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Showing content with the highest reputation on 01/05/2026 in all areas

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    La strategia di Sempio per farla franca:
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  6. 5 points
    Queste due meritano. Geniali. Mi sono fatto una grassa grossa risata alle 8 del mattino, che mi ha sentito tutto il condominio.
  7. 4 points
    mi ricorda la voce di quello che faceva le suonerie per i cellulari cmq la farsa del 2006 con la Juve coinvolta ha portato l'ital-juve sul tetto del mondo la farsa del 2026 con i cartonati coinvolti ha portato l'ital-inda fuori dai mondiali perdenti sempre, sotto tutti i punti di vista
  8. 4 points
    Repubblica è ovviamente stata venduta da Exor, se no non si sarebbe mai permessa indiscrezioni su Rocchi intercettato a parlare con un dirigente dell'inter
  9. 4 points
    Ora manca solo qualcuno che se ne esca con una cosa tipo "non vorremo mica agire in fretta e furia come accadde nel 2006... serve prudenza". Allora sì che mi scatta la jihad!
  10. 4 points
    E no! Le intercettazioni sui prescritti andranno ascoltate con lo stesso metro con cui sono state ascoltate quelle di Moggi. E gli infami non devono poter usare tutte le argomentazioni che ci hanno negato nel 2006. Giá ci stanno provando con “col designatore parlavano tutti” e “con gli arbitri graditi abbiamo perso” …. E no!!!! Se queste argomentazioni non erano valide nel 2006 non possono esserlo ora! Altrimenti ci ridate i due scudi, cancellate l’anno di B e ci risarcite per farsopoli.
  11. 4 points
    Anche "ai tempi di Meani", il Milan avrebbe quantomeno dovuto seguire la Juventus in B... Quantomeno! Perché le telefonate "incrociate" Meani-Collina e Meani-Galliani disegnavano un quadro molto nitido e preciso. Meani è stato lo specchietto per allodole a cui la procura federale ha voluto fingere di credere per penalizzare il Milan quanto bastasse per retrocederlo dietro all'inter. Ora io non so come e se siano cambiate le regole per stabilire la responsabilità diretta o indiretta. Certo il contenuto di questa intercettazione (e di altre... perché pare non sia l'unica) andrà analizzato alla luce di ciò che viene esattamente detto. È tutta via divertente scoprire a mezzo stampa come, prima non siano possibili le intercettazioni per reati come la frode sportiva, poi, sì ok sono possibili, ma non c'è alcun dirigente dell'Inter, poi, sì ok c'è il dirigente dell'Inter, ma... Per noi avrebbero già chiesto la retrocessione in promozione con fustigazione pubblica. Figli di tr**a!
  12. 4 points
    Purtroppo, se la vediamo oggettivamente, non avremo mai più giustizia per quello che successe 20 anni fa. Niente e nessuno ci restituirà più quei giocatori, quella situazione economico-finanziaria, quei dirigenti, quella passione ❤️‍🔥, ciò che era e rappresentava per noi tifosi veri la Juventus. Niente e nessuno. Neppure gli onesti in Interregionale,neppure Elkann legato come un salame alla prua di un mercantile davanti all’isola di Kharg con i Pasdaran che fanno tiro al bersaglio 🎯 su di lui… Mi dispiace essere crudelmente crudo ma è così
  13. 3 points
  14. 3 points
    Vivo in un buco di paese, se mi metto a sciabolare in centro li acchiappo tutti senza citofono Sei sempre la benvenuta Davanti a Bovio ci divertiremo Morbidissime
  15. 3 points
  16. 3 points
    Comunque a me tornano in mente tanti di quei gol annullati per un millimetro in base alla scelta del frame. Quante volte abbiamo espresso dubbi e ci dicevano che il fuorigioco era oggettivo. Chissà se il criterio di quale frame prendere arrivava direttamente da dietro la vetrata.
  17. 3 points
    Mi emoziono quando leggo la lettera J (cit. Avv. G. Agnelli)
  18. 3 points
    il dirigente addetto agli arbitri è tanta roba, vedremo i contenuti dei discorsi. Ringraziamo cmq l'italia per essere uscita dai mondiali e aver portato alle dimissioni di Gravina, senza le quali tutta questa bella roba non sarebbe mai venuta fuori.
