Vai al contenuto

Socrates

Tifoso Juventus
  • Numero contenuti

    144145
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    41

Tutti i contenuti di Socrates

  1. Discarded Ronaldo armband auctioned Mar 30, 2021 Cristiano Ronaldo threw his Portugal captain’s armband to the ground in anger, but it is doing some good now, as it’ll be auctioned to raise money for a Serbian child’s surgery. .................. The Associated Press reports that a stadium worker picked up the armband and then handed it over to a charity group, who are raising funds for the surgery of a six-month-old boy from Serbia with spinal muscular atrophy. The armband will be in an online auction for three days. Continue -> https://bit.ly/3dlYnIC
  2. Socrates

    DEJAN KULUSEVSKI

    Kulusevski e quelle parole al passato “La stagione deludente” alla Juve raccontata da Dejan Kulusevski, in un’intervista dal ritiro della Svezia, è a metà tra una confessione sincera e una verità che un po’ cozza con l’esito di un’annata ancora da scrivere. Al di là del personale bilancio, peraltro anche condivisibile, che il giocatore svedese traccia del suo percorso in bianconero, non nascondendo le difficoltà di cambiare ambiente, gioco, prospettiva e soprattutto di dover spesso abituarsi a modifiche di ruolo, ciò che colpisce è, nella narrazione dei media, una valutazione al passato della stagione. Il punto è che la stagione, però, è ancora in corso e ha degli obiettivi da raggiungere: il segnale, dunque, non è di quelli incoraggianti. Perché, se mentalmente i tifosi che stanno soffrendo la discontinuità di questa squadra, guidati da reazioni umorali possono pensare al futuro, immaginare quello che sarà della Juve e di Pirlo, non è altrettanto logico che lo facciano i giocatori. Innanzitutto perché gli ultimi risultati hanno rimesso in discussione ciò che veniva dato per scontato, ovvero un posto nella prossima Champions, e le prossime due partite, in tal senso, saranno fondamentali; e poi perché c’è comunque una componente di incognito nel calcio che non permette mai di mollare mentalmente una stagione che pare scontata; infine, perché c’è una finale di Coppa Italia da giocare e contro il peggior avversario possibile .................... Perciò, testa e cuore in campo, perché non è ancora tempo di bilanci definitivi. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/kulusevski-juve-stagione/
  3. Buffon squalificato per il derby con Szczesny a rischio covid .... Gigi Buffon dovrá saltare il prossimo turno di serie A che sará il derby della mole di sabato prossimo alle ore 18. Il portiere della Juventus é stato squalificato per aver pronunciato una frase blasfema durante la partita dello scorso 19 dicembre contro il Parma. Guarda caso la decisione della Corte Federale d'Appello é stata presa proprio nel momento in cui la presenza di Wojciech Szczesny potrebbe essere a rischio nel derby a causa della presenza di casi di covid all'interno della nazionale polacca impegnata per le qualificazioni al prossimo mondiale. Questo é il comunicato: "La Corte Federale d’Appello presieduta da Mario Luigi Torsello ha accolto il ricorso del Procuratore Federale, infliggendo una giornata di squalifica a Gianluigi Buffon. Il portiere della Juventus, sanzionato dal Tribunale Federale Nazionale con un’ammenda di 5.000 euro, era stato deferito per aver pronunciato una frase contenente un’espressione blasfema in occasione della gara con il Parma dello scorso 19 dicembre".
  4. Buffon given one-match ban for blasphemy Mar 30, 2021 Juventus goalkeeper Gianluigi Buffon has been suspended for ‘blasphemy’ during the match against Parma and thus misses the Turin derby. The veteran goalkeeper has been banned for one match by the Federal Court of Appeal, who upheld the appeal of the Federal Prosecutor. Buffon was also given a fine of €5,000 for uttering a ‘blasphemous expression’ during the match against the Gialloblu on December 19. ........ Buffon will thus miss the next match against Torino, scheduled for April 3 at 17.00 UK time. Continue -> https://bit.ly/3wexmPW
  5. La mente di Messi, il colpo di testa di CristianoRonaldo e la potenza fisica di Haaland = il calciatore perfetto Immaginate di essere in grado di costruire un attaccante scegliendo i migliori attributi e le caratteristiche delle migliori star del mondo per costruire il perfetto giocatore d'attacco. Molti sosterrebbero che potresti semplicemente combinare i punti di forza di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo per creare un giocatore senza debolezze, ma quando guardi più a fondo nelle qualità dell'élite del calcio, anche Messi e Ronaldo non possono eguagliare alcuni dei tratti distintivi dei loro rivali. Chi ha il miglior colpo di testa? Quale giocatore ha il miglior piede destro o sinistro? Chi ha il ritmo più vertiginoso? Chi ha la forza che lo rende impossibile da contenere per i difensori? E chi ha la mente migliore in grado di vedere le cose svolgersi prima che accadano? La mente: Lionel Messi Il calciatore perfetto deve ovviamente essere in grado di valutare tutte le situazioni, prendere la decisione giusta con infallibile regolarità ed essere in grado di cambiare la direzione di una mossa e dettare il ritmo con la sua capacità di leggere la partita. E nessun giocatore del calcio mondiale ha una mente più astuta di Messi. L'attaccante di Barcellona e Argentina è un genio con la palla ai suoi piedi, sia che stia cogliendo il momento per tirare e segnare o fornire un passaggio che spacca la difesa per un compagno di squadra. Il cervello di Messi gli consente anche di ingannare gli avversari e controllare il ritmo di una partita, con il 33enne ancora in grado di spazzare via le squadre avversarie con un aumento di ritmo nell'ultima fase della partita. I suoi gol