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Socrates

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di Socrates

  1. Cristiano Ronaldo: "Non mi piace che mio figlio beva la coca cola" Cristiano Ronaldo dice che non gli piace che suo figlio beva coca cola e mangi patatine: "Ma non gli farò pressioni perché diventi un calciatore". L'attaccante della Juventus ha vinto il Player of the Century dei Globe Soccer Awards domenica e ha parlato con i giornalisti dopo la cerimonia di premiazione. "Vedremo se mio figlio diventerà un grande calciatore", ha detto, secondo A Bola. "A volte beve coca cola e mangia patatine e questo mi irrita, lo sa", ha aggiunto la star portoghese. "A volte dico a mio figlio di fare un tuffo nell'acqua fredda per riprendersi dopo una corsa sul tapis roulant e lui dice: 'Papà, fa così freddo lì'. Va bene, ha solo 10 anni". Cristiano Junior, 10 anni, gioca nell'accademia bianconera. "Gli dico sempre che ci vuole lavoro e dedizione per avere successo", ha continuato Ronaldo. "Non lo spingerò a diventare un calciatore, ma mi piacerebbe. La cosa più importante è diventare il migliore nel suo campo, che si tratti di calcio o di medicina ".
  2. Ronaldo ‘irritated’ by son drinking coke Dec 27, 2020 Cristiano Ronaldo says he doesn’t like his son to drink coke and eat crisps: ‘But I won’t pressure him to become a footballer.’ The Juventus striker has won the Globe Soccer Awards’ Player of the Century on Sunday and spoke to reporters after the award ceremony. “We’ll see if my son will become a great footballer,” he said, according to A Bola. “Sometimes he drinks coke and eats crisps and it irritates me, he knows that,” the Portuguese star added. ........ “I won’t pressure him to become a footballer, but I would like it. The most important thing is to become the best in his field, whether it is football or medicine.” Continue -> https://bit.ly/3aOoGaW
  3. Ronaldo nominato Calciatore del secolo al Globe Soccer Awards Cristiano Ronaldo e Pep Guardiola sono stati premiati ai Globe Soccer Awards di Dubai, rispettivamente come giocatore e allenatore del secolo. L'attaccante della Juventus ha ritirato il premio di persona durante una cerimonia tenutasi all'Armani Hotel domenica, battendo il rivale di lunga data Lionel Messi. Il 35enne, che ha vinto campionati nazionali in Spagna, Inghilterra e Italia ed Euro 2016 con il Portogallo, ha ammesso il suo orgoglio nel ricevere il riconoscimento, dato al giocatore giudicato il migliore tra il 2001 e il 2020. "È un piacere vincere titoli", ha detto Ronaldo, cinque volte vincitore del Pallone d'Oro, all'evento. "Non è facile essere in testa per tanti anni. Sono davvero orgoglioso, ma senza una squadra, grandi allenatori e club non è possibile". Ronaldo avrebbe anche risposto su Twitter, dicendo: "Non potrei essere più felice con il premio di stasera! Mentre sto per festeggiare il mio 20° anno da calciatore professionista, Globe Soccer Player Of The Century è un riconoscimento che ricevo con così tanta gioia e orgoglio! "
  4. Ronaldo beats Messi to be crowned Player of the Century at Globe Soccer Awards Dec 27, 2020 Cristiano Ronaldo and Pep Guardiola were honoured at the Globe Soccer Awards in Dubai, the duo named player and coach of the century respectively. Juventus forward Ronaldo picked up the award in person at a ceremony held at the Armani Hotel on Sunday, beating longtime rival Lionel Messi to the prize. The 35-year-old, who has won domestic league titles in Spain, England and Italy and Euro 2016 with Portugal, admitted his pride at receiving the accolade, given to the player judged the best between 2001 and 2020. "It's a pleasure to win titles," said Ronaldo, a five-time Ballon d'Or winner, at the event. "It's not easy to be top of the game for so many years. I am really proud, but without a team, great coaches and clubs it is not possible." Ronaldo would also respond on Twitter, saying: "Couldn’t be happier with tonight’s award! As I’m about to celebrate my 20th year as a professional footballer, Globe Soccer Player Of The Century is a recognition that I receive with so much joy and pride!" ........ Continue -> https://bit.ly/3aNgesu
  5. Juve, il problema è la scelta Di sicuro la Juve di questo inizio di stagione, una stagione che potremo definire sui generis, non si è dipanato all’insegna dell’intellegibilità. Una squadra in grado di far sperare e di disilludere nell’arco di 3 giorni, che ha ancora non un chiaro assetto, non ha una vera identità e lascia nello smarrimento più totale quando si prova a capire cosa sia davvero. Le attenuanti non mancano di certo; la pandemia ha costretto tutti a lavorare senza un attimo di respiro. Pirlo, allenatore neofita che solo 3 mesi fa, in quanto ad attività agonistica, si dilettava a giocare a golf (e non è un’uscita dispregiativa, ma mera cronaca), non ha avuto minimamente il tempo di infondere, almeno in minima parte, la sua filosofia, cioè quell’insieme di intenzioni che lui stesso ha presentato a Coverciano a inizio autunno per l’esame atto ad ottenere il patentino.; un mercato raffazzonato, dati i tempi strettissimi, e con alcuni elementi, con grosse valutazioni, pensati più per la Juve del precedessore che per la sua. Insomma, quando Andrea Agnelli ha deciso di rompere gli indugi e di prendere una decisione così anticonvenzionale, era assolutamente conscio dei rischi. Ed è qui che abbiamo la grande zona grigia, il grande dilemma, ovvero cosa si aspettassero alla Continassa per questa stagione. Pillola rossa o pillola blu, il problema della scelta, di cosa pretendere dalla stagione 2020/2021: vincere a tutti i costi o costruire, mettendo in conto alti e bassi, con il rischio di non rimpolpare la bacheca, almeno con trofei di una certa rilevanza? Come la prenderebbero dalle parti della Continassa se la Juve, a marzo, fosse fuori dai giochi scudetto (cosa non certa, ma molto più probabile di altri anni)? Dalla risposta a questa domanda, si capirà il destino di Pirlo e di questo progetto. Un altro interrogativo lo pone la considerazione del valore della rosa. Qui, anche tra i tifosi, c’è una divisione netta, tra chi ritiene la rosa della Juve superiore a tutte le altre, e chi invece ne denota alcuni importanti limiti di natura strutturale e tecnica. Alla Continassa credono di avere la rosa più forte, e quindi non vincere il decimo scudetto consecutivo verrebbe etichettato come fallimento? Considerando poi la presenza di Ronaldo e il costo esorbitante della rosa, soprattutto l’elevatissimo monte ingaggi? ....................... La Juve ha dunque un mese per tornare a spingere il petto all’infuori. In caso contrario, da febbraio in poi, avremo la risposta a tutte le domande di cui sopra. E di risposte scontate non se ne vede l’ombra. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/juve-problema-la-scelta/