  19. 3 points
    Boh io veramente mi chiedo che gusto ci provino alcuni a guardare e spendere per uno spettacolo falsato, corrotto, pieno di letame e fango fino all'orlo, rovinato dai dirigenti mondiali e non solo, strapieno di mercenari, simulatori ecc Dopo il 2006 e il 2023 come si può perdere ancora tempo dietro a queste porcate.
  20. 3 points
    Come te, in più quando gioca la Nazionale tendenzialmente tifo per l'altra squadra! Ammetto nel 2023 di aver pensato che finalmente la cosa avrebbe fatto aprire gli occhi se non a tutti, almeno a tanti. Invece siamo riamsti i soliti, noi disillusi che qualcuno ci aveva chiamato "rancorosi"
  21. 3 points
    io invece vado a citofonare a tutti i cartonati che conosco e quando mi chiedono "chi è?" rispondo "C'è Rocchi?"
  22. 3 points
    Ti ho sentito pure io ma non capivo poi ho fatto il refresh della pagina
  23. 3 points
    È quello che dovrebbe fare ogni tifoso della Juve, invece di pensare a Spalletti, alla lotta per la Champions, a Locatelli, Motta, Giuntoli, Vlahovic ecc. Stadio vuoto, 0 abbonamenti alla pay tv, proteste, cori e striscioni contro IL male John Elcan ecc. Ma non lo abbiamo fatto nè nel 2006 nè nel 2023, figurati se lo facciamo ora. Continuiamo a prendere schiaffi, come da 30 anni a questa parte, e si va avanti.
  24. 3 points
  25. 3 points
    Arriverà quel giorno eh. Magari inaspettato, così di punto in bianco, all'improvviso, che lascia tutti scioccati e sgomenti. Ma io quel giorno giuro che porterò a cena fuori tutta la famiglia per festeggiare. E godrò come la vittoria di 4 champions league. Godrò come un Palio vinto, come si dice a Siena.
  26. 2 points
  27. 2 points
  28. 2 points
    Vedi foto Quanto costa??? Non voglio investire nel calcio cit. Sti nordisti E devi ringraziare che l'hai trovato
  29. 2 points
    La cosa più interessante è scritta alla fine dell'articolo: l'addetto agli arbitri NON può parlare col designatore.
  30. 2 points
    Battuto il record di precocità di Djokovic sul raggiungimento delle finali di tutti i 1000
  31. 2 points
    Sulla base delle norme federali e delle recenti inchieste che hanno coinvolto il settore arbitrale (aprile 2026), all'addetto agli arbitri di una squadra non è permesso discutere con il designatore in merito al gradimento dei direttori di gara. [1, 2] Sebbene il ruolo (noto anche come Club Referee Manager) preveda di mantenere rapporti con la categoria arbitrale, questi devono limitarsi ad aspetti didattici, logistici e istituzionali. [1, 2] Limiti e compiti dell'addetto agli arbitri Il perimetro d'azione di questo dirigente è rigorosamente definito per garantire l'imparzialità del sistema: Interazione tecnica: Può interfacciarsi con i referenti dell'AIA per ricevere spiegazioni sulle linee guida arbitrali e didattiche (es. interpretazione dei falli o del fuorigioco) da trasferire poi alla propria squadra. Accoglienza e logistica: È il responsabile dell'accoglienza della terna arbitrale e degli osservatori allo stadio, occupandosi della loro sicurezza e delle necessità burocratiche. Divieto di condizionamento: È esplicitamente vietato che l'addetto esprima preferenze al designatore (come emerso nel caso che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi nell'aprile 2026) o utilizzi il canale di comunicazione come "valvola di sfogo" per proteste. Mediazione in campo: Durante la gara, è l'unico dirigente autorizzato a interfacciarsi con gli arbitri per gestire eventuali tensioni nel tunnel o negli spogliatoi. [1, 2, 3, 4, 5] L'indagine della Procura di Milano dell'aprile 2026 ha messo sotto esame proprio questi contatti, ipotizzando reati di frode sportiva laddove le comunicazioni abbiano superato i limiti del confronto istituzionale per influenzare le designazioni.
