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Showing content with the highest reputation on 20/03/2025 in all areas

  1. 5 points
    Ma a dir la verità il calcio di Motta si avvicina poco o niente al calcio europeo...è che ormai grazie ai soliti guru da 4 soldi che girano per le televisioni c'è la convinzione che avere una percentuale alta di possesso palla vuol dire fare il calcio moderno, ma è una grandissima cazzata. Il calcio di Motta è fatto di un possesso palla per lo più orizzontale, non è un calcio fatto per creare molte occasioni, non è fatto per segnare tanto, è fatto per tenere tanto la palla e di conseguenza per subire poco. Il Bologna di Motta non era certo una macchina da gol, erano molto migliori nei numeri difensivi piuttosto che in quelli offensivi. La tendenza del calcio europeo oggi è quella di cercare la verticalità perché ormai tutti pressano alto e la contromisura più logica è quella di giocare in verticale per evitare di giocare in mezzo al pressing e andare a trovare gli spazi che inevitabilmente chi ti pressa alto ti lascia dietro...in Italia lo faceva da dio il Napoli di Spalletti e lo fa benissimo l'Inter di Inzaghi e l'Atalanta di Gasperini. Il possesso palla eterno tornando sempre indietro dai difensori è na rottura di co*****i assurda e non è giocare bene a calcio, per giocare bene a calcio bisogna avere l'obiettivo di calciare in porta e non lo fai passando la palla ai difensori
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  4. 3 points
    L'altro aveva un curriculum diverso, un contratto che lo rendeva difficile da esonerare e comunque bello o brutto che fosse da vedere il risultato minimo te lo garantiva. Qui sei in una situazione di declino completo e preoccupante, al momento sei fuori dalla Champions e viste tutte le problematiche che si sono create nel corso della stagione e che si stanno amplificando partita dopo partita lo scenario preoccupante è che la prossima stagione la vai a iniziare portandoti dietro tutti i problemi. Poi magari Motta ti fa un bel finale di stagione, arriva in Champions liscio e la squadra dimostra una crescita e di aver ritrovato serenità e fiducia e allora puoi anche pensare di dargli fiducia, ma adesso come adesso ogni partita pare debba essere il giorno dell'esecuzione... già che sia ancora li dopo gli ultimi due risultati è un atto di fede non da poco
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    Alessandro Del Piero unica religione
  6. 3 points
    Ma figurati. Non hanno detto mezza parola nel 2006, non hanno detto mezza parola nel 2023, figurati se si espongono ora. Sono stati capaci solo di contestare Motta, Giuntoli & co. (per carità, legittimo) ma sia mai dire mezza parola vs il grande capo. Hanno fatto la guerra ad Andrea Agnelli per anni, mai mezza parola vs colui che ha preso il potere grazie a Farsopoli. E' sufficiente questo per descriverli.
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    Pare l'abbia scelta personalmente John
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    Fino a che ci sarà anche un solo cliente, che spenderà 300/400/500 all'anno per biglietti, maglie originali, merchandising vario...a loro non fregherà niente delle offese sui social, della federazione corrotta, di chinè, degli arbitri, dei biglietti cari...niente. Non a caso, tifosi allo stadio non ne vanno più, vanno solo clienti. Gente che anche se vede uno 0-4 sorride e fa le foto ai giocatori a fine partita, compra la maglia, si fa i selfie ecc. In questo ci hanno trasformato, in clienti.