spesso primeggiano nei titoli dei giornali, ma la sua visione e la capacità di dettare il gioco sono ciò che lo contraddistinguono davvero. Colpo di testa: Cristiano Ronaldo Olivier Giroud e Harry Kane meritano una menzione per la loro abilità di testa, ma Cristiano Ronaldo è a un livello diverso da tutti gli altri. Non è semplicemente la potenza e la direzione che Ronaldo è in grado di sprigionare quando esegue un colpo di testa, ma il suo incredibile slancio gli consente di saltare molto più in alto di qualsiasi giocatore intorno a lui. Guardate il suo gol di testa per la Juventus contro la Sampdoria nel dicembre 2019, quando l'attaccante portoghese ha raggiunto un'altezza di 2,56 metri (8 piedi, 3 pollici) per raggiungere il cross di Alex Sandro. Piede destro: Kevin De Bruyne In una gara in cui i giocatori di piede destro costituiscono la stragrande maggioranza, come si sceglie quello con il piede destro più potente? Toni Kroos ha dominato il centrocampo per un decennio con Bayern Monaco, Real Madrid e Germania con il suo repertorio di passaggi dalla distanza, mentre Cristiano Ronaldo ha segnato centinaia di gol con il piede destro. Ma in termini di capacità di segnare, creare e passare dalla difesa in attacco, nessuno può eguagliare il piede destro di De Bruyne. Il centrocampista del Manchester City e del Belgio è come un moderno David Beckham con i suoi assist dalla fascia destra, registrando 20 assist in Premier League la scorsa stagione - il miglior risultato nel 2019-20, eguagliando il record di Thierry Henry - e 11 finora in questa stagione. È anche una minaccia con i suoi tiri dalla lunga distanza e calci di punizione, quindi mentre altri giocatori hanno un piede destro altrettanto distruttivo, nessuno può eguagliare De Bruyne quando si tratta di completezza. Piede sinistro: Mohamed Salah Messi avrebbe potuto capeggiare questa categoria, mentre Gareth Bale potrebbe pretendere il primo posto a causa della potenza e del talento del suo piede sinistro. Ma l'attaccante del Liverpool Mohamed Salah è benedetto per l'abilità artistica del mancino e delle capacità di dribbling di Messi e della potenza di Bale, con l'abilità aggiuntiva di smorzare e manipolare la palla. Salah ha dimostrato con il Liverpool di poter segnare tutti i tipi di gol con il piede sinistro: il suo gol contro il Chelsea nell'aprile 2019 ha evidenziato la potenza, per poi aver fatto uno gol a giro contro la Roma nella semifinale della Champions League 2018. Salah ha anche mostrato la sua capacità di segnare con un tocco abile superando Ederson per colpire la palla oltre Nicolas Otamendi nella vittoria dei quarti di finale contro il Man City all'Etihad. Quando la palla arriva sul piede sinistro di Salah nelle vicinanze della porta, il nazionale egiziano è piú pericoloso di qualsiasi altro giocatore del pianeta. Ritmo: Kylian Mbappe Il calcio è pieno di giocatori benedetti da un ritmo incredibile, ma la capacità di correre alla larga degli avversari è davvero devastante solo quando il giocatore è in grado di dare il tocco finale, con un gol o un passaggio. Marcus Rashford ha il ritmo, ma l'attaccante del Man United deve ancora sviluppare la spietatezza che Mbappe è stato in grado di fondere con la sua velocità sul terreno. Mbappe è sempre stato una macchina volante - il quotidiano francese Le Figaro lo ha indicato come il giocatore più veloce del calcio mondiale lo scorso anno - ed è stato uno dei migliori attaccanti della Champions League da quando è esploso sulla scena a 18 anni con il Monaco nel 2017. Il suo ritmo e i suoi gol sono stati cruciali per il trionfo della Francia nel Mondiale 2018 e rimane l'attaccante più potente del Paris Saint-Germain, nonostante la presenza del brasiliano Neymar al Parc des Princes. Mbappe è l'esempio perfetto di come il ritmo possa essere così distruttivo se è associato a un tocco finale affilato come un rasoio. Potenza: Erling Haaland Un attaccante può avere una moltitudine di talenti, ma se non è abbastanza forte da sopportare le sfide fisiche dei difensori, le sue qualità non lo porteranno lontano. La mancanza di forza non sarà mai un problema per Haaland, con l'attaccante del Borussia Dortmund e della Norvegia che sta iniziando a riscrivere la classifica dei migliori centravanti del mondo. Haaland, 20 anni, è già una figura imponente, più alto di rivali come Robert Lewandowski e Harry Kane. La prospettiva che spaventa i difensori è che l'ex adolescente dell'FC Salisburgo sia ancora in crescita. E questa realtà è evidente quando si guarda Haaland. Diciotto mesi fa, è entrato in scena con il Salisburgo da adolescente allampanato, ma al Dortmund è diventato visibilmente più forte. Quando è a pieno regime, il suo ritmo e la sua forza lo rendono inarrestabile e ora sta imparando a respingere i difensori quando strappa nella metà campo avversaria. Movimento: Robert Lewandowski L'arte di essere in grado di sfuggire ai difensori e creare spazi è una componente chiave dei migliori attaccanti del mondo e giocatori del calibro di Sergio Aguero ed Edinson Cavani hanno goduto di lunghe carriere grazie al loro movimento in attacco. Ma nessuno lo fa meglio di Robert Lewandowski del Bayern Monaco che, anche a 32 anni, riesce ancora a disperdere i difensori meglio di chiunque altro con un leggero movimento o una falsa corsa in area di rigore. Il nazionale polacco scende in profondità e trascina i difensori avversari su tutta la larghezza dell'area di rigore, muovendosi costantemente per scaricare l'energia e la concentrazione del suo marcatore. Ha anche la forza fisica e l'etica del lavoro che sono necessarie per ogni top attaccante ed é fra i migliori per il colpo di testa. Ma la massima qualità di Lewandowski è il suo movimento ed è per questo che rimane l'attaccante numero 1 del Bayern.