  32. 2 points
    non sono tirchio sono povero, e poi nel calcio non conviene investire
  33. 2 points
    vogliamo riflettere come repubblica (uno dei pochi) stia parlando di inter-cettazioni da quando il proprietario non è più Jhon?
  34. 2 points
    Qualcuno ha informato ha informato l'avv. A'Felpa che le intercettazioni ci sono. Non si sa cosa dicono, ma ci sono. Quindi può fare a meno delle sue supercazzole perchè le "vedove del 2006" come ci definisce, stanno con le orecchie dritte. È dal 2006 che vi aspettiamo al varco, e se anche sravolta non succederà niente, perchè siete dei mafiosi rubagalline, anche il solo vedervi annaspare collezionando figure di M***A contrafficendovi in un cortocircuito equestre per evitare quei riflettori che vostro mslgrado si sono accesi su di voi. Pagiacci
  35. 2 points
    Se insabbiano tutto smetto col calcio, che già seguo pochissimo. Poi mi cancello dal forum, vendo gli album panini che custodisco da vent'anni e cancello ogni traccia di questo sport che da qualche anno mi porta solo tristessa. Ora si che capisco quei signori di una volta che mi dicevano te lo buco quel pallone!
  36. 2 points
  37. 2 points
    Ma guarda io ormai ho le mie certezze e sinceramente non mi interessa di come andrà a finire, tanto si sa come andrà. Per me rimane solo, e in questo senso ha una sua importanza,un ulteriore argomento di confronto con gli antijuventini, ormai ne ho così tanti che non posso uscire sconfitto da nessuna confronto verbale con un interista
  38. 2 points
    Concordo. Senza tirare fuori un millesimo seguo quando mi ricordo che giochiamo, e a volte neanche tutta la partita. Magari do un’occhiata mentre che mangio e con commento in inglese, arabo, russo o spagnolo. Ecco ormai è più un modo per rinfrescare l’udito all’inglese o allo spagnolo o al portoghese. Ma anche io mai più andato allo stadio se non in occasione di un Juventus-Avellino di Coppa Italia offertomi da un amico: occasione per vedere dal vivo il nuovo stadio (ideato dalla triade…). Poi null’altro che non sunti sul webbe e basta. Qualche radiocronaca se mi ricordo e ho tempo. Giornali penso che l’ultima volta che comprai i tre quotidiani sportivi fu in occasione della CL vinta nel 1996… Ovviamente l’acquisto da parte di Tetter mi darebbe molta curiosità e rinnovato interesse. La passione forse se vedessi anche un progetto serio
  39. 2 points
    1º maggio 1994 Muore Ayrton Senna Ayrton Senna da Silva (San Paolo, 21 marzo 1960 – Bologna, 1º maggio 1994) è stato un pilota automobilistico brasiliano, tre volte campione del mondo di Formula 1 con la McLaren (1988, 1990 e 1991). Soprannominato Beco in gioventù ed in seguito Magic, è considerato uno dei più grandi piloti e sportivi di tutti i tempi, nonché una delle figure più rappresentative dell'automobilismo. È inoltre citato come un eroe nazionale nel suo Paese. Un’analisi condotta dalla Formula 1 in collaborazione con Amazon Web Services, pubblicata nel 2020, ha identificato Ayrton Senna come il pilota più veloce di ogni epoca. Pilota completo sotto ogni aspetto, dalla messa a punto alla gestione delle gomme, seppe distinguersi nel corso della carriera soprattutto per la guida sul bagnato e la velocità in qualifica, caratteristica, quest'ultima, che gli consentì di detenere il record di pole position (65) dal 1989 al 2006. Abile in particolare nei circuiti cittadini, detiene il record di vittorie sul prestigioso circuito di Monte Carlo, sei, di cui cinque consecutive fra il 1989 e il 1993. Complessivamente, con 41 Gran Premi vinti, risulta essere il sesto pilota più vincente nella storia della Formula 1. Ayrton Senna con Alain Prost La sua carriera nella massima categoria automobilistica, iniziata nel 1984 al volante della Toleman, venne contraddistinta dal dualismo con Alain Prost, suo compagno di squadra in McLaren nel biennio 1988-1989: tale rivalità è considerata come una delle più intense e accese nella storia della Formula 1, nonché dello sport in generale. Morì in conseguenza delle ferite riportate in un incidente avvenuto alla curva del Tamburello dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari durante il Gran Premio di San Marino del 1994. Senna a 3 anni Ayrton Senna da