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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. Capello e quelle parole su Dybala che fanno discutere Capello su Dybala non le manda a dire e in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ bacchetta la Juventus per la gestione dell’argentino. Il numero 10, secondo ‘Don Fabio’ sarebbe diventato un problema per i bianconeri. Nella sua analisi a 360° del “problema Dybala” anche un illustre precedente, quell’Alessandro Del Piero che sotto la guida tecnica del tecnico friulano, dal 2004 al 2006, aveva sofferto e non poco. Queste le parole dell’ex allenatore sul talento di Laguna Larga: “Per un giocatore come lui che ha bisogno di saltare l’uomo il motivo di questo calo è dovuto al Covid. Incanta e lascia dubbi, mi dà l’impressione di essere incompiuto. Ha qualità superiori. Se torna al top fisicamente tutto verrà da sé. Quando sta in forma puo’ anche stare in un tridente con Cristiano e Morata”. La gestione di Dybala da parte di Pirlo, ha fatto riemergere a Capello la polemica che lo vedeva coinvolto nella gestione Del Piero. Su questo tema si è espresso così l’ex tecnico bianconero: “Pirlo sta gestendo Dybala come facevo io con Del Piero, anch’io alcune volte dovevo lasciarlo fuori. Paulo mi ricorda Savicevic. Anche lui, come l’argentino preferiva partire da destra e aveva una gran visione di gioco e un dribbling speciale. E una grande forza nella parte inferiore del corpo per resistere agli avversari. Forse Savicevic era più bravo a fare assist e Dybala è un finalizzatore, più individualista. Scambi? Dybala non lo girerei per Pogba, con Harry Kane ad esempio sì“. Nelle parole di Capello su Dybala emerge la sua naturale propensione per gli attaccanti fisici che anche a Torino si è potuto notare. La sua attitudine nel prediligere centravanti più “fisici” rispetto a quelli “aerobici” (Allegri dixit) si è notata anche in queste sue recenti dichiarazioni. .......... Nel 3-4-1-2 di Pirlo spazio per lui ci sarebbe dietro le due punte ma per farlo, c’è bisogno che sia fisicamente al top e in questo periodo della stagione non sembrerebbe proprio sia così. Insomma, una situazione di stallo che, come ribadito giorni fa dal presidente Agnelli in prima persona, puo’ risolvere solo lui, il numero 10. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/capello-su-dybala/
  2. Capello: 'I would swap Dybala with Kane' Dec 29, 2020 Former Milan, Roma and Juventus coach Fabio Capello said he would only swap Paulo Dybala with Tottenham forward Harry Kane. Capello spent three years at Juventus between 2004 and 2007 but didn’t manage to repeat his previous success at Milan and Roma during his time in Turin. The former coach is convinced Dybala will return to his best and said COVID-19 ‘is the explanation’ to his current problems. “Covid is the explanation, especially for a player like Dybala, who needs to dribble a man,” Capello told La Gazzetta dello Sport. “The impression is that he’s a bit unfinished. He captivates but leaves doubts. He certainly has superior qualities; he really has all you need. “He needs the physical conditions to return to his best. Paulo needs to be 100 per cent well, because if you are well physically, the head leads you to face the opponents, the teammates, the coach and even the club. “Dybala can do everything on the pitch if he is well, even playing in a trident with Morata and Ronaldo. .......... Continue -> https://bit.ly/37YLwux
  3. Un mese da Juve “vera” per la risalita Un mese da leoni per capire di che pasta è fatta la Juventus targata Andrea Pirlo e per sapere se potrà lottare per il decimo scudetto consecutivo fino alla fine della stagione, come auspicato e annunciato dal presidente Andrea Agnelli. L’incubo del -10 e -9 rispettivamente da Milan e Inter e il sesto posto parziale in classifica (con una partita in meno, quella col Napoli da rigiocare dopo il clamoroso ribaltamento deciso dal Collegio arbitrale del Coni) prima di questa pausa natalizia hanno lasciato amarezza e alimentato dubbi sul progetto tecnico e tattico. C’è un mercato di “riparazione” da vivere in questi giorni ............ Ma, a prescindere dal mercato, servirà una Juve “old style”, capace finalmente di fare filotto, cosa che non le riesce da tempo. Nella testa di tutti i tifosi, infatti, l’idea è che questa squadra sia in grado di fare quello che finora è mancato; la sensazione è che occorrerà qualcosa di davvero speciale per tornare a vincere il campionato e anche lo staff tecnico dovrà metterci del suo, rispolverando i pregi che la squadra ha avuto nell’ultimo decennio, ovvero l‘adattamento agli avversari e alle partite complicate. La doppia impresa è farlo con un calendario carico di appuntamenti decisivi: si parte il 3 gennaio con l’Udinese, per poi spostarsi il 6 a San Siro per la sfida scudetto con la capolista, il Milan; il 10, a Torino, arriva il Sassuolo lanciatissimo di De Zerbi in corsa per un posto nell’Europa che conta; il 13 gennaio ci sarà l’ottavo di finale di coppa Italia unico con il Genoa, tra le mura dello Stadium; il 17 nuova trasferta a San Siro per il big match contro l’Inter; il 20, altro passaggio decisivo della stagione, con la Supercoppa italiana da giocare a Reggio Emilia contro il Napoli di Gattuso, per aggiudicarsi il primo trofeo a disposizione; il 24 ci si ributta nella Serie A con Juventus-Bologna, e Genoa permettendo, il 27 i bianconeri potrebbero dover affrontare il quarto di Coppa Italia, per poi chiudere un mese fondamentale con la trasferta a Marassi contro la Sampdoria. È evidente che i due scontri diretti a San Siro rappresentano dei crocevia strategici per la Juve e per le velleità di vittoria dello scudetto e trovarli incastonati tra la sfida di supercoppa e il turno di Coppa Italia certamente non agevola il cammino. Ma il quoziente di difficoltà paradossalmente potrebbe essere l’alleato di una squadra, che ha bisogno di una nuova scintilla per rialzarsi e tornare a essere quello che è sempre stata. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/partite-juve-gennaio/
