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CRAZEOLOGY

Tifoso Juventus
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  1. Cinema. Per molti il calcio è come il cinema. Una passione senza risvolti filosofici/ideologici/sociali.
  2. Avvistato ubriaco perso alla festa scudetto dell'Inter a Milano. Tutto nudo, sudato marcio, e con solo un bandierone a mò di pareo, a coprire le vergogne.
  3. Dalle dichiarazioni che ho appena ascoltato, sembra uno che sta cercando una scusa per togliere le tende. Ha capito che l'anno prossimo forse avrà una squadra peggiore di questa, perché sopra di lui ci sono Comolli e Elkann. Dove vuoi andare...
  4. Boh... Non so... Per migliorare forse un modo ci sarebbe anche, pure con questi giocatori da avanspettacolo. Bisognerebbe unire due elementi, ossia metterli insieme, per poter cambiare proprio la tipologia delle prestazioni.
  5. "Jakyyyyyyyyyyy! Prepara i piccioli! Devi cacciare li sordiiiiii! Se non vuoi metterli di tuo, venditi i quadri che ti sei infrattatooooo!"
  6. Faremo la EL se yakety-yak mette gli spicci. Perché ho paura che se non li mette deve portare i libri in tribunale, o quasi.
  7. E' molto peggio di così. Stamani ho scritto un articolo per GLMDJ, ma non sapevo che oggi, contro chi, e a che ora, giocava la Juve. Siamo ormai a questi livelli. L'ho scoperto due minuti fa da Dagospia, perché stavo leggendo un articolo interessante sulla Cina, e sono stato attratto da una foto della Roma... Ha ammazzato la Juve e ha ammazzato il nostro tifo per la Juve. Sono indifferente. L'unica cosa che mi fa sogghignare, è che il fenomeno probabilmente dovrà tirare fuori altra grana, perché le cose si mettono male. Guardo or-ora il televideo (sono appassionato del vintage ), e vedo che siamo sesti insieme al Como. Ho scritto COMO. Non, Ajax. "Oye COMO va mi ritmo, bueno pa' gozar, mulata! " (Ascolta come va il mio ritmo. Ottimo per divertirsi, mulatta!) (- Oye como va - Abraxas - Carlos Santana - 1971 -) Mannaggia a lui e a chi non lo sbatte in galera.
  8. Sceprovovà... E sbaglierò sicuramente eh. Ma gioco lo stesso, visto che è gratis. 1- Francia e Spagna credo che siano forti, e facciano sempre la loro porca figura. 2- Argentina, Germania, e altro. Perché l'Argentina ha incassato da poco e penso che si limiterà ad una partecipazione senza infamia e senza lode. Mi sbaglio sicuramente eh. La Germania perché di solito è sempre solida, anche quando non è al top, e allora per la legge del contrappasso magari stavolta non è abbastanza forte da arrivare in fondo. Mi sbaglio sicuramente eh. Altro, perché è ovvio che se non vinci deludi, quindi tutte le small sono solo per fare numero, ed essendo scarse, deluderanno. 3- Manca una cosa importante, il terzo quesito. La squadra che si tifa. Io tifo Portogallo, ma solo se convocano CR7, perché se lo meriterebbe. Hanno accompagnato Messi a quello scorso, possono trafficare di nuovo e accompagnare anche Cristiano. Per me è tutto un teatro, una menata, non ci credo più, quindi che almeno la sceneggiatura sia "giusta", ecco. Ma non vincerà credo. Non è abbastanza forte. Poi tifo - Haiti - Curacao - Capo Verde - Uzbekistan - Panama (perché mi piace il cappello bianco, con banda nera...) Perché queste sono come lammèrda che gira nei tubi, fanno numero, li hanno presi solo per quello, per fingere una democrazia del calcio che non esiste. Una specie di beneficienza fatta solo per immagine. Infantino, ammazzati di botte da solo. E allora io tifo lammèrda. Perché boicotto tutto. E vabbè, lo sapete come sono fatto. 4- Mancherebbe forse ancora un quesito. La squadra rivelazione. Che non vince, ma sorprende. Io la butto lì a casaccio, scrivo Iran. Saranno dei pipponi, ma cercheranno di non sbatterli fuori troppo in fretta per motivi di equilibrio politico-internazionale. Ovviamente tutte 'ste previsioni da complottisti della domenica sono errate. Ma mi son divertito 10 minuti a partecipare.