Silva nacque a San Paolo, Brasile, il 21 marzo 1960 in una famiglia di agiate condizioni economiche, da Milton da Silva (1927-2021), brasiliano di madre andalusiana (originaria di Tíjola), imprenditore e proprietario di diverse fabbriche e Neide Johanna Senna (1935), brasiliana di origini italiane; i nonni materni di Neide, Raffaele Di Santoro e Maria Servilia Di Santoro (fra loro cugini) erano originari di Porcari in provincia di Lucca, la nonna paterna di Neide, Giovanna Magro proveniva da Siculiana in provincia di Agrigento, il nonno paterno di Neide, Luigi Sena (il cui cognome fu in seguito mutato in "Senna") era di Scisciano in provincia di Napoli. Ayrton aveva una sorella maggiore, Viviane (1957), madre di Bruno (anch'egli pilota), e un fratello più piccolo, Leonardo (1966). «Correre, competere, è nel mio sangue. Fa parte di me, fa parte della mia vita. L'ho fatto per tutta la vita e spicca su tutto il resto.» (Ayrton Senna) Senna con la Toleman (1984), Lotus (1986) e Lotus (1987) Firmato un nuovo contratto triennale, in McLaren Senna trovò come compagno di squadra il “professore” Prost, con cui iniziò una rivalità destinata a segnare la storia della Formula 1. La netta superiorità tecnica della McLaren MP4/4, motorizzata Honda, consentì ai due piloti di dominare il campionato, aggiudicandosi 15 delle 16 gare in programma e riducendo di fatto il mondiale a una lunga lotta tra di loro. L'inizio di stagione del brasiliano fu però altalenante. Senna a Silverstone (1988) Con il trionfo a Suzuka Senna si laureò matematicamente campione del mondo per la prima volta in carriera, con un bottino stagionale di 8 vittorie (e ben 13 pole position) a discapito delle 7 del compagno Prost. La McLaren con cui Senna vinse il suo secondo titolo mondiale Senna vince il Gran Premio degli USA del 1991 e il terzo campionato del mondo Senna vincitore a Monza nel 1992 con Schumacher con cui fu spesso in conflitto Dopo la conquista dell'ultimo titolo iridato, Prost concluse la propria carriera e nel 1994 Senna lasciò la McLaren per trasferirsi proprio alla Williams campione del mondo in carica. Senna firmò un contratto che lo remunerava con più di 1 milione di dollari a gara (circa 20 milioni di dollari totali per tutta la stagione). Il 27 aprile 1994, alla vigilia del Gran Premio di San Marino, incontrò il presidente della Ferrari Montezemolo, discutendo nuovamente di un possibile approdo a Maranello dopo l'esperienza con la Williams. Il 1º maggio 1994, mentre era in testa al Gran Premio di San Marino 1994 sul circuito di Imola, alle 14:17 perse il controllo della sua monoposto alla curva del Tamburello, uscì di pista e si schiantò contro una barriera di cemento riportando gravi ferite alla testa e morendo poi alle 18:40 all'ospedale Maggiore di Bologna. Anche nella terza prova del campionato mondiale di Formula 1 del 1994, il Gran Premio di San Marino, Senna conquista la pole position, la quarta di fila (considerando anche l'ultimo Gran Premio dell'anno precedente). Le prove, incominciate sotto pessimi auspici il venerdì con l'incidente (senza gravi conseguenze) di Rubens Barrichello alla variante bassa e funestate il sabato dall'incidente mortale di Roland Ratzenberger alla curva Villeneuve, segneranno profondamente lo stato d'animo di Ayrton Senna, tanto da indurlo a correre con una bandiera austriaca sistemata nell'abitacolo, così da poterla sventolare in segno di solidarietà se avesse vinto (tale bandiera fu poi rinvenuta, fortemente intrisa del sangue del pilota brasiliano, all'interno dei resti incidentati della Williams). Nella notte dopo le prove cronometrate, il piantone dello sterzo della sua monoposto era stato modificato e allungato, dopo la sua richiesta di migliorare la visibilità della strumentazione e per migliorare la guida del mezzo in quanto le nocche del pilota toccavano l'abitacolo. La corsa comincia con un incidente alla partenza tra JJ Lehto e Pedro Lamy, in cui i rottami delle vetture provocarono il ferimento di alcuni spettatori. La safety car, entrata in pista a seguito dell'incidente, vi rimane fino alla fine del quinto giro. Dopo la ripartenza, durante il settimo giro, alle 14:17 UTC+2, Senna esce di pista ad altissima velocità (superiore