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djmayhem

Tifoso Juventus
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  1. eh, certo a Mediaset notoriamente comanda Agnelli
  2. aggiungo altri rumors, sempre da tuttojuve.com Da qualche ora circola il nome di un possibile sostituto in caso di addio, si tratta dell'altro cugino Alessandro Nasi. Il 46enne manager torinese è a capo della Comau e vice di John nella Exor. Curiosità, è anche il compagno dell'ex moglie di Buffon, Seredova. Tra gli altri possibili successori Evelina Christillin dirigente e storica amica della famiglia Agnelli, oltre che membro del Consiglio Fifa. Quest'ultimo è un elemento non trascurabile. Da non scartare l'ipotesi Lippi del quale si era già parlato come possibile direttore tecnico.
  3. Corsera - Rivoluzione societaria in casa Juve? Si pensa ai ritorni di Marotta, Trezeguet e Del Piero 22.04.2021 15:40 di Alessandra Stefanelli TuttoJuve.com L'edizione odierna del Corriere della Sera si concentra futuro della Juventus dopo il terremoto Superlega e nello specifico sul destino e la ristrutturazione possibile della dirigenza. Ad oggi non ci sono indicazioni sul possibile addio del presidente Andrea Agnelli, ma anche il quotidiano rilancia il nome del cugino Alessandro Nasi come possibile sostituto nel prossimo futuro. Nasi però non sarebbe un presidente in prima linea anche sulla gestione sportiva e proprio per questo pensare ad un ritorno in bianconero di Beppe Marotta non sarebbe fantamercato. Il quotidiano però va oltre e racconta del possibile rientro alla Juventus di due leggende del recente passato: David Trezeguet, attualmente impegnato nel percorso per diventare direttore sportivo, e Alessandro Del Piero che potrebbe prendere il posto di Pavel Nedved come vicepresidente. A sto punto ci manca Andonio come allenatore e facciamo filotto
  4. "concorrente morale e istigatrice" uhm... mi ricorda il famoso "illecito strutturato" che si sono inventati per mandarci in B
  5. che ne pensate? I colleghi tedeschi sono sicuri: la Juventus starebbe pensando ad Hansi Flick, attuale tecnico del Bayern Monaco, per la panchina in sostituzione di Andrea Pirlo. Secondo quanto riportato dalla "Bild", infatti, i bianconeri sarebbero in pressione sull'allenatore tedesco, che ha già annunciato l'addio al Bayern a fine stagione, e di avere anche un'offerta da parte di un altro club. Sembrano essere sempre meno, comunque, le chances di vedere Pirlo sulla panchina bianconera in vista della prossima stagione.
  6. non hai capito, per un bel taglio al bilancio si vende Dybala e si fa plusvalenza, non si riscatta Morata e riformiamo la coppia d'attacco degli anni d'oro
  7. bonza deriva dalla "bomba" di mercato di Mosca unito a "renza" (o scoreggia), per indicare che in realtà è una cacchiata
  8. comunque a leggere i comunicati delle società che hanno fatto dietro front, viene a ridere. Tutti a parlare di lavorare per il bene del calcio, per il bene dei tifosi, ecc. ecc.... scusate, ma dove eravate due giorni fa? non stavate lavorando per il bene del calcio e dei tifosi? e ora fate i figlioli prodighi che tornano all'ovile? tipo l'inter che ovviamente è già stata incensata per aver lasciato Agnelli che coerenza
  9. LA RESA DI AGNELLI: 'La Superlega non può andare avanti' del 21 aprile 2021 alle 11:30 13 È durata quarantotto ore l'avventura della Superlega. La serata di martedì, con i no delle sei partecipanti inglesi, ha ucciso sul nascere il progetto. E a poco sono servite le parole di Andrea Agnelli, che aveva garantito un "patto di sangue". A smentirlo, infatti, sono i fatti. LE PAROLE - A fare marcia indietro, ora, è lo stesso presidente della Juve, vice-presidente della Superlega. Intercettato dalla Reuters, il numero uno bianconero ha ammesso: "Il progetto può ancora realizzarsi dopo l'uscita delle inglesi? A essere franchi e sinceri no, evidentemente non è così. Resto convinto della bellezza del progetto, avremmo creato la miglior competizione al mondo".