  6. Arbitro Makkelie:"Ho chiesto scusa al Portogallo per il gol annullato a Ronaldo" Alla fine della partita Serbia-Portogallo 2-2, in cui ha annullato un gol regolare di CR7 allo scadere, l'arbitro olandese Danny Makkelie, dopo aver rivisto l'episodio incriminato, ha dichiarato:"Mi sono scusato con il c.t. Santos e con tutta la squadra portoghese. Con i miei collaboratori cerchiamo di prendere sempre le decisioni giuste e quando accadono errori del genere non siamo affatto felici".
  7. Tottenham interessato a Ramsey Continuano a crescere le notizie secondo cui Aaron Ramsey e Adrien Rabiot stanno per lasciare la Juventus, con il Tottenham che si unisce alla corsa per il centrocampista gallese. Entrambi erano svincolati ma non sono riusciti a fare molto effetto a Torino, poiché Ramsey è spesso infortunato, mentre il rendimento di Rabiot non ha impressionato. Secondo più fonti in Italia, sono stati inseriti entrambi nella lista di uscita di questa estate per raccogliere fondi per i nuovi acquisti. Tuttomercatoweb e The Sun suggeriscono che il Tottenham Hotspur sia interessato a Ramsey. Sarebbe una sorpresa, considerando quanto della sua carriera ha trascorso con i rivali londinesi dell'Arsenal. La Premier League è la destinazione più probabile per Ramsey, che è seguito anche da Arsenal, Chelsea e Manchester United.
  8. Bentancur al Bayern Monaco, Goretzka alla Juventus? Secondo quanto riferito, il Bayern Monaco sarebbe interessato al centrocampista della Juventus Rodrigo Bentancur, con Leon Goretzka che potrebbe far parte di uno scambio. Secondo Tuttosport, i giganti tedeschi hanno puntato gli occhi su Bentancur internazionale uruguaiano. Rodrigo é stato criticato dai tifosi bianconeri in questa stagione per alcuni errori nelle retrovie. Il 23enne sarà sicuramente disponibile sul mercato per la Juve quest'estate, visto che i bianconeri stanno cercando di rinnovare il centrocampo. Il rapporto afferma inoltre che i bianconeri chiederanno Goretzka nell'ambito di uno scambio. Il futuro di Goretzka rimane incerto, poiché il contratto del 26enne con il Bayern scadrà nel giugno 2022. Il nazionale tedesco ha segnato sette gol e fornito nove assist in 27 presenze ufficiali in questa stagione.
  9. Cristiano Ronaldo deludente contro la Serbia ma gli viene annullata ingiustamente la rete del 3-2 al 93'. Finisce 2-2 Serbia-Portogallo: l’uomo più atteso era Cristiano Ronaldo ma l’attaccante della Juventus ha deluso le aspettative. Non bastasse la prestazione deludente, CR7 ha dovuto fare i conti anche con il direttore di gara che non gli ha concesso un gol nei minuti finali. La palla aveva varcato la linea della porta (non c’è la goal line technology) ma la terna arbitrale ha lasciato correre. Ovvia la reazione stizzita di Ronaldo che si è fatto prima ammonire dal direttore di gara e poi ha lasciato il campo gettando a terra la fascia di capitano. Consigliamo all'arbitro olandese Danny Makkelie una visita dall'oculista e che si portasse anche i suoi colleghi guardalinee.
