 (0) 2019-2020 → Perugia 27 (1) 2020-2021 → Parma 0 (0) 2021-2022 Juventus U23 2 (0) 2022-2023 → Südtirol 17 (2) 2023 → Salernitana 12 (1) 2023-2024 Juventus 10 (0) 2024- → Venezia 0 (0) Nazionale 2016-2017 Italia U-17 6 (2) 2017-2018 Italia U-18 13 (3) 2018-2019 Italia U-19 5 (0) 2019 Italia U-20 2 (0) 2020 Italia U-21 1 (0) Carriera Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, esordisce con la prima squadra dei bianconeri l'8 marzo 2019, nella partita di Serie A vinta per 4-1 contro l'Udinese. Il 2 settembre seguente viene ceduto in prestito al Perugia, con cui il 4 dicembre segna la prima rete tra i professionisti, in occasione dell'incontro di Coppa Italia vinto per 1-2 contro il Sassuolo. Il 5 ottobre 2020 si trasferisce a titolo temporaneo al Parma; nel mese di dicembre riporta la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, terminando così anzitempo la stagione. Tornato alla Juventus U23, il 18 agosto 2021 si opera al menisco dello stesso ginocchio, tornando a disposizione nel mese di novembre e segnando al rientro nella partita di Coppa Italia Serie C persa per 2-1 contro il Südtirol; tuttavia, i problemi all'arto precedentemente operato, causati da un'infiammazione dovuta a residui rimasti all'interno dell'articolazione, lo rendono indisponibile fino al successivo mese di maggio. Il 12 luglio 2022 passa in prestito al Südtirol, in Serie B, con il quale sigla due reti nella prima metà della stagione contro Parma e Cittadella; il 3 ottobre prolunga fino al 2026 con il club torinese. Il 5 gennaio 2023 si trasferisce fino al termine della stagione alla Salernitana. Esordisce subito da titolare tre giorni dopo, nella partita interna contro il Torino, pareggiata per 1-1. Il 15 gennaio mette a segno anche la sua prima rete nel massimo campionato, nella sconfitta per 8-2 in casa dell'Atalanta. Chiude l'annata disputando 12 gare. Tornato alla Juventus per la stagione successiva, fatica a trovare spazio, esordendo nuovamente con i colori bianconeri solo l'11 novembre 2023 nel finale della partita col Cagliari, vinta per 2-1. Tuttavia è schierato titolare nelle partite successive contro Inter e Monza, in quest'ultima fornisce anche l'assist per il primo gol bianconero di Adrien Rabiot. Il 15 maggio 2024, stante la squalifica di Manuel Locatelli, viene scelto da Massimiliano Allegri tra i titolari della finale, vittoriosa (1-0), di Coppa Italia contro l'Atalanta, sostituito al 62° minuto da Fabio Miretti. Venezia Il 22 agosto 2024, Nicolussi Caviglia passa al Venezia, neopromosso in Serie A, in prestito con obbligo di riscatto fissato a 3,5 milioni di euro, più 1,5 di bonus. Nazionale Nicolussi Caviglia è stato chiamato per la prima volta a rappresentare il suo paese nel dicembre 2016 per l'Italia U17. È stato incluso nella rosa per il Campionato Europeo di calcio Under-17 2017 e ha collezionato una presenza, segnando contro la Spagna. Successivamente è stato convocato per delle amichevoli con le nazionali U18 e U19. Con la rosa dell'Italia Under 19 ha preso parte al Campionato Europeo Under 19 2019. Il 13 ottobre 2020 ha esordito con l'Italia Under 21, subentrando in una partita di qualificazione vinta 2-0 contro l'Irlanda a Pisa. Nel dicembre 2022 è stato impegnato in un ritiro guidato dal tecnico della Nazionale maggiore, Roberto Mancini, rivolto ai giovani più promettenti. Vita privata È un grande appassionato di Stanley Kubrick. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 2018-2019 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2023-2024
  15. MATTHIJS DE LIGT https://it.wikipedia.org/wiki/Matthijs_de_Ligt Nazione: Paesi Bassi Luogo di nascita: Leiderdorp Data di nascita: 12.08.1999 Ruolo: Difensore Altezza: 189 cm Peso: 89 kg Nazionale Olandese Soprannome: Matta - Dikkie (Fatty-Cicciottello) - The Total Defender Alla Juventus dal 2019 al 2022 Esordio: 31.08.2019 - Serie A - Juventus-Napoli 4-3 Ultima partita: 21.05.2022 - Serie A - Fiorentina-Juventus 2-0 117 presenze - 8 reti 1 scudetto 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Matthijs de Ligt (Leiderdorp, 12 agosto 1999) è un calciatore olandese, difensore del Bayern Monaco e della nazionale olandese. Considerato fin dagli esordi tra i più promettenti difensori della sua generazione, si impone ancora minorenne nell'Ajax, club in cui è cresciuto; eletto capitano ad appena 18 anni, con la maglia biancorossa si consacra a livello internazionale nella stagione 2018-2019 in cui vince Eredivisie e Coppa dei Paesi Bassi, ricevendo inoltre a livello personale il Trofeo Kopa. Dal 2019 milita nella Juventus con cui si conferma ad alti livelli vincendo un campionato di Serie A (2019-2020), una Coppa Italia (2020-2021) e una Supercoppa italiana (2020). È stato finalista della UEFA Europa League 2016-2017 con la squadra ajacide e della UEFA Nations League 2018-2019 con la nazionale olandese. Matthijs de Ligt De Ligt in riscaldamento prepartita all'Ajax nel 2018 Nazionalità Paesi Bassi Altezza 189 cm Calcio Ruolo Difensore Squadra Bayern Monaco Carriera Giovanili 2006-2009 Abcoude 2009-2016 Ajax Squadre di club1 2016-2017 Jong Ajax 17 (1) 2016-2019 Ajax 77 (8) 2019-2022 Juventus 117 (8) 2022- Bayern Monaco 0 (0) Nazionale 2014 Paesi Bassi U-15 5 (0) 2014-2015 Paesi Bassi U-16 8 (0) 2015-2016 Paesi Bassi U-17 14 (1) 2016-2017 Paesi Bassi U-19 6 (0) 2017- Paesi Bassi 38 (2) UEFA Nations League Argento Portogallo 2019 Caratteristiche tecniche È un difensore centrale completo e forte fisicamente, bravo a calciare con entrambi i piedi, che vede negli anticipi difensivi e nell'abilità nel gioco aereo i suoi punti di forza. Pur non essendo molto veloce, è capace nell'impostazione del gioco, risultando di fatto un regista aggiunto. Fa della marcatura il proprio punto di forza, grazie alla sua fisicità; inoltre dimostra una certa propensione al gol, soprattutto di testa. Carriera Club Gli esordi, l'Ajax Lo Jong Ajax, l'arrivo in prima squadra La sua carriera inizia in patria, nelle giovanili del