  6. Ronaldo indica la via: Torniamo ad essere tifosi La sconfitta con la Fiorentina, per il pre gara rovinato dalla sentenza ingiusta del CONI, per l’approccio nefasto alla gara che ne ha compromesso l’esito, per il terribile arbitraggio di La Penna che non è una scusante ma semplicemente realtà, ha lasciato nella maggior parte dei tifosi juventini rabbia, delusione, nervosismo nei confronti del sistema calcio, dell’arbitro e della squadra stessa, compreso Mister Pirlo, vittima di critiche, alcune costruttive, la maggior parte deliranti. Purtroppo, o per fortuna, siamo una tifoseria abituata bene in questo decennio e molti di noi faticano ad accettare un passaggio a vuoto, faticano ad accettare l’idea che stiamo attraversando un cambiamento che ha insito in se il rischio che non si vinca. Questo però non vuol dire che la squadra si stia prendendo un anno sabbatico, assolutamente no. ........... Proprio perché il periodo è inusuale considerando l’emergenza COVID, il cambiamento di filosofia calcistica che la società ha scelto di attuare, la mancanza della classica preparazione che obbliga a provare in gare ufficiali, il supporto da parte di noi tifosi bianconeri dev’essere totale. La delusione per la sconfitta è giusto che ci sia, è normale, ma cerchiamo di fare uno sforzo, di maturare come tifoseria riflettendo sul momento nel quale non possiamo permetterci di avere delle pretese che, a mio modo di vedere, sono spesso ingiuste in una situazione di normalità. Cristiano Ronaldo, tramite il suo profilo Instagram, ha rilasciato una dichiarazione importante dopo la netta, e meritata, sconfitta vs la Fiorentina, dichiarazione riassumibile per me in due punti chiave: “Siamo Juventini, semplicemente non possiamo accettare niente che non sia l’eccellenza in campo” “La stagione è ancora lontana dalla conclusione e alla fine crediamo che festeggeremo ancora una volta con i nostri tifosi. Credete in noi, fidatevi di noi tanto quanto noi ci fidiamo di voi” Non è il momento dello sconforto, è invece il momento di tifare Juventus ancor più forte, con ancora più orgoglio. Torniamo a tifare, non è difficile. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/torniamo-ad-tifosi/
  7. Lettera aperta ai miei amici juventini Cari Juventini, in questi nove anni (o, meglio, 3155 giorni) dovreste aver ormai imparato bene le regole del gioco. Quando la Juve vince, senza se e senza ma, il calcio scompare e lascia il posto a veleni e movioloni interminabili come quello a cui abbiamo assistito durante la sesta giornata, culminato nella surreale apparizione di Rizzoli al Club di Sky per chiarire l’errore subito dall’Inter nella gara casalinga con il Parma, solo il più recente di una infinita serie di weekend in cui il campo viene messo da parte. Quando la Juve vince, c’è sempre spazio per parlare di altro e quand’anche non vi sia e non si riesce a trovarlo, si minimizzano i successi con banale retorica (“era la favorita”, “ha fatto il suo dovere”, “l’obiettivo era la Champions” e così via). La musica cambia radicalmente nelle rare occasioni in cui la Juve perde, specie se perde male, specie se subendo torti macroscopici e specie se, contestualmente, gli altri vincono. Ecco, allora, che il calcio torna sulle bocche e sulle penne dei cronisti e alle moviole viene riservato il tempo e lo spazio che meriterebbero sempre, pochi secondi in tv, poche righe sui giornali. Il racconto del calcio in Italia è questo e non cambierà mai, lo sappiamo. ............ A chi credeva che il povero La Penna venisse messo alla berlina per gli errori commessi o a chi si illudeva che venissero illustrate le differenze tra l’intervento di Cuadrado su Castrovilli, giustamente sanzionato, e quello che lo stesso Cuadrado subì da De Roon una settimana prima, suggerisco un ripasso della recente storia calcistica italiana, troverà lì risposta a ogni dubbio. Tifare Juve significa anche accettare tutto questo, non con rassegnazione, ma con consapevolezza. La sconfitta brucia, la classifica non sorride e le cose che non vanno sono tante, ma abbiamo vissuto momenti peggiori. Non dimenticate che noi siamo la gente della Juve, sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti e, soprattutto, sappiamo vincere. Non indigniamoci, dunque, restiamo sereni. Non dividiamoci in correnti o fazioni, restiamo uniti. Costituire un fronte unico è la sola arma che abbiamo per combattere. Non sprechiamola. Buone feste, forza Juve sempre. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/lettera-aperta-ai-miei-compagni-juventini/
  8. Juve ad alti e bassi, è questione di leadership .......... Da tempo ormai risulta abbastanza chiaro che la Juventus sia interessata ad un vice Morata, ma alla domanda di Luca Momblano «è davvero la punta il giocatore che manca alla Juventus?» Giovanni Armanini va controcorrente, affermando che la squadra stia pagando un grosso problema in difesa di tipo «gerarchico», dovuto oramai ad un Leonardo Bonucci che non convince del tutto da circa tre anni, dall’anno cioè del trasferimento al Milan, alternando prestazioni ottime ad altre che hanno condizionato in negativo l’esito delle partite (la prestazione di martedì sera ne rappresenta un ottimo esempio), non riuscendo a garantire quella leadership motivazionale e prestazionale in grado di guidare la squadra nei momenti più complicati della gara. È chiaro però che per essere un leader bisogna avere altre qualità che gli altri non hanno: chiedere scusa nel dopo partita con un post su Instagram non basta e non può bastare per essere il capitano di una squadra, tantomeno della Juventus. Come ha affermato Luca Momblano nel live, da questo punto di vista ci si aspetta di più anche da Wojciech Szczęsny: sembra infatti che anche l’ambiente Juve sia un po’ deluso dall’atteggiamento troppo morbido del portiere bianconero, al quale invece sotto il punto di vista delle prestazioni non gli si può imputare nulla. Chiaro è che quando si parla di Szczęsny il paragone con il tanto amato Gigi Buffon è automatico, ne consegue quindi che il confronto in questione renda a Wojciech la vita difficile. Buffon infatti, ha dimostrato anche quest’anno, nelle poche prestazioni tra campionato e Champions League di non aver perso quelle caratteristiche di leadership che gli permetto a 42 anni, oltre a delle meravigliose prestazioni, di guidare la squadra verso la vittoria. È questo che deve fare il vero capitano della Juventus, anche in virtù del fatto che la rosa della squadra sia stata nettamente ringiovanita nell’ultima sessione di mercato, e molti dei nuovi acquisti necessitano di qualcuno che li aiuti a gestire i momenti più delicati della partita. Sotto questo aspetto stiamo probabilmente pagando l’assenza di Capitan Chiellini, vittima da inizio stagione di innumerevoli problemi fisici che lo porteranno presto ad appendere le scarpette al chiodo. La Juventus dovrà presto rivolgere uno sguardo verso il futuro per capire a chi consegnare le redini della squadra, e chissà che non abbia già individuato queste caratteristiche nel classe ‘99 Matthijs de Ligt, il quale sembra aver già quelle caratteristiche del leader veterano. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/juve-alti-bassi-leadership/