  10. Chiellini lascia la nazionale ma non é infortunato Giovedì la nazionale italiana ha annunciato che tre giocatori avevano lasciato il ritiro. I giocatori in questione sono il duo del Sassuolo Domenico Berardi e Francesco Caputo, mentre il terzo uomo è il capitano della Juventus Giorgio Chiellini. Sebbene la notizia all'inizio fosse sembrata preoccupante, soprattutto se si tiene conto del recente record di infortuni del 36enne, i rapporti offrono alcune notizie rassicuranti al riguardo. Secondo Calciomercato, il difensore bianconero è stato escluso dai convocati in via precauzionale. A quanto pare, la Vecchia Signora aveva un precedente accordo con il giocatore e la nazionale per quanto riguarda la gestione del tempo di gioco del veterano. Giovedì Chiellini ha guidato gli Azzurri alla prima vittoria nelle qualificazioni ai Mondiali contro l'Irlanda del Nord. Il leggendario difensore centrale è stato tra i migliori allo stadio Ennio Tardini, ma non prenderà parte dunque alla trasferta italiana a Sofia. L'Italia affronterà la Bulgaria domenica, prima di recarsi in Lituania mercoledì prossimo. Il trio della Juve Leonardo Bonucci, Federico Chiesa e Federico Bernardeschi sono tra i convocati in nazionale.
  11. Capitan de Ligt? IT’S TIME La Juventus, probabilmente, cambierà pelle definitivamente. Ricambio generazionale che è in parte iniziato in estate, con gli innesti di Chiesa, Kulusevski, Mckennie, Arthur e che sarà ultimato nella prossima sessione di calciomercato, almeno così pare di capire. Non a caso, i vari rumors di mercato, parlano dell’interesse della Juventus per i vari Locatelli, Donnarumma e Aouar, per citarne alcuni. Per poter parlare di ricambio generazionale, non basta soltanto acquistare e inserire in rosa calciatori giovani, ma occorre responsabilizzarli. La squadra ha un bisogno fisiologico di rinnovarsi non soltanto nella carta d’identità, ma soprattutto nello spirito. .................. Ecco perché l’idea, tutta da verificare, di vedere Matthjis de Ligt come capitano, deve essere assolutamente perseguita. Se cambiamento deve essere, deve esserlo fino in fondo, con un passaggio di consegne che deve avvenire nei fatti. De Ligt non è soltanto il difensore più forte della Juve e uno dei migliori in Europa, ma ha anche la testa, lo stile, il carisma necessario per poter fare il capitano della Juve. L’ambiente Juve ne ha bisogno, per ritrovare quel famoso entusiasmo annunciato a inizio stagione. La squadra ne ha bisogno, per relazionarsi, affrontare e approcciare una leadership e una mentalità diversa, al passo coi tempi. Nonostante in Eredivisie si ragioni in modo diverso, i giovani vengono lanciati e responsabilizzati da subito, non si diventa capitano dell’Ajax per caso. Potevano dare la fascia ai vari Tagliafico, Blind, ma non l’hanno fatto. Un discorso motivazionale come quello di de Ligt, durante la premiazione per il campionato vinto, non si vede tutti i giorni, soprattutto in un mondo in cui i giovani appena raggiungo lo status di predestinato, spesso mentalmente mollano la presa e si accontentano di vivacchiare. De Ligt alla Juve è il calciatore più pagato della squadra dopo Cr7, ma non si è accontentato, è sempre stato il primo a mettersi in discussione, a capire dove e come poter migliorare ulteriormente e cosa non scontata, a metterci la faccia dopo la cocente eliminazione contro il Porto. La Juventus ha l’occasione di poter dimostrare concretamente di voler aprire un nuovo ciclo, in estate, quindi chi se ne frega se Matthjis in una scala gerarchica di presenze si trova ancora indietro, “l’anzianità di servizio” non può e non deve più essere l’unico criterio necessario per poter diventare capitano in una grande squadra. I bianconeri, al momento, hanno tanti problemi e non sarà sicuramente cambiare il capitano a risolverli, ma di sicuro questo sarebbe un passo importante verso il cambiamento. Rinnovo, clausola eliminata e fascia di capitano, IT’S TIME! Articolo completo -> https://www.juventibus.com/de-ligt-juve-capitano/
  12. Sir Alex Ferguson: “Del Piero è l’unico per cui avrei fatto follie. Dopo una sfida di Champions fra il Manchester e la Juventus in cui aveva fatto ammattire mezza difesa, Ryan Giggs e Gary Neville vennero da me e mi chiesero di acquistarlo a tutti i costi, perché uno così ci avrebbe fatto vincere tutto per decenni. Così contattai la dirigenza bianconera e l’agente del ragazzo. Rifiutò ancor prima di ascoltare la mia proposta dicendomi che la Juventus era il miglior posto in cui stare e che anche se rispettava il Manchester United non avrebbe mai potuto tradire i colori bianconeri. Peccato, perché non ho mai più visto uno come lui. Campione dentro e fuori dal campo, l’ho corteggiato anche nei giorni successivi alla vittoria dell’Italia al Mondiale. In quel periodo su di lui c’era anche il Real Madrid e date le vicende che coinvolgevano la Juventus immaginai che fra noi dello United e i galacticos ci sarebbe stata un’asta per aggiudicarselo. Così lo chiamai direttamente evitando di parlare con la Juventus: “Alex, vorrei averti allo United” gli dissi. “Sarai la stella della squadra e insieme vinceremo tutto. Non ascoltare il Real Madrid e vieni qui”. Lui rise e rispose: “Mister, lei lo sa che non è cambiato niente da tanti anni fa. La Juventus è in difficoltà e ho il dovere di aiutarla. Non posso essere vigliacco”. Pensai sarebbe stato inutile continuare, lo salutai e non lo risentii più. Nel 2008, in occasione di una amichevole, lo rividi e lui mi salutò con un abbraccio. Non parlava bene inglese, ma si scusò per aver rifiutato l’offerta spiegando il perché lo aveva fatto. Gli misi una mano sulla spalla e lo rassicurai: “Volevi salvare la Juventus e ce l’hai fatta. Conta solo questo”. Quando qualcuno mi chiederà di menzionare il calciatore che ho sempre voluto e che non ho mai potuto allenare io risponderò: Alex Del Piero“
  13. Chiellini, siamo alle solite. 90 minuti in nazionale e oggi torna infortunato alla Juventus che gli paga lo stipendio non la FIGC. Caro Giorgio, per favore, prendi una decisione definitiva.
