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Showing content with the highest reputation on 16/04/2025 in all areas
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4 pointsalmeno datemi na soddisfzione, la qualificazione è andata, un fallo sul ginocchio della M***A argentina o di barella
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4 pointsE comunque a vedere queste partite mi sale la tristezza molto di più per la scarsezza di tifo che abbiamo che per i giocatori attuali…. L’Aston Villa con la spinta del pubblico anche sotto 2 a zero in casa ha sfiorato l’impresa. Il Borussia sempre sostenuto…. I nostri tifosi scioperarono nella partita contro il Barca…. Che pena….
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3 pointsLa cosa che accomuna quest' Inter e quella Juventus è una dirigenza forte e competente. Il resto sono chiacchiere da bar, imho.
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3 pointsHo riconosciuto Franco Causio, un po' dimagrito. Quindi pagano....
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3 pointsTi è già stato detto elegantemente di condividere questi pensieri su fognafans... Inviato dal mio SM-A528B utilizzando Tapatalk
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3 pointsKenan è la nostra migliore chance di avere un giocatore decisivo. Se te ne esci oggi con la valigetta sul mercato rischi di tornare con Koopmeiners e Gonzalez. Definire a 19 anni se sia un "fenomeno", un "fuoriclasse", un "campione" sono chiacchiere da bar. Salah si è affermato definitivamente a 25 anni, Vinicius per le prime tre stagioni e fino ai 21 anni faceva 3 gol a stagione, Démbéle si è eclissato per sette stagioni a causa anche degli infortuni e per la prima volta a 27 anni compiuti fa una stagione in cui segna tanto. È stato messo a fare il tornante fino all'altro giorno quando è evidente che vede bene la porta e ha una grande facilità di calcio. Ha un ottimo controllo di palla, un ottimo dribbling, atleticamente non gli si può dire nulla e si è smazzato pure la fase difensiva. Sta a lui crescere ma concentrarsi su quante volte si tocca i capelli è da ricovero coatto.
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3 pointsguido rossi assunto in Fiat 1 anno dopo Farsopoli. E' come se un ladro ti entrasse in casa, ti rapisse, ti sequestrasse assieme alla tua famiglia, ti derubasse di tutto quello che hai, e tu l'anno dopo lo assumi come domestico.
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2 pointsSecondo me no. Vai a vedere le rose del barca del 2015 e del real 2017. Quelli erano alieni ai tempi
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2 pointsmah, il bayern è simile al barcellona ma gli spagnoli davanti sono più forti dei tedeschi...secondo me in due partite li eliminano....e poi voglio vedere se quel *****.....oso di inzaghi va a salutare gli avversari
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2 pointsI tedeschi hanno fatto una marea di proclami, evidentemente le inculate prese negli anni dalla nazionale italiana non sono servite a niente.
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2 points... beh, alla fine, al ladro gli hai aperto te la porta, detto dove stavano gli oggetti da rubare, come rubarle, cosa rubare e dove vendere la refurtiva...
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2 pointsChi ancora oggi (ma si era capito dall'inizio, almeno io nel mio piccolo e non sono un genio, già nel 2006 quando non fu presentato quel ricorso e in precedenza col tipo di "difesa" adottato, i media del padrone che sparavano a zero più di altri sulla juve, ecc...) pensa che la proprietà non abbia avuto un ruolo fondamentale in tutta la vicenda o è un ingenuo che crede agli unicorni o è prezzolato, tertium non datur.
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2 pointsMammamia... state tirando la volata all'inda. Qui siamo ben oltre il gufaggio, pare quasi che speriate vinca per poi insultare la Juve...
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2 pointsIgor Tudor compie oggi 47 anni! Auguri Mister!