  9. Per non dimenticare. 28 set 2012 Oliviero Beha per "Il Fatto Quotidiano" Invano ho cercato ieri sui giornali (con qualche lodevole eccezione, troppo spesso però attribuibile al derby "Pro o contro la Juve") le notizie sul caso Moggi-Telecom. O erano marginali, o non c'erano proprio, specie su quotidiani che su Calciopoli hanno campato per anni con strilli e strillazzi. Che strano, il famoso o famigerato scontro tra i cosiddetti "giustizialisti" e i loro avversari "garantisti" qui non si è svolto per nulla... Silenzio. Silenzio sulle notizie dal tribunale di Milano (aula bunker di San Vittore) a proposito dell'investigatore privato Emanuele Cipriani che ha deposto con chiarezza sulle spiate e i dossieraggi nei confronti di Moggi, la Gea e altri del mondo del calcio su commissione dell'Inter. L'aveva già dichiarato Giuliano Tavaroli, responsabile della sicurezza Telecom e Pirelli made by Tronchetti-Provera, sponsor della squadra di Moratti, qualche settimana fa. Tavaroli che ha patteggiato 4 anni... Adesso anche il suo braccio operativo confessa... Sembrerebbe tutto vero, dunque, nella più ampia vicenda spionaggio/Telecom che comprende anche un suicidio "eccellente", quello del manager security-Telecom, Adamo Bove, che nel luglio 2006, in pieno scandalo di Calciopoli allora ancora Moggiopoli e non collegabile all'affare Telecom, si butta "stranamente" di sotto dalla tangenziale di Napoli all'ora di pranzo. Dunque viene fuori che Moggi and company venivano spiati illegalmente già negli anni precedenti allo scoppio del clamoroso scandalo (ricordate, vero, "il più grande scandalo della storia del calcio" secondo acuti commentatori italiani e stranieri, scesi giù dal pero per l'occasione...): anche a un bambino verrebbe il dubbio che quelle intercettazioni illegali, ripeto illegali quindi fuori da ogni dibattito sulle intercettazioni disposte da un giudice, abbiano qualcosa a che vedere con la storia successiva di Calciopoli tutta basata sulle intercettazioni di varie Procure italiane. Quindi possano risultare interessanti soprattutto se collegate nel tempo, nelle persone, nei moventi. Possibile luce sui misteri pendenti. Ovvio che la Federcalcio tra una prescrizione e l'altra, rimangiandosi ogni dichiarazione sull'etica e la lealtà sportiva come fossero carciofini, voglia mettere tutto a tacere. Per il potere federale che si regge sui grandi club, quorum Inter e quorum una Juve che non ha voluto far chiarezza per via delle faide interne che sono alla vera origine di Moggiopoli, questi sono fastidi, notizie da non dare. E poiché il potere politico-sportivo si regge sul potere politico-economico tout court, logico che l'omissione/omertà espanda un'ombra generalizzata su tutto ciò. Le prove generali di tale omissione/omertà le feci nei due anni passati a commentare la domenica sul tg3 delle 19 fatti e misfatti di sport e costume (2008-2010). Quando parlavo di Moggi e chiedevo più verità senza dispensare assoluzioni o condanne, semplicemente perché troppe cose non tornavano, non c'era mai riscontro di ciò che dicevo sui media, salvo poche eccezioni e la "resistenza" sul web. Ero circondato da un alone di sopportazione. Il pazzoide temerario di turno. Era il tg3 della egregia Berlinguer, che a detta sua "non sa proprio nulla di sport", ma evidentemente abbastanza anche di riporto per cacciarmi senza motivazioni (sono in causa per questo). Adesso vedo che naturalmente la storia si ripete, e campioni della difesa della legalità, evidentemente spacciata sempre e solo come merce, fanno passare la storiaccia Cipriani/Tavaroli sotto silenzio solo perché si tratta di Moggi, ovvero un noto "capomafia" almeno secondo la vulgata. Ahimé, temo che la deontologia professionale e l'onestà intellettuale pretendano un atteggiamento assai diverso. La ricerca della verità non tifa per Moggi o per Facchetti o per Agnelli o per Moratti ecc., non si attiene a criteri di comodo, non fa di cognome Berlinguer o qualunque altro...E non è un caso che come Paese siamo oggi ridotti così, grazie anche al concorso fenomenale di responsabilità e ormai di colpa di un'informazione che o urla (in ritardo) o tace. Bravi, davvero. Ciao Oliviero, ovunque tu sia, ci manchi. E' stato un piacere poter chiacchierare un po' con te, quella volta che ci siamo incontrati. Avevi dato fastidio a qualcuno anche lì, e ti avevano boicottato, eravamo pochissime persone, meno di dieci, ma io c'ero perché ti avevo trovato ugualmente. Mentre guardi da lassù il disastro che siamo diventati, più ancora di quando te ne sei andato, se puoi prova a mettere una buona parola per aiutarci a risolvere questo disastro.