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    «Il Trap mi diceva che i rigori li sapevo tirare meglio di Platini Quante botte e insulti con Pruzzo, ora siamo diventati buoni amici» Sergio Brio: io un picchiatore? Fui espulso solo una volta Venni morso in campo da un cane poliziotto romanista di Luca Bergamin · 20 mar 2025 Sergio Brio, lei è uno dei sei soli giocatori viventi ad avere vinto tutte le massime competizioni per squadre calcistiche di club. E adesso, a 67 anni di età, è tornato sui banchi di scuola. Perché? «Dopo la carriera di calciatore professionista, quella di allenatore e venti anni da commentatore televisivo, mi sono messo a studiare per diventare mental coach. Mi sono accorto, infatti, di essere portato per coniugare i concetti di leadership, spogliatoio, aiuto reciproco alla vita aziendale. Io non ci penso proprio a fare il pensionato, sono uno che non molla mai. Non mi reggevo più in piedi e ho scelto di farmi mettere due protesi alle cartilagini delle ginocchia contemporaneamente, nel corso di una sola operazione». Arti usurati? Non era lei quello che nella Juventus, insieme con Claudio Gentile, dava le botte? «Le botte negli anni Ottanta e Novanta si davano e prendevano, era un calcio più fisico e più tecnico di quello odierno. Potrebbe sembrare un paradosso ma è così». Brio, quale rapporto avrebbe avuto con la Var, la Video assistant referee? «Avrei cambiato il metodo di marcare e comunque con il libero dietro lo stopper, non eri mai l’ultimo uomo prima del portiere, mentre adesso si sta tutti in linea. In ogni modo io sono stato espulso una sola volta, contro il Napoli per una presunta gomitata rifilata a Salvatore Bagni. Non lo avevo toccato. Il presidente Boniperti mi disse che ero caduto nel tranello del centrocampista partenopeo». Ci si reclama sempre innocenti, poi invece se ci fosse stata la Var già allora... «L’avvocato Chiusano studiò le immagini televisive, come se avesse una sua Var, fece ricorso ed ebbi una giornata di sconto sulle due di squalifica che mi erano state comminate. Comunque dagli spalti, in cui mi ero seduto dopo l’uscita dal campo, assistetti a una magica rete di Maradona all’incrocio dei pali». A Brio stinco di santo non crede nessuno nemmeno dopo trenta anni. «Non lo ero, però non ero nemmeno un picchiatore. Anche Franco Baresi che passava per un difensore dallo stile perfetto si aiutava con tutti i mezzi possibili per fermare gli attaccanti. La forza fisica è una cosa, la cattiveria un’altra». Le piace il calcio di oggi? «Sinceramente, davanti allo schermo mi addormento, queste partite sono alquanto noiose. Mi viene sempre da ripensare a quando Boniperti sostituì in un colpo solo Capello e Anastasi con Boninsegna e Benetti perché voleva giocatori più coriacei». Altre differenze che fanno pendere la bilancia dalla parte del suo calcio anni Ottanta? «Per noi la società di calcio veniva prima di tutto, la maglia era sacra, i calciatori arrivavano dopo. Adesso prevale un individualismo esasperato». Qual è l’attaccante che a lei invece non perdonava nulla? «Van Basten per me è stato il più grande di tutti. Era bravo sia di destro che di sinistro, non si faceva mai anticipare. Dopo quindici minuti di partita mi dicevo: “Sergio, questo non lo fermerai mai”. Non ero in grado di capire se convenisse spostarlo da un lato all’altro in base al piede meno talentuoso come si faceva di solito». Anche «Spillo» Altobelli la fece ammattire parecchio. «Un’estate ero a Forte dei Marmi con la famiglia. Non esistevano i telefonini, solo un apparecchio fisso nel chiosco dei gelati lontano trecento metri dal mare. Vedo il bagnino venirmi incontro per avvertirmi che Boniperti desiderava parlarmi. In quel tragitto fui attraversato da cattivi pensieri perché il Presidente di solito chiamava solo per comunicarti che ti aveva venduto. Alzai la cornetta e lui mi disse: “Sergio, ho preso Altobelli così non ti segna più davanti agli occhi...”». Anche