  9. Lettera a Babbo Natale, sperando che il sacco sia abbastanza grande Caro Babbo Natale, Spero che quest’anno tu abbia un sacco particolarmente grosso, sicuramente molto più capiente rispetto a quello dell’anno scorso. L’ultima volta che ci siamo sentiti, infatti, molti di noi erano in confusione come oggi, e si chiedevano quanto ci fosse convenuto lasciare la via vecchia (Allegri) per la nuova (Sarri). Ma nonostante tutto, la stagione non stava andando tanto male: eravamo primi in classifica, a pari punti con l’Inter, dopo una sconfitta, tre pareggi e tredici vittorie. Nel tuo sacco dei doni ci portasti il regalo più atteso, il sorpasso sui rivali neroazzurri, che ci permise di diventare campioni d’inverno e poi, a fine stagione, Campioni d’Italia. Quest’anno però temo che la letterina sarà più lunga. Innanzitutto, caro Babbo, ti chiedo di portare serenità a questa squadra: troppe espulsioni, proteste che non appartengono al nostro stile, e un approccio alle gare troppo umorale, che non ci permette di affrontare al meglio i momenti di difficoltà, che stanno capitando sempre più di frequente. Dona al tuo collega di barba, Andrea Pirlo, la chiave per entrare nella testa dei giocatori per trasmettergli le giuste motivazioni, quelle indispensabili per indossare la maglia bianconera. Sarebbe banale chiederti continuità di prestazioni, caro Babbo, e so anche bene che tu porti i regali, non fai miracoli. Porta allora alla squadra il dono della fiducia nei suoi mezzi, e quello della speranza di poter rientrare in corsa in un campionato tutt’altro che chiuso: i risultati saranno la naturale conseguenza di tutto questo. Donaci, caro Babbo, un po’ di fortuna contro i continui infortuni che ci costringono spesso ad affrontare le partite più importanti con gravi defezioni in alcune zone del campo. Nel sacco mettici anche un timer da 90’, per ricordare ai nostri che le partite non durano fino al momento in cui passiamo in vantaggio, ma vanno giocate “fino alla fine”. Se ti avanza, sarebbe gradito anche un tagliaunghie per Alvaro Morata, così magari riesce a farsi convalidare qualche gol in più da qui a maggio. ....... Ho sentito che c’è libero anche Alaba: ecco, io non l’ho capito bene Pirlo come ha intenzione di far evolvere tatticamente la squadra, ma credo che se tu riuscissi a portarlo a Torino, magari schiacciandolo un po’ lì in mezzo al sacco, tra la fortuna e il tagliaunghie, troveremmo sicuramente un modo di farlo giocare. Insomma, caro Babbo, spero che riuscirai comunque a portarci tutti i doni che ti abbiamo chiesto. D’altronde quest’anno tutto si può dire tranne che non abbiamo fatto i buoni, con tutti i punti che abbiamo regalato a destra e a manca. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/lettera-babbo-natale/
  10. Solo Delneri e Allegri hanno fatto peggio di Pirlo dopo 13 giornate Andrea Pirlo è stato sorprendentemente nominato allenatore della Juventus all'inizio di questa stagione dopo che la dirigenza aveva esonerato Maurizio Sarri, nonostante la vittoria dello scudetto 2019-2020. L'ex centrocampista non aveva alcuna esperienza come allenatore prima della sua nomina e questo ha portato molte persone ad avere dei dubbi sulla decisione della dirigenza bianconera. Tuttavia, c'era la convinzione che Pirlo sarebbe riuscito a superare questa stagione con successo perché ha a sua disposizione alcuni dei migliori calciatori che giocano in Italia. Ma dopo la sconfitta per 3-0 contro la Fiorentina e il ribaltamento del 3-0 contro il Napoli, i bianconeri sono ora al 6° posto in classifica con 24 punti dopo 13 partite. Solo Gigi Delneri nella stagione 2010-11 e Max Allegri nel 2015 avevano fatto peggio. La squadra di Delneri avrebbe poi chiuso il campionato in settima posizione dopo aver ottenuto 23 punti nelle prime 13 partite della stagione. La squadra di Allegri ha vinto il titolo di Serie A alla fine di quella stagione anche se aveva solo 21 punti dopo 13 partite. Maurizio Sarri ha trascorso solo una stagione al timone, ma la sua squadra aveva 10 punti in più dopo 13 partite della scorsa stagione. Arriverà un momento in cui ci si chiederá se Pirlo è l'uomo giusto per allenare la Juventus.
  11. Only two other managers have collected less points for Juve at this stage since 2010 Dec 25, 2020 ...... After their 3-0 loss to Fiorentina the last time out and the overturning of their 3-0 win to Napoli, the Bianconeri are now 6th on the league table with 24 points after 13 games. Only Gigi Delneri in the 2010-11 campaign and Max Allegri in 2015 had done worse. Delneri’s team would end the campaign in the 7th position after earning 23 points from their first 13 games of the season. Allegri’s team won the Serie A title at the end of that campaign even though they had just 21 points after 13 games. Maurizio Sarri spent just a season at the helm, but his team had 10 more points after 13 games last season. There will come a point when questions will be asked if Pirlo is the right man for the job. Continue -> https://bit.ly/2WK6E15
  12. 7 moves Juventus need to make in the January transfer window Dec 25, 2020 In the summer of 2020, Juventus took a massive risk and hired rookie coach Andrea Pirlo, despite the fact he'd never even managed his kids' Sunday League team prior to collecting the keys to Turin. The Italian giants now find themselves languishing well behind league leaders Milan in terms of points and standing, and the pressure is firmly on the club legend to turn this nightmare start around. Are we really surprised it hasn't worked out, though? ............ As the league table suggests however, there are still plenty of areas of concern for the Bianconeri hierarchy, heading into what could be a title-dependent January transfer window. Make the right moves, and Juve could be scooping scudetto number 10 in a row come May. Get it wrong, and Pirlo's head will be on the chopping block. 1. Sign Weston McKennie on Permanent Deal Right Fabio Paratici mate, whip out that cheque book, write up a big fat bill for €18m, and hand it over to Schalke ASAP. Weston McKennie has been the saving grace of a floundering Juve midfield this season, and there are no doubts that he has the quality needed to compete in the upper echelons of Serie A.So, while his move to Turin is currently temporary, and could automatically be made permanent based on the number of appearances he achieves over the season, Juve shouldn't even hesitate until the summer.Sign him up. 2. Sort Out Paulo Dybala's Future Widely considered the most technically gifted player in the squad, Dybala is insanely talented, if possibly misused by coaches unwilling to build a team around him. And with his contract set to expire in 18 months, the clock is ticking for the board to make an important decision.La Joya wants to stay - but only for the right price. Will Juve gamble and pay Dybala what he desires, making him the star of the team, or cash in before his value drops with each passing transfer window? Gambleeeeeee! 3. Sell Federico Bernardeschi ............ 4. Sign a Midfield Playmaker (Paul Pogba) No matter what Pirlo tries or how he sets up his team, there is always something missing in his midfield. While McKennie has proven to be an inspired signing, the likes of Aaron Ramsey, Adrien Rabiot and Arthur Melo flatter to deceive.What's needed is a man with some invention on the ball. Someone who can pick the lock of defences, glide with the ball at his feet and always provide an option for his teammates. Basically, Juve need Paul Pogba. 5. Recruit Attacking Reinforcements I Bianconeri lack any serious strikers on the bench, so signing a young, hungry and proven striker must be a priority for Pirlo. Celtic star Odsonne Edouard has been linked with the Italian giants, and could be the ideal candidate to challenge and support the current forward line. 6. Find a Juan Cuadrado Alternative Now, I don't want to go in too hard on Juan Cuadrado, because he's been a great servant to Juventus in a number of positions and roles over the years - BUT - there's got to be better out there. Especially for a team hoping to challenge for European trophies.Cuadrado plays a unique position in Pirlo's fluid system, switching from a right-back to flying wing-back when in and out of possession, making his job a tough one to learn. 7. Replace Alex Sandro Despite what FIFA19, 20 and 21 will tell you, Alex Sandro has not been an elite level left-back for a number of years. The Brazilian's performances have been so bang average over the past two or three seasons, and that just won't do for a player performing such an integral role in the system. Juve need to land upon a plan for the winter. Either buy an accomplished left-sided centre-back who can operate out wide, or buy a left-back who can drop into the heart of the defence when needed. What Pirlo really requires is Leonardo Spinazzola, the man Juve sold to Roma in 2019, who is now the best wing-back in the league. Crazy business. Continue -> https://bit.ly/3aEpEq9
