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Morpheus ©

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  1. Detto la scorsa settimana che le nostre campionesse e i nostri campioni a tinte azzurre della Nazionale Italiana di sci alpino soprattutto del veloce, si sono ritrovati per iniziare la preparazione sulle nevi, in questi giorni saranno gli specialisti del tecnico e iniziare a riscaldare i motori in vista della prossima stagione e raggiungeranno i suddetti colleghi al Passo dello Stelvio per lo start degli allenamenti. Come riportato dalla nota della FISI ( https://www.fisi.org/sci-alpino/news/21634-al-passo-dello-stelvio-arrivano-venerdi-12-giugno-anche-gli-slalomgigantisti) agli ordini di Roberto Lorenzi, da questo venerdì sino a mercoledì il gruppo di atleti specialisti del tecnico cominceranno i lavori per prepararsi al meglio della stagione che verrà con l’auspicio che le soddisfazioni saranno grandissime come le gioie della scorsa stagione. Gli atleti che raggiungeranno le meravigliosa cornice dello Stelvio sono Giovanni Borsotti, Riccardo Tonetti, Luca De Aliprandini, Hannes Zingerle, Tommaso Sala, Alex Vinatzer, Stefano Gross, Federico Liberatore, e Giuliano Razzoli mentre, naturalmente, continueranno le cure riabilitative sia Manfred Moelgg che Simon Maurberger che sfortunatamente han concluso anzitempo la stagione 2019/20 per i già noti brutti infortuni ai ginocchi. Continua su: http://discesalibera.org/2020/06/10/anche-i-protagonisti-azzurri-del-tecnico-a-breve-al-passo-dello-stelvio/
  2. Quanto mi manchi splendida Signora in bianco e nero...
  3. Continua su: In momenti particolari come questo dove la presenza del Covid19 nelle nostre vite ha preso il sopravvento, leggere che una attività sportiva comincia a scaldare i motori, per ogni appassionato e non, è una notizia meravigliosa degna di far venire la pelle d’oca in quanto messaggera anche di speranza e di strada verso la normalità. Tra i vari sport che stanno cominciando a muoversi c’è anche lo sci alpino: le nostre nazionali azzurre sia al femminile che al maschile, nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei controlli severi cui tutti le atlete e gli atleti saranno sottoposti, si ritroveranno nella splendida cornice del Passo dello Stelvio: le ragazze del gruppo principale si alleneranno ed affineranno le loro preparazioni sino al 15 giugno con Elena Curtoni, Francesca Marsaglia, Nicol Delago, Nadia Delago, Verena Gasslitter, la rientrante Roberta Melesi e Laura Pirovano in settore velocità, mentre il settore tecnico terminerà le sue attività 3 prima, il 12 giugno, con a disposizione dei tecnici Irene Curtoni, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Marta Rossetti. I ragazzi invece rimarranno allo Stelvio sino 12 giugno con Christof Innerhofer, Emanele Buzzi, Mattia Casse, Matteo Marsaglia e Alexander Prast, tutti velocisti, invece i tecnici slitteranno sino alla settimana successiva. Un gradito ritorno per i nostri straordinari campioni che ritornano ad allenarsi collettivamente sulle nevi dopo lo stop imposto alla Coppa del Mondo negli scorsi mesi a causa del coronavirus che ha decretato la fine anticipata delle stagioni agonistiche. Continua su: https://go.shr.lc/2XnPrLW
  4. Qualche settimana fa avevamo paventato all’interno di un articolo la possibilità, effettivamente concreta, che Anna Veith potesse a breve annunciare il suo ritiro dalle competizioni agonistiche invernali che spesso e volentieri l’hanno vista protagonista su tutte. Anche se come detto la notizia era abbondantemente nell’aria, la splendida atleta austriaca a sole 30 primavere ieri tra annunci nei suoi canali social e un’intervista ad un’emittente tedesca, ha annunciato ufficialmente il suo addio alle gare. “Sono pronta per il prossimo capitolo, il mio cuore e la mia testa mi stanno dicendo che è giunto il momento di fare qualcosa di nuovo”, queste le parole dell’atleta biancorossa affidate al suo profilo Twitter, che denotano una assoluta sicurezza nella sua scelta e la voglia di dedicarsi a qualcosa di diverso dopo tanti anni in giro per il mondo tra le nevi internazionali che per tanto tempo l’han vista protagonista. Continua su: http://discesalibera.org/2020/05/25/anna-veith-annuncia-ufficialmente-il-suo-ritiro/