piccolo club dell'Abcoude dove De Ligt rimane fino al 2009, anno in cui approda nel vivaio del più blasonato Ajax. Alla fine della stagione 2015-2016 è nominato "Talento del futuro". De Ligt in allenamento nel 2016, agli esordi da professionista nello Jong Ajax e con la prima squadra ajacide Nella stagione 2016-2017 è nei ranghi dello Jong Ajax, la squadra riserve del club, militante in Eerste Divisie, e occasionalmente aggregato alla prima squadra partecipante alla Eredivisie. Debutta con la formazione giovanile l'8 agosto 2016, in occasione del pareggio interno contro l'Emmen (1-1); il successivo 21 settembre arriva l'esordio con la prima squadra, nella vittoriosa partita di Coppa d'Olanda contro il Willem II (5-0), dove De Ligt mette a segno anche il momentaneo raddoppio. Del 24 novembre 2016 è il debutto in campo internazionale, in occasione della partita di Europa League vinta contro i greci del Panathīnaïkos (2-0); con la formazione ajacide raggiunge il 24 maggio 2017 la finale del torneo, persa contro il Manchester Utd (0-2): giocando tale partita diventa il più giovane calciatore a essere sceso in campo in una finale di una competizione europea (all'età di 17 anni e 285 giorni). Conclude la sua prima stagione tra i professionisti con un bilancio di 23 presenze e 3 reti messe a segno. L'affermazione Il 26 luglio 2017, in occasione dell'andata del terzo turno preliminare contro i francesi del Nizza (1-1), disputa la sua prima partita di Champions League. Il 18 novembre successivo, in occasione della goleada in Eredivisie sul campo del NAC Breda (0-8), mette a segno la sua prima doppietta da professionista. L'11 marzo 2018 indossa per la prima volta la fascia da capitano dell'Ajax, al posto di Joël Veltman, nella vittoriosa gara contro l'Heerenveen (4-1), realizzando nell'occasione anche il primo gol dei lancieri. Conclude la stagione con 39 presenze e 3 reti. Nella stagione 2018-2019, per via di un grave infortunio occorso a Veltman, ottiene definitivamente i gradi di capitano della squadra. Il 14 agosto 2018, nel ritorno del terzo turno preliminare di Champions League vinto contro i belgi dello Standard Liegi (3-0), mette a segno la sua prima rete in campo internazionale. Nel corso dell'annata De Ligt emerge tra i protagonisti del cammino europeo di una compagine ricca di giovani talenti: in particolare il difensore, oltre a inanellare i record di più giovane capitano in una gara a eliminazione diretta di Champions, in Ajax-Real Madrid (1-2) del 13 febbraio 2019, e poi in una semifinale della stessa competizione, Tottenham-Ajax (0-1) del successivo 30 aprile, decide con un gol Juventus-Ajax (1-2) del 16 aprile, permettendo ai lancieri di superare il turno; si ripete sottorete nella semifinale di ritorno contro il Tottenham, seppur inutilmente, stavolta, ai fini della qualificazione, data la sconfitta che pone fine al cammino olandese (2-3). Contribuendo a fine stagione alla vittoria del campionato e della Coppa d'Olanda, viene premiato da De Telegraaf come migliore giocatore olandese dell'anno, classificandosi inoltre al 15º posto nella graduatoria del Pallone d'oro. Juventus De Ligt in azione con la maglia della Juventus nel 2019 Il 18 luglio 2019 si trasferisce in Italia, acquistato a titolo definitivo dalla Juventus per 75 milioni di euro. Il successivo 31 agosto debutta con i bianconeri, nella vittoriosa sfida interna di Serie A contro il Napoli (4-3): arrivato a Torino, nei piani iniziali, per crescere gradualmente all'ombra dei più esperti compagni di reparto, l'infortunio occorso pochi giorni prima al capitano Giorgio Chiellini lo lancia immediatamente titolare, andando a fare coppia con Leonardo Bonucci al centro della retroguardia bianconera. Dopo avere superato iniziali difficoltà di adattamento al calcio italiano, il suo primo gol in maglia juventina, che decide la stracittadina contro il Torino del 2 novembre 2019 (0-1), segna un cambio di passo che lo porterà a imporsi tra i migliori elementi stagionali della squadra; in un campionato dilatatosi fino all'estate, per via dello stop primaverile dettato dal sopraggiunto covid-19, il 26 luglio 2020 il difensore vince il suo primo scudetto. La squadra non riesce a difendere il tricolore nel campionato seguente, cadendo in un cammino altalenante a cui non giova, tra le altre, la defezione a più riprese di De Ligt, dapprima rimasto fuori per tre mesi in avvio di stagione a causa di un intervento alla spalla destra e poi, in gennaio, colpito dal covid-19. Nonostante ciò, nel 2021 partecipa alle vittorie bianconere in Supercoppa italiana contro il Napoli e in Coppa Italia contro l'Atalanta. Bayern Monaco Il 19 luglio 2022 viene acquistato dal Bayern Monaco a fronte di un corrispettivo di 67 milioni di euro più 10 milioni di bonus. Nazionale A marzo 2017 viene selezionato dal commissario tecnico Danny Blind per unirsi alla nazionale olandese per la partita contro la Bulgaria, valida per la qualificazione al campionato del mondo 2018, e per l'amichevole contro l'Italia. A 17 anni, 7 mesi e 10 giorni, per via delle assenze dei vari Ron Vlaar, Stefan de Vrij, Jeffrey Bruma e Virgil van Dijk, si ritrova titolare nella sfida contro i bulgari divenendo, così, il più giovane calciatore a vestire la maglia Orange dal 1931 — il primato assoluto spetta a Mauk Weber, sceso in campo a 17 anni, 3 mesi e 19 giorni. L'esordio non è dei migliori poiché la Bulgaria s'impone per 2-0 e la doppietta di Spas Delev è il frutto di due errori commessi dal giovane difensore; tale scelta tecnica verrà molto discussa e criticata nei giorni successivi, fino a portare l'esonero di Blind dalla panchina della nazionale. Ciò nonostante con l'arrivo di Ronald Koeman quale nuovo selezionatore, datato 2018, De Ligt diviene, al fianco del capitano Van Dijk, un punto fermo della difesa olandese. Il 24 marzo 2019 segna la sua prima rete in nazionale, nella sconfitta interna per 3-2 contro la Germania, valevole per le qualificazioni al campionato