  10. Andrea Agnelli potrebbe pagare cara, carissima, la brutta figura fatta a livello internazionale con l'annuncio, e poi il clamoroso dietrofront relativo alla partenza della Superlega. Come riportato dal "Corriere della Sera", John Elkann potrebbe sollevare l'attuale presidente della Juventus dal suo incarico, ed affidare la poltrona ad Alessandro Nasi, cugino di Andrea Agnelli e presidente di Comeau, azienda che opera nel campo della robotica industriale. Con Nasi, la Juventus non andrebbe incontro ad un progetto di ridimensionamento, anche se certamente ci sarebbe maggiore attenzione alla situazione economica del club, non proprio florida. Dal punto di vista dirigenziale, inoltre, potrebbero esserci novità, con l'uscita di Pavel Nedved e gli ingressi di 2 ex bianconeri, Del Piero e Trezeguet, che avrebbero anche lo scopo di rendere la Juve meno "arcigna" e "ingessata" agli occhi dei tifosi e degli addetti ai lavori di tutta Europa https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/corsera-alessandro-nasi-presidente-della-juve-al-posto-di-agnelli-ecco-cosa-cambierebbe-554734
  11. Andrea Agnelli potrebbe pagare cara, carissima, la brutta figura fatta a livello internazionale con l'annuncio, e poi il clamoroso dietrofront relativo alla partenza della Superlega. Come riportato dal "Corriere della Sera", John Elkann potrebbe sollevare l'attuale presidente della Juventus dal suo incarico, ed affidare la poltrona ad Alessandro Nasi, cugino di Andrea Agnelli e presidente di Comeau, azienda che opera nel campo della robotica industriale. Con Nasi, la Juventus non andrebbe incontro ad un progetto di ridimensionamento, anche se certamente ci sarebbe maggiore attenzione alla situazione economica del club, non proprio florida. Dal punto di vista dirigenziale, inoltre, potrebbero esserci novità, con l'uscita di Pavel Nedved e gli ingressi di 2 ex bianconeri, Del Piero e Trezeguet, che avrebbero anche lo scopo di rendere la Juve meno "arcigna" e "ingessata" agli occhi dei tifosi e degli addetti ai lavori di tutta Europa https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/corsera-alessandro-nasi-presidente-della-juve-al-posto-di-agnelli-ecco-cosa-cambierebbe-554734
  12. aspetta che la procura federale apra un fascicolo a carico di AA per "sedizione"
  13. da tempo lamentavamo alla società di non far nulla contro l'accanimento mediatico e sportivo nei nostri confronti, 9 anni di vittorie mai riconosciute e sempre infangati; finalmente ha trovato il modo di lasciare questo campionato, non possiamo che ringraziarlo poi vedremo come finirà
  14. e di questa inchiesta del Guardian? https://www.raisport.rai.it/articoli/2021/03/inchiesta-guardian-morti-6500-lavoratori-per-i-mondiali-qatar-2022-09af306a-c453-4c10-9800-47a1b26a3bb4.html#:~:text=Più di 6.500 lavoratori migranti,di calcio 10 anni fa. Più di 6.500 lavoratori morti per i Mondiali in Qatar Lo rivela un'inchiesta del Guardian: provenivano da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka Più di 6.500 lavoratori migranti provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka sono morti in Qatar da quando il paese mediorientale ha ottenuto il diritto di ospitare la Coppa del Mondo di calcio 10 anni fa. Lo rivela il Guardian citando fonti governative. Secondo il quotidiano inglese una media di 12 lavoratori migranti provenienti da queste cinque nazioni dell'Asia meridionale sono morte ogni settimana dal dicembre 