  4. Juve agree Reynolds deal Dec 29, 2020 According to reports from America this evening, Juventus have agreed a $10m deal with FC Dallas for Bryan Reynolds, who will then be loaned to Cagliari. The defender had also been linked with Roma and Club Brugge, but the Bianconeri pushed their way to the front of the queue. Still only 19 years old, Reynolds is a product of the FC Dallas youth academy. According to ESPN reporter Taylor Twellman, a deal has been done for “a little more than $10m (including incentives) from Juventus, who will send him out on loan.” Italian reports are all confident the agreement is with Cagliari to take Reynolds on loan for six months. ..... Continue -> https://bit.ly/2JtZSd1
  5. Il livido viola fa male, ma la Juve è viva e cresce Le pause solitamente servono per fare un attimo il punto della situazione, per valutare, a bocce ferme, lo stato della propria squadra. In questa sosta natalizia ho deciso di dare un’occhiata alle stats fornite finora dalla Juventus analizzando nello specifico il centrocampo e l’apporto dato dalla squadra nell’atto del pressing. Il centrocampo è, come sappiamo, il reparto cardine di una squadra, quello che serve a dare equilibrio nella fase di non possesso e qualità in quella di possesso, ed è anche quello che è più spesso sotto la lente di ingrandimento, e “sotto attacco”. Quello della Juventus 20120/2021, nonostante l’acquisto di Arthur e l’esplosione, per chi non lo conosceva, di McKennie, non viene ritenuto un centrocampo di livello assoluto, con critiche importanti mosse nei confronti di elementi come Bentancur, Ramsey o Rabiot, ritenuti inaffidabili in fatto di continuità, di integrità fisica o di personalità. Ho voluto quindi guardare, avallandomi del sito Fbref, le statistiche, rapportato ai 90 minuti, del reparto mediano bianconero e l’attenzione mi è caduta, pensando al tipo di calcio che sta attuando Mr Pirlo, su due voci che ritengo essere importanti, e cioè i passaggi effettuati sotto pressione e i passaggi filtranti. I passaggi effettuati sotto pressione vedono Arthur Melo leader con 9.80, Ramsey 2^ con 8.43, con Rabiot, McKennie a ruota e con Bentancur più distanziato. Importante il contributo di Kulusevski che è 3^ con 7.89 pass. A mio avviso questa statistica denota che la mediana della Juve è composta da elementi dalla grande fisicità, in grado di leggere correttamente le situazioni di gioco in fase di non possesso riuscendo ad arginare la pressione avversaria, evitando così di perdere palloni in zone pericolose del campo. Nel calcio attuale che viene giocato con molta fisicità e ritmo, mi sembra un valore importante. Da migliorare invece è la quantità dei passaggi filtranti, quelli che devono servire l’uomo appostato tra le linee avversarie, quelli che servono per dare verticalità al gioco. In questa stats il migliore è Aaron Ramsey con 0.59, valore sempre rapportato ai 90 minuti, seguito da McKennie con 0.45 mentre Rabiot e Bentancur effettuano solo, rispettivamente, 0.24 e 0.12 pass filtranti. La Juventus fatica a giocare contro le squadre che le cedono il pallino del gioco e l’aspettano, compatte, dietro la linea della palla, atteggiamento tattico che cerca di superare giocando in ampiezza così da allargare le maglie difensive per poi trovare lo spazio per la verticalizzazione. Questo avviene ancora troppo poco, sia per un giro palla non sempre rapido e preciso e sia per un movimento dei giocatori tra le linee che non sempre aiuta a trovare le linee di passaggio. Per quanto concerne invece la giocata del pressing, com’è facile intuire visto la dinamicità di qualità alla quale ci ha ormai abituato, è Weston McKennie a capeggiare la statistica con 23.2 azioni di pressing per 90 minuti, la maggior parte tra il centrocampo (13.2) e la 3/4 difensiva (5.45) ma con un apporto nella 3/4 offensiva comunque buono viste le 4.5 azioni (valori sempre rapportati ai 90 minuti). A conferma del suo grande valore, sottolineato appena può da Mr Pirlo che ha per lui sempre parole importanti, Ramsey primeggia anche in questa statistica con 14.7 pressioni portate tra mediana (8.43) e 3/4 offensiva (6.27, migliore tra i centrocampisti), pressione che è più di pensiero che di fisicità, confermando la sua enorme qualità nella lettura della gara. Guardando il rendimento in questa specifica voce secondo me sono da sottolineare le prestazioni fornite da Kulusevski e Federico Chiesa che riescono a fornire una buonissima pressione non solo in zona offensiva ma anche nella mediana e nella zona difensiva, fornendo statistiche equilibrate. Questo a mio avviso è una conferma del potenziale dell’ex Fiorentina e dell’ex Parma e di come hanno tutto per diventare dei calciatori totali, intendendo con questo ultimo aggettivo quella tipologia di giocatore che non incide solo in una delle tre fasi ma in tutte e con la medesima, importante, efficacia. ............ Per quanto riguarda invece De Ligt il dato delle 5.14 azioni di pressing portate nella zona mediana del campo sono un dato che conferma la mentalità del ragazzo che va di pari passo con quella che Pirlo vuole dare alla Juve, una mentalità aggressiva che porti ad avare un baricentro molto alto, situazione nella quale l’ex Ajax è aiutato anche da Leonardo Bonucci che porta 2.57 azioni di pressing a centrocampo (dati sempre rapportati ai 90 minuti). Una Juventus che deve ancora migliorare e crescere, è ovvio, ma che comunque ha fatto passi importanti che non devono essere dimenticati per colpa di una gara, quella persa vs la Fiorentina, nata male e condizionata troppo da un approccio sbagliato e un’espulsione, giusta, che ha condizionato il piano gara. Il 3 gennaio si ritorna in campo per ricominciare a crescere, e tornare a vincere. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/il-livido-viola-fa-male-ma-la-juve-e-viva-e-cresce/