  14. La Juventus identifica due giocatori per sostituire i centrocampisti meno performanti Il centrocampo della Juventus non ha entusiasmato in questa stagione e ci potrebbero essere dei cambi quando si riaprirà la finestra di mercato. Per tutta la stagione, della Juve si é parlato per una mossa per diversi centrocampisti in tutta Europa. Mentre gli uomini di Andrea Pirlo lottano per portare a termine la serie A, Calciomercato riporta che ci saranno alcune partenze. Sono soprattutto due i nomi che la Juve sostituirà: Adrien Rabiot e Aaron Ramsey. Entrambi i giocatori hanno sottoperformato per tutta la stagione e hanno faticato a ripagare la fiducia mostrata in loro dal club quando sono arrivati gratuitamente rispettivamente dal PSG e dall'Arsenal. Manuel Locatelli e Houssem Aouar sono i due giocatori di cui si parla per il trasferimento a Torino. I bianconeri hanno osservato Locatelli per gran parte di questa stagione e si dice che sia il tipo di centrocampista che Pirlo vuole nella sua squadra. La Juve era ansiosa di acquistare Aouar nell'ultima finestra di mercato quando lo hanno quasi perso a favore dell'Arsenal, che ha ottenuto peró un rifiuto ad un'offerta per la sua firma. Si dice che la Juve ci riproverá in estate e i buoni rapporti che intercorrono fra i bianconeri e il Lione dovrebbero rendere la mossa abbastanza facile da portare a termine.
  15. Stephan Lichtsteiner: "L'Inter ha capito che aveva bisogno di ex Juventini per vincere la Serie A" Antonio Conte ha trasformato le fortune dell'Inter da quando è stato nominato capo allenatore nell'estate del 2019, con l'Inter che ha ora sei punti di vantaggio sul Milan (dopo aver giocato una partita in meno) con 11 partite ancora da giocare. Beppe Marotta é stato anche di capitale importanza per vincere lo scudetto, dopo aver riformato il duo (con Conte) che aveva riportato la Juventus ai vertici del calcio italiano nel 2011. Giovedì, in un'intervista a TuttoJuve.com, l'ex difensore e centrocampista della Juventus Lichtsteiner ha detto: "Dobbiamo fare i complimenti all'Inter, perché hanno capito che per vincere dovevano ingaggiare ex Juventini. Ricordiamoci che dopo il temporale esce sempre il sole". Lichtsteiner ha vinto sette titoli consecutivi di Serie A con la Juventus tra il 2011 e il 2018, di cui i primi tre se li è assicurato con Conte come capo allenatore. Lichtsteiner ha collezionato 258 presenze con i bianconeri in tutte le competizioni prima di concludere la sua carriera con l'Arsenal e l'Augsburg.
  16. Giorgio Chiellini 37 anni ad agosto con diversi infortuni alle spalle nelle ultime stagioni continua a giocare in nazionale. Gli consigliereste di pensare solo alla Juventus?