2010, quando per le strade di Doha si celebrava la vittoria del Qatar. I dati provenienti da India, Bangladesh, Nepal e Sri Lanka hanno rivelato che ci sono stati 5.927 morti di lavoratori migranti nel periodo 2011-2020. Separatamente, i dati dell'ambasciata pakistana in Qatar hanno riportato ulteriori 824 lavoratori pakistani morti tra il 2010 e il 2020. Il bilancio totale delle vittime potrebbe però essere significativamente più alto, visto che queste cifre non includono i decessi di un certo numero di lavoratori provenienti da paesi come Filippine e Kenya. Non sono inclusi anche i decessi avvenuti negli ultimi mesi del 2020. Negli ultimi 10 anni, il Qatar ha intrapreso un programma di lavori pubblici senza precedenti, in gran parte in preparazione per il torneo di calcio del 2022. Oltre a sette nuovi stadi, sono stati completati o sono in corso dozzine di grandi progetti, tra cui un nuovo aeroporto, strade, sistemi di trasporto pubblico, hotel e una nuova città, che ospiterà la finale dei Mondiali. Sebbene i decessi in questione non siano ufficialmente classificati in base all'occupazione o al luogo di lavoro, è probabile che molti siano avvenuti in questi progetti infrastrutturali per la Coppa del Mondo, afferma Nick McGeehan, direttore di FairSquare Projects, un gruppo di difesa specializzato in diritti dei lavoratori nel Golfo. "Una percentuale molto significativa dei lavoratori migranti che sono morti dal 2011 erano nel paese solo perché il Qatar ha vinto il diritto di ospitare la Coppa del Mondo", ha detto.
  15. oggi (ma già da ieri sera) tutti gli antijuventini esultano, ovviamente il sommo colpevole è Agnelli, mentre Zhang e Gadzidis sono stati circuiti dal sabaudo. Questo la dice lunga. La superlega ha creato scompiglio nell'antijuventismo militante, da giornalacci a vecchie cornacchie (che qualcuno va sempre ad intervistare) come Carraro, Abete o Tavecchio. Ieri a QSVS è pure intervenuto Preziosi... uno che è stato trovato a compare partite e che a differenza di Moggi fa ancora il presidente; e che da juve, milan e inter negli ultimi anni ha incassato 200/300 milioni di euro dai cartellini giocatori... e viene fare la morale. NOn è mancato poi l'autorevole parere di Cassano: "Se ne devono annà". Dopo lo scempio del 2006, la giustizia sportiva con due pesi e due misure, il procuratore federale che mente in commissione antimafia e che ogni tre per due insiste con l'audio scomparso di inter-juve (smentito dall'Aia), e dopo il regolarissimo campionato di quest'anno, con le ASL che decidono chi e quando far giocare, ci mancavano gli ultras della juve (che abbiamo ben conosciuto in questi anni che chi o cosa rappresentano, non certo i tifosi) andare con lo striscione alla Continassa. Io seguo sempre lo stesso principio: se varriale, pistocchi, palmeri, ziliani, zazzaroni, giornalaccio rosa, ecc. si scagliano contro la Superlega allora per noi è la strada da percorrere. Ora staremo a vedere cosa succede, magari la procura federale interverrà sul caso Suarez, giusto per "fargliela pagare"
  16. forse forse il progetto della juve under23 è nato per quello?
  17. ieri sera Franco Ordine ha detto che in assemblea di Lega, Milan, Juve e Inter hanno portato i dati degli ultimi 7 anni, nei quali le tre società hanno versato nelle casse delle squadre di A e B qualcosa come 1 miliardo di euri per cartelli di giocatori. Tutti soldi che poi le squadre hanno investito a loro volta nel mercato.