  10. Per non dimenticare. 28 set 2012 Oliviero Beha per "Il Fatto Quotidiano" Invano ho cercato ieri sui giornali (con qualche lodevole eccezione, troppo spesso però attribuibile al derby "Pro o contro la Juve") le notizie sul caso Moggi-Telecom. O erano marginali, o non c'erano proprio, specie su quotidiani che su Calciopoli hanno campato per anni con strilli e strillazzi. Che strano, il famoso o famigerato scontro tra i cosiddetti "giustizialisti" e i loro avversari "garantisti" qui non si è svolto per nulla... Silenzio. Silenzio sulle notizie dal tribunale di Milano (aula bunker di San Vittore) a proposito dell'investigatore privato Emanuele Cipriani che ha deposto con chiarezza sulle spiate e i dossieraggi nei confronti di Moggi, la Gea e altri del mondo del calcio su commissione dell'Inter. L'aveva già dichiarato Giuliano Tavaroli, responsabile della sicurezza Telecom e Pirelli made by Tronchetti-Provera, sponsor della squadra di Moratti, qualche settimana fa. Tavaroli che ha patteggiato 4 anni... Adesso anche il suo braccio operativo confessa... Sembrerebbe tutto vero, dunque, nella più ampia vicenda spionaggio/Telecom che comprende anche un suicidio "eccellente", quello del manager security-Telecom, Adamo Bove, che nel luglio 2006, in pieno scandalo di Calciopoli allora ancora Moggiopoli e non collegabile all'affare Telecom, si butta "stranamente" di sotto dalla tangenziale di Napoli all'ora di pranzo. Dunque viene fuori che Moggi and company venivano spiati illegalmente già negli anni precedenti allo scoppio del clamoroso scandalo (ricordate, vero, "il più grande scandalo della storia del calcio" secondo acuti commentatori italiani e stranieri, scesi giù dal pero per l'occasione...): anche a un bambino verrebbe il dubbio che quelle intercettazioni illegali, ripeto illegali quindi fuori da ogni dibattito sulle intercettazioni disposte da un giudice, abbiano qualcosa a che vedere con la storia successiva di Calciopoli tutta basata sulle intercettazioni di varie Procure italiane. Quindi possano risultare interessanti soprattutto se collegate nel tempo, nelle persone, nei moventi. Possibile luce sui misteri pendenti. Ovvio che la Federcalcio tra una prescrizione e l'altra, rimangiandosi ogni dichiarazione sull'etica e la lealtà sportiva come fossero carciofini, voglia mettere tutto a tacere. Per il potere federale che si regge sui grandi club, quorum Inter e quorum una Juve che non ha voluto far chiarezza per via delle faide interne che sono alla vera origine di Moggiopoli, questi sono fastidi, notizie da non dare. E poiché il potere politico-sportivo si regge sul potere politico-economico tout court, logico che l'omissione/omertà espanda un'ombra generalizzata su tutto ciò. Le prove generali di tale omissione/omertà le feci nei due anni passati a commentare la domenica sul tg3 delle 19 fatti e misfatti di sport e costume (2008-2010). Quando parlavo di Moggi e chiedevo più verità senza dispensare assoluzioni o condanne, semplicemente perché troppe cose non tornavano, non c'era mai riscontro di ciò che dicevo sui media, salvo poche eccezioni e la "resistenza" sul web. Ero circondato da un alone di sopportazione. Il pazzoide temerario di turno. Era il tg3 della egregia Berlinguer, che a detta sua "non sa proprio nulla di sport", ma evidentemente abbastanza anche di riporto per cacciarmi senza motivazioni (sono in causa per questo). Adesso vedo che naturalmente la storia si ripete, e campioni della difesa della legalità, evidentemente spacciata sempre e solo come merce, fanno passare la storiaccia Cipriani/Tavaroli sotto silenzio solo perché si tratta di Moggi, ovvero un noto "capomafia" almeno secondo la vulgata. Ahimé, temo che la deontologia professionale e l'onestà intellettuale pretendano un atteggiamento assai diverso. La ricerca della verità non tifa per Moggi o per Facchetti o per Agnelli o per Moratti ecc., non si attiene a criteri di comodo, non fa di cognome Berlinguer o qualunque altro...E non è un caso che come Paese siamo oggi ridotti così, grazie anche al concorso fenomenale di responsabilità e ormai di colpa di un'informazione che o urla (in ritardo) o tace. Bravi, davvero. Ciao Oliviero, ovunque tu sia, ci manchi. E' stato un piacere poter chiacchierare un po' con te, quella volta che ci siamo incontrati. Avevi dato fastidio a qualcuno anche lì, e ti avevano boicottato, eravamo pochissime persone, meno di dieci, ma io c'ero perché ti avevo trovato ugualmente. Mentre guardi da lassù il disastro che siamo diventati, più ancora di quando te ne sei andato, se puoi prova a mettere una buona parola per aiutarci a risolvere questo disastro.