lei è stato un bomber, ha segnato 24 reti da professionista. «Sono di più se aggiungiamo la Coppa Italia e la finale della Coppa Intercontinentale a Tokyo, in quella gara marcai Borghi destinato al Milan. Mi ricordo ancora il percorso di avvicinamento al dischetto, quelli sono momenti in grado di cambiare una carriera, una vita. Sbagli un rigore e lo rivedi nella testa finché campi». Avere Gaetano Scirea alle spalle voleva dire dormire sonni più tranquilli? «Un giocatore semplicemente perfetto. Un uomo taciturno, serissimo: quando parlava, però, tutti si zittivano. La sua tecnica era finissima. Non venne mai espulso». Scirea-Brio sono stati più forti di Baresi-Costacurta? «Io non posso dirlo. Ho le mie idee in merito...». Lei aveva più tecnica e forza di Billy, almeno questo si può dire? «Idem come sopra. Io ho avuto la fortuna di incrociare il mio destino con quello di Giovanni Trapattoni che, tornando ad esempio alla finale della Coppa Intercontinentale, ebbe il coraggio di dirmi che ero il rigorista più bravo, addirittura più di Michel Platini. Il Trap ti trasmetteva una fiducia pazzesca in te stesso, bastava averlo in panchina e tu davi il doppio». Ci racconti la sua infanzia leccese fiabesca. «I miei genitori erano entrambi parrucchieri, vivevamo di fronte al Convitto Palmieri, dove adesso c’è il museo dedicato a Carmelo Bene. Trascorrevo tutte le ore della giornata a giocare a pallone tra le colonne di quel porticato in stile neoclassico. Per mia fortuna, sopra la nostra casa, abitava il portiere del Lecce che mi raccomandò ai responsabili del settore giovanile, lo stesso in cui si era formato Franco Causio». Anche un telegramma di suo padre le ha segnato la carriera. «A 17 anni mi avevano già ceduto per 400 mila lire al Calimera in Prima Categoria, però papà mandò una lettera per bloccare il trasferimento. Poco dopo mi fecero esordire in serie C, Azeglio Vicini mi convocò nella selezione giovanile, e da lì tutti mi volevano. Soprattutto il Milan era insistente. Ho avuto una botta di fortuna, quell’anno ero ripetente a scuola. Sarei diventato contabile. Invece nell’arco di poche settimane mi ritrovai ad allenarmi con i giocatori che collezionavo nelle figurine». Racconti la firma dei contratti con Boniperti. «In un giorno, durante il ritiro di Villar Perosa, faceva firmare praticamente a tutti un contratto in bianco, nel quale la cifra non era indicata. Si entrava a turno in una stanzetta convertita a ufficio, talmente invasa dal fumo che quasi non riconoscevi il viso del Presidente. E poi lui ci consigliava di sposarci presto ma al tempo stesso raccomandava alle nostri mogli di essere sessualmente morigerate nei nostri confronti. Io feci subito un figlio». Lei è stato l’unico calciatore della storia a venire azzannato da un cane poliziotto a Roma. «Sotto di un gol, pareggiò Platini e poi segnai io. Mentre stavo guadagnando la via degli spogliatoi, Prandelli mi avvisa che Giampiero Galeazzi voleva intervistarmi. Sotto la curva sud allora c’erano gli spogliatoi, con un tendone sopra per proteggere gli atleti dal lancio di oggetti. Mi si avvicina un poliziotto con un cane che portava al collo un fazzoletto giallorosso. Lo vedevo che tirava verso di me, ma il poliziotto lo teneva per il guinzaglio. A un certo punto, lo lascia andare. Io avevo appena fatto a scarpate in campo con Pruzzo e ho dovuto rifilarne anche a quell’animale che nel frattempo mi aveva morsicato facendomi sanguinare. Poi il medico sociale dovette cercare il militare per verificare se avesse fatto l’antirabbica altrimenti avrei dovuto saltare l’imminente match con l’Aston Villa per l’assunzione del vaccino contenente sostanze vietate dall’antidoping». Con Pruzzo siete stati protagonisti di duelli rabbiosi. Era proprio odio il vostro? «Lui era un giocatore che rimproverava anche i suoi compagni se non gli passavano la palla. Prendeva a male parole anche me. Scontri duri, epici. Adesso siamo amici».