d'Europa 2020. Nel successivo giugno prende parte con gli Oranje alla fase finale della neonata UEFA Nations League: va in gol nella vittoriosa semifinale contro l'Inghilterra (3-1) che porta i Paesi Bassi in finale, dove tuttavia dovranno soccombere dinanzi ai padroni di casa del Portogallo (0-1). Nel 2021 viene selezionato da Frank de Boer, successore di Koeman, per la fase finale di Euro 2020, posticipata di un anno a causa del covid-19. Non è una rassegna fortunata per De Ligt, dapprima costretto a dare forfait nella vittoriosa gara d'esordio ad Amsterdam contro l'Ucraina (3-2) per un risentimento agli abduttori, e poi, nella sfida di Budapest contro la Rep. Ceca che vede l'eliminazione olandese agli ottavi di finale, è suo malgrado protagonista di un fallo da ultimo uomo che gli costa l'espulsione e dà il la al successo ceco (0-2). Il 14 giugno 2022 indossa per la prima volta la fascia di capitano degli Oranje nel successo per 3-2 contro il Galles in UEFA Nations League. Record Più giovane titolare dell'Ajax in una partita internazionale (17 anni e 104 giorni) Più giovane calciatore a disputare una finale di una competizione europea (17 anni e 285 giorni) Più giovane capitano ad aver disputato una fase a eliminazione diretta in Champions League (Ajax, 2018-2019) Palmarès Club Coppa dei Paesi Bassi: 1 - Ajax: 2018-2019 Campionato olandese: 1 - Ajax: 2018-2019 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2020 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2020-2021 Individuale Squadra della stagione della UEFA Europa League: 1 - 2016-2017 Miglior talento sportivo di Amsterdam: 1 - 2017 Scarpa di bronzo miglior calciatore dell'anno in Eredivisie: 1 - 2017-2018 Miglior talento dell'anno in Eredivisie: 1 - 2017-2018 European Golden Boy: 1 - 2018 Squadra della stagione della UEFA Champions League: 1 - 2018-2019 Calciatore olandese dell'anno: 1 - 2019 FIFA FIFPro World XI: 1 - 2019 Trofeo Kopa: 1 - 2019 Squadra maschile dell'anno IFFHS: 1 - 2019
  16. JUAN CUADRADO https://it.wikipedia.org/wiki/Juan_Cuadrado Nazione: Colombia Luogo di nascita: Necoclí Data di nascita: 26.05.1988 Ruolo: Jolly Altezza: 178 cm Peso: 71 kg Nazionale Colombiano Soprannome: Panita - Culebra (Serpente) - Vespa Alla Juventus dal 2015 Esordio: 30.08.2015 - Serie A - Roma-Juventus 2-1 Ultima partita: 16.05.2022 - Serie A - Juventus-Lazio 2-2 314 presenze - 26 reti 5 scudetti 4 coppe Italia 2 supercoppe italiane Juan Guillermo Cuadrado Bello (Necoclí, 26 maggio 1988) è un calciatore colombiano, centrocampista svincolato della nazionale colombiana. Juan Cuadrado Cuadrado alla Juventus nel 2019 Nazionalità Colombia Altezza 178 cm Peso 71 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Juventus Carriera Giovanili 2001-2003 Atlético Uraba 2003-2008 Independiente Medellín Squadre di club 2008-2009 Independiente Medellín 30 (2) 2009-2011 Udinese 20 (0) 2011-2012 → Lecce 33 (3) 2012-2015 Fiorentina 85 (20) 2015 Chelsea 13 (0) 2015- Juventus 267 (24) Nazionale 2010- Colombia 111 (10) Palmarès Copa América Bronzo Stati Uniti 2016 Bronzo Brasile 2021 Caratteristiche tecniche Cuadrado (terzo da sinistra) batte in contropiede il compagno di club Szczęsny e segna il definitivo 3-0 della Colombia sulla Polonia al campionato del mondo 2018 Giocatore che ha nella velocità e nel dribbling le sue caratteristiche migliori — in Serie A si è più volte distinto come il migliore dribblatore nell'arco di un campionato —, è un esterno di centrocampo dall'ottima tecnica e avvezzo ai virtuosismi, che sulla fascia destra può saltare l'avversario creando superiorità numerica, andando al cross o servendo l'assist ai compagni, o ancora accentrandosi per cercare lui stesso la conclusione a rete. Divenuto nel corso degli anni un jolly molto duttile, può essere impiegato anche in posizione più avanzata e offensiva, come attaccante esterno o seconda punta, oppure più difensiva, come terzino, ruolo quest'ultimo ricoperto agli esordi in patria e poi reinterpretato stabilmente nella seconda parte di carriera a Torino. Carriera Club Independiente Medellín, Udinese e Lecce Laterale destro di difesa, muove i primi passi nel settore giovanile dell'Atlético Uraba, prima di essere ingaggiato dall'Independiente Medellín nel 2007. All'inizio del 2008 viene aggregato alla prima squadra, nella quale colleziona 21 presenze e 2 reti. Agli inizi di giugno il presidente dei rossoblù conferma l'interesse che il club italiano dell'Udinese mostra verso il giocatore, che il 5 luglio 2009 viene acquistato dai friulani a titolo definitivo, debuttando in Serie A il 1º novembre successivo. Rimane a Udine per un biennio, durante il quale, complice anche il difficile ambientamento al calcio europeo, non riesce a trovare molto spazio tra i bianconeri. Il 3 agosto 2011 passa al Lecce con la formula del prestito secco. La sua prima rete in giallorosso, prima in assoluto anche nella massima serie italiana, è del 6 novembre dello stesso anno nella sfida-salvezza del Manuzzi contro il Cesena, vinta 1-0 grazie a un suo tiro deviato da un difensore romagnolo. Alla fine del campionato, nonostante l'ottimo rendimento offerto dal colombiano, la squadra salentina retrocede e Cuadrado fa ritorno a Udine. Fiorentina Il 23 luglio 2012 la Fiorentina preleva il calciatore dall'Udinese in prestito oneroso con diritto di riscatto della metà. Esordisce in maglia viola il 18 agosto seguente, nella gara di Coppa Italia vinta 2-0 a Firenze contro il Novara, subentrando al 58' a Pasqual. Segna il suo primo gol in maglia gigliata il 4 novembre 2012, nella gara casalinga di campionato vinta 4-1 contro il Cagliari. Il 17 giugno 2013 la società toscana esercita il diritto di opzione sulla metà del cartellino, con Cuadrado che diventa così in comproprietà tra Fiorentina e Udinese. Segna nella partita d'andata dei play-off di UEFA Europa League contro gli svizzeri del Grasshoppers, partita finita 1-2. Sigla poi la sua prima doppietta nella nona giornata di campionato, nella