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2 pointsBoh...dovresti chiedere alla moglie se gli piace stare sopra o sotto...magari preferisce dietro eh...o davanti...di sti tempi non si sa mai
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2 pointsMa Ferrari non pagherà mai nessuno per mettere il proprio logo da qualche parte, anzi...è il contrario Ferrari non ha bisogno di cercare il cliente, è il cliente che va a cercare Ferrari e Ferrari seleziona i clienti... una sponsorizzazione su larga scala come quella a una squadra di calcio farebbe perdere di valore al brand perché farebbe passare il messaggio che quel brand è per tutti...ma Ferrari non è per tutti ed è la stessa Ferrari a volerlo puntualizzare
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2 pointsI coprofagi staranno gongolando dopo le partite di stasera. Con la poderosa difesa che si ritrovano si vedono già vittoriosi nella finale di Monaco. Spero che il Baya gli infili un bel tronco di cipresso su per il c.u.l.o già domani sera. Inviato dal mio SM-G781B utilizzando Tapatalk
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2 pointsLa mia è stata un'odissea. Partito da ala, sono passato a seconda punta e trequartista. Poi un giorno un mio allenatore (di cui ho ancora un ottimo ricordo) ha deciso che io ero nato per fare il libero (essì... allora c'era ancora il libero!) Inizialmente pensavo fosse conseguenza della sua passione per la grappa... e invece mi trovò il ruolo definitivo. Impostavo dal basso e tappavo buchi altrui. Sempre in tensione. Giocando in attacco in effetti a volte mi scazzavo. In ogni caso, anche da libero, i miei 6/7 gol stagionali li portavo a casa! Mi stroncò la carriera una frattura trimalleolare... in allenamento!
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2 pointsSarà che la stessa sia stata SEMPRE in combutta con chi ci ha fatto del male? Sarà pure che se ne fotte altamente? Sarà che hanno preferito vedere la juve affossata per interessi che vanno al di là del calcio? Le uniche cose di cui sono certo è che non erano nè stupidi nè incapaci, nè tantomeno impotenti davanti allo sfacelo. E' stato tutto parte sempre di un progetto studiato.
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1 pointPUTA MANDRIL SANTA M***A QUANTO GODO. *****E *****E *****E E *****E. SCOPPIATE LURIDI VERMI BASTARDI.
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1 pointDoppio confronto falsato dal c00lo dell'andata, noi con un andata così perdevano 3-1. Ma andate a baciare il santino del brindellone va.
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1 pointMa al massimo è la Juve che deve pagare per mettere il proprio marchio sull'alettone della Ferrari, non scherziamo
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1 pointQuesto è quello che dico da mesi, doveva essere centrato. Il suo ruolo non è sulla fascia. Inoltre, sono sicuro che con Mbangula a sinistra e Yildiz al centro, potrebbero andare molto bene
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1 pointtu eri quello che affermava vigorosamente che si andava avanti con motta anche se ciccavamo la qualificazione champions perchè tanto a elkann non interessa il quarto posto, ricordo bene? era scaramanzia? secondo me John non vuole perdere soldi con la juventus, e faccio fatica a dargli torto. concordo anche che molte scelte dirigenziali lasciano perplessi. però che ci sia una precisa volontà di autodanneggiamento mi sembra un po' forzato
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1 pointUNA BANDIERA DELLA JUVENTUS E NON SOLO ALEX DEL PIERO Amato, discusso, criticato, Del Piero è stato sempre al centro dell'attenzione e lascia il calcio da grande campione. http://golcalcio.it/Del%20Piero.htm Un campione ma non una carriera facile. Grande talento ma non sempre del tutto convincente, pronto a smentire con gol e vittorie le piogge di critiche e perplessità, Alessandro del Piero ha sempre vissuto nell’occhio del ciclone, pronto ogni partita a dimostrare sempre la stoffa del suo talento, pronto a ricominciare sempre come se fosse la prima volta. Alessandro Del Piero nasce il 9 novembre 1974 a Conegliano Veneto (TV). Già giovanissimo quando calciava il pallone si potevano ammirare la classe, l'eleganza e quel modo imperturbabile ma ingannevole di affrontare i campi da gioco. Chi lo conosce, sa bene che dietro quell'apparente freddezza (la stessa che gli ha permesso di realizzare i suoi magnifici gol "alla Del Piero"), si nasconde una grande sensibilità umana e una rigorosa