  17. Aspettando Paulo Dybala (che non deve essere venduto) Ci risiamo: a leggere quotidiani e dichiarazioni, Paulo Dybala è finito sul mercato, di nuovo. E’ ormai la terza stagione di fila che la Joya sembra destinata a scucirsi le strisce bianconere dalla pelle, ma per due estati di fila Paulo è rimasto. Un peccato o una fortuna? Chi scrive non ha dubbi: la Juventus non può disfarsi di un talento cristallino come Dybala. In gioco c’è qualcosa di grande, che trascende il concetto stesso di futuro: l’identità. Quella della Juventus passa inevitabilmente attraverso l’importanza (e talvolta dalla solitudine) del numero 10. Il più bello e romantico che ci sia, perché richiama quelli che, per Pasolini, sono i due momenti poetici del gioco del calcio: il gol e il dribbling. La fantasia insomma, che spezza la monotonia della sintassi. Il 10 è l’ultimo simbolo di un mondo che sta scomparendo per lasciare il suo posto a qualcos’altro: forza fisica, intensità. Praticamente l’uomo-macchina. Componenti fondamentali, specie per chi voglia portarsi a casa la coppa dalle grandi orecchie, ma non sufficienti. Il calcio è anche tecnica, fantasia, è anche Dybala. Anche e soprattutto per la Juventus. Sin dai tempi di Sivori, il funambolo coi calzettoni abbassati, e poi Platini, Baggio, Del Piero, Tevez, forse il 10 più “rude” che questi colori abbiano mai avuto ma non per questo meno spettacolare. ........................ Quanto Dybala sia fondamentale per il gioco della Juventus lo ha dimostrato l’anno scorso, nel finale di campionato. E la storia delle ultime eliminazioni dalla Champions è anche quella di una Joya assente e spezzata. Dybala è, per certi versi, un giocatore fragile, fisicamente e caratterialmente e non sempre ha superato l’esame di maturità del campo, ma qualsiasi tifoso ha negli occhi la sua doppietta strepitosa al Barcellona e quella “pugnalata” a freddo, ai danni dell’Inter, nell’ultimo derby d’Italia con il pubblico, che vide nascere, e morire, la Juventus di Sarri. Un’altra diapositiva di Dybala ci riporta di nuovo a S. Siro. Stavolta l’avversario è il Milan (incerottato). Il 10 riceve palla da Chiesa e lo libera con un colpo di tacco strepitoso. A quel punto, il 22 non può rifiutare il regalo del suo fantasista: rete. Ecco. A questo serve uno come Dybala. E la sua coesistenza con Ronaldo? Se Pirlo vuole essere davvero l’allenatore del nostro futuro, deve trovare una soluzione. Che non può passare attraverso la sottrazione del (nostro) numero 10. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/dybala-non-deve-essere-venduto/
  18. Updates on Dybala’s contract renewal – Take it or leave it Mar 25, 2021 Now here’s a saga that Juventus fans are beginning to get tired with. Paulo Dybala’s contract with Juventus expires in the summer of 2022, and the two parties are yet to reach an agreement regarding a renewal. The 27-year-old has been one of the pillars for the club since his arrival in 2015. Beloved by the Bianconeri supporters, the Argentine has been tipped to become the club’s captain in the future. .......... The player currently earns 7 millions euros per season, and the management is offering him a raise that will see him earning 10 millions plus bonuses. With Dybala’s season being marred by several injuries, the star has been unable to make a claim for himself on the pitch. Therefore, it is unlikely that the club would be willing to raise the offer, especially amidst the current financial crisis. Continue -> https://bit.ly/3lP2Jfk
  19. La costruzione DEL basso La vergognosa e umiliante sconfitta interna con il Benevento (che ci ha strappato 5 punti su 6) ci sbalestra di colpo a dieci anni fa, a tutti noi. L’emblema della sconfitta e’ ancora una volta, come accaduto con il porto, la famigerata “costruzione dal basso”, che domenica ha tradito il giocatore che più di ogni altro avrebbe dovuto renderla possibile. Ma al di là dell’episodio in se’, ha vinto una squadra di carneadi contro un’accozzaglia di strapagati mestieranti. E di (ri) costruzione dal basso si deve parlare oggi anche perché si è toccato il fondo, e dal basso (quasi da zero) bisognerà ripartire, .............................. Le colpe di questo tracollo sono di tutti, in una stagione vissuta all’insegna della tracotanza, delle scuse, dei calci ai tabelloni pubblicitari, come fossimo a Trigoria o alla Pinetina. La molle reazione al gol del Benevento, con il solo Chiesa (l’ultimo arrivato) a cercare di sbattersi un po’, in mezzo a un nugolo di gente trotterellante, ci offre la cifra della montagna da scalare. Sembra di essere tornati ai tempi di Zaccheroni traghettatore. Sarà davvero durissima. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/costruzione-dal-basso/
  20. Si può perdere ma metteteci il cuore! Arriva il tracollo che non ti aspetti: dopo la Champions, il Benevento. La frustrazione è tanta, lacerante sui social la gente impazzisce è il momento della ricerca del colpevole. Mentre dopo l’uscita col Porto i tifosi si erano lamentati per l’assenza della società (e dei senatori) ai microfoni, dopo il Benevento ha parlato subito Paratici, ovviamente bombardato dalle critiche dei tifosi a caldo. Eppure, quella post-Benevento è una delle interviste più juventine di Paratici. Ci dice che non vanno guardati gli episodi, la squadra ha giocato male e la sconfitta è meritata. Ci spiega che la società ha idee chiare, ha intrapreso una linea condivisa e che il risultato di una partita non condizionerà il progetto. Il tifoso è smarrito, dopo aver visto annaspare la squadra senza idee, nella solita gara farraginosa, con la usuale sensazione di poter segnare ma anche subire gol da un momento all’altro, fino al passaggio scellerato di Arthur, che arriva dopo quello di Kulusevski contro la Lazio e dopo quello traumatico di Bentancur contro il Porto. A questi incredibili assist ai rivali si aggiungono gol subito all’ultimo secondo, reti subite a difesa schierata 3-4-5-7 contro 1-2 rivali, tutto decisamente “poco da Juve”. E mentre lo stomaco del tifoso si contrae, si contorce dal dolore arriva Pirlo (a cui ovviamente nessuno chiede mai degli episodi da rigori negati) e dopo le solite banalità su uno scudetto ancora da raggiungere arriva uno squarcio, il sunto in cinque parole della stagione: alla Juventus manca il cuore. Più del mercato, più delle questione tattiche o dirigenziali, ecco una spiegazione facile dell’annata disgraziata. A questi giocatori, vecchi e nuovi è venuta a mancare la grinta, poca collaborazione, poco spirito di sacrificio, pochi falli commessi, pochi contrasti vinti, poco sentimento che ti fa rendere sempre ultra-attento e volitivo. La Juve è spesso scesa in campo facendo il compitino, tatticamente ordinata, alcune buone prestazioni, ma quasi mai ha dato la sensazione di mangiare l’erba. Poche rimonte, pochi gol all’inizio delle partite quando devi dare un segnale al tuo avversario delle intenzioni che hai, quando è il momento di far capire all’altra squadra che oggi non tira aria, che se vogliono conquistare il pallone sarà dura perché tu combatterai fino alla fine. Emblematico Porto, segni due gol, il tuo avversario è in 10 e tu non dai mai la sensazione di aggredirlo, di fare quel qualcosa in più perché le sorti della partita volgano a tuo favore. Caro Andrea, una squadra è immagine e somiglianza del suo allenatore. La scossa per primo devi darla tu, 11 giocatori tosti è quello che da oggi a fine campionato serve per non far diventare questa stagione sportiva una tragedia. ......................... E’ il momento di guardarsi negli occhi, è il momento di dimostrare di essere uomini prima ancora che giocatori, è il momento di metterci il cuore. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/juve-cuore/
  21. Matthijs é diventato il capitano dell'Ajax quando aveva appena 18 anni con giocatori molto piú esperti di lui in squadra. É un ragazzo con una personalitá straordinaria e con un futuro luminoso. Speriamo che resti a lungo in bianconero.