trasferta sul campo del Chievo vinta 2-1. Il 19 giugno 2014 la compartecipazione del giocatore viene risolta a favore della Fiorentina: è la più costosa operazione di mercato della Fiorentina nella gestione Della Valle, a fronte di un esborso totale di 21 milioni di euro. Il 18 settembre seguente segna il primo gol stagionale in Europa League ai francesi del Guingamp. L'11 dicembre, in Fiorentina-Dinamo Minsk 1-2 di Europa League, tocca quota 100 presenze con i viola. Nell'ultima stagione a Firenze segna 6 gol in 23 partite; complessivamente con la Fiorentina ha giocato 106 partite segnando 26 gol. Chelsea Cuadrado (a destra) al Chelsea nel 2015, marcato da Séamus Coleman dell'Everton. Il 2 febbraio 2015 viene ufficializzato il passaggio del giocatore al club inglese del Chelsea, per 30 milioni di euro più il prestito semestrale di Salah. Cinque giorni più tardi debutta con la nuova maglia, nella vittoria per 2-1 sul campo dell'Aston Villa, subentrando a Willian all'80' di gioco. ll 17 dello stesso mese seguente fa il suo esordio assoluto in Champions League, nella partita pareggiata per 1-1 contro i francesi del Paris Saint-Germain al Parco dei Principi. Il 28 febbraio vince con i Blues la Football League Cup superando 2-0 in finale i concittadini del Tottenham, match in cui gioca l'ultimo quarto d'ora. Nel prosieguo di stagione, tuttavia, non riesce a trovare ulteriore spazio agli ordini di José Mourinho, finendo per risultare avulso dagli schemi del tecnico lusitano. Il 3 maggio può comunque fregiarsi della vittoria della Premier League, arrivata grazie al successo 1-0 contro il Crystal Palace a Stamford Bridge. Chiude il semestre a Londra con 12 presenze tra campionato e coppe, senza mai andare a segno. Juventus 2015-2019 Il 25 agosto 2015 il Chelsea cede il giocatore in prestito annuale al club italiano della Juventus. Cinque giorni dopo Cuadrado fa il suo esordio in bianconero, nella sconfitta per 1-2 sul campo della Roma, subentrando a Padoin nella ripresa; il 16 settembre debutta in Champions League con la nuova maglia, nella partita vinta 2-1 sugl'inglesi del Manchester City al City of Manchester Stadium. Il 31 ottobre segna il suo primo gol in bianconero, decidendo in extremis il derby della Mole contro il Torino con una rete al 3' di recupero; il 16 marzo 2016 segna la sua prima rete europea con la maglia bianconera, siglando all'Allianz Arena il raddoppio juventino nella sfida poi persa 2-4 ai supplementari contro il Bayern Monaco, negli ottavi di Champions League: a fine stagione, la UEFA inserirà questa marcatura tra le 10 più belle dell'edizione. Cuadrado alla Juventus nel 2017 Nel frattempo il 25 aprile 2016, a coronamento di una rimonta-record cui proprio Cuadrado diede il la con il suo gol nel derby torinese, vince in maglia bianconera il suo primo campionato italiano; il successivo 21 maggio conquista anche la sua prima Coppa Italia, subentrando a gara in corso nella finale di Roma contro il Milan, e fornendo l'assist a Morata per il decisivo 1-0 dei piemontesi ai supplementari. Inizialmente rientrato al Chelsea nell'estate 2016, lo stesso Cuadrado spinge per un suo ritorno alla Juventus, concretizzatosi il 31 agosto sulla base di un prestito triennale a fronte di un corrispettivo annuo di 5 milioni di euro. Il 18 ottobre, in occasione della trasferta di Champions League con il Olympique Lione, segna il gol che consegna la vittoria ai bianconeri per 1-0. Il 5 febbraio 2017, in campionato, il colombiano decide il derby d'Italia vinto per 1-0 a Torino contro l'Inter. Dopo aver centrato con la Juventus anche nella stagione 2016-2017 il double nazionale, il 22 maggio viene riscattato dal club bianconero per 20 milioni di euro. Nella stagione 2017-2018 mette in bacheca ancora una volta un double domestico, segnando gol decisivi nella trasferta col Genoa e in casa col Benevento, oltreché nella classica di Torino col Milan; è inoltre questa la stagione in cui l'allenatore dei torinesi, Massimiliano Allegri, comincia a reimpostarlo da esterno a terzino. Più travagliata si rivela l'annata 2018-2019: dopo essere andato a segno in campionato nella gara contro il Cagliari, incappa in un infortunio al ginocchio sinistro nella trasferta dicembrina di Champions League contro lo Young Boys, che lo costringe all'operazione e a saltare gran parte della seconda tornata della stagione; rientra in campo solo nell'aprile 2019, vincendo comunque il suo quarto scudetto consecutivo con i torinesi. 2019-2022 Lo juventino Cuadrado (a sinistra) nel 2021, mentre affronta Douglas Santos dello Zenit San Pietroburgo. Torna a pieno regime per stagione 2019-2020, in cui anche il nuovo allenatore juventino Maurizio Sarri lo predilige con compiti più difensivi, impiegandolo come terzino destro. Al termine di un campionato drammatico per ragioni extrasportive, dilatatosi fino all'estate causa lo stop primaverile dettato dal sopraggiunto covid-19, il colombiano conquista il suo quinto titolo italiano consecutivo, andando a segno nelle gare casalinghe contro Brescia e Torino; in precedenza, in Champions League aveva realizzato il primo gol stagionale dei piemontesi nella competizione, nel pareggio 2-2 sul terreno dell'Atlético Madrid. Con l'annata seguente, che lo vede agli ordini dell'ex collega Andrea Pirlo nel frattempo sedutosi in panchina, Cuadrado è ormai tra i senatori dello spogliatoio bianconero: il 1º novembre 2020, sul finire della vittoriosa trasferta di campionato contro lo Spezia, dopo l'uscita dal campo di Bonucci riceve per la prima volta la fascia di capitano della squadra, che poi indossa per la prima volta dal 1' nella successiva gara interna del 21 novembre contro il Cagliari. Sigla le prime reti stagionali il 15 maggio 2021 nel successo per 3-2 contro l'Inter, realizzando una doppietta; il secondo e decisivo gol arriva su calcio di rigore, il primo trasformato dal colombiano in massima serie. Nonostante le dfficoltà in cui incappa la Juventus in quest'annata, costretta dopo