  18. se ci va bene ci escludono dalla finale di coppa italia perché abbiamo aderito alla superlega nel qual caso si prospettano due possibilità: - vittoria all'atalanta a tavolino, riceveranno così la "coppa di cartone" - finale atalanta-inter, questi riammessi in quanto semifinalisti con la juve. Anche l'inter ha aderito alla superlega MA, visto che la colpa è solo di Agnelli, i milanesi non sono imputabili di alcunché, e per tanto si può disputare una finale ps ovviamente sono ironico, meglio precisare
  19. La SuperLega e la “crociata” mediatica di chi “ama” il calcio di Mauro Bortone | Aprile 19, 2021 Sono stati anni bellissimi quelli vissuti in questo decennio. E l’Italia è un Paese spettacolare più di quanto si riesca a immaginare. Perché non solo ospita un campionato, quello in corso, che “più bello di così non si vedeva da anni”, ma soprattutto perché è bastata la fondazione di una Superlega per scatenare gli improperi di gente ferita nel “romanticismo” sopito nel tempo. È la “crociata” mediatica di chi “ama” il calcio contro chi lo vuole “distruggere”. E i “crociati”, sulla base di congetture consolidate, hanno idee chiare su una competizione che neanche i fondatori hanno definito nei suoi contorni. Però i novelli “oppositori” del calcio moderno sanno tutto. Soprattutto chi è “l’assassino” del calcio o il “mandante”, che non è il maggiordomo, ma, guarda caso, Andrea Agnelli. E c’è pure il movente: “Non riesce a vincere la Champions”. Peccato per gli improvvisati “investigatori” che il regista dell’operazione sia Florentino Perez, uno che tra l’altro qualche Champions l’ha pure vinta e che, stando al teorema, non avrebbe interesse a crearsi a sparigliare le carte. Dettagli. Tra gli oppositori i più curiosi sono alcuni tifosi interisti e milanisti, quelli “confusi” che, da un lato, vorrebbero gridare al “golpe”, ma, dall’altro, sono combattuti perché si sono accorti che dentro al progetto ci sono le loro squadre; e allora prendono tempo. Altri, invece, continuano a gridare al “golpe” ma solo perché non si sono ancora accorti che le squadre per tifano sono dentro al progetto. E si uniscono a quelli che puntano il dito contro Agnelli a priori. “Non ci sono più le vecchie stagioni” direbbero i saggi mentre un coro si alza contro lo strapotere del “vil denaro” che “sminuisce” passioni e sentimenti. Del resto, nella narrazione collettiva dei “ricchi” che vogliono affossare il popolo, ovviamente i “cattivi” sono i 12 “ribelli”, quelli che secondo Gary Neville, hanno compiuto un “atto criminale” mentre i “buoni” sono i noti difensori del popolo. In ordine la Fifa, l’Uefa, i Blatter, i Ceferin, gli Infantino. I soldi per loro sono tema “poco attraente”. Fifa e Uefa da sempre sono più “attente” e “sensibili” allo spettacolo popolare, tanto da organizzare competizioni in luoghi senza alcuna tradizione calcistica e con qualche problema in termini di diritti umani: ma è un dettaglio anche questo. Non è “business”, è “divulgazione dei valori dello sport”. E c’è “divulgazione dei valori dello sport” e “rispetto del calcio del popolo” anche negli scandali per corruzione o nel permettere ad alcune società ben note di bypassare le forche del fair-play finanziario a dispetto di altri club, costretti ad attenersi a regole ferree. Perché le leggi sono uguali per tutti, no? Stessi valori che hanno determinato il prestito di un giocatore con riscatto a 180 milioni e sponsorizzazioni monstre per giustificare l’acquisto di un altro fuoriclasse, gonfiando i fatturati. Il calcio, si sa, è del popolo. Ma il male sono i “dissidenti”. Ce lo dicono Capi di Stato, premier, politici e intellettuali. Pure Maurizio De Giovanni, ospite di casa al Tg Uno, che in nome di numerose fiction ispirate ai suoi romanzi, interviene praticamente su tutto e su tutto ha un’idea. Nello specifico, spiega che questo è i club