  6. Globe Soccer Awards, il mito del premio “su misura” per Cristiano “Cristiano Ronaldo è il giocatore del secolo” Esiste per caso un titolo migliore di questo per adescare addetti ai lavori dalla dubbia imparzialità, masse più o meno impazzite dai vari social network, opinionisti che anche sotto Natale aspettano un’occasione per sparare sulla Juventus più della fine della zona rossa? Ovviamente il riconoscimento di “Player of the Century” assegnato a Cristiano Ronaldo nell’ambito della cerimonia di premiazione dei Globe Soccer Awards ha scatenato tutti i soggetti di cui sopra. Prima di procedere a smontare pazientemente le varie teorie complottistico-denigratorie, cerchiamo di capire esattamente in cosa consiste l’ennesimo titolo individuale portato a casa dal portoghese. I Globe Soccer Awards, assegnati dall’omonima organizzazione Globe Soccer che riunisce i principali operatori del calciomercato, sono premi assegnati al termine dell’anno solare a calciatori, squadre, allenatori e altre figure del mondo del calcio appartenenti a varie categorie. Inizialmente riservati a dirigenti e procuratori, i riconoscimenti si sono poi allargati a coloro che calcano il campo, dal miglior calciatore dell’anno, al miglior allenatore, la miglior squadra e così via. Quest’anno, ai classici trofei di fine anno, si sono aggiunti quelli relativi al secolo, il periodo che intercorre tra il 2000 e il 2020. La polemica qui nasce in modo spontaneo e immediato, ed è altrettanto semplice da smontare: Perché giocatore del secolo se siamo appena nel 2020? Danno per scontato che nei prossimi 80 anni non nascerà nessuno più forte di lui! ............. Non andrebbe specificato, ma ci sentiamo di farlo, che OVVIAMENTE il premio è riferito al secolo SIN QUI. Troppo facile, andiamo oltre: I premi sono assegnati da un’organizzazione che fa capo a Jorge Mendes, troppo facile, era ovvio che vincesse Cristiano! Da più parti si legge che sarebbe Jorge Mendes, in collaborazioni con dei non precisi emiri, a organizzare i Globe Soccer Awards, una polemica ripresa pari pari dai media spagnoli che ormai da anni cavalcano quest’onda e alimentata dal fatto che Mendes abbia vinto per 8 volte su 9 il premio di agente dell’anno e ora di agente del secolo. Di concreto però c’è soltanto che i premi vengono assegnati unendo le preferenze degli appassionati di tutto il mondo (le votazioni erano aperte sino a ieri sul sito ufficiale) a quelle di una giuria qualificata proveniente da tutto il mondo calcistico: da Capello a Galliani, da Conte all’arbitro Brych, da Lippi a Rizzoli a Umberto Gandini, dunque non esattamente il fan club di Cristiano Ronaldo, che sicuramente avrà avuto le preferenze dei portoghesi Deco, Figo e Pinto da Costa, il presidente del Porto. I 4 candidati al premio finale, scelti dall’organizzazione degli Awards, erano Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Ronaldinho e Mohamed Salah, uno dei nomi inseriti per strizzare l’occhio al pubblico mediorientale (come l’Al-Ahly tra i migliori club del secolo). Cristiano ha vinto più di tutti i giocatori elencati, nell’ultimo quinquennio, quello che resta più impresso, ha dominato la scena internazionale ed è sicuramente il più esposto mediaticamente: è così strano che porti a casa il premio? Forse sì, forse è bello continuare a pensare al sistema sovranazionale che mette la Juventus e i propri tesserati al vertice di un’occulta e potentissima piramide calcistica che decide le sorti del calcio mondiale. In effetti, pensare che alcune vittorie potrebbero in qualche modo essere lontanamente meritate è decisamente più noioso. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/cristiano-secolo-globe/
  7. Chiellini e Demiral tornano ad allenarsi in gruppo La Juventus ha ripreso ad allenarsi oggi con Giorgio Chiellini e Merih Demiral tornati in rosa a seguito di un infortunio. La pausa natalizia è terminata e i bianconeri sono tornati oggi al campo di allenamento della Continassa con il tecnico Andrea Pirlo. Oggi si sono concentrati sul lavoro puramente fisico, ma la notizia è stata il ritorno dei difensori Chiellini e Demiral, assenti da diverse settimane per problemi muscolari. Juan Cuadrado sarà squalificato per la prima partita del 2021, in programma contro l'Udinese il 3 gennaio.
  8. Chiellini and Demiral back for Juventus Dec 28, 2020 Juventus resumed training today with Giorgio Chiellini and Merih Demiral back in the squad following injury. The Christmas break is over and the Bianconeri were back at the Continassa training ground today with coach Andrea Pirlo. They focused on purely physical work for today, but the news was the return of defenders Chiellini and Demiral, who had been out for several weeks due to muscular problems. ........... Continue -> https://bit.ly/34SRsmR
  9. Cristiano Ronaldo: "Non mi piace che mio figlio beva la coca cola" Cristiano Ronaldo dice che non gli piace che suo figlio beva coca cola e mangi patatine: "Ma non gli farò pressioni perché diventi un calciatore". L'attaccante della Juventus ha vinto il Player of the Century dei Globe Soccer Awards domenica e ha parlato con i giornalisti dopo la cerimonia di premiazione. "Vedremo se mio figlio diventerà un grande calciatore", ha detto, secondo A Bola. "A volte beve coca cola e mangia patatine e questo mi irrita, lo sa", ha aggiunto la star portoghese. "A volte dico a mio figlio di fare un tuffo nell'acqua fredda per riprendersi dopo una corsa sul tapis roulant e lui dice: 'Papà, fa così freddo lì'. Va bene, ha solo 10 anni". Cristiano Junior, 10 anni, gioca nell'accademia bianconera. "Gli dico sempre che ci vuole lavoro e dedizione per avere successo", ha continuato Ronaldo. "Non lo spingerò a diventare un calciatore, ma mi piacerebbe. La cosa più importante è diventare il migliore nel suo campo, che si tratti di calcio o di medicina ".