  11. Il grosso problema nostro è che per avere un rigore a favore bisogna arrivare nell'area avversaria.
  12. Buona davanti, sembra proprio una maglia della Juve. Brutta dietro. E' praticamente solo bianca, con alcune strisce sul fondoschiena. Rimandata a settembre, e poi promossa col 6.
  13. Capisco. E parzialmente concordo. Però: 1- Dipende anche da chi è il commissario. Ovvio che con Drive Reds sarebbe finita come poi in effetti è finita. Uno che stava nel cda dell'Inter voglio dire... Ma se metti un altro tipo di persona, forse qualcosa succede. Forse eh. Molto forse. 2- Sul discorso della vittima, anche qui dipende da una serie di fattori. La realtà è che se c'è una vasta gamma di potenti/potentati, che non sono contenti della situazione attuale (per motivi massonici/politici/economici/ricattatori o simili), e hanno la forza di contrapporsi con violenza, la vittima non serve. Gli fanno il mazzo e basta. Siamo in Italia, mica in una democrazia. O al massimo ne costruiscono una a tavolino di vittima. Costruita una scenografia e un copione, potenzialmente può cominciare la recita. In fondo un po' di nemici se li sono fatti. E spetterà poi agli sleepers (i nemici oggi nascosti nell'ombra) accodarsi alla guerriglia e dare il loro morso al cadavere, come le tante iene fecero con noi nel 2006, o come fecero con la viola di Cecchi Gori e il suo piccolo impero. Detto questo, ovvio che sarà molto difficile. 3- Poi c'è anche un altro fattore. Che per ora non è misurabile o quantificabile in nessun modo. Ossia i voltagabbana a vario titolo. Nella vita, nel mondo, da sempre, quando la situazione si fa difficile, c'è sempre chi al momento giusto scende dal carro. E a volte, quelli più scaltri, si danno un prezzo e si vendono al nemico. E' successo pure al contrario, anche con qualche Juventino vip nel 2006, rancoroso della prima ora, poi diventato improvvisamente e "lautamente" muto (ex-giocatori, giornalisti, politici, ecc). Il celebre "tengo famiglia" insomma. Detto questo, non sono ottimista. E non solo su cosa gli succederà, ma sul totale della situazione. Li possono sbattere anche in B e farli stare lì per 10 anni, ma non vedo garanzie per poter guardare mai più un campionato che abbia una parvenza di regolarità. Sarebbe solo l'ennesima guerra tra bande, con un nuovo equilibrio, a cui ne seguirà un 'altra magari tra altri 15 anni. E' tutto un grosso cesso. L'Italia non è culturalmente pronta a volere qualcosa di giusto e pulito. Siamo divisi e trafficoni dentro.
  14. Mai creduto a questastronzata, perché era già tutto deciso, tuttavia se fosse vero, rendiamoci conto del livello del "consulente" che ha convinto il fenomenale Cobolli. Vocalelli, avesse detto Kissinger...
  15. Florentino l'ha toccata piano eh....
  16. Almeno parzialmente si. E di sicuro si è garantito la schermatura da eventuali forti critiche giornalistiche - sulle faccende ereditarie, - sullo sbaraccamento del mondo industriale che sta portando avanti da tempo, - sulla parziale vendita del giornale stesso (segno di disaffezione verso il territorio, che ora invece formalmente non esiste più, visto che in parte rimane suo) Inoltre, mantenendo un piede dentro, si è garantito la possibilità di riacquisire il giornale totalmente, magari per quattro spicci, se i nuovi editori falliscono nella loro impresa.