  22. Matthijs de Ligt é il giocatore della Juventus con il maggior valore di mercato. Se qualche squadra volesse acquistare il difensore 21enne olandese dovrebbe sborsare fra i 90 e i 120 milioni di euro.
  23. Cruciani: «Rosa sopravvalutata: basta esperimenti, Juve ricominci da Allegri» Il day after di Juventus Benevento è il momento delle riflessioni. Pirlo, la rosa la società i temi al centro dell’attenzione. ....... Pirlo Con Mister Campagna si analizza la situazione da un punto di vista motivazionale. Pirlo va fatto lavorare fino a fine stagione, i giocatori non devono avere nessun alibi. Certo è che in questo momento fa fatica ad entrare nella testa dei giocatori, dall’esterno sembra che ci sia una frattura all’interno del gruppo, sembra che l’energia non passi tra i componenti della squadra che appaiono stanchi e svogliati. Continua Cruciani: Pirlo fino ad ora non è riuscito a dare un’identità a questa squadra, e quindi si torna al Maggio del 2019. I due anni di esperimenti Sarri e Pirlo sono andati male, bisognerà vedere se la Juventus avrà la forza di ripartire con un altro progetto ed un altro allenatore, cosa che secondo me dovrebbe fare, o se Agnelli vorrà mantenere tutto inalterato. Siamo a Marzo con la juve fuori praticamente da tutto, questo è un dazio che un allenatore deve pagare, la Juventus può perdere lo scudetto ma non lo può perdere a marzo. La dirigenza e il ritorno di Allegri La Juve deve ricominciare da capo con un allenatore come Allegri, non capisco questa ritrosia di alcuni dirigenti nei suoi confronti. Devi ripartire da uno che ti ha fatto vincere tutto, magari rifondando anche la squadra, ma affidandola a uno che sappia bene cos’è la Juventus. .......................... Recupero col Napoli decisivo per la zona Champions La situazione Juve è delicata, se non succede qualcosa con i giocatori se non c’è una svolta nella squadra, cosa possibile visto che parliamo della Juventus, la squadra rischia la rimonta di Napoli e Atalanta. Il recupero col Napoli è decisivo, se il Napoli viene a Torino e vince penso che per la Juventus, sia da un punto di vista psicologico che di classifica, la situazione si faccia molto complicata. La rosa Se prendi i singoli giocatori dici vabbè è una bella rosa, però se scavi ti rendi conto delle lacune. Con Arthur ad esempio siamo passati da fantasma ad inizio stagione, poi imprescindibile quasi che senza il brasiliano non si potesse giocare per finire col bollarlo come brocco dopo l’errore di ieri. La domanda che mi faccio è qual è il giocatore che in questo momento fa mercato nella Juventus? Un giocatore appetibile da qualche big Europea? Fra Barella ad esempio, e qualsiasi giocatore del centrocampo della Juventus c’è un abisso. Attualmente la rosa della Juventus è sopravvalutata. L’identità Juventus Cruciani conclude con un argomento caro a tutti i tifosi bianconeri. La questione non è giocare male o giocare bene, la questione è l’identità che si è persa. Si è voluto cambiare filosofia ma questo non ha pagato. So solo che l’unico che poteva andare avanti sul solco di quell’identità, magari cambiando alcuni elementi in rosa era Allegri ................................ Articolo completo -> https://www.juventibus.com/cruciani-allegri-pirlo/
  24. Il punto più basso. Mister Pirlo: “Obiettivi non cambiano, deve cambiare la testa” Pensiamo a qualificarci per la prossima Champions, altro che Scudetto. Mister Pirlo? “Non c’era troppa pressione, c’era il dovere di fare una partita migliore di questa e non l’abbiamo fatta. Siamo incappati in una giornata storta e quando fai questo genere di partite non riesci a portare avanti il tuo lavoro” – Altro che giornata storta. Episodi a parte, il punto più basso di questi nove anni. “C’era la voglia di vincere la gara, ma sapevamo che sarebbe stata difficile perché il Benevento si difende bene e con due linee molto compatte. Siamo stati frenetici, abbiamo sbagliato tanto e non siamo riusciti a portare a casa il risultato” – Il Benevento ha fatto una buona partita, organizzata e solida dal punto di vista difensivo. Noi siamo stati sterili, incapaci di concretizzare le nostre occasioni e superficiali al punto da regalare loro il vantaggio. “Dobbiamo continuare a credere allo scudetto, il nostro obbiettivo non cambia ma dobbiamo cambiare la testa perché indossiamo una maglia importante che