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Paulo Sousa 6

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di Paulo Sousa 6

  1. m***a,speriamo di beccare la prima scelta almeno quest'anno
  2. Questo fantomatico motore low cost della F1 dovrebbe essere o Ilmor o Aer
  3. Si graficamente ci siamo,però è già da un po' di anni senza nessuna variazione.
  4. Eh si le 3 strisce saranno sui fianchi,bello come sempre il merchandising da allenamento
  5. Anche la Mercedes pensa di alzare il tiro rivoluzionando forse l'anteriore della monoposto: F1 | Mercedes: la nuova sospensione cela una rivoluzione Tecnica 21.11.2015 | 11:3028 32Like 0+1 21 novembre 2015 – La Mercedes vuole mantenere il suo ruolo di leader incontrastata e non sta perdendo tempo in vista del 2016. A Interlagos la F1-W06 si è presentata in pista durante le libere del venerdì con alcune novità interessanti che potrebbero essere l’antipasto di una vera e propria rivoluzione dei concetti sposati finora dalla scuderia di Brackley. L’inedito layout delle sospensioni anteriori potrebbe essere uno degli elementi che andranno a definire le principali differenze con la monoposto di quest’anno. Sul muso era comparsa anche una gobba, che caratterizzava il vanity panel, la quale celava una sorta di condotto di uscita dell’aria simile a quello dell’S-Duct. Un sistema che Mercedes non ha mai adottato sinora, ma che potrebbe essere impiegato in futuro proprio in funzione delle scelte che verranno fatte all’avantreno. Soprattutto per quanto concerne l’altezza del telaio, che avrebbe portato alla revisione di alcuni concetti come appunto le sospensioni. Bocche cucite nel box delle Frecce d’Argento, ma è chiaro che l’approccio alla monoposto 2016 potrebbe essere piuttosto aggressivo, e una conferma in merito è arrivata dal direttore di Mercedes Motorsport, Toto Wolff. “Si potrebbe incorrere in qualche errore continuando a sviluppare un concetto di vettura che va già abbastanza bene” – ha dichiarato l’austriaco a Motorsport.com durante il fine settimana del Gran Premio del Brasile – “Quindi non siamo del tutto sicuri. Ci sono alcune cose interessanti in fase di studio e di sperimentazione in galleria del vento. Una di quelle aree relative ai componenti che sono stati montati sulla vettura nella giornata di venerdì. Si tratta di una valutazione permanente fra evoluzione e rivoluzione, ma non è ancora chiaro quanto vogliamo innovare. Al momento è un bene esserci assicurati il campionato, perché così abbiamo la possibilità concentrarci su questo genere di cose”. Della sospensione anteriore aveva scritto da Interlagos, dove si trovava la scorsa settimana per seguire la gara, Paolo Filisetti, spiegando che Mercedes aveva testato un nuovo schema in ottica 2016. L’S-Duct, rivelatosi più che altro una simulazione, potrebbe però essere davvero impiegato sulla futura F1-W07. Secondo Motorsport.com, il team di Brackley starebbe addirittura sviluppando un sistema sospensivo idraulico in grado di connettere la parte destra con quella sinistra del veicolo. A tale proposito non va dimenticato che proprio il team delle Stella a tre punte fu pioniere nello sviluppo e nella messa a punto del FRIC, l’interconnessione fra l’asse anteriore e quello posteriore della monoposto, poi vietato dal regolamento a metà del 2014. L’eventuale S-Duct, o un dispositivo simile, potrebbe fare parte di un disegno più ampio che riguarda l’intera zona anteriore del telaio. Le indiscrezioni riportate venerdì scorso da Auto Motor und Sport riferivano che in casa Mercedes avevano ammesso di aver simulato le altezze della nuova scocca e il relativo impatto a livello aerodinamico tramite la vernice flow-viz. I rumors, confermati anche dal già citato Motorsport.com, riferiscono di un layout differente del telaio della futura F1-W07, che contemplerebbe l’innalzamento del muso nell’area delle gambe del pilota. Progetto per la cui attuazione si prevede appunto l’adozione di uno schema sospensivo rivisto e dell’S-Duct, il quale aiuterebbe ad ottimizzare l’efficienza aerodinamica alleviando l’alta pressione sotto al muso e spingendo con più efficacia il flusso verso il diffusore. FP | Luca Ferrari
  6. Bellissime Ayman,con un bel font dietro verrebbero stupende.In effetti Jeep è l'unico brand FCA spendibile,Maserati ha un bel logo ma è un marchio di lusso,Dodge ha un bel font ma non è molto spendibile in Europa:
  7. sarebbe splendida!2 annotazioni:non dovrebbero esserci più le strisce laterali sulle spalle e sto sponsor Jeep sta iniziando a stancare un po'.