coinvolti oltre ad essere “indebitati” e quindi poco etici stanno pure “rubando il calcio ai bambini”. E poi “vuoi mettere la bellezza di una partita come Cagliari-Parma?” aggiungono altri “crociati” che spolverano l’esempio che ritengono più calzante a supportare la propria tesi: e infatti la citano a ripetizione addetti ai lavori, giornalisti, opinionisti che poi, però, nelle loro trasmissioni o testate di riferimento dedicano a malapena due minuti o due righe al sommo “spettacolo”. Al “Club” sulla partita più bella del weekend, sulle prodezze di Cerri e company, hanno dedicato ben zero minuti. È un mondo strano. Dove tutto è così bello e popolare da provare fatica anche solo a parlarne. Meglio la moviola, le polemiche, i retroscena. Dettagli, anche qui. In questo quadro ci sono due protagonisti assoluti: 1) Agnelli, il presidente “assente allo stadio”, “lontano dalla Juve”, che mentre la sua squadra rischia di star fuori dalla competizione europea si associa ad altri per crearne un’altra in cui certamente partecipare. E che porta a spasso Ceferin, gli spegne il telefono per non farsi trovare. Un genio del “male”. 2) Mourinho, esonerato dal Tottenham all’indomani del nuovo format: è il primo della nuova Superlega. Mentalità pazzesca. “Eh, ma il calcio è altra cosa” ripetono ancora quelli che passano stagioni intere a definire la serie A “imbarazzante”, dove c’è una squadra che “ruba”, “falsa i campionati”, “gestisce gli arbitri”, vince “scudettini” e “coppette” ma solo “fino al confine”: oggi gli stessi vengono a raccontare che il Sassuolo forse non è più “Scansuolo”, che si potrebbe sopravvivere alle moviole forzate, agli “avvelenatori” seriali spacciati per fonti autorevoli di verità e che quel torneo, dileggiato e mediocre, era bellissimo. In TUTTO. Sostengono da sempre che se non esistesse la Juve, autrice delle “vergogne” possibili e di quelle inenarrabili, la serie A sarebbe un posto migliore. A loro si sta offrendo esattamente ciò che hanno desiderato per anni: un campionato, forse, senza i bianconeri (e le altre del Nord), “regolare”, privo di “sozzure” e “sudditanze”. Dovrebbero essere SuperFelici e invece fanno i SuperOffesi. È un mondo che va al contrario. Una speranza c’è. A Pippo Baudo piace più Juve-Catania che Juve-Real Madrid. Attenzione, dichiarazioni come questa potrebbero rimettere in discussione il progetto
  20. La Superlega e il populismo del pallone di Giusy Fiorito Sarà la JP Morgan a finanziare l’avvio della Superlega: “I club fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19”. I Club fondatori sono 12: Milan, Arsenal, Atlético Madrid, Chelsea, Barcellona. Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid, Tottenham. Si calcola che dovrebbero arrivare a 20, forse addirittura a 32, con 5 club in entrata e in uscita per ogni campionato disputato. La formula dovrebbe essere vicina ai play off, articolarsi in 2 o più gironi da 10 squadre, con match di andata e ritorno, con le prime 3 di ogni girone che accedono ai quarti di finale e la quarta e la quinta classificata dei 2 gruppi che si giocano gli ultimi 2 posti per la fase a eliminazione diretta. Quindi i quarti di finale, le semifinali e la finale in gara unica in campo neutro. La UEFA e la FIFA si sono dichiarate ostili e fioccano minacce di ritorsione, con esclusione da campionati e coppe, alle quali i club fondatori rispondono giudicandole illegali e presentando istanza ai tribunali competenti in conformità con le leggi. Il nodo centrale è quello dei soldi. La levata di scudi contro la Superlega non viene solo da FIFA e UEFA, ma vede accomunati esponenti delle più varie tifoserie con rappresentanti della politica e esponenti delle istituzioni del calcio, improvvisati difensori della sportività e del diritto di tutti a competere. Un populismo del pallone ipocrita, perché da tempo UEFA e FIFA