nove anni ad abdicare nella difesa dello scudetto, nel corso del 2021 il centrocampista riesce comunque ad ampliare il proprio palmarès grazie alle affermazioni bianconere in Supercoppa italiana e Coppa Italia. Col gruppo storico dei nove scudetti consecutivi ormai avviato al tramonto, nella stagione 2021-2022 neanche il ritorno in panchina di Allegri riesce a far rivivere in casa bianconera i fasti del recente passato, sicché Cuadrado e compagni si ritrovano dopo undici anni a chiudere la stagione senza mettere trofei in bacheca. Il colombiano si fa comunque notare per la rete che decide la gara interna di campionato contro la sua ex Fiorentina, per il gol olimpico che il 5 dicembre 2021 sblocca il punteggio nella vittoria casalinga sul Genoa — premiato come gol del mese dalla Lega Serie A — e per la rete su calcio di punizione alla Sampdoria nell'esordio stagionale in Coppa Italia, la prima segnata in maglia bianconera in questa competizione. Al termine della stagione 2022-2023, l'ultima trascorsa a Torino, lascia la Juventus alla scadenza naturale del proprio contratto, dopo avere totalizzato 314 presenze, 26 reti e undici trofei con la maglia bianconera. Nazionale Cuadrado (al centro) braccato in nazionale dal brasiliano Neymar, sotto gli occhi di Marcelo, durante il campionato del mondo 2014. Debutta con la nazionale colombiana il 4 settembre 2010, nell'amichevole di Puerto La Cruz vinta 2-0 contro il Venezuela, trovando nell'occasione la rete che sblocca il risultato, la sua prima per i Cafeteros. Nel 2011 viene convocato per la Copa América in Argentina, che vede la Colombia eliminata ai quarti di finale. A partire dalle qualificazioni al campionato del mondo 2014, Cuadrado diventa un punto fermo della sua nazionale: nella fase finale in Brasile, in cui il cammino colombiano si ferma ai quarti di finale, l'esterno realizza il calcio di rigore che apre le marcature nella vittoria 4-1 sul Giappone della fase a gironi, oltre a fornire 4 assist ai compagni. Nel successivo biennio partecipa alla Copa América di Cile 2015, che vede la sua nazionale estromessa ancora ai quarti di finale, e alla speciale Copa América Centenario negli Stati Uniti d'America, chiusa dalla Colombia al terzo posto — suo migliore risultato da quindici anni a quella parte. Cuadrado si avvia a battere il proprio tiro di rigore nella sfida contro l'Inghilterra al mondiale 2018 È tra i convocati al campionato del mondo 2018 in Russia, chiuso dai Cafeteros agli ottavi di finale contro l'Inghilterra (nonostante avesse realizzato il proprio tiro di rigore nel decisivo epilogo), e in cui Cuadrado segna il gol del definitivo 3-0 nella vittoriosa sfida della fase a gironi contro la Polonia. L'anno seguente partecipa alla Copa América in Brasile, avventura chiusa dalla nazionale colombiana ai quarti di finale dopo la sconfitta ai rigori contro il Cile (nonostante, anche stavolta, Cuadrado avesse realizzato il suo tentativo). Due anni dopo viene convocato per la successiva edizione della competizione. Titolare dei Cafeteros anche in questa rassegna, dopo avere saltato la sfida ai quarti contro l'Uruguay, rientra in semifinale contro l'Argentina, partita in cui raggiunge quota 100 presenze in nazionale: la gara si protrae sino ai rigori, dove Cuadrado segna il suo tiro, ma la sua realizzazione non è sufficiente ai colombiani per raggiungere la finale. Chiude la manifestazione al terzo posto, trovando anche il gol del parziale 1-1 nella finalina vinta 3-2 contro il Perù. Palmarès Club Cuadrado (a sinistra) festeggia con i compagni del Chelsea la vittoria nella Football League Cup 2014-2015. Competizioni nazionali Coppa di Lega inglese: 1 - Chelsea: 2014-2015 Campionato inglese: 1 - Chelsea: 2014-2015 Campionato italiano: 5 - Juventus: 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020 Coppa Italia: 4 - Juventus: 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018, 2020-2021 Supercoppa italiana: 2 - Juventus: 2018, 2020
  17. FEDERICO CHERUBINI https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Cherubini Nazione: Italia Luogo di nascita: Foligno (Perugia) Data di nascita: 04.01.1971 Ruolo: Chief of staff Soprannome: Il Cobra Direttore Sportivo squadre giovanili della Juventus dal 2012 al 2018 Direttore Tecnico della Juventus dal 2018 al 2020 Direttore Sportivo della Juventus dal 2020 al 2023 Chief of staff dal 2023 al 2024 Federico Cherubini (Foligno, 4 gennaio 1971) è un dirigente sportivo italiano. Biografia Inizialmente calciatore dilettantistico nella maggiore società della sua città natale, il Foligno, nel ruolo di ala destra, nella stagione 1992-1993 viene prelevato dal Carpi, allora militante in Serie C1, e mandato in prestito alla Civitanovese con cui colleziona 13 presenze in Serie C2. Nel 1993, all'età di 22 anni, si ritira precocemente dall'agonismo e, dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Perugia, diventa agente di Fiditalia. Nel 2005 viene richiamato dal Foligno, dove va a ricoprire il ruolo di direttore generale. In questo periodo iniziano i contatti con l'allora diggì della Sampdoria, Giuseppe Marotta; nel 2012, col manager varesino nel frattempo approdato alla Juventus, Cherubini viene chiamato a Torino come direttore sportivo delle squadre giovanili bianconere. Nel 2018, dopo l'addio di Marotta, viene promosso a direttore tecnico della prima squadra e, due anni dopo, subentra a Fabio Paratici come direttore sportivo della stessa. Nel gennaio 2023, nell'ambito di un processo sportivo interessante la società bianconera, la Corte Federale d'Appello della FIGC lo inibisce per 16 mesi; squalifica confermata il successivo 23 aprile, col ricorso di Cherubini rigettato dal Collegio di Garanzia del CONI. In questa fase viene sostituito nell'organigramma juventino, a livello legale, da Francesco Calvo a cui lo stesso Cherubini riporta. Dalla stagione 2023-2024, pur rimanendo nei ranghi dell'organigramma bianconero, riporta al nuovo Football Director, Cristiano Giuntoli.