  13. Da una sentenza all’altra, un fine anno con una brutta aria In genere è molto difficile trasformare le (male) parole che volano durante la partita in parole ragionate con cui analizzare un ruzzolone come quello in cui si è imbattuta la Juventus contro la Fiorentina. In realtà su di noi ha pesato molto l’intera giornata del 22 dicembre 2020 che passerà alla storia come “Il martedì nero della vecchia signora” e in cui siamo riusciti nell’impresa di perdere in un colpo solo 6 punti e di perderli male, perché alla sensazione di impotenza sul campo percepita durante la partita si è aggiunta la sgradevole percezione di accerchiamento e con essa tutta una serie di fantasmi figli di un complottismo e vittimismo che notoriamente sono tratti distintivi di altre tifoserie. No, vi anticipo subito, non vogliamo mai diventare come i fenomeni da circo che tuttora combattiamo e che hanno fatto degli alibi più assurdi le fondamenta del castello di carta delle loro scuse, ma è oggettivo che la sentenza farsa con cui al Coni hanno sovvertito qualsiasi regola esistente, oltre che ogni forma di logica e buon senso, è stata solo l’inizio di una serata in cui ad un certo punto ci siamo ritrovati increduli dinanzi a certe decisioni arbitrali, sperando che tutto finisse il prima possibile. LA SENTENZA DEL CONI Anche il più inguaribile anti Juve si era convinto nelle settimane scorse che il Collegio del Coni non avrebbe mai potuto ribaltare la sentenza iniziale ribadita a metà novembre dal giudice sportivo che anzi, con un comunicato durissimo, aveva chiaramente spiegato che semmai il Napoli sarebbe stato passibile anche di indagine più approfondita per violazioni multiple del protocollo firmato all’unanimità pochi mesi prima da tutti i club di serie A. A sentenza arrivata scopriamo addirittura che secondo l’articolo 30 dello statuto della Figc, il Collegio di garanzia dello sport presso il Coni non poteva esprimersi sull’argomento in questione, cosa che lascia ancora più sgomenti dinanzi ad un verdetto che di fatto autorizza chiunque a fare ciò che vuole e lascia un alone di dabbenaggine attorno a chi, seppure decimato dal Covid, le regole le ha rispettate presentandosi in campo. A rendere ulteriormente grottesco lo scenario ci si è messa la Procura federale che, negli stessi minuti in cui usciva la sentenza, apriva un’indagine su Gigi Buffon per una bestemmia volata durante Parma-Juventus, prova ulteriore del fatto che la presenza della Juventus in qualsiasi situazione faccia da ago della bilancia e orienti le decisioni prese: è infatti tacito che con qualsiasi altra squadra al posto dei bianconeri in questa controversia, stamattina sarebbe stato bloccato il campionato, ma tant’è. In questo contesto, il bonario sorriso con cui Paratici dice, a nome della società, che “aspetteremo solo che ci dicano quando giocare” risulta molto difficile da digerire. LE SENTENZE DI LA PENNA Si è poi scesi in campo, dove la direzione di gara raccapricciante del signor La Penna ha contribuito ad esasperare ulteriormente i nostri animi, considerato che finora questo campionato non solo non ha regalato alla Juve alcun tipo di agevolazione di cui spesso si sente parlare, ma l’ha vista in più circostanze danneggiata da episodi dubbi. Intanto parliamo della squadra con il maggior numero di espulsioni subite (5), di cui almeno due con dinamiche identiche a falli subiti da giocatori bianconeri in altre partite che però sono rimasti impuniti e senza alcun controllo Var, come ricorderete nei casi di De Roon in Juve-Atalanta e Lukin nel derby di Torino. Altra sgradita consuetudine la mancata seconda ammonizione di un avversario che induce in pochi minuti (in alcuni casi secondi) il suo allenatore a sostituirlo per evitare guai peggiori, martedì sera Borja Valero e recentemente Romero, Cigarini e Cataldi. Non mancano nemmeno degli episodi da rigore che, al pari dei due con protagonisti Ronaldo e Bernardeschi contro i viola, sarebbero stati come minimo meritevoli di OFR e invece sono passati in cavalleria come in Juventus-Verona (Lovato su Bernardeschi) e Benevento-Juventus (Improta su De Ligt) ignorati curiosamente dallo stesso direttore di gara, Pasqua di Nocera Inferiore. Situazioni che con le ormai celebri “parti invertite” avrebbero scatenato guerre civili, interrogazioni parlamentari e tweet di tristemente noti pseudo giornalisti faziosi. ............ Chi pensava che i nostri sarebbero scesi in campo assatanati contro la viola è rimasto deluso, e dopo questa batosta è maggiore la certezza che gennaio sarà un mese decisivo come mai in passato, e il tour de force che aspetta dietro l’angolo i bianconeri sarà il giudice che emetterà la sentenza sul nostro destino in modo pressoché definitivo e sicuramente meno tragicomico di chi ha giudicato sul recupero di Juve-Napoli. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/sentenza-fine-anno/
  14. Controlliamo Massa, il video che inguaia il Napoli E' una storia surreale. Senza sapere di essere col microfono e i collegamenti di Zoom aperti prima della conferenza stampa di presentazione del calendario del Napoli, Insigne e Nicola Lombardo (capo della comunicazione) parlando dell'espulsione rimediata in Inter-Napoli. Quella del 'Vai a cagare' a Massa con una giornata di squalifica. La cosa clamorosa è che Lombardo spiega a Insigne di avere ordinato a un giornalista napoletano (Carlo Alvino) di avviare una campagna contro l'arbitro invitando tutti i napoletani a "controllare" ogni sua mossa in campo. E si vanta pure che l'hastag #ControlliamoMassa sia finito in tendenza sui social network. Una versione online da capopolo sulla quale la Figc potrebbe e dovrebbe accendere un faro. A meno di non ritenere prassi normale e accettabile che un arbitro sgradito (tra l'altro sapendo di essere nel torto come lo stesso Lombardo spiega a Insigne a inizio video) possa essere esposto a pubblica contestazione per cercare di confondere le acque e ottenere un qualche favore successivo. Articolo completo -> https://bit.ly/2M6jmoY
