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Socrates

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di Socrates

  1. Serie A 2020-2021 - 14^ Giornata di Ritorno - Domenica 25-04-2021 (ore 15:00) FIORENTINA - JUVENTUS .......... . ........ 1-1 Dusan Vlahovic (rigore) 29' Álvaro Morata 46' 14^ giornata di ritorno Domenica, 25 aprile 2021 - ore 15:00 Stadio Artemio Franchi - FirenzeArbitro: Davide Massa CLASSIFICA DI SERIE A
  2. 7 anni fa ci lasciava Vujadin Boskov, grande allenatore ma anche mago delle metafore. Fra le squadre da lui allenate ci sono state il Real Madrid, la Roma, la Sampdoria e il Napoli. Durante la sua carriera si distinse per le sue frasi sintetiche, ironiche e a volte lapalissiane, aforismi entrati nella cultura generale del mondo calcistico italiano. Eccone alcune: Rigore è quando arbitro fischia Testa di calciatore buona solo per portare cappello Partita durare finché arbitro non fischia Pagliuca uscì di porta come cervo esce di foresta Questa partita la possiamo vincere perdere o pareggiare Se vinciamo siamo vincitori se perdiamo siamo perditori Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0 Gullit é come cervo che esce di foresta Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili La zona? Un brocco resta un brocco anche se gioca a zona Nel calcio c'é una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono Se uomo ama donna piú di birra ghiacciata davanti la televisione con finale champions, forse vero amore ma no vero uomo Un grande giocatore vede autostrade dove altri vedono solo sentieri Mia grossa preoccupazione é prendere un gol meno di avversario Pallone entra quando Dio vuole Perché noi siamo noi y loro sono loro Io pensa che per fare gol bisogna tirare in porta Giocatore deve controllare pallone con due occhi e con due occhi giocatore avversario Allenatori come cantanti lirici. Sono molti e anche bravi ma solo due o tre potere cantare alla Scala di Milano Se cacciatore spara male, lepre puó scappare Se metto in fila tutte le panchine che ho occupato, potrei camminare chilometri senza toccare terra Se tu perde partita 4-1 e fai vedere solo replay di tuo gol, tu puoi anche chiamare trionfo ma resta sconfitta Squadra che vince scudetto é quella che ha fatto piú punti Tu ricorda molto Aristoteles quando chiedeva a Oronzo Caná di entrare dentro campo Io pensa che tua testa buona solo per tenere cappello Un due a zero é un due a zero e quando fai un due a zero vinci Se tu compra Ronaldo solo per scudetto é come tu compra Belen solo per bacetto Se io slego mio cane, lui gioca meglio di Perdomo (giocatore all'epoca del Genoa) Io non dire che Perdomo gioca come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane Squadra che vince non si cambia In campo sembravamo turisti ma per entrare in stadio non avere pagato biiglietto Scendete in campo e sparpagliatevi Senza dissiplina vita é dura No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area Meglio perdere 4-0 che 5-0 Rigore é quando arbitro dá, non quando guardalinee dá Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma pure compagni Quando avversari segnare c'é sempre distrazione difensori Non si possono prendere quattro gol contro chi superano tre volte nostra metacampo Allenatore deve essere maestro, amico e poliziotto Dopo pioggia viene sole Questa volta o li dormiamo o ci dormono Piú bravi di Boskov sono quelli che stanno sopra di lui in classifica
  3. Inter-Verona, partita giocata pochi giorni fa in cui é stato annullato in maniera molto dubbia un gol al calciatore veronese Faraoni per presunto fallo su Handanovic.
  4. 28 aprile 1940 - Primo gol in bianconero per Carlo Parola, Mister Rovesciata! Il grande "Carletto" é diventato famoso per questa sua prerogativa, tanto da diventare l'emblema delle figurine Panini. Nato e deceduto a Torino (20 settembre 1921 - 22 marzo 2000), Carlo Parola ha giocato nella Juventus come difensore dal 1939 al 1954, 339 presenze e 11 reti. 2 scudetti e 1 coppa Italia. Terminata la carriera da calciatore con l'ultima stagione (la 1954-1955) alla Lazio, Parola divenne allenatore. Dal 1959 al 1962 e dal 1974 al 1976 allenó la Juventus, vincendo 3 scudetti e 2 coppe Italia. Morì settantottenne, dopo una lunga malattia e in povertà, lasciando la moglie e un figlio; venne inumato nel cimitero Parco di Torino. Indimenticabile Carletto e la sua rovesciata!