  18. MARCO LANDUCCI https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Landucci Nazione: Italia Luogo di nascita: Lucca Data di nascita: 25.03.1964 Ruolo: Allenatore in seconda Altezza: 188 cm Peso: 82 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2014 al 2019 e dal 2021 al 2024 5 scudetti 5 coppe Italia 2 supercoppe italiane Marco Landucci (Lucca, 25 marzo 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere. Marco Landucci Landucci del 2012 Nazionalità Italia Altezza 188 cm Peso 82 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex portiere) Termine carriera 2001 - giocatore Carriera Giovanili 19??-1981 Fiorentina Squadre di club 1981-1982 → Viareggio 7 (-?) 1982-1984 Fiorentina 0 (0) 1984-1985 → Rondinella 34 (-41) 1985-1986 → Parma 34 (-14) 1986-1991 Fiorentina 126 (-156) 1991-1992 Lucchese 33 (-30) 1992-1994 Brescia 44 (-60) 1994-1995 Avellino 30 (-27) 1995-1996 Inter 0 (0) 1996 Venezia 2 (0) 1996-1997 Verona 1 (-2) 1997-1998 Lucchese 4 (-7) 1999 Cuoiopelli 11 (-8) 1999-2001 Lucchese 0 (0) Carriera da allenatore 2005-2006 Fiorentina Portieri (Giovanili) 2006-2007 Grosseto Portieri 2007-2008 Grosseto Portieri 2008-2010 Cagliari Vice 2010-2014 Milan Portieri 2014-2019 Juventus Vice 2021-2024 Juventus Vice Carriera Giocatore Prodotto del vivaio della Fiorentina, dopo alcuni anni in prestito in Serie C (periodo nel quale ottiene fra l'altro la promozione in Serie B col Parma, subendo solamente 14 reti nelle 34 partite disputate), rientra in viola nell'estate 1986. Landucci in azione alla Fiorentina nella stagione 1986-1987 L'allenatore Eugenio Bersellini lo impone subito come titolare a scapito del veterano Paolo Conti. Nelle due stagioni 1986-1987 e 1987-1988 disputa tutte le 60 partite di campionato. Il commissario tecnico della nazionale, Azeglio Vicini, nel frattempo lo convoca ripetutamente nel corso del 1988, però senza mai schierarlo in campo. Prosegue la sua carriera da titolare fra i pali viola fino al 1990, annata in cui la Fiorentina raggiunge la finale di Coppa UEFA, persa nella doppia finale contro la Juventus. Nella stagione 1990-1991 perde il posto da titolare a vantaggio di Gianmatteo Mareggini, collezionando solo 7 presenze. Nell'estate 1991 la Fiorentina lo cede ai corregionali della Lucchese, in Serie B. Dopo una stagione da titolare in rossonero, torna nella massima serie col neopromosso Brescia, dove disputa due stagioni (la prima in A conclusa con la retrocessione, e la seconda in B con ritorno immediato in massima serie e vittoria nel Torneo Anglo-Italiano) alternandosi fra i pali delle rondinelle con Nello Cusin. Non segue però i lombardi in Serie A dopo la promozione, scendendo invece in Serie C1 con l'Avellino che riporterà in Serie B, rivelandosi decisivo con le sue parate ai tiri di rigore nella finale play-off contro il Gualdo. Nell'estate 1995 viene ingaggiato dall'Inter per fare da dodicesimo a Gianluca Pagliuca (nessuna presenza in campionato per lui in quella stagione), quindi passa in rapida successione a Verona, Venezia e di nuovo a Lucca, sempre ricoprendo il ruolo di secondo portiere. Scende poi nei dilettanti tra le file del Cuoiopelli, per poi ritornare ancora alla Lucchese, nel frattempo retrocessa in Serie C1, dove chiude la carriera nel 2001. Allenatore Lasciato il calcio giocato, si è affermato, grazie alla scelta di Pantaleo Corvino, allora responsabile del settore giovanile della Fiorentina, come preparatore dei portieri nel settore giovanile (squadre Primavera e Allievi Nazionali) della società viola. Nella stagione 2006-2007 è preparatore portieri nel Grosseto che arriva per la prima volta nella sua storia in Serie B; alle sue dipendenze i portieri Luca Anania, Angelo Pagotto e Salvatore Pinna. Nella stagione successiva è ancora nel club toscano, dove allena gli estremi difensori Walter Bressan e Andrea Pinzan. Nel giugno 2008 viene assunto come vice di Massimiliano Allegri dal Cagliari: qui porta in alto le doti del bassanese Federico Marchetti, facendolo arrivare in nazionale. Nella stagione 2010-2011 segue Allegri al Milan, diventando il preparatore dei portieri rossoneri, vincendo lo scudetto alla prima stagione e la Supercoppa italiana alla seconda; rimane a Milano, assieme al tecnico, sino al 2014. Il 15 luglio dello stesso anno, ancora al seguito di Allegri, entra nei ranghi della Juventus come vice allenatore, incarico che riveste fino al 2019 e nuovamente dal 2021al 2024. Palmarès Giocatore Competizioni nazionali Campionato italiano Serie C1: 1 - Parma: 1985-1986 (girone A) Competizioni internazionali Coppa Anglo-Italiana: 1 - Brescia: 1993-1994
  19. SIMONE PADOIN https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Padoin Nazione: Italia Luogo di nascita: Gemona del Friuli (Udine) Data di nascita: 18.03.1984 Ruolo: Centrocampista/Difensore Altezza: 179 cm Peso: 73 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: Il Talismano - San Padoin - Pado Alla Juventus dal 2012 al 2016 Esordio: 08.02.2012 - Coppa Italia - Milan-Juventus 1-2 Ultima partita: 08.05.2016 - Serie A - Verona-Juventus 2-1 107 presenze - 3 reti 5 scudetti 2 coppe Italia 3 supercoppe italiane Allenatore della Juventus Primavera (Under-20) dal 2025 Simone Padoin (Gemona del Friuli, 18 marzo 1984) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o difensore, tecnico della squadra under 20 della Juventus. Durante la sua carriera ha vinto una Coppa Italia Primavera, cinque scudetti consecutivi, due Coppe Italia, tre Supercoppe italiane e un campionato di Serie B. Con la nazionale italiana under 19 è stato campione d'Europa di categoria nel 2003. Simone Padoin Padoin in azione alla Juventus nel 2012 Nazionalità Italia Altezza 177 cm Peso 73 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex centrocampista, difensore) Squadra Juventus (U20) Termine carriera 2 ottobre 2020 - giocatore Carriera Giovanili 19??