  10. Ronaldo ‘irritated’ by son drinking coke Dec 27, 2020 Cristiano Ronaldo says he doesn’t like his son to drink coke and eat crisps: ‘But I won’t pressure him to become a footballer.’ The Juventus striker has won the Globe Soccer Awards’ Player of the Century on Sunday and spoke to reporters after the award ceremony. “We’ll see if my son will become a great footballer,” he said, according to A Bola. “Sometimes he drinks coke and eats crisps and it irritates me, he knows that,” the Portuguese star added. ........ “I won’t pressure him to become a footballer, but I would like it. The most important thing is to become the best in his field, whether it is football or medicine.” Continue -> https://bit.ly/3aOoGaW
  11. Ronaldo nominato Calciatore del secolo al Globe Soccer Awards Cristiano Ronaldo e Pep Guardiola sono stati premiati ai Globe Soccer Awards di Dubai, rispettivamente come giocatore e allenatore del secolo. L'attaccante della Juventus ha ritirato il premio di persona durante una cerimonia tenutasi all'Armani Hotel domenica, battendo il rivale di lunga data Lionel Messi. Il 35enne, che ha vinto campionati nazionali in Spagna, Inghilterra e Italia ed Euro 2016 con il Portogallo, ha ammesso il suo orgoglio nel ricevere il riconoscimento, dato al giocatore giudicato il migliore tra il 2001 e il 2020. "È un piacere vincere titoli", ha detto Ronaldo, cinque volte vincitore del Pallone d'Oro, all'evento. "Non è facile essere in testa per tanti anni. Sono davvero orgoglioso, ma senza una squadra, grandi allenatori e club non è possibile". Ronaldo avrebbe anche risposto su Twitter, dicendo: "Non potrei essere più felice con il premio di stasera! Mentre sto per festeggiare il mio 20° anno da calciatore professionista, Globe Soccer Player Of The Century è un riconoscimento che ricevo con così tanta gioia e orgoglio! "
  12. Ronaldo beats Messi to be crowned Player of the Century at Globe Soccer Awards Dec 27, 2020 Cristiano Ronaldo and Pep Guardiola were honoured at the Globe Soccer Awards in Dubai, the duo named player and coach of the century respectively. Juventus forward Ronaldo picked up the award in person at a ceremony held at the Armani Hotel on Sunday, beating longtime rival Lionel Messi to the prize. The 35-year-old, who has won domestic league titles in Spain, England and Italy and Euro 2016 with Portugal, admitted his pride at receiving the accolade, given to the player judged the best between 2001 and 2020. "It's a pleasure to win titles," said Ronaldo, a five-time Ballon d'Or winner, at the event. "It's not easy to be top of the game for so many years. I am really proud, but without a team, great coaches and clubs it is not possible." Ronaldo would also respond on Twitter, saying: "Couldn’t be happier with tonight’s award! As I’m about to celebrate my 20th year as a professional footballer, Globe Soccer Player Of The Century is a recognition that I receive with so much joy and pride!" ........ Continue -> https://bit.ly/3aNgesu
  13. Juve, il problema è la scelta Di sicuro la Juve di questo inizio di stagione, una stagione che potremo definire sui generis, non si è dipanato all’insegna dell’intellegibilità. Una squadra in grado di far sperare e di disilludere nell’arco di 3 giorni, che ha ancora non un chiaro assetto, non ha una vera identità e lascia nello smarrimento più totale quando si prova a capire cosa sia davvero. Le attenuanti non mancano di certo; la pandemia ha costretto tutti a lavorare senza un attimo di respiro. Pirlo, allenatore neofita che solo 3 mesi fa, in quanto ad attività agonistica, si dilettava a giocare a golf (e non è un’uscita dispregiativa, ma mera cronaca), non ha avuto minimamente il tempo di infondere, almeno in minima parte, la sua filosofia, cioè quell’insieme di intenzioni che lui stesso ha presentato a Coverciano a inizio autunno per l’esame atto ad ottenere il patentino.; un mercato raffazzonato, dati i tempi strettissimi, e con alcuni elementi, con grosse valutazioni, pensati più per la Juve del precedessore che per la sua. Insomma, quando Andrea Agnelli ha deciso di rompere gli indugi e di prendere una decisione così anticonvenzionale, era assolutamente conscio dei rischi. Ed è qui che abbiamo la grande zona grigia, il grande dilemma, ovvero cosa si aspettassero alla Continassa per questa stagione. Pillola rossa o pillola blu, il problema della scelta, di cosa pretendere dalla stagione 2020/2021: vincere a tutti i costi o costruire, mettendo in conto alti e bassi, con il rischio di non rimpolpare la bacheca, almeno con trofei di una certa rilevanza? Come la prenderebbero dalle parti della Continassa se la Juve, a marzo, fosse fuori dai giochi scudetto (cosa non certa, ma molto più probabile di altri anni)? Dalla risposta a questa domanda, si capirà il destino di Pirlo e di questo progetto. Un altro interrogativo lo pone la considerazione del valore della rosa. Qui, anche tra i tifosi, c’è una divisione netta, tra chi ritiene la rosa della Juve superiore a tutte le altre, e chi invece ne denota alcuni importanti limiti di natura strutturale e tecnica. Alla Continassa credono di avere la rosa più forte, e quindi non vincere il decimo scudetto consecutivo verrebbe etichettato come fallimento? Considerando poi la presenza di Ronaldo e il costo esorbitante della rosa, soprattutto l’elevatissimo monte ingaggi? ....................... La Juve ha dunque un mese per tornare a spingere il petto all’infuori. In caso contrario, da febbraio in poi, avremo la risposta a tutte le domande di cui sopra. E di risposte scontate non se ne vede l’ombra. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/juve-problema-la-scelta/