  8. Anche Vandone su sky ha confermato l'arrivo della sospensione anteriore pushrod,la rastremazione del retrotreno e la"stabilità tecnica" della power unit,invece avevo letto non so dove che il prossimo muso della Ferrari sarà corto e stanno testando sia la versione con s-duct che senza. Formula Uno: Ferrari nel 2016 con sospensione Push Rod e posteriore molto stretto Last Laps F1 / 2 giorni ago Sebastian Vettel (GER) e Kimi Raikkonen (FIN), Scuderia Ferrari. Foto © Mark Thompson / Getty Images La stagione 2015 di Formula Uno non è ancora finita, ma ormai la maggior parte delle risorse e degli uomini da parte delle scuderie presenti nel Paddock sono indirizzati allo sviluppo delle monoposto che scenderanno in pista il prossimo 20 Marzo sul circuito di Melbourne per il Gran Premio d’Australia, gara inaugurale del Campionato 2016. Già nella scorsa tappa brasiliana del mondiale a San Paolo abbiamo visto una prima sessione di Prove Libere quasi completamente impiegata per lo sviluppo 2016 da quasi tutti i team di Formula Uno, con l’applicazioni di vistosi sensori sulle vetture e soluzioni aerodinamiche non previste dall’attuale regolamento (vedi l’S-Duct portato in pista dalla Mercedes proprio nelle Prove Libere 1 di Interlagos). La notizia più interessante però, perlomeno per i tifosi della Rossa, arriva dagli studi italiani di Sky Sport F1 HD. Infatti il giornalista Leo Turrini, molto vicino al mondo Ferrari, conferma le indiscrezioni che ormai da settimane circolano tra gli addetti ai lavori sulle novità che vedremo nella prossima stagione di Formula Uno sulla monoposto di Maranello: “La Ferrari nel 2016 passerà ad uno schema sospensivo anteriore di tipo Push Rod, mentre nel retrotreno la prossima vettura sarà molto più stretta di quella attuale.” Con questa scelta la Ferrari si uniforma alle altre vetture presenti sullo schieramento di partenza ed abbandona il tanto controverso schema sospensivo Pull Rod, molto meno versatile e difficile da settare in tempi ristretti. Per quanto riguarda il retrotreno la futura monoposto del Cavallino Rampante avrà un posteriore molto più stretto dell’attuale, grazie all’ultimo aggiornamento che la Rossa porterà già ad Abu Dhabi per essere omologato dalla FIA (ma senza essere effettivamente montato sulla SF15-T) che restringerà in maniera abbastanza importante il basamento del propulsore e l’ingombro degli accessori, migliorando così di netto tutto il flusso aerodinamico nel retro della vettura. Foto © Moy / XPB Images Per quanto riguarda l’anteriore invece la Ferrari sta sperimentando una propria versione corta del muso, con e senza S-Duct. Ancora non è stata presa una decisione definitiva per quanto riguarda questa area della monoposto della Rossa, ma l’unico dato certo è che nel 2016 si abbandonerà la versione a muso lungo presente attualmente sulla SF15-T di Sebastian Vettel e di Kimi Raikkonen. Alcune di queste soluzioni sono state e sono attualmente in prova con il CFD e con la galleria del vento (alcuni rumors affermano che la scuderia di Maranello abbia regolarmente aggirato la norma sul limite di ore di lavoro disponibili al CFD grazie alla stretta partnership con il team statunitense Haas). Sicuramente la futura monoposto della Ferrari avrà molti punti discordati e più aggressivi rispetto alle ultime vetture sfornate a Maranello, vedremo nei prossimi giorni se ci saranno ulteriori conferme a queste informazioni.
  9. Tag sponsor storico Mclaren,mi stava un po' sul c****.La Rossa ha Hublot come orologeria?
  10. Appunto quest'anno si intuirà il vero potenzialree di questo staff tecnico:macchina che dovrebbe essere completamente nuova e non più figlia di reminiscenze Tombazis,Fry e Marmorini.
  11. Sperando non soltanto di emulare i tedeschi ma provabndo qualcosa di nuovo,staremo a vedere...
  12. Perfetto,io sono ancora indeciso se prendere questa di rappresentanza che ha il tessuto similacetato come hai detto tu o quella da panchina in poliestere classico
  13. Oh finalmente qualcuno che può esprimere un giudizio sulla tuta ufficiale.Ti piace?é stretta come vestibilità?Il tessuto com'è?Questa è quella di rappresentanza giusto?