  15. La Juve non muore mai: 10 motivi per crederci ancora Un martedì così nefasto come quello appena vissuto dal mondo bianconero era difficile da immaginare anche nei peggiori incubi: una sentenza “politica”, arrivata a poche ore dalla partita contro la Fiorentina, che ha ribaltato il verdetto chiaro dei due precedenti gradi di giudizio e umiliato il calcio italiano, uscito con le ossa rotte da questa vicenda (anche se in Italia non si può sostenere questa tesi). Sul campo la sentenza pronunciata quasi in contemporanea con la sfida dello Stadium ha finito per mettere un carico eccessivo a quella che doveva essere solo l’ultima partita del 2020 per la Juventus, nel giorno, peraltro, dove l’audio del “controlliamo Massa” è stato derubricato da molti quasi a questione di “folclore”, perché il tema di giornata era soprattutto l’audio della bestemmia di Buffon e la sua “inevitabile” squalifica. Poi è arrivata una gara maledetta, segnata fin da subito da un atteggiamento molle della Juventus e da alcune decisioni arbitrali che l’hanno certamente penalizzata (anche se in Italia non si può mai sostenere questa tesi, figurati se la Juve può lamentarsi degli arbitri!). Dentro ci sarebbe anche la questione Rabiot e la decisione di lasciarlo a casa, per fargli scontare una squalifica ricomparsa d’incanto ma che potrebbe forse tenerlo fuori anche contro l’Udinese: paradossi di un sistema che fatica ad avere una regia e una trama chiara. Ma siamo la Juve e la Juve parla sul campo, non cerca alibi. Ieri, a molti il tracollo con la Fiorentina è sembrato la resa definitiva alla corsa per lo scudetto: il campionato per i più non sarebbe affare per noi. Invece, nonostante il caos perverso della giornata vissuta tra audio imbarazzanti, sentenze ribaltate, partita giocata male e decisioni arbitrali penalizzanti, la squadra è ancora e a pieno titolo in corsa per il decimo scudetto consecutivo. Non serve tirare in ballo la metafora dell’araba fenice, che rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte, per raccontare una Juventus che ha sempre dato il meglio di sé ogni volta che qualcuno l’ha data per spacciata. Da questa valutazione si parte per evidenziare tutti i motivi per cui i bianconeri non sono fuori dalla lotta scudetto: 1) il campionato è lungo: mancano 25 gare alla fine della Serie A e sono sufficienti a ribaltare ogni situazione controversa e i giochi restano aperti; 2) filotto e continuità di risultati: se finora la squadra ha dimostrato discontinuità non riuscendo ad inanellare più di due vittorie consecutive nel campionato in corso, una successione di vittorie può garantire di rimediare a una classifica deficitaria. Non sono, però, concessi ulteriori giri a vuoto, almeno nel breve periodo; 3) gli scontri diretti: è vero che, con le eventuali vittorie di Inter e Milan nel turno, la Juve scivolerebbe rispettivamente a -9 e -10 in classifica, passando un Natale horror, ma alla ripresa ci sarà la possibilità di giocare subito scontri diretti con le squadre in fuga (Inter e Milan) e di recuperare la partita in meno col Napoli; coi risultati giusti la squadra potrebbe riportarsi a -3 e -4 ma sarà obbligatorio dare risposte importanti in quelle occasioni anche per far capire agli avversari che la Juve resta la più forte; 4) la rosa vale più di quel che dice la classifica: per quanto incompleta e con difficoltà ormai “storiche” nella costruzione della mediana o con equivoci tecnici e tattici da risolvere in fretta, la Juventus non sembra comunque inferiore a chi sta davanti; 5) ........... 6) una squadra più “sporca”: finora Pirlo e il suo staff hanno “sperimentato” molto sulla pelle della Juventus, ma è tempo di dare certezze alla squadra andando oltre la ricerca ossessiva di un’idea calcistica innovativa, soprattutto laddove le partite difficili non la consentono; serve, quindi, rispolverare quando occorre un atteggiamento più scaltro e di migliore gestione delle pressioni senza frenesie ed isterie; 7) aiuti dal mercato: .......... 8) recupero dei migliori: ............. 9) il fattore Ronaldo: una squadra che ha un giocatore così forte ha un’arma in più da sfruttare e non può sentirsi inferiore alle rose di questa serie A; 10) le motivazioni: il decimo scudetto, i fatti di Juve-Napoli, gli audio con hashtag su richiesta, le moviole a senso unico, il gol di Muntari, gli avversari che ironizzano sullo stato della squadra e pregustano di vedere assegnato il titolo di un campionato “non falsato” a qualcun altro che non abbia le strisce bianconere, ovvero tutto quel campionario che ha composto la narrazione di 3000 giorni di dominio e che c’è l’obbligo morale, a questo punto, di prolungare ulteriormente. La vecchia guardia e la gente con maggiore personalità nello spogliatoio può dare in tal senso un aiuto ai nuovi per ripartire con maggiore convinzione. Anche i tifosi, però, devono fare la loro parte perché come dice spesso Guido Tolomei “Fino alla fine non è solo uno slogan da tenere sul display dello smartphone” e perché guai a dare per morta la Juventus. Come ricorda spesso un grande cronista come Repice “La Juve non muore mai”. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/10-motivi-scudetto/
  16. Né dentro né fuori dalla lotta Scudetto Difficile cercare ottimismo dopo una giornata così. Perché – come si dice sempre – una partita la si può perdere, specie se si tratta della prima sconfitta stagionale. L’importante è il come, e la Juventus ieri ha perso nel modo peggiore possibile, approcciando male alla gara, facendosi trovare impreparata su un’imbucata nei primi minuti, confusa nell’intervento scomposto di Cuadrado. Poi però ha messo ordine alle proprie idee, ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo e soprattutto nel secondo tempo ha dato l’impressione di poter sfiorare l’impresa. Un gol annullato, un paio di episodi “non fortunati” (chiamiamoli così) in area di rigore e l’opportunità di ristabilire la parità numerica a inizio ripresa, frenata soltanto da quell’attimo di esitazione di La Penna, che la mano al taschino l’aveva anche messa. ............ A guardare la classifica si resta confusi: ma come, fino a un attimo fa eravamo lì, adesso si parla di finire a -10, -9. Cosa è successo? Tante cose, sono successe. La prima è una sorta di peccato originale: la classifica non va guardata adesso, siamo appena a dicembre e le sentenze (insieme ai calcoli) ha senso farle più in là, magari a marzo, soprattutto se hai una squadra in costruzione e che è appena passata per la seconda rivoluzione in due anni. La seconda, a proposito di sentenze, è che la decisione del Collegio di Garanzia del Coni ci ha “sottratto” tre punti che – stando alla mera giustizia sportiva – non meritavamo di avere. Meglio così, a patto che questa decisione sia per la squadra la miccia che accenda grinta e cattiveria per affrontare il big match contro il Napoli al meglio e ripristinare la vittoria, che avrebbe senza dubbio un sapore diverso. La Juventus ha dieci giorni per capire che nulla è perduto, e che ha a disposizione una ghiottissima occasione per dimostrarlo: oltre al recupero coi partenopei, gennaio è costellato di scontri diretti nei quali i bianconeri sono chiamati a far vedere a loro stessi prima, e a tutta Italia poi, di meritare ancora una volta lo Scudetto. Milan e Inter potranno anche scappare, ma con noi ancora non ci hanno giocato, né all’andata né al ritorno. Idem per il Napoli, con il quale ci contenderemo anche una Supercoppa che ad oggi acquista un valore vitale nel gioco delle motivazioni. Sono tutte lì, a portata di mano, con il big match dietro l’angolo e l’opportunità di dimostrare chi è il più forte. Se lo saremo, se vinceremo, la lotta scudetto tornerà apertissima e in bilico. Se non lo saremo, probabilmente verremo tagliati fuori, a quel punto meritatamente. Ma questo è un campionato diverso, figlio della pandemia, che per i ritmi forsennati e lo spettro della positività dei giocatori può regalare sorprese a non finire: le milanesi hanno fatto i loro passi falsi, così come il Napoli, così come la Juve di Pirlo. Tutti possono inciampare, nessuno ha ancora dimostrato nulla. E poi, per anni non ci siamo sentiti Campioni d’Italia fino alla matematica, anche quando il divario con la seconda era enorme, e adesso ci sentiamo tagliati fuori con un girone e mezzo ancora da giocare? Ci vuole calma, serve ritrovare lucidità e soprattutto rabbia agonistica: per tornare in carreggiata, perché c’è ancora tutto da dimostrare. Ci risentiamo a marzo. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/dentro-fuori-lotta-scudetto/