ai 300 km/h) alla curva del Tamburello a causa del cedimento del piantone dello sterzo recentemente modificato. La saldatura si dimostra insufficiente a reggere le sollecitazioni della gara, togliendo completamente al pilota il controllo della vettura nell'impegnare la curva. Infatti secondo la perizia che venne effettuata al microscopio elettronico dell’Università di Bologna, evidenziò che il piantone dello sterzo era rotto al 60 per cento a causa degli sforzi di torsione e flessione compiuti dal piantone. La fatale Curva del Tamburello Secondo invece la perizia svolta dall'Alenia per conto della Williams (tesi poi smentita in sede processuale), non fu la saldatura a cedere, ma il raccordo dello sterzo con i leveraggi delle ruote; questo però solo dopo la collisione, che sarebbe avvenuta per l'instabilità della vettura causata dal cattivo rifacimento del manto stradale. In ogni caso Senna, passeggero di una vettura praticamente ingovernabile, dapprima rilasciò l'acceleratore, riducendone la pressione di circa il 40 per cento, in seguito frenò violentemente provocando una decelerazione in circa 4 g (come si vede anche dalle immagini riprese dalla videocamera montata sulla monoposto), ma non riuscì a evitare il muro a bordo pista. L'impatto che avvenne a 211 chilometri orari fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto, e fu reso ancor più letale da un gradino d'asfalto coperto d'erba all'ingresso della via di fuga, che fece sobbalzare la vettura facendole conservare la velocità. I braccetti metallici della sospensione anteriore destra si spezzarono nel punto in cui si collegavano alla carrozzeria e l'estremità, da quel lato, di uno dei tronconi dei medesimi così generatisi (che, dall'altro lato, erano rimasti attaccati alla ruota) si diresse verso la testa del pilota e penetrò nella visiera del casco dal bordo superiore, causandogli lo sfondamento della regione frontale destra e provocando lesioni che, assieme a quelle derivate dalla frattura alla base del cranio, si riveleranno fatali. All'arrivo dei soccorsi Senna respirava ancora autonomamente, ma era entrato in coma, aveva perso molto sangue per la lacerazione dell'arteria temporale sopra all'occhio destro, e presentava una midriasi estrema, segno di grave compromissione cerebrale. Dopo i primi soccorsi a bordo pista prestati dall'équipe medica guidata dal medico della FIA Sid Watkins, che gli effettuò una tracheotomia d'urgenza, fu deciso di trasportare il pilota via elisoccorso direttamente al centro traumi di riferimento, presso l'Ospedale Maggiore di Bologna su un elicottero del servizio 118; questa tipologia di soccorso è stata unica nella storia automobilistica in quanto altri casi del genere, anche successivamente, sono stati solitamente gestiti con il trasporto all'ospedale da parte dell'elicottero sanitario del circuito. Nel frattempo, durante il regime di safety car, Érik Comas era rientrato con la sua Larrousse nella pit lane per sistemare un problema causato da un contatto nel primo giro; poco dopo l'atterraggio dell'eliambulanza sulla pista, Comas uscì dai box e, per un problema di comunicazione con il suo equipaggio, rientrò in gara, già sospesa dalla bandiera rossa: i commissari di gara cercarono di fargli segnalazioni mentre si avvicinava al Tamburello apparentemente ignaro di ciò che stava accadendo: il pilota francese dovette frenare bruscamente per evitare la collisione con l'elicottero. Il fotografo Angelo Orsi, collaboratore del settimanale Autosprint e amico di Ayrton Senna, è stato l'unico a scattare una foto in cui è visibile il volto del pilota dopo i primissimi soccorsi successivi all'incidente; tuttavia egli ha deciso di non pubblicare né mostrare a nessuno tale foto, decidendo di distruggerla appena giunto in redazione. All'Ospedale Maggiore di Bologna il pilota venne ricoverato nel reparto di rianimazione, dove si accertò che il danno più rilevante era l'estesa e diffusa emorragia cerebrale (causata sia dalla lesione al lobo frontale destro che dalla frattura alla base del cranio) e che il paziente era in morte cerebrale. Tale condizione clinica non fu tuttavia sufficiente per dichiarare la sua morte: la recentissima legge italiana relativa alla