  14. Non era proprio così:in quel periodo certo Senna non se la inculava ma ha sempre tenuto aperta una possibilità nel caso si fosse iniziato a essere competitivi.Interssante quest'articolo di Turrini,non proprio un pirla: La storia di Senna in FerrariPubblicato da Leo Turrini Ven, 13/08/2010 - 11:54 Ho visto qua e là riferimenti vostri al rapporto tra Senna e la Ferrari. Mi fa piacere rievocarli oggi: domani, 14 agosto, sarà il ventiduesimo anniversario della scomparsa del Drake, una figura leggendaria che tanto ho amato e che ho avuto il privilegio di conoscere. Allora, dovete sapere che Ayrton, come tutti i piloti della sua generazione, era cresciuto nel mito della Rossa. Il sentimento si era rafforzato negli anni giovanili, in parte trascorsi dal brasiliano in Italia per ragioni legate al kart. Senna era un ragazzo molto educato e di rara sensibilità: ogni Natale, una volta entrato in F1, si prendeva la briga di mandare un cartoncino d’auguri al Vecchio. E il Vecchio, tramite il figlio Piero, sempre gli rispondeva. Un primo contatto ‘professionale’ tra le parti ci fu nel 1986. Ayrton era ancora alla Lotus. Ferrari era ancora lucido e stava pensando di ribaltare la struttura del Reparto Corse, accettando addirittura di aprire un laboratorio (la famosa ‘antenna tecnologica’) nell’odiata Inghilterra. Ma prima di assumere John Barnard, strappandolo alla McLaren con un contratto faraonico, Enzo sondò Senna. Risposta: potrei accettare se venisse con me Ducarouge. Questo Ducarouge era un altro tecnico alla moda, aveva realizzato la Lotus con sospensioni ‘attive’, una novità assoluta per l’epoca, con la quale incredibilmente Ayrton si sarebbe imposto a Montecarlo. Non se ne fece niente, anche perché sul brasiliano era già in agguato la McLaren, in quel momento enormemente più competitiva e meglio organizzata di una Ferrari disastrata. Dunque, il treno non fa fermata: ma ripassa, lo stesso treno, nell’estate del 1990. Qui accadde qualcosa di sublime, che rende l’idea di certe realtà e di certi personaggi. A Maranello il Vecchio era morto e il Reparto Corse era stato affidato a Cesarino Fiorio. Costui, nemico giurato nei rally di un certo Jean Todt, aveva portato in Italia Alain Prost, a sua volta nemico giurato di Senna. Bene, anzi, male. Siamo nell’estate del 1990 e il francese, con la Rossa, sta vigorosamente contendendo il titolo alla McLaren di Ayrton. Un pomeriggio mi chiama Gola Profonda, un mio informatore ubicato nel cuore di Fiorano, e mi fa: guarda che Fiorio ha visto Senna a Londra e ha raggiunto l’accordo, hanno già firmato, nel 1991 Senna corre con noi. Bum!!! Io penso si tratti di una balla clamorosa (ma quale individuo sano di mente poteva pensare di rimettere insieme Senna e Prost, visto che Alain aveva un contratto pluriennale con il Cavallino?) e non prendo sul serio la cosa. Invece era vero (la mia Gola Profonda non mi ha dato mai una storta, in oltre vent’anni). Tanto vero che Prost, leader del mondiale dopo tre vittorie consecutive in Messico-Francia-Inghilterra, una mattina si piglia su e va a Torino. Da Cesare Romiti, allora numero uno del gruppo Fiat, il braccio destro e sinistro dell’Avvocato. Il Nasone di Francia entra nell’ufficio di Cesarone e gli fa: sono qui all’insaputa di Fiorio, che considero un traditore. Lei lo sa che mentre io mi sbatto per riportare il mondiale alla Ferrari quel Fiorio lì ha ingaggiato il mio rivale, il mio nemico, il collega al quale nemmeno rivolgo la parola? Romiti non sapeva un accidente di F1 (secondo alcuni, capiva pochino anche del resto), ma del dualismo Senna-Prost persino lui aveva sentito narrare. Così, alza la cornetta e fa un liscio e busso della madonna all’abbronzato Fiorio. Tra l’altro, Romiti aveva una opinione molto limitata, diciamo così, del capo del Reparto Corse di Maranello. Morale: Cesarino deve telefonare ad Ayrton e annullare tutto. Senna rinnova con la McLaren, vince lui il titolo (la celebre porcata di Suzuka90) e meno di dodici mesi dopo in Ferrari non ci sono più né Fiorio (cacciato in tronco a maggio 91) né Prost (silurato nell’autunno dello stesso anno). Un capolavoro degno del governo Berlusconi, direbbe Gianfranco Fini. Infine. Infine, se Dio vuole in Emilia comincia l’era Montezemolo. Ciuffo sapeva benissimo che con piloti come Alesi-Capelli-Berger si poteva al massimo vincere un torneo di pinnacolo nelle vicinanze di Spa Francorchamps, dunque si attrezza per avvicinare Senna. I due hanno un eccellente rapporto, ma c’è un problema: la Ferrari è un cesso Richard Ginori e ovviamente il brasiliano su una macchina che becca 3 giri (accade nel 1993, c’ero, Sud Africa, primo Gp della stagione) dal vincitore della corsa non si farà mai vedere. Però Senna a Montezemolo e poi anche a Todt, sbarcato in Italia nell’estate del 1993, fa una promessa. Questa: quando sarete a un secondo dall’auto migliore del mondiale, io verrò da voi, perché quel secondo ce lo posso mettere io. Frase ripetuta in una cena a ridosso di Monza, settembre 1993. L’intesa di massima era questa: Ayrton sta per andare in Williams, è sicuro che vincerà un paio di mondiali in carrozza e a fine 1995, procedendo il recupero Ferrari sulle piste, si lancerà nella grande avventura. C’era un Muro al Tamburello di Imola, un Muro contro il quale tutto sarebbe finito, compreso il mio entusiasmo per le corse. C’era un Muro al Tamburello di Imola e però la storia si è poi realizzata comunque. Con un tedesco al posto di un brasiliano.
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