  10. 2 points
    la famiglia agnelli ha fatto affari d'oro con mussolini eh amico joyce non ne esci più co sti discorsi
  11. 2 points
    Restando ai fatti nostri, citofonare Marini ( '82-83) Quelli del Tavolino: un club fin dalle origini avvezzo a chiedere ed ottenere vittorie del genere ed a celebrarle come fossero reali. Quanto a Sergione Brio, era facile trovarlo al mare d'estate a Porto Cesareo (LE): spesso nello stesso lido si potevano incontrare Causio, fighetto, chioma curata, seduto sotto l'ombrellone o, sempre dandosi un certo tono, a sorseggiare qualcosa al bar, e Sergio, sotto la "rotonda", in canottiera, che smoccolava in dialetto durante accesissime partite a briscola: uno spasso! Entrambi, comunque, non lesinavano mai un sorriso o un cenno di saluto a noi ragazzi che, educatamente, "restavamo a distanza" evitando di disturbarli o infastidirli. Loro due nel mio avatar e ( Con..un altro) nel nick; qualche anno addietro, incrociando il Barone per le vie del centro, gli ho detto che per "colpa sua" fin dal '70 ero, e sono tuttora, affetto dal "morbo bianconero".... e l'ho ringraziato calorosamente! Infine, devo aggiungere che tutti quelli che hanno avuto modo di conoscere bene Sergione, oppure hanno semplicemente avuto a che fare con lui, me lo hanno descritto come un "pezzo di pane", un uomo generoso quanto mite, insomma una persona con un carattere profondamente diverso rispetto al gladiatore feroce visto in campo con la nostra maglia.
  12. 2 points
    sì, che con mancini finirebbe infinitamente peggio che con motta
  13. 2 points
    GIONNI PINKY PANTS YOU DON'T HAVE THE CARDS OH STO QUA NON COMBINERÀ UN KAZZO ASSOLUTO MA GLI STA KAGANDO IL CHAZZO DURO AL CALZONATO FLUO DUNQUE È MIO FRATELLO MJGA PD STO SCARICANDO ETORO SOLO PE BUTTA UN MILLINO SU AZIONI TETHER STASERA STO SOTTO UN PONTE STIKAZZI VAMOS
  14. 2 points
    ero entrato per scrivere praticamente la stessa cosa ''lo stopper'' ah che bello quando si sentiva dire ''brio stopper, scirea libero...''
  15. 2 points
    Questo anche nel passato succedeva,negli anni 80 anche noi eravamo più controllati di qualunque altro in Italia,ai gruppi della Filadelfia gli contavano anche i peli nel corpo per motivi ridicoli,ad esempio Drughi andava bene ma Arcancia Meccanica no. Certo l'ambiente era diverso,le sensazioni erano diverse,non dovevi dissanguarti per vedere la Juve,i tifosi erano tifosi e non clienti,e Boniperti non era perfetto ma non ha mai pensato allo stadio da trenta quaranta mila posti! Io non voglio offendere nessuno quando parlo di non andare più,è solo una decisione mia,ad Elkann e prima ad Agnelli mai più un soldo,ma capisco chi è innamorato e va lo stesso!
  16. 2 points
  17. 2 points
    Game... set... match... sarebbero dei fessi a venire anche se animati da buone intenzioni...
  18. 2 points
    Spero per lui e la sua azienda che non abbia nemmeno un ossicino di pollo nell'armadio. Perché una volta che dovesse buttarsi realmente nella gestione della società... la nostra solerte giustizia, sportiva e non, gli farà pelo e contropelo.
  19. 2 points
    perchè non sanno che l'inchiesta sulla curva l'ha voluta elcane per provare a far fuori agnelli, dandogli pure la colpa dei divieti ci è riuscito dopo con l'inchiesta plusvalenze
  20. 2 points
    E se l'attesa di Milik fosse Milik stesso?
  21. 2 points
    Io ho avuto il privilegio di vivere quella Juventus. È uno dei ricordi piu belli della mia vita.