constatazione di decesso non era infatti ancora entrata nella pratica clinica e pertanto l'équipe medica dovette attendere la cessazione delle funzioni cardiache. In punto di morte, su richiesta del fratello, un sacerdote cattolico impartì a Senna l'estrema unzione e il pilota spirò alle 18:40 UTC+2, senza aver mai ripreso conoscenza; aveva 34 anni. Poche ore dopo, la magistratura italiana ordinò l'autopsia sul corpo del campione, che fu eseguita il 3 maggio dichiarando la causa del decesso nello "schiacciamento cerebrale, trauma cranio-cerebrale basale con arresto cardiocircolatorio" e non individuò altri danni fisici di particolare gravità. Ciò è spiegabile con il fatto che l'angolo d'impatto, di soli 22°, aveva permesso una progressiva dissipazione dell'energia cinetica prima contro il muretto e quindi nella via di fuga in cemento: analoghi incidenti ad alta velocità nello stesso punto – come quello di Nelson Piquet nel 1987, quello di Gerhard Berger nel 1989, quello di Michele Alboreto nel 1991 o quello di Riccardo Patrese nel 1992 – si erano tutti risolti senza particolari traumi da decelerazione. In Brasile furono proclamati tre giorni di lutto nazionale mentre, a seguito delle indagini sulla morte, il circuito di Imola fu posto sotto sequestro. Molte migliorie a livello tecnico sarebbero state in seguito apportate, dopo che in un primo momento la Federazione aveva varato un piano d'emergenza per il prosieguo della stagione. Il rientro del corpo di Senna in Brasile, sollecitato dall'allora Presidente della Repubblica brasiliana al suo omologo italiano, avvenne con un volo sull'aereo presidenziale italiano sino a Parigi e da lì a San Paolo su un McDonnell Douglas MD-11 per conto della Varig, nel quale – per esplicita decisione del comandante dell'aereo – la bara non venne inserita in stiva ma in cabina, in uno spazio ricavato dalla rimozione di alcuni sedili passeggeri. Durante il volo il giornalista Livio Oricchio, connazionale del pilota, e altri amici restarono sempre vicino al feretro. Dopo i funerali di Stato, la salma venne inumata nel cimitero di Morumbi, nella città natale di San Paolo, il 5 maggio 1994. Sedici fra amici, rivali ed ex piloti lo accompagnarono al luogo della sepoltura: Wilson, Emerson e Christian Fittipaldi, Roberto Moreno, Rubens Barrichello, Raul Boesel, Alain Prost (che aveva seguito la gara di Imola come commentatore per TF1), Jackie Stewart, Johnny Herbert, Thierry Boutsen, Gerhard Berger, Michele Alboreto, Hans-Joachim Stuck, Derek Warwick, Damon Hill e Maurizio Sandro Sala, rivale di Ayrton ai tempi dei kart. "Niente puó separarmi dall'amore di Dio" (Lettera ai Romani 8:38-39) Il 26 aprile 1997 un monumento in memoria del pilota fu eretto all'interno della curva del Tamburello, pressappoco nel punto in cui Ayrton ebbe l'incidente mortale; la statua, alta circa due metri e realizzata dallo scultore Stefano Pierotti di Pietrasanta, è un corpo bronzeo che poggia su un prezioso basamento di marmo grigio e pesa quasi 380 chilogrammi. Fu commissionata dal comune di Imola, proprietario dell'autodromo, e dalla Sagis, la società che all'epoca aveva in gestione l'impianto. Ayrton Senna spesso dava in beneficenza parte dei guadagni accumulati grazie alla sua attività di pilota. La sua opera di carità venne rivelata soltanto dopo la sua morte dalla sorella Viviane. Nel testamento del campione brasiliano, inoltre, grosse somme furono destinate a opere di beneficenza. All'inizio del 1994, parlando con la sorella, Senna espresse la volontà di dar vita a un'organizzazione con l'obiettivo di aiutare i bambini poveri del Brasile, al fine di dare loro un'opportunità per il futuro. Tale desiderio rivive oggi nella Fondazione Ayrton Senna, un ente senza scopo di lucro creato proprio dalla sorella Viviane nel novembre del 1994 e che dà la possibilità a molti ragazzi brasiliani poveri di ricevere un'adeguata educazione. L'istituto, dalla sua nascita, ha offerto supporto a centinaia di migliaia di assistiti presenti in tutto il Brasile, oltre ad essere stato insignito dall'UNESCO, nel 2004, di una cattedra incentrata sull'educazione e lo sviluppo umano, risultando la prima organizzazione non governativa a ricevere tale riconoscimento.