  14. Ronaldo indica la via: Torniamo ad essere tifosi La sconfitta con la Fiorentina, per il pre gara rovinato dalla sentenza ingiusta del CONI, per l’approccio nefasto alla gara che ne ha compromesso l’esito, per il terribile arbitraggio di La Penna che non è una scusante ma semplicemente realtà, ha lasciato nella maggior parte dei tifosi juventini rabbia, delusione, nervosismo nei confronti del sistema calcio, dell’arbitro e della squadra stessa, compreso Mister Pirlo, vittima di critiche, alcune costruttive, la maggior parte deliranti. Purtroppo, o per fortuna, siamo una tifoseria abituata bene in questo decennio e molti di noi faticano ad accettare un passaggio a vuoto, faticano ad accettare l’idea che stiamo attraversando un cambiamento che ha insito in se il rischio che non si vinca. Questo però non vuol dire che la squadra si stia prendendo un anno sabbatico, assolutamente no. ........... Proprio perché il periodo è inusuale considerando l’emergenza COVID, il cambiamento di filosofia calcistica che la società ha scelto di attuare, la mancanza della classica preparazione che obbliga a provare in gare ufficiali, il supporto da parte di noi tifosi bianconeri dev’essere totale. La delusione per la sconfitta è giusto che ci sia, è normale, ma cerchiamo di fare uno sforzo, di maturare come tifoseria riflettendo sul momento nel quale non possiamo permetterci di avere delle pretese che, a mio modo di vedere, sono spesso ingiuste in una situazione di normalità. Cristiano Ronaldo, tramite il suo profilo Instagram, ha rilasciato una dichiarazione importante dopo la netta, e meritata, sconfitta vs la Fiorentina, dichiarazione riassumibile per me in due punti chiave: “Siamo Juventini, semplicemente non possiamo accettare niente che non sia l’eccellenza in campo” “La stagione è ancora lontana dalla conclusione e alla fine crediamo che festeggeremo ancora una volta con i nostri tifosi. Credete in noi, fidatevi di noi tanto quanto noi ci fidiamo di voi” Non è il momento dello sconforto, è invece il momento di tifare Juventus ancor più forte, con ancora più orgoglio. Torniamo a tifare, non è difficile. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/torniamo-ad-tifosi/
  15. Lettera aperta ai miei amici juventini Cari Juventini, in questi nove anni (o, meglio, 3155 giorni) dovreste aver ormai imparato bene le regole del gioco. Quando la Juve vince, senza se e senza ma, il calcio scompare e lascia il posto a veleni e movioloni interminabili come quello a cui abbiamo assistito durante la sesta giornata, culminato nella surreale apparizione di Rizzoli al Club di Sky per chiarire l’errore subito dall’Inter nella gara casalinga con il Parma, solo il più recente di una infinita serie di weekend in cui il campo viene messo da parte. Quando la Juve vince, c’è sempre spazio per parlare di altro e quand’anche non vi sia e non si riesce a trovarlo, si minimizzano i successi con banale retorica (“era la favorita”, “ha fatto il suo dovere”, “l’obiettivo era la Champions” e così via). La musica cambia radicalmente nelle rare occasioni in cui la Juve perde, specie se perde male, specie se subendo torti macroscopici e specie se, contestualmente, gli altri vincono. Ecco, allora, che il calcio torna sulle bocche e sulle penne dei cronisti e alle moviole viene riservato il tempo e lo spazio che meriterebbero sempre, pochi secondi in tv, poche righe sui giornali. Il racconto del calcio in Italia è questo e non cambierà mai, lo sappiamo. ............ A chi credeva che il povero La Penna venisse messo alla berlina per gli errori commessi o a chi si illudeva che venissero illustrate le differenze tra l’intervento di Cuadrado su Castrovilli, giustamente sanzionato, e quello che lo stesso Cuadrado subì da De Roon una settimana prima, suggerisco un ripasso della recente storia calcistica italiana, troverà lì risposta a ogni dubbio. Tifare Juve significa anche accettare tutto questo, non con rassegnazione, ma con consapevolezza. La sconfitta brucia, la classifica non sorride e le cose che non vanno sono tante, ma abbiamo vissuto momenti peggiori. Non dimenticate che noi siamo la gente della Juve, sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti e, soprattutto, sappiamo vincere. Non indigniamoci, dunque, restiamo sereni. Non dividiamoci in correnti o fazioni, restiamo uniti. Costituire un fronte unico è la sola arma che abbiamo per combattere. Non sprechiamola. Buone feste, forza Juve sempre. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/lettera-aperta-ai-miei-compagni-juventini/
  16. Juve ad alti e bassi, è questione di leadership .......... Da tempo ormai risulta abbastanza chiaro che la Juventus sia interessata ad un vice Morata, ma alla domanda di Luca Momblano «è davvero la punta il giocatore che manca alla Juventus?» Giovanni Armanini va controcorrente, affermando che la squadra stia pagando un grosso problema in difesa di tipo «gerarchico», dovuto oramai ad un Leonardo Bonucci che non convince del tutto da circa tre anni, dall’anno cioè del trasferimento al Milan, alternando prestazioni ottime ad altre che hanno condizionato in negativo l’esito delle partite (la prestazione di martedì sera ne rappresenta un ottimo esempio), non riuscendo a garantire quella leadership motivazionale e prestazionale in grado di guidare la squadra nei momenti più complicati della gara. È chiaro però che per essere un leader bisogna avere altre qualità che gli altri non hanno: chiedere scusa nel dopo partita con un post su Instagram non basta e non può bastare per essere il capitano di una squadra, tantomeno della Juventus. Come ha affermato Luca Momblano nel live, da questo punto di vista ci si aspetta di più anche da Wojciech Szczęsny: sembra infatti che anche l’ambiente Juve sia un po’ deluso dall’atteggiamento troppo morbido del portiere bianconero, al quale invece sotto il punto di vista delle prestazioni non gli si può imputare nulla. Chiaro è che quando si parla di Szczęsny il paragone con il tanto amato Gigi Buffon è automatico, ne consegue quindi che il confronto in questione renda a Wojciech la vita difficile. Buffon infatti, ha dimostrato anche quest’anno, nelle poche prestazioni tra campionato e Champions League di non aver perso quelle caratteristiche di leadership che gli permetto a 42 anni, oltre a delle meravigliose prestazioni, di guidare la squadra verso la vittoria. È questo che deve fare il vero capitano della Juventus, anche in virtù del fatto che la rosa della squadra sia stata nettamente ringiovanita nell’ultima sessione di mercato, e molti dei nuovi acquisti necessitano di qualcuno che li aiuti a gestire i momenti più delicati della partita. Sotto questo aspetto stiamo probabilmente pagando l’assenza di Capitan Chiellini, vittima da inizio stagione di innumerevoli problemi fisici che lo porteranno presto ad appendere le scarpette al chiodo. La Juventus dovrà presto rivolgere uno sguardo verso il futuro per capire a chi consegnare le redini della squadra, e chissà che non abbia già individuato queste caratteristiche nel classe ‘99 Matthijs de Ligt, il quale sembra aver già quelle caratteristiche del leader veterano. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/juve-alti-bassi-leadership/