  17. Il Processo e la Metamorfosi – La giornata kafkiana della signora J Peccato che non ci sia più Sarri. Peccato soprattutto perché avremmo avuto quella scusa già pronta che tanti proseliti ha fatto di “Aver perso lo scudetto in albergo”. Contro la stessa squadra, la Fiorentina, con lo stesso risultato e con le stesse modalità (in 10 dopo pochi minuti) che videro il Napoli soccombere all’epoca. Addirittura potremmo lamentarci, far partite un hashtag di protesta #conBorjaValeroespulso come fecero 3 anni fa a reti unificate, organizzare un simposio in un’università sabauda per interrogarci sulle pieghe e sulle piaghe del diritto sportivo o magari svegliarci tra qualche anno e chiedere dei fantomatici audio tra La Penna e i suoi assistenti al VAR. Ma anche lo stesso Sarri sarebbe stato in difficoltà nel ricapitolare l’ abbondanza di decisioni cervellotiche in cui si è trovata impantanata la Juve a 3 dicasi TRE ORE dall’ inizio di una partita non di cartello ma quantomeno fondamentale per il prosieguo della stagione e particolarmente sentita a certe latitudini. Tralasciando la “giustizia” del verdetto, per noi o per altri che hanno rispettato alla lettera il protocollo, fa specie che lo stesso venga pronunciato nell’ imminenza di una partita che riguarda FORTEMENTE una delle 2 parti in causa, seppur suo malgrado; già farlo nello stesso giorno sarebbe stato strano, ma addirittura a due ore dal fischio d’ inizio appare quantomeno singolare. Probabilmente, altrove, qualcuno si sarebbe rifiutato di scendere in campo ANCHE stavolta. L’ emblema, il fiocco sul pacco incartato per Natale di tutta la serata paradossale della Juventus è la “Situazione Rabiot”. Il francese, che doveva scontare la giornata di squalifica contro il Napoli, si è visto improvvisamente catapultato in un mondo kafkiano in cui non sapeva se, perché, come e quando dovesse scontare la sua pena. La stessa Juve, non ricevendo risposte certe nè da Figc nè dalla Lega sulla possibilità di schierarlo, riteneva opportuno non convocarlo onde evitare uno 0-3 a tavolino (che col senno di poi nulla avrebbe cambiato). ............. Il codice stabilisce che le sentenze siano operative dalla mezzanotte (quindi dopo la sfida con la Fiorentina), e poi per rendere ufficiale il recupero con il Napoli servirà un atto formale della Lega. Rabiot così oltre alla partita con i viola rischia di dover saltare anche quella del 3 gennaio contro l’Udinese. E la partita con i viola altro non è stata che l’applicazione al campo di una giornata surreale che ha minato tante certezze dentro e fuori dalla Juve, in primis la convinzione che fattori esterni possano influire poco sulla testa dei calciatori del nostro livello e la presunzione che questi episodi possano servire per caricarli ulteriormente e dare nuovi stimoli come è successo negli ultimi 9 anni. Non è stato così ed è probabilmente il dazio da pagare per una squadra che ieri è apparsa non più solida e costante mentalmente, non più in grado di buttare cuore e gambe oltre gli ostacoli degli avversari, delle avversità e delle avversioni anche arbitrali. Se Atalanta, Barcelona e Parma avevano rilanciato e rientusiasmato i tifosi e l’ ambiente dopo un inizio stentato, la giornata di ieri speriamo faccia da “unicum” e da punto infimo di riferimento oltre il quale sia davvero impossibile scendere. Siamo ad un terzo della stagione e nulla è perduto, però serve ritrovare convinzioni, leaders e soprattutto solidità per il nuovo anno, magari intervenendo immediatamente sul mercato per colmare quelle 2 o 3 lacune di rosa. Ma serve farlo subito, perché Gennaio sarà sì un mese cruciale per il destino di questa stagione, ma apportare modifiche alla rosa alla fine del prossimo mese servirebbe a poco o niente. Questa nostra vecchia signora J non può improvvisamente svegliarsi e, guardandosi allo specchio nel 2021, accorgersi di essere diventata uno scarafaggio. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/il-processo-e-la-metamorfosi-la-giornata-kafkiana-della-signora-j/
  18. Due Penne natalizie Desidero premettere tre ringraziamenti: ai dirigenti, vecchi e attuali, per questo decennio meraviglioso; a Martin Caceres, autore ieri del terzo gol, per le sue indimenticabili zuccate di testa inflitte al Napoli in due diverse epoche; a Beppe Bergomi per la sua ammirevole terzieta’ nel commentare gli episodi. Due Penne natalizie ieri, dunque. Solo un accenno a La Penna arbitro, perché non sono un piangina; lui ha commesso qualche errore (graziare Borja su tutti), ma la Juve ha fatto davvero pena. Così, l’espulsione di Cuadrado è stata sacrosanta (sebbene lui inizialmente non l’avesse decretata), al pari di quella non decretata a De Roon per un episodio identico non più tardi di una settimana fa. L’altra Penna e’ quella del Collegio di Garanzia del CONI, presieduto dall’ex Ministro Frattini e che, a dire di Adl (seguito da uno stuolo di guitti&pennivendoli festanti) avrebbe “fatto giustizia”. Da avvocato, aspetto con ansia di leggere con quale ardita motivazioni detto organo giudicante abbia potuto sovvertire la durissima decisione di secondo grado, e quindi non mi azzardo a commentarla nel merito. Posso però fare un paragone. È regola ferrea nella disciplina dei mercati finanziari che le notizie che possono incidere sul corso dei titoli quotati non vengano date “a mercati aperti”. Ieri, la voglia di evidenziare come “fosse stata fatta giustizia”, ha preso la mano del suddetto collegio, precipitatosi a rendere nota la decisione intorno alle ore 18, dunque “a mercati aperti”. Poiché non sono un piangina e soprattutto perché sono Juventino, mi rifiuto di pensare che la ripetizione di una partita possa avere avuto sulla squadra l’effetto “albergo” di Sarriana memoria (guarda caso: alla vigilia di una partita contro la Fiorentina, anche allora poi vincitrice per 3-0). Anche se temo che sui dirigenti qualche effetto lo abbia avuto, a guardare dalla tensione di Paratici nel pre partita e alla sbroccata di Nedved sullo 0-2 di fronte alla ennesima decisione diciamo controversa della prima Penna. Però quello che questa decisione ha provocato (primo caso nella storia) sulla situazione di Rabiot e’ sotto gli occhi di tutti: formazione rivoluzionata (e avrete già capito che Rabiot non è esattamente il giocatore dei miei sogni) a due ore dalla partita per evitare un sicuro 0-3 a tavolino, poi verificatosi senza nemmeno il tavolino. E state certi che Rabiot non potrà giocare nemmeno contro l’Udinese. Ma Giustizia era stata fatta, e non si poteva aspettare di comunicarlo il giorno dopo. ............. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/larringa-aulo-cossu-due-penne-natalizie/