hanno venduto corpo e anima al diavolo e ai soldi degli arabi. Non a caso tra i 12 club fondatori spicca l’assenza del PSG. La mannaia del fair play finanziario ha graziato i club legati ai finanziatori arabi, rei di aver trasgredito abbondantemente con aiuti di stato malcelati le regole, per non parlare dell’organizzazione dei mondiali di calcio del Qatar, viziati dalla corruzione per aver comprato il voto delle federazioni africane e dal grido di dolore di centinaia di lavoratori morti di stenti nel deserto durante la costruzione degli stadi. Uno scandalo noto già da 5 o 6 anni, perciò è tardi per fare retorica. Anche in Italia, paese nel quale sappiamo bene che l’onestà e l’etica sono stati e sono solo il mezzo per togliere di mezzo la Juventus, come è avvenuto nel 2006. E’ inutile girarci attorno. La corsa a imbastire già dal prossimo anno il primo campionato di Superlega ha subito un’accelerazione a causa della pandemia. Si è quantificato in 4 miliardi il danno subito dal calcio e urge correre ai ripari. E’ legittimo pensare che qualcosa debba essere fatto per incrementare i guadagni e dare nuovo impulso al settore, per ripianare i debiti e guardare al futuro con la speranza di salvare il calcio, altro che di farlo morire. In che senso il calcio è di tutti? Tutti sono liberi di giocare, ma a portare il pallone non possono essere sempre gli stessi. Chi può contare su un bacino di utenza maggiore deve salvaguardare i suoi interessi, soprattutto se in patria non fa che subire agguati, conditi di regole trasgredite e trattamenti di favore per le avversarie. Se per il Milan e l’Inter i soldi di JMorgan rappresentano una boccata di ossigeno alla quale non possono non rinunciare, per la Juventus la Superlega rappresenta anche l’uscita dall’assedio infinito dell’antijuventinismo militante. La stampa italica attacca la sola Juventus, attribuendole l’intera paternità della Superlega, quando Milan e Inter sono anch’essi club fondatori. I tifosi bianconeri temono di non riuscire a reggere l’urto con il Real Madrid o il Manchester U, di vedere la Juventus ridotta a Cenerentola d’Europa. Ma il gioco vale la candela. La Juventus ha una tifoseria sterminata, che merita di vedere investiti nella Juventus i soldi che tira fuori per seguire in televisione le partite della Juventus. I fondi che JMorrison farebbe arrivare ai club di Superlega è previsto siano resi attraverso i guadagni derivati dai diritti televisivi e secondo alcune ipotesi la Superlega potrebbe addirittura autogestirli. Darwin ci ha insegnato che non è l’ambiente a adattarsi agli esseri viventi, ma il contrario. Dal mondo greco abbiamo imparato che la parola crisi può avere anche un significato positivo. L’evoluzione, il cambiamento, fanno parte della vita. Chi non ne è capace è destinato a soccombere.
  21. infatti ho premesso che è una "bonza", però è anche vero che se la juve deve fare plusvalenza il nostro portiere è uno dei pochi appetibili a prezzi contenuti, puoi venderlo a 25/30 milioni e sono quasi tutti plusvalenza ormai poi se lo cambiamo con Donnarumma o rientra in porta Gigione lo vedremo
  22. bonza a qsvs, lo juventino Giordano Minschi sostiene che, da "fonte certa", la juve ha trovato l'accordo con Donnarumma: 9.5/anno+bonus, + 20 milioni a Raiola, +1 al padre
  23. ieri sera a QSVS ho sentito Franco Ordine dire che Florentino Perez avrebbe concesso a Zhang il posticipo del pagamento del cartellino di Hakimi tramite la mediazione di Agnelli, proprio in ottica della fondazione superlega quindi da una parte noi ci insultiamo, dall'altra loro fanno affari e favori, la cosa ovviamente non mi sorprende
  24. vediamo che ne pensano i nemici: dite che con la superlega, i club potranno decidere i giornalisti che potranno accedere e quelli che invece non sono graditi?
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