-1999 Donatello 1999-2003 Atalanta Squadre di club 2003-2007 Vicenza 126 (6) 2007-2012 Atalanta 156 (10) 2012-2016 Juventus 107 (3) 2016-2019 Cagliari 98 (2) 2019-2020 Ascoli 32 (0) Nazionale 2002-2003 Italia U-19 9 (0) 2003-2004 Italia U-20 6 (1) 2004-2007 Italia U-21 6 (0) Carriera da allenatore 2021-2024 Juventus Coll. tecnico 2024-2025 Juventus U20 (Vice) 2025- Juventus U20 Palmarès Europei di Calcio Under 19 Oro Liechtenstein 2003 Biografia Tifoso dell'Udinese, è sposato e padre di tre figli. Caratteristiche tecniche Jolly di centrocampo, nasce nelle giovanili dell'Atalanta come terzino, ruolo che continuerà a ben interpretare anche nel prosieguo della carriera, pur se sovente verrà dirottato a centrocampista centrale, mediano ed esterno. La sua duttilità ha spesso riscosso apprezzamenti da parte degli allenatori. Carriera Giocatore Club Gli inizi, Atalanta e Vicenza Cresciuto calcisticamente nella società Donatello di Udine, in seguito si mette in luce nelle giovanili dell'Atalanta, con la quale conquista una Coppa Italia Primavera. Senza aver mai esordito con la prima squadra degli orobici, nell'estate 2003 passa al Vicenza con la formula della compartecipazione, insieme al compagno Julien Rantier, nell'ambito del trasferimento di Antonino Bernardini e Michele Marcolini ai bergamaschi. In Veneto, alla sua prima esperienza in un campionato di Serie B colleziona 23 presenze e 1 gol. Nella successiva stagione, dopo un inizio incerto, risulta uno dei giocatori più utilizzati e duttili (33 presenze), venendo a più riprese impiegato dall'allenatore Maurizio Viscidi nel ruolo di terzino. Nella stagione successiva si conferma giocando 35 partite, con un gol, e venendo impiegato sia come esterno di centrocampo sia come terzino. All'inizio della stagione 2006-2007 viene nuovamente impiegato da terzino, ma dopo l'esonero di Giancarlo Camolese, il sostituto Angelo Gregucci lo riporta a centrocampo, mettendo a referto 37 presenze e 4 gol. Ritorno all'Atalanta Padoin all'Atalanta nel 2010 Nell'estate 2007 torna all'Atalanta in comproprietà. Il 5 gennaio 2008, le buone prestazioni fornite nella prima parte di stagione convincono la società a riscattare completamente il cartellino del giocatore, che torna così a essere interamente di proprietà della squadra bergamasca. Il 16 marzo segna i suoi primi gol in A, una doppietta nella gara vinta 4-1 contro l'Empoli, per poi ripetersi contro il Livorno alla terzultima giornata di campionato. Nella stagione successiva diventa titolare fisso della squadra, impegnato sia come esterno sinistro di centrocampo sia sulla mediana. Realizza una rete contro il Siena alla prima giornata, e si ripete contro il Lecce siglando una doppietta. La stagione 2009-2010 vede Padoin schierato stabilmente in mezzo al campo insieme a Tiberio Guarente, risultando essere il giocatore più impiegato nella stagione dei nerazzurri. Nel corso di questa stagione va in rete due volte, entrambe nel girone di ritorno, contro Lazio e Livorno; ciò nonostante le sue prestazioni non bastano a evitare all'Atalanta, a fine stagione, la retrocessione in cadetteria. Nell'estate seguente il giocatore ha intanto un primo approccio con la Juventus, suo futuro club, aggregandosi ai bianconeri per una tournée di amichevoli in Nordamerica. Tornato a Bergamo, segna il primo gol della nuova stagione il 14 agosto, nella partita di Coppa Italia contro il Foligno. In campionato, il gol arriva all'ottava giornata, siglando la rete del primo vantaggio nella partita vinta 2-1 contro il Torino. In campo Padoin si dimostra una pedina insostituibile nello scacchiere nerazzurro; tuttavia nell'ultima giornata del girone di andata si procura una lesione al menisco che lo farà rimanere lontano dal campo per una quarantina di giorni. Ripresosi dall'infortunio, riprende il suo posto nel centrocampo orobico, andando anche a segno nell'incontro casalingo contro il Novara. Conclude la stagione con 35 presenze (34 in campionato e una in Coppa Italia) condite da tre reti, che contribuiscono alla vittoria del campionato cadetto da parte dell'Atalanta e al suo ritorno in massima serie. La prima parte della stagione 2011-2012 è anche l'ultima spesa da Padoin a Bergamo: nonostante sia ormai tra i punti fermi della squadra oltreché indicato dall'ambiente come futuro capitano e bandiera, il giocatore sveste definitivamente la maglia nerazzurra nel gennaio 2012. Juventus Il 31 gennaio 2012, richiesto dal tecnico Antonio Conte che già l'aveva avuto ai suoi ordini a Bergamo, viene acquistato dalla Juventus per 5 milioni di euro. Esordisce con la maglia bianconera l'8 febbraio, nella gara di Coppa Italia vinta 2-1 sul terreno del Milan, nella quale dà il via all'azione che porta al primo gol di Martín Cáceres. Segna il suo primo gol con la nuova squadra il 17 marzo, nella trasferta sul campo della Fiorentina terminata 5-0 in favore dei bianconeri. Il 6 maggio, al termine della partita giocata contro il Cagliari e vinta 2-0 sul campo neutro di Trieste, grazie anche alla contemporanea vittoria dell'Inter contro i rivali del Milan, con una giornata d'anticipo conquista lo scudetto con la maglia bianconera, il primo della carriera per il giocatore. Pur facendo parte delle seconde linee, in breve Padoin si fa benvolere dai compagni e soprattutto dalla tifoseria juventina che, a fronte di umiltà, spirito di sacrificio e grinta sempre messi in campo, ne farà negli anni seguenti uno dei calciatori più amati dallo Stadium. La stagione 2012-2013 inizia con la vittoria della Supercoppa italiana a Pechino, match che vede la Juventus battere per 4-2 il Napoli ai tempi supplementari. Il 12 febbraio 2013 fa il suo esordio in Champions League nella trasferta vittoriosa di Glasgow contro il Celtic (0-3), subentrando a Federico Peluso, anche lui esordiente. Il 5 maggio seguente, grazie al successo interno per 1-0 ai danni del Palermo, conquista con tre giornate d'anticipo il secondo campionato consecutivo. Ancora un 5 maggio, stavolta del 2014, durante la festa per il terzo scudetto consecutivo della Vecchia Signora, segna il gol-vittoria contro la sua ex squadra, l'Atalanta (1-0), dando così il suo contributo al raggiungimento dello storico record di punti (102) in campionato. Il 22 novembre seguente, in Lazio-Juventus (0-3), riceve la sua prima espulsione in carriera per somma di gialli. Un mese dopo, si fa parare dal napoletano Rafael il rigore decisivo nella finale di Supercoppa italiana a Doha. La stagione 2014-2015 vede tuttavia il giocatore contribuire al double nazionale dei bianconeri, nel frattempo passati in mano a Massimiliano Allegri, raggiungendo inoltre il 6 giugno 2015 la finale di Champions League, persa a Berlino contro il Barcellona. Nella stagione seguente, l'8 agosto 2015 vince con la Juve la sua terza Supercoppa italiana, conquistata a Shanghai contro la Lazio, mentre il 17 aprile 2016 sigla il definitivo 4-0 nella sfida casalinga di campionato contro il Palermo, tornando al gol dopo quasi due anni. Il 25 dello stesso mese ottiene con la formazione torinese il quinto scudetto consecutivo della carriera: un successo che, nonostante il ruolo di gregario, ne fa definitivamente tra i punti fermi del