  19. PAGELLIBUS – Juventus – Fiorentina 0-3, il peggior natale possibile SZCZESNY 6.5 Compensa le colpe del primo gol con un capolavoro su Castrovilli, che tiene in vita la Juve per altri 45 minuti. CUADRADO 3 Decide di festeggiare la presenza numero 200 con la Juve facendo un fallo da rosso diretto e nel contempo inutile. DE LIGT 6.5 Fa il possibile per evitare la debacle, poi paga dazio al mancato riposo dopo 3 mesi di infortunio. BONUCCI 10 L’attaccante viola è letteralmente una furia. È suo lo zampino su tutti e tre i gol e, se andiamo ad analizzare bene la giornata, probabilmente è sua la colpa per l’espulsione di Cuadrado, l’infortunio di de Ligt e la sentenza ribaltata sul Napoli. La comunità scientifica sta seriamente pensando di ridenominare la scala Fujita in “Scala Bonucci”. TORNADO! ALEX SANDRO 3 La sua è una mission impossible, sono 3 anni che sulla fascia si dimostra privo di qualunque grinta, eppure continua ad essere un perno della rosa. Prestazione sontuosa condita dal gol. INSOSTITUIBILE! CHIESA 6 Sicuramente il migliore tra i nostri, cerca di creare qualcosa ma viene ogni volta puntualmente fermato dai giocatori avversari. Indovinate però quale squadra ha finito la partita in 10? RAMSEY S.V. Non doveva giocare, gioca, e viene sostituito come Baggio nel ’94 contro la Norvegia. La prende male, ma alla fine il 5 a Pirlo lo dà. MCKENNIE 6 Corre ed è quello che li in mezzo sbaglia meno di tutti. Dettagli importanti in una serata molto negativa come questa. MORATA 4.5 Il taglio di capelli lo fa diventare un Bernardeschi qualunque. RONALDO 6 Nel primo tempo è davvero l’unico a scendere in campo, nella ripresa è troppo isolato, e l’unico acuto è un gol in fuorigioco DANILO 6 E uno dei pochi , anzi pochissimi, che cerca di evitare che la nave affondi. BERNARDESCHI 7 Ottimo primo tempo, peccato per il calo nella ripresa. KULUSEVSKI 4.5 Penso perché non entra, poi entra e mi toglie ogni dubbio. BONUS TRACK DYBALA 10 La professionalità con cui assiste resiliente al cambio Morata-Bernardeschi è encomiabile. Io ho distrutto l’armadio a pugni. NEDVED 7 Si alza e scatta verso il campo, per un attimo ho sognato. RABIOT 7 Salta la partita e potrebbe disperarsi come uno studente che si perde la gita di fine anno per colpa di un’influenza improvvisa, ma quando i suoi compagni gli raccontano com’è andata si sente fortunato a non esserci andato. LA PENNA 10 Ha capito che è tempo di colpire la Juve e si adatta alla perfezione. UNA ENNE DI TROPPO NEL COGNOME! Pirlo 4: Mettere nella mischia Bernardeschi con la Juve sotto e in 10 è più un tentativo di cercare il miracolo sportivo che reale convinzione di rimettere il match in piedi. E i miracoli, di questi tempi, non abitano di certo a Torino. Confuso. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/pagellibus-juventus-fiorentina/
  20. Juve-Napoli, D’Onofrio a CJ: «Sentenza inspiegabile» Una «sentenza inspiegabile»: definisce in questo modo l’avvocato e docente di diritto sportivo, Paco D’Onofrio, intervenendo a Casa Juventibus, la decisione del Collegio di garanzia del Coni sul caso di Juventus-Napoli, in attesa di capire, quando verranno depositate, le motivazioni che hanno spinto al clamoroso ribaltamento dei primi due gradi di giudizio. L’avvocato, che ha ribadito scetticismo nei confronti del collegio di garanzia relativamente alla competenza sulla sanzione di sconfitta a tavolino di una partita, si è detto curioso di comprendere come i giudici del Coni l’abbiano pertanto “ricostruita”. «Ci sono due elementi – spiega nel salotto virtuale condotto da Zampini – che non mi convincono: uno di natura processuale: ovvero sul come mai la Federazione gioco calcio, che avrebbe dovuto difendere le due sentenze precedenti, non sia costituita in giudizio. Di fatto, questa udienza e il procedimento per il Napoli è stato un rigore senza portiere, visto che la Juve, molto elegantemente, si era già estraniata in secondo grado». La prima anomalia, dunque, consisterebbe per l’avvocato nell’assenza di un vero e proprio contraddittorio dentro il procedimento. Ma c’è un secondo elemento di contraddizione, ovvero appunto il ruolo stesso del collegio di garanzia che non avrebbe competenza sulla sanzione di una sconfitta a tavolino di una partita. «Chi esce sconfitto dalla vicenda non è certamente la Juventus – precisa D’Onofrio – che si era già tirata fuori in secondo grado ma la Figc. Innanzitutto, per una questione d’immagine: nel primo e secondo grado c’erano state sentenze frontali, muscolari, in cui i giudici sportivi della federazione non si erano limitati a dire che il Napoli aveva sbagliato a non andare a Torino, ma avevano ricostruito una sorta di malizia, di dolosa preordinazione, con motivazioni che avevano creato molto risentimento negli ambienti sportivi». Per D’Onofrio si crea poi un problema di prospettiva: «Posto che – aggiunge – non si possono riaprire questioni legate alle partite precedenti, adesso che succede se una squadra ha tre positivi? Attenendosi a questa regola, potrebbe acquisire un parere non richiesto ma legittimo dell’Asl e restare a casa. Il problema è politico perché il protocollo è stato smentito: il principio è che qualsiasi Asl, non coordinandosi col governo centrale, potrebbe in autonomia autorizzare o meno il trasferimento di una squadra, cosa che rende inutile il protocollo». ............... Ritornando sulla sentenza del Coni D’Onofrio aggiunge: «Un dato che va oltre il diritto è il momento in cui è stata resa pubblica: non puoi far uscire una sentenza due ore prima della partita, perché se fosse accaduto in ambito finanziario, i mercati sarebbero stati sospesi. È evidente che ha un’incidenza e una ricaduta significativa. Qualcuno potrebbe eccepire che poteva essere una fonte di motivazione per il Napoli: bene, allora poteva uscire stamattina. Si pone la questione di amministrare con più saggezza mediatica vicende come questa, ma siamo abituati da Calciopoli in poi a un’esasperazione dei contenuti e della divulgazione delle notizie quando c’è di mezzo la Juventus che francamente è poco condivisibile». Articolo completo -> https://www.juventibus.com/donofrio-sentenza-coni/
  21. PARTITABUS / Juve – Fiorentina 0-3: Game Over 2020 Game over per il 2020 e forse anche per il campionato 20/21. In quel forse c’è tutta la speranza in una Juve che ci ha abituato nell’ultimo decennio a non mollare mai nulla: ma quale grado di parentela ha questa squadra anche solo con l’ultima di Sarri che nelle difficoltà evidenti aveva 11 punti in più? O con quella ancora più precedente e quasi sempre dominante negli inizi di stagione di Allegri? La sfida con la Fiorentina inizia male e finisce peggio. Il gol preso dopo 3 minuti è un pasticcio della difesa, un movimento goffo di Bonucci che prova a mettere in fuorigioco un giocatore che sta dietro la linea del centrocampo. La partita è appena cominciata e già finita. Ci pensa Cuadrado con un’entrata scomposta che gli vale il rosso 15 minuti dopo a decretarne la morte apparente. Eppure la rosa che Agnelli e i suoi sodali hanno messo in mano a Pirlo avrebbe il potenziale per rimettere in piedi una situazione che più sdraiata non si può. Sotto di un gol, sotto di un uomo, eppure c’è la voglia di credere che qualcosa si possa fare. Succede poco invece e quel poco va tutto in direzione ostinata e contraria al treno dei desideri bianconeri: episodi storti di gioco come l’autogol comico di Alex Sandro o arbitrali, determinanti forse ma la Juve deve saper essere più forte anche della decisione storta, perché è vero che ci poteva stare un secondo giallo a Valero e un rigore su Ronaldo ma la