  5. L’enigma futuro Juve tra Pirlo, Allegri e il destino del management ................... il tema della panchina della Juventus continua ad aleggiare alla Continassa come un fantasma di cui la società si sta occupando senza far trapelare nulla. Andrea Pirlo, dopo le sue dichiarazioni post Fiorentina-Juventus, ha lasciato intendere di essere consapevole che la società non può essere certamente soddisfatta del suo lavoro. Nel frattempo, la sua percentuale di permanenza per la prossima stagione scende al 9,89% stando alle dichiarazioni di Luca Momblano nella live odierna di Jb Like. Sembra quindi non dipendere oramai dalla qualificazione in Champions League il futuro di Andrea Pirlo come allenatore della prossima. È intuibile da come la società si è mossa in questi ultimi anni che non saranno certamente le ultime cinque giornate di campionato a determinare la scelta. Il nome di Massimiliano Allegri sembra ad oggi quello più credibile, ma, come afferma Momblano, restano diversi nodi da sciogliere: l’allenatore livornese infatti verrebbe alla Juventus al di là della qualificazione in Champions. L’unica cosa che pretenderebbe Allegri per un suo eventuale ritorno in bianconero è la possibilità di svolgere un ruolo alla Ferguson, ossia avere un ruolo decisionale centrale nella strutturazione di una Juventus del futuro. ............... «Un anno di contratto a Chiellini è la terza cosa che metterebbe sul piatto Allegri, tra lui e Bonucci sarebbe più in dubbio il secondo», ma prima di tutto la panchina di Allegri sembrerebbe dipendere dalla permanenza o meno di determinati elementi della dirigenza, per questo motivo è fondamentale capire chi dei tanti in scadenza a giugno tra cui Fabio Paratici e Pavel Nedved, continuerà il suo percorso nella Juventus. Articolo completo -> https://bit.ly/2QHjQ7s
  6. Juve: Allegri in, Paratici and Nedved out? Apr 28, 2021 There are growing speculations suggesting Massimiliano Allegri will return to Juventus, but if that happens, the Old Lady may part ways with Fabio Paratici and Pavel Nedved. The Tuscan tactician was sacked in 2019 despite having one year remaining in his contract. He had won 11 trophies in five seasons and reached the Champions League Final twice. He's always had a good relationship with President Andrea Agnelli, who he also met earlier in April. However, the same can't be said of Pavel Nedved and Fabio Paratici, who pushed for Agnelli to sack Allegri back in 2019. According to Il Corriere della Sera, the vice president even threatened he would have left if Allegri had stayed. ............... The Exor shareholders'meeting on May 27 is the critical date to understand his future with the club. Continue -> https://bit.ly/3nuAeEj
  7. Illusione Juve: la squadra che non c’è mai stata C’è poco da salvare in questa Juve alla canna del gas nella rincorsa Champions, che sente il fiato sul collo delle inseguitrici: è una squadra in cui sembrano difettare le motivazioni necessarie per uno spunto finale che le riconsegni l’orgoglio perduto nella stagione in cui abdica e ammette la fine del proprio dominio. ................................. Certo, Pirlo ha colpe evidenti: anche nella sfida contro la Fiorentina ha mostrato letture sbagliate, proponendo una formazione in discontinuità con quella delle precedenti partite e cercando sperimentazioni che a poche giornate dal termine del campionato non hanno più senso. Nel corso dell’anno poi, le sue idee di calcio fluido, al netto di assenze importanti e di una rosa senza alcuni tasselli, sono parse troppo cervellotiche e poco adatte agli uomini a propria disposizione: e dentro la confusione tattica non ha saputo trasmettere quanto meno uno “spirito” bianconero