  22. 2 points
    La colpa,diciamo così,è di voi più giovani che ancora andate e non li lasciate soli. Questi meritano soltanto di essere abbandonati,ho mio figlio gagno che ancora ogni tanto va e non voglio dirgli nulla,chissà se scrive anche lui qui sopra.. Ognuno è libero,ma questi non ci vogliono,non ci hanno mai voluto,ci sopportava Boniperti che comunque lo stadio da trentamila quarantamila non lo ha mai pensato,non ci voleva Giraudo,non ci voleva Cobolli con Blanc,non ci vogliono questi degli ultimi anni, da AA a Elkann.Vogliono solo i nostri soldi,e che su internet gli facciamo il lavoro sporco difendendo una società che loro non difendono. Se ampliano lo stadio aumenta la disponibilità e non possono fare selezione all'ingresso con prezzi immorali,non ci vogliono,non vi vogliono,vogliono manichini benestanti e che ingoiano qualsiasi schifezza.Lasciateli soli,non date i soldi a Elkann che vi tratta da pupazzi,come anche quelli che c'erano prima!
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  25. 1 point
    quello che mi è chiaro è che solo alla Juventus si tiene un allenatore che ha mezzo spogliatoio contro. Non diventa nemmeno più un discorso di bravura, palmares, appeal, ecc.ecc. Se hai lo spaogliatoio contro puoi chiamare anche Claudio Morelli (allenatore del Sambiase in serie D) che farà meglio di Motta.
  26. 1 point
    Infatti per un bel po' i risultati sono stati migliori del gioco. Poi il castello di carte è crollato
  27. 1 point
    Guarda...fosse veramente così, ci starei pure a vendere l'anima al diavolo per poi eclissarci nell'oblio eterno, piuttosto che continuare questa fase ignava
  28. 1 point
    e se ci fosse entrato e non avesse trovato nessuno, stile la particella di sodio famosa dell'acqua?
  29. 1 point
    Io infatti valuto quello che penso, e penso che la Juve non possa permettersi di non andare in Champions. Nessuna altra argomentazione mi convincerà del contrario. Abbiamo già perso almeno 5 anni di possibile crescita, non possiamo perderne tanti altri e andare in Champions è maledettamente importante anche a livello economico. Per l’allenatore mi arrendo, non sono capaci di trovarne uno bravo manco sulla luna
  30. 1 point
    rush che segna il rigore decisivo pero' che gioia
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    in poche parole era quello che marcava a uomo il 9, e quasi sempre lo stopper aveva il nr 5
  32. 1 point
    per i chirurghi i calciatori sono i soggetti migliori per praticare su robe che si trovano solo nei libri
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  34. 1 point
    Certo che ci fossero alte aspettative, lo si evince dagli occhi sbarrati di Giuntoli ad ogni intervista recente, purtroppo si sbaglia (e si paga), ma vatti a vedere i post dei tanti 'intiriciondoli' che titoloni e affermazioni facessero su Motta nonché su quasi tutta la campagna acquisti, dopo è facile parlare, io non lo avrei preso mai Thiago, ma sui giocatori sono convinta ancora di poter dare giudizi positivi (ad eccezione di Kelly), lo stesso Gonzalez non può essere quello che stiamo vedendo, e non parliamo di Koop Concordo. Mi hanno detto che secondo Sky si va verso l'esonero. Inizio a sperare?
  35. 1 point
    se hai qualcosa contro di lui, figuriamoci cosa ne pensi degli altri 2000 giocatori che hanno vestito la nostra maglia. Alex è stato e sarà per sempre il migliore di tutti, in campo e fuori dal campo.
  36. 1 point
    Se il bilancio di giugno 2025 chiuderà in rosso oltre i - 35/-40 ml, si renderà necessaria una nuova ricapitalizzazione, anche se di piccola entità. Quindi si, tornerebbe come soluzione. Quella più semplice sarebbe la sponsorizzazione pre-giugno 2025. Per evitare la medesima ricapitalizzazione. Considerando che il mondiale per club inizia a metà giugno, quindi una grande visibilità, tornerebbe anche questa come soluzione. Bisogna vedere se a Tether interessa fare una sponsorizzazione, che come detto prima, nel loro caso stando a quanto dicono loro, sarebbero soldi quasi a fondo perduto. Ma la pubblicità serve sempre, anche a chi dice di non averne tanto bisogno
  37. 1 point
    Yes Ad esempio, invece di buttare 120mln in un triennale da 40mln annui come main-sponsor, potrebbero metterli come capitale...penso che avrebbero comunque la stessa visibilità, se non migliore e in più un peso specifico maggiore come azionisti. Ma probabilmente stiamo supercazzolando e, soprattutto, facendo i conti senza l'oste (o gli osti...)