  17. FLASH! - CHE CI FACEVANO STAMANE ALL’HOTEL "PARCO DEI PRINCIPI" DI ROMA IL PRESIDENTE DELL’INTER, BEPPE MAROTTA, INSIEME AL SUO AVVOCATO ANGELO CAPELLINI IN COMPAGNIA DELL’AVVOCATO DELLA FIGC, GIANCARLO VIGLIONE, BRACCIO DESTRO DELL’EX PRESIDENTE GRAVINA…CHIAMATO APPENA IERI DALLA PROCURA MILANESE PER L’INCHIESTA RELATIVA AGLI ARBITRI CHE COINVOLGE PROPRIO LA SQUADRA NERAZZURRA? AH, SAPERLO... https://www.dagospia.com/sport/flash-ci-facevano-stamane-all-hotel-parco-dei-principi-roma-presidente-473891
  18. LA FAMIGLIA AGNELLI HA CREATO UNA FONDAZIONE SENZA SCOPO DI LUCRO PER RESTARE SOCIO DI MINORANZA, CON UNA QUOTA DEL 20%, DEL QUOTIDIANO “LA STAMPA” CEDUTO AL GRUPPO SAE: SI CHIAMERÀ “FONDAZIONE 9 FEBBRAIO 1867”, NOME CHE FA RIFERIMENTO ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DEL PRIMO NUMERO DELLA "giornalaccio rosa PIEMONTESE" CHE IN SEGUITO, DAL 31 MARZO 1895, HA ASSUNTO IL NOME ATTUALE “LA STAMPA” - CON LA QUOTA DI MINORANZA, CHE NON IMPLICA RESPONSABILITÀ DI GESTIONE, LA FAMIGLIA AGNELLI PARTECIPA AL NUOVO PROGETTO EDITORIALE PER GARANTIRE L'IDENTITÀ E IL POSIZIONAMENTO DEL QUOTIDIANO… https://www.dagospia.com/media-tv/famiglia-agnelli-crea-fondazione-scopo-lucro-per-restare-socio-minoranza-473811
  19. LA FAMIGLIA AGNELLI HA CREATO UNA FONDAZIONE SENZA SCOPO DI LUCRO PER RESTARE SOCIO DI MINORANZA, CON UNA QUOTA DEL 20%, DEL QUOTIDIANO “LA STAMPA” CEDUTO AL GRUPPO SAE: SI CHIAMERÀ “FONDAZIONE 9 FEBBRAIO 1867”, NOME CHE FA RIFERIMENTO ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DEL PRIMO NUMERO DELLA "giornalaccio rosa PIEMONTESE" CHE IN SEGUITO, DAL 31 MARZO 1895, HA ASSUNTO IL NOME ATTUALE “LA STAMPA” - CON LA QUOTA DI MINORANZA, CHE NON IMPLICA RESPONSABILITÀ DI GESTIONE, LA FAMIGLIA AGNELLI PARTECIPA AL NUOVO PROGETTO EDITORIALE PER GARANTIRE L'IDENTITÀ E IL POSIZIONAMENTO DEL QUOTIDIANO… https://www.dagospia.com/media-tv/famiglia-agnelli-crea-fondazione-scopo-lucro-per-restare-socio-minoranza-473811
  20. Io invece credo che il tifo organizzato farebbe qualunque cosa per difenderci, pesantemente, in ogni dove, con ogni mezzo, contro tutto e contro tutti. Basta solo che qualcuno paghi.
  21. Un conto è tifare se stessi, un conto è tifare Juventus. C'è una grossa differenza sul senso di appartenenza. Per esempio, i campionissimi che citi tu, hanno accettato la B serenamente. E Platini anche molto più di Del Piero, nonostante fosse presidente Uefa, e nonostante ci fosse già lo scandalo Telecom su tutti i giornali. E ha continuato sulla stessa linea per anni e anni. "L'esposto Uefa contro l'Inter fatto dalla Juventus? Agnelli avrebbe potuto risparmiare il francobollo". Vive del mito che è stato come giocatore. Ci ha pensato il karma a metterlo nei guai, da cui è uscito solo da poco. Esattamente come è per la Juve, con le sentenze che dicono che i campionati sono regolari ma rubiamo sempre lo stesso a prescindere e tutti ricordano solo quello, anche lui ne è uscito pulito, ma tutti ricordano che era un trafficone sporco della Uefa. E ancora oggi, visto che va in giro con Elkann, evidentemente non ci ha capito nulla. Un esempio, se fosse stato in vita Sivori, la Juve sarebbe andata in B lo stesso, ma si sarebbe fatto sentire come un'aquila. Non avrebbe accettato in silenzio. Troppo facile essere bandiera solo quando le cose vanno bene... Troppo facile essere della Juve quando firmi autografi, fai i selfie, scrocchi cene e soggiorni, o ti danno un lauto stipendio a fine mese. Essere miti del calcio non vuol dire essere anche grandi persone nella vita, con principi sani, e testa sulla spalle. Poi ognuno la pensi pure come vuole. Io ho imparato a separare le due cose. Anche se mi fa molto male.
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