  5. Il 14 aprile scorso avevamo scritto un articolo per tributare un pensiero circa il personaggio e l’atleta successivamente riferiti alla figura di Anna Veith, una delle sciatrici più importanti dell’ultimo decennio che ha fatto le fortune della nazionale austriaca sin da quando ha utilizzato il suo cognome da celibe, Fenninger, e che ha incantato il mondo, auspicando un proseguimento della sua attività agonistica. Ecco però, contrariamente alle previsioni e alle sensazioni che si avevano, negli ultimi giorni è circolata la notizia diffusa dal Kronen Zeitung, quotidiano austriaco, che la splendida Anna annuncerà a breve di fatto il ritiro dalle competizioni ufficialmente allungando la pattuglia delle atlete che, al termine di questa stagione, han deciso di appendere al chiodo scarponi e sci. La Veith, a soli 30 anni, è stata in grado di conquistare migliaia di appassionati attraverso una tecnica sopraffina ed è stata più forte di tanti infortuni che le han condizionato la carriera cercando di non arrendersi, tenendo fede allo pseudonimo di guerriera che le è stato attribuito in maniera non superficiale considerando la tenacia e la tempra mentale di rara fattura all’interno del mondo dello sport e non. L’atleta di Hallein, in breve tempo ed in età verde, ha conquistato la bellezza un oro olimpico, tre ori iridati, due Coppe del Mondo generali, due Coppa del Mondo di slalom gigante e due Coppe Europa, per un totale nel circuito intercontinentale di 15 trionfi in 46 apparizioni sul podio diventando in poco tempo una sorta di punto di riferimento all’interno dello sci alpino. Continua su: http://discesalibera.org/2020/05/18/anna-veith-verso-il-ritiro-dallattivita-agonistica/
  6. Prove di normalità all’interno dello sport italiano con lo skiroll che va a programmare la prossima stagione attraverso l’annuncio formazioni ufficiali delle nostre nazionali con una nota sul sito ufficiale della FISI (https://www.fisi.org/sci-di-fondo/news/21579-la-composizione-delle-squadre-di-skiroll-per-la-stagione-2020) con alla guida tecnica Michel Rainer nel ruolo di direttore tecnico. Circa la composizione per le squadre A, per le ragazze troviamo Anna e Lisa Bolzan ed Elisa Sordello, per i ragazzi invece Emanuele e Francesco Becchis, Matteo Tanel, Michael Galassi, Luca Curti, Jacopo Giardina, e Michele Valerio. Continua su: http://discesalibera.org/2020/05/13/skiroll-si-imbastisce-la-nuova-stagione/
  7. Nota ufficiale della scuderia. Ora sicuramente uno tra Ricciardo e Sainz. Mi sarebbe piaciuto ALTRO ma vabbè
  8. Tra le pagine più importanti dello Sport italiano, senza ombra di dubbio la Valanga Azzurra, nome affibbiato dalla stampa italiana in merito allo sci alpino nel 1974 dopo il gigante di Berchtesgaden dove, oltre la vittoria di Gros gli azzurri occuparono tutta la top 5, rappresenta una posizione di rilievo fondamentale dal punto di vista storico-agonistico; una fase sportiva fuori dal mondo in senso di magnificenza viste le imprese sportive costituitesi a partire dalla fine degli anni 60, rappresenta uno dei lustri più importanti per l’agonismo a tinte azzurre. Una pagina gloriosa e per certi versi irripetibile nell’ambito dello sci alpino che ha caratterizzato più di una generazione plasmando fior fior di campioni attraverso le imprese sulla neve di atleti a dir poco leggendari che hanno fatto schizzare nell’orbita degli onori il tricolore nello sci. La prima fase di questa valanga, ha fatto da apripista circa l’ingresso nell’elite mondiale dello sci alpino in via definitiva dopo un periodo di crisi coinciso con l’abbandono alle competizioni del grandissimo Zeno Colò: era il lontano 1966 quando Carlo Senoner riuscì a vincere l’oro in slalom speciale ai Campionati del Mondo, ma l’acuto vero e proprio che iniziò questo pazzesco ciclo vincente venne alla luce tre anni dopo, l’11 dicembre 1969 in una giornata storica quando Gustav Thöni prese il primo acuto in Val-d’Isère in gigante nel circuito intercontinentale della Coppa del Mondo. Continua su: http://discesalibera.org/2020/05/11/la-valanga-azzurra-degli-anni-70-la-pagina-gloriosa-dello-sport-italiano-al-maschile/
  9. Si ritira uno degli attaccanti che ha iniziato questo ciclo vincente che dura anche oggi. Tanti goal, Gioia, emozioni e trofei. Grazie di tutto Alessandro, per sempre nella nostra storia soprattutto per quella Gemma sotto il cielo di Roma. Con il numero 32.