  38. 1 point
    Finché il modello di business del calcio richiede di perdere soldi per essere competitivi è tutto da vedere che un'altra proprietà dia più garanzie di questa
  39. 1 point
    Meglio veder vincere gli altri con i pulitissimi petroldollari o con le banconote del Monopoli, hai ragione!
  40. 1 point
  41. 1 point
    Dopo 15 anni si sono resi conto che si potrebbe usare lo stadio anche per concerti?
  42. 1 point
    Forse Motta pretende che i giocatori si adattino al suo credo, e non vuole che lui si adatti ai calciatori
  43. 1 point
    Giuntoli fa tenerezza, invece di cacciare un tecnico mal digerito dallo spogliatoio invita tutti a cena. Ovviamente lui è il primo responsabile, T.Motta era arrivato come uomo di punta del famoso progetto avviato dallo chef. Se salta l'italo-brasiliano mi pare chiaro che l'arrogante Giuntoli rischia parecchio.
  44. 1 point
    Grande calciatore, ma ha segnato anche gli sguardi imbarazzati al processo doping, e soprattutto non ha mai rivendicato a dovere da capitano quale era la vicenda Farsopoli e questo suo atteggiamento assolutamente ingiustificato ed ingiustificabile su qualcosa vinto e meritato sul campo non si può dimenticare. Uno Juventino vero avrebbe gridato con forza e senza timore la farsa del 2006, ma lui non lo ha mai fatto, Apprezzo il fatto che sia rimasto alla Juve nel 2006, ma penso di essere obiettivo nel dire che grandi richieste non ne aveva dopo aver sofferto gli ultimi due anni con Capello e che la condizione fisica non gli permetteva più le performance degli anni d'oro. Rimanere in bianconero è stata la scelta migliore che poteva fare. Ripeto per me è stato certo un grandissimo calciatore tra i più forti di sempre della Juve, ma non dimentico il suo comportamento nelle situazioni sopra riportate.
  45. 1 point
    Non se ne parla. Pensionato da tempo. Preferisco allora che rimanga l'attuale. E comunque in tutta onestà mi frega ormai molto poco. Tra UEFA FIGC istituzioni sportive e non, ne ho davvero le palle piene. Sono stanco capo. Mi divertirò a seguire il calcio estero e a gufare tutto ciò che possa essere anche vagamente ricondotto a quella fogna del calcio mafioso italiano.
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    Voci dicono che in questo weekend ci potrebbe essere la decisione...
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  48. 1 point
    Io dico anche basta con elcane. Al posto suo mi va bene pure il cartello di sinaloa, figurati se non mo faccio andar bene agnelli! Ps: prima che ti pigliasse in mano lui stavi a pasteggiare con M***A di p***o ESATTAMENTE COME ORA. Ad avercene di incapaci come lui. Solo chi non fa non sbaglia.
  49. 1 point
    La Juventus andrebbe meritata. Non si capisce per quale motivo tale Lloyd Kelly sia a Torino, a vestire la casacca bianconera. 3 anni fa giocava nella Championship, negli ultimi 2 ha militato nel Bournemouth dove non ha brillato anche per colpa degli infortuni e negli ultimi mesi ha fatto la riserva fissa nel Newcastle. Alla luce di tutto ciò, non solo non si capisce perchè - nell'intero panorama calcistico mondiale - sia stato scelto per rinforzare la nostra squadra, ma non si capisce neanche perchè sia stato acquistato a queste cifre. Sono cose che andrebbero spiegate, perchè è facile pensare a male.
  50. 1 point
    Ho cambiato idea, via subito. mandare via marotta é stato il punto di non ritorno siamo diventati come l’Inter e l’Inter era diventata come la Juventus. Tanti italiani, forte, perde finali di champions
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