  17. Lettera a Babbo Natale, sperando che il sacco sia abbastanza grande Caro Babbo Natale, Spero che quest’anno tu abbia un sacco particolarmente grosso, sicuramente molto più capiente rispetto a quello dell’anno scorso. L’ultima volta che ci siamo sentiti, infatti, molti di noi erano in confusione come oggi, e si chiedevano quanto ci fosse convenuto lasciare la via vecchia (Allegri) per la nuova (Sarri). Ma nonostante tutto, la stagione non stava andando tanto male: eravamo primi in classifica, a pari punti con l’Inter, dopo una sconfitta, tre pareggi e tredici vittorie. Nel tuo sacco dei doni ci portasti il regalo più atteso, il sorpasso sui rivali neroazzurri, che ci permise di diventare campioni d’inverno e poi, a fine stagione, Campioni d’Italia. Quest’anno però temo che la letterina sarà più lunga. Innanzitutto, caro Babbo, ti chiedo di portare serenità a questa squadra: troppe espulsioni, proteste che non appartengono al nostro stile, e un approccio alle gare troppo umorale, che non ci permette di affrontare al meglio i momenti di difficoltà, che stanno capitando sempre più di frequente. Dona al tuo collega di barba, Andrea Pirlo, la chiave per entrare nella testa dei giocatori per trasmettergli le giuste motivazioni, quelle indispensabili per indossare la maglia bianconera. Sarebbe banale chiederti continuità di prestazioni, caro Babbo, e so anche bene che tu porti i regali, non fai miracoli. Porta allora alla squadra il dono della fiducia nei suoi mezzi, e quello della speranza di poter rientrare in corsa in un campionato tutt’altro che chiuso: i risultati saranno la naturale conseguenza di tutto questo. Donaci, caro Babbo, un po’ di fortuna contro i continui infortuni che ci costringono spesso ad affrontare le partite più importanti con gravi defezioni in alcune zone del campo. Nel sacco mettici anche un timer da 90’, per ricordare ai nostri che le partite non durano fino al momento in cui passiamo in vantaggio, ma vanno giocate “fino alla fine”. Se ti avanza, sarebbe gradito anche un tagliaunghie per Alvaro Morata, così magari riesce a farsi convalidare qualche gol in più da qui a maggio. ....... Ho sentito che c’è libero anche Alaba: ecco, io non l’ho capito bene Pirlo come ha intenzione di far evolvere tatticamente la squadra, ma credo che se tu riuscissi a portarlo a Torino, magari schiacciandolo un po’ lì in mezzo al sacco, tra la fortuna e il tagliaunghie, troveremmo sicuramente un modo di farlo giocare. Insomma, caro Babbo, spero che riuscirai comunque a portarci tutti i doni che ti abbiamo chiesto. D’altronde quest’anno tutto si può dire tranne che non abbiamo fatto i buoni, con tutti i punti che abbiamo regalato a destra e a manca. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/lettera-babbo-natale/
  18. Solo Delneri e Allegri hanno fatto peggio di Pirlo dopo 13 giornate Andrea Pirlo è stato sorprendentemente nominato allenatore della Juventus all'inizio di questa stagione dopo che la dirigenza aveva esonerato Maurizio Sarri, nonostante la vittoria dello scudetto 2019-2020. L'ex centrocampista non aveva alcuna esperienza come allenatore prima della sua nomina e questo ha portato molte persone ad avere dei dubbi sulla decisione della dirigenza bianconera. Tuttavia, c'era la convinzione che Pirlo sarebbe riuscito a superare questa stagione con successo perché ha a sua disposizione alcuni dei migliori calciatori che giocano in Italia. Ma dopo la sconfitta per 3-0 contro la Fiorentina e il ribaltamento del 3-0 contro il Napoli, i bianconeri sono ora al 6° posto in classifica con 24 punti dopo 13 partite. Solo Gigi Delneri nella stagione 2010-11 e Max Allegri nel 2015 avevano fatto peggio. La squadra di Delneri avrebbe poi chiuso il campionato in settima posizione dopo aver ottenuto 23 punti nelle prime 13 partite della stagione. La squadra di Allegri ha vinto il titolo di Serie A alla fine di quella stagione anche se aveva solo 21 punti dopo 13 partite. Maurizio Sarri ha trascorso solo una stagione al timone, ma la sua squadra aveva 10 punti in più dopo 13 partite della scorsa stagione. Arriverà un momento in cui ci si chiederá se Pirlo è l'uomo giusto per allenare la Juventus.
  19. Only two other managers have collected less points for Juve at this stage since 2010 Dec 25, 2020 ...... After their 3-0 loss to Fiorentina the last time out and the overturning of their 3-0 win to Napoli, the Bianconeri are now 6th on the league table with 24 points after 13 games. Only Gigi Delneri in the 2010-11 campaign and Max Allegri in 2015 had done worse. Delneri’s team would end the campaign in the 7th position after earning 23 points from their first 13 games of the season. Allegri’s team won the Serie A title at the end of that campaign even though they had just 21 points after 13 games. Maurizio Sarri spent just a season at the helm, but his team had 10 more points after 13 games last season. There will come a point when questions will be asked if Pirlo is the right man for the job. Continue -> https://bit.ly/2WK6E15
  20. 7 moves Juventus need to make in the January transfer window Dec 25, 2020 In the summer of 2020, Juventus took a massive risk and hired rookie coach Andrea Pirlo, despite the fact he'd never even managed his kids' Sunday League team prior to collecting the keys to Turin. The Italian giants now find themselves languishing well behind league leaders Milan in terms of points and standing, and the pressure is firmly on the club legend to turn this nightmare start around. Are we really surprised it hasn't worked out, though? ............ As the league table suggests however, there are still plenty of areas of concern for the Bianconeri hierarchy, heading into what could be a title-dependent January transfer window. Make the right moves, and Juve could be scooping scudetto number 10 in a row come May. Get it wrong, and Pirlo's head will be on the chopping block. 1. Sign Weston McKennie on Permanent Deal Right Fabio Paratici mate, whip out that cheque book, write up a big fat bill for €18m, and hand it over to Schalke ASAP. Weston McKennie has been the saving grace of a floundering Juve midfield this season, and there are no doubts that he has the quality needed to compete in the upper echelons of Serie A.So, while his move to Turin is currently temporary, and could automatically be made permanent based on the number of appearances he achieves over the season, Juve shouldn't even hesitate until the summer.Sign him up. 2. Sort Out Paulo Dybala's Future Widely considered the most technically gifted player in the squad, Dybala is insanely talented, if possibly misused by coaches unwilling to build a team around him. And with his contract set to expire in 18 months, the clock is ticking for the board to make an important decision.La Joya wants to stay - but only for the right price. Will Juve gamble and pay Dybala what he desires, making him the star of the team, or cash in before his value drops with each passing transfer window? Gambleeeeeee! 