  10. Parlare di Deborah Compagnoni oltre a essere un piacere, è anche un privilegio enorme perché si va a ritroso nel tempo menzionando una delle pagine più belle dello sci alpino olimpico, mondiale, e a tinte azzurre. Tra le tante vittorie ottenute in carriera, senza tirare in ballo un curriculum spaventoso dal punto di vista dei trionfi arpionati nel corso degli anni, sicuramente la vittoria dell’oro a cinque cerchi in super-g ai Giochi invernali di Albertville nel lontano 1992, ha un certo peso perché rappresenta il primo vero e proprio apripista per la fuoriclasse di Bormio che centra il primo vero acuto della sua vita sportiva arrivato dopo la prima vittoria in Coppa del Mondo a Morzine, sempre in Francia sempre in super-g sebbene, dopo qualche ora si passò dal paradiso all’inferno. Una gara interpretata magistralmente dove Deborah pone un vero e proprio affresco sulle nevi transalpine non sbagliando praticamente nulla andando a sigillare con il metallo più prezioso una prestazione solidissima e autorevole che la spedisce direttamente nell’Olimpo dello sport bianco e che dà la consapevolezza allo sci azzurro di avere, dopo Alberto Tomba, un’altra freccia nella sua faretra in una fucina di campioni assolutamente di pregevolissima fattura. Continua su: http://discesalibera.org/2020/05/04/memories-albertville-il-primo-acuto-olimpico-di-deborah-compagnoni/
  11. Quando ripensiamo ad Alberto Tomba e ai Giochi Olimpici di Calgary, ripensiamo non soltanto alla gloria e all’immensità ottenuti in quel frangente, ma anche dell’importanza che in quel momento ricopriva nel nostro paese lo sci alpino attraverso uno degli interpreti più fieri della storia di questo sport. Quando era impegnato nella sua discesa e nel tentativo di rimonta per il titolo olimpico in slalom speciale, si stoppa il collegamento con il Teatro Ariston per assistere alla manche numero due decisiva per l’oro, con Alberto che non si fa trovare impreparato e segna uno dei suoi primi rilevanti successi per la sua carriera, scrivendo una pagina indelebile dello sport in generale; l’Italia è ai suoi piedi, il teatro stesso si alza tutto in piedi in tripudio consapevole di aver assistito ad un assolo incredibile a testimonianza dell’importanza magnificente dell’atleta azzurro. Continua su: http://discesalibera.org/2020/04/29/quando-tomba-stoppo-sanremo-e-conquisto-la-vetta-a-cinque-cerchi/
  12. “Alberto per vincere deve battere i migliori.” Questo lunedì’ lo iniziamo parlando di una delle imprese sportive sulle nevi più importanti di tutti i tempi, ossia quando Alberto Tomba riuscì a sfatare il tabù iridato e sul bianco della Sierra Nevada andrò a prendersi il primo dei due ori iridati in quella rassegnata ai Campionati del Mondo datati 1996. Quando era in vena di imprese memorabili, il nostro Albertone non deludeva mai le attese ed esattamente come una bomba di emozioni, andava sempre a squarciale il cielo del nostro animo riempiendolo d’oro, elemento di pregio e di gloria che spesso e volentieri ha costellato la sua incredibile carriera contrassegnandolo come uno dei più grandi sportivi dello sci di ogni epoca. Alberto Tomba era in testa in sede di prima frazione su Kaelin con 65 centesimi di vantaggio, ma siccome nello sport e nello sci alpino in particolare, il pericolo è sempre dietro l’angolo, dopo pochi secondi dallo start al cancelletto di partenza in seconda manche “la bomba” si salva per il rotto della cuffia prendendo una spigolata che per un pelo non lo ha sdraiato, rimanendo in piedi da grande Campione con la C maiuscola e riprendendo la gara esattamente come pochi eletti avrebbero fatto gestendo una situazione sul filo del rasoio. Continua su: http://discesalibera.org/2020/04/27/memories-alberto-e-il-gigante-iridato-di-sierra-nevada-nel-1996/
  13. n questo periodo di pausa viste le stagione concluse in ambito invernale, è sempre bello destreggiarsi nella scrittura menzionando atlete ed atleti che, inequivocabilmente nel corso del tempo e con il susseguirsi delle varie esperienze storico-reali che scorrono come le acque di un fiume nel corso dello stesso, hanno scritto pagine di storia indelebili nel grande cerchio dello sport: oggi è il turno di una splendida artista dello sci alpino, la cui sala dei trofei è abbondante, e che in questo scorrere si è guadagnata l’entrata nella sala delle migliori atlete di sempre: Michaela Dorfmeister. Michaela Dorfmeister è stata per tutto il tempo in cui è rimasta ai vertici dello sci alpino, un’atleta semplicemente straordinaria. Ha segnato un’autentica decade di successi e tra le velociste è stata colei che riusciva ad interpretare i tracciati con un’autentica determinazione di rara fattura. Era davvero una tornado che sapeva vincere e far emozionare tutti gli appassionati: Michaela aveva quelle caratteristiche tipiche dei grandi campioni, ossia sapeva isolarsi dal resto del mondo e lasciar parlare sempre i fatti che, come nel suo caso, ponevano solide fondamenta su un talento posseduto già di suo in via assolutamente straordinaria. La qualità della sua sciata era davvero da mozzare il fiato: rapida, veloce, precisa, e calcolatrice al millimetro delle curve e sempre attenta ai dettagli: un falco prestato alle piste da sci, che metteva nel mirino la preda del cronometro, e aggrediva i tracciati con una voglia sempre presente come se fosse la prima volta in cui si scendeva giù dal cancelletto di partenza. E siccome il talento e la voglia di non mancano mai di brillare all’interno delle stelle dello sport, l’anno suo ritiro, il 2006, è stato quello che le ha dato le più grandi soddisfazioni.: già, perché proprio mentre ci si preparava ad appendere gli scarponi al chiodo, Michaela andò a vincere ben due titoli con i cinque cerchi nell’ambito delle strepitose vittorie in discesa libera e nel super-g nei nostri Giochi Olimpici del 2006 situati in quel di Torino 2006; e non solo, perché quelle due specialità a lei tanto care le valsero la conquista anche delle due sfere di cristallo di specialità. A dimostrazione della sua grandezza. A dimostrazione che si possa raggiungere l’apice anche verso la fine scrivendo un finale all’altezza della sua grandezza come un capolavoro cinematografico che, dopo i titoli di coda, riserva ancora quella gemma finale. Continua su: http://discesalibera.org/2020/04/24/michaela-dorfmeister-la-regina-daustria/
  14. Decidere il momento in cui lasciare la propria passione che col tempo è diventata il proprio lavoro, per la vita di un atleta è sempre il passo più complicato; ma tutte le cose nel corso della nostra esistenza come iniziano poi finiscono, ma non deve esserci tristezza quando hai dato praticamente tutto mi hai reso felice e fieri milioni di appassionati; è il caso delle sorelle Elena e Nadia Fanchini che oggi hanno annunciato l’addio alle competizioni. Esempio di garbo e di gentilezza, fattori che le hanno sempre contraddistinte all’unisono con forza e tecnica, le sorelle Elena e Nadia si sono sempre destreggiate come un vero e proprio esempio di determinazione e di mentalità vincente all’interno del circuito dello sci alpino, ambito intercontinentale che le han viste protagoniste da tanto tempo sino a farle diventare delle autentiche veterane del circo bianco. Stimatissime dalle colleghe, Elena lascia con una medaglia d’argento ai Campionati del Mondo di Bormio, in casa, nel 2005 in discesa libera, disciplina che le ha regalato due sorrisi in Coppa del Mondo sempre nello stesso anno a Lake Louise, e a Cortina d’Ampezzo dieci anno dopo; Nadia invece vanta due medaglie iridate entrambe in discesa libera, una d’argento a Schladming nel 2013, e l’altra di bronzo in Val-d’Isère nel 2009, mentre in Coppa del Mondo due successi anche per lei rispettivamente in super-g e in discesa libera a Lake Louise nel 2008 e a La Thuile nel 2016, ultimo successo in casa Fanchini. Continua su: http://discesalibera.org/2020/04/22/le-sorelle-fanchini-lasciano-lo-sci-alpino/
  15. La stagione che si è conclusa purtroppo in anticipo un paio di settimane fa causa pandemia del Covid19, è stata a dir poco entusiasmante senza dubbio ma, parimenti, è stata la prima dopo tanti anni senza Marcel Hirscher ritiratosi da Campione in carica al termine di quella precedente, e ci è mancato. Pesantemente. Quando sei stato artefice della stesura di pagine di storia incredibili che hanno travalicato il senso dello sci alpino confinando in discorsi agonistici generali, quando ti sei guadagnato col sudore del lavoro e con la dote di un talento unico al mondo la sedia accanto ai più grandi sportivi di sempre nella sala dei GOAT dei vari sport, quando dall’alto di due titoli olimpici (combinata e slalom gigante a Pyeongchang 2018), cinque titoli iridati individuali (slalom speciale a Schladming 2013, combinata a Vail/Beaver Creek 2015, slalom gigante e slalom speciale a Sankt Moritz 2017, slalom speciale a Åre 2019) e due a squadre (gara a squadre a Schladming 2013 e a Vail/Beaver Creek 2015), tre ori iridati juniores, otto Coppe del Mondo generali consecutive e dodici di specialità (sei di slalom gigante e sei di slalom speciale), e una Coppa Europa generale puoi essere considerato tranquillamente il più grande sciatore di sempre, è assolutamente scontato e palese che l’eredità sarebbe stata pesantissima per tutti e, da un punto di vista focalizzato sull’ottica personalistica, la sua presenza sulle nevi più importanti del mondo è mancata pesantemente. Continua su: http://discesalibera.org/2020/04/20/we-miss-you-marcel/
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