Juve era già una pila scarica prima. Avrebbero forse potuto cambiare l’esito del risultato finale, ma non la prestazione, che a 1/3 di campionato è ciò che conta di più. Parliamo quindi di prestazione: la Juventus fa il primo vero tiro in porta con Chiesa a 20′ dalla fine, prima di allora solo qualche spunto dell’impermeabile Cristiano aveva tenuto vivo il tabellino. Il caos in campo aumenta col passare dei minuti come una dimostrazione empirica della legge dell’entropia, una morte fredda col disordine che sembra non avere un punto di arrivo. La fretta di Pirlo nell’apportare correttivi alla squadra rimasta in 10 porta a rimanere orfani di Ramsey, che invece servirebbe come il pane. La libertà invece lasciata a Ribery mostra una certa miopia in diretta e una mancanza di preparazione della partita: si sapeva benissimo come avrebbe giocato il francese e quanto letale potesse essere se lasciato libero di gestirsi in santa pace. Abbiamo lasciato libera una faina in un pollaio e questa ha fatto una strage fino a quando ha voluto. ............. Termina così nel modo peggiore, con la sconfitta più pesante subita in campionato dalla Juventus all’Allianz Stadium, un anno strano, per tanti, troppi motivi che esulano dal campo di calcio. Una stagione iniziata con gli stadi pieni e l’euforia di sempre e finita nel silenzio più assoluto, dove persino l’inno della Juve a fine partita sembra suonare a vuoto. Termina in un 22 dicembre che vede la Juventus di Pirlo perdere 3 punti in campo e fuori, col ricorso del Napoli vinto al CONI che costringerà la squadra a trovare lo spazio per un recupero verosimilmente in un gennaio già ingolfato di partite. Termina con la prima sconfitta in campionato, che come dato sarebbe buono, ma con un distacco dalle prime che fa accendere la spia rossa. Termina con una Juventus immatura, che alterna prestazioni buone ad altre pessime e non riesce a svoltare, senza continuità e senza una vera formazione titolare. Termina col punto più basso del decennio targato AA. A mai più 2020, ti aspettiamo 2021, ma non proprio con entusiasmo… Articolo completo -> https://www.juventibus.com/partitabus-juve-fiorentina-0-3-game-over-2020/
  22. Serie A 2020-2021 - 14^ Giornata di Andata - Martedí 22-12-2020 (ore 20:45) JUVENTUS - FIORENTINA ......... .......... 0-3 Dusan Vlaovic 3' Alex Sandro (autogoal) 76' Martin Caceres 81' 14^ giornata di andata Martedí, 22 dicembre 2020 - ore 20:45 Allianz Stadium - TorinoArbitro: Federico La Penna La serata maledetta. Pirlo: “Entrati molli. Le milanesi favorite per lo scudetto” Una partita maledetta. La Fiorentina sbanca lo Stadium, asfaltando la Juve per 3-0. Una distrazione permette ai viola di andare in vantaggio nei primi minuti; un fallaccio di Cuadrado rende la situazione ancora più complicata. Parola a Mister Pirlo. “Ciò che è successo nel pomeriggio non deve essere un alibi. Siamo entrati con l’atteggiamento sbagliato e siamo andati incontro ad una brutta figura” – Sacrosanto. Il peccato originale è non essere scesi in campo subito alle 20:45, ma con mezz’ora di ritardo. Può capitare, così come capita di pagarne carissime conseguenze. “Nelle partite prima di Natale capita avere la testa alle vacanze, ma non dovevamo permettercelo. Siamo entrati molli e poi è difficile rimediare” – Cristallino. “Immagini mi sembrano chiare, l’espulsione di Cuadrado era chiarissima. Non commento l’operato dell’arbitro o i possibili episodi a favore nostro: tutti li vedono” – L’imbeccata sull’arbitro non poteva mancare. Intendiamoci: gli errori del direttore di gara sono evidenti, ma non abbiamo perso la partita per questo. L’abbiamo persa per nostre leggerezze nel primo tempo e per poca fortuna nella prima metà del secondo. Non sempre basta il carattere quando le partite si mettono tanto in salita. “Dopo 10 minuti rimani in dieci e sei sotto di un goal. Non si deve parlare di prestazione tecnico-tattica. Eravamo rimasti in partita e nel secondo tempo abbiamo avuto occasioni. Gli episodi hanno fatto il resto” – A coloro che descrivono un Pirlo incapace di leggere la partita, propongo di vedere gli ultimi 15 minuti del primo tempo e i primi 20 del secondo: i cambi hanno visibilmente messo in difficoltà la Fiorentina e dato sicurezza i bianconeri. È mancata la fortuna. “L’allenatore dà le motivazioni, ma ogni tanto capita di non essere al 100% mentalmente e fisicamente. Abbiamo regalato un goal e un giocatore, poi siamo entrati bene nel secondo tempo: poteva andare meglio” – Certo che a fare Babbo Natale potevamo aspettare almeno la vigilia. Un po’ troppi regali questa sera (contando anche lo sfortunato autogoal). Attenzione però, non facciamoci prendere da crisi isteriche: capitano le serate maledette, non lasciamo che distruggano quanto di buono fatto finora. “Bisogna andare in vacanza per recuperare le forze e poi ripartire con la stessa voglia, guardando gli errori commessi in questa prima parte di campionato” – Importantissimo andare in vacanza sereni. Gli errori si commettono, le partite si perdono. E soprattutto alcuni match nascono maledetti e terminano peggio, come questo. Fa parte del calcio; non dobbiamo però perderci d’animo, perché il progetto è più che valido. “Noi ci sentiamo forti, ma le milanesi sono davanti e hanno qualcosa in più. Sono loro le favorite per lo scudetto” – Fattuale. Il divario è ampio, seppur con una partita da recuperare. Possiamo pensare di avere la rosa migliore, possiamo pure averla realmente, ma sono i punti a far vincere i campionati. E noi dobbiamo recuperarne un po’. ............ Articolo completo -> https://www.juventibus.com/serata-maledetta-pirlo-milanesi/ Modificato adesso da Socrates CLASSIFICA DI SERIE A
  23. JUVENTUS - FIORENTINA ......... .......... 0-3 Dusan Vlaovic 3' Alex Sandro (own goal) 76' Martin Caceres 81' .... . 14th Matchday Tuesday, december 22nd 2020 - 8:45 p.m. CET 7:45 p.m. UK time - 6:45 p.m. GMT Allianz Stadium - Turin Referee: Federico La Penna Pirlo: 'Juve heads already on the holidays' Dec 23, 2020 Juventus coach Andrea Pirlo said the Bianconeri ‘were thinking about the holidays already’ and failed their approach against Fiorentina. The Old Lady ended the year with a 3-0 defeat to Cesare Prandelli’s Viola and thus lost their first game in Serie A 2020-21. “It leaves a bitter taste in the mouth,” Pirlo admitted at a press conference. “We hoped to end 2020 with a win, an important performance. “But we approached the match badly, without the attitude of wanting to win at all costs. So, it’s difficult. The situation needs to turn you when you are 10 and it didn’t happen.” But Pirlo is not too concerned and said it’s normal for any team to have an off day. “The team are very competitive. It happens to have a bad day, but the team are strong and knows where they want to go. “In the next few days, when we resume, we will start again with desire and determination to achieve our goals.” The coach pointed out the decisions going against Juventus make the players ‘irritated’. “It’s a trend for 12 games now, even the players can get angry now and again,” he said. “Since the beginning, they are not going our way and the images are in front of everyone’s eyes. ........... “Today, the attitude was wrong. We were thinking about the holidays already and it can’t happen. We had to close 2020 with a win and it didn’t happen.” Continue -> https://bit.ly/3poCtch
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