3. Sell Federico Bernardeschi ............ 4. Sign a Midfield Playmaker (Paul Pogba) No matter what Pirlo tries or how he sets up his team, there is always something missing in his midfield. While McKennie has proven to be an inspired signing, the likes of Aaron Ramsey, Adrien Rabiot and Arthur Melo flatter to deceive.What's needed is a man with some invention on the ball. Someone who can pick the lock of defences, glide with the ball at his feet and always provide an option for his teammates. Basically, Juve need Paul Pogba. 5. Recruit Attacking Reinforcements I Bianconeri lack any serious strikers on the bench, so signing a young, hungry and proven striker must be a priority for Pirlo. Celtic star Odsonne Edouard has been linked with the Italian giants, and could be the ideal candidate to challenge and support the current forward line. 6. Find a Juan Cuadrado Alternative Now, I don't want to go in too hard on Juan Cuadrado, because he's been a great servant to Juventus in a number of positions and roles over the years - BUT - there's got to be better out there. Especially for a team hoping to challenge for European trophies.Cuadrado plays a unique position in Pirlo's fluid system, switching from a right-back to flying wing-back when in and out of possession, making his job a tough one to learn. 7. Replace Alex Sandro Despite what FIFA19, 20 and 21 will tell you, Alex Sandro has not been an elite level left-back for a number of years. The Brazilian's performances have been so bang average over the past two or three seasons, and that just won't do for a player performing such an integral role in the system. Juve need to land upon a plan for the winter. Either buy an accomplished left-sided centre-back who can operate out wide, or buy a left-back who can drop into the heart of the defence when needed. What Pirlo really requires is Leonardo Spinazzola, the man Juve sold to Roma in 2019, who is now the best wing-back in the league. Crazy business. Continue -> https://bit.ly/3aEpEq9
  21. Da una sentenza all’altra, un fine anno con una brutta aria In genere è molto difficile trasformare le (male) parole che volano durante la partita in parole ragionate con cui analizzare un ruzzolone come quello in cui si è imbattuta la Juventus contro la Fiorentina. In realtà su di noi ha pesato molto l’intera giornata del 22 dicembre 2020 che passerà alla storia come “Il martedì nero della vecchia signora” e in cui siamo riusciti nell’impresa di perdere in un colpo solo 6 punti e di perderli male, perché alla sensazione di impotenza sul campo percepita durante la partita si è aggiunta la sgradevole percezione di accerchiamento e con essa tutta una serie di fantasmi figli di un complottismo e vittimismo che notoriamente sono tratti distintivi di altre tifoserie. No, vi anticipo subito, non vogliamo mai diventare come i fenomeni da circo che tuttora combattiamo e che hanno fatto degli alibi più assurdi le fondamenta del castello di carta delle loro scuse, ma è oggettivo che la sentenza farsa con cui al Coni hanno sovvertito qualsiasi regola esistente, oltre che ogni forma di logica e buon senso, è stata solo l’inizio di una serata in cui ad un certo punto ci siamo ritrovati increduli dinanzi a certe decisioni arbitrali, sperando che tutto finisse il prima possibile. LA SENTENZA DEL CONI Anche il più inguaribile anti Juve si era convinto nelle settimane scorse che il Collegio del Coni non avrebbe mai potuto ribaltare la sentenza iniziale ribadita a metà novembre dal giudice sportivo che anzi, con un comunicato durissimo, aveva chiaramente spiegato che semmai il Napoli sarebbe stato passibile anche di indagine più approfondita per violazioni multiple del protocollo firmato all’unanimità pochi mesi prima da tutti i club di serie A. A sentenza arrivata scopriamo addirittura che secondo l’articolo 30 dello statuto della Figc, il Collegio di garanzia dello sport presso il Coni non poteva esprimersi sull’argomento in questione, cosa che lascia ancora più sgomenti dinanzi ad un verdetto che di fatto autorizza chiunque a fare ciò che vuole e lascia un alone di dabbenaggine attorno a chi, seppure decimato dal Covid, le regole le ha rispettate presentandosi in campo. A rendere ulteriormente grottesco lo scenario ci si è messa la Procura federale che, negli stessi minuti in cui usciva la sentenza, apriva un’indagine su Gigi Buffon per una bestemmia volata durante Parma-Juventus, prova ulteriore del fatto che la presenza della Juventus in qualsiasi situazione faccia da ago della bilancia e orienti le decisioni prese: è infatti tacito che con qualsiasi altra squadra al posto dei bianconeri in questa controversia, stamattina sarebbe stato bloccato il campionato, ma tant’è. In questo contesto, il bonario sorriso con cui Paratici dice, a nome della società, che “aspetteremo solo che ci dicano quando giocare” risulta molto difficile da digerire. LE SENTENZE DI LA PENNA Si è poi scesi in campo, dove la direzione di gara raccapricciante del signor La Penna ha contribuito ad esasperare ulteriormente i nostri animi, considerato che finora questo campionato non solo non ha regalato alla Juve alcun tipo di agevolazione di cui spesso si sente parlare, ma l’ha vista in più circostanze danneggiata da episodi dubbi. Intanto parliamo della squadra con il maggior numero di espulsioni subite (5), di cui almeno due con dinamiche identiche a falli subiti da giocatori bianconeri in altre partite che però sono rimasti impuniti e senza alcun controllo Var, come ricorderete nei casi di De Roon in Juve-Atalanta e Lukin nel derby di Torino. Altra sgradita consuetudine la mancata seconda ammonizione di un avversario che induce in pochi minuti (in alcuni casi secondi) il suo allenatore a sostituirlo per evitare guai peggiori, martedì sera Borja Valero e recentemente Romero, Cigarini e Cataldi. Non mancano nemmeno degli episodi da rigore che, al pari dei due con protagonisti Ronaldo e Bernardeschi contro i viola, sarebbero stati come minimo meritevoli di OFR e invece sono passati in cavalleria come in Juventus-Verona (Lovato su Bernardeschi) e Benevento-Juventus (Improta su De Ligt) ignorati curiosamente dallo stesso direttore di gara, Pasqua di Nocera Inferiore. Situazioni che con le ormai celebri “parti invertite” avrebbero scatenato guerre civili, interrogazioni parlamentari e tweet di tristemente noti pseudo giornalisti faziosi. ............ Chi pensava che i nostri sarebbero scesi in campo assatanati contro la viola è rimasto deluso, e dopo questa batosta è maggiore la certezza che gennaio sarà un mese decisivo come mai in passato, e il tour de force che aspetta dietro l’angolo i bianconeri sarà il giudice che emetterà la sentenza sul nostro destino in modo pressoché definitivo e sicuramente meno tragicomico di chi ha giudicato sul recupero di Juve-Napoli. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/sentenza-fine-anno/