capace di andare oltre i limiti e le difficoltà del momento. Ma pensare che Pirlo sia l’unico problema della Juve, oltre ad essere riduttivo, è anche anacronistico: innanzitutto perché non si è “messo da solo” sulla panchina bianconera, e questo rimanda a un delirio di onnipotenza e presunzione che ha attraversato anche la società in questi anni, convincendo di un gap tale da poter evidentemente vincere sempre e comunque. I fatti dicono che non era così: già da tre anni, infatti, dall’ultima stagione di Allegri, la squadra aveva mostrato evidenti segni di flessione fisica, mentale e motivazionale. A questo si aggiungono l’impoverimento tecnico del centrocampo e il logorio di uomini chiave della rosa. In sostanza, al di là del destino di Pirlo che pare ormai chiaro (visto che anche il diretto interessato ha ammesso come la società non sia contenta dei risultati), l’errore è non pensare come accaduto nel passaggio tra Allegri e Sarri e poi tra quest’ultimo e il tecnico bresciano che basti cambiare un uomo per ottenere risultati diametralmente opposti: non esistono salvatori della Patria, che hanno il tocco magico e trasformano d’incanto gente come Ramsey, Bentancur o Bernardeschi (per fare qualche esempio) in Modric, Kroos e De Bruyne. Serve un cambio tecnico (possibilmente un uomo che resti almeno un triennio sulla panchina) ma c’è, allo stesso tempo, la necessità di un cambio profondo di uomini, di mettere in piedi una squadra che risponda a logiche sostenibili, con caratteristiche differenti e motivazioni forti. La verità di oggi, infatti, al di là di farlocche tabelle, è che abbiamo raccontato per un anno intero una Juve che non esiste e non è mai esistita, ovvero una squadra che ha smarrito i valori e i tratti che tutti le riconoscevamo, che non ha un’anima da “fino alla fine” e che non è mai stata davvero in corsa per il campionato, che non ha duellato per lo scudetto: e ora che tutto porta a un obiettivo dichiarato al ribasso gli uomini che compongono la rosa mostrano l’incapacità di sapersi settare su un approccio diverso, per cui è richiesto di doversi sbattere e lottare punto a punto per ciò che appariva scontato e, invece, tanto scontato non era. Articolo completo -> https://bit.ly/3tVVZzm
  8. La mentalitá vincente che occorre per raggiungere gli obiettivi
  9. Milan, dallo scudetto all'Europa League?
  10. Socrates

    ALVARO MORATA

    Morata: "Fosse per me resterei qui a vita" "Io sono un calciatore professionista, devo dare il massimo finché sto qui. Tutti sanno che io giocherei qua a vita se avessi la possibilità, ma il calcio è un 'negocio', è un business, e noi a volte non abbiamo tanta possibilità di scegliere o non sta nelle nostre mani. Io sono contento qua, abbiamo una finale ancora da vincere, bisogna puntare a quello e non avere altri pensieri in testa".
  11. Ma Rummenigge ha giocato nell'Inter? Ah ora si spiega tutto .....
  12. Il figlio di Pirlo rivela minacce di morte Nicolò Pirlo, figlio dell'allenatore della Juventus Andrea, ha mostrato messaggi di morte destinati a lui e a suo padre e ha spiegato che li riceve quotidianamente. Il tecnico bianconero ha faticato alla sua prima stagione all'Allianz Stadium. Suo figlio ha ora rivelato di essere il destinatario di messaggi spiacevoli da presunti tifosi della Juventus. Il ragazzo ha allegato uno screenshot di uno dei numerosi messaggi ricevuti nelle ultime ore, sul quale c'é scritto: "Devi morire con tuo padre". Lapo Elkann ha mostrato solidarietá ad Andrea Pirlo e a suo figlio Nicolò dopo i terribili messaggi ricevuti da quest'ultimo. "Andrea Pirlo, sono con te", ha twittato Lapo. "Non si tocca mai la famiglia."
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