va sempre onorata” – Onorare la maglia prima di tutto, poi pensare a qualificarsi per la Champions. Lasciamo stare lo scudetto, prima c’è da farsi un esame di coscienza e riprendere a vincere con continuità. Questo deve essere l’unico pensiero nello spogliatoio. “Sapevamo di affrontare una squadra che ti costringe a non giocare bene. Sono le classiche partite dove se riesci a sbloccare il risultato diventa tutto più facile, invece se rimane in bilico sale la frenesia. Non era questo il tipo di partita da fare, dovevamo avere più voglia di raggiungere il risultato per accorciare la classifica” – ....... Però, perdere così con il Benevento non è accettabile, nemmeno se avessi schierato l’U23. PS: una squadra come la Juventus non può farsi prendere dalla frenesia, ma mantenere il sangue freddo e portare a casa l’obbiettivo. “Arthur ha commesso un errore non da lui, non ha visto l’avversario perché coperto da Bonucci. Il passaggio orizzontale è sempre molto pericoloso, ma è stato un errore di leggerezza come tanti ne abbiamo commessi in questa partita” – Galimberti afferma nel saggio “L’Ospite Inquietante” che le psicopatologie spesso rappresentano non tanto un disagio individuale, quanto quello dell’intera società. ........................... “Non bisogna prendere sempre uno schiaffo per dover reagire. È prematuro parlare del derby, abbiamo tempo e modo per analizzare la gara di oggi” – Speriamo che le analisi prodotte siano lucide ed efficaci per il futuro. “Non mi giudico, siete già in tanti che lo fate quotidianamente” – E voi? Che giudizio dareste al lavoro di Mister Pirlo? E così, senza alcuna domanda riguardo l’episodio del mancato rigore a Federico Chiesa, si conclude la conferenza di Andrea Pirlo. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/punto-basso-pirlo-obbiettivi-testa/
  25. Juve-Benevento 0-1: Titanic Il presidente Agnelli che tiene la maglia celebrativa per i gol di Ronaldo, nel giorno in cui il Titanic si spezza in 2 e affonda, è l’immagine che questo stagione lascerà ai posteri: l’orchestra che suona mentre la nave va a picco, una celebrazione di record inutili per la società, un applauso ad una prestazione in playback. Il brodo senza minestra. Un altro post vacuo in cui parlare di cani e leoni. L’ennesima prova scialba finita in disastro ammazza in culla la “volata scudetto” che doveva portare i bianconeri a lanciarsi per un finale di stagione quantomeno dignitoso e invece lo ridisegna, lo trasforma in un horror che vedrà gli uomini di Pirlo impegnati in vari scontri diretti per la lotta alla conquista del quarto posto, ormai diventato fondamentale, perché senza quello la stagione muterebbe da fallimentare a distruttiva. In un certo senso bisogna sperare di battere la testa forte affinché chi questa sceneggiatura l’ha pensata e realizzata si renda conto degli errori fatti, della superficialità con cui si è esclusa troppo velocemente la presenza di iceberg sulla rotta, del senso di invincibilità e infallibilità che ha portato, nell’annata più complessa di sempre, a mettere al comando di un transatlantico uno che non aveva mai guidato nemmeno un gommone. L’arroganza si paga, presto o tardi e questa Juve aveva iniziato a imbarcare acqua già da qualche anno. Come sempre il problema non è perdere ma perché e come si è perso. Il viaggio e la destinazione. Perché pure Cristoforo Colombo si presentò dai saggi di Salamanca coi conti sbagliati ma il viaggio lo portò a scoprire qualcosa di nuovo inatteso e fantastico. ............................ Poi ci sarebbe la partita, la confusione in campo, il gol preso su tragico errore di Arthur, la circolazione di palla veloce come una coda sul GRA all’ora di punta, la lentezza della manovra, la facilità con cui qualsiasi avversario mette in crisi questa squadra, la millesima punizione sparata sulla barriera, l’ennesima partita della stagione affrontata con la sigaretta in bocca e finita col cerino in mano. Non mi vedrete spendere nemmeno una riga sugli episodi arbitrali; quando sei sull’orlo del burrone ogni refolo di vento può essere fatale, ma le colpe sono di chi sul ciglio ti ci ha accompagnato. Ci sarebbero molte cose da dire sulla partita, ma questa Juve non merita più le parole. E noi non gliele regaleremo. Articolo completo -> https://www.juventibus.com/partitabus-juve-benevento-0-1-titanic/
×
×
  • Crea Nuovo...