  22. Controlliamo Massa, il video che inguaia il Napoli E' una storia surreale. Senza sapere di essere col microfono e i collegamenti di Zoom aperti prima della conferenza stampa di presentazione del calendario del Napoli, Insigne e Nicola Lombardo (capo della comunicazione) parlando dell'espulsione rimediata in Inter-Napoli. Quella del 'Vai a cagare' a Massa con una giornata di squalifica. La cosa clamorosa è che Lombardo spiega a Insigne di avere ordinato a un giornalista napoletano (Carlo Alvino) di avviare una campagna contro l'arbitro invitando tutti i napoletani a "controllare" ogni sua mossa in campo. E si vanta pure che l'hastag #ControlliamoMassa sia finito in tendenza sui social network. Una versione online da capopolo sulla quale la Figc potrebbe e dovrebbe accendere un faro. A meno di non ritenere prassi normale e accettabile che un arbitro sgradito (tra l'altro sapendo di essere nel torto come lo stesso Lombardo spiega a Insigne a inizio video) possa essere esposto a pubblica contestazione per cercare di confondere le acque e ottenere un qualche favore successivo. Articolo completo -> https://bit.ly/2M6jmoY
  23. La Juve non muore mai: 10 motivi per crederci ancora Un martedì così nefasto come quello appena vissuto dal mondo bianconero era difficile da immaginare anche nei peggiori incubi: una sentenza “politica”, arrivata a poche ore dalla partita contro la Fiorentina, che ha ribaltato il verdetto chiaro dei due precedenti gradi di giudizio e umiliato il calcio italiano, uscito con le ossa rotte da questa vicenda (anche se in Italia non si può sostenere questa tesi). Sul campo la sentenza pronunciata quasi in contemporanea con la sfida dello Stadium ha finito per mettere un carico eccessivo a quella che doveva essere solo l’ultima partita del 2020 per la Juventus, nel giorno, peraltro, dove l’audio del “controlliamo Massa” è stato derubricato da molti quasi a questione di “folclore”, perché il tema di giornata era soprattutto l’audio della bestemmia di Buffon e la sua “inevitabile” squalifica. Poi è arrivata una gara maledetta, segnata fin da subito da un atteggiamento molle della Juventus e da alcune decisioni arbitrali che l’hanno certamente penalizzata (anche se in Italia non si può mai sostenere questa tesi, figurati se la Juve può lamentarsi degli arbitri!). Dentro ci sarebbe anche la questione Rabiot e la decisione di lasciarlo a casa, per fargli scontare una squalifica ricomparsa d’incanto ma che potrebbe forse tenerlo fuori anche contro l’Udinese: paradossi di un sistema che fatica ad avere una regia e una trama chiara. Ma siamo la Juve e la Juve parla sul campo, non cerca alibi. Ieri, a molti il tracollo con la Fiorentina è sembrato la resa definitiva alla corsa per lo scudetto: il campionato per i più non sarebbe affare per noi. Invece, nonostante il caos perverso della giornata vissuta tra audio imbarazzanti, sentenze ribaltate, partita giocata male e decisioni arbitrali penalizzanti, la squadra è ancora e a pieno titolo in corsa per il decimo scudetto consecutivo. Non serve tirare in ballo la metafora dell’araba fenice, che rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte, per raccontare una Juventus che ha sempre dato il meglio di sé ogni volta che qualcuno l’ha data per spacciata. Da questa valutazione si parte per evidenziare tutti i motivi per cui i bianconeri non sono fuori dalla lotta scudetto: 1) il campionato è lungo: mancano 25 gare alla fine della Serie A e sono sufficienti a ribaltare ogni situazione controversa e i giochi restano aperti; 2) filotto e continuità di risultati: se finora la squadra ha dimostrato discontinuità non riuscendo ad inanellare più di due vittorie consecutive nel campionato in corso, una successione di vittorie può garantire di rimediare a una classifica deficitaria. Non sono, però, concessi ulteriori giri a vuoto, almeno nel breve periodo; 3) gli scontri diretti: è vero che, con le eventuali vittorie di Inter e Milan nel turno, la Juve scivolerebbe rispettivamente a -9 e -10 in classifica, passando un Natale horror, ma alla ripresa ci sarà la possibilità di giocare subito scontri diretti con le squadre in fuga (Inter e Milan) e di recuperare la partita in meno col Napoli; coi risultati giusti la squadra potrebbe riportarsi a -3 e -4 ma sarà obbligatorio dare risposte importanti in quelle occasioni anche per far capire agli avversari che la Juve resta la più forte; 4) la rosa vale più di quel che dice la classifica: per quanto incompleta e con difficoltà ormai “storiche” nella costruzione della mediana o con equivoci tecnici e tattici da risolvere in fretta, la Juventus non sembra comunque inferiore a chi sta davanti; 5) ........... 6) una squadra più “sporca”: finora Pirlo e il suo staff hanno “sperimentato” molto sulla pelle della Juventus, ma è tempo di dare certezze alla squadra andando oltre la ricerca ossessiva di un’idea calcistica innovativa, soprattutto laddove le partite difficili non la consentono; serve, quindi, rispolverare quando occorre un atteggiamento più scaltro e di migliore gestione delle pressioni senza frenesie ed isterie; 7) aiuti dal mercato: .......... 8) recupero dei migliori: ............. 9) il fattore Ronaldo: una squadra che ha un giocatore così forte ha un’arma in più da sfruttare e non può sentirsi inferiore alle rose di questa serie A; 10) le motivazioni: il decimo scudetto, i fatti di Juve-Napoli, gli audio con hashtag su richiesta, le moviole a senso unico, il gol di Muntari, gli avversari che ironizzano sullo stato della squadra e pregustano di vedere assegnato il titolo di un campionato “non falsato” a qualcun altro che non abbia le strisce bianconere, ovvero tutto quel campionario che ha composto la narrazione di 3000 giorni di dominio e che c’è l’obbligo morale, a questo punto, di prolungare ulteriormente. La vecchia guardia e la gente con maggiore personalità nello spogliatoio può dare in tal senso un aiuto ai nuovi per ripartire con maggiore convinzione. Anche i tifosi, però, devono fare la loro parte perché come dice spesso Guido Tolomei “Fino alla fine non è solo uno slogan da tenere sul display dello smartphone” e perché guai a dare per morta la Juventus. Come ricorda spesso un grande cronista come Repice “La Juve non muore mai”. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/10-motivi-scudetto/
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