  40. 2 points
    Guarda l'albo d'oro della Serie A da quando Rocchi è designatore... Guarda chi sono le due società che per prime hanno spinto per la candidatura di Malagò... Nessuna società sta aprendo bocca. L'idea del commissariamento, evidentemente, terrorizza tutti, nessuno escluso. La realtà, ahimè, è che davvero stiamo seguendo uno sport farlocco.
  41. 2 points
    mi raccomando i nostri dirigenti tutti zitti eh! ricordo all'epoca i vari berlusconi e dentimarci pronti a rivendicare i nostri scudetti appena uscì la farsa
  42. 2 points
    Possono utilizzare ancora gli striscioni! In tempo di magra è un gran bel risparmio su lenzuola e pastelli
  43. 2 points
    Per molti di noi il 2006 è lo spartiacque per questo sport. Prima ero abbonato Sky oppure mi procuravo i biglietti, prendevo un aereo e andavo a vedere la Juve e sicuramente chissà quante volte sarei andato in futuro allo Stadium. Adesso non so quando gioca la Juve, lo leggo qui. Seguo solamente gli incontri di cartello in alcuni campionati esteri e guardo la finale di CL. Dal punto di vista extra sportivo ho capito che era una lotta contro i mulini a vento dal 2011 ovvero quando venne condannato Moggi in quel processo dove la completa assoluzione e un pacco di scuse sarebbero stati il minimo sindacale. Oggi l'unica parziale soddisfazione sarebbe vedere il proprietario distrutto ed in lacrime o peggio. Per quanto mi riguarda equivarrebbe alla vittoria di 5 CL di fila. La rabbia negli anni è aumentata a dismisura visto ciò che rappresentava la Juventus per molti gobbi.
  44. 2 points
  45. 2 points
    Nell'intercettazione sentiremo Zanetti pregare per avere un arbitro bastardo anti interista
  46. 2 points
    Non succede Ma se succede ..... Ho 600euri sulla Postepay. Li spendo tutti in sciabolate
  47. 2 points
    Sono un'eterna illusa Mi basterebbe anche la Juve di 10 anni fa... Ma come ha detto lei, caro J. Holmes, oggettivamente la giustizia per noi non funziona.
  48. 2 points
    https://twitter.com/capuanogio/status/2050082257721872606?s=20
  49. 2 points
    Ecco questo dovrebbe essere marchiato a fuoco sulla fronte di tutti quelli che continuano a dire che lo schifoso del quisling non è in malafede... vediamo se così lo capiscono!!! Ti ha detto in faccia che l'interesse era ben latro più di così che caxxo vogliono le cheerleaders del traditore?
  50. 2 points
    Se anche questa volta finirá a tarallucci e vino come in tante altre vicende che non hanno riguardato la juve, per me hanno chiuso definitivamente. Io questa M***A non la seguo più! E per seguire intendo anche solo documentarmi. Perchè al sistema non dò un euro da almeno 4 anni buoni…………… E se altri seguissero il mio esempio e quello di molti altri qui dentro, sicuro sicuro alle orecchie di oggi non vuol sentire qualche fischio arriverebbe. Per me il calcio italiota può fallire domani! Ne sarei solo contento!
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