correttezza (è uno dei calciatori più rispettosi che si conoscano). La prima squadra che lo accoglie nelle sue fila è quella del suo paese, il San Vendemiano, per poi passare ad una categoria più alta con il Conegliano. Subito viene utilizzato come rapace realizzatore di gol; la madre avrebbe preferito che il piccolo Alex giocasse in porta, dove era meno facile farsi del male. All'età di sedici anni, nel 1991, Alessandro Del Piero si trasferisce al Padova, squadra nella quale si mette subito in luce come uno dei talenti più importanti del momento. In soli quattro anni brucia le tappe passando dalla Primavera ai massimi livelli del calcio mondiale. Infatti gli occhi dei maggiori club puntano ben presto su di lui e se lo contendono. Dopo numerose trattative, rimangono in lizza solo Milan e Juventus. A far pendere il piatto dalla parte della squadra torinese è Piero Aggradi, Direttore Sportivo del Padova e "scopritore" di Alex: venendo incontro ai desideri del giocatore, viene decisa la cessione alla Juventus, che ritiene di aver trovato in questo modo il sostituto di Roberto Baggio. Scelta azzeccata, si direbbe, visto che negli anni in cui Baggio passa al Milan, Del Piero diventa il leader indiscusso della Juventus. Sacchi lo prova subito in nazionale, debutta il 25 marzo 1995 contro la Estonia. Solo nella stagione successiva Sacchi lo vuole come titolare nella sua squadra, barriera di centro campo nelle qualificazione per la Coppa Europa, una manifestazione dove tutti lo aspettano protagonista. Non sarà cosí nella gara d’esordio contro la Russia Sacchi lo sostituisce nel primo tempo con Donadoni. Per lui terminerà la competizione e, addirittura, non verrà più schierato dal tecnico emiliano. Incomincia un periodo difficile con la maglia azzurra. Anche Maldini, nonostante i successi con la Juventus, con lo considera fondamentale. Ai mondiali del 1998 viene convocato, ma nasce la staffetta con il grande Baggio che sarà ricca di polemiche. Lo sostituisce contro il Camerun e il ruolo si inverte nella successiva gara con l’Austria. Dal primo minuto con la Norvegia viene sostituito da Conte. Maldini lo riprova nella decisiva gara con la Francia, ma un Roberto Baggio richiesto a furor di popolo, prenderà il suo posto nella parte finale dell’incontro. La figura di riserva di lusso sarà sua anche negli europei del 2000, con Zoff che lo manda a giocare solo i minuti finale di tutte le partite, finale compresa. Anche con Trapattoni in Corea per Del Piero c’è posto solo in panchina. Questa volta sarà Totti il calciatore con cui creare un staffetta. Alex sarà decisivo nella partita contro il Messico, realizzando il gol del pareggio che ci porterà alla beffarda partita con la Corea. Qui giocherà dal primo minuto per poi essere sostituito al 61’ da Gattuso, privando la squadra, secondo la storica strategia “trapattoniana”, di un attaccante quando si stava vincendo. La sfortuna, l’arbitro Moreno e altre cose ci porterà al triste epilogo della partita, che Alex vedrà solo dalla panchina. All'apice della carriera subisce uno stop di nove mesi, dopo il gravissimo infortunio occorsogli a Udine. E' l'8 Novembre del 1998 quando, durante la partita Udinese-Juventus, si scontra con un giocatore avversario riportando gravi danni ai legamenti del ginocchio destro. Il recupero della forma, dopo il forte trauma, è molto difficile e coincide con un calo nel numero di gol realizzati. Tuttavia, sia Ancelotti che Lippi (l'allenatore di allora), lo indicano come il punto di forza su cui far ripartire le ambizioni bianconere. Dopo quasi nove mesi Pinturicchio (nomignolo affibbiatogli dal suo grande estimatore, l'Avvocato Agnelli) fa il suo ritorno in campo. Superato il trauma, dunque, è subito in grado di dimostrare che è ancora quell'animale da rete che è sempre stato. Grazie anche ai suoi gol alla Juventus di Marcello Lippi nel 1995 riesce il tris scudetto-Coppa Italia-Supercoppa di Lega, mentre nel 1996 arrivano la Champions League, la Supercoppa europea e la Coppa Intercontinentale. Anche i commissari tecnici della Nazionale italiana, prima Zoff e poi Trapattoni, l'hanno sempre tenuto in considerazione. Purtroppo, nella stagione 2000/2001 (quella dello scudetto alla Roma dopo un testa a testa fino alla fine con la Juve), Alex si infortuna ancora restando fuori un mese. Sono in molti a darlo per finito ma dopo la morte del padre Gino, "Pinturicchio" compie al suo ritorno una autentica prodezza a Bari e da qui inizia, in modo significativo, la sua nuova vita. Il campionato 2001/2002 si apre con un Del Piero in grande forma che in mancanza di Zidane, poi ceduto al Real Madrid, si rinnova leader indiscusso della Juventus che conta sulle sue magie per vincere tutto. Giocatore di grande talento, fantasioso e magistrale nelle punizioni, Del Piero è un grande professionista che possiede doti caratteriali non consuete, che lo hanno aiutato a non perdere la testa nei momenti di esaltazione e a reagire alle difficoltà, sia sportive che personali. Per il campionato italiano 2005, sebbene il finale sia stato segnato da attriti tra il fuoriclasse e il tecnico Fabio Capello, Alessandro Del Piero è risultato essere il giocatore più decisivo (per i gol segnati) per la conquista del 28esimo scudetto juventino. Anche nella nuova stagione 2005/2006 Mister Capello non si fa problemi a tenere Alex in panchina. Sarà un anno di attriti fra i due. Del Piero ripeterà il suo copione di sempre. Riserva di lusso ma quando entra gioca e fa la differenza. Le sue reti portano alla vittorie i bianconeri ma non sono sufficienti a convincere Capello. La prossima partita per Del Piero vi sarà solo posto in panchina. Inserito nella lista dei 23 che partecipano ai mondiali del 2006 in Germania, si è autodefinito in conferenza stampa "Achille", perché come il mitologico eroe omerico si ritirò sulla collina dopo la lite con il re Agamennone, cosi anche Alex fa durante il ritiro di Duisburg, mettendosi in disparte e attendendo le scelte del CT Lippi, consapevole del suo stato di forma e della sua voglia di scendere in campo. Contro gli Usa arriva la Sua occasione: Lippi lo fa entrare al posto di Totti durante la partita, e lui sfiora il gol impegnando Kasey Keller, estremo difensore statunitense, in una spettacolare parata. Viene poi schierato titolare negli ottavi contro l'Australia, ma dopo l'espulsione di Marco Materazzi, il CT lo sostituisce. Durante la semifinale contro la Germania entra nei supplementari sullo 0-0: calcia il corner da cui scaturisce il gol di Fabio Grosso e segna il gol del definitivo 2-0 al 120* minuto: dopo uno straordinario contropiede, riceve la palla da Gilardino e la deposita in rete con un tiro ad effetto. Nella finale di Berlino che dà il quarto titolo mondiale all'Italia contro la Francia, segna il quarto dei cinque rigori al termine dei 120 minuti di gioco regolamentari, diventando così Campione del Mondo, il 9 Luglio 2006. Poi lo scandalo Moggiopoli, la revoca di due scudetti, "...due figli" come ha dichiarato Alex e la grande scommessa di riportare la sua Juventus subito in seria A, un progetto ambizioso. E' uno dei pochi che non lascia la Juventus e nonostante la penalizzazione i bianconeri dimostrano il loro valore e risalgono subito nella massima divisione. Con tre giornate di anticipo la Juventus è promossa in serie A grazie anche ai gol di Del Piero che vince con 20 reti la classifica dei cannonieri. Poi la Juventus di Ranieri, il secondo posto e un campionato europeo non esaltante anche se nei quarti di finali i futuri campioni della Spagna ci eliminato ai rigori. Poi sono anni difficili con una Juventus che prima con Ferrara e poi con Del Neri non riesce più a tornare ai vertici del nostro calcio. Ad inizio della stagione 2011-12 ormai del Piero ha fatto la sua scelta di comune accordo con la società; lascerà la squadra a fine stagione. Sarà con l'arrivo di Conte e i suoi impieghi che si rilevano sempre preziosi a portare la conquista del ventottesimo scudetto. Suo il gol decisivo del sorpasso del Milan contro la Lazio, quando a pochi istanti dalla fine segna una punizione a sorpresa che vale il campionato. I tifosi vogliono che Del Piero rimanga alla Juventus ma la scelta sembra non essere più modificata. Alex giocherà la sua ultima partita in campionato il 12 maggio 2012 siglando con una rete contro l'Atalanta il suo 290° gol in bianconero. Con lui lascia il calcio una delle ultime bandiere del nostro calcio. Un giocatore bravissimo, umile, che ha sempre messo a tacere con i fatti le tante critiche. Una carriera ricca di vittorie ma non facile, costellato sempre da chi lo voleva vedere in panchina per questo o quello calciatore ma che sempre Del Piero ha smentito ricominciando una partita lunghissima, dimostrando dieci, cento, mille volte di essere un campione. Una carriera lunga senza fine. Palmares: 8 Campionati Italiani: 94/95, 96/97, 97/98, 01/02, 02/03, 04/05, 05/06, 2011/12 1 Coppa dei Campioni: 95/96 1 Coppa Intercontinentale: 96 1 Supercoppa Europea: 96 1 Coppa Italia: 94/95 2 Supercoppe Italiane: 95, 97 1 Coppa del Mondo