plurivittorioso «zoccolo duro» juventino nella prima metà degli anni 2010. Cagliari, Ascoli e ritiro Dopo cinque anni a Torino, il 4 luglio 2016 il calciatore passa al Cagliari, neopromosso in Serie A, per 600 000 euro. Il successivo 2 ottobre, nella vittoria 2-1 al Sant'Elia contro il Crotone, realizza la sua prima rete in maglia rossoblù. Fin dal suo approdo in Sardegna si afferma immediatamente nell'undici titolare, contribuendo negli anni seguenti al raggiungimento di tre salvezze consecutive. Nell'estate 2019 lascia da svincolato il club rossoblù e si accasa all'Ascoli, in Serie B. Dopo un campionato concluso con la salvezza, nell'ottobre 2020, a stagione iniziata, rescinde il suo contratto con il club marchigiano e nelle settimane seguenti ufficializza il suo ritiro dal calcio giocato. Nazionale Veste per la prima volta la maglia azzurra il 2 settembre 2002, con l'Italia under 19, nella partita persa contro la Turchia; con gli azzurrini disputa 9 partite e vince l'europeo di categoria del 2003 disputato in Liechtenstein. L'avventura in azzurro continua con l'Italia under 20 dove saranno 6 le presenze, suggellate da un gol. Fa poi il suo esordio nell'Italia under 21 il 15 agosto 2006, ed è parte della spedizione italiana all'europeo di categoria del 2007 organizzato nei Paesi Bassi. Allenatore Il 22 luglio 2021 torna alla Juventus entrando nello staff dell'allenatore Massimiliano Allegri, già suo tecnico a Torino negli anni da calciatore, in qualità di collaboratore. Ricopre il ruolo per il successivo triennio. Frattanto, nel settembre del 2022 consegue a Coverciano il patentino UEFA A, mentre esattamente un anno dopo inizia il corso UEFA Pro. Dalla stagione 2024-2025 passa a lavorare per il settore giovanile juventino, diventando il vice di Francesco Magnanelli sulla panchina della squadra under 20, militante nel Campionato Primavera 1. Il 14 luglio 2025 viene promosso nel ruolo di allenatore, subentrando allo stesso Magnanelli. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Atalanta: 2002-2003 Competizioni nazionali Campionato italiano di Serie B: 1 - Atalanta: 2010-2011 Campionato italiano: 5 - Juventus: 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016 Supercoppa italiana: 3 - Juventus: 2012, 2013, 2015 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Nazionale Campionato d'Europa Under-19: 1 - Liechtenstein 2003
  20. PAOLO BIANCO https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Bianco Nazione: Italia Luogo di nascita: Foggia Data di nascita: 20.08.1977 Ruolo: Collaboratore Tecnico Altezza: 184 cm Peso: 77 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Collaboratore Tecnico della Juventus dal 2022 al 2023 Paolo Bianco (Foggia, 20 agosto 1977) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, tecnico del Modena. Paolo Bianco Nazionalità Italia Altezza 184 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex difensore) Termine carriera 2015 - giocatore Carriera Giovanili 19?? Foggia Squadre di club 1994-1999 Foggia 98 (1) 1999-2004 Treviso 148 (8) 2004-2006 Catania 72 (0) 2006-2009 Cagliari 91 (4) 2009-2010 Atalanta 21 (0) 2010-2015 Sassuolo 95 (0) Nazionale 1998 Italia U-21 1 (0) Carriera da allenatore 2015-2017 Sassuolo Vice Primavera 2017-2018 Siracusa 2018 Sicula Leonzio 2019-2021 Sassuolo Coll. tecnico 2021-2022 Šachtar Coll. tecnico 2022-2023 Juventus Coll. tecnico 2023- Modena Carriera Giocatore Club Cresciuto a Ordona, entra a far parte del settore giovanile dei rossoneri dove esordisce in campionato e diventa pilastro della difesa foggiana in coppia con Oshadogan. Nel Foggia gioca per quattro stagioni prima di passare al Treviso dove resta per cinque anni, diventando il capitano della squadra. Nel 2004 passa al Catania per 400000 €, disputando due stagioni; la stagione culmina con la promozione in Serie A del Catania. Nell'estate 2006 viene ceduto in prestito per 1300000 € con un diritto di riscatto di 700000 € al Cagliari, che esordisce in Serie A in casa, proprio contro il Catania. Titolare fisso, a Cagliari resta in tutto tre stagioni al termine delle quali, giunto in scadenza di contratto, firma un contratto biennale con l'Atalanta. A Bergamo disputa una stagione culminata con la retrocessione della squadra. Il 19 luglio 2010 la società bergamasca dichiara la rescissione consensuale del contratto con il giocatore. Lo stesso giorno il Sassuolo comunica il suo ingaggio. Il 18 maggio 2013 vince il campionato di Serie B e conquista la promozione in Serie A con la squadra emiliana guidata da Eusebio Di Francesco. Il 31 maggio 2015 gioca la sua ultima partita della carriera, in casa contro il Genoa. Al termine dell'incontro gli viene reso omaggio da tutti i giocatori e dal pubblico presente nello stadio. Dunque si ritira dal calcio giocato dopo 524 presenze e 13 gol in carriera. Nazionale Vanta una partita con la Under 21, avendo esordito il 22 aprile 1998 nella vittoria per 2-1 contro il Galles. Allenatore Dal 2015 al 2017 ricopre la carica di vice allenatore della primavera del Sassuolo. Il 26 giugno 2017 diventa il nuovo allenatore del Siracusa, formazione di Serie C. Al termine della stagione, gli azzurri diretti da mister Bianco conquistano ben 52 punti, classificandosi sul campo al settimo posto in classifica ad appena tre lunghezze dal quarto posto. Purtroppo alcuni ritardi sui pagamenti da parte della società contribuiranno a far infliggere al club ben dieci punti di penalizzazione, che costeranno al Siracusa l’accesso nei playoff. Al termine della stagione, Bianco decide di comune accordo con il club di non rinnovare il contratto, andando ad accettare l’offerta pervenuta da parte di Leonardi, presidente della Sicula Leonzio che gli offre un biennale. Il 10 dicembre 2018, dopo una serie di risultati negativi che però seguivano a un'ottima partenza di campionato, si dimette, lasciando la squadra al decimo posto del girone C. L'11 ottobre 2019 fa ritorno al Sassuolo, entrando nello staff di Roberto De Zerbi. Il 25 maggio 2021 segue il tecnico allo Shakhtar Donetsk. Nel luglio 2022, ritorna in Italia ed entra a far parte dello staff tecnico di Massimiliano Allegri alla Juventus. Il 14 giugno 2023, Bianco firma un contratto biennale con il Modena, squadra militante in Serie B, ritornando così ad allenare in prima persona dopo cinque anni. Palmarès Club Competizioni nazionali Serie C1: 1 - Treviso: 2002-2003 Supercoppa di Lega di Serie C: 1 - Treviso: 2003 Campionato italiano